<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Elon Musk Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/elon-musk/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/elon-musk/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Jun 2025 16:51:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Elon Musk Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/elon-musk/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Da sito di lancio a comune privato: nasce Starbase, la città di Elon Musk in Texas</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/da-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=da-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Chabert]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 16:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Elon Musk]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Starbase]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=104417</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8713.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8713.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8713-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8713-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Con 212 voti a favore e solo 6 contrari, lo scorso 3 maggio gli abitanti di Boca Chica Village, nel Texas meridionale, hanno dato il via libera alla creazione di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/da-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas/">Da sito di lancio a comune privato: nasce Starbase, la città di Elon Musk in Texas</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con 212 voti a favore e solo 6 contrari, lo scorso 3 maggio gli abitanti di Boca Chica Village, nel Texas meridionale, hanno dato il via libera alla creazione di Starbase, la città indipendente che ospita i dipendenti dell’azienda Space X di proprietà del gigacapitalista Elon Musk.</em></p>
<p>Valentina Chabert</p>
<p>“<em>Starbase, Texas, is now a real city</em>!”. Sono queste le parole di entusiasmo postate su X dal miliardario <strong>Elon Musk</strong> poco dopo il referendum che ha trasformato Boca Chica Village in <strong><em>Starbase</em></strong><em>. </em>Il piccolo centro, situato in Texas al confine con il Messico e abitato principalmente da dipendenti dell’azienda Space X, funge da anni da <strong>sito di lancio</strong> della compagnia aerospaziale di proprietà di Musk.</p>
<p>Per via della sua latitudine, della vicinanza all’oceano e della posizione distaccata da zone più densamente abitate, l’area è divenuta lo <strong>snodo strategico fondamentale per i lanci dei satelliti della costellazione Starlink</strong>, nonché per i numerosi test di <strong>Starship</strong> – il razzo che funge da navicella spaziale riutilizzabile con cui Musk da anni offre un passaggio gli astronauti della NASA verso la Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p>Benché la formale richiesta di far rientrare Boca Chica City tra le proprietà di Elon Musk connesse alla base di lancio sia stata avanzata solo nel dicembre 2024, una “privatizzazione” della città <strong>era già nell’aria dal 2021</strong>. Da lì l’idea di un <strong>referendum cittadino</strong>, approvato con 212 voti dalla maggioranza degli abitanti, che ha sancito la nascita di Starbase come <strong>entità autonoma nel territorio della contea di Cameron</strong> e la sua incorporazione <em>de facto </em>fra i territori controllati dal gigacapitalista stellare.</p>
<p>Obiettivo primario: agevolare la logistica, ridurre la burocrazia e snellire l’iter normativo sul quale si regge il funzionamento di Space X, grazie ad un <strong>controllo diretto sull’urbanistica, sulla sicurezza e sulle infrastrutture</strong>.</p>
<p>Dei 500 abitanti di Starbase se ne occuperà pertanto un’<strong>amministrazione cittadina</strong>composta da un sindaco e da due commissari, che avranno poteri su pianificazione, tassazione e su tutte le ulteriori questioni locali che potranno emergere. Nonostante le polemiche relative ad <strong>eventuali danni all’ambiente</strong> e l’opposizione di alcuni residenti, sarà la stessa amministrazione municipale a regolare l’accesso alle spiagge e all’autostrada adiacente durante i lanci, a limitare l’accesso agli spazi pubblici e soprattutto a gestire imposte e licenze edilizie, attualmente al centro di un acceso dibattito a livello locale.</p>
<p>Di fatto, a stimolare la curiosità e al contempo la preoccupazione dei residenti sono le <strong>speculazioni sulle future sembianze di Starbase</strong>, attualmente un agglomerato di caravan Airstream e prefabbricati che fungono da abitazioni dei dipendenti di Space X. Sarà solo questione di tempo prima che l’area assuma le sembianze di una vera e propria <strong>città privata nelle mani di una società commerciale </strong>statunitense, sul modello delle città aziendali sorte in seguito alle rivoluzioni industriali che ospitavano i lavoratori nei pressi delle neonate fabbriche.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-88092" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-1024x658.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-1024x658.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-300x193.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-768x494.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-1536x988.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2159-2048x1317.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="658" /></figure>
<p>La concretizzazione del progetto Starbase apre tuttavia a riflessioni più ampie sul ruolo delle aziende private che operano nell’ambito spaziale all’interno del panorama politico statunitense, soprattutto alla luce della <strong>vicinanza di Space X all’Amministrazione Trump</strong>. In effetti, che si stia assistendo ad un progressivo avvento di società private di grande, media e addirittura micro-dimensione nell’ambito spaziale è un fatto oramai assodato. Più labile risulta invece afferrare quelli che saranno gli <strong>impatti di natura geopolitica, giuridica, economica e industriale</strong> di una rivoluzione che – a causa della progressiva erosione del monopolio statale nella filiera industriale spaziale – si muove verso una rapida <strong>privatizzazione della governance globale</strong>.</p>
<p>Non è un caso che personaggi come Elon Musk, Jeff Bezos, Richard Branson, Sergey Brin e molti altri abbiano trovato <strong>terreno fertile negli Stati Uniti</strong> per far decollare le proprie imprese private nel campo dell’esplorazione spaziale. Sono gli USA il fulcro di una <strong>nuova forma di innovazione spaziale “dal basso verso l’alto”,</strong> incentrata sull’innovazione e guidata dal commercio, che promette sviluppi tecnologici più economici e tempestivi.</p>
<p>Infatti, gli Stati Uniti possono sfruttare due <strong>vantaggi duraturi</strong>: primo, la presenza di un settore spaziale commerciale improntato sull’imprenditoria; secondo, la capacità di formare coalizioni con i propri alleati spaziali. Due dinamiche degne di nota, se si considera che un’innovazione efficace a trazione commerciale ha tutte le potenzialità di configurarsi come il principale <strong>motore della futura trasformazione del settore spaziale</strong> e, di conseguenza, degli <strong>equilibri di potere nell’extra-atmosfera</strong>.</p>
<p>Molto è dovuto anche all’ambiente economico stesso degli USA: capitale di rischio, imprenditori dinamici, innovatori scientifici e un’infrastruttura politica e giuridica di supporto si fondono in favore di una serie di nuove tecnologie sul mercato spaziale. Condizioni che, analogamente, sono <strong>ben lontane dall’essere presenti in Russia e, parzialmente, in Cina</strong>, con vantaggi notevoli per gli Stati Uniti.</p>
<p>Emerge dunque un modello di organizzazione spaziale strutturato secondo <strong>partenariati pubblico-privati</strong> che si è dimostrato incubatore per l’inclusione di nuovi attori privati divenuti protagonisti della catena del valore della cosiddetta “<strong>newspace economy</strong><em>”</em>, la nuova economia dello spazio. Ne sono esempio le capacità di aziende come Space X di progettare velivoli di lancio riducendo notevolmente i tempi e i costi di produzione, significativamente più performanti rispetto alle tradizionali infrastrutture di cui dispongono gli Stati, riutilizzabili e in grado di rendere lo spazio più economico e soprattutto accessibile.</p>
<p>Al punto che il <strong>coinvolgimento di attori privati </strong>è divenuto ormai prassi – per ora limitatamente ad alcuni programmi – da parte delle <strong>agenzie spaziali</strong> delle principali potenze globali, a cui è così permesso di concentrare risorse pubbliche su quelle aree che richiedono maggiori investimenti in tecnologie da impiegare in un prossimo futuro.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-88093" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-1024x678.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-1024x678.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-300x199.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-768x509.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-1536x1017.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/05/pexels-pixabay-2156-2048x1356.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="678" /></figure>
<p>La combo Elon-Donald affermatasi in campagna elettorale lo scorso anno e poi consolidatasi con l’insediamento alla Casa Bianca nel gennaio 2025 promette di cavalcare l’onda di queste tendenze. Come dimostra il progetto di Starbase, sembra esserci una <strong>particolare affezione per l’allentamento del sistema normativo e regolatorio</strong>, ritenuto responsabile di un pericoloso rallentamento degli USA nel settore spaziale.</p>
<p>Poco importa il fatto che gli Stati Uniti non possano ritenersi un Paese dalla normativa sfavorevole per i privati che, come Musk, intendono intraprendere avventure spaziali alla ricerca di risorse e minerali in contesti extra-planetari. Il tutto in un contesto in cui la <strong>mancanza di standard internazionali chiari e ampiamente accettati</strong> ha portato le singole nazioni a prendere l’iniziativa, redigendo e successivamente promulgando <strong>legislazioni nazionali che regolano le attività di sfruttamento delle risorse</strong> da parte di società private nello spazio.</p>
<p>Ad ulteriore riprova della possibile influenza di privati come Musk su questioni di politica interna, il futuro della <strong>Stazione Spaziale Internazionale</strong> (ISS) offre interessanti prospettive. Dopo un ventennio di attività, la ISS verrà mandata in pensione nel 2030, e secondo i piani della NASA il rientro in un’area del Pacifico meridionale sopra il cosiddetto <strong><em>Point Nemo </em></strong>dovrà avvenire tramite un particolare e complesso rimorchiatore spaziale che la condurrà a frantumarsi in un punto preciso, distante più di 1500 miglia dalle terre emerse più vicine.</p>
<p>Nel mese di giugno 2024 la realizzazione del rimorchiatore è stata assegnata con un contratto di <strong>850 milioni di dollari</strong> proprio alla Space X di Musk. Un fatto interpretato dalla maggior parte degli esperti del settore come “<em>l’evento che chiude il cerchio della definitiva privatizzazione dello spazio</em>”.</p>
<p>Ma non si tratta dell’unico indizio relativo ad un crescente <strong>monopolio spaziale dei privati </strong>negli Stati Uniti. Nel mese di dicembre 2024, il Presidente Trump ha annunciato la nomina di <strong>Jared Isaacman alla guida della NASA</strong>, al posto dell’ex astronauta e democratico Bill Nelson. Una scelta avvenuta con ogni probabilità dietro consiglio di Musk, per via dei rapporti che lo legano a Isaacman in quanto <strong>finanziatore di Space X</strong> e utilizzatore di almeno due voli a pagamento a bordo dell’astronave Dragon.</p>
<p>Un fatto ancor più notevole se si pensa che il governo americano si affida a Space X per <strong>trasportare gli astronauti sulla ISS</strong>, per la <strong>connessione satellitare delle Forze Armate</strong> e per la futura realizzazione di un <strong>lander lunare</strong>. Il tutto per una cifra di <strong>15 miliardi di dollari in 10 anni,</strong> con prospettive tangibili di un aumento di tale tendenza verso l’inclusione diretta di un soggetto privato all’interno della governance spaziale statunitense.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F06%2F02%2Fda-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas%2F&amp;linkname=Da%20sito%20di%20lancio%20a%20comune%20privato%3A%20nasce%20Starbase%2C%20la%20citt%C3%A0%20di%20Elon%20Musk%20in%20Texas" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F06%2F02%2Fda-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas%2F&#038;title=Da%20sito%20di%20lancio%20a%20comune%20privato%3A%20nasce%20Starbase%2C%20la%20citt%C3%A0%20di%20Elon%20Musk%20in%20Texas" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/da-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas/" data-a2a-title="Da sito di lancio a comune privato: nasce Starbase, la città di Elon Musk in Texas"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/da-sito-di-lancio-a-comune-privato-nasce-starbase-la-citta-di-elon-musk-in-texas/">Da sito di lancio a comune privato: nasce Starbase, la città di Elon Musk in Texas</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">104417</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La scuola nell’era dell’intelligenza artificiale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/27/la-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 May 2023 17:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chatgpt]]></category>
		<category><![CDATA[Elon Musk]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=71543</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>di Emiliana Casciani La scuola 4.0 che prevede spazi innovativi e didattica digitale, deve fare i conti con l’Intelligenza Artificiale (IA) ovvero l’abilità di una macchina di mostrare capacità prettamente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/27/la-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale/">La scuola nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/D25DA9FB-2AAA-45DE-A979-16C2F0736765-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em><b>di Emiliana Casciani</b></em></p>
<p><em>La scuola 4.0 che prevede spazi innovativi e didattica digitale, deve fare i conti con l’Intelligenza Artificiale (IA) ovvero l’abilità di una macchina di mostrare capacità prettamente umane come il ragionamento. Ma l’Intelligenza Artificiale è davvero una risorsa per la scuola?</em></p>
<p>Roma, 25 maggio 2023 – I continui cambiamenti sociali portano la scuola ad affrontare sempre nuove sfide e a sviluppare nuovi modi di fare educazione. La scuola 4.0 che prevede spazi innovativi e didattica digitale, deve fare i conti con l’Intelligenza Artificiale (IA) ovvero l’abilità di una macchina di mostrare capacità prettamente umane come il ragionamento.</p>
<p>Ma l’Intelligenza Artificiale è davvero una risorsa per la scuola?</p>
<p>L’ultimo progresso tecnologico in questo ambito è <a href="https://www.paeseitaliapress.it/editoria-giornalismo/2023/05/12/uspi-informa-chatgpt-3-5-genera-piu-disinformazione-in-cinese-che-in-inglese/">ChatGPT</a>, Chat Generative Pre-trained Transformer, un prototipo di chatbot, cioè un software progettato per simulare una conversazione, basata su Intelligenza Artificiale. Il progetto è stato sviluppato dall’organizzazione americana di ricerca sull’Intelligenza Artificiale OpenAI, organizzazione fondata da Elon Musk nel 2015.</p>
<p>La ChatGPT ha milioni di utilizzi, tra questi il fare i compiti assegnati dai docenti agli alunni. Infatti, può scrivere in pochi secondi e senza alcuna fatica testi ed elaborati come farebbe una persona in carne e ossa. Gli studenti e i giovani di oggi hanno dimestichezza e familiarità con app e tecnologia e molti hanno sperimentato l’efficacia di ChatGPT, soprattutto per i compiti in classe.</p>
<p>Per questo il dipartimento dell’istruzione di New York all’uscita di ChatGPT ne vietò l’uso, ma a oggi l’opinione sembra essere cambiata, l’orientamento è quello di gestire il potenziale dell’Intelligenza Artificiale, in quanto i ragazzi una volta usciti da scuola inevitabilmente dovranno fare i conti con la tecnologia digitale.</p>
<p>La preoccupazione è l’utilizzo smodato di tale strumento da parte degli studenti. Il compito della scuola è sviluppare il pensiero critico e il ragionamento, con ChatGPT, ciò viene meno, perché lo studente non svolge i propri compiti da solo servendosi delle sue capacità, ma una macchina li fa per lui.</p>
<p>In Italia non esistono al momento provvedimenti, ma la scuola dovrà rispondere alle sfide dell’Intelligenza Artificiale, promuovendo la consapevolezza nell’uso di questi strumenti, utili per il miglioramento della didattica e per promuovere nuove forme di apprendimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F27%2Fla-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale%2F&amp;linkname=La%20scuola%20nell%E2%80%99era%20dell%E2%80%99intelligenza%20artificiale" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F27%2Fla-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale%2F&#038;title=La%20scuola%20nell%E2%80%99era%20dell%E2%80%99intelligenza%20artificiale" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/27/la-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale/" data-a2a-title="La scuola nell’era dell’intelligenza artificiale"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/27/la-scuola-nellera-dellintelligenza-artificiale/">La scuola nell’era dell’intelligenza artificiale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">71543</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
