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	<title>Femminicidio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>L’amore non uccide. La cultura del possesso sì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 12:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Femminicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Aveva smesso di amarlo. Aveva solo 14 anni. Lui, 19, l’ha massacrata per punirla. Perché nella sua testa malata l’amore era possesso. Questa è l’Italia che piange dopo. Sempre dopo.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/D646B6C8-8E2E-4D9C-B3CA-F640718D0177-678x381-2-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Aveva smesso di amarlo. Aveva solo 14 anni. Lui, 19, l’ha massacrata per punirla. Perché nella sua testa malata l’amore era possesso. Questa è l’Italia che piange dopo. Sempre dopo.</em></p>
<p>Aveva 14 anni. Non era una donna, non era una preda, non era una proprietà.Non aveva ancora l’età per firmare un permesso da sola. Eppure è stata trattata come un oggetto, come una cosa da usare, controllare e, alla fine, distruggere. A 14 anni dovrebbe essere il tempo dei sogni, dei diari pieni di cuori, delle canzoni ascoltate a tutto volume, delle risate con le amiche. E invece, per lei, è diventato il tempo del sangue, dell’odio, della pietra che colpisce la carne. Il tempo della morte.</p>
<p>Il ragazzo che l’ha uccisa aveva 19 anni. suo ex. O almeno così lo chiamavano. Ma in quella relazione non c’era amore. Perché l’amore non aggredisce. Non minaccia. Non uccide. L’amore non ossessiona, non controlla, non schiaccia. L’amore vero sa lasciar andare. L’amore autentico è libertà, non possesso. Ma lui non ha accettato il rifiuto. Lei gli aveva detto no. Un no limpido, giovane, pieno di vita e di coraggio. E quel no lo ha fatto esplodere. La frustrazione si è trasformata in violenza. Il dolore, in vendetta. La perdita di potere, in omicidio.L’ha colpita con una pietra. Più volte. Fino a cancellarla. Non come si colpisce un essere umano, ma come si distrugge un oggetto. Come si schiaccia qualcosa che non ci serve più. La sua rabbia era quella di chi pensa che dire “sei mia” sia una forma d’amore. Ma non è così. È dominio. È patriarcato. È la stessa logica malata che trasforma il rifiuto femminile in condanna. Che insegna ai maschi a confondere l’identità con il controllo. Che li cresce con l’idea che la donna sia una cosa da possedere, non una persona da rispettare.</p>
<p>Ecco il vero virus. Non il raptus. Non la gelosia. Non la malattia mentale. Ma la cultura patriarcale. Quella che penetra nei gesti quotidiani, nei linguaggi, nei silenzi. La cultura del possesso che si nasconde dietro battute, proverbi, canzoni. Quella che insegna a tollerare il controllo, a giustificare la violenza, a minimizzare la paura. A fare finta di nulla.Il ragazzo che l’ha uccisa non è un mostro. Non è nato violento. È stato educato così. Cresciuto tra frasi come “se ti tratta male è perché ti ama”, “sono solo ragazzi”, “ma anche lei però…”. E lei? Lei era una ragazza che forse aveva capito troppo tardi che quell’amore faceva male. Una ragazza che ha provato a liberarsi. Una ragazza che ha detto basta. E per questo è stata uccisa.</p>
<p>Adesso tutti piangono. I genitori. Gli amici. La scuola. Le istituzioni. Ma poi tutto torna come prima. Le candele si spengono, i post si dimenticano. E intanto, altri ragazzi crescono con lo stesso veleno nel sangue. Con la stessa idea malata che amare significhi possedere. Con la convinzione che un no sia un’offesa personale. Che perdere una ragazza sia una sconfitta da lavare col sangue.Questo non è solo un fatto di cronaca. Questo è un femminicidio. È una questione politica. Sociale. Culturale. È la prova che l’Italia è ancora un Paese in guerra contro le donne. E che le armi di questa guerra sono invisibili, silenziose, tollerate. Educazione sbagliata. Modelli tossici. Silenzi complici. E assenza di prevenzione.Le vittime si moltiplicano. Ma i carnefici sono sempre uguali. Ragazzi normali, cresciuti accanto a noi. Che nessuno ha mai educato alla fragilità. All’empatia. All’ascolto. E allora la responsabilità è nostra. Di chi insegna. Di chi comunica. Di chi scrive. Di chi resta in silenzio quando sente una frase sessista. Di chi ride per mascherare il disagio. Di chi guarda e non interviene.Non bastano più i minuti di silenzio. Non bastano più i mazzi di fiori. Non bastano più i comunicati stampa. Serve agire. Serve educare. Serve rivoluzionare il modo in cui cresciamo i nostri figli. Serve una nuova idea di mascolinità. Serve un nuovo linguaggio, un nuovo modello. Serve coraggio.</p>
<p>Quella ragazza aveva 14 anni. Non farà il primo esame. Non andrà al mare con le amiche. Non conoscerà l’amore vero. Non saprà mai che il dolore si può trasformare in forza. Perché qualcuno ha deciso che non poteva dire no. Che la libertà le costava la vita.</p>
<p>Questo è un fallimento collettivo. Un atto d’accusa contro di noi. E se oggi piangiamo, domani dobbiamo cambiare qualcosa. Subito. Concretamente. Con scelte vere.Perché finché non cambiamo la cultura del possesso, continueremo a leggere nomi di ragazze uccise. Finché non cambiamo i modelli educativi, continueremo a piangere troppo tardi.</p>
<p>E come diceva De André,“Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.”</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F30%2Flamore-non-uccide-la-cultura-del-possesso-si%2F&amp;linkname=L%E2%80%99amore%20non%20uccide.%20La%20cultura%20del%20possesso%20s%C3%AC" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F30%2Flamore-non-uccide-la-cultura-del-possesso-si%2F&#038;title=L%E2%80%99amore%20non%20uccide.%20La%20cultura%20del%20possesso%20s%C3%AC" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/30/lamore-non-uccide-la-cultura-del-possesso-si/" data-a2a-title="L’amore non uccide. La cultura del possesso sì"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/30/lamore-non-uccide-la-cultura-del-possesso-si/">L’amore non uccide. La cultura del possesso sì</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>“Ricordati di non dimenticarlo Mai” dedicato a  Giulia Tramontano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 23:50:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Femminicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="304" height="205" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2742BB97-FB8A-44F8-9382-96B0FBEA5E9D.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2742BB97-FB8A-44F8-9382-96B0FBEA5E9D.jpeg 304w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/2742BB97-FB8A-44F8-9382-96B0FBEA5E9D-300x202.jpeg 300w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></p>
<p>Il “femminicidio” è una piaga che non riusciamo ad arrestare, un dolore immenso che ci sconvolge, ci fa riflettere e ci rende impotenti. Il brano scaturisce da questo tragico momento&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il “femminicidio” è una piaga che non riusciamo ad arrestare, un dolore immenso che ci sconvolge, ci fa riflettere e ci rende impotenti. Il brano scaturisce da questo tragico momento ed ha lo scopo di coinvolgerci e non farci restare inermi, non ce lo possiamo permettere.</b></p>
<p><b>di Rossella Venuto</b></p>
<p>Ti ricordi il nostro appuntamento al centro… sai io ti aspetto!</p>
<p>Ti aspetterò per un po’, per un certo tempo!  Non farti aspettare, sono qui per te e tu lo sai.</p>
<p>Non tardare! Noi ritorneremo! Noi ci saremo, ci reinventeremo, per quanto tu non voglia, ti ricrederai.</p>
<p>E in un momento fermeremo il tempo, lo passeremo ad immaginare un <em>“à demain”</em> al solito posto, magari a Parigi in un piccolo locale del centro tra un caffè o un thè alla menta per te.</p>
<p>E rivedersi dopo tanto, tanto, tanto inseguirsi e perdersi in nostalgici coccole e sguardi intriganti.</p>
<p>Che vuoi che sia!  Che nostalgia! Non doveva finire così!</p>
<p>Avevo un desiderio immenso di averti mia e di portarti via; di incontrarti e di fuggire via. Ma adesso so che è colpa mia, solamente colpa mia, perché non ho saputo amarti alla follia e aspetto disperatamente che tu ritorni Mia, ancora una volta ritorni mia e te lo giuro che questa volta sarai mia per sempre e definitivamente.</p>
<p>Ma che pazzia!  Ma che pazzia! Amore mio! Tesoro mio!  Non crederci e scappa, scappa via!</p>
<p>Adesso, adesso fuggi, ritorna sui tuoi passi, fuggi via da questa millanteria, non aspettare, non esitare e scappa da questa inalienabile bugia, che è solo un pretesto, uno squallido pretesto, un vico cieco, un imbroglio sadico, pensa soltanto alla creatura che ti porti dentro; non gli negare i tuoi sogni e i tuoi bellissimi occhi, i tuoi progetti di madre che affronta e sa affrontare. Sali sul palco della vita, assaporala e sorridigli, non negargliela, vivila con colui che nascerà con dignità, a fronte alta e difendila, combattila perché è la vostra, il vostro sogno, la vostra magica prospettiva ed ineluttabile verità.</p>
<p>Ma che pazzia, che pazzia! Prima che succeda, non crederci e fuggi via da questo splendido salotto soffuso di malinconia, ripensa alla tua vita con costui, piena di falsità, bugie e vigliaccheria, non crederci! Sei ancora in tempo per scappare via.</p>
<p>Lui vuole solo portarti via i “Tuoi Sogni”, ma tu ricordati e “Ricordati di non dimenticarlo mai” che è solo una follia, che ti raggiungerà, ti farà raggelare il sangue e non avrai più la forza di liberartene. E’ solo una follia che presto culminerà in una tragica realtà e tu lo sai già, perché prima di te altre ci sono passate ormai.</p>
<p>Ripensaci adesso, torna indietro adesso… adesso scappa via, prima che non ti lasci più scampo, prima che ti tolga il fiato e il tuo andare diventi fiacco e stanco, prima di dover dire e così sia! Sia fatta la tua volontà e vado via.</p>
<p>Ripensaci adesso, ritorna indietro, prima di non ritrovar più il tempo di poter tornare indietro da questa trappola mortale di perfida ingegneria: con parole dolci, più di un favo di miele ti ha raggirato, nascondendo un mare di fiele in cui annegherai senza che te ne accorgerai.</p>
<p>……………..</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-56862" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Giulia-Tramontano-uccisa-23-maggio-2023-.jpg" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Giulia-Tramontano-uccisa-23-maggio-2023-.jpg 889w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Giulia-Tramontano-uccisa-23-maggio-2023--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Giulia-Tramontano-uccisa-23-maggio-2023--768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Giulia-Tramontano-uccisa-23-maggio-2023--678x381.jpg 678w" alt="" width="889" height="500" /></figure>
<p>GIulia Tramontano aveva 29 anni. Mancavano solo due mesi e poi il futuro di Giulia sarebbe stato travolto dalle novità: la sua maternità, l’arrivo del primo figlio. E invece in una notte sola il suo passato è stato travolto dalle bugie e il suo futuro, e quello del bambino che stava per nascere, spezzato per sempre. Giulia Tramontano è stata uccisa dal suo fidanzato: Alessandro Impagnatiello, un ragazzo di 30 anni barman in un albergo di lusso a Milano.</p>
<p>Sarebbero tra le 37 e le 40 le coltellate con cui è stata colpita la ragazza , uccisa a Senago al settimo mese di gravidanza la sera di sabato 27 maggio 2023 dal suo compagno Alessandro Impagnatiello, padre del bambino che la donna portava in grembo e che si sarebbe chiamato Thiago.</p>
<div id="attachment_74097" style="width: 160px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74097" class="wp-image-74097 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/08C54475-8118-4F41-902C-A69BE81C40DA-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /><p id="caption-attachment-74097" class="wp-caption-text">Rossella Venuto, autrice del brano</p></div>
<p>&nbsp;</p>
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