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	<title>Draghi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Scoperta la soluzione per Quirinale e Palazzo Chigi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alan David Baumann]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Dec 2021 20:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="860" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-300x202.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-1024x688.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-768x516.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-1170x786.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-585x393.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Forse risolto il toto nomine con l’arruolamento delle due sole personalità di alto livello, fedeli alla Patria, all’Europa e soprattutto agli italiani: al Quirinale salirà Mario Draghi, economista, accademico, banchiere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="860" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-300x202.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-1024x688.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-768x516.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-1170x786.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/AC5F53EA-E62C-4F19-884C-1637BA1CC96E-585x393.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Forse risolto il toto nomine con <span class="s3">l’arruolamento</span> delle due sole personalità di alto livello, fedeli alla Patria, all’Europa e soprattutto agli italiani:</p>
<p>al Quirinale salirà Mario Draghi, economista, accademico, banchiere e dirigente pubblico formatosi in Italia ed al MIT di Boston. Già professore universitario, diventa Governatore della Banca d’Italia nel 2005. Direttore esecutivo per l’Italia della Banca Mondiale, ha poiricoperto dal 2011 al 2019 la carica di Presidente della Banca Centrale Europea.</p>
<p>La sua ascesa alla presidenza dello Stato è una storia che circola da parecchio tempo, sebbene diverse siano le opinioni e le paure: da un latoscaramantico perché i nominati per il Quirinale non sempre riescono ad accedervi, dall’altro perché rimarrebbe vuoto Palazzo Chigi ed in questo momento di pandemia, solo questo governo di larghe intese sembra riuscire a guidare il paese.</p>
<p>D’altro canto Sergio Mattarella non ha alcuna intenzione di rimanere sul colle. Molti politici o meno ritengono che Draghi potrebbe governarel’Italia anche da lì.</p>
<p>Allora cosa fare? Mattarella sta concludendo il settennato. Ha spento da poco le ottanta candeline (è nato a Palermo il 23 luglio 1941). Avvocato, professore di diritto parlamentare, ha svolto attività scientifica specialmente su argomenti di diritto costituzionale ed è stato eletto alla Camera dei Deputati durante sette legislature, dal 1983 al 2008. È stato Ministro dei Rapporti con il Parlamento, alla Pubblica Istruzione, alla Difesa. Eletto Giudice Costituzionale dal Parlamento, è poi entrato a far parte della Corte Costituzionale nel 2011. Il 31 gennaio 2015 è stato eletto dodicesimo Presidente della Repubblica.</p>
<p>“Santi numi” si potrebbe dire con un ardore degno di Vittorio Gassman. Come si riuscirà a risolvere il problema per mantenere in auge un governo senza Presidente sino al 2023? Come fare se Draghi sarà obbligato a lasciare per insediarsi al Quirinale? Questa insicurezza ci è forse stata consegnata dai politici o presunti tali che si sono resi conto di non aver sottomano alcuna figura tra loro capace di governare, o piuttosto gli stessi politici o presunti tali hanno timore di venire brutalmente sodomizzati dai loro colleghi o presunti tali?</p>
<p>Rimane solo una scelta, che sicuramente piacerebbe a furor di popolo: si proprio da quei milioni di italiani che non vengono mai presi in considerazione dai loro eletti o dai presunti tali.</p>
<p>Presto un signore rispettabile come pochi in questo paese, si troverà “disoccupato”, ma certamente l’Italia intera, senza timore di sbagliare, potrà chiederli di rimanere, ancora per un anno, ma in altra vece.</p>
<p>E per questo lo scambio tra Draghi e Mattarella, il primo al Quirinale, il secondo a Palazzo Chigi, non potrebbe far altro che continuare a portare l’Italia verso il risanamento necessario. Non potranno che proseguirenella condivisione della loro onestà, nel comune pensiero di voler fare del bene al paese, che ha già reso all’Italia quella posizione anche internazionale, persa negli ultimi decenni, ritrovata ed ora necessariamente da mantenere.</p>
<p>Comprendiamo il rifiuto di Mattarella ad iniziare un altro settennato, come fece il predecessore Napolitano, ma nessuno fino ad oggi gli aveva chiesto di andare a Palazzo Chigi.</p>
<p>Tutti accettano due Papi: non potremmo avere due Presidenti della Repubblica e (due) del Governo?</p>
<p>Le corse <span class="s3">non</span> le vincono <span class="s3">sempre</span> i favoriti, ma spesso chi vince <span class="s3">è</span> il migliore.</p>
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		<title>Libia, Mario Draghi rilancia il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 20:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
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<p>Libia, la prima visita all’estero di Mario Draghi riaccende l’interesse dell’Italia per il paese mediterraneo ibia, la prima visita all’estero di Mario Draghi riaccende l’interesse dell’Italia per il paese mediterraneo sancito proprio dalla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/draghi-libia-e-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/draghi-libia-e-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/draghi-libia-e-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/draghi-libia-e-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><strong><em>Libia, la prima visita all’estero di Mario Draghi riaccende l’interesse dell’Italia per il paese mediterraneo</em></strong></p>
<p><strong>ibia,</strong> la prima visita all’estero di <strong>Mario Draghi</strong> riaccende l’interesse dell’Italia per il paese mediterraneo sancito proprio dalla dichiarazione del premier che ha affermato che si è trattato di un “Momento unico per ricostruire l’amicizia tra i due Paesi”. La Libia quindi, paese instabile dalla caduta di <strong>Mu’ammar Gheddafi</strong> dal 2011, di cui 8 di guerra civile, con quasi <strong>1milione</strong> di persone che necessitano di <strong>assistenza umanitaria</strong> su 6,7milioni di abitanti. Il paese nordafricano conta circa <strong>278mila sfollati interni</strong> ed ha visto un crollo del PIL pro capite (nominale) tra il 2011 e il 2020 del <strong>-72%</strong> e una diminuzione della produzione di petrolio da gennaio 2021 rispetto allo stesso mese del 2021 del <strong>-38%.</strong> Un Paese lacerato dall’interno e alle prese con un difficile percorso verso la stabilità politica.</p>
<p><strong>E adesso?</strong> Mario Draghi con il suo viaggio ha voluto rilanciare il ruolo dell’Italia nel paese per anni indebolito dalla forte presenza turca in Tripolitania e da quella russa in Cirenaica: “È un momento unico per la Libia, c’è un governo di unità nazionale legittimato dal Parlamento che sta procedendo alla riconciliazione nazionale. Il momento è unico per ricostruire quella che è stata un’antica amicizia”.</p>
<p>Un tempo <strong>colonia del Regno d’Italia</strong> nell’Africa settentrionale – dal 1912 al 1947 – il nostro Paese vanta una lunga storia di scambi economici e sociali con la Libia.</p>
<p><strong>Le relazioni bilaterali tra Italia e Libia</strong>, a partire proprio dall’indipendenza del Regno Unito di Libia nel <strong>1951</strong>, hanno attraversato nel corso degli ultimi decenni diverse fasi. Molto complicate nei primi venti anni dalla nascita della neo-Repubblica Araba capeggiata da Mu’ammar Gheddafi, si sono toccati diversi momenti di tensioni come nel <strong>1986 </strong>quando a seguito dell’attacco americano a Tripoli e Bengasi vi fu l’attacco missilistico libico contro Lampedusa. I rapporti migliorarono a partire dal Comunicato congiunto Dini-Mountasser del <strong>1998,</strong> fino alla stipula del <strong>trattato di Bengasi di amicizia e cooperazione nel 2008</strong>, allorché la Libia di Gheddafi diventa per l’Italia un alleato sulla sponda nordafricana e un fornitore di energia (gas e petrolio), fino alla <strong>guerra civile libica del 2011</strong>.</p>
<p>Il premier, accompagnato dal ministro degli Esteri <strong>Luigi Di Maio</strong>, ha incontrato a Tripoli <strong>Abdel Hamid Dbeibah</strong>, alla guida del governo di transizione incaricato di portare il paese al voto del prossimo 24 dicembre. Dbeibah intende puntare a una forte strategia economica per rilanciare l’export e le relazioni commerciali, oltre alla pacificazione politica che poi sta alla base di ogni successivo progetto di stabilità e di autonomia interna.</p>
<p>La visita di Draghi è stata preceduta infatti da quella dei dirigenti del <strong>Consorzio Aeneas</strong> e dell’agenzia italiana per il servizio aereo (<strong>Enav</strong>). Si è discussa la possibilità di riaprire <strong>l’aeroporto di Tripoli</strong>, ripristinando i collegamenti aerei tra i due paesi e tra la Libia e l’Europa. Nelle stesse ore <strong>Ursula von der Leyen e Charles Michel </strong>volavano ad Ankara per parlare con il presidente <strong>Erdogan</strong> del futuro delle relazioni Ue-Turchia, anche lì si è discusso molto sul ruolo dell’Europa nel Mediterraneo.</p>
<p><strong>E quindi? </strong>La visita del premier italianoè stata molto importante ma di certo le prossime sfide non saranno semplici, ricordiamo come nell’area siano da tempo presenti diversi attori non libici. Ad oggi i militari turchi, inviati da Ankara a sostegno del governo assediato di Fayez al-Serraj, controllano la base aerea di al-Watiya e quella navale di Misurata e non pare siano intenzionati a lasciare la Tripolitania. A Sirte sono presenti circa 2000 mercenari russi della compagnia Wagner, inviati per sostenere il generale Khalifa Haftar. Che si fa?</p>
<p>“I mercenari sono una pugnalata alle spalle del nostro paese e devono andarsene. La nostra sovranità è violata dalla loro presenza” ha ammesso Dbeibah davanti al parlamento riunito per il suo insediamento. L’Europa si è mossa e lo scorso 25 marzo i ministri degli esteri di Francia, Italia e Germania sono volati insieme a Tripoli: “C’è la volontà di rilanciare l’interscambio culturale ed economico libico. In altre parole si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nella piena sovranità della Libia” ha detto Draghi in conferenza stampa congiunta con il premier libico.</p>
<p>In fondo, citando lo storico francese <strong>Fernand Braudel</strong> il Mediterraneo, da qualunque lato si osservi, rappresenta una contiguità orografica che ha unito per secoli popoli e regioni in una fitta rete di scambi economici e culturali: “Su una carta del mondo il Mediterraneo non è che una fenditura della crosta terrestre, uno stretto fuso che si allunga da Gibilterra all’istmo di Suez e al Mar Rosso. Fratture, faglie, cedimenti hanno creato fosse liquide profonde. Tali montagne si spingono nel mare, talvolta strozzandolo sino a ridurlo a un semplice corridoio di acqua salata: si pensi a Gibilterra, alle Bocche di Bonifacio, allo Stretto di Messina coi vorticosi gorghi di Scilla e Cariddi, ai Dardanelli e al Bosforo. Non è più mare: sono fiumi, o addirittura semplici porte marine”. Fernand Braudel, <em>Il Mediterraneo</em>, 1985.</p>
<p>La partita per il Mediterraneo non è affatto scontata.</p>
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		<title>IL COVID PASSERA’, MA LE SEQUELE?</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/03/il-covid-passera-ma-le-sequele/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-covid-passera-ma-le-sequele</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 14:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-2048x1366.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/unnamed-5-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Nuovo ordine mondiale: fantaeconomia o fantarealtà? RIO DE JANEIRO &#8211; “Per i miracoli ci stiamo attrezzando”. Dovrebbe essere questa la dichiarazione del presidente Draghi nella prossima conferenza stampa. Una parte&#8230;</p>
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<p>RIO DE JANEIRO &#8211; “<strong>Per i miracoli ci stiamo attrezzando</strong>”. Dovrebbe essere questa la dichiarazione del <strong>presidente Draghi</strong> nella prossima conferenza stampa. Una parte della popolazione, la più mugugnona, avrebbe preteso che con l’avvento del nuovo governo, come d’incanto, tutti gli errori da matita blu del <strong>governo Conte</strong> e non solo fossero corretti dall’oggi all’indomani.</p>
<p>Signori, è <strong>Draghi</strong> mica Mandrake! Le priorità di oggi sono il virus da debellare e l’economia da resuscitare. Burocrazia, scuola, giustizia, ecologia, tecnologia, carceri, riforme costituzionali e tutti gli altri problemi, che Dio solo sa da quando esistono e quanti siano, potranno essere messi in agenda per il prossimo futuro, ma non affrontati e risolti nell´infuriare dell´epidemia da un governo di scopo, formato con il fine di portare a termine specifici obiettivi e destinato a durare uno o al più due anni.</p>
<p>Eppoi, non dimentichiamoci che Draghi, per quanto eccellente possa essere, è emergenzialmente a capo di un’anomala intesa di governo, crogiolo di tenaci avversari politici, pronti a sbottare alla prima occasione propizia e ciò rappresenta, già di per sé, una brutta gatta da pelare&#8230;</p>
<p>Suvvia, dunque, siamo seri!</p>
<p>La mania di lamentarsi di tutto è un problema psicologico. È quanto sostengono gruppi di studiosi in materia. Le persone che si lamentano incessantemente, tranne le prefiche che sono del mestiere, lo fanno perché si sentono insoddisfatte: in realtà esse si lamentano della loro esistenza, della sorda sensazione di vuoto che provano e della mancanza di senso che le isola. Comunque sia, questi soggetti esistono da sempre e rompono l’anima alla gente comune!</p>
<p>“<strong>Di Draghi non giudico l&#8217;apparenza, ma l&#8217;azione</strong>” – Giuliano Ferrara. E patapunfete! Rieccoci con i bastian contrari all’opera. Le ultime lagnanze di costoro attengono, guarda un po’, alla riservatezza di Draghi, che non fa show a reti unificate per proclamare questo o quell’altro provvedimento. Stavolta sono gli “orfani” di Conte che hanno cantato questa solfa per giorni. Nostalgia delle comunicazioni in notturna del prof? Mah, vattelappesca!</p>
<p>Oh, poveri noi! Si direbbe che siamo messi proprio male. L’uomo, in verità, non è mai contento, tant’è che il noto gesuita e letterato francese <strong>Étienne Binet</strong>, in una delle sue opere, asseriva che la più grande confraternita del mondo è quella degli scontenti. Beh, se così gira il mondo, così sia! Dopotutto Il mondo è bello perché è vario. Certo però che &#8211; mentre il morbo infuria, il vaccino manca (o fa paura), le controverse restrizioni sociali si inaspriscono fino all´esasperazione e gli scontenti di turno non finiscono di brontolare &#8211; sarà pur necessario che chi di dovere si occupi seriamente non solo dell’oggi, ma anche del domani. E con ciò ci riferiamo alla necessità di predisporre sin da ora strutture sanitarie nazionali adeguate alla bisogna per non ritrovarci dopo la tempesta, come sempre, impreparati.</p>
<p>Non v’è chi non veda, infatti, che sia necessario creare attrezzati centri polispecialistici ove richiamare le migliaia di pazienti guariti dall’infezione al fine di trattare i danni che il malefico virus lascerà loro in eredità. In <strong>Cina</strong>, per l´appunto, e questo è solo un dato, ove il Covid-19 è comparso per la prima volta, ci si è accorti di come un paziente su tre dopo le dimissioni abbia presentato un’incapacità respiratoria pari al 30%. E per quanto si sa, le conseguenze sulla salute a lungo termine dei pazienti guariti da Covid-19 restano ancora un&#8217;area molto inesplorata. Inoltre, le persone che si sono ammalate di Covid, persino i più giovani, secondo quanto afferma il dottor <strong>Sandro Iannaccone</strong>, primario Riabilitazione Disturbi Neurologici Cognitivi-Motori all’Ospedale San Raffaele di Milano, hanno maggiore probabilità di sviluppare conseguenze cognitive simili alla demenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con queste premesse c’è veramente poco da stare allegri! Su dunque, bando ai teatrini ideologici e al lavoro signori politici: campagna vaccinale senza remore e se la gestione della stessa da parte dell&#8217;Ue sta facendo cilecca (contratti con le società farmaceutiche indefiniti e secretati, insufficienza delle dosi di vaccino, preclusioni geopolitiche verso alcuni vaccini, lotti <strong>AstraZeneca</strong> sospetti, sospesi, riabilitati etc.), che si avvii senza indugio un processo di autonomia produttiva nazionale, se non vogliamo trasformarci in ergastolani a causa del Covid.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La settimana scorsa, a tal proposito, il governo ha finalmente stipulato un contratto preliminare con la <strong>Patheon Thermo Fisher</strong> per produrre un vaccino (si ignora quale sia) sul nostro territorio. Questo è certamente un primo passo significativo, nella speranza, però, che ne seguano degli altri. Ma v’è di meglio: la ricerca nostrana va avanti e vengono sperimentati nuovi vaccini. Tra questi ce n´ è uno tutto “tricolore” della <strong>Reithera S.r.l.</strong> in collaborazione con l’<strong>Istituto “Spallanzani” </strong>di Roma, già in Fase 2 e 3 di sperimentazione. Naturalmente un vaccino italiano oltre che riabilitare mondialmente l’immagine del nostro Paese, purtroppo scalfita dell’epidemia, porterebbe notevoli vantaggi economici e di approvvigionamento. In altre parole, il progresso scientifico non solo migliora la qualità della vita, ma apporta enormi benefici all´economia della nazione in cui si sviluppa. Vale la pena ricordare a tal proposito che l´Italia è senza dubbio un’eccellenza nell´industria farmaceutica, grazie ai 31,2 miliardi di euro di produzione annua.</p>
<p>È altresì interessante menzionare, restando in tema sanità, che è appena partita la sperimentazione dell&#8217;altro vaccino tutto italiano contro il Covid-19 progettato dalla <strong>Takis di Castel Romano</strong> (RM) e sviluppato in congiunto con la <strong>Rottapharm Biotech di Monza</strong>. Questo tipo di vaccino &#8220;<em>potrebbe essere molto importante in futuro</em>&#8221; perché, secondo quanto illustrato dal <strong>Prof. Paolo Bonfanti</strong>, direttore della Clinica di Malattie infettive del San Gerardo, c&#8217;è &#8220;<em>la possibilità di modificarlo adattandolo alla emergenza di varianti del virus non sensibili ai vaccini attuali</em>&#8220;.</p>
<p>Nel contempo, riprendendo il discorso organizzativo, sarà necessario provvedere alla ristrutturazione e al potenziamento dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri su tutto il territorio nazionale. Sanità ed economia siano, vivaddio! le priorità cui dovranno essere destinate in buona parte le risorse del Fondo di Recupero (<em><strong>Recovery Fund</strong></em> per coloro che non parlano in italiano). Sarebbe a dir poco imbarazzante se il governo non avesse ancora appreso la lezione dell’epidemia!</p>
<p>In epigrafe, ricordiamo, si è fatto cenno alle sequele del <strong>Covid-19</strong>. Bene, esse non saranno solamente sanitarie, ma altresì economiche e sociali. L’attuale crisi planetaria è il prodromo della morte del capitalismo neoliberalista, già da qualche tempo condannato al fallimento dai cambiamenti climatici, per cui la pandemia dev’essere considerata come il classico colpo di grazia che darà vita a un nuovo ordine mondiale. La produzione, mantra supremo del capitalismo, è stata arrestata dalla crisi pandemica e, di conseguenza, sono caduti a effetto domino sia le strutture che le filiere economiche del libero mercato.</p>
<p>“<em>Il sistema capitalistico è sul viale del tramonto e sarà sostituito da un modello diverso di convivenza, quello dei beni comuni associativi</em>”. È quanto pronostica da tempo il sociologo statunitense <strong>Jeremy Rifkin</strong>, presidente della Foundation of economic Trends di <strong>Washington</strong> e uno dei massimi attivisti ambientali del pianeta. In altre parole, per uscire dalla dilagante crisi provocata dal capitalismo finanziario in versione neoliberista ci si dovrebbe avviare, secondo Rifkin, verso il Common collaborativo.</p>
<p>La filosofia di questo nuovo ordine mondiale consiste nella minore aspettativa di un tornaconto economico e nel maggior desiderio di fomentare il benessere sociale dell’umanità.<strong> Fantaeconomia, fantarealtà?</strong> Chissà! “L’impossibile può diventare possibile” ci ricorda <strong>Franco Basaglia</strong>!</p>
<p>Comunque sia, è chiaro che ad un nuovo ordine si arriverà: la pandemia ha generato percorsi di solidarietà inediti e fino a ieri impensabili. Non a caso, <strong>Papa Francesco</strong> ha auspicato che per il futuro si esca rafforzati nello spirito di solidarietà. Ed è probabile che ciò avvenga. Infatti, dalla crisi pandemica sono emerse due cose: la prima, una certa fraternità a livello globale e pur essendosi trattato di un evento accidentale, il risultato è, di per sé, molto significativo; la seconda, la fragilità dell’essere umano e il conseguente vantaggio di vivere in una società solidale. In conseguenza di ciò ci si domanda: lo scambio di aiuti polimorfi tra Paesi diversi potrebbe essere considerato una sorta di introduzione a quelle che saranno le politiche relazionali tra i vari Stati dopo la pandemia?</p>
<p>Beh, noi ce lo auguriamo, ma è improbabile che in questo vecchio pazzo mondo ciò avvenga; i vizi privati, come sempre, prevarranno sulle pubbliche virtù! Tuttavia un dato è certo, durante questa crisi si è verificato un fatto interessante: nella sventura collettiva, l’Europa, considerati tutti gli errori di gestione delle misure di emergenza e le gravi conseguenze che ne sono derivate, dovrebbe aver capito che non si va da nessuna parte facendo ordinaria amministrazione (<em>business-as-usual</em>). Essa si ritrova tra le mani un’occasione storica per porre in atto una radicale riforma della propria struttura. In sostanza, dovrebbe fare di necessità virtù.</p>
<p>Un esempio le viene offerto dalla scienza medica senza frontiere, che &#8211; dal canto suo &#8211; si è mossa con maggiore associazionismo e ha dimostrato che collaborando con competenza in uno sforzo comune, multicentrico e multidisciplinare, si sono potuti creare, in tempi da primato, vari farmaci antivirali, ancorché di efficacia diversa. E allora? Quanto sopra esposto ci induce a riflettere e ritenere che potremo sperare in un “nuovo miglior ordine” solamente se, emulando l´esortazione di <strong>Carlo Azeglio Ciampi</strong>, in futuro si sarà “<em>tutti uniti per il bene comune”, </em>creando una forza, nell’animo più che nel corpo, che ci protegga da nemici universali e ci garantisca il benessere solidale.</p>
<p>“<em>Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo</em>”. Non si sbagliava affatto <strong>Henry Ford</strong>! Che poi chi ci governa la pensi come Ford o meno è tutta un´altra storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> http://rivistalagazzettaonline.info/articolo/3603/editoriale-aprile-2021</em></p>
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		<title>Scuola per tutti e… per ciascuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 18:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="415" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/class.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/class.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/class-300x195.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/class-585x379.jpg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Mettere al primo posto del programma la “centralità della scuola” per scommettere su un futuro basato sulle competenze necessarie per affrontare le sfide globali del XXI secolo: sono questi gli&#8230;</p>
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<p><strong>“Più scuola per tutti</strong>” in ogni area territoriale; “<strong>più scuola per tutti</strong>” in ogni famiglia; “<strong>più scuola per tutti</strong>” per l’intero anno solare”. Sono questi gli obiettivi e i traguardi verso cui tende la nuova compagine ministeriale del Governo Draghi, con la guida di Patrizio Bianchi: mettere al primo posto del programma la “<strong>centralità della scuola</strong>” per scommettere su un futuro basato sulle <strong>competenze</strong> necessarie per affrontare le sfide globali del XXI secolo.</p>
<p>Lo slogan che segue l’immagine del “<em>Tutti a scuola”,</em> che, in questi anni, ha fatto da sfondo alle cerimonie d’inaugurazioni dell’anno scolastico, stampata sulle magliette bianche degli studenti, viene riproposta per mettere in luce i principi cardine:</p>
<ul>
<li>Del <strong>diritto allo studio</strong>, sancito dall’art. 34 della Costituzione nel rispetto dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani e della Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.</li>
<li>Della regolare <strong>continuità del servizio scolastico</strong> senza interruzioni o alternanze, così da consentire di valorizzare il “tempo scuola” come “tempo di apprendimento”.</li>
<li>Della <strong>collaborazione con la famiglia per</strong> una linea di continuità e di convergenza educativa cercando il miglior bene dei “figli”, a scuola “studenti”.</li>
<li><strong>Dell’ampliamento dell’obbligo scolastico</strong> e formativo dai 3 ai 18 anni inglobando la scuola dell’Infanzia che si apre ad una rinnovata didattica nel processo di costruzione dell’identità del bambino, “<em>Il sé e l’altro</em>; <em>Il corpo in movimento</em>; <em>Linguaggi, creatività espressioni</em>; <em>I discorsi e le parole</em>; <em>La conoscenza del mondo”.</em></li>
<li>Della necessità di indirizzare l’intero percorso didattico verso le <strong>competenze</strong> da acquisire e certificare, integrando la scuola del “sapere” con il “saper fare” e quindi “saper essere” donne/uomini, persone e cittadini.</li>
<li>Dell’impegno di limitare e abbattere la <strong>dispersione scolastica</strong> che in questi due anni di pandemia è aumentata notevolmente anche a causa della diseguaglianza e discontinuità della didattica a distanza, spesso anche molto nociva, perché privava gli studenti dell’apporto del sostegno dei docenti per un proficuo processo formativo e socializzante.</li>
</ul>
<p>Nel cammino evolutivo dei linguaggi, quello della “pedagogia scolastica” ha formulato una ben definita preposizione: “<strong>Scuola di tutti, scuola per ciascuno</strong>”. Con questa formula il “<strong>di tutti”</strong> ha specificato i destinatari del servizio e dell’obbligo scolastico che oggi s’intende potenziare e ampliare, mentre il “<strong>per ciascuno”</strong> ha focalizzato l’attenzione verso il successo formativo che coinvolge i singoli alunni, nella specifica soggettività e individualizzazione.</p>
<p>Il nuovo Ministro, di specifica formazione economica, ha evidenziato che la scuola non è un mero “capitolo di spesa” dello Stato Italiano, ma che è necessario <em>ripristinare l’idea che la scuola è il perno dello sviluppo dell’Italia e della formazione di buoni cittadini</em>” e costituisce un’opportunità d’investimento e di progettazione per una società più equa e proiettata al futuro.</p>
<p><strong>VALORIZZARE IL RUOLO E LA CARRIERA DEI DOCENTI </strong></p>
<p>A tale scopo è indispensabile assicurare un’effettiva valorizzazione degli insegnanti, professionisti impegnati nella costruzione culturale e professionale delle future generazioni, e pertanto si ritiene necessario superare le barriere del precariato e la difformità tra “<strong>organico di diritto” e “organico, di fatto</strong>”, eliminando i vuoti che determinano, di fatto, un’azione didattica frammentata e parziale.</p>
<p>A questo scopo saranno meglio organizzate la macchina della mobilità del Personale, le graduatorie.</p>
<p>e le complesse procedure dei concorsi.</p>
<p>Regolamentando il numero degli alunni per classi si potrà assicurare la presenza costante di tutti gli studenti a scuola e per l’intero anno scolastico, evitando interruzioni e moduli alternati di gruppi classe, garantendo anche agli alunni disabili non un servizio di semplice assistenza, bensì efficaci occasioni di crescita, sviluppando abilità e competenze nel rispetto delle potenzialità di ciascuno.</p>
<p>Si potrà meglio valorizzare la competenza acquisita nel corso della “didattica a distanza” completando e integrando alcuni interventi con l’utilizzo degli strumenti tecnologici della galassia d’internet.</p>
<p>Nella gestione della complessità organizzativa della scuola, – oggi affidata unicamente al Dirigente scolastico – come ha scritto l’ANCoDiS (Associazione che sostiene il riconoscimento giuridico e contrattuale dei Collaboratori dei DS e delle Figure di sistema che lavorano nelle autonome Istituzioni scolastiche) “<em>non è più possibile disconoscere la necessità del distaccamento dall’attività d’insegnamento di un docente Collaboratore del DS (ex vicepreside) ” </em>del quale sono indiscusse l’imprescindibilità della presenza e la sostanzialità del servizio svolto, pur senza alcun riconoscimento giuridico e contrattuale.</p>
<p>“<em>La scuola autonoma e moderna ha bisogno di questa figura istituzionalizzata che copra un vulnus nella governance scolastica”.</em></p>
<p>Il raggiungimento del traguardo di qualità dell’istituzione scolastica necessita, appunto, di figure professionali esperte e competenti a garanzia di un lavoro che dia positivi frutti a beneficio “di tutti gli studenti” e a garanzia del “fare più scuola” e produrre sempre più efficaci apprendimenti per lo sviluppo di qualificate competenze.</p>
<p>Incentivare la carriera del docente anche attraverso “<em>la formalizzazione giuridica e contrattuale, aperta e trasparente a quanti vogliono investire nella loro professionalità oltre la sfera didattica</em>” è una “sfida” che s’intende lanciare al nuovo Ministro, che si è dichiarato pronto e disponibile per un dialogo costruttivo e proiettato al futuro.</p>
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