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	<title>Eurispes Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>I programmi scolastici nella scuola italiana.  Lo Studio Eurispes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2025 15:23:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="854" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188.jpeg 854w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-683x1024.jpeg 683w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-768x1151.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-585x877.jpeg 585w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /></p>
<p>Tra le critiche più frequenti al sistema scolastico italiano c’è quella che punta il dito contro programmi ritenuti superati e, quindi, non più adeguati alle esigenze del presente. A fotografare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/22/i-programmi-scolastici-nella-scuola-italiana-lo-studio-eurispes/">I programmi scolastici nella scuola italiana.  Lo Studio Eurispes</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="854" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188.jpeg 854w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-683x1024.jpeg 683w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-768x1151.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9188-585x877.jpeg 585w" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" /></p><p><i>Tra le critiche più frequenti al sistema scolastico italiano c’è quella che punta il dito contro programmi ritenuti superati e, quindi, non più adeguati alle esigenze del presente. A fotografare la situazione è uno studio dell’Eurispes, che ripercorre i cambiamenti storici e culturali che hanno interessato la scuola nel corso del tempo, soffermandosi in particolare sull’evoluzione di alcune delle principali discipline insegnate nei diversi ordini e gradi dell’istruzione nazionale.</i></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"><br />
Sono tanti gli atti legislativi che in Italia hanno avuto per oggetto la scuola. Per comprendere la direzione e la natura degli sviluppi più recenti che hanno disegnato l’attuale fisionomia del mondo dell’istruzione, un documento imprescindibile è il </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Dpr 89 del 15 marzo 2010</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> con il quale veniva esplicitato un principio diventato prassi ordinaria per chi, soprattutto nel ruolo di docente e valutatore, opera nella scuola. Secondo tale principio </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">il processo di apprendimento deve condurre a risultati che vanno valutati in termini di conoscenze, abilità e competenze</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">. Detto diversamente, il profitto dello studente non si dovrebbe più ridurre a un numero o a una sigla con cui misurare il “peso”, la “quantità” delle nozioni acquisite. Più del “quanto” e, a volte, anche del “che cosa”, viene maggiormente a contare il “come” e il potenziale utilizzo che può e deve essere fatto dei contenuti disciplinari. Le conoscenze non vengono bandite, ma – questo è il messaggio – avrebbero meno valore se non si convertissero in abilità e competenze. Sulla scia di questo non irrilevante cambiamento, viene da chiedersi che cosa ne è stato dei vecchi programmi scolastici, partendo magari dalla domanda – cosa che è stata fatta nello studio qui proposto – sulla loro attualità. Una delle critiche più frequentemente rivolte alla scuola italiana, anche da parte di chi non può dirsi proprio esperto di questioni scolastiche, riguarda, infatti, la presunta vetustà dei programmi, da cui verrebbe a dipendere poi la loro inadeguatezza.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Su questo aspetto si interroga </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">la ricerca </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">che</span> <span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">l’</span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Eurispes </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">ha voluto dedicare al</span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> ruolo e </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">all’</span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">importanza</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> che i </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">programmi scolastici</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> hanno, e, come si scoprirà, continuano ad avere, </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">nel sistema dell’istruzione</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> nostrano. In questo senso, uno studio è stato realizzato sotto l’egida del </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Laboratorio sulle Politiche educative </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">dell’Eurispes e coordinato da Giuseppe Pulina, docente, filosofo, giornalista e componente del Comitato Scientifico dell’Eurispes. L’analisi dei programmi scolastici si inserisce nell’iniziativa particolare dell’Istituto che ha voluto dedicare il 2025 alla Scuola, alla formazione e ai temi dell’educazione. Se le premesse iniziali della ricerca coinvolgono senza distinzione le tante discipline che caratterizzano i differenti curricoli, non si può tuttavia dire che i programmi di tutte le discipline abbiano seguito lo stesso percorso. Ci sono discipline che si sono rivelate più ricettive nei confronti di novità e sollecitazioni esterne, mostrando una trasversalità non poco feconda; altre hanno invece subìto il condizionamento di contesti – politici, culturali e sociali – mutevoli; altre ancora (la storia, ad esempio) sono state spesso chiamate in causa per rendere conto delle loro “intenzioni”, come se di queste dovesse rispondere la disciplina e non il suo “interprete”. Vero è però che – e a dimostrarlo ancora una volta sarà la storia – sul destino di determinate discipline pesa la “cornice di pensiero” dentro la quale vengono prese decisioni che ne orientano profondamente l’insegnamento. Il fatto che a insegnare storia siano ancora oggi soprattutto i docenti di filosofia è, ad esempio, circostanza non irrilevante, oltre che piuttosto dibattuta.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Può accadere che dei programmi si dicano talvolta scontenti anche i ministri. A più riprese il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha recentemente richiamato l’attenzione sulla necessità di reintrodurre materie non più presenti (il latino, ad esempio, nella secondaria di primo grado) o di aggiornarne altre, intervenendo sui programmi (guarda caso, la storia). Politici e professionisti dell’istruzione di tempi diversi hanno sempre visto nella scuola lo specchio più o meno fedele di cambiamenti o persistenze più o meno accettabili. Vale a dire che i programmi scolastici non sono mai l’esito di scelte puramente casuali e che queste possono essere ricondotte all’impianto ideologico in cui sono maturate ed emerse. Come si chiarisce nello studio, per “impianto ideologico” s’intende nient’altro che «il contesto – di idee, tendenze e processi di pensiero – che ha promosso l’elaborazione dei programmi sui quali per tanti anni si è concentrata l’attività didattica di generazioni di insegnanti». Se alla base di un programma scolastico non ci fosse un fondamento pedagogico, non si sbaglierebbe a dubitare della sua reale efficacia. Per questo motivo, </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">lo studio realizzato dall’Eurispes, dopo una breve disamina dei principali snodi politici e normativi che hanno segnato la storia della scuola italiana, ricostruisce i diversi contesti ideali che si sono succeduti in tempi diversi, per poi entrare, in modo analitico e attraverso una visione d’insieme, nel merito del percorso seguito da alcune delle discipline maggiormente presenti nelle scuole di diverso ordine e grado del sistema nazionale.</strong></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">lo studio in versione integrale è </strong><a href="https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/wbb2gc/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNi8yMDI1Xy1ldXJpc3Blc19pLXByb2dyYW1taS1zY29sYXN0aWNpLW5lbGxhLXNjdW9sYS1pdGFsaWFuYS5wZGY?_d=A5J&amp;_c=3d2dad5b" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/wbb2gc/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNi8yMDI1Xy1ldXJpc3Blc19pLXByb2dyYW1taS1zY29sYXN0aWNpLW5lbGxhLXNjdW9sYS1pdGFsaWFuYS5wZGY?_d%3DA5J%26_c%3D3d2dad5b&amp;source=gmail&amp;ust=1750498719308000&amp;usg=AOvVaw1nQXljXhGUEXe3jgkOdj8m"><u data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">scaricabile cliccando qui</u></a></p>
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		<title>8° Rapporto  Eurispes &#8211; Coldiretti: il business delle agromafie sale a 25,2 miliardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 18:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
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		<category><![CDATA[ottavo rapporto Agromafie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Dal caporalato transnazionale alle “imprese senza terra”, i nuovi fenomeni che minacciano aziende agricole e consumatori. E’ quanto emerge dall’ 8° Rapporto Agromafie  &#8211; Eurispes &#8211; Coldiretti &#8211; Osservatorio sulla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/21/103698/">8° Rapporto  Eurispes &#8211; Coldiretti: il business delle agromafie sale a 25,2 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p class="p1"><em><span class="s1"><b>Dal caporalato transnazionale alle “imprese senza terra”, i nuovi fenomeni che minacciano aziende agricole e consumatori. E’ quanto emerge dall’ 8° Rapporto Agromafie  &#8211; Eurispes &#8211; Coldiretti &#8211; Osservatorio sulla criminalità nell&#8217;agricoltura e sul sistema agroalimentare</b></span></em></p>
<p>Sale a 25,2 miliardi il business delle agromafie che nel giro di poco più di un decennio ha praticamente raddoppiato il volume d’affari, recuperando in breve tempo il terreno perso con la pandemia ed estendendo la sua azione a sempre nuovi àmbiti, dal caporalato alla falsificazione e sofisticazione dei prodotti alimentari, dal controllo della logistica all’appropriazione di terreni agricoli e fondi pubblici, fino all’usura, al furto e al cybercrime. È il quadro delineato dal nuovo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia elaborato da Eurispes, Coldiretti e Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell&#8217;agricoltura e sul sistema agroalimentare presentato al Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, sede di Coldiretti, alla presenza, tra gli altri, del Segretario generale e del Presidente di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo ed Ettore Prandini, di Alberto Mattiacci, Presidente Comitato Scientifico dell’Eurispes, Francesco Lollobrigida, Ministro dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Jacopo Morrone, Presidente Commissione bicamerale d’inchiesta sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari. Il settore agroalimentare è diventato sempre più attrattivo per le organizzazioni criminali che, secondo quanto illustrato nel Rapporto, aumentano sempre più i tentativi di estendere i propri tentacoli su molteplici asset legati al cibo. Un esempio è lo sfruttamento degli immigrati attraverso il caporalato, gestito da reti criminali italiane e straniere. Ma le agromafie usano le pieghe della burocrazia per promuovere il credito illegale, acquisire aziende agricole e riciclare denaro, mentre gli imprenditori subiscono minacce e danni per cedere terre e attività, anche a causa della crisi legata alle tensioni internazionali e all’aumento dei costi di produzione che ha caratterizzato questi ultimi anni, indebolendo molte imprese. L’obiettivo principale sono i fondi pubblici e il controllo di mercati e appalti, con l’aiuto di professionisti compiacenti e documenti falsi. Ma le infiltrazioni si estendono a ristorazione, mercati ortofrutticoli e grande distribuzione, senza risparmiare vere e proprie frodi alimentari, con prodotti adulterati o senza etichetta, spesso venduti nei discount. I settori più colpiti sono vino, olio, mangimi e riso, usando agrofarmaci vietati e false certificazioni bio da importazioni dell’Est Europa. Un capitolo a parte è poi rappresentato dal dilagare dell’Italian Sounding e delle frodi sul packaging. «La crisi internazionale e i cambiamenti climatici stanno mettendo in crisi la filiera agroalimentare, che appare sbilanciata a favore della distribuzione e penalizza i produttori – sottolinea Gian Maria Fara, Presidente dell&#8217;Eurispes ‒. Molte aziende agricole, pur operando nel contesto del successo del Made in Italy, faticano a sostenere l’aumento dei costi, la riduzione delle rese, i prezzi imposti dalla GDO e la difficoltà di accesso al credito. Le mafie, grazie alla loro liquidità, offrono prestiti usurari o acquistano aziende agricole in difficoltà, seguendo un modello simile al land grabbing. Questa nuova strategia punta direttamente alla terra e alla produzione primaria, ampliando il controllo lungo tutta la filiera: dalla produzione ai fondi pubblici, fino alla manodopera sfruttata». «Per Coldiretti la filiera agroalimentare parte dal lavoratore agricolo e arriva al consumatore: difenderla dalle mafie significa anche garantire il giusto prezzo lungo tutto il percorso – sottolinea il Segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo –. Se i consumatori comprano prodotti a prezzi stracciati, e se settori deviati della GDO o dell’industria acquistano e vendono sottocosto, quel sottocosto qualcuno lo paga — e sono quasi sempre gli agricoltori e i lavoratori agricoli. Erano dieci anni che aspettavamo l’approvazione della proposta di legge elaborata dal procuratore Caselli che ancora nessuno aveva avuto il coraggio di fare e che invece l’attuale Governo ha avuto la determinazione politica di concretizzare, potenziando per la prima volta gli strumenti a disposizione delle Forze dell’ordine e della Magistratura contro la criminalità dell’agroalimentare. Chiediamo ora che il Parlamento proceda a una rapida approvazione definitiva, superando le resistenze trasversali che arrivano da pezzi della grande industria in mano alle multinazionali e da segmenti della GDO», conclude. «Coldiretti è da sempre in prima linea contro le agromafie che oggi puntano alla filiera agroalimentare allargata il cui valore è salito alla cifra record di 620 miliardi di euro e con un export da 69,1 miliardi – dichiara il Presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ‒. È stata la prima e unica organizzazione agricola a sostenere con forza la legge sul caporalato. Allo stesso modo, denunciamo lo sfruttamento in ogni parte del mondo perché la problematica delle agromafie non è solo italiana come dimostra il Rapporto. Si va dal caporalato transnazionale allo sfruttamento dei bambini che per noi si combatte anche con accordi internazionali basati sul principio di reciprocità. L’Europa dovrebbe puntare l’attenzione su questi fenomeni utilizzando il modello di controlli e contrasto come quello italiano».</p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">IL REATO DI AGROPIRATERIA: FINALMENTE UNA RISPOSTA PENALE ORGANICA</strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La presentazione del Rapporto coincide con l’approvazione del disegno di legge che introduce, su iniziativa del ministro Lollobrigida, nel Codice penale un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare, accogliendo le proposte della cosiddetta “Legge Caselli”. Il ddl introduce importanti misure per tutelare la filiera agroalimentare e i consumatori, con particolare attenzione alla repressione delle frodi. Tra le principali novità, spicca l’introduzione del reato di frode alimentare, che punisce tutte le condotte ingannevoli nella produzione e commercializzazione di alimenti, soprattutto quando danneggiano il consumatore su qualità, quantità o provenienza dei prodotti. Viene inoltre istituito il reato di commercio di alimenti con segni mendaci, per contrastare false etichettature e indicazioni ingannevoli, e quello di agropirateria, rivolto a chi commette frodi alimentari in modo sistematico e organizzato. Completano il quadro misure più severe per la tutela di Dop e Igp, la possibilità di donare alimenti sequestrati a fini assistenziali e l’introduzione di sanzioni proporzionate al fatturato aziendale, per garantire maggiore equità.</span></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">IL CAPORALATO TRANSNAZIONALE E LE IMPRESE SENZA TERRA</strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una novità rilevante dell’analisi del Rapporto è la nascita di organizzazioni transnazionali tra Italia e Paesi extra-europei, che agiscono come agenzie informali di intermediazione illecita della manodopera agricola. Indagini recenti hanno rivelato come queste reti, sfruttando anche i decreti flussi, organizzino l’arrivo di lavoratori dal subcontinente indiano (soprattutto India e Bangladesh), in cambio di ingenti somme. Una volta in Italia, questi lavoratori vengono sfruttati, privi di tutele, e costretti a lavorare per saldare il debito contratto, magari destinati ad altri settori, mentre gli imprenditori agricoli si ritrovano senza manodopera.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Un meccanismo che si basa principalmente sul fenomeno delle “imprese senza terra”. Si tratta di realtà che assumono la forma giuridica di cooperative e che si propongono alle aziende agricole come fornitrici di addetti per le varie attività, soprattutto stagionali. Ai lavoratori viene imposta l’adesione formale alla cooperativa, ma questa non porta in realtà nessun vantaggio. Al contrario, le retribuzioni possono risultare fino al 40 % inferiori rispetto a quanto previsto dai contratti nazionali o provinciali, all’insaputa delle stesse aziende agricole che pagano il servizio direttamente alla cooperativa.</span></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">DALL’EUROPA ALLA CINA, UNA RETE GLOBALE DELLE AGROMAFIE</strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Se l’Italia si è dotata di un sistema sanzionatorio e di controllo all’avanguardia, il rischio è che il fenomeno “agromafie” sia sottovalutato nel resto d’Europa. Un pericolo tanto più grave se si considera la dimensione ormai sovranazionale dell’azione dei sodalizi criminali. L’individuazione delle agromafie in Europa – denuncia il Rapporto ‒ risulta estremamente deficitaria. Oltre che in Italia, gruppi criminali organizzati che operano nel settore primario sarebbero stati individuati in Austria, Belgio, Germania, Slovacchia, Spagna e Paesi Bassi. Tuttavia, le loro attività non risultano monitorate e catalogate con sistematicità. Un discorso a parte merita il caso delle attività legate alle mafie cinesi, che starebbero aumentando l’interessamento per il settore agricolo, mediante l’acquisto di terreni e aziende di piccole dimensionni, e per la stessa logistica.</span></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">LA PIAGA DELL’ITALIAN SOUNDING E GLI INGANNI DEL CODICE DOGANALE</strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Un altro fenomeno insidioso è rappresentato dall’Italian Sounding, ovvero il commercio di prodotti che di italiano hanno il nome o segni distintivi sulla confezione ma che in realtà non hanno alcun legame produttivo con il nostro Paese. Il caso più evidente è quello dell’agropirateria internazionale, di cui il Parmesan, clone di Parmigiano Reggiano e Grana Padano, o le varie imitazioni del Prosecco (l’ultimo, il Calsecco californiano) rappresentano i simboli più noti. Un mercato che ha raggiunto il valore record di circa 120 miliardi di euro, pari a quasi il doppio di quello dell’export agroalimentare totale. Ma a danneggiare gli agricoltori e i consumatori italiani è anche l’Italian Sounding di casa nostra, quella zona grigia dove, grazie al principio di ultima trasformazione contenuto nell’attuale Codice doganale, è consentito spacciare per cibo italiano quello che italiano non è. Uno scandalo che ha portato oltre diecimila agricoltori della Coldiretti alle frontiere, dal Brennero ai porti di Civitavecchia, Salerno e Bari, per chiedere un cambio di passo, con una raccolta di firme per una legge popolare che garantisca l’introduzione dell’obbligo dell’indicazione del Paese d’origine in etichetta su tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione Europea.</span></p>
<h3 dir="ltr" role="presentation"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; La sintesi del Rapporto è scaricabile </strong><a href="https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/hnyxex/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNS9ldXJpc3Blc19jb2xkaXJldHRpX29zc2VydmF0b3Jpb18tc2ludGVzaV84X2Fncm9tYWZpZV9kZWZfMTYuMDUuMjAyNS0xLnBkZg?_d=A4J&amp;_c=e8955b86" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/hnyxex/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNS9ldXJpc3Blc19jb2xkaXJldHRpX29zc2VydmF0b3Jpb18tc2ludGVzaV84X2Fncm9tYWZpZV9kZWZfMTYuMDUuMjAyNS0xLnBkZg?_d%3DA4J%26_c%3De8955b86&amp;source=gmail&amp;ust=1747833338039000&amp;usg=AOvVaw0DFNokoPgDyvv2k32Cg0n2"><u data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">cliccando qui</u></a></h3>
<h3 dir="ltr" role="presentation"><strong data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; L’8°Rapporto è disponibile</strong><a href="https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/hnyxex/zfz73l2/uf/2/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNS8yMDI1XzhfcmFwcG9ydG8tYWdyb21hZmllLnBkZg?_d=A4J&amp;_c=3fde7a6f" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/hnyxex/zfz73l2/uf/2/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNS8wNS8yMDI1XzhfcmFwcG9ydG8tYWdyb21hZmllLnBkZg?_d%3DA4J%26_c%3D3fde7a6f&amp;source=gmail&amp;ust=1747833338039000&amp;usg=AOvVaw2fDae7jiGSeHFqx_1-4vyi"> <u data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">cliccando qui</u></a></h3>
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		<title>Eurispes, Turismo: una risorsa da governare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/07/eurispes-turismo-una-risorsa-da-governare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eurispes-turismo-una-risorsa-da-governare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 10:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[overtourism]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="821" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879-300x192.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879-1024x657.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879-768x493.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879-1170x750.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3879-585x375.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Il turismo in Italia  è in forte espansione con presenze di visitatori internazionali aumentate del 14% rispetto al 2023. Ma l’overtourism, che è l’altra faccia della medaglia, è diventato un fenomeno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/07/eurispes-turismo-una-risorsa-da-governare/">Eurispes, Turismo: una risorsa da governare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><i><b> Il turismo in Italia  è in forte espansione con presenze di visitatori internazionali aumentate del 14% rispetto al 2023.<span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"> Ma l’overtourism, che è l’altra faccia della medaglia, è diventato un fenomeno ormai complesso e difficile da controllare. Le soluzioni, anche in termini di leva fiscale, devono avvenire nell’ambito di una cornice nazionale. Il punto della situazione  di Eurispes e le proposte operative per tornare a governare il turismo. </span></b></i></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">L’Italia cresce economicamente grazie al turismo. Il turismo, in particolare quello proveniente dall’estero, è in forte espansione, con presenze di visitatori internazionali aumentate del 14% rispetto al 2023, e spesa dei</span> <span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">turisti stranieri</span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">, </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">nei primi due mesi dell’anno in corso, cresciuta del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un incremento che potrebbe contribuire fino al 15% del Prodotto interno lordo italiano.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Ma l’overtourism, che è l’altra faccia della medaglia, è diventato un fenomeno ormai complesso e difficile da controllare. L’Eurispes ha tentato di fare il punto della situazione attraverso uno studio coordinato dal Direttore dell’Osservatorio sulle politiche fiscali del nostro Istituto.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Gli arrivi turistici internazionali aumenteranno, nel mondo, di 43 milioni in media all’anno e raggiungeranno 1,8 miliardi entro il 2030, di cui il 41% in Europa.</span></p>
<p dir="ltr">Per il 2024 sono stimati in Italia 215 milioni di presenze turistiche, con una spesa complessiva – tra stranieri e italiani – stimata in 62 miliardi di euro. Solo ad agosto 2024 l’arrivo degli stranieri è stato di circa 40 milioni, con un giro d’affari di oltre sei miliardi e mezzo di euro.</p>
<p dir="ltr">Solo su Firenze, gli affitti brevi hanno un giro d’affari di circa 2 miliardi, con un flusso annuale in termini di tassa di soggiorno di circa 70 milioni di euro. Nel 2023 la sola Airbnb ha versato nelle casse comunali della città circa un milione al mese di imposta (14 milioni e 389mila euro) pari a circa il 20% di quanto pagato dai 393 hotel della città. Nel 2022 la piattaforma aveva versato circa 11 milioni di euro su un totale di 43 milioni incassati complessivamente.</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Stilando una graduatoria sulle mete urbane più colpite dall’overtourism, basata sul numero di notti trascorse nel 2023 da visitatori domestici e stranieri per chilometro quadrato, troviamo al primo posto Dubrovnik, seguita da Venezia e da Macao. Tra le prime quindici posizioni anche Roma (al 13° posto), appena sotto Parigi (12esima).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-92306 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3880.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Eppure, il numero di immobili destinati ad affitti turistici, a livello nazionale, è meno del 2% rispetto al patrimonio di immobili vuoti, pari a 9,5 milioni, circa il 27% del parco immobiliare complessivo</span><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Sul lato economico, nel 2023, Firenze, Roma e Napoli hanno fatto segnare il maggiore aumento delle tariffe rispetto al 2019 (oltre 60%), ma è Venezia la città nella quale la tariffa media giornaliera è più alta (209,63 euro). Nella fotografia del 2023 il Comune con più alloggi disponibili resta la Capitale (22.080), in crescita rispetto al 2022, ma ancora indietro rispetto all’anno da primato per il turismo italiano, laddove, nel 2019, gli alloggi disponibili erano oltre 30mila (-31%). A Milano c’è stato infine il maggior aumento dell’offerta per affitti brevi nel passaggio dal 2022 al 2023 (+48%).</span></p>
<p dir="ltr">La prima Regione per sistemazioni per affitti brevi disponibili è la Toscana, dove ammontano a 108mila, un settimo del totale nazionale. La concentrazione di alloggi turistici vede poi al secondo posto la Sicilia con 90mila soluzioni disponibili, pari al 12% nazionale. Terza la Lombardia con 78mila unità, pari al 10% nazionale.</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Per quanto riguarda il giro d’affari generato dagli affitti brevi, dietro alla Toscana, prima con 1,3 miliardi di euro, si posiziona il Lazio, che, con l’8% di alloggi disponibili, genera il 14% del fatturato totale. Nella sola Capitale, seconda al mondo dopo Parigi per numero di notti prenotate attraverso le quattro piattaforme Airbnb, Booking.com, Tripadvisor and Expedia Group, si è passati da 8.574 milioni di prenotazioni nel 2022 a 11.768 milioni nel 2023. Terza per fatturato la Lombardia con poco meno di 1 miliardo di introiti, seguita da Campania (740mila euro), Sicilia e Veneto, entrambe a 630 milioni. Tra le prime 9 Regioni rientrano anche la Puglia (450mila euro), la Sardegna (410mila euro) e la Liguria (377 milioni). Nel suo complesso il settore, nel 2023, ha fatto registrare 57 milioni di notti prenotate con un fatturato di 7,7 miliardi.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Per affrontare l’overtourism, la strada della penalizzazione tout court degli affitti turistici può portare comunque poco lontano. Le soluzioni, anche in termini di leva fiscale, devono avvenire nell’ambito di una cornice nazionale. E che la materia meriti ben altra disciplina lo dimostrano anche i numeri del comparto, laddove, per esempio, solo su Firenze, gli affitti brevi hanno un giro d’affari di circa 2 miliardi, con un flusso annuale in termini di tassa di soggiorno di circa 70 milioni di euro. Moltiplichiamo questi numeri per tutte le realtà italiane e </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">potremo coprire più di una Finanziaria</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">In ultimo, va segnalato un altro aspetto fondamentale del comparto: </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">la maggior parte degli hotel italiani è affiliata a società estere</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">, </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">che dominano il mercato</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Nel 2023 il solo settore alberghiero ha generato 30,5 miliardi di euro di ricavi, di cui 18,3 miliardi relativi a strutture in affiliazione estera, con valore delle fee pagate all’affiliante pari ad almeno 2,7 miliardi (15% del fatturato), tassati prevalentemente all’estero. Il gettito fiscale perso è dunque stimabile in almeno un miliardo di euro l’anno. Ugualmente, le prenotazioni tramite Online Travel Agencies (quasi tutte estere) generano fee che riducono ulteriormente il gettito fiscale in Italia di circa un altro miliardo di euro l’anno. Quindi, il costo del nostro assetto del settore turistico-alberghiero per il Sistema Paese può essere stimato in </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">una perdita di circa 2 miliardi annui di entrate per il fisco nazionale </strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">(senza considerare i miliardi di euro non versati delle grandi piattaforme telematiche con sede all’estero).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Eppure, non ci sarebbero particolari vincoli che impediscano </span><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">lo sviluppo di un operatore turistico nazionale di rilevanza internazionale</strong><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">. E questo, anche considerato che l’Italia è al quinto posto nella classifica degli arrivi dall’estero.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Il tema dunque è che il turismo, almeno rispetto alle potenzialità, lascia ancora poca (e maldistribuita) ricchezza in Italia, ma garantisce il 100% delle esternalità negative a carico di tutti i cittadini.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Bisogna in sostanza limitare il livello di appropriazione privata dei benefici e rafforzare la ricaduta in termini di redistribuzione delle risorse su tutti gli abitanti delle località a vocazione turistica. </span><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Bisogna fermare la degenerazione del turismo, non il turismo.</span></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Venti proposte operative per tornare a governare il turismo</strong></p>
<ol dir="ltr">
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Regolamentazione nazionale degli affitti brevi con superamento delle differenze regionali</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Regolamentazione degli esercizi commerciali nei centri storici indirizzandoli anche verso le esigenze dei residenti</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Sanzioni più pesanti per i turisti che infrangono regole su alcool, rumore e decoro</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Gestione dei flussi, anche tramite big data e intelligenza artificiale</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Pianificazione urbana strategica</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Incentivazione edilizia per giovani</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Immobili pubblici inutilizzati da mettere a disposizione per l’affitto a lungo termine a prezzi accessibili</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Modello di governance, monitoraggio e controllo dei flussi condiviso tra regioni e stato</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Coinvolgimento della comunità nelle decisioni relative alla gestione del turismo</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Più efficaci e veloci protezioni legali contro gli inquilini morosi</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Aumento della imposta di soggiorno e sua destinazione per azioni mirate (verde pubblico, arredo urbano, trasporto pubblico, recupero del patrimonio immobiliare pubblico, etc).</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Incentivi fiscali, come cedolare secca al 10%, per affitti a lungo termine</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Ecotassa per i biglietti aerei</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Ampliamento ed efficientamento delle reti ferroviarie e delle infrastrutture</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Destagionalizzazione, anche tramite specifico bonus vacanze</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Decentralizzazione e redistribuzione delle attrazioni, anche museali</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Valorizzazione di nuovi territori e mete</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Promozione del turismo sostenibile, anche tramite istituzione di una imposta per il turismo sostenibile</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Rafforzamento della digitalizzazione nel turismo</span></li>
<li><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Formazione del capitale umano impegnato nel settore turistico</span></li>
</ol>
<div><strong data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Lo studio integrale è disponibile</strong><a href="https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/jbncxw/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNC8wOS9ldXJpc3Blc18tc3R1ZGlvLXR1cmlzbW8tZGFsbG92ZXJ0b3VyaXNtLWFkLXVuLW1vZGVsbG8tc29zdGVuaWJpbGUucGRm?_d=986&amp;_c=0da08930" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/jbncxw/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly9ldXJpc3Blcy5ldS93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvMjAyNC8wOS9ldXJpc3Blc18tc3R1ZGlvLXR1cmlzbW8tZGFsbG92ZXJ0b3VyaXNtLWFkLXVuLW1vZGVsbG8tc29zdGVuaWJpbGUucGRm?_d%3D986%26_c%3D0da08930&amp;source=gmail&amp;ust=1725786039110000&amp;usg=AOvVaw0xUUqBFMsHWoEmy1IR6cCJ"> <u data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">cliccando qui </u></a></div>
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		<title>Eurispes e SIOI sottoscrivono un accordo per iniziative di natura scientifica e culturale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/05/eurispes-e-sioi-sottoscrivono-un-accordo-per-iniziative-di-natura-scientifica-e-culturale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eurispes-e-sioi-sottoscrivono-un-accordo-per-iniziative-di-natura-scientifica-e-culturale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Aug 2024 08:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[Sioi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>L’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali &#8211; Eurispes e la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale &#8211; SIOI hanno sottoscritto un accordo per disciplinare ed orientare la positiva collaborazione costruita&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3344-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p dir="ltr"><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">L’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali &#8211; Eurispes e la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale &#8211; </span><a href="https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/wmr3cs/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly93d3cuc2lvaS5vcmcv?_d=974&amp;_c=106a313b" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eurispesufficiostampa.voxmail.it/nl/pvysc5/wmr3cs/zfz73l2/uf/1/aHR0cHM6Ly93d3cuc2lvaS5vcmcv?_d%3D974%26_c%3D106a313b&amp;source=gmail&amp;ust=1722932140574000&amp;usg=AOvVaw1y3QQFQD4PinXnexj4tkMM"><u data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">SIOI</u></a><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24"> hanno sottoscritto un accordo per disciplinare ed orientare la positiva collaborazione costruita nel tempo tra i due Istituti.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">L’accordo che prevede importanti iniziative congiunte scientifiche e culturali, mira a consolidare la già stretta collaborazione tra Eurispes e SIOI, in particolare nei seguenti ambiti, </span><em data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Ricerca</em><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">: individuazione e promozione di attività e progetti di studio e di ricerca congiunti; </span><em data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Pubblicazioni</em><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">: collaborazione nelle pubblicazioni e nell’attività di divulgazione e promozione dei risultati conseguiti congiuntamente; </span><em data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Eventi e Conferenze</em><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">: organizzazione di conferenze, seminari, forum tematici; </span><em data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Formazione</em><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">: organizzazione di corsi e iniziative di aggiornamento.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">L’obiettivo dell’accordo, sottoscritto il 31 luglio 2024, dal </span><strong data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Presidente della SIOI</strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">, </span><strong data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Amb. Riccardo Sessa</strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24"> e dal </span><strong data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Presidente dell’Eurispes</strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">, </span><strong data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">Prof. Gian Maria Fara</strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">, è di rafforzare le sinergie tra SIOI ed Eurispes, favorendo una più profonda comprensione dei processi evolutivi del sistema multilaterale internazionale, contribuendo anche alla promozione del ruolo dell’Italia nel mondo.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24"> </span></p>
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		<title>Violenza donne: I dati del Rapporto EURISPES</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/24/violenza-donne-i-dati-del-rapporto-criminalita-tra-realta-e-percezione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=violenza-donne-i-dati-del-rapporto-criminalita-tra-realta-e-percezione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 19:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[violenza donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="2000" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne.jpg 2000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-1536x1536.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-1920x1920.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-1170x1170.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/donne-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Due donne su dieci vittima di molestie sessuali. Una violenza su tre è avvenuta alla presenza di un minore (33,7%). Il 25 novembre ricorre la Giornata mondiale per l’eliminazione della&#8230;</p>
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<p dir="ltr">Il <strong>25 novembre ricorre la Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne</strong>, un’occasione per fare il punto della situazione sulla violenza di genere e sui reati attraverso i quali si manifesta. L’Istituto <strong>Eurispes</strong>, in collaborazione con il <strong>Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale</strong>, ha prodotto una serie di dati sulla criminalità in Italia tra realtà e percezione, con un focus dedicato ai reati attinenti alla violenza di genere (<a href="http://mail01.tinyletterapp.com/Eurispes/eurispes-giornata-mondiale-per-l-eliminazione-della-violenza-contro-le-donne-i-dati/22899613-bit.ly/49totky?c=cd40ed0a-b85a-4744-b71d-7d458ff88741" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://mail01.tinyletterapp.com/Eurispes/eurispes-giornata-mondiale-per-l-eliminazione-della-violenza-contro-le-donne-i-dati/22899613-bit.ly/49totky?c%3Dcd40ed0a-b85a-4744-b71d-7d458ff88741&amp;source=gmail&amp;ust=1700932812890000&amp;usg=AOvVaw0J4y-bNvu8xDokfSJ-J_xp"><u>Rapporto “Criminalità: tra realtà e percezione”</u></a>).</p>
<p dir="ltr">Mentre il numero degli omicidi in Italia è costantemente in diminuzione dal 2007 (632 omicidi, contro i 314 registrati nel 2022), quello dei femminicidi risulta costante dal 2013.</p>
<p dir="ltr">Dal primo gennaio al 19 novembre di quest’anno, sono stati commessi in Italia <strong>295 omicidi</strong>; <strong>106</strong> avevano per vittima delle<strong> donne</strong>, <strong>87</strong> delle quali <strong>uccise in ambito familare/ affettivo</strong>. Rispetto allo stesso periodo del 2022, sono aumentati gli omicidi in ambito familiare (+5%), mentre è diminuito il numero delle vittime femminili (-4%) (dati Servizio Analisi Criminale &#8211; DCPC). Nel complesso, nel 2022 sono stati registrati 314 omicidi, con 124 vittime donne (+4% rispetto al 2021), di cui 102 uccise in àmbito familiare/affettivo; di queste, 60 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Una diminuzione, invece, si rileva per i delitti commessi in àmbito familiare/affettivo, che da 148 scendono a 139 (-6%). Rispetto all’anno precedente, nel 2022 risultano in flessione (-15%) sia il numero di omicidi commessi dal partner o ex partner, che da 78 scendono a 66, sia le relative vittime donne che da 69 diventano 60 (-12%). Operando il confronto tra il 2019 e il 2022, si osserva un decremento degli eventi complessivi (-2%). Tale decremento è riconducibile alla riduzione delle vittime di sesso maschile (-5%), mentre per le vittime di genere femminile si registra un incremento del 4%.</p>
<p dir="ltr"><strong>Violenza di genere: i reati spia e la violenza domestica</strong></p>
<p dir="ltr">Nel 2022 i “reati spia” hanno mostrato un significativo decremento. Le violenze sessuali, invece, a fronte di un decremento nel 2020 rispetto all’anno precedente, mostrano un andamento in costante incremento nel biennio successivo. Per quanto attiene alle vittime delle fattispecie di reato monitorate nel quadriennio 2019-2022, l’incidenza di quelle di genere femminile risulta pressoché costante, attestandosi tra il 74% ed il 76% per gli atti persecutori, tra l’81% e l’83% per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e con valori che oscillano tra il 91% e il 93% per le violenze sessuali. In termini percentuali, i dati relativi ai “reati spia” fanno registrare nel 2022 una flessione degli atti persecutori (-10%) e dei maltrattamenti contro familiari e conviventi (-4%), mentre per le violenze sessuali l’incremento è pari all’11%. Monitorando i <em>reati spia</em> in una prospettiva più ampia (2013-2022), si osserva che in un decennio c’è stato un incremento del 105% dei maltrattamenti contro familiari e conviventi, +48% per gli atti persecutori, e un aumento significativo (+40%) delle violenze sessuali (4.488 casi nel 2013 a fronte dei 6.291 nel 2022). La percentuale di donne vittime di violenze sessuali presenta un’incidenza elevata, vicina al 90%, in tutti i periodi in analisi. Nel 2022 il 91% delle vittime di violenza sessuale sono donne.</p>
<p dir="ltr"><strong>Violenza: l’indagine presso i cittadini</strong></p>
<p dir="ltr"><strong>Il monitoraggio condotto nel Rapporto ha inoltre interessato gli episodi di violenza che si consumano in àmbito familiare</strong> attraverso un’indagine campionaria svolta sul tutto territorio. <strong>Le donne</strong> interpellate <strong>hanno denunciato insulti e umiliazioni in àmbito familiare</strong> (12,9%), <strong>minacce</strong> (6,1%), <strong>atti persecutori</strong> (4,9%), <strong>maltrattamenti</strong> (4%), <strong>lesioni</strong> (3,4%), <strong>percosse</strong> (3%), <strong>violenze sessuali </strong>(1,5%), <strong>segregazione in casa</strong> (1,7%). Le donne hanno subìto violenza <strong>da parte del partner nel 24,5% </strong>dei casi, dell’<strong>ex partner nel 30,6% dei casi</strong>, da altro familiare nel 44,9% dei casi. La violenza subita nella maggioranza dei casi non si è ripetuta (52,6%), mentre per il 47,4% delle vittime non si è trattato di un caso isolato. <strong>Una violenza su tre è avvenuta alla presenza di un minore (33,7%).</strong></p>
<p dir="ltr"><strong> </strong><strong>Complessivamente, oltre un intervistato su 10 è stato vittima di molestie sessuali (11,4%), ma l’incidenza è nettamente superiore tra le donne: riferisce di esserne stata vittima il 18,9%</strong> – quasi una su cinque – a fronte di un 3,4% degli uomini. Le molestie avvengono in contesti eterogenei, da parte di figure diverse. Le donne interessate dal sondaggio hanno denunciato molestie da parte di conoscenti (21%) e sconosciuti (21%); ma anche da parte di colleghi (18%), parenti (17%), datori di lavoro (9%), superiori (6%).<br />
Al campione è stato inoltre chiesto se qualcuno di loro conoscenza tra parenti, amici o conoscenti sia stato/a vittima una violenza fisica o psicologica in àmbito familiare. In questo caso, trattandosi di <strong>u</strong>na domanda non personale, indiretta, e quindi meno sensibile ad una mancata risposta, le percentuali salgono per tutte le voci indicate nel questionario: insulti e umiliazioni si sono verificate nel 20,2% dei casi, i maltrattamenti nel 15,4%, minacce nel 14,7% dei casi. Gli intervistati riportano inoltre atti persecutori nel 12,3% dei casi, percosse (11,3%), lesioni (9%), violenza sessuale (5%), segregazione in casa (4,1%). Infine, si evidenzia che solo al 15% delle molestie ha fatto seguito una denuncia: più spesso le donne dicono al/alla molestatore/trice di smetterla (40,3%), più spesso smettono di frequentare il luogo dove lo/la incontravano (21,6%) e chiedono aiuto a partner/parenti/amici.</p>
<p dir="ltr">photocover:  Immagine di pikisuperstar su Freepik</p>
<p dir="ltr">
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		<title>Eurispes. Antisemitismo: in Italia un fenomeno sottovalutato</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/04/eurispes-antisemitismo-in-italia-un-fenomeno-sottovalutato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eurispes-antisemitismo-in-italia-un-fenomeno-sottovalutato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Nov 2023 05:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Antisemitismo in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[Negazionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="851" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-1024x681.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-768x511.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-1170x778.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-585x389.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>In Europa si parla di nuovo di antisemitismo: in seguito al conflitto tra Israele e Hamas, che ha riacceso la miccia della tensione in Medio Oriente, si stanno registrando numerosi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="851" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-1024x681.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-768x511.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-1170x778.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-585x389.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/DAFB4939-D933-4D6B-9701-C88308BCEC4A-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">In Europa si parla di nuovo di antisemitismo: in seguito al conflitto tra Israele e Hamas, che ha riacceso la miccia della tensione in Medio Oriente, si stanno registrando numerosi atti di intolleranza. Francia, Austria e Russia sono stati teatro di violenti gesti antisemiti che ricordano un passato che diventa improvvisamente vicino. Anche a Roma si sono verificati gesti di chiara matrice antisemita: a Trastevere sono state deturpate alcune pietre d’inciampo, testimonianza in memoria del rastrellamento degli ebrei romani avvenuto nell’ottobre del 1943. Ma i gesti ai quali assistiamo oggi, in relazione al conflitto odierno, hanno in realtà radici più profonde, legate allo scetticismo e al complottismo che dilaga nel presente e guarda anche al passato. È quanto emerso nello studio condotto dall’Eurispes già nel 2020, che poneva l’accento sul problema dell’antisemitismo e su tutti i fenomeni ad esso connessi. Dalle opinioni raccolte si evinceva che una parte minoritaria ma non sottovalutabile degli italiani non credeva all’Olocausto e abbracciava alcuni stereotipi legati al popolo ebraico.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Nel </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Rapporto Italia del 2020 dell’Eurispes</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> emerse, appunto, che il 15,6% degli italiani nega l’Olocausto, a fronte dell’84,4% non concorde. Invece, l’affermazione secondo cui l’Olocausto non avrebbe prodotto così tante vittime, come viene sostenuto, trova una percentuale di accordo solo lievemente superiore: 16,1%, mentre il disaccordo raggiunge l’83,8% degli italiani. Secondo il 23,9% degli italiani, inoltre, gli ebrei controllerebbero il potere economico e finanziario e, a detta di più di un quinto degli italiani intervistati (22,2%), controllerebbero i mezzi d’informazione. La tesi secondo cui gli ebrei determinano le scelte politiche americane incontra la percentuale più elevata di consensi, pur restando minoritaria: il 26,4%, contro un 73,6% di pareri contrari.</span></p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Complottisti e negazionisti sono a destra come a sinistra e, anzi, contrariamente a quanto si potrebbe ritenere, il negazionismo è molto radicato nel centro-sinistra.</strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">La tesi secondo cui gli ebrei controllano il potere economico e finanziario trova accordo in percentuale superiore alla media tra gli intervistati che si collocano politicamente al centro-destra (33,3%) e a destra (31%), meno tra quelli di centro (7,7%) e di sinistra (17,2%). Risultati analoghi si riscontrano rispetto al presunto controllo dei mezzi di informazione da parte degli ebrei. Per quanto riguarda l’influenza decisiva degli ebrei sulle decisioni politiche americane, la tesi trova sostegno soprattutto tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (33,5%) e tra quelli di destra (31,8%) e centro-destra (31,8%). </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">La credenza che la Shoah non abbia mai avuto luogo vede la più alta percentuale di soggetti concordi tra gli elettori di centro-sinistra</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> (23,5%). I revisionisti risultano più numerosi della media a sinistra – per il 23,3% l’Olocausto degli ebrei è avvenuto realmente, ma ha prodotto meno vittime di quanto si afferma di solito – ed al centro (23%).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">L’indagine dell’Eurispes si interrogava anche sul valore che i crimini d’odio contro gli ebrei ricoprono nella società di oggi. Secondo la maggioranza degli italiani, gli episodi di antisemitismo sono casi isolati, che non sono indice di un reale problema di antisemitismo nel nostro Paese (61,7%). Al tempo stesso, il 60,6% ritiene che questi episodi siano la conseguenza di un diffuso linguaggio basato su odio e razzismo. Per meno della metà del campione (47,5%) gli atti di antisemitismo che avvengono in Italia sono il segnale di una pericolosa recrudescenza del fenomeno. Per il 37,2%, invece, sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Alla luce dell’analisi dei dati dell’Eurispes, </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">si può affermare che l’antisemitismo e il negazionismo dei crimini contro gli ebrei siano tematiche striscianti e presenti, non da oggi, nel nostro tessuto sociale</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">. </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Il conflitto in atto non ha fatto altro che riabilitare vecchi e noti crimini d’odio e intolleranza, e anzi, li ha forse acuiti</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</span></p>
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		<title>Le assurdità del Fisco e la riforma necessaria</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/23/le-assurdita-del-fisco-e-la-riforma-necessaria/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-assurdita-del-fisco-e-la-riforma-necessaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 09:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[riforma fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[tax expenditures]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>A quasi trent’anni dalla pubblicazione della prima ricerca sulle distorsioni del Fisco, l’Eurispes torna a parlare della farraginosità del nostro sistema con lo studio coordinato dall’Avv. Giovambattista Palumbo, Direttore dell’Osservatorio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/23/le-assurdita-del-fisco-e-la-riforma-necessaria/">Le assurdità del Fisco e la riforma necessaria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74.jpeg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/EEAECF27-F0D5-4D38-A5E2-E869F0597C74-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p dir="ltr"><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A quasi trent’anni dalla pubblicazione della prima ricerca sulle distorsioni del Fisco, l’Eurispes torna a parlare della farraginosità del nostro sistema con lo studio coordinato dall’Avv. </em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Giovambattista Palumbo</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, Direttore dell’</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, con la prefazione del </em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</em></p>
<p dir="ltr"><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Si parlava, allora, di ben </em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">837 leggi in vigore in materia fiscale e 46 tributi erariali</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, comunali, provinciali e regionali. Insomma, una alluvione legislativa. Basta aprire un qualsiasi quotidiano di oggi per capire che le stesse criticità individuate nel 1995 sono ancora tutte presenti ed anzi, in alcuni casi, peggiorate. Lo studio dal titolo “</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Il Fisco impossibile </em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">&#8211; </em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Storie di imposte, tasse, cittadini ed imprese</em><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">”, fotografa l’attualità in attesa della prossima, auspicata riforma fiscale.</em></p>
<p dir="ltr">
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">L’Avv. Palumbo illustra così i nodi principali individuati dalla ricerca</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">: «La </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">legge delega fiscale</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> è stata approvata lo scorso </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">16 marzo</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> in Consiglio dei Ministri.  Si è attesa per febbraio in Parlamento, ma dovrebbe essere già pronta a gennaiometà marzo, ripartendo comunque da dove era arrivato il precedente Governo, con alcune rilevanti novità, tra cui, ad esempio, una revisione delle sanzioni tributarie, laddove è stato ricordato che </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">abbiamo sanzioni amministrative che oscillano dal 120 al 200% </strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">rispetto all’imposta dovuta, fuori linea rispetto agli altri partner europei. Una misura che prepara all’idea anche di una radicale revisione delle sanzioni penali tributarie, laddove, oggettivamente, non ha senso che per gli omessi versamenti si vada di fronte al giudice penale. È più ragionevole infatti che rappresentino una violazione da sanzionare sul versante amministrativo, pena il rischio di intasare le pProcure senza portare ad alcun significativo risultato.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Uno dei grandi problemi della fiscalità restano le </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">tax esxpenditures</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">. Le tax expenditures, come noto, sono elencate nel Rapporto annuale sulle spese fiscali, che è allegato allo stato di previsione dell’entrata del Bilancio di previsione dello Stato, laddove però le tax expenditures per le quali sono possibili analisi e approfondimenti mirati, grazie alla disponibilità di tutte le informazioni interessate dalla rilevazione (effetti finanziari, frequenza dei beneficiari ed effetti finanziari pro capite), sono comunque solo una parte. </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Una pletora di sussidi pubblici</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">molti dei quali in forma di spesa fiscale</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, che rispecchiano un forte interventismo dello Stato nell’economia, e probabilmente un’ipertrofia stratificata dell’attività legislativa, spesso senza una coerenza sistematica.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Nell’ordinamento nazionale le spese fiscali sono definite come qualunque forma di esenzione, esclusione, riduzione dell’imponibile o dell’imposta, ovvero regime di favore derivante dalle norme in vigore. Centinaia di misure individuate come spese fiscali erariali, con una apposita sezione dedicata alle (anche queste centinaia) spese fiscali locali. Il valore complessivo delle  misure (erariali e locali) è di quasi </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">100 miliardi di euro</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> e tale valore è comunque solo una chimera, in quanto non tiene conto delle rilevanti incertezze nella individuazione della materia, dovute al fatto che vi è una serie di misure erariali (circa 1/3) non quantificate rispetto al totale e che vi è un’altra  percentuale di misure (circa il 70%) rispetto alla quale non sono stati forniti tutti i dati quantitativi (onere, frequenze e importi </span><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">pro capite</em><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">).</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Insomma, </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">nessuno sda davvero quanto lo Stato spende in tax expenditures</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Ciò che sappiamo è che circa il 50% delle spese fiscali è destinato a un numero non elevato di beneficiari (max 30.000 soggetti) e che in assenza di tutti i dati quantitativi (onere, frequenze e importi pro capite), per circa il 70% delle misure non è nemmeno possibile svolgere analisi.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Ma i problemi non finiscono qui, anzi.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Peggio delle spese fiscali da trasferimenti operati con il sistema delle imposte dirette esiste solo una cosa: </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">i sussidi</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">. I sussidi, infatti, non tengono conto della situazione reddituale delle categorie sussidiate. Se l’obiettivo è aiutare un’azienda a investire e crescere, o tutelare il potere d’acquisto delle persone fisiche, è allora più trasparente e meno distorsivo un sistema di imposte sui redditi vantaggioso, anziché facilitazioni su determinati beni o categorie.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Un esempio è l’accisa agevolata su una fascia di consumo di energia elettrica nelle abitazioni di residenti (per 650 milioni all’anno circa) che avvantaggia il single ricco quanto una famiglia numerosa e indigente. </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Secondo il Ministero dell’ambiente, poi, circa 16 mMiliardi di spesa fiscale sarebbero poi da eliminare, in quanto dannosi all’ambiente e contrari a impegni interni e internazionali del Governo.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Insomma, ce ne sono di cose da fare.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A fronte di spese fiscali non sempre giustificabili, abbiamo inoltrepoi anche entrate diciamo non sempre coordinate (per usare un eufemismo). Nel tempo, la mente creativa di chi doveva trovare risorse finanziarie per rimpinguare le casse erariali ha espresso infatti tutto il proprio estro.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">E il problema non riguarda solo l’Erario nazionale, dal momento che il decentramento amministrativo, prima, e la riforma costituzionale del 2001, poi, hanno creato una vera e propria </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">giungla tributaria locale</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">I </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Comuni</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> dispongono infatti oggi di decine di diverse fonti di entrata, tra tributi e canoni, addizionali e compartecipazioni. E spesso molte di queste appaiono delle vere e proprie duplicazioni, come, per esempio, nel caso dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni e del canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Per l’occupazione di suolo pubblico, invece, i Comuni possono scegliere tra la tassa e il canone; come, per esempio, anche la famigerata “tassa sull’ombra”, che colpisce l’ombra di balconi o di tendaggi sul suolo pubblico, indipendentemente dall’effettiva occupazione dello stesso.</span>
</p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Passando al livello provinciale (dato che le </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Province</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> ancora esistono), si contano invece anche qui circa dieci fonti di entrata, tra tributi, canoni, addizionali e compartecipazioni. Anche in questo caso vi sono fattispecie non molto chiare, come l’addizionale sull’energia elettrica, che colpisce le utenze non domestiche e ha effetto regressivo (determinando la conseguenza di far pagare di più le piccole imprese che consumano meno), o quella dell’imposta provinciale di trascrizione, che sulla vendita dell’usato prevede un prelievo triplo rispetto al nuovo. Le </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Regioni</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, infine, dispongono di altre decine di tributi: dall’Irap alle tasse automobilistiche, fino all’addizionale Irpef; la compartecipazione all’Iva è poi assegnata in base ai consumi misurati dall’Istat.</span>
</p>
<p dir="ltr"><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Le tasse sono troppo alte e vanno abbassate.</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> Uno dei passaggi fondamentali che, viste le cifre dell’evasione fiscale in Italia e visti i vincoli di bilancio comunitari, vanno però affrontati per consentire (realisticamente) l’abbassamento delle tasse è quello di contrastare in modo efficace l’evasione fiscale. Quello che è certo è che la Pubblica Amministrazione spende più di quanto incassa. Ed è dunque evidente che c’è qualcosa che non quadra. La riduzione della spesa pubblica “inutile” è quindi necessaria, magari seguendo i criteri di effiecienza, efficacia ed economicità: i pilastri di ogni buona Pubblica Amminsistrazione.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Come giustamente evidenziato durante una inaugurazione dell’anno giudiziario da un Presidente di Commissione Tributaria Regionale, “</span><em data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">l’elite degli evasori fiscali è lungi dall’essere debellata, come dimostrano le statistiche sul numero degli evasori totali e sui miliardi di euro nascosti al fisco</em><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">”. Aumentare quindi l’aliquota sui redditi più alti, facendo pagare cioè ancora più tasse a quei pochi che le dichiarano davvero andrebbe proprio nella direzione inversa rispetto a quel principio costituzionale di equità e progressività che deve caratterizzare il nostro Ordinamento tributario.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">E allora ben venga una (finalmente) ragionevole ed efficace riforma fiscale.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Anche per non ritrovarci, fra altri trent’anni, al punto di oggi e di ieri.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">E anche con questa finalità </span><strong data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">la ricerca suggerisce alcune proposte</strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Molte di queste indicazioni le possiamo peraltro ritrovare nella delega fiscale appena approvata che, si spera, possa finalmente porre le basi per un cambio di mentalità e un cambio di prospettiva nel rapporto Fisco/contribuente.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Il Fisco non deve essere visto infatti (solo) nella sua azione repressiva, ma anche in quella di servizio al contribuente, a favore del quale svolge anzi la propria azione di recupero delle imposte.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Bisogna quindi rivoluzionare il sistema tributario con visione strategica. E bisogna farlo anche velocemente. Un Paese senza un Fisco ordinato, efficiente e comprensibile non ha infatti un futuro».</span></p>
<p dir="ltr">
<strong data-originalfontsize="13pt" data-originalcomputedfontsize="17.333334">Lo studio è visualizzabile, previa iscrizione al sito, al link</strong><a href="http://mail01.tinyletterapp.com/Eurispes/studio-eurispes-il-fisco-impossibile/22243097-bit.ly/41swnwk?c=cd40ed0a-b85a-4744-b71d-7d458ff88741" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://mail01.tinyletterapp.com/Eurispes/studio-eurispes-il-fisco-impossibile/22243097-bit.ly/41swnwk?c%3Dcd40ed0a-b85a-4744-b71d-7d458ff88741&amp;source=gmail&amp;ust=1682174214183000&amp;usg=AOvVaw3dwtdozp5dod2AlSyRJYWg"> <u data-originalfontsize="13pt" data-originalcomputedfontsize="17.333334">bit.ly/41sWnWK</u></a></p>
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		<title>Eurispes, nasce l’Osservatorio sull’Insularità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 09:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[insularità]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="934" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE.jpeg 934w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-300x154.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-768x395.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-585x301.jpeg 585w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /></p>
<p>Manca una definizione di isola ed anche modelli di sviluppo utili ad immaginare una piena valorizzazione di queste realtà, le quali scontano molto spesso fenomeni di arretratezza e di spopolamento.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/14/eurispes-nasce-losservatorio-sullinsularita/">Eurispes, nasce l’Osservatorio sull’Insularità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="934" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE.jpeg 934w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-300x154.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-768x395.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C13CA3C6-561D-433E-9A61-2A9847E97FAE-585x301.jpeg 585w" sizes="(max-width: 934px) 100vw, 934px" /></p><p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Manca una definizione di isola ed anche modelli di sviluppo utili ad immaginare una piena valorizzazione di queste realtà, le quali scontano molto spesso fenomeni di arretratezza e di spopolamento.  L’Osservatorio sull’insularita’ si prefigge di     </i></span><i>« promuovere possibili modelli di sviluppo per rilanciare la condizione insulare, consentendole di divenire, da penalizzazione, un’opportunità».  Gian Maria Fara- presidente Eurispes.</i></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
È recente la (re)introduzione nella nostra Costituzione del </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">principio di insularità (art.119, comma 6)</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, grazie ad un disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare promosso dai cittadini sardi. Esso prevede che la Repubblica riconosca le peculiarità delle isole e si impegni a promuovere le misure idonee a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione insulare.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">In Italia, il fenomeno insulare è molto rilevante. Sono circa </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">800 le isole italiane nelle quali abitano oltre 7 milioni di persone</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">. Altrettanto rilevante è il fenomeno insulare a livello europeo, con oltre 20 milioni di abitanti e ben tre Stati membri della Ue che sono isole. Manca però una definizione di isola ed anche modelli di sviluppo utili ad immaginare una piena valorizzazione di queste realtà, le quali scontano molto spesso fenomeni di arretratezza e di spopolamento.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">«In questo quadro, è stato istituito l’Osservatorio sull’Insularità – dichiara il Presidente dell’Eurispes, Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gian Maria Fara</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> – che si prefigge di raccogliere la documentazione utile a promuovere possibili modelli di sviluppo che possano contribuire a rilanciare la condizione insulare, consentendole di divenire, da penalizzazione, un’opportunità». L’Osservatorio si propone, inoltre, di studiare le best practices straniere al fine di consentire alle Istituzioni di intraprendere le azioni di rilancio e valorizzazione delle nostre isole. «L’idea è, dunque, – conclude Fara – quella di partecipare anche alla fase ascendente della normazione in materia, non solo commentare le cose fatte (o non fatte)».</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’Osservatorio sarà coordinato dal Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Aldo Berlinguer</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Diritto comparato nell’Università di Cagliari e potrà contare sulla partecipazione di vari, autorevoli esperti in diverse discipline, tra cui il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Salvo Andò</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, già Rettore e Ordinario di Diritto pubblico comparato nell&#8217;Università degli Studi di Enna &#8220;Kore&#8221;, Presidente ODIMED; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gaetano Armao</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Associato di Diritto amministrativo nell&#8217;Università di Palermo, Delegato del Rettore per l’Insularità; il Dott. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Giampaolo Basoli</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, già Direttore generale del Ministero Infrastrutture e Trasporti; la Prof.ssa </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Carla Bassu</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinaria di Diritto pubblico comparato nell&#8217;Università di Sassari; l’Ing. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Biagio Bisignani</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Direttore dell&#8217;area Urbanistica e Gestione del Territorio del Comune di Catania; la Prof.ssa </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Giuliana Giuseppina Carboni</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinaria di Diritto pubblico comparato nell&#8217;università di Sassari; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Roberto Cellini</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di economia politica e Direttore del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gianmario Demuro</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Cagliari; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Tommaso Edoardo Frosini</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Diritto pubblico comparato e di Diritto costituzionale nell&#8217;Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Paolo La Greca</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica nell&#8217;Università degli Studi di Catania, Presidente del Centro Nazionale di Studi Urbanistici del Consiglio Nazionale degli Ingegneri; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Rosario Lanzafame</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Sistemi per l&#8217;Energia e l&#8217;Ambiente nell&#8217;Università degli Studi di Catania; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Orazio Licciardello</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Psicologia sociale nell&#8217;Università degli Studi di Catania; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Francesco Pigliaru</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di economia politica nell’Università di Cagliari; il Prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Fabrizio Pilo</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Ordinario di Sistemi elettrici per l&#8217;energia nell&#8217;Università di Cagliari e Prorettore delegato per il territorio e l&#8217;innovazione; il Dott. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Antonio Pogliese</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Dottore commercialista e Presidente del Centro di documentazione e ricerca sulla cultura dei Rischi, Catania.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sono stati invitati a partecipare all’Osservatorio anche esponenti di alcune organizzazioni già attive sul tema dell’insularità, come il dott. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Michele Cossa</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Presidente della Commissione del Consiglio regionale della Sardegna sull’attuazione del Principio di insularità; il dott. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gianni Donigaglia</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Presidente dell’Associazione nazionale sanitaria delle piccole isole; il prof. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Luca Maria Foresi</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, associato di Paleontologia nell’Università di Siena, membro del Consiglio direttivo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e Direttore del Museo delle Scienze Geologiche e Archeologiche dell’Isola di Pianosa; la prof.ssa </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Antonietta Mongiu</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Presidente del Comitato tecnico-scientifico sull&#8217;inserimento del principio di insularità in Costituzione, la Dott.ssa </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gian Piera Usai</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, Segretaria generale ANCIM.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Altri esperti ed esponenti istituzionali che si occupano, a vario titolo, della materia sono stati invitati a partecipare o lo saranno a breve. L’Osservatorio resta, infatti, una realtà aperta ed inclusiva nella quale accogliere, con approccio interdisciplinare, esperienze, competenze e progettualità che possano meglio proteggere e valorizzare il nostro grande patrimonio insulare.</span></p>
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		<title>Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 21:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>Conoscere un fenomeno come la corruzione richiede innanzitutto una misurazione quali-quantitativa affidabile. Intendere correttamente un fenomeno criminale consente di calibrare al meglio il sistema di prevenzione e di repressione. Sotto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/">Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p><p dir="ltr">Conoscere un fenomeno come la corruzione richiede innanzitutto una misurazione quali-quantitativa affidabile. Intendere correttamente un fenomeno criminale consente di calibrare al meglio il sistema di prevenzione e di repressione.</p>
<p dir="ltr">Sotto la <a href="https://www.esteri.it/it/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo/temi_globali/anticorruzione/"><strong>Presidenza italiana del G20</strong></a>, ha trovato accoglimento ufficiale il Compendio di buone pratiche sulla misurazione della corruzione, volto a raccogliere le tecniche di rilevazione e misurazione adatte al contrasto.</p>
<p dir="ltr">Altri indicatori si propongono sul piano internazionale, sia da parte di primarie Organizzazioni internazionali non Governative (Transparency International) sia da qualificati attori del <em>business sector</em>(Global Risk Profile).</p>
<p dir="ltr">Le Istituzioni nazionali maggiormente impegnate nel settore della prevenzione della corruzione e della sua misurazione (Anac ed Istat) proseguono in un’incessante opera di analisi e proposta, degna di ogni attenzione ed approfondimento.</p>
<p dir="ltr">L’Eurispes, forte di una pluriennale esperienza in materia, avviata con un’importante ricerca che ha aperto il dibattito internazionale e multilaterale sulla misurazione della corruzione, ritiene opportuno promuovere un confronto a più voci sull’argomento.</p>
<h2 dir="ltr">Il webinar sulla misurazione del fenomeno della corruzione</h2>
<p dir="ltr">L’evento, in formato webinar, avrà luogo su piattaforma Zoom e sarà trasmesso sui nostri canali Social (<a href="https://www.facebook.com/Eurispes">Facebook</a>, <a href="https://twitter.com/Eurispes">Twitter</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/eurispes-istituto-di-studi-politici-economici-e-sociali/">Linkedin</a>) e su <a href="https://www.youtube.com/channel/UCPAbTlV0tB-KEjdMbla624A">Youtube</a> <strong>il prossimo 27 gennaio dalle ore 11,00 alle ore 14,00</strong>.</p>
<p dir="ltr">I lavori saranno introdotti dal Presidente dell’Eurispes, <a href="https://eurispes.eu/listituto-di-ricerca-degli-italiani-eurispes/presidente/"><strong>Gian Maria Fara</strong></a>. A seguire la tavola rotonda alla quale prenderanno parte:</p>
<p dir="ltr"><strong>Nikolas Giannakopoulos</strong>, Presidente del Comitato Scientifico Global Risk Profile – Grp  Italia srl, <strong>Mario Carlo Ferrario</strong>, Vice Presidente Transparency International – Italia , <strong>Giovanni Tartaglia Polcini</strong>, Magistrato, Consigliere giuridico MAECI e componente del Comitato Scientifico dell’Eurispes, <strong>Maria Giuseppina Muratore</strong>, Primo ricercatore Istat.</p>
<p dir="ltr">Le considerazioni conclusive sono affidate al Presidente dell’Anac, <strong>Giuseppe Busia</strong>.</p>
<p dir="ltr">Modera l’incontro: <strong>Paolo Mazzanti</strong>, Direttore editoriale dell’agenzia di stampa Askanews.</p>
<p dir="ltr">Per informazioni: istituto@eurispes.eu</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F24%2Fcorruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno%2F&amp;linkname=Corruzione%3A%20dialogo%20sulla%20misurazione%20del%20fenomeno" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F24%2Fcorruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno%2F&#038;title=Corruzione%3A%20dialogo%20sulla%20misurazione%20del%20fenomeno" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/" data-a2a-title="Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/">Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>EURISPES ALLA TERZA CONFERENZA INTERNAZIONALE DELL’UNESCO SULLA COMUNICAZIONE NELL’EPOCA DIGITALE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/14/eurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 18:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Khanty Mansiysk – Russia, 17-18 giugno 2021 “Per una rivoluzione digitale a servizio della sostenibilità: l’impegno comune degli Stati e i nuovi modelli di sviluppo economico e sociale”, è questo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/AE89E532-6CDA-427D-8469-AEDBBF04D62A-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><strong>Khanty Mansiysk – Russia, 17-18 giugno 2021</strong></p>
<p>“<em>Per una rivoluzione digitale a servizio della sostenibilità: l’impegno comune degli Stati e i nuovi modelli di sviluppo economico e sociale</em>”, è questo il titolo della relazione che il Segretario generale dell’Eurispes, Marco Ricceri, presenterà alla Terza Conferenza Internazionale “Tangible and Intangible Impact of Information and Communication in the Digital Age”, in programma il prossimo 17-18 giugno 2021 a Khanty-Mansiysk, in Russia.</p>
<p>La Conferenza, in modalità video online, alla quale partecipano esperti di circa 50 Stati, è promossa dall’Unesco, Programma Informazione per Tutti (IFAP) e Istituto per le Tecnologie dell’Informazione nell’Istruzione (IITE), dal Comitato della Federazione russa per l’Unesco (Ifap), diretto dal Prof. Evgheny Kuzmin, dal governo regionale Ugra.</p>
<p>Tra gli obiettivi principali della Conferenza vi sono: la valutazione degli elementi conoscitivi e le indicazioni e raccomandazioni da trasmettere all’Unesco, agli Stati membri, alle maggiori organizzazioni intergovernative per la definizione di un rapporto globale sul modo di affrontare le sfide delle trasformazioni socioculturali in atto promosse dalle tecnologie digitali e su come diffondere le pratiche di approccio interdisciplinare per la gestione delle trasformazioni stesse.</p>
<p>La relazione dell’Eurispes verrà presentata nella sessione dedicata al tema “La rivoluzione dei valori: nuova interpretazione dei diritti e delle libertà” e fa riferimento al contributo di idee e proposte già fornito in occasione della precedente Conferenza Unesco 2019, nella quale è stato elaborato ed approvato dagli esperti il documento di base: la Risoluzione Ugra (<em>Ugra Resolution</em>) sui princìpi etici e le politiche da perseguire nel settore dell’informazione e della comunicazione nell’era digitale. In particolare, l’Eurispes porterà il contributo dell’esperienza ultratrentennale dell’Istituto che, da sempre, ha applicato l’approccio multidisciplinare e sistemico nelle attività di studio e ricerca intraprese e illustrerà i principali elementi emersi nel <em>33° Rapporto Italia</em> <em>2021</em> in relazione alle nuove strategie dello sviluppo sostenibile e alla funzione propulsiva delle innovazioni digitali.</p>
<p>La partecipazione dell’Eurispes rientra nel quadro della collaborazione promossa, fin dal 2011, con il Prof. Evgheny Pashentsev, dell’Accademia Diplomatica di Mosca, che ha portato alla costituzione di una rete permanente di esperti in materia di gestione della comunicazione EU-RU-CM.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F14%2Feurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale%2F&amp;linkname=EURISPES%20ALLA%20TERZA%20CONFERENZA%20INTERNAZIONALE%20DELL%E2%80%99UNESCO%20SULLA%20COMUNICAZIONE%20NELL%E2%80%99EPOCA%20DIGITALE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F14%2Feurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale%2F&#038;title=EURISPES%20ALLA%20TERZA%20CONFERENZA%20INTERNAZIONALE%20DELL%E2%80%99UNESCO%20SULLA%20COMUNICAZIONE%20NELL%E2%80%99EPOCA%20DIGITALE" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/14/eurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale/" data-a2a-title="EURISPES ALLA TERZA CONFERENZA INTERNAZIONALE DELL’UNESCO SULLA COMUNICAZIONE NELL’EPOCA DIGITALE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/14/eurispes-alla-terza-conferenza-internazionale-dellunesco-sulla-comunicazione-nellepoca-digitale/">EURISPES ALLA TERZA CONFERENZA INTERNAZIONALE DELL’UNESCO SULLA COMUNICAZIONE NELL’EPOCA DIGITALE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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