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	<title>filosofia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Jacopo Ortis e l’eternità del nulla. Il tragico come destino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 18:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il coraggio d&#8217;amare e l&#8217;orgoglio della Patria. Questo è Jacopo. Questo è Foscolo. Questo è oltre Abelardo ed Eloisa. Oltre Werther. Oltre Rousseau. È l&#8217;eternità del nulla che si fa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/05/jacopo-ortis-e-leternita-del-nulla-il-tragico-come-destino/">Jacopo Ortis e l’eternità del nulla. Il tragico come destino</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/f04f8987-18c6-4848-a2c5-fccd391d1e25-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><blockquote><p>Il coraggio d&#8217;amare e l&#8217;orgoglio della Patria. Questo è Jacopo. Questo è Foscolo. Questo è oltre Abelardo ed Eloisa. Oltre Werther. Oltre Rousseau. È l&#8217;eternità del nulla che si fa destino.</p></blockquote>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>Mi trovo nella notte fonda di San Lorenzo del Vallo.  Imposte chiuse. Luce della lampadina sul comodino. Leggo e scrivo. Jacopo è con me. Le Lettere mi hanno lasciato un inciso profondo. Dunque. Jacopo Ortis è un personaggio metafora che porta sulla scena il destino di un amore tragico. Il suicidio è il senso di tutto. Perché è l&#8217;estrema disperazione di un amore impossibile. Quando gli amori diventano impossibili abbandonano la storia e si fanno destino. In fondo Jacopo è destino. Le Ultime lettere sono il racconto di questo destino all&#8217;interno di un contesto storico in cui la perdita della Patria diventa una ferita lacerante.</p>
<p>Gli amori impossibili sono frontiera, confine, limite. Non hanno orizzonte. L&#8217;orizzonte è l&#8217;immaginazione dell&#8217;immaginabile. Foscolo crea una trasparenza inevitabile tra il suo senso del tragico e il tramonto di un amore che non ha crepuscolo ma soltanto fine. La fine non è soltanto la fine dell&#8217;amore. È la fine della vita. Il suicidio non è delirio. È fine. Lo squarcio del petto con il pugnale.</p>
<p>Il sopportabile è nell&#8217;uomo mediocre. Ugo Jacopo non può essere un abitante della mediocrità. Ugo conosce la morte in esilio. Jacopo lo squarcio. Non entro nel genere letterario degli epistolari. Mi interessa altro. Appunto il tragico nella disperazione. La disperazione nel nulla. L&#8217;eternità del nulla si pone.</p>
<p>Qui sta il cuore. Ma anche l&#8217;anima.</p>
<p>Non si pone con Abelardo ed Eloisa. Qui è in atto sì un amore impossibile ma c&#8217;è una componente fortemente teologica. La si vuole chiamare così? Ma l&#8217;orizzonte c&#8217;è. In Foscolo no. Ci sono i Sepolcri. Ma i Sepolcri sono i custodi della morte. O meglio del corpo inerme. Un gorgo definitivo. In Foscolo la morte è un atto fatale. In Abelardo ed Eloisa l&#8217;atto fatale non c&#8217;è.</p>
<p>Il mito di Eloisa verrà ripreso da Rousseau. Siamo in altri contesti. Foscolo non accoglie il razionalismo fenomenico di Rousseau. Forse quello piuttosto spirituale quando non diventa concetto. Il coraggio e l&#8217;orgoglio sono componenti di Jacopo. Il coraggio d&#8217;amare e l&#8217;orgoglio della Patria. Due coraggi che si saldano in un unico pugnale.</p>
<p>Non c&#8217;è ascesi spirituale come in Abelardo ed Eloisa nel cui epistolario si legge appunto in una lettera di Eloisa ad Abelardo: &#8220;Come solo tu puoi farmi soffrire, così solo tu puoi rasserenarmi e consolarmi&#8221;. La rassegnazione e la consolazione. Due forme romantiche che poco mi appartengono.</p>
<p>In Jacopo non c&#8217;è assolutamente consolazione. Non c&#8217;è rasserenamento. C&#8217;è soltanto lacerazione. La consolazione è cristiana. La lacerazione è foscoliana. Eloisa può essere consolata perché il suo amore impossibile ha un cielo. Ha il chiostro. Ha Dio come destinatario ultimo. Il suo amore si fa preghiera. L&#8217;amore di Jacopo non ha chiostro. Non ha Dio. Ha solo il sepolcro. E il sepolcro non consola. Custodisce. Cistodire è vivere.</p>
<p>In Foscolo c&#8217;è il mito. Tutto sembra trasfigurarsi. Si legge: &#8220;Dopo quel bacio io son fatto divino. Le mie idee sono più alte e ridenti&#8221;. È il momento della divinizzazione dell&#8217;amore. Per un attimo Jacopo si fa dio. Ma è un attimo. Un attimo che non salva. Perché dopo quel bacio divino viene la storia che tradisce. Viene Teresa che deve sposare Odoardo. Viene l&#8217;Italia venduta a Campoformio. Il bacio divino si infrange contro la storia umana. E allora non resta che il pugnale.</p>
<p>Abelardo ed Eloisa sono il Cantico dei Cantici. Jacopo e Teresa sono sempre tragico in disperazione. Nel Cantico l&#8217;amore è forte come la morte. In Foscolo l&#8217;amore è vinto dalla morte. Nel Cantico c&#8217;è un giardino chiuso, una fonte sigillata. In Foscolo c&#8217;è un giardino aperto che viene devastato.</p>
<p>Rousseau è altro nonostante si sforzi di penetrare un amore impossibile. La sua Giulia è pedagogia. È teoria. La sua Eloisa è ragione che vuole farsi passione. Non ci riesce.</p>
<p>In un tale contesto la sublimazione del Werther di Goethe è una pagina drammatica. Non ha nulla di comparabile con Jacopo. Anche se la comparazione è stata fatta per due secoli.</p>
<p>Werther si suicida unicamente per amore. È un&#8217;altra storia. Un altro destino. L&#8217;amore impossibile per Carlotta non ha le stigmate di quello di Foscolo. Nel primo c&#8217;è un dolore tutto esistenziale. Nel secondo il tradimento della Patria è oltre. Il primo cerca un tentativo di salvezza. Il secondo non intravede proprio alcun segno di salvezza.</p>
<p>Werther è borghese che soffre perché non può avere la donna borghese. Jacopo è italiano che soffre perché non può avere la Patria e non può avere la donna. Il suo è un doppio tradimento. La Patria tradita da Napoleone e la donna tradita dal contratto sociale. Odoardo è il contratto. Teresa è l&#8217;amore. Odoardo vince perché il contratto vince sempre nella società dei mediocri. Jacopo perde perché l&#8217;amore perde sempre nella società dei mediocri.</p>
<p>Insomma sono anche inutili tali comparazioni. D&#8217;altronde non mi interessano. Foscolo è oltre. Sempre. In Abelardo ed Eloisa c&#8217;è il dramma. In Werther c&#8217;è la morte per un amore impossibile. In Foscolo c&#8217;è quel senso tragico che nasce dalla rivolta in un tempo di sconfinamenti politici. Campoformio è tragico nella identità nazionale. È Giuda che vende. È la Patria come Cristo tradito.</p>
<p>Jacopo Ortis conosce il tempo delle illusioni. Conosce lo scavo del tradimento. L&#8217;infedeltà del morire oltre la storia. Conosce il destino. Conosce l&#8217;urlo terribile della lacerazione del cuore.</p>
<p>Werther si uccide con un colpo di pistola alla testa. Gesto moderno. Gesto nordico. Gesto che spegne il pensiero. Jacopo si squarcia il petto con il pugnale. Gesto antico. Gesto romano. Gesto greco. Gesto che apre il cuore. Werther vuole smettere di pensare. Jacopo vuole mostrare il cuore lacerato. Sono due teologie della morte opposte.</p>
<p>Werther dirà nel suo addio: &#8220;Sono cariche&#8230; Battono le dodici! Così sia dunque&#8230; Carlotta! Carlotta, addio! Addio&#8221;. È addio d&#8217;amante. È addio a una donna. È forte malinconico gesto.</p>
<p>Jacopo invece: &#8220;Teresa è innocente. — Ora tu accogli l&#8217;anima mia&#8221;. Anima! È un  addio metafisico. Non dice addio a Teresa. Dice accogli l&#8217;anima mia. A chi lo dice? Non a Teresa. Non a Dio. Lo dice al Nulla. All&#8217;eternità del nulla. È la frase più tragica della letteratura italiana. È filosofia.</p>
<p>Ultima frase tra Abelardo ed Eloisa: &#8220;Il Signore sia con tutti voi. Addio in Cristo, spose di Cristo. Sposo mio, addio per sempre&#8221;. È teologia e religiosità.</p>
<p>È tutto chiaro. Dunque. O no? Allora.<br />
In Abelardo ed Eloisa c&#8217;è l&#8217;addio in Cristo. C&#8217;è un per sempre che è in Cristo. In Jacopo c&#8217;è un per sempre che è nel nulla. In Werther c&#8217;è un per sempre che è nella notte.</p>
<p>Foscolo muore in esilio a Turnham Green. Povero. Solo. Con la figlia Mary. Goethe muore nel suo letto a Weimar, ministro, celebre, probabilmente di infarto, con la frase &#8220;Più luce&#8221;. La diversità della loro fine si consuma non solo nei personaggi ma anche nella vita degli scrittori. Werther muore come muore un uomo che ha amato troppo una donna. Jacopo muore come muore un uomo che ha amato troppo la Patria e una donna insieme. E quando si ama troppo la Patria e una donna insieme, l&#8217;unico esito è lo squarcio.</p>
<p>Il coraggio d&#8217;amare e l&#8217;orgoglio della Patria. Questo è Jacopo. Questo è Foscolo. Questo è oltre Abelardo ed Eloisa. Oltre Werther. Oltre Rousseau. È l&#8217;eternità del nulla che si fa destino. È la lacerazione del cuore che si fa storia ma non resta tale. Perché in fondo Jacopo è destino. Lascio cadere il libro. Abbandono la penna e il quaderno dalla copertina nera. Jacopo,  comunque, non smette di restarmi accanto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/05/jacopo-ortis-e-leternita-del-nulla-il-tragico-come-destino/">Jacopo Ortis e l’eternità del nulla. Il tragico come destino</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La ribellione e le macerie.  Il mio Kierkegaard e la grazia tragica </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 12:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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<p>Dalla carne che seduce, all&#8217;estetica che incanta, fino al religioso che salva. Dall&#8217;amore inquieto di Regina Olsen alla scelta del solitario, Kierkegaard compie un viaggio lungo le strade di Copenaghen&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="550" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/kierkegaard1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/kierkegaard1.jpg 700w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/kierkegaard1-300x236.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/kierkegaard1-585x460.jpg 585w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p><blockquote><p>Dalla carne che seduce, all&#8217;estetica che incanta, fino al religioso che salva. Dall&#8217;amore inquieto di Regina Olsen alla scelta del solitario, Kierkegaard compie un viaggio lungo le strade di Copenaghen .Kierkegaard, danese eppure così mediterraneo, così agostiniano nel suo tormento, ci insegna che la verità non è un sistema che ti contiene, ma una scelta che ti ferisce</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa è il bene umano? E la differenza con il bene comune? Il salto. La scelta. Direbbe Kierkegaard. Il mio Kierkegaard è un viaggio oltre ma dentro il tragico metafisico. C&#8217;è una domanda che non si lascia archiviare. È la domanda che ci interroga mentre il giorno tramonta. Cosa è il bene umano? Non è il bene comune. Attenzione. Qui è necessaria una distinzione che è già una scelta esistenziale, che richiama il tragico e il ribelle.</p>
<p>Il bene comune è categoria politica, è architettura. È Aristotele che diventa Tommaso, è la polis che cerca ordine, è l&#8217;amministrazione del vivere. È necessario, ma non è salvifico. Il bene comune organizza, distribuisce, regola. È la prassi che si fa ragione. È piuttosto una linea antropologica più che filosofica.</p>
<p>Il bene umano invece è ben altra cosa. È più alto e più fragile. Il bene umano è la vocazione dell&#8217;anima a restare umana. È il singolo davanti all&#8217;eterno. Il bene comune ti chiede di appartenere. Il bene umano ti chiede di essere. L&#8217;appartenenza vive la metamorfosi. Si fa Essere. Tra i due c&#8217;è un abisso. E quell&#8217;abisso si attraversa solo con un salto. Ovvero lo spring. Kierkegaard lo sapeva. Tanto che ebbe modo di dire che non si diventa cristiani per evoluzione, ma per salto. Non si diventa uomini per abitudine, ma per scelta. Aut aut. Ed è qui il cuore di tutto.</p>
<p>Restare umani o dubitare? Ma il dubbio non è il contrario dell&#8217;umano. Il dubbio è la sua soglia. Dubitare è già un atto di umanità profonda, è il rifiuto dell&#8217;automa, dell&#8217;ideologia che pensa al posto tuo. L&#8217;uomo che non dubita ha già cessato di essere uomo. È diventato funzione. Ingranaggio del moderno. Ha superato Pascal. Kierkegaard, danese eppure così mediterraneo, così agostiniano nel suo tormento, ci insegna che la verità non è un sistema che ti contiene, ma una scelta che ti ferisce.</p>
<p>Dunque. Si sceglie. Sempre. O si è scelti dal nulla. Il nulla o il vuoto. L&#8217;abisso. Qui l&#8217;angoscia di Kierkegaard si fa solenne. Ma bisogna sempre tendere alla libertà del singolo per realizzare la Libertà. Non c&#8217;è una Libertà maiuscola senza la libertà minuscola, ferita, quotidiana del singolo che dice: io sono. Io scelgo. Io credo. Io dispero. La libertà del singolo è scandalo per ogni totalitarismo. Per ogni ideologia, e le ideologie sono acque stagnanti, non fiumi, per ogni ideologia che vuole sommergere il pensiero. Annullare il pensiero del Pensiero.</p>
<p>Bisognerebbe allontanarsi da ogni ideologia per poter pensare con la vita del Pensiero. Perché il Pensiero non è astrazione, è vita che pensa. È bios che si fa logos. Finché il pensiero resta ideologia, è slogan. Quando diventa vita, è filosofia. È religione. Una attrazione mai sistematica. Bensì esistenziale. È così che si può comprendere la parola più dura e più vera che è Tramontare. Si tramonta. Tramontare. È l&#8217;unica certezza per sconfiggere il moderno e ritrovare la religiosità. Un richiamo che Nietzsche riprenderà e farà suo. Il moderno ci ha imposto l&#8217;alba perenne, la luce artificiale che non finisce mai, il progresso senza ombra. Ma l&#8217;uomo non vive di sola luce. Vive di crepuscolo. Il tramonto non è fine, è rivelazione. È l&#8217;ora in cui le cose mostrano la loro anima. Solo chi accetta di tramontare ritrova il sacro. Perché il sacro nasce quando la luce declina e il mistero avanza. De Chirico lo aveva capito dipingendo piazze vuote all&#8217;ora metafisica. Il sole che scende non è sconfitta, è liturgia. Penso a De Chirico. Realizza il tempo nel vuoto. Al contrario di Hegel che aveva dirottato tutto a fenomeno.</p>
<p>In quell&#8217;ora, l&#8217;umanità deve essere magnifica. Lo dice ora Benedetto XIV, Papa della ragione in fede e dello stupore, che sa tenere insieme diritto canonico e meraviglia. L&#8217;anima grande che non si accontenta del bene comune amministrato, ma cerca il bene umano trasfigurato. Ovvero la Città di Dio che abita l&#8217;anima. Ma perché questa magnificenza della Meraviglia è così difficile? Perché viviamo un&#8217;esistenza precaria perché siamo linguaggio del bene e del male. Mai della quiete o dell&#8217;inquieto. Siamo parola. Siamo racconto. Non siamo mai quiete assoluta, né mai inquietudine assoluta. Siamo il confine. Siamo il linguaggio che nomina il bene e il male e, nominandoli, li vive. Adamo ha dato il nome e ha scelto. Ed è lì che la precarietà diventa destino. E diventa bellezza.</p>
<p>Qui si apre la distinzione che è centrale. La fenomenologia è sistematica altrimenti non sarebbe tale. Nasce dalla Ragione. Husserl, con rigore, vuole descrivere. Vuole mettere il mondo tra parentesi per capirlo. È un gesto greco, apollineo. Sistematico. La metafisica invece nasce dal dubbio e dal mistero. Non descrive. Interroga. Non mette tra parentesi, si mette in ginocchio. Diciamolo con chiarezza. La fenomenologia vuole forma. La metafisica accetta l&#8217;ombra. La fenomenologia nasce dalla Ragione che ordina. La metafisica nasce dal dubbio che ama e dal mistero che avvolge in un intreccio tra apparente distrazione e singolare mistero. Kierkegaard, il mio Kierkegaard, sta esattamente sul crinale di un volo di colomba e di un giglio nel vento.</p>
<p>In Kierkegaard c&#8217;è una matrice profonda agostiniana. È innegabile. Agostino è il primo uomo moderno perché è il primo a dire in interiore homine habitat veritas. Dalla conversione all&#8217;estetica e quindi al religioso. In tale contesto il percorso di Agostino è il percorso di Kierkegaard che definirei: dalla carne che seduce, all&#8217;estetica che incanta, fino al religioso che salva. Dall&#8217;amore inquieto di Regina Olsen alla scelta del solitario, Kierkegaard compie un viaggio lungo le strade di Copenaghen. Dalla seduzione di Don Giovanni all&#8217;angoscia di Abramo sul monte Moriah. Dalla bellezza tragica al tragico biblico. Ma c&#8217;è di più ed è l&#8217;intuizione.</p>
<p>Infatti in Kierkegaard c&#8217;è una componente plutarchiana che richiama il concetto dell&#8217;anima dell&#8217;amante che vive in quella dell&#8217;amato. L&#8217;amante dura fino a quando l&#8217;amato vive. Per Kierkegaard ci sarà anche dopo. Perché se la vita è mortale il tempo è immortale. Il timore e il tremore sono più terribili dell&#8217;angoscia stessa. Plutarco, nei suoi Moralia, nell&#8217;Erotikos, ci dice che amare è esiliarsi da sé per abitare nell&#8217;altro. L&#8217;amante non vive più in sé, vive nell&#8217;amato. Non è alienazione, è trasfigurazione. Ebbene, questo è il religioso kierkegaardiano: l&#8217;anima che non vive più in sé, ma vive in Dio. L&#8217;amante, l&#8217;uomo, che trova la sua dimora nell&#8217;Amato, l&#8217;Assoluto. Senza questa follia d&#8217;amore plutarchiana, la fede di Kierkegaard sarebbe solo dovere. Invece è eros. È pathos.</p>
<p>Ed ecco allora l&#8217;ultimo passaggio: estetica che diventa fascino del tempo nel superare l&#8217;angoscia come malattia mortale. Il mio Kierkegaard. L&#8217;estetico, in Kierkegaard, non è da distruggere. È da attraversare. Da trasfigurare. L&#8217;estetica è il tempo che seduce, è la bellezza che trattiene. Quando l&#8217;estetica non è più possesso ma fascino, quando il tempo non è più cronometro ma attesa, allora l&#8217;angoscia, quella malattia mortale che è disperazione di non poter morire come uomo, viene superata. Il mio Kierkegaard non è il filosofo della disperazione. È il filosofo del tramonto che diventa alba. È colui che ci insegna che restare umani significa avere il coraggio del salto, il coraggio di tramontare ogni giorno per rinascere nella libertà del singolo, dove finalmente la Libertà non è più un&#8217;idea, ma un volto. Un volto umano. Magnifico.</p>
<p>È appunto la magnificenza che conduce Kierkegaard dall&#8217;etica all&#8217;estetica e da questa al religioso. Non categorie. Mai categoria, ma attesa, speranza, grazia tragica. Può esistere una grazia tragica? In Kierkegaard è l&#8217;abisso e la luce. È quella voce che ti sveglia nella notte fonda e spacca il buio perché Cristo è fedeltà nel silenzio. Cosa resta alla fine? Ciò che Kierkegaard ha lasciato proprio in punta di coltello: la maggior parte degli uomini vive per avere il pane quotidiano; quando l&#8217;ha avuto vive per avere un buon pane quotidiano; e quando ha ottenuto anche questo, muore. Una ribellione che il tempo riduce in macerie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/23/la-ribellione-e-le-macerie-il-mio-kierkegaard-e-la-grazia-tragica/">La ribellione e le macerie.  Il mio Kierkegaard e la grazia tragica </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Cioran. Tragico e destino. Abitare le macerie in utopia di viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cioran]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Pierfranco Bruni dialoga con Cioran, Eliade, Ionesco, Horia e Zambrano, intrecciando esilio, memoria e ricerca di senso. Abitare le rovine diventa così un modo per riconoscere ciò che resta della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/01/cioran-tragico-e-destino-abitare-le-macerie-in-utopia-di-viaggio/">Cioran. Tragico e destino. Abitare le macerie in utopia di viaggio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/cioran-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p><em> Pierfranco Bruni dialoga con Cioran, Eliade, Ionesco, Horia e Zambrano, intrecciando esilio, memoria e ricerca di senso. Abitare le rovine diventa così un modo per riconoscere ciò che resta della bellezza e opporsi al relativismo che svuota il presente.Un viaggio filosofico tra le macerie dell’uomo contemporaneo, dove il crollo delle utopie lascia spazio alla lucidità e alla responsabilità individuale</em></p>
<p>In Cioran il senso tragico non è balcanico o adriatico. C&#8217;è il drammatico. Il tragico di Cioran è profondamente greco. Quel mondo greco del latino Ovidio che conosce l&#8217;esilio in Romania. Siamo invasi dalle macerie. Non quelle dei muri. Quelle dell’anima. Rotolano dentro, silenziose. Sono rovine che il tempo moderno chiama “relativismo”. Un relativismo senza tempo, senza misura, senza peso. Tutto vale uguale. Nulla vale davvero. E l’uomo resta scoperto.</p>
<p>Cioran abita qui. Non come maestro. Come testimone del tragico. Il tragico non è sventura. È lucidità. È lo sguardo che non si lascia consolare dalle utopie. Il tragico dell’utopia è la nostra epoca. Ha promesso approdi e ha lasciato deserti. Ho dovuto scendere nei suoi inferi. Ma non solo nei suoi. Negli inferi dei labirinti dove ho incontrato ombre che parlavano. E oltre le ombre, fantasmi. I nostri. I miei.<br />
Sono sceso in quell&#8217;esilio senza approdo. Ho parlato con Eliade, con Ionesco, con Horia, con Zambrano. Esili, una sola condizione. esistere senza finzioni. Eliade cercava il simbolo per non smarrire il centro. Horia cercava la memoria per non tradire l’origine. Ionesco ha cercato la parola nell&#8217;assurdo. Zambrano cercava la ragione poetica per non spegnere la luce interna. Nessuno chiedeva una patria. Chiedevano una lingua per dire la distanza. L’esilio non è geografia. È stato ontologico. La condizione umana è condizione di esistere. Stare nella soglia, senza riempirla di rumore.</p>
<p>In tragico di utopia (Solfanelli) ho abitato le presenze nelle assenze. Per Cioran il destino non è fatalità. È responsabilità. È la maceria che decidi di non rimuovere, perché ti dice chi sei. Senza destino siamo cronaca. Con il destino diventiamo figura. Il moderno ha rimosso il destino. Lo ha sciolto nell’indifferenza. Ha sostituito il tragico con l’opinione. Così le rovine non si abitano. Si calpestano. E l’anima si assottiglia. Si vive completamente una filosofia delle rovine. Perché mi sono posto una domanda. Che fare delle macerie? Non restaurarle. Non musealizzarle. Abitarle. Abitare le rovine significa riconoscere che la bellezza c’è stata e ha lasciato traccia. Significa accettare l’oblio come parte del rito. Significa parlare piano, come tra ombre. Qui la filosofia non costruisce sistemi. Rigenera Pensiero. Entra nel labirinto e non pretende l’uscita. Pretende la luce che cambia mentre cammini. È filosofia degli specchi: rimanda, deforma, rivela. È sciamanesimo della misura tra Oriente e Occidente, i quali si guardano nella stessa conchiglia. Si ascoltano con il rumoreggiare degli echi. Sempre oltre l’utopia e dentro il tragico.</p>
<p>L’utopia è crollata perché voleva abolire il tempo. Il tragico lo attraversa. Non promette salvezza. Offre intensità. E l’intensità, quando è vera, diventa destino. Vivere è scegliere di restare svegli tra le rovine. È dire no al relativismo che anestetizza. È dire sì a un peso che dà forma. C&#8217;è un punto che diventa un appunto. Non cerchiamo case nuove tra le macerie. Cerchiamo sguardi antichi. Sguardi che sanno dire: “sono qui”. E nel dirlo sembrano tenere in piedi il mondo. Cioran non consola. Dis-vela. E nel dis-velo l’uomo ritrova la sua misura. Ovvero né Dio né nulla. Uomo. Con il tragico sulle spalle e il destino nelle mani. Dove si andrà. Dove andremo? L&#8217;utopia è già superata? Proprio per questo a dis-misura di umano il tragico è un sabotaggio della quiete. Non sapremo mai essere quiete. Io e Cioran. Ma isola che conoscono la dissolvenza del giorno che scende verso il tramontare del tramonto stesso. Capricci di un troppo vissuto. Con il volto e l’abisso del naufrago.</p>
<p>La filosofia che non volle rinunciare alla confessione abita il tragico e il resto si fa utopia. Tragico e destino. Siamo invasi dalle macerie. Le macerie rotolano nelle nostre anime. Sono rovine. Il tempo moderno è solo relativismo moderno senza tempo. In tragico di utopia. È il mio scendere negli inferi non solo di Cioran. Ma nei labirinti che hanno incontrato le ombre. Oltre le ombre i fantasmi. Ho parlato con Eliade con Horia con Ionesco con Zambrano con Leucò&#8230; Con l&#8217;esilio senza cercare un approdo. La condizione umana è nella condizione di esistere del singolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/01/cioran-tragico-e-destino-abitare-le-macerie-in-utopia-di-viaggio/">Cioran. Tragico e destino. Abitare le macerie in utopia di viaggio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Vivere pienamente non significa fare qualcosa di diverso, ma fare diversamente. Da Rumi a don Giussani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 14:44:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/381BEE89-0B71-49B3-AB5B-ABF4734FA04F-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Di Paolo Arces Scrivere è la catarsi del vivere. Eppure  se non vivo, non scrivo. E se non scrivo? Vivo realmente? Questa è la situazione che mi si è posta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/08/vivere-pienamente-non-significa-fare-qualcosa-di-diverso-ma-fare-diversamente-da-rumi-a-don-giussani/">Vivere pienamente non significa fare qualcosa di diverso, ma fare diversamente. Da Rumi a don Giussani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_126046" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126046" class="wp-image-126046 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/5f6731b8-567c-42b0-80af-20c0a5c6f252-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/5f6731b8-567c-42b0-80af-20c0a5c6f252-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/5f6731b8-567c-42b0-80af-20c0a5c6f252-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/5f6731b8-567c-42b0-80af-20c0a5c6f252-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-126046" class="wp-caption-text">Paolo Arces</p></div>
<p><strong>Di Paolo Arces</strong></p>
<p>Scrivere è la catarsi del vivere. Eppure  se non vivo, non scrivo. E se non scrivo? Vivo<br />
realmente? Questa è la situazione che mi si è posta dinanzi ultimamente. Può apparire<br />
banale, ma la scrittura non si può limitare a quello cui tutti pensiamo. Scrittura non è solo<br />
questo. È la cristalizzazione di un’esperienza di vita. È un tentativo di dare l’eterno al fugace istante.<br />
Ancor più, è una vanga che “scavar deve profondo”, perchè dalla realtà si aspetta “un tesoro”. Senza scrittura, senza pensiero, tutto finisce con i sensi. Scrittura è Giudizio. L’atto più umano possibile è il giudizio. Cosa è il giudizio, se non il paragone tra quello che viviamo e il cuore? Eppure ogni istante è, consciamente o no, sottoposto al nostro giudizio. L’urgenza del giudizio è l’urgenza della verità. &lt;&lt;La vita “canta” che c’è un giudizio: in un senso o in un altro, ma c’è, sempre. È impossibile vivere anche un solo istante &#8211; come ci fa osservare don<br />
Giussani &#8211; senza che uno dica perché in fondo in fondo vale la pena vivere quell’istante, non c’è minuto in cui uno non affermi qualcosa di ultimo&gt;&gt;. È evidente come il giudizio sia un’urgenza esistenziale che, per quanto ultima, si rispiega in ogni singola esperienza che viviamo. Nel suo essere “esistenziale”, il giudizio, è l’apice dell’essere umani. &lt;&lt;Basta che uno senta qualcosa che preme nella vita per avvertire tutta l’urgenza di giudicare. È insopportabile non arrivare a un giudizio vero. Quando non avvertiamo questa “insopportabilità”, vuol dire che la nostra umanità è venuta meno, che ci stiamo avvicinando all’essere di un sasso: il problema non è che giudicare sia un’aggiunta per gente con qualche sfizio, ma che ci avviciniamo ai sassi. Quando uno è uomo e sta lealmente davanti al reale, non giudicare è insopportabile &gt;&gt;.<br />
Ciò che ho sofferto nell’ultimo periodo è<br />
esattamente questo: la mancanza di qualcosa che prema nella vita, la mancanza di qualcosa che risvegli questo prurito del giudizio, insomma, la mancanza di umanità.<br />
Allora mi parla il sillogismo iniziale. Ho vissuto tante esperienze. *Eppure* mi sono<br />
allontanato dalla scrittura, dal pensiero, dal giudizio. Non riesco a smettere di chiedermi se ho vissuto veramente. Senza giudizio nulla è vissuto. Una simile avversione è quella della<br />
nostalgia. Spesso viviamo più nel ricordare che nel vivere. Abitando la memoria, ridiamo<br />
vita all’istante passato. Il giudizio è impropriamente questo: un tentativo presente di restituire questo valore infinito di Vita al reale. *Eppure* il senso ultimo è che questo giudizio sia vero: che corrisponda alla nostra esigenza di felicità davanti alla totalità delle nostre esperienze. Il giudizio allora prende il nome di Sguardo. Giudicare è Guardare alla realtà. Ma come?<br />
Quale occhio è realmente in grado di comprendere ciò che si gioca tra l’infinità del nostro desiderio e le esperienze che facciamo? Se non comprendiamo la questione dello sguardo corriamo il rischio di vivere alla giornata: rischiamo di sfiorare l’esperienza senza mangiarne<br />
il frutto. Giudicare questa realta significa vedere il nesso che c’è tra il lavoro, gli amici, la famiglia ed il mistero della nostra felicità. Insomma, vivere pienamente non significa fare qualcosa di diverso, ma fare diversamente. La felicità non sta nei soldi, tantomeno nel fidanzarsi, quanto in come io mi pongo davanti a questi fatti. Sono io a scegliere come vivere.<br />
Posso decidere di vivere la scuola o il lavoro in attesa della pausa, tra lamentele e<br />
disattenzioni, oppure posso scegliere di vivere ogni singolo istante come indizio di ciò che intimamente mi può rendere pieno, quindi con piena onestà e interesse. Non siamo più abituati a guardare, ma solo a vedere. Ci fermiamo alla superficie, ma ogni esperienza ha un valore infinito. Riecheggiano come vento le parole dell’immenso Rumi: “Chi ha occhi e<br />
orecchie aperti al mondo sente la voce delle pietre, la voce dell’acqua e la voce del fiore”.<br />
La questione si gioca tutta nell’apertura al mondo. Ogni realtà parla della nostra felicità. “Ogni rosa che emana un delizioso profumo narra dell’universo il mistero”. Siamo capaci di sentirne il racconto? Siamo disposti a giudicare i nostri pre-giudizi? Siamo inebriati di certezze e giudichiamo irrazionale e pazzo chi invece diserta dal nostro fideismo. Il vero<br />
irrazionale è chi crede senza ragione. Ad oggi, noi che crediamo senza ragione, siamo i<br />
primi a giudicare chi, invece, crede secondo ragione. Il discorso sullo sguardo si propone di mostrare il destino positivo che la vita promette. Allora, se ci sforziamo di guardare, vedremo che al mio desiderio di pienezza c’è una risposta. Eppure lo sguardo richiede sforzo. Lo sforzo è l’onestà. L’onestà dinanzi alla realtà implica il dubbio di ciò che crediamo perchè altrimenti viviamo fideisticamente e non fedelmente. Siamo più fideistici noi nel credere senza sapere, che i veri fedeli. L’onestà significa allora accettare ogni possibilità di risposta, abbandonare lo scetticismo, abbandonare il preconcetto. Per Vivere bisogna promettere onestà: “i miei occhi fanno una promessa esattamente come il sole, che fa la sua promessa<br />
di vita ogni mattina.” La lealtà allora deve andare sino in fondo e farsi apertura. L’apertura penetra la realtà nella totalità e non si limita a ciò che falsamente pensa di vedere, perchè già concepisce un oltre. Di cosa ci parla il mito della caverna, se non di questo?<br />
Non possiamo pensare che la realtà si limiti all’ombra, perchè l’ombra è riflesso di Altro. E se trovassimo quell’Altro che è la propria identità di ciò di cui viviamo? Se tutta la realtà che conosciamo così bene e che ci risulta quasi indifferente, apparisse all’improvviso con un nuovo bagliore,<br />
come una scoperta, come una novità? Se questa noia di vivere, questa indifferenza,<br />
venissero riscoperte da uno “sguardo rivelatore dell’umano”? È degno di nota come questo sguardo sia miracoloso.<br />
È Giussani a dire che “il miracolo più grande da cui i discepoli erano colpiti non era quello delle gambe raddrizzate…” ma “&#8230; uno sguardo rivelatore dell’umano cui non ci si poteva sottrarre”. È evidente l’urgenza esistenziale dello sguardo. Imparando a<br />
vedere una trama di bene in ogni esperienza, allora viviamo l’Infinito. Il proposito è questo.<br />
Sapete come dovremmo svegliarci ogni mattina, appena apriamo gli occhi? Un amico ha risposto, è Marco Gallo, servo di Dio: “ Come quando si è innamorati, con quello sguardo sul mondo che ti fa vivere tutto in una maniera che prima nemmeno conoscevi. Parlo dell’innamoramento vero. Ecco, io vorrei svegliarmi sempre così. Certo, non mi succede tutti i giorni, ma è quello il bello, altrimenti il desiderio dove andrebbe a finire?&#8221;.</p>
<p>*Studioso di filosofie</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/08/vivere-pienamente-non-significa-fare-qualcosa-di-diverso-ma-fare-diversamente-da-rumi-a-don-giussani/">Vivere pienamente non significa fare qualcosa di diverso, ma fare diversamente. Da Rumi a don Giussani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il Mediterraneo e la filosofia. La filosofia del Mediterraneo è tempo e spazio tra civiltà e identità </title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/06/il-mediterraneo-e-la-filosofia-la-filosofia-del-mediterraneo-e-tempo-spazio-tra-civilta-e-identita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mediterraneo-e-la-filosofia-la-filosofia-del-mediterraneo-e-tempo-spazio-tra-civilta-e-identita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 12:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/202b2e79-3a14-4801-84f4-d9651749e11b-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p> Il Mediterraneo è filosofia perché non ha centro: ha approdi. Ogni approdo è un pensiero. Ogni pensiero è una sponda che ne chiama un’altra. La filosofia mediterranea è viaggio. Non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong> <em>Il Mediterraneo è filosofia perché non ha centro: ha approdi. Ogni approdo è un pensiero. Ogni pensiero è una sponda che ne chiama un’altra. La filosofia mediterranea è viaggio. Non pellegrinaggio. Attraversamento. Il mare obbliga alla rotta, il deserto obbliga all’oasi, il mito obbliga al racconto&#8230;Letteratura e filosofia sono intreccio come vele e vento.Non più generi: andature. L’una diceva l’odore, l’altra la ragione dell’odore. Insieme dicevano il sale.</em></strong></p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>I luoghi sono immaginari e reali. I luoghi sono tempo e spazio. Sono dimensioni e visioni. Sono storia e identità. I luoghi si offrono anche in un invisibile filosofico. Penso al Mediterraneo. Anzi ai Mediterranei. Il Mediterraneo non è geografia. È grammatica nella metafisica. Lo chiami “mare fra le terre”, &#8220;mediterraneus&#8221;, e già la lingua ti tradisce. Perché questo mare non sta fra le terre: le genera. Le cuce, le separa, le racconta. Dire il Mediterraneo e la filosofia è dire due nomi per un solo destino. Dire la filosofia del Mediterraneo è scoprire che la filosofia, prima di essere sistema, fu viaggio.<br />
Il Novecento ha mosaicizzato il concetto. Non l’ha inventato: l’ha riconosciuto. Camus ad Algeri, Maria Zambrano a Roma e a L’Avana, Albert Cohen a Corfù, Predrag Matvejević con il suo &#8220;Breviario&#8221;, Fernand Braudel che lo misura in “lunga durata”. Letteratura e filosofia sono intreccio come vele e vento. Non più generi: andature. L’una diceva l’odore, l’altra la ragione dell’odore. Insieme dicevano il sale.<br />
La grecità resta pilastro. Senza il logos di Eraclito, senza il mare colore del vino di Omero, senza Talete che misura l’ombra, non c’è Europa. Atene è il primo porto. Ma il Mediterraneo non è solo Atene. È Gerusalemme che prega, Alessandria che traduce, Cordova che commenta Aristotele in arabo, Palermo araba-normanna dove l’astrolabio parla greco. È Bisanzio che crolla e rinasce a Venezia.<br />
Oltre la grecità, dunque, non significa contro. Significa dopo. Dopo Ulisse viene Enea, e dopo Enea viene Ibn Battuta. Dopo Platone viene Plotino, e dopo Plotino viene Avicenna. Il Mediterraneo è filosofia perché non ha centro: ha approdi. Ogni approdo è un pensiero. Ogni pensiero è una sponda che ne chiama un’altra. Se la filosofia tedesca è foresta, se quella indiana è montagna, la filosofia mediterranea è viaggio. Non pellegrinaggio. Attraversamento. Il mare obbliga alla rotta, il deserto obbliga all’oasi, il mito obbliga al racconto.<br />
Il mare non è sfondo, è metodo. Talete vede l’acqua come arché perché vive di acqua. Agostino scrive a Ippona con il rumore delle onde. Paul Valéry, a Sète, detta &#8220;Il cimitero marino&#8221;: «Il mare, il mare, sempre ricominciato». Il mare non ha memoria. Ha eterno ritorno. Per questo il Mediterraneo pensa per cicli, non per linee. La storia non è progresso: è marea. Come nel Mediterraneo di Simenon.<br />
Il deserto sembra il contrario del mare, e invece è il suo specchio. Stessa immensità, stesso rischio, stesso cielo. Il deserto genera monoteismi perché toglie gli orizzonti. Elia sul Carmelo, Maometto nella caverna, i Padri in Tebaide, Charles de Foucauld nel Sahara. Il vuoto è la pagina. Dio è il nome che dai al vento. La filosofia del deserto è essenzialità. Togliere, non aggiungere. Maimonide a Fustat, Simone Weil a Marsiglia: digiuno del concetto. Pavese con la sua Leucò.<br />
I miti e gli dei non sono ornamenti. Sono grammatiche dell’attraversamento. Ulisse è il primo filosofo: sa che Itaca non è luogo, è ritorno. Edipo è l’anti-filosofo: risolve l’enigma e non risolve sé. Dioniso è la filosofia del corpo, Apollo la filosofia della forma. Ma il Mediterraneo non sceglie: li tiene insieme. Perché il mito non è favola: è struttura. E gli dei non sono morti: sono emigrati. Li ritrovi nei santi, nei patroni, nei nomi delle barche. Il Novecento ha capito che il Mediterraneo non si definisce: si mosaicizza. Ogni tessera è una pagina che segna sponda e confine.<br />
Albert Camus da  &#8220;Nozze&#8221; del  1939 a &#8220;L’estate&#8221; drl 1954: Tipasa, “nozze del mondo”. La filosofia non è sistema, è sole sulla pietra. «In mezzo all’inverno, ho scoperto in me un’invincibile estate». Il Mediterraneo è misura greca contro la dismisura tedesca. Assurdo sì, ma con luce. L’uomo mediterraneo si rivolta, ma non dispera: nuota.<br />
Maria Zambrano da &#8220;L’uomo e il divino&#8221; del  1955 a &#8220;Chiari del bosco&#8221; del  1977: esiliata, scrive che la ragione poetica nasce dove la ragione strumentale fallisce. Il Mediterraneo è “delirio e destino”. La filosofia deve tornare ad essere saper dell’anima. I suoi dèi sono le viscere. Il mare è metafora della ragione materna: accoglie, non domina.<br />
Predrag Matvejević in  &#8220;Breviario mediterraneo&#8221; del 1987: il Mediterraneo è lessico. Breve, portolano, inventario. «Il Mediterraneo non è solo geografia». È modi di dire, tipi di pane, gesti. La filosofia è catalogo, ma catalogo amoroso. Ogni voce è un porto.<br />
Cesare Pavese fa della grecità un Mediterraneo tra le onde di Calabria e i miti in dialogo con gli dei e il tragico scavato anche in Nietzsche oltre Platone. L&#8217;immortale è nell&#8217;isola ma l&#8217;isola è destino.<br />
Giuseppe Ungaretti è il suo &#8220;porto sepolto&#8221; del  1916: la guerra sul Carso, ma il mare è Alessandria d’Egitto, infanzia. “Di questa poesia mi resta quel nulla d’inesauribile segreto”. Il Mediterraneo è memoria che affiora. La parola è relitto che galleggia.<br />
Ci sono pagine che non sono libri: sono fari. Esempi necessari. Omero. Odissea, libro V: Calipso offre l’immortalità. Ulisse piange guardando il mare. Sceglie Itaca, cioè il limite. Prima lezione mediterranea: meglio una vita mortale che un’eternità senza patria. A questo tracciato si ancora Pavese nel dialogo tra Ulisse e Calipso. Agostino. Confessioni.  X, 8: «E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, i flutti del mare… e trascurano sé stessi». Il Mediterraneo è fuori, ma la traversata è dentro.  Ibn Arabi. L’interprete delle passioni. “Il mio cuore è diventato capace di ogni forma: è prato per le gazzelle, convento per i monaci, tempio per gli idoli, Kaaba per il pellegrino”. Filosofia come capienza. Il mare tiene tutte le fedi.<br />
Fernand Braudel. Civiltà e imperi del Mediterraneo nell’età di Filippo II del 1949. La  “lunga durata”. Il mare impone il tempo lento. Le idee non nascono: sedimentano. La filosofia mediterranea è geologica.<br />
Paul Valéry. Eupalinos o l’architetto del 1923. Dialogo di ombre. Costruire è scegliere il peso. Il Mediterraneo insegna l’architettura del limite: colonnato, non grattacielo.  Sono sponde. A oriente, Bisanzio e il mare nostrum che diventa ottomano. A occidente, le Colonne d’Ercole che diventano America. A sud, il deserto che detta il libro. A nord, l’Europa che dimentica il sale e si fa carbone. I confini non chiudono: segnano. E ogni segno è invito al passaggio.<br />
Il Mediterraneo non ha tesi: ha rotte. Non ha sistema: ha portolani. La sua filosofia è l’arte di perdere terra per trovare mondo. Letteratura e filosofia, qui, non si distinguono: si richiamano. Perché Omero è già Eraclito, e Sant’Agostino è già Ungaretti. Oltre la grecità, dunque.  Sì. Perché dopo il logos viene la carne, dopo il tempio viene la tenda, dopo Atene viene Cartagine, dopo Roma viene il mare aperto. Ma la grecità resta pilastro: ci ricorda la misura. Senza misura, il viaggio è naufragio. Con la misura, il naufragio è odissea.<br />
Il Novecento ha mosaicizzato perché ha capito: non esiste il Mediterraneo, esistono i mediterranei. Quello di Camus non è quello di Zambrano. Quello di Braudel non è quello di Valéry. Eppure tutti sanno che qui gli dei attraversano ancora. A volte in forma di mito, a volte in forma di migrante, a volte in forma di verso.<br />
Ci sono pagine importanti, sì. Restano a segnare sponde e confini. Ma la più importante è sempre la prossima: quella che scrivi partendo. Perché la filosofia del Mediterraneo non è contemplazione: è imbarco. Si pensa salpando. Si esiste tornando. E tra la partenza e il ritorno, c’è il mare. Il mare che ci pensa. Il mare è viaggio.  Certo. Ma è anche isola. L&#8217;isola che si porta dentro. L&#8217;isola che si abita. L&#8217;isola che ci attraversa. Da un&#8217;isola a un&#8217;altra. Omero è la filosofia di Pavese. Una grecità profonda che è dentro il Mediterraneo che diventa i Mediterranei oltre la storia. La filosofia è pensiero. In questi brevi percorsi la filosofia ha sempre una metafisica che ci manca.</p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-87123" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-1024x1024.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1-768x768.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Pierfranco-Bruni-1-1.jpg 1080w" alt="" width="283" height="283" /></figure>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La filosofia della vita non è un gioco di parole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 12:21:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2344" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-scaled.jpeg 2344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-275x300.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-938x1024.jpeg 938w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-768x839.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1920x2097.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-1170x1278.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3615-585x639.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2344px) 100vw, 2344px" /></p>
<p>“La filosofia della vita non è un gioco di parole; è un mare profondo di pensieri ed esperienze umane che danno significato alla vita.” &#8230;Dr. Sethi K.C. I segreti della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/">La filosofia della vita non è un gioco di parole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I segreti della vita umana sono sempre stati uno dei più grandi enigmi della coscienza umana. Filosofi, pensatori, santi, scrittori e uomini e donne comuni hanno cercato, sin dai tempi antichi, di comprendere il significato dell’esistenza. Alcuni hanno cercato la verità nella religione, altri nella scienza, altri ancora nella spiritualità o nelle esperienze umane. Ma, nonostante secoli di riflessioni filosofiche, una cosa rimane vera: la vita non può essere conosciuta soltanto attraverso le parole. Deve anche essere vissuta ed esperita, osservata e sofferta, meditata interiormente. La filosofia della vita, quindi, non è la stessa cosa di una disciplina accademica o di un insieme di idee. È la connessione viva tra il pensare, il conoscere, il sentire, l’agire e il vivere. L’essere umano non si limita a pensare la vita, ma la vive. La filosofia personale si forma attraverso ogni sorriso, ogni ferita, ogni successo, delusione, relazione e silenzio.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi K.C., fondatore della Filosofia Sethiana, afferma che gli esseri umani hanno una percezione errata della filosofia, riducendola a semplice linguaggio e argomentazione. La Filosofia Sethiana sostiene che la filosofia non è più soltanto una questione di libri e discorsi, ma una silenziosa trasformazione che avviene nella mente umana attraverso l’esperienza, la consapevolezza di sé, la comprensione emotiva e l’osservazione della realtà.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dr. Sethi Krishan Chand &#8211; </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Autore, </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ideatore della Filosofia Sethiana.</b></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Auckland &#8211; Nuova Zelanda</b></div>
</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“È attraverso l’esperienza che nasce la comprensione, ma è attraverso le parole che si può introdurre la filosofia.”</i> Questo pensiero rappresenta il fondamento della Filosofia Sethiana. La conoscenza umana non deriva soltanto dalle informazioni, ma anche dal vivere situazioni che mettono alla prova i sentimenti, l’etica, la pazienza, la verità e la coscienza dell’essere umano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le differenze tra parole e comprensione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La società moderna è diventata altamente espressiva. Le parole vengono continuamente pronunciate, stampate, pubblicate sui social e discusse riguardo alla vita, alla felicità, alla moralità e al successo. Tuttavia, parlare di saggezza e possedere davvero la saggezza sono due cose completamente diverse. Le persone possono parlare magnificamente della pazienza e irritarsi per questioni insignificanti. Qualcuno può scrivere sulla gentilezza e comportarsi con crudeltà verso gli altri. Questi paradossi testimoniano una verità importante: la vera misura della filosofia non è il discorso, ma l’armonia tra pensiero e azione. Secondo la Filosofia Sethiana, le parole utilizzate senza una reale consapevolezza interiore possono trasformarsi in esibizioni superficiali. La vera filosofia inizia quando le parole diventano comprensione.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La lampada e la fiamma</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi paragona la filosofia umana a una lampada. L’esterno della lampada è come le parole. Esse danno forma e colore. Ma la fiamma rappresenta la comprensione. Senza la fiamma, la lampada non può illuminare. Allo stesso modo, il linguaggio umano, le citazioni e la conoscenza intellettuale possono apparire grandiosi, ma se mancano esperienza e realizzazione interiore, non possono essere illuminanti. Questa illustrazione mostra che non è sufficiente apparire saggi nel mondo esterno. È essenziale che avvenga una realizzazione interiore.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’esperienza umana è il fondamento della filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ogni individuo nasce con un “mondo” unico dentro di sé. Ognuno vive la propria vita in modo differente. Per questo ogni persona sviluppa il proprio concetto della vita. Per alcuni, la felicità può essere legata al denaro. Una persona che ha vissuto a lungo nella solitudine apprezzerà il contatto umano più di chi è sempre stato circondato da compagnia. Allo stesso modo, chi è stato tradito può avere una definizione diversa della fiducia.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La coscienza è formata dalle esperienze umane</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella Filosofia Sethiana, la sofferenza stessa è considerata una grande maestra. Spesso il dolore, le delusioni, i fallimenti e l’angoscia emotiva conducono a una comprensione più profonda rispetto al comfort e al lusso. Il Dr. Sethi scrive:<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Il comfort può riempire la vita, ma sono le sfide a renderne evidente il significato.” </i>La sofferenza non viene glorificata. Piuttosto, è nei momenti difficili che gli esseri umani riflettono più profondamente su se stessi e sulla vita.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’albero e la tempesta</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con il tempo sereno, un albero può sembrare forte. Ma soltanto una tempesta può rivelare la profondità delle sue radici. Allo stesso modo, gli esseri umani scoprono la loro vera forza, i loro valori, la loro pazienza e la loro filosofia nei momenti difficili della vita. L’essenza dell’avversità è rivelare la verità interiore. Questo esempio dimostra i limiti della comprensione filosofica puramente teorica. La vera filosofia può essere vista soltanto nell’esperienza pratica dell’essere umano.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana e l’osservazione di sé</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno degli elementi centrali della Filosofia Sethiana è l’osservazione di sé. Gli esseri umani spendono enormi quantità di energia osservando gli altri, ma rimangono sconosciuti a se stessi. Criticano, osservano la società, parlano di moralità, ma non comprendono le proprie paure, insicurezze, desideri, contraddizioni ed ego. Secondo la Filosofia Sethiana, il primo passo verso la filosofia è una sincera consapevolezza di sé.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi spiega: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La distanza più grande che un essere umano possa percorrere nella vita non è tra due persone, ma tra un uomo e se stesso.” </i>Gli esseri umani tendono a comportarsi secondo modelli socialmente accettati senza interrogarsi sulla propria realtà interiore. Molte persone indossano maschere emotive per compiacere la società. Sorridono esteriormente ma hanno cuori vuoti. Cercando approvazione, perdono il contatto con ciò che realmente sono. La Filosofia Sethiana invita ad osservare silenziosamente i propri pensieri. Perché alcune parole ci feriscono? Perché ci confrontiamo continuamente con gli altri? Perché la paura guida molte decisioni? Perché ciò che gli altri dicono ci turba così profondamente? Attraverso queste domande, la coscienza cresce lentamente.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo specchio impolverato</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mente umana, dice il Dr. Sethi, è simile a uno specchio. Se la polvere si accumula su uno specchio, il riflesso diventa confuso. Allo stesso modo, la coscienza umana è coperta dall’ego, dalla paura, dall’avidità, dalla gelosia e dal condizionamento sociale. Finché non trascendiamo questi strati emotivi, la mente rimane velata e incapace di vedere chiaramente la realtà. Quando una persona sviluppa consapevolezza di sé, lo specchio viene pulito. Solo allora l’essere umano può iniziare a comprendere la vita in modo più autentico.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il pensiero come inizio dell’azione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno dei concetti fondamentali della Filosofia Sethiana è l’unità tra pensiero e azione. I pensieri da soli non bastano a cambiare la vita. Allo stesso modo, le azioni senza comprensione possono essere prive di direzione. La filosofia nasce dall’interazione tra comprensione e azione. La civiltà moderna spesso presenta una separazione tra ciò che le persone pensano e ciò che fanno. Molti sostengono pubblicamente determinati valori morali ma agiscono diversamente nella vita privata. Parlano dell’umanità, ma ignorano chi soffre. Questa divisione indebolisce l’autenticità umana. Il Dr. Sethi scrive:<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Quando la filosofia si riflette nella condotta, allora diventa vera comprensione.” </i>Questo significa che la filosofia deve manifestarsi nella vita quotidiana.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’operaio onesto</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un intellettuale istruito può tenere grandi discorsi sulla moralità. Ma un uomo povero che guadagna il pane quotidiano con sincerità e onestà può praticare inconsapevolmente una filosofia più profonda. Perché? Per la filosofia non conta soltanto il linguaggio, ma l’integrità. Molto spesso, un atto sincero possiede più valore filosofico di moltissimi discorsi.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il valore del silenzio nella filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno degli aspetti particolari della Filosofia Sethiana riguarda il silenzio. La società moderna teme il silenzio perché nel silenzio l’essere umano incontra se stesso. Nel silenzio emergono i pensieri e le emozioni; nel rumore, invece, la coscienza viene distratta. Il Dr. Sethi ritiene che nulla sia più profondo del silenzio. <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Esistono verità che non parlano attraverso il linguaggio, ma si rivelano nel silenzio.” </i>Spesso le persone non ascoltano soltanto le parole, ma percepiscono anche il silenzio emotivo che si nasconde dietro di esse. Una madre che si sacrifica silenziosamente per il proprio figlio, una persona sola che nasconde il dolore dietro un sorriso, un anziano che osserva la vita in silenzio: tutte queste esistenze custodiscono profonde filosofie.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’oceano</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’oceano appare agitato in superficie, con onde in continuo movimento. Ma nelle profondità esiste pace. Allo stesso modo, nella mente umana esistono rumori sociali, pensieri ed emozioni continue. Ma sotto questa agitazione si trova un silenzio interiore più profondo, nel quale la saggezza cresce lentamente. La Filosofia Sethiana incoraggia l’essere umano a prendersi del tempo per riflettere e rimanere nella quiete interiore.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’illusione del successo materiale</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella società contemporanea, il successo viene spesso misurato attraverso la ricchezza, la popolarità, lo status e il riconoscimento sociale. Tuttavia, la Filosofia Sethiana mette in dubbio l’idea che il significato della vita possa essere trovato soltanto nel successo materiale. Molte persone istruite e di successo continuano a sentirsi vuote, ansiose, sole o incompiute. Perché? Perché i risultati esteriori non portano sempre appagamento interiore. Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Si può possedere tutta la ricchezza del mondo e sentirsi comunque senza casa nella propria anima.” </i>Questa riflessione riguarda la differenza tra possedere qualcosa e vivere nella pace interiore. La società insegna agli esseri umani a competere, ma non insegna loro a comprendere se stessi. La Filosofia Sethiana non è contraria ai risultati materiali. Piuttosto, sostiene che un successo privo di consapevolezza interiore crea squilibrio.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’uccello nella gabbia d’oro</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Immaginiamo un uccello rinchiuso in una splendida gabbia d’oro. La gabbia è preziosa, ammirata e bella. Ma l’uccello rimane comunque prigioniero. Allo stesso modo, una persona può diventare ricca e ricevere ammirazione dagli altri, ma vivere interiormente nella paura, nello stress o nel vuoto emotivo. Questo esempio dimostra che il successo, da solo, non basta per creare una buona vita.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Relazioni umane e filosofia</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le relazioni umane rappresentano una chiave importante per comprendere la vita. È attraverso le relazioni che emergono le emozioni umane. L’amore rivela l’attaccamento. Il tradimento rivela la vulnerabilità. L’amicizia rivela la fiducia. La separazione mette in luce la dipendenza emotiva. Nella Filosofia Sethiana, le relazioni sono considerate uno specchio della coscienza umana. Il Dr. Sethi spiega: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Ogni relazione non rivela soltanto un’altra persona, ma anche parti nascoste di noi stessi.”  </i>Quando gli esseri umani interagiscono, imparano sull’ego, la pazienza, l’empatia, l’insicurezza, il perdono e la maturità emotiva. Molte persone cercano la relazione perfetta senza conoscere se stesse. Per questo, paure irrisolte ed aspettative interiori creano conflitti emotivi. La Filosofia Sethiana non insegna a controllare le emozioni, ma a comprenderle.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I due viaggiatori</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Dr. Sethi paragona le relazioni a due viaggiatori che camminano insieme. Se entrambi conoscono la direzione del cammino, il viaggio può essere significativo. Ma se ognuno è perso interiormente, possono camminare insieme fisicamente senza avere una vera connessione emotiva. Questo esempio dimostra che la comunicazione da sola non basta per una relazione. È necessaria anche la comprensione reciproca.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il viaggio verso il significato della vita</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una delle più grandi domande filosofiche è: qual è il significato della vita? Ogni essere umano è diverso e trova significato in modi differenti. Alcuni lo trovano nell’amore, altri nella creatività, nella spiritualità, nella famiglia, nel servizio, nella conoscenza o nella crescita personale. La Filosofia Sethiana suggerisce che il significato non possa essere completamente ricevuto dagli altri. Ogni individuo deve scoprirlo attraverso la propria consapevolezza e la propria esperienza. Il Dr. Sethi scrive: <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il significato non esiste come un oggetto da trovare; esso cresce lentamente attraverso la vita cosciente.” </i>La vita stessa diventa quindi un viaggio di comprensione, piuttosto che una destinazione finale. Nella ricerca del significato, gli esseri umani devono porsi domande difficili:</div>
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<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Che cosa è veramente importante per me?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sto vivendo secondo la mia verità interiore o secondo la pressione sociale?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Chi sto diventando?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le persone presenti nella mia vita stanno favorendo comprensione, compassione e consapevolezza?</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Queste riflessioni accrescono la coscienza filosofica.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Filosofia Sethiana e la coscienza umana</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella Filosofia Sethiana, la coscienza umana è considerata un processo continuo. Gli esseri umani non sono entità statiche. La comprensione cambia continuamente attraverso le esperienze. Il modo in cui una persona vede la vita a vent’anni è diverso da quello che avrà a cinquanta. Anche la percezione emotiva cambia con il tempo. Il Dr. Sethi sottolinea:</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La saggezza non nasce dalla convinzione di avere tutte le risposte, ma dalla consapevolezza di ciò che ancora non conosciamo.” </i>Questa umiltà permette all’essere umano di continuare ad apprendere. La Filosofia Sethiana promuove armonia tra intelletto ed emozione, tra parola e silenzio, tra individualità e umanità, tra successo e pace, tra pensiero e azione. Essa ricorda all’essere umano che la vita non è soltanto logica; esistono dimensioni emotive, spirituali e psicologiche che vanno oltre la pura razionalità.</div>
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<div dir="auto"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Conclusione</b></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La filosofia della vita non è una bella costruzione di parole. È la struttura viva dei pensieri, delle emozioni, delle esperienze, della conoscenza e delle azioni umane. Ogni individuo possiede una filosofia invisibile formata dalle proprie esperienze, relazioni, ricordi, silenzi, sogni e osservazioni. Secondo la Filosofia Sethiana, la vera saggezza non consiste soltanto nel parlare elegantemente della vita. Essa nasce dal vivere con consapevolezza, dall’osservazione sincera, dalla comprensione profonda e dall’azione autentica. L’intero libro della vita è ancora aperto. Ogni sorriso contiene una lezione. Ogni ferita insegna qualcosa. Ogni silenzio custodisce un significato. Ogni esperienza possiede una verità, anche quando non appare immediatamente evidente. In breve, non esiste separazione tra filosofia e vita. La filosofia è la profondità della comprensione della vita.</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/la-filosofia-della-vita-non-e-un-gioco-di-parole/">La filosofia della vita non è un gioco di parole</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Kierkegaard contro Hegel. Nelle grandi crisi abbiamo bisogno del religioso non del relativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 13:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Hegel è il filosofo della totalità, Kierkegaard è il filosofo della singolarità. Hegel è il filosofo della ragione, Kierkegaard è il filosofo della fede. Hegel è il filosofo della storia,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Hegel è il filosofo della totalità, Kierkegaard è il filosofo della singolarità. Hegel è il filosofo della ragione, Kierkegaard è il filosofo della fede. Hegel è il filosofo della storia, Kierkegaard è il filosofo dell&#8217;esistenza. Sono elementi che hanno interessato la mia ipotetica e allegorica cena con Hegel.</p></blockquote>
<p>Di Pierfranco Bruni</p>
<p>Un uomo solo. La cui solitudine è fortezza di spirito e capacità di andare oltre. Oltre ol relativismo. Oltre quella fantomatica &#8220;cosa&#8221; di origine appunto hegeliana. Certo. La questione si pone sull&#8217;uomo e sulla cosa. Kierkegaard uomo del dubbio e e profondo conoscitore di San Paolo. Infatti in tale contesto la filosofia di Hegel rappresenta un sistema di pensiero che abbraccia l&#8217;intero universo, un sistema che pretende di comprendere la realtà nella sua totalità ma che trova in Kierkegaard un netto oppositore. Søren Kierkegaard critica aspramente Hegel vedendolo come un tentativo di ridurre la complessità dell&#8217;esistenza a una serie di concetti astratti e universali.<br />
&#8220;Il sistema di Hegel è un palazzo di carta, un castello di sabbia che culla l&#8217;illusione di poter comprendere la realtà nella sua interezza&#8221;, scrive Kierkegaard in &#8220;La malattia mortale&#8221;. &#8220;Ma la realtà è più complessa, più contraddittoria, più enigmatica di quanto il sistema di Hegel possa mai comprendere&#8221;.<br />
Si entra nella complessità del problema.<br />
Per Kierkegaard, la filosofia di Hegel rappresenta un tentativo di eliminare la singolarità, l’individualità, la libertà dell&#8217;essere umano. Il sistema di Hegel è un sistema di necessità, un sistema che pretende di poter prevedere e spiegare tutto, senza lasciare spazio alla libertà e alla creatività dell&#8217;individuo.<br />
&#8220;La libertà è il contrario della necessità&#8221;, sottolinea appunto Kierkegaard in &#8220;Il concetto dell&#8217;angoscia&#8221;. &#8220;La libertà è la possibilità di scegliere, di decidere, di creare. Ma il sistema di Hegel non lascia spazio alla libertà, non lascia spazio alla possibilità di scegliere&#8221;.<br />
Kierkegaard critica aspramente anche la nozione di &#8220;spirito assoluto&#8221; di Hegel, che vede come un tentativo di ridurre la realtà a un&#8217;unità monolitica e indifferenziata.<br />
&#8220;Lo spirito assoluto di Hegel è un idolo, un dio che si è creato l&#8217;uomo a sua immagine e somiglianza&#8221;, afferma Kierkegaard in &#8220;La malattia mortale&#8221;. &#8220;Ma lo spirito assoluto non è Dio, è solo un concetto astratto, un&#8217;astrazione che non ha nulla a che vedere con la realtà concreta dell&#8217;esistenza umana&#8221;.<br />
C&#8217;è una contrapposizione di fondo alla struttura di Hegel. Kierkegaard propone una filosofia dell&#8217;esistenza. O meglio una filosofia che si concentra sulla singolarità, sulla individualità, sulla libertà dell&#8217;essere umano.<br />
Si potrà leggere: &#8220;L&#8217;esistenza è un paradosso, un&#8217;aporìa, un enigma&#8221;, scrive Kierkegaard in &#8220;La malattia mortale&#8221;. In fondo:  &#8220;L&#8217;esistenza è qualcosa che non può essere compreso, qualcosa che può solo essere vissuto, sperimentato, sofferto&#8221;.<br />
Kierkegaard si oppone a Hegel. Non solo attraversa  una critica filosofica. Ma  anche con  una visione esistenziale. È un grido di protesta contro la riduzione della realtà a un sistema di concetti astratti e universali, un grido di protesta a favore della singolarità, della individualità, della libertà dell&#8217;essere umano.<br />
Affermerà: &#8220;La verità è soggettiva&#8230;La verità non è qualcosa che può essere compreso, qualcosa che può essere dimostrato. La verità è qualcosa che può solo essere vissuto, sperimentato, sofferto&#8221;.<br />
In questo senso, la critica di Kierkegaard a Hegel è anche una critica alla nozione di &#8220;verità&#8221; come qualcosa di oggettivo e universale. La verità, per Kierkegaard, è qualcosa di soggettivo, qualcosa che è legato all&#8217;esperienza individuale, alla libertà e alla creatività dell&#8217;individuo. Qui la solitudine come scelta è fondamentale.<br />
&#8220;La verità è un&#8217;illusione&#8221;, scrive Kierkegaard in &#8220;La malattia mortale&#8221;. &#8220;La verità è qualcosa che non può essere compreso, qualcosa che può solo essere vissuto, sperimentato, sofferto&#8221;.<br />
Hegel è il filosofo della totalità, Kierkegaard è il filosofo della singolarità. Hegel è il filosofo della ragione, Kierkegaard è il filosofo della fede. Hegel è il filosofo della storia, Kierkegaard è il filosofo dell&#8217;esistenza. Sono elementi che hanno interessato la mia ipotetica e allegorica cena con Hegel .</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-119414 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3066-161x300.jpeg" alt="" width="134" height="250" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3066-161x300.jpeg 161w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3066-551x1024.jpeg 551w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3066-585x1088.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_3066.jpeg 605w" sizes="(max-width: 134px) 100vw, 134px" /></p>
<p>Da questo punto di vista la critica alla nozione di &#8220;storia&#8221; hegeliana, come qualcosa di oggettivo e universale  è marcante. La storia, per Kierkegaard, è qualcosa di soggettivo, qualcosa che è legato all&#8217;esperienza individuale, alla libertà e alla creatività dell&#8217;individuo.<br />
&#8220;La storia è un racconto&#8221;, dice Kierkegaard in &#8220;La malattia mortale&#8221;. &#8220;La storia è qualcosa che può essere interpretato, qualcosa che può essere vissuto, sperimentato, sofferto&#8221;.<br />
Kierkegaard va chiaramente oltre la semplice critica filosofica. È una critica che tocca le radici stesse dell&#8217;esistenza umana, è una critica che chiama in causa la nostra stessa identità, la nostra stessa ragione di essere.<br />
E qui, nella profondità di questa critica, risiede l&#8217;importanza di Kierkegaard. Il quale sembra aver trovato nella fiducia in Dio, nella certezza che la vita ha un senso, anche se questo senso non è sempre chiaro, il vero viaggio spirituale.<br />
Le metafore evangeliche del  giglio e dell&#8217;uccello in Kierkegaard sono due creature che vivono nel presente, che non si preoccupano del domani, che non si angosciano per il futuro. Eppure, il giglio e l&#8217;uccello sono anche due creature che hanno una fiducia infinita in Dio, che sanno che Dio li ama e li protegge. In ciò la presenza di Abramo è un viaggio completamente metafisico.<br />
&#8220;Abramo, sostiene Kierkegaard in &#8216;Timore e tremore&#8217;. è il padre della fede, è l&#8217;uomo che ha avuto la forza di credere in Dio, anche quando tutto sembrava contrario. E Abramo è anche l&#8217;uomo che ha avuto la forza di sacrificare il suo unico figlio, di sacrificare la sua stessa speranza, per amore di Dio&#8221;.<br />
In quanto &#8220;la fede è una passione, una passione che non può essere spiegata, una passione che non può essere compresa. La fede è una scelta, una scelta di credere in Dio, di credere nella vita, anche quando tutto sembra contrario&#8221;.<br />
Kierkegaard contro Hegel? Sì perché Kierkegaard  affronta un tema che tocca le radici stesse dell&#8217;esistenza umana, che chiama in causa la nostra stessa identità, la nostra stessa ragione di essere.<br />
Infatti scrive Kierkegaard, &#8220;Non esiste la &#8216;cosa&#8217;, esiste solo la ricerca, l&#8217;attesa, la speranza&#8221;. E la speranza è la chiave di tutto, è la speranza che ci fa andare avanti, che ci fa credere che la vita ha un senso, anche quando tutto sembra contrario. Una chiara contrapposizione all&#8217;eghelismo sulla base in cui la ragione non risolve e la fede non è resistenza al dubbio, ma una apertura alla speranza. L&#8217;uomo solo che si pone davanti a una scelta diventa un fatto prioritario. Non può esserci una fenomenologia dello spirito.  È l&#8217;assurdo. Ma una spiritualità che trova nella ricerca della metafisica il senso offre una visione alla vita. Quindi all&#8217;uomo.<br />
Nel tempo delle grandi cadute non è l&#8217;idea che dovrebbe prevalere. Bensi il religioso. Non è il relativismo che risolve. Anzi fa ancora di più crollare tutto.  Ma la spiritualità oltre la storia. Oltre la ragione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103964" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.--1024x963.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.--1024x963.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.--300x282.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.--768x722.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.--1536x1444.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Pierfranco-Bruni.-.jpg 1608w" alt="" width="1024" height="963" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Stiamo morendo, ma non fisicamente. Alla morte psicologica e spirituale si può porre rimedio?</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/stiamo-morendo-ma-non-fisicamente-alla-morte-psicologica-e-spirituale-si-puo-porre-rimedio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=stiamo-morendo-ma-non-fisicamente-alla-morte-psicologica-e-spirituale-si-puo-porre-rimedio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 21:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia filosofica]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[morte psicologica e spirituale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Di Dr Sethi K.C. &#8211; Autore Filosofico Daman, India &#8211; Auckland, Nuova Zelanda Spesso sento che non stiamo morendo perché il nostro cuore smette di battere, ma perché la nostra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/stiamo-morendo-ma-non-fisicamente-alla-morte-psicologica-e-spirituale-si-puo-porre-rimedio/">Stiamo morendo, ma non fisicamente. Alla morte psicologica e spirituale si può porre rimedio?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/guru-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p><p><em><strong>Di Dr Sethi K.C. &#8211; Autore Filosofico Daman, India &#8211; Auckland, Nuova Zelanda</strong></em></p>
<p>Spesso sento che non stiamo morendo perché il nostro cuore smette di battere, ma perché la nostra<br />
anima ha dimenticato come sentire. Da qualche parte, tra il guadagnare e l’esistere, tra il mostrare<br />
e il fingere, abbiamo perso il battito stesso della vita. E questa è la tragedia dei nostri tempi: vivere<br />
senza essere davvero vivi.<br />
Moriamo in silenzio, invisibilmente, a volte perfino con bellezza, dietro i nostri sorrisi e le nostre<br />
abitudini. Ogni volta che soffochiamo un’emozione, che evitiamo la verità, che fingiamo di stare<br />
bene mentre il cuore trema dentro, noi moriamo un po’. Ho visto questa morte negli occhi delle<br />
persone: vuoti ma luminosi, inquieti ma robotici. Parlano di progresso, ma soffrono di solitudine; i<br />
loro schermi brillano, ma il loro spirito si spegne.<br />
Un tempo la vita respirava nelle pause: guardare un tramonto, scrivere una lettera, ascoltare il<br />
silenzio. Oggi corriamo per catturare, non per vivere. Le nostre dita toccano più spesso un vetro che<br />
una mano umana. A volte mi chiedo: stiamo avanzando o stiamo solo accelerando verso il vuoto?<br />
Moriamo a pezzi: mentalmente, moralmente, emozionalmente, spiritualmente. Il corpo vive, ma la<br />
mente è intorpidita. La coscienza, che un tempo parlava forte, ora sussurra piano tra rumori e<br />
notifiche. Sì, il significato del vivere è passato dall’essere al mostrare, dal sentire al funzionare.<br />
I social media sono il nuovo teatro dell’esistenza. Sorridiamo alla fotocamera per nascondere le<br />
lacrime, celebriamo le ombre perdendo la sostanza. Ogni scroll diventa una ricerca — non di<br />
conoscenza, ma di appartenenza. Ogni post è una richiesta — di essere visti, amati, ricordati.<br />
Eppure l’ironia resta: più siamo connessi, più ci sentiamo divisi dentro.<br />
A volte mi fermo e mi chiedo: da quando la vita è diventata una mostra?<br />
Da quando la gioia ha bisogno di essere approvata?<br />
Da quando il silenzio è diventato scomodo?<br />
Siamo diventati curatori di illusioni, e moriamo un po’ ogni volta che dimentichiamo chi siamo.<br />
Filosoficamente, questa morte non è fisica, ma psicologica e spirituale. È lo spegnersi graduale<br />
della curiosità, l’erosione lenta della meraviglia, l’offuscarsi dell’empatia. Un bambino guarda il<br />
mondo con stupore; un adulto lo misura. E in questo passaggio perdiamo la nostra innocenza, e<br />
con essa una parte della nostra vitalità.<br />
La tecnologia, pur essendo un dono, ha iniziato a dettare il nostro ritmo interiore. Il giorno<br />
comincia con notifiche e la notte finisce con la luce blu. Non dormiamo per stanchezza, ma<br />
nonostante la stanchezza. Il dispositivo, che era uno strumento, è diventato un tiranno. Decide i<br />
nostri stati d’animo, le priorità, perfino il nostro valore. Misuriamo la felicità con “mi piace” e<br />
commenti, dimenticando che la validazione non è affetto.<br />
Ho visto persone vivere fianco a fianco ma lontane come oceani. Coppie che cenano insieme ma<br />
parlano agli schermi. Bambini che cercano affetto in un mondo animato, e genitori che inseguono<br />
scadenze. Lo chiamiamo stile di vita; io lo chiamo morte lenta.<br />
Questa corrosione diventa ansia, stanchezza, vuoto. Cerchiamo più stimoli perché abbiamo perso<br />
la sensibilità. Il calore del linguaggio sparisce quando le emozioni vengono sostituite dagli emoji, e<br />
la profondità delle relazioni si perde quando la reazione prende il posto della compassione. Non<br />
sono contro il progresso; sono contro l’oblio del suo scopo.</p>
<p>Crescere fuori senza arricchirsi dentro è come innaffiare un albero dalle radici secche. La mente di<br />
oggi è troppo informata e poco consapevole. Sappiamo troppo e comprendiamo troppo poco.<br />
Stiamo decadendo moralmente. L’avidità si traveste da ambizione, la manipolazione da<br />
intelligenza. L’etica è diventata negoziabile; la comodità misura ciò che è giusto. Non ci chiediamo<br />
più se qualcosa sia giusto; chiediamo solo se funziona. E anche questa è una morte, la morte<br />
dell’integrità.<br />
Abbiamo confuso il successo con la sopravvivenza. Corriamo senza mai arrivare. La corsa del “di<br />
più” ci ha rubato la pace del “basta così”. Ad ogni risultato segue un’altra mancanza; ad ogni<br />
applauso un altro desiderio. Stiamo morendo di abbondanza, un’abbondanza senza significato.<br />
Eppure credo che possiamo tornare a vivere. Tutto inizia dalla consapevolezza: che la vera malattia<br />
è la disconnessione dalla natura, dalle persone, da noi stessi. Quando ci ricolleghiamo, quando<br />
iniziamo a sentire senza filtri, a respirare senza fretta, inizia la resurrezione. Non servono miracoli,<br />
serve presenza.<br />
Ascoltare quando qualcuno parla, guardare il cielo senza fotografarlo, amare senza un obiettivo<br />
questi piccoli atti sono già rinascita. Ogni sentimento autentico cura la morte silenziosa dentro di<br />
noi. Non sto predicando questo libro; sto confessando.<br />
Scrivendo queste pagine, ho sentito anch’io la lenta stanchezza della vita moderna — il peso del fare<br />
continuo, l’assenza dell’essere quieto. Ma ho scoperto anche che morire consapevolmente al falso è<br />
l’inizio della vera vita. Questa è rinascita — morire all’ego, alla comparazione, alla finzione.<br />
Questo non è un libro di disperazione, ma di risveglio. È uno specchio posto davanti alla nostra<br />
esistenza collettiva — un riflesso di come viviamo a metà inseguendo apparenze complete. Voglio<br />
ricordare al lettore che sotto il rumore c’è ancora musica; sotto la polvere c’è ancora luce. Stiamo<br />
morendo, sì — ma non oltre la possibilità di guarire.<br />
Ogni atto di sincerità ridà vita al cuore.<br />
Ogni gesto di gentilezza risveglia l’umanità.<br />
Ogni momento di consapevolezza porta nuovo respiro all’essere.<br />
Possiamo ancora scegliere la presenza invece della performance, il significato invece<br />
dell’imitazione, l’amore invece della solitudine. Forse la morte non è il vero nemico; è l’indifferenza<br />
che ci uccide per prima. Vivere davvero è restare sensibili, curiosi, compassionevoli.<br />
Se riusciamo a mantenere il cuore sveglio anche nel caos, allora la morte non ci spaventerà più —<br />
perché avremo vissuto veramente. E così, iniziando questo viaggio di pensieri e riflessioni, ricordo<br />
a me stesso e ai lettori: Stiamo morendo — ma proprio in questa consapevolezza nasce il seme della<br />
rinascita. Ogni parola qui non è un lamento, ma un invito: a sentire di nuovo, a vedere di nuovo, a<br />
tornare vivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/stiamo-morendo-ma-non-fisicamente-alla-morte-psicologica-e-spirituale-si-puo-porre-rimedio/">Stiamo morendo, ma non fisicamente. Alla morte psicologica e spirituale si può porre rimedio?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Vecchiaia: la saggezza del tempo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/12/vecchiaia-la-saggezza-del-tempo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vecchiaia-la-saggezza-del-tempo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2025 11:02:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Saggezza]]></category>
		<category><![CDATA[vecchiaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="964" height="656" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770.jpeg 964w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-300x204.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-768x523.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-585x398.jpeg 585w" sizes="(max-width: 964px) 100vw, 964px" /></p>
<p>di Krishan Chand Sethi Attualmente ho settantatré anni e sento di camminare su una strada fatta solo per andare avanti — un sentiero che ha soltanto un’uscita e nessuna inversione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/12/vecchiaia-la-saggezza-del-tempo/">Vecchiaia: la saggezza del tempo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="964" height="656" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770.jpeg 964w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-300x204.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-768x523.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0770-585x398.jpeg 585w" sizes="(max-width: 964px) 100vw, 964px" /></p><p class="s6"><span class="s4">di</span> <span class="s5">Krishan</span><span class="s5"> Chand </span><span class="s5">Sethi</span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Attualmente</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ho</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">settantatré</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">camminare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">su </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">strada</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fatta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> solo per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">andare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">avanti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentiero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">soltanto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">un’uscita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nessuna</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">inversione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">marcia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Eppure</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">questo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cammino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pieno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">profondità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">contemplazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">percezione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. La vita non mi consuma piu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ritmo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rallentato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">esso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">svanito</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anche</span></span> il bisogno <span class="s8"><span class="bumpedFont15">disperato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dimostrare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">qualcosa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> o di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">essere</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">visto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">È </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rimasta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">soltanto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">felicità</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">tranquilla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">semplicità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">interiore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">consapevolezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">conquistata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">caro</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">prezzo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nel</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vedere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">così</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">com’è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sua</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bellezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">transitorietà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">complessità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ho</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">capito</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, col tempo, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ciò</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">conta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non è</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">quanto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">realizziamo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> o </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">guadagniamo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma come </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">viviamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">istante</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ogni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> secondo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">può</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">essere</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">speso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">restare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">presenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, dare e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricevere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> amore, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">coltivare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">relazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">camminare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolcemente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> verso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">propri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">obiettivi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Quelle</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">piccole</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cose</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">parola</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> gentile, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sorriso</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">condiviso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">orecchio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ascolta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">veri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gioielli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">preziosi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">qualsiasi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">guadagno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">materiale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">molti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">paura</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ansia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> o </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per me, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">invece</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">profonda</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">liberazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">giorno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ci </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">offre</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">privilegio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rivolgerci</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’interno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">osservare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentimenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">contemplare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">pensieri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vivere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nasce</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dall’esperienza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">corpo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">invecchia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cuore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mente</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">respirano</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nuova</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> aria — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">seconda</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">giovinezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cerca</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">piaceri</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sottili</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’ambizione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vittoria</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">gioventù</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricerca</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">approvazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">successo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> piano </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">piano</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">significato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Resta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">soltanto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">serenità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sincerità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comprensione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">autenticità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. È qui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">impariamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’arte</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">essere</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">pienamente</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">umani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">insegna</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">donare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">senza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">aspettative</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ad </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">amare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">senza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricompense</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Impara</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">valorizzare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">piccole</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cose</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: la prima </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">luce</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mattino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fruscio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">delle</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">foglie</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">risata</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dei</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nipoti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolcezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">mano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">amico</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Pazienza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bontà</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">compassione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">queste</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vere</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricchezze</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">accumulano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> anno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dopo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> anno. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Essere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> qui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">richiede</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">prestazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> o </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">apparenze</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">presenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">presenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">consapevole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">guarisce</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">reale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. La </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">verità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">morire</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> lento, ma un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">approfondirsi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’essere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">momento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in cui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sé</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventa</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">importante</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sensibile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sintonizzato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sfumature</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Arriva poi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">momento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in cui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">rumore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mondo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">attenua</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quando</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">corsa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">competizione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’affanno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iniziano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dissolversi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Si </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comincia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">guardare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dentro</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fuori</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Questa </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">svolta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">interiore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">segreto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’età</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: non la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdita</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita, ma la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sua</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">maturazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tutte</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cose</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cercate</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tanta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">frenesia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">successo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">approvazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">riconoscimento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diventano</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nulla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, o quasi. La pace, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">scopre</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non era</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">mai</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">altrove</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; era </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sempre</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dentro</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">noi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nascosta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sotto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">rumore</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’ambizione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">mancanza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Arriva </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">balsamo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> pace </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nessun</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">trionfo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">giovanile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">può</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> dare. È la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comprensione</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita ci ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dato</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ciò</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di cui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">avevamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bisogno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">esperienza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vittoria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">temprato</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’anima</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Guarda</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">volto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ruga</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">racconta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">storia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">risata</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolore</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sopportato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">speranza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">inseguita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">segni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">decadenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">medaglie</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">coraggio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. I </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">loro</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">silenzi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">forti</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">delle</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">parole, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perché</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">devono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dimostrare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> né </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">competere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Hanno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">capito</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">deve</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nulla</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">alla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">certezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">verità</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ama</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nascondersi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nei</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">momenti</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">osservazione</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">silenziosa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. I </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">giovani</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vivono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">domande</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">significato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Durante la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gioventù</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pensiamo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">plasmare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comprendiamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">stata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">plasmare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">noi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vittoria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ogni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">stato</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">uno</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">scalpello</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> gentile del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">carattere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un’opera</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">invisibile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> del tempo.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">società</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">moderna</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ignora</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. La vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">moderna</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">corre</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">troppo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fretta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ossessionata</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">novità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dall’urgenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Eppure</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">negli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">occhi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">degli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">trova</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tutta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">storia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’umanità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">biblioteche</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">viventi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">piene</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">libri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentimenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricordi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Raccontano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d’amore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lotta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vittoria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fede</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">resistenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">storie</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">attraversano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">generazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. La </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">loro</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">conoscenza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">teorica</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">esperienziale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">profondamente</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">umana</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Stare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">accanto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è come </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">leggere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">intero</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">volume </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sulla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ascoltandoli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">comprendiamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ancora</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">volta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lezioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> eterne: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdonare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">perseverare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">amare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anche</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">perdita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">trovare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bellezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anche</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fragilità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tristezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> non è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nel</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sopravvivere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saper</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cedere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">debolezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">tenerezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nasce</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">consapevolezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ciò</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">davvero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">conta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Gli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">corrono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">contro</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> tempo; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">camminano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> al </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">suo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fianco</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sapendo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">misura</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">esperienze</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissute</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">interrogano</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">; la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">accolgono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sua</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">misteriosa</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">interezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Le </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rughe</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">segni</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">brutalità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> del tempo, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sua</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">grazia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. I </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">capelli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">grigi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sconfitta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> corona di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">esperienza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">corpo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> cede, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’anima</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">espande</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, come </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cielo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sera </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">apre</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> al </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tramonto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. È </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">bellezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolce, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">delicata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">grazia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nata</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dall’accettazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’età</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> non è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> fine, è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ritorno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a casa — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cerchio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chiude</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolcemente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> bambino </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">guardava</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">mondo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">meraviglia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ora</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">incontra</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> lo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sguardo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’uomo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> lo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">contempla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">serenità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tra</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> due </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">distende</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’intera</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">meraviglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">scoperta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">errore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">apprendimento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">felicità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">infine</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Quando</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cerchio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">completa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">resta</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">tristezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gratitudine</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — per la vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricevuta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">compresa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Chi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sa</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">invecchiare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">insegna</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">grande</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">delle</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">lezioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vivere</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">meravigliosamente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bisogna</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">imparare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lasciar</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">andare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">grazia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’invecchiare</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’arte</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dell’accettazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> — </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">accogliere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la vita con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dolcezza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lasciarla</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">andare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">senza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">paura</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Forse</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">saggezza</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">proprio</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">questa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">spogliare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’inutile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">toccare</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’eterno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. E </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">negli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">occhi</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">quieti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">degli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anziani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">forse</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ritroviamo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">luce</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">tenue</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">verità</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">silenziosa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quell’armonia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ultima</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">tra</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">essere</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">divenire</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. La vita, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">alla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> fine, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">indebolisce</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’età</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Matura. Si </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">radica</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Si </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fa</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">essenza</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. E in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">profondità</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">quiete</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">della</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">mente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vecchiaia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ci </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">offre</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">suo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">più</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">prezioso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> vita </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">osservata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">amata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">compresa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Dr.</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Sethi</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> K.C</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">. &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Autore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Daman, India </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Auckland, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nuova</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Zelanda</span></span></p>
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		<title>Riflessione sul concetto di Verità. La visione radicale dell’essere e del divenire di Severino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Saverio Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 17:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Severino]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[il concetto di verità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Progetto-senza-titolo-10.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Progetto-senza-titolo-10.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Progetto-senza-titolo-10-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Il pensiero di Emanuele Severino sulla tecnica e l’errore fondamentale della metafisica occidentale da Platone e Aristotele in poi Emanuele Severino (Brescia, 26 febbraio 1929 – Brescia, 17 gennaio 2020) è&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il pensiero di Emanuele Severino sulla tecnica e l’errore fondamentale della metafisica occidentale da Platone e Aristotele in poi</em></p>
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<p><strong>Emanuele Severino</strong> (Brescia, 26 febbraio 1929 – Brescia, 17 gennaio 2020) è stato uno dei più influenti filosofi italiani contemporanei, noto per la sua profonda analisi critica della metafisica occidentale e per le sue riflessioni sulla tecnica. La sua filosofia offre una visione radicale dell’essere e del divenire, mettendo in discussione le fondamenta stesse del pensiero occidentale da Platone e Aristotele in poi.</p>
<p><strong>La tecnica come culmine del nichilismo occidentale</strong></p>
<p>Secondo Severino, la tecnica non è semplicemente uno strumento neutrale o un insieme di mezzi al servizio dell’uomo. Al contrario, rappresenta l’espressione culminante del nichilismo occidentale. La tecnica incarna la volontà umana di dominare e trasformare il mondo, basandosi sull’idea che le cose possano passare dall’essere al nulla e viceversa. Questa concezione è radicata nella metafisica occidentale che, secondo lui, commette l’errore fondamentale di credere nel divenire come transizione tra essere e non-essere.</p>
<p>La tecnica amplifica questo errore metafisico, poiché opera sulla presunzione che l’uomo possa manipolare l’essere a suo piacimento. Questa illusione di controllo e dominio sul mondo non fa che approfondire la crisi nichilista, in quanto nega la verità dell’essere eterno e immutabile. Severino vede nella tecnica non solo un fenomeno pratico o economico, ma soprattutto un problema ontologico che riflette le profonde contraddizioni del pensiero occidentale.</p>
<p><strong>Severino è un luddista?</strong></p>
<p>Nonostante la sua critica radicale alla tecnica, Severino non è un luddista. I luddisti del XIX secolo si opponevano alla tecnologia distruggendo le macchine nella speranza di tornare a uno stadio pre-industriale. Severino, invece, non propone di eliminare la tecnica né di tornare a un passato idealizzato. Egli riconosce che la tecnica è una componente inevitabile del mondo moderno.</p>
<p>La sua critica è di natura filosofica e ontologica, non pratica o politica. Il suo obiettivo è portare alla luce le fondamenta nichilistiche su cui si basa la tecnica, per evidenziare gli errori e le contraddizioni del pensiero occidentale tradizionale. In questo senso, la sua è una critica teorica che mira a una comprensione più profonda della relazione tra l’uomo, la tecnica e l’essere, piuttosto che una chiamata all’azione contro la tecnologia.</p>
<p><strong>La conoscenza dell’essere come totalità degli enti</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-90615 alignleft" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Emanuele-Severino-filosofo--873x1024.jpg" sizes="(max-width: 873px) 100vw, 873px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Emanuele-Severino-filosofo--873x1024.jpg 873w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Emanuele-Severino-filosofo--256x300.jpg 256w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Emanuele-Severino-filosofo--768x901.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Emanuele-Severino-filosofo-.jpg 968w" alt="" width="252" height="296" /></figure>
</div>
<p>Per Severino, arrivare alla conoscenza dell’essere come totalità degli enti richiede un ripensamento radicale dell’ontologia occidentale. Egli sostiene che la filosofia occidentale ha commesso l’errore fondamentale di pensare che gli enti possano nascere dal nulla e ritornare nel nulla, alimentando così il nichilismo. Secondo lui, ogni ente è eterno e immutabile. Il cambiamento e il divenire non sono passaggi dall’essere al nulla o viceversa, ma modi in cui gli enti eterni si manifestano nel cerchio dell’apparire.</p>
<p>Per giungere a questa conoscenza, Severino propone:</p>
<ol>
<li><strong>Abbandono del nichilismo</strong>: riconoscere che l’idea che l’essere possa derivare dal nulla o finire nel nulla è una contraddizione logica e ontologica.</li>
<li><strong>Riconoscimento dell’eternità degli enti</strong>: ogni cosa che è, è eternamente; non c’è passaggio dall’essere al non-essere.</li>
<li><strong>Analisi del rapporto tra essere e apparire</strong>: comprendere che il divenire riguarda l’apparire degli enti nel tempo e nello spazio, non la loro essenza ontologica.</li>
<li><strong>Uso della ragione filosofica</strong>: attraverso un pensiero rigoroso e coerente, smascherare le contraddizioni del pensiero occidentale tradizionale e arrivare alla verità dell’essere.</li>
</ol>
<p><strong>La tecnica come strumento per la ricerca filosofica?</strong></p>
<p>Di fronte alla domanda se la tecnica possa essere uno strumento fondamentale per raggiungere la conoscenza dell’essere, Severino risponde negativamente. Egli sostiene che la tecnica, così come è concepita nella civiltà occidentale, non può essere il mezzo per ottenere questa conoscenza. La ragione principale è che la tecnica è intrinsecamente legata al nichilismo e si basa sull’idea che l’uomo possa manipolare, trasformare e controllare gli enti a suo piacimento.</p>
<p>La tecnica non solo non aiuta a superare l’errore metafisico fondamentale, ma anzi lo rafforza, perpetuando l’illusione che l’uomo abbia il potere di dominare l’essere. Questo allontana l’uomo dalla comprensione dell’eternità e dell’immutabilità degli enti, che è il punto centrale della filosofia di Severino.</p>
<p>Tuttavia, l’analisi critica della tecnica può contribuire a mettere in luce le fondamenta nichilistiche su cui si basa il pensiero occidentale. Questa analisi può aiutare a evidenziare le contraddizioni e gli errori che impediscono all’uomo di cogliere la vera natura dell’essere.</p>
<p><strong>La fondazione ancorata alla realtà</strong></p>
<p>Un’obiezione che può sorgere è che il pensiero di Severino, affermando l’eternità degli enti e negando il divenire come transizione tra essere e non-essere, non possa trovare una fondazione ancorata alla realtà. Infatti, l’esperienza comune sembra contraddire questa visione, poiché osserviamo costantemente nascita, cambiamento e morte.</p>
<p>Severino risponde a questa obiezione sostenendo che la percezione comune del divenire è frutto di un errore ontologico fondamentale. Egli ritiene che l’idea che gli enti possano passare dal nulla all’essere e viceversa sia una contraddizione logica. La sua filosofia mira a rivelare la struttura profonda della realtà, andando oltre le apparenze superficiali del divenire.</p>
<p>Attraverso un approccio rigoroso e logico, Severino cerca di dimostrare che l’essere è necessariamente eterno e che il cambiamento riguarda solo il modo in cui gli enti eterni appaiono a noi nel tempo e nello spazio. In questo senso, il suo pensiero mira a fornire una fondazione più solida e coerente per la comprensione del mondo, ancorata a una realtà ontologica più profonda.</p>
<p><strong>Il ruolo di Platone e Aristotele nell’errore fondamentale</strong></p>
<p>Secondo Severino, la colpa dell’errore fondamentale della metafisica occidentale è attribuibile in larga misura a Platone e Aristotele. Questi filosofi hanno introdotto l’idea che gli enti possano nascere dal nulla e perire nel nulla, legittimando così la possibilità del nulla e la concezione del divenire come transizione tra essere e non-essere.</p>
<p>Platone, pur sostenendo l’esistenza di Idee eterne e immutabili, separa il mondo ideale da quello sensibile, quest’ultimo soggetto al divenire e alla corruzione. Aristotele elabora una metafisica in cui il divenire è spiegato attraverso i concetti di potenza e atto, implicando che ciò che non è in atto possa venire all’essere.</p>
<p>Per Severino, questa accettazione del divenire come transizione tra essere e non-essere costituisce l’origine del nichilismo occidentale. Tale concezione ha portato alla visione dell’essere come qualcosa di contingente e manipolabile, aprendo la strada alla dominazione tecnica e alla volontà di potenza sull’essere.</p>
<p><strong>Il pensiero di Emanuele Severino</strong> offre una critica radicale alla metafisica occidentale e al ruolo della tecnica nella società moderna. Egli sostiene che l’errore fondamentale del pensiero occidentale risiede nella credenza che gli enti possano passare dall’essere al nulla e viceversa, un’idea introdotta da Platone e Aristotele. La tecnica, in quanto espressione di questo errore, perpetua il nichilismo e allontana l’uomo dalla comprensione dell’essere come totalità degli enti eterni e immutabili.</p>
<p>Superare questo errore richiede un ripensamento profondo dell’ontologia, riconoscendo l’eternità degli enti e comprendendo che il divenire riguarda solo l’apparire fenomenico, non l’essenza ontologica. Solo attraverso questa trasformazione del pensiero è possibile giungere a una comprensione autentica della realtà, ancorata a una fondazione solida e coerente.</p>
<p>Severino non propone un ritorno a uno stadio pre-tecnologico né una distruzione della tecnica, ma invita a una riflessione critica sulle fondamenta del nostro modo di pensare e di interagire con il mondo. La sua filosofia rappresenta un tentativo di liberare l’umanità dall’illusione del nichilismo e di riconnetterla con la verità dell’essere eterno.</p>
<p>( <a href="http://vetere.it/">http://Vetere.it</a>)</p>
<p><strong>Bibliografia</strong></p>
<ul>
<li>Severino Emanuele, <em>La struttura originaria</em>. Brescia: La Scuola, 1958.</li>
<li>Severino Emanuele <em>Essenza del nichilismo</em>. Milano: Adelphi, 1972.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>Destinazione della necessità</em>. Milano: Adelphi, 1980.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>Tecnica e metafisica</em>. Milano: Adelphi, 1992.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>Il giardino dei sentieri che si biforcano</em>. Milano: Adelphi, 1995.</li>
</ul>
<ul>
<li>Severino Emanuele, <em>Oltre il linguaggio</em>. Milano: Adelphi, 1992.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>Il destino della tecnica</em>. Milano: Rizzoli, 1998.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>La gloria</em>. Milano: Adelphi, 2001.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>Il nulla e la poesia</em>. Milano: Rizzoli, 1990.</li>
<li>Severino Emanuele, <em>La filosofia futura</em>. Milano: Rizzoli, 1989.</li>
</ul>
<p>…</p>
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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-31719" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/02/vetere-senato.jpg" sizes="(max-width: 535px) 100vw, 535px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/02/vetere-senato.jpg 535w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/02/vetere-senato-300x255.jpg 300w" alt="" width="359" height="305" /></figure>
</div>
<p><strong>Francesco Saverio Vetere</strong>, nato a Cosenza il 26 aprile 1962, vive a Roma.<br />
Avvocato patrocinante in Cassazione.</p>
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<p>Dal novembre 1999 è Segretario Generale e Presidente della Giunta Esecutiva <strong><a href="https://www.uspi.it/">dell’USPI Unione Stampa Periodica Italiana,</a> </strong>organismo nazionale di maggiore rappresentanza del comparto Editoria e Giornalismo.<br />
Giornalista pubblicista.<br />
Docente di Storia della Stampa Periodica, Università “Sapienza” di Roma.<br />
Docente di Management dell’Editoria Periodica, Università “Sapienza” di Roma.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>Photocover: <em>Emanuele Severino – Francesco Saverio Vetere</em></p>
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