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	<title>fondali marini Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>No allo sfruttamento industriale, proteggere gli ecosistemi marini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonino Borruto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 21:10:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Deep rising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1152" height="473" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250-300x123.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250-1024x420.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250-768x315.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5250-585x240.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></p>
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<p>20 novembre 2024 – A migliaia di metri sotto la superficie dell’acqua si estendono i fondali marini profondi, lo spazio vitale più grande del pianeta e il nostro maggiore deposito di carbonio, fondamentale per regolarizzare il clima terrestre. Qui sono presenti circa 10 milioni di specie, tra cui anche i <strong>noduli polimetallici, veri e propri ecosistemi che producono ossigeno e che sono diventati il nuovo obiettivo delle multinazionali che si occupano di estrazione mineraria.</strong> Per contrastare la minaccia ambientale rappresentata dal Deep Sea Mining (DSM) – l’estrazione mineraria dei fondali marini – <strong>viene lanciata la campagna “La più grande disputa oceanica al mondo”, che permette ai cittadini di tutto il mondo di rivendicare gratuitamente i fondali marini a nome dell’umanità e delle future generazioni.</strong></p>
<p><strong>I NODULI POLIMETALLICI E LA LORO ESTRAZIONE</strong></p>
<p>I <strong>noduli polimetallici </strong>sono veri e propri ecosistemi viventi che impiegano milioni di anni per crescere, <strong>sono ricchi di nichel e cobalto e producono “ossigeno oscuro”</strong>, una forma di ossigeno misteriosa ma essenziale che supporta la vita marina. Le nazioni e multinazionali che si schierano a favore dell’estrazione mineraria sosterrebbero falsamente che prelevare queste formazioni sia il futuro dell’energia verde. Tuttavia, la ricerca scientifica oceanica attuale indica chiaramente che <strong>l’estrazione dei noduli potrebbe distruggere ecosistemi che impiegano milioni di anni per formarsi e avere conseguenze catastrofiche,</strong> non solo per l’ecosistema oceanico, ma per tutto il Pianeta.</p>
<p>Attualmente, <strong>all’interno della Clarion Clipperton Zone (CCZ) </strong>– una vastissima area di fondale marino profondo che si estende per oltre 4,5 milioni di chilometri quadrati nell’Oceano Pacifico <strong>– sono stati designati per la potenziale estrazione ben 3 milioni di chilometri quadrati, </strong>equivalenti alla superficie dell’India. Quest’area sta per diventare <strong>la più grande miniera della Terra </strong>e le decisioni vengono prese a porte chiuse dall’Autorità Internazionale per i Fondali Marini (ISA), un ente intergovernativo incaricata del duplice e contraddittorio mandato di proteggere l’ambiente marino e di facilitarne lo sfruttamento a scopo di lucro. Tuttavia, i fondali marini delle acque internazionali (dove si trova la CCZ) sono definiti dalla <strong>Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS)</strong> come <strong>“patrimonio comune dell’umanità”</strong> e devono essere “custoditi per le future generazioni”. Questo significa che i fondali non appartengono a nessuna organizzazione, nazione o impresa.</p>
<p><strong>“LA PIÙ GRANDE DISPUTA OCEANICA AL MONDO”</strong></p>
<p>Per contrastare la minaccia ambientale rappresentata dal <strong>Deep Sea Mining (DSM) viene lanciata la campagna “La più grande disputa oceanica al mondo”, che permette ai cittadini di tutto il mondo di rivendicare gratuitamente i fondali della CCZ a nome dell’umanità e delle future generazioni, diventando così veri e propri custodi degli oceani.</strong><strong> </strong>Questa iniziativa consente alle persone di contestare direttamente il diritto dell’ISA di dividere e vendere il patrimonio comune dell’umanità per fini di profitto.</p>
<p>Per fare ciò <strong>i fondali marini verranno divisi in 8,1 miliardi di coordinate GPS per rappresentare ogni persona sul pianeta.</strong> Queste coordinate saranno mappate sulle aree della CCZ destinate alla possibile estrazione mineraria, e <strong>le persone potranno rivendicare gratuitamente le loro coordinate</strong> in meno di 60 secondi tramite una piattaforma digitale decentralizzata basata sulla tecnologia web3. Rivendicando la CCZ per conto dell’umanità e delle generazioni future, <strong>ogni persona diventa un vero e proprio guardiano dei fondali oceanici.</strong> In cambio di questa azione, ogni persona riceverà un certificato di diritto originario personalizzato raffigurante una forma di vita degli oceani profondi e timbrato con le sue coordinate GPS uniche. Questo certificato, noto come DEEPSEA NFT e dedicato ai nostri eroi dimenticati degli abissi, non sarà trasferibile a scopo di lucro e sarà archiviato su un server decentralizzato, libero da autorità centrali e censura.</p>
<p><strong>IL DOCUMENTARIO “DEEP RISING” DI MATTHIEU RTZ, NARRATO DA JASON MOMOA</strong></p>
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</figure>
<p><strong>Matthieu Rytz, regista e produttore del pluripremiato documentario ambientale sul Deep Sea Mining, Deep Rising, narrato e prodotto da Jason Momoa, </strong>si chiede quali possano essere le conseguenze per la vita sulla Terra se venissero concessi i permessi per l’estrazione mineraria:</p>
<p><em>“L’estrazione mineraria dei fondali marini non è ancora iniziata, e abbiamo un’opportunità unica per cambiare il corso della storia e fermare un’industria estrattiva altamente distruttiva prima che causi danni irreparabili al nostro Pianeta. Con “La più grande disputa oceanica al mondo”, stiamo dando all’umanità il potere di opporsi formalmente a questo moderno saccheggio coloniale dell’Oceano che minaccia di distruggere una parte insostituibile e vitale dell’ecosistema terrestre: i fondali marini. Questi non possono essere posseduti e le multinazionali non hanno il diritto di prendere decisioni su di esse, soprattutto se la loro distruzione compromette le nostre vite e quelle dei nostri figli.”</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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