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	<title>famiglia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>SALUTE E FAMIGLIA IN EUROPA: LA “GENERAZIONE SANDWICH” ITALIANA SI DIVIDE TRA FIGLI E GENITORI, I FRANCESI ASPETTANO I SINTOMI, I TEDESCHI FANNO SCREENING</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="580" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3.png 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-585x339.png 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Barometro Doctolib 2026 su oltre 8.400 cittadini d&#8217;Italia, Francia e Germania: 3 modelli sanitari a confronto. In Italia l’85% delle donne gestisce le cure della famiglia, in Francia il 67%&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening/">SALUTE E FAMIGLIA IN EUROPA: LA “GENERAZIONE SANDWICH” ITALIANA SI DIVIDE TRA FIGLI E GENITORI, I FRANCESI ASPETTANO I SINTOMI, I TEDESCHI FANNO SCREENING</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Barometro Doctolib 2026 su oltre 8.400 cittadini d&#8217;Italia, Francia e Germania: 3 modelli sanitari a confronto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In Italia l’85% delle donne gestisce le cure della famiglia, in Francia il 67% delle persone va dal medico solo quando compaiono i problemi, in Germania quasi il 40% si sottopone a controlli regolari.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il digitale accelera prenotazioni e gestione ma incide ancora poco sulla prevenzione.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Milano, 15 maggio 2026 – In <strong>Europa</strong> la salute non si gestisce allo stesso modo: in <strong>Italia</strong> è soprattutto una questione familiare (con l’<strong>85%</strong> delle donne che si occupa di figli, genitori e partner), in <strong>Francia</strong> il 67% delle persone entra nello studio medico quasi sempre a sintomi già presenti, mentre in <strong>Germania</strong> la prevenzione è parte della routine (il <strong>36%</strong> degli appuntamenti è legato a controlli e screening).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>digitale</strong> è ormai sempre più diffuso ovunque ma cambia la funzione: in <strong>Italia</strong> è soprattutto uno strumento per “<strong>organizzare</strong>”, in <strong>Germania</strong> per “<strong>prevenire</strong>”, in Francia per “<strong>velocizzare</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">È questa la fotografia che emerge dalla <strong>4° edizione del Barometro Doctolib</strong>, l&#8217;<strong>indagine internazionale</strong> che ogni anno mette <strong>a confronto abitudini, bisogni e aspettative dei cittadini di Italia, Francia e Germania</strong> rispetto alla <strong>gestione della salute </strong>e<strong> </strong>all’<strong>utilizzo degli strumenti digitali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Condotta ad aprile 2026 su <strong>oltre 8.400 utenti dei 3 paesi con più di 18 anni</strong> e presentata in occasione della <strong>Giornata Internazionale della Famiglia del 15 maggio</strong>, rivela un <strong>divario</strong> che non è solo <strong>sanitario </strong>ma anche e soprattutto <strong>culturale</strong>: riguarda le abitudini quotidiane, i ruoli familiari e il rapporto con il proprio corpo.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>In Italia siamo abituati a curare la malattia ma fatichiamo ancora a concepire la cura della salute</em>” &#8211; afferma il <strong>dottor Iacopo Cavallo, medico di medicina generale</strong> della piattaforma di sanità digitale Doctolib.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Inoltre i protocolli di screening istituzionalizzati a livello nazionale sono spesso arretrati rispetto alle linee guida più recenti. La prevenzione richiede programmazione, mentre la vita frenetica di oggi spinge molti pazienti a delegare l&#8217;attenzione al proprio corpo solo nel momento in cui &#8216;chiede il conto&#8217; attraverso il dolore o il sintomo. E se paesi come la Germania hanno istituzionalizzato l&#8217;importanza del controllo periodico, da noi molti evitano i check-up per il timore latente di scoprire che qualcosa non va, dimenticando che una diagnosi precoce è l&#8217;arma più potente, e spesso meno invasiva, che abbiamo a disposizione</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il Barometro Doctolib 2026 restituisce, quindi, <strong>3 modi diversi di vivere la salute in Europa</strong>:</p>
<ul style="font-weight: 400;">
<li><strong>Italia</strong>: salute come responsabilità familiare e carico invisibile sulle donne;</li>
<li><strong>Francia</strong>: salute reattiva, guidata dai sintomi;</li>
<li><strong>Germania</strong>: salute pianificata e preventiva.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>ITALIA: LA SALUTE È UN’AGENDA DI FAMIGLIA (E RICADE SULLE DONNE)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia la salute raramente è vista come una questione individuale e si identifica spesso come una lista di cose da fare, una sorta di “logistica familiare” più che un percorso personale, una rete di responsabilità che di solito ricade sulle donne.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo il Barometro Doctolib, l’<strong>85%</strong> delle donne italiane si occupa in prima persona dell’organizzazione delle visite e dei controlli sanitari dell’intera famiglia. Tra chi ha figli, quasi nessuna (<strong>0,9%</strong>) delega le prenotazioni al partner, mentre oltre il <strong>18%</strong> degli uomini ammette di lasciare l’incombenza alla compagna.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è solo una diversa modalità di comportamento ma di carico mentale: la gestione della salute diventa parte del lavoro quotidiano domestico femminile, insieme a scuola, lavoro e assistenza ai genitori anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel nostro Paese risulta, poi, una forte discrepanza tra il reale aiuto fornito dai papà e la loro percezione di fare la propria parte: nonostante i dati confermino che il carico sia quasi tutto sulle donne, il <strong>26%</strong> degli uomini è convinto di dividere l&#8217;agenda pediatrica “esattamente allo stesso modo” con la partner (contro un più realistico <strong>12%</strong> tedesco e francese).</p>
<p style="font-weight: 400;">La differenza di genere emerge anche nell’utilizzo concreto delle piattaforme sanitarie digitali: quasi la metà degli uomini italiani (<strong>46%</strong>) usa le app mediche per prenotare visite esclusivamente per sé stesso, mentre per le donne la quota crolla al <strong>29%</strong>. Per quasi <strong>1 donna su 3</strong>, infatti, il digitale rappresenta, soprattutto, uno strumento per gestire la salute di figli, partner e genitori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LA “GENERAZIONE SANDWICH”: NON È SOLO ITALIANA, MA QUI PESA DI PIÙ</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei dati più rilevanti emersi dall&#8217;indagine riguarda la <strong>fascia tra i 35 e i 54 anni</strong>, la cosiddetta “<strong>generazione sandwich</strong>”: adulti che si muovono su un doppio fronte, tra figli da seguire e genitori anziani da assistere, con la propria salute che finisce sempre in fondo alla lista.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la generazione che regge l&#8217;intero equilibrio sanitario domestico ma<strong> tende quasi sempre a sacrificare la propria prevenzione</strong>: solo<strong> 1 su 5 </strong>riesce a prenotare visite esclusivamente per sé. Per tutti gli altri, la salute personale viene sistematicamente <strong>rinviata,</strong> si va dal medico solo quando il problema è già evidente o non più ignorabile. Il risultato è una salute vissuta <strong>&#8220;a intermittenza&#8221;</strong>, dove il proprio corpo viene ascoltato solo quando smette di funzionare normalmente.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Spesso pazienti che per mesi mettono da parte i propri bisogni per accudire la famiglia</em>” &#8211; conferma il medico di Doctolib &#8211; “<em>si presentano in ambulatorio con un foglietto o un elenco mentale di 4 o 5 problematiche diverse da risolvere: dal dolore articolare al disturbo gastrico, sino alla richiesta di impegnative per esami arretrati. Il rischio clinico di questo approccio è elevato perché, condensando mesi di malesseri in una singola visita, diventa molto complesso per il medico dare la giusta priorità ai sintomi e sviscerare ogni problema con la dovuta attenzione. La prevenzione e la cura sono percorsi che richiedono costanza. Non si possono comprimere i bisogni del nostro corpo in un&#8217;unica, frettolosa visita riparatoria</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>FRANCIA: LA SALUTE COME REAZIONE. SI VA DAL MEDICO QUANDO COMPARE IL SINTOMO.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123552" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-300x174.png" alt="" width="300" height="174" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-585x339.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4.png 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il modello francese è quello più reattivo tra i 3 analizzati dal Barometro Doctolib 2026.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si va dal medico quando il problema è già evidente: il <strong>67% </strong>degli utenti dichiara, infatti, di rivolgersi ad uno specialista solo in presenza di sintomi.</p>
<p style="font-weight: 400;">E questo vale anche per la salute dei figli, in linea con un approccio che vede la gestione familiare meno strutturata rispetto all’Italia: oltre il <strong>50% </strong>delle visite pediatriche nasce da un malessere già in corso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui la prevenzione non è assente ma non è il punto di accesso principale al sistema sanitario.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>GERMANIA: LA SALUTE È PROGRAMMATA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">All’estremo opposto, la Germania mostra un rapporto con la salute più strutturato e una maggiore separazione tra cura personale e familiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui la salute è più individuale: meno carico familiare (il <strong>44%</strong> delle donne prenota solo per sé), più attenzione al proprio percorso personale e maggiore autonomia precoce anche per i figli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quasi il 40% delle visite è legato a controlli di routine e screening.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione fa parte della gestione ordinaria del benessere e non si interrompe con l’età.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>OVER 65: ITALIANI NELLA RETE FAMILIARE, FRANCESI PRONTI A REAGIRE, TEDESCHI AUTONOMI</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei risultati più inattesi riguarda gli <strong>over 65</strong>.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123553" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-300x174.png" alt="" width="300" height="174" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-1024x594.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-1170x679.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-585x339.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5.png 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia continuano a fare parte della “rete familiare sanitaria”, in Francia reagiscono al problema, in Germania diventano progressivamente autonomi e fino al <strong>74% </strong>degli anziani prenota visite solo per sé.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al di là dei controlli periodici, il motivo che li porta dal medico in Italia (<strong>28%</strong>) e Francia (<strong>27%</strong>) è rappresentato da un problema di salute già noto mentre in Germania prevale (<strong>27%</strong>) la comparsa di un sintomo o di un problema di salute che prima non c&#8217;era.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;AUTONOMIA SANITARIA: QUANDO UN FIGLIO DIVENTA RESPONSABILE DELLA PROPRIA SALUTE?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il Barometro Doctolib fotografa anche un cambiamento generazionale nel rapporto con la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fronte alla domanda “A che età pensi che un figlio dovrebbe iniziare a gestire autonomamente la propria salute (prenotazioni, controlli, documenti)?” il <strong>58%</strong> degli italiani e il <strong>61%</strong> dei francesi ha risposto che l’età giusta è <strong>tra i 18 e i 25 anni </strong>mentre in Germania il <strong>41%</strong> è favorevole a responsabilizzare i figli già <strong>prima dei 18 anni</strong>. Il <strong>13%</strong> degli italiani, il <strong>10%</strong> dei francesi e solo il <strong>6% </strong>dei tedeschi ritiene l&#8217;autonomia sanitaria scatti quando il figlio o la figlia vanno a vivere da soli.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL DIGITALE: PIÙ VELOCE MA NON PIÙ PREVENTIVO</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In tutti i Paesi il digitale è ormai parte della quotidianità sanitaria.</p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia il 73% degli utenti utilizza &#8216;sempre&#8217; o &#8216;spesso&#8217; strumenti digitali per consultare e condividere referti ed esami, e quasi il 58% lo fa anche per prenotare le visite, mentre solo il <strong>7%</strong> dichiara di preferire ancora esclusivamente i sistemi tradizionali. Più dell’<strong>80%</strong> dei cittadini afferma, inoltre, che il digitale fa risparmiare molto tempo nella gestione della salute e rende tutto più semplice rispetto al passato.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Sta cambiando in meglio il nostro lavoro quotidiano</em>” &#8211; ammette il <strong>dottor Cavallo</strong>. “<em>Vedere un paziente che entra in studio e condivide con un clic lo storico dei suoi esami sullo smartphone è ormai la normalità. Dal punto di vista clinico, questo azzera il rischio di smarrire referti fondamentali o di dover decifrare vecchi appunti sbiaditi. E consente, inoltre, una più rapida trascrizione sui gestionali, così da avere un archivio sempre aggiornato. Sul fronte del rapporto medico-paziente, il vero vantaggio è il tempo: i minuti preziosi che prima si perdevano a confrontare decine di fogli disordinati nelle vecchie cartelline, oggi si traducono in minuti guadagnati per ascoltare il paziente</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma il Barometro Doctolib evidenzia anche un limite importante: il digitale viene percepito soprattutto come uno strumento per semplificare la burocrazia sanitaria, non ancora come leva culturale per migliorare la prevenzione. Solo il <strong>13,4%</strong> degli italiani dichiara, infatti, che gli strumenti digitali hanno portato a fare più controlli preventivi rispetto al passato, contro percentuali superiori al <strong>20%</strong> registrate in Francia e Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Dal 2023 il Barometro Doctolib analizza come cambiano le persone, le famiglie e il modo di vivere la salute anche grazie al digitale</em>”, commenta <strong>Nicola Brandolese, CEO International, Italy &amp; New Business di Doctolib,</strong> l&#8217;app gratuita che aiuta i cittadini nella gestione della propria salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Il confronto con altri grandi Paesi europei ci aiuta a capire dove stiamo evolvendo più velocemente e dove invece persistono fragilità culturali molto profonde. Quest’anno emerge con forza un tema centrale: la salute continua a reggersi soprattutto sul tempo, sull’organizzazione e sul carico invisibile delle famiglie. E comprendere questi cambiamenti è fondamentale per costruire una sanità più accessibile, sostenibile e realmente vicina ai bisogni quotidiani delle persone. Dopo 4 edizioni è evidente come la trasformazione digitale sia ormai consolidata nell’accesso ai servizi, ma la vera sfida sia culturale. Riguarda il modo in cui le persone si prendono cura di sé e delle proprie famiglie. È lì che si gioca il futuro della sanità quotidiana</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DISTINTIVI DELLA SALUTE FAMILIARE ITALIANA EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Salute come “responsabilità domestica”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Non individuale, ma organizzativa e familiare.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Centralità femminile nella gestione</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">L’85% delle donne organizza le cure familiari contro il 64,8% degli uomini.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale come “logistica sanitaria”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Prenotazioni, referti, gestione familiare più che prevenzione.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Prevenzione ancora secondaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Solo il 13,4% dichiara più prevenzione grazie al digitale.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Sovraccarico della “generazione sandwich”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Tra figli, genitori e partner, la propria salute è spesso rinviata.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DEL MODELLO TEDESCO EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Prevenzione strutturata</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quasi 40% di controlli regolari.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Maggiore separazione tra sé e famiglia</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Più visite “solo per sé” rispetto agli altri Paesi.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Minor peso della famiglia nella gestione sanitaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Solo circa 10% coinvolgimento familiare esteso.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale più clinico che logistico</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Meno condivisione familiare, più gestione personale.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Evoluzione verso autonomia con l’età</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Gli over 65 diventano sempre più indipendenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DEL MODELLO FRANCESE EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Centralità del sintomo</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">67% dei cittadini va dal medico solo quando sta male.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Famiglia presente nella gestione sanitaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">25% dei 35-54 gestisce la salute di tutta la famiglia.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Approccio reattivo anche nei bambini</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Oltre il 51% delle visite pediatriche nasce da sintomi.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale soprattutto funzionale</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Prenotazione rapida, meno impatto su prevenzione.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Forte continuità tra età adulta e anziana</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Poco cambiamento nel modello sanitario con l’invecchiamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening/">SALUTE E FAMIGLIA IN EUROPA: LA “GENERAZIONE SANDWICH” ITALIANA SI DIVIDE TRA FIGLI E GENITORI, I FRANCESI ASPETTANO I SINTOMI, I TEDESCHI FANNO SCREENING</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Rispetto, Ascolto , Partecipazione. In scena a palermo Il R.A.P. della legalità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 19:42:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[casa famiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[R:AP: della legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Domani 15 maggio L&#8217;evento conclusivo del progetto  promosso Dall&#8217;associazione Life and Life ETS  rivolta ai ragazzi con sospensioni e provvedimenti disciplinari e alle loro famiglie &#160; Si terrà venerdì 15&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/rispetto-ascolto-partecipazione-in-scena-a-palermo-il-r-a-p-della-legalita/">Rispetto, Ascolto , Partecipazione. In scena a palermo Il R.A.P. della legalità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/WhatsApp-Image-2026-05-13-at-09.59.16-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p><strong>Domani 15 maggio L&#8217;evento conclusivo del progetto  promosso Dall&#8217;associazione Life and Life ETS  rivolta ai ragazzi con sospensioni e provvedimenti disciplinari e alle loro famiglie</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si terrà venerdì 15 maggio alle ore 16:00, presso la sede di LIFE and LIFE ETS in via Serraglio Vecchio n. 28 a Palermo, l’evento conclusivo del progetto “Il R.A.P. della Legalità” (Rispetto, Ascolto, Partecipazione), promosso dall’associazione LIFE and LIFE ETS e finanziato dal Comune di Palermo.<br />
Il progetto, che si è svolto dal 15 gennaio al 15 maggio, rivolto agli alunni degli istituti scolastici di primo grado del territorio palermitano destinatari di provvedimenti disciplinari, ha trasformato la sospensione scolastica in un’opportunità educativa attraverso attività psicoeducative, laboratori esperienziali e percorsi di responsabilizzazione condivisi tra scuola, famiglia e professionisti del terzo settore. Centrale anche il coinvolgimento delle famiglie, accompagnate in un percorso di ascolto, dialogo e corresponsabilità educativa.<br />
All’incontro finale parteciperanno le scuole aderenti, i genitori dei minori coinvolti, gli operatori del progetto e le autorità invitate, in un momento di restituzione e condivisione dei risultati raggiunti.<br />
Interverranno:<br />
&#8211; Valentina Cicirello, educatrice e Vicepresidente LIFE and LIFE<br />
&#8211; Pierluca Orifici, legale<br />
&#8211; Mariella D’Anna psicologa</p>
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		<title>8 marzo: donne, lavoro e famiglia. Il punto con l’Avvocato Valentina Ruggiero</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/08/8-marzo-donne-lavoro-e-famiglia-il-punto-con-lavvocato-valentina-ruggiero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=8-marzo-donne-lavoro-e-famiglia-il-punto-con-lavvocato-valentina-ruggiero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Mar 2024 09:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Festa donna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[parità di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="998" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D.jpeg 1500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-1024x681.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-768x511.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-1170x778.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-585x389.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/44A1498A-410A-464A-B2F8-F01AC0DEB56D-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Supporti insufficienti a conciliare cura dei figli e carriera, retaggi culturali e ancora troppa violenza. La condizione di molte donne in Italia &#160; Come ogni anno per l’8 marzo, ovunque&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/08/8-marzo-donne-lavoro-e-famiglia-il-punto-con-lavvocato-valentina-ruggiero/">8 marzo: donne, lavoro e famiglia. Il punto con l’Avvocato Valentina Ruggiero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Supporti insufficienti a conciliare cura dei figli e carriera, retaggi culturali e ancora troppa violenza. La condizione di molte donne in Italia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come ogni anno per l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">8 marzo</strong>, ovunque è un tripudio di mimose, cioccolatini e frasi in onore delle donne. Ma qual è la situazione delle donne in Italia oggi?</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I dati disegnano uno scenario ancora difficile, con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">1 donna su 5</strong> (dati Inapp-Plus) che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">si dimette dopo la nascita del figlio</strong>, costretta a scegliere tra famiglia e lavoro. L’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">occupazione femminile </strong>in Italia è del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">55%</strong>, a fronte di una media UE del 69,3%. Inoltre, si continua a registrare ancora un forte divario salariale di genere. Secondo l&#8217;Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato dell&#8217;Inps, le lavoratrici del settore privato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">guadagnano quasi 8mila euro in meno dei colleghi uomini.</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora troppo alti anche i dati relativi alla violenza di genere. Secondo i dati della Polizia di Stato, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ogni giorno 85 donne sono vittime di reato</strong> (maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale), e spesso per mano di chi dice di amarle (<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">39% marito o compagno, 30% ex partner</strong>).</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il punto della situazione con l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Avvocato Valentina Ruggiero</strong>, esperta in diritto di famiglia, da sempre al fianco delle donne vittime di ogni forma di violenza.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quali strumenti legali hanno oggi le neomamme, per evitare di uscire dal mondo del lavoro?</strong></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mi spiace dirlo ma se non ci sono supporti familiari adeguati, ancora oggi una donna che desidera realizzarsi e fare carriera non riesce a trovare un giusto equilibrio tra famiglia (figli piccoli in tenera età…) e mondo del lavoro. Le penalizzazioni sono ancora tante. Sula carta vi sono molti contributi‚ ma nella realtà è difficile eseguirli in quanto ci sono dei tetti minimi e massimi. Basta pensare alla situazione degli asili nido, che al nord e al centro possono accogliere circa il 33% dei bambini, mentre al Sud solo il 14%.</em></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Crede che questa scelta sia legata anche al fatto che in Italia il congedo di paternità è insufficiente? Qual è la situazione?</strong></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il congedo di paternità esiste, ha una durata di 10 giorni, che sono fruibili da 2 mesi prima della data presunta del parto, a 5 mesi dopo. Tale congedo è maggiore nel caso in cui la madre sia deceduta, impossibilitata a prendersi cura del bambino, o lo abbia abbandonato. Certo, parliamo di una situazione ben diversa da quella spagnola, dove i giorni di congedo sono gli stessi per entrambi i genitori, o anche solo francese, dove i giorni sono 28, i primi 7 dei quali obbligatori.</em></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I papà ne usufruiscono, ma ancora ad oggi al donna all&#8217;interno della famiglia tende a sacrificarsi maggiormente per crescere al meglio li proprio figlio. Sono sempre di più gli uomini che ne usufruiscono, perché i giovani padri sono più accudenti con i figli minori e più partecipi alla loro crescita e alla loro cura rispetto a quanto avveniva in passato. Ma ancora oggi, per mentalità, è la madre lavoratrice a sacrificare la carriera per crescere i figli. È più una questione di retaggio culturale.</em></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il divario salariale di genere genera spesso dipendenza economica dal partner, e quindi molte donne rimangono sposate anche in caso di relazioni tossiche e violente. Quale alternativa avrebbero queste donne?</strong></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Noi libere professioniste riusciamo a mantenere un’attività lavorativa poiché possiamo conciliare maggiormente gli orari lavorativi con le esigenze familiari (anche se è molto complicato, e sappiamo bene che la libera professione porta con sé altre problematiche). Le lavoratrici private hanno orari fissi, ai quali spesso si aggiunge il tempo per raggiungere il posto di lavoro e per tornare a casa, ed è difficile mantenere un lavoro quando ci si assenta spesso, si chiedono congedi, giorni per la malattia o le visite del bambino o aspettative. Certamente la non certezza economica rende meno libere di separarsi e molte donne per necessità restano ancora sposate con sacrifici psicologici enormi. Questa dipendenza economica può trasformarsi in una forma di violenza subdola, difficile da riconoscere anche da parte della vittima. Ogni caso è, ovviamente, a sé. Se la donna ha rinunciato al lavoro di sua volontà e, di comune accordo, è il partner a provvedere economicamente alla famiglia, si tratta di una scelta di coppia legittima e rispettabile. Se, invece, l’abbandono del lavoro è stato imposto dal partner, che poi usa il denaro per tenere la donna in una condizione di dipendenza e sottomissione, la donna e il figlio si trovano a vivere in un contesto tossico e violento, in quel caso consiglio di rivolgersi ad un avvocato o ad un centro antiviolenza, per conoscere tutte le alternative.</em></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La violenza di genere in Italia continua ad essere un fenomeno ancora molto diffuso. Sono, però, ancora molte le donne che non denunciano, per vergogna o paura di ripercussioni da parte del loro carnefice, soprattutto se convivente. Cosa consiglierebbe loro?</strong></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Come detto più volte, bisogna denunciare, subito, senza aspettare per vedere se quella è stata l’ultima volta o se ce ne sarà un’altra. È importante affidarsi a professionisti che possono aiutare la donna concretamente, anche garantendole un supporto successivo alla denuncia. </em></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Certamente oggi li codice rosso, li codice rosa e i braccialetti elettronici hanno permesso di fare passi avanti importanti, velocizzando le procedure per le denunce e i processi per violenza, e offrendo forme di garanzia maggiori, ma ci vuole sempre un supporto familiare adeguato. Se non sente di avere un supporto dai membri della famiglia di origine, o da amici particolarmente cari, le donne ancora evitano di denunciare, e questo può portare ai tristi epiloghi che ascoltiamo in cronaca.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" src="https://ci3.googleusercontent.com/meips/ADKq_Nb6Lwpqbef1ZqWNA8c-Cq8d1VknxPBerV_pwjcmI1rioth10bweO1x7D3_YTr8wESCn0EzJn8LkOQuWqUr_t2i9-q7yPwaXJppkFblu0gC-1QSB6t-OQGt5_dtEXFfvha1aDRhKRo6Bgj7UHc3Qy0Isqyxtv4mRZdT98t9VESQGDyv9Wy7CqZDD6_nuMeCXKrDEPBkcZwND2BFzVysgCA2PlmtHY8Fllaym1ahIdpTq_rQ8ijiNgWawqEPAbDk0dbZAbqPMEROHeo_Op0uT-4lovSZQVL_2Igkbm-VUeKcqzcBoxBMQUVF56-q_Qr0_vNxRLZZ6FCPfBAj1zcaTfb_b-hm3NavvT7Sl5FJktjPJig9V1cF705M=s0-d-e1-ft#https://email.pmg.vrfy.email/o/eJxEzsFOBCEMANCvGY6klFLogW_ZsLSMJIu7mZlo9OuNXry-09NKlCQHZzVkkIyCRZytNh-382U6v-fz3WokLQwRumwE69wZ_TKdTfWw8_Tzcm8VUkfpmXsJlhv2qNzuXIjjKKnJcLMiIEEEDkgFxGPWIUzY8-AkCTeC19r9xzG-_F_BHfXRxmG9z_Zp941g_2Xfn8v9725TaxDGWNxVfwIAAP__GJ8_Eg" alt="" width="1px" height="1px" /></p>
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		<title>In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2023 10:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Valori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="848" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-1024x678.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-768x509.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-1170x775.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F06E065D-58FF-474F-9E1F-6718A8D8F81C-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Si raccolgono oggi i frutti di una carenza e di un vuoto educativo da parte della famiglia. La scuola, luogo privilegiato di istruzione e formazione,ha messo al primo posto la trasmissione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/">In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><b><i><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si raccolgono oggi i frutti di una carenza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vuoto educativo da parte della famiglia.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> </span></span></i></b><b><i><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a scuola</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, luogo privilegiato di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">istruzione e formazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha messo al primo posto la trasmissione dei contenuti culturali, trascurando, a volte, gli opportuni interventi educativi verso la formazione integrale dello studente e quindi anche gli aspetti relativi all’educazione alla salute, alla sessualità, all’affettività</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e al senso civico</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></i></b></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
Mille pagine di giornali e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">servizi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sui canali </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">social</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e televisivi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> hanno fatto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dello stupro di Palermo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> prima</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">poi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di Napoli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> uno spettacolo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mediatic</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ma</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> l’accaduto rende ancor più emergente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la crisi educativa della società di oggi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il vuoto dei valori umani e sociali, sommersi dal relativismo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che assorb</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ogni comportamento pubblico e privato.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Con la rivoluzione del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">68 è stato abbattuto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il muro delle regole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’insegna della pseudo libertà di fare quel che si vuole, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vestirsi e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">agire secondo i propri gusti,  spesso  espressione di capricci e di condizionamenti dettati dalla moda e dalla pubblicità, si registra un grande vuoto sociale, privo del valore del rispetto, della dignità, della valorizzazione della storia e della cultura, delle tradizioni, diventa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">“artistici”  e “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messaggi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comunicativi “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> persino </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli sfregi ai monumenti, le parolacce, i disegni osceni.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pur nel cammino verso la parità di genere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">la cultura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">maschilista </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ancora</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> prevale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, come documentano i numerosi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">femminicidi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">continuando</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">considerare la</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> donna </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">come</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> oggetto di possesso e di piacere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.<img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-75765" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-300x212.jpeg" alt="" width="300" height="212" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-300x212.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-1024x724.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-768x543.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-1170x827.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2-585x414.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/D67EC6FA-FAD7-4A76-8806-F2E81E19C2D2.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">È</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> questo un risvolto inquietante della stessa società “progredita” che, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">se </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">da un lato celebra la dignità delle donne, dall’altro continua tranquillamente a esprimere forme inaudite di violenza, verso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cui si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> rimane indifferenti e rassegnati alla tolleranza.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La pubblicità, i film, i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">programmi televisivi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> hanno contribuito a rafforzare tale p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rocesso degenerativo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, proponendo modelli </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e idoli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventano segno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di esibizione e manipolazione del corpo femminile, ridotto ad oggetto di business e di consumo. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">laissez</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">faire</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tanto sono </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ragazzi”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> o il</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">“non lo fanno apposta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">prodotto uno stile di comportamento privo di qualsiasi canone di “buona educazione”.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il decoro dell’abbigliamento, un tempo sacro e obbligatorio, ha ceduto il passo al “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">non è necessario”, tanto fanno tutti così”, ognuno </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">i veste come vuole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” senza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saper</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">distinguere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> luoghi, momenti, occasioni che richiedono particolari accorgimenti.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La figura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">femminile,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> oggetto di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pubblicità, nelle pose e nelle forme più </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">provocanti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha prodotto un’attenzione al corpo, all’esteriorità, all’immaginazione che va oltre </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">la  sens</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ualità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ed ecco i frutti di tanti comportamenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, veicolati anche da</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> certi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> videogiochi.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I ragazzi di oggi che </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“hanno tutto e non sono contenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” sono cresciuti a “pane e pornografia”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">desensibilizza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">così </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">alla violenza sessuale e alla crudeltà </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bruciati” dalle droghe, dall’alcool, dal crack </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">degenerano in peggiori conseguenze, provocandosi dolorose cicatrici. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il pansessualismo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ri</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">condotto</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> l’uomo alla sua dimensione </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">istintiva</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> al materialismo bestiale che </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">incide</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">le coscienze più deboli</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> prive di una guida e di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">modelli </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">esemplari</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ome si legge in alcune sentenze</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, gli autori di tali comportamenti vengono definiti “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Vittime di un “deficit educativo”, che li avrebbe condizionati con un’inammissibile concezione pornografica delle loro relazioni con il genere femminile</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La diffusione sempre più dilagante di pornografia cartacea, cartellonistica ed ancor più nei siti web ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">reso traboccante la cattiva educazione e le immagini, gli atteggiamenti, le espressioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> volgari, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">spesso ripetute</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con  abitudinaria naturalezza, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">hanno costruito una crosta di assuefazione a tutto ciò che non si riconosce adeguato alla dignità e al decoro della persona umana.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si raccolgono oggi i frutti di una carenza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vuoto educativo da parte della famiglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, alla quale la Costituzione all’art. 30 assegna come “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">dovere e diritto”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il compito di</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">mantenere, istruire</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> ed educare i figli</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a scuola</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, luogo privilegiato di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">istruzione e formazione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha messo al primo posto la trasmissione dei contenuti culturali, trascurando, a volte, gli opportuni interventi educativi verso la formazione integrale dello studente e quindi anche gli aspetti relativi all’educazione alla salute, alla sessualità, all’affettività</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e al senso civico</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5">Oggi la trasversalità dell’Educazione civica che tende alla formazione del cittadino, <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dovrebbe coinvolgere anche queste tematiche, ma non in maniera frammentaria e occasionale.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La giornata del 25 </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">novembre,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> come ha proposto il Ministro Valditara</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sia l’occasione </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">per</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">avviare in tutte le scuole italiane una serie di programmi per affermare la cultura del rispetto</span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">, per </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">educare a un rapporto che sia autenticamente paritario </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">superando quei residui di machismo, di maschilismo che ancora connotano la nostra società</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Presentata non come “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">giornata della violenza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">contro le donne”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, bensì   </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">come “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">giornata</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> del rispetto della persona</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e della dignità della donna”</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventi una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vera </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">lezione</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> di vita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per tutti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> gli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> studenti, promuovendo un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">efficace</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">apprendimento </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> una reale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> modifica del modo di pen</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">are, di sentire e di agire.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Anche la Chiesa in questi decenni ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messo in ombra</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’attenzione alla dimensione morale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, al senso del pudore, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non dando una risposta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">adeguata </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’erotizzazione d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">elle </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comunicazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> mediatiche</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sempre più aggressive e pervasive</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e  ha cancellato dal suo vocabolario la parola “castità”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> resa tabù dall’edonismo  dominante, un tempo  virtù e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">valore </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha formato i giovani al sacrificio, alla rinuncia, al rispetto e alla pienezza della gioia del matrimonio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, integrando la sessualità nella personalità, quale funzione a servizio dell’amore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, inteso come dono. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La custodia di sé e dell’altro non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un optional, ma l’unico modo in cui si possa amare davvero, umanizzando il proprio sentire. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ensare col cuore e amare col cervello</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” è la regola pedagogica che ribalta le forme di egoismo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e rende </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">equilibrato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> produttivo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ogni nuovo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> apprendimento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Scuola, famiglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> società civile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “insieme”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per vincere una battaglia di civiltà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/27/in-margine-allo-stupro-di-gruppo-di-palermo-e-di-napoli-cresciuti-a-pane-e-pornografia-vuoto-educativo-da-colmare/">In margine allo stupro di gruppo di Palermo e di Napoli Cresciuti a pane e pornografia Vuoto educativo da colmare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>IO E MIA NONNA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Logozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 17:56:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in Calabria di Domenico Logozzo (già caporedattore TGR Rai) Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Calabria </span>di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domenico Logozzo</span> (già caporedattore TGR Rai)</p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della civiltà contadina del Novecento. Ho avuto la fortuna di crescere con l’esempio e i buoni consigli di nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, come affettuosamente la chiamavo quando ero bambino. Mi ha dato tanto. Le sue radici contadine, innanzitutto. Radici fortissime. Orgoglio delle origini che custodisco gelosamente. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna era una donna forte. Straordinariamente dolce. Comprensiva. Mi affascinavano i suoi racconti di bambina della seconda metà dell&#8217;Ottocento (era nata nel 1872). Mi diceva di quando andava a lavorare nei campi per aiutare i genitori, e dava da mangiare alle ga</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">lline, riportava a casa le uova</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, accudiva anche il paziente asinello.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gli dava da mangiare,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">lo portava fuori dalla stalla.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Così come faceva con la capretta. Non c’erano giocattoli. Ma la g</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ioia di… giocare con le galline</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, l’asinello,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la capretta.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era anche un impegno,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un lavoro,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un aiuto importante alla famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Le famiglie di un tempo erano numerose,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">addirittura fino a tredici-quattordici figli.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tante bocche da sfamare C’era solo tanto da lavorare e ognuno doveva dare il suo contributo, fin da piccoli.</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Leggendo qualche tempo fa uno scritto di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Corrado Alvaro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal titolo “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il nipotino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, pubblicato dalla Stampa il 18 novembre 1927, ho ripensato a mia nonna e a quello che mi diceva negli anni Cinquanta. Scriveva Alvaro: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Nella stalla gli occhi dell’asino si spalancarono su di noi come occhi dell’oscurità. Cesarino rideva e batteva le mani. Salì sulla groppa della bestia che seguitava a ruminare accosciata sulla paglia, e fece proposito di molti viaggi: Io credo, diceva, che abbiamo fatto bene a venire qui. Non pensava più di ripartire, ma rideva di un riso nuovo, il riso elementare dei ragazzi dei campi, aperto, grosso, senza ragione, che non si sa di dove nasca se non dalla felicità di trovarsi in un mondo dove i giocattoli sono animati da un soffio di vita”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Un soffio di vita. E debbo dire che io mi divertivo tanto da mia nonna. Aveva ancora le galline. Ed era bello correre nei campi, all’aria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">aperta. A volte appena lavorati</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">zappando ore e ore,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">dall’alba al tramonto,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">con la pioggia o con il sole. Seminati. Quindi “vietati”. Ma la gioia era tanta che il divieto spesso lo ignoravo.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dicevo dentro di me:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e vai, cosa vuoi che sia una sgridata od un ceffone.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Troppo grande la gioia. E via, di corsa, a pieni polmoni, felicemente! Mia madre mi sgridava. E qualche volta arrivava anche qualche ceffone. La nonna, no. “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">E’ </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cotraru</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fallu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> u </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ioca</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” (E’ un bambino, fallo giocare).</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” tutta la vita ha lavorato nei campi.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E&#8217; morta a 94 anni. Me la ricordo con la schiena piegata in due, le mani segnate dalla fatica. Il volto però sempre sereno. Non l’ho mai sentita lamentarsi. Dalla bocca di mia nonna non è mai uscita una parola che non fosse d’incitamento per chi era in difficoltà e di elogio per chi aveva fatto bene. Non sapeva cos’era l’invidia. Sapeva cos’era il rispetto. E sapeva cos’era il bisogno. Dava a chi non aveva. Non si è mai lasciata prendere dallo sconforto. Lutti gravissimi. Ha perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un ragazzo del profondo Sud,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mandato a morire “lassù sulle montagne”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio zio Rocco,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che fin da bambino aveva usato solo la zappa,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">non aveva mai preso un’arma in mano,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si è trovato con un fucile in prima linea:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">colpito a morte.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Aveva appena 20 anni. Mia nonna è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rimasta vedova, con otto figli</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quattro erano femmine e ad ognuna di loro ha preparato anche la dote “obbligatoria” a quei tempi per le ragazze che si dovevano sposare. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio nonno era morto di crepacuore negli anni Venti. L’alluvione aveva fatto straripare il torrente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Cafia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Le acque tumultuose avevano devastato tutti i terreni circostanti. Il florido campo ben coltivato da tutta la famiglia dei miei nonni completamente distrutto. Alberi sradicati. Pietre su pietre. Niente era più rimasto di anni di fatiche, cancellate da una delle ricorrenti alluvioni calabresi che purtroppo hanno provocato danni ingenti, terrore e tante vittime. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia madre non aveva più di 8 anni.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma ricordava bene quella triste mattina della tragedia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mi raccontava: &#8220;Appena aveva fatto giorno e mi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o padre si era affacciato sull’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uscio di casa ha visto quello scempio, ha avuto un urlo di rabbia e poi si è accasciato al suolo. Il suo cuore non ha retto.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E’ morto di crepacuore&#8221;.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era il 29 dicembre 1932.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sulla sua tomba a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Gioiosa Jonica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">incisa sul marmo si legge questa commovente dedica:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Qui riposa Giuseppe Lombardo,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che nella sua vita lavorò e si sacrificò per la famiglia&#8221;. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna con l’aiuto di tutta la famiglia quel terreno l’ha riportato di nuovo ad essere produttivo. E’ stata costretta a far ricorso all’ aiuto di altri contadini, che pagava alla giornata. E tra questi per lungo tempo c’è stato anche il contadino </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nicola Logozzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, padre del giovane </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Francesco </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che diversi anni dopo sarebbe diventato suo genero, sposando la figlia </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Giuseppina</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, mia madre. Una bella contadinella. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Molto corteggiata</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;, mi raccontò negli Anni Novanta un anziano imprenditore </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E mi confidò quando mia madre, a 76 anni e molto soff</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">erente, aveva cessato di vivere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Io ero uno dei giovanotti affascinati dalla sua bellezza, ma lei era riservatissima e non dava retta a nessuno. Camminava sempre con gli occhi abbassati ed era sempre in compagnia della madre o di qualcuno della famiglia &#8220;Allora si usciva per andare a messa o per andare alla fontana per prendere l&#8217;acqua. E guai se le ragazze alzavano gli occhi e guardavano qualcuno&#8221;</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Uno sguardo è già compromettente per rovinarsi la reputazione&#8221;, ricordo che dicevano gli anziani di allora.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il vasto terreno agricolo coltivato dai miei si trovava nel cuore di Gioiosa. Era di proprietà del barone Macrì. Mia nonna, colona, morta ultranovantenne, vi era rimasta fino a quando l’amministrazione comunale non decise di costruire su quel terreno il nuovo edificio delle scuole elementari. Mio padre insegnava nella Scuola di Avviamento Professionale ed era assessore comunale alla pubblica istruzione. Successivamente,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">a partire dal 1960,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è stato eletto 5 volte sindaco nel corso della sua lunghissima attività amministrativa</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">(è morto improvvisamente alla vigilia di Natale del 1986 e il consiglio comunale all&#8217;unanimità gli ha intitolato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una strada inaugurata nel 1992)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era stato mio padre a vol</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er finalmente dare alle ragazze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ai ragazzi, alle maestre e ai maestri delle elementari di Gioiosa Jonica un edificio scolastico.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Fino agli Anni Cinquanta le aule delle elementari erano in diverse case private affittate dal comune. Mia nonna,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">analfabeta, aveva mandato a scuola soltanto l’ultima delle figlie, mia madre Giuseppina. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">F</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ino alla terza elementare e fu uno “strappo alla regola”</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di quei tempi, perch</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il futuro delle bambine era &#8220;predestinato&#8221; fin dalla nascita:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mogli &#8220;ubbidienti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8221; di mariti scelti dai genitori</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Ci sono voluti tanti anni e tante battaglie di civiltà per abbattere tabù vecchi di secoli! </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quando iniziarono i lavori dell&#8217;e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dificio delle scuole elementari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ricordo che mia nonna venne a vivere per sempre a casa nostra con mia zia Giuditta,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che era sordomuta e con la quale dialogavamo molto bene.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Avevamo la nostra &#8220;lingua dei segni&#8221;. Lei ogni sera seguiva regolarmente anche la televisione fino alla chiusura delle trasmissioni. Noi quattro fratelli eravamo molto attaccati a zia Giuditta e alla nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Negli ultimi anni rimanevano soltanto fino al tardo pomeriggio nella casa colonica e poi venivano a dormire a </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">casa nostra. E questo per non farli rimanere soli di notte, sia per l’età avanzata di mia nonna che per qualche problema di cuore. In effetti solo un centinaio di metri dividevano casa nostra dal terreno coltivato dalla nonna. Per me fu una grande gioia.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52418" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-1024x767.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-585x438.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B.jpeg 1112w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nelle sere d’inverno ci sedevamo tutti intorno al braciere. Io, i miei fratelli Nicola, Pompeo e Vici ascoltavamo mia madre,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mio padre,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mia nonna. Con piacere. Soprattutto la nonna,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con i suoi racconti. Quella sua voce calma, quel “suono poetico”, quell’ incisività del dialetto </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che purtroppo non c’è più. Sogno spesso la notte nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”. Sogni che mi fanno ritornare bambino. Ma mi fanno anche riflettere e mi aiutano. Da lei ho avuto grandi lezioni. La ricchezza dei valori della cultura contadina. Esempi. Fatti concreti. Prove difficili, superate con l’umiltà della ragione. La costanza e la coerenza. Lezioni che mi sono servite. E mi servono ancora. “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” mi ha dato tanto amore. L’ho amata e la amo tanto.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ho scritto tutto con amore e gratitudine immensa per la nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Come dimenticare quel grande gesto che fece nei miei confronti quando ero bambino ed ero <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52419" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-585x829.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0.jpeg 638w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />seriamente ammalato. Erano necessarie cure specialistiche a quei tempi molto costose. La nonna chiamò mio padre prese il libretto postale con tutti i suoi sudatissimi risparmi di una vita e gli disse:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Andate all&#8217;Ufficio Postale e prelevate tutti i soldi che vi servono per far guarire Mimmo&#8221;. Anche con quel provvidenziale aiuto economico mi vennero assicurate le cure indispensabili e dopo alcuni mesi di seria apprensione si trovò la terapia adeguata e giunse la tanto sperata guarigione.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo che tutto il vicinato veniva a farmi continuamente visita per distrarmi e darmi coraggio. Vicinanza che fu molto importante.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">In quella complicata occasione,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per fortuna a lieto fine</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ebbi la prima tangibile dimostrazione del grande amore che c&#8217;era nella bella gente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosana</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> verso chi soffriva.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il paese era una grande famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">L&#8217;amicizia sincera aveva un grande valore.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo ancora oggi con grande affetto le persone che mi sono state vicine,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che purtroppo non ci sono più,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma vivono nel mio cuore! A partire da nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di nipotino della civiltà contadina.</span></span></p>
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