<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Francesco d&#039;Assisi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/francesco-dassisi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/francesco-dassisi/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 May 2026 19:52:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Francesco d&#039;Assisi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/francesco-dassisi/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Tre libri per l’Ottavo Centenario. Francesco senza retorica. Da  “Edificare la gioia” di Pierfranco Bruni a“San Francesco prima del mito” di Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai a “Il folle di Dio” di Vittorino Andreoli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/26/tre-libri-per-lottavo-centenario-francesco-senza-retorica-da-edificare-la-gioia-di-pierfranco-bruni-asan-francesco-prima-del-mito-di-luigi-maria-epicoco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tre-libri-per-lottavo-centenario-francesco-senza-retorica-da-edificare-la-gioia-di-pierfranco-bruni-asan-francesco-prima-del-mito-di-luigi-maria-epicoco</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 19:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco d'Assisi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=124239</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Di Miriam Katiaka Gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, che cadono nel 2026, non chiedono celebrazioni. Chiedono verità. La retorica ha già fatto il suo tempo. Il santo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/26/tre-libri-per-lottavo-centenario-francesco-senza-retorica-da-edificare-la-gioia-di-pierfranco-bruni-asan-francesco-prima-del-mito-di-luigi-maria-epicoco/">Tre libri per l’Ottavo Centenario. Francesco senza retorica. Da  “Edificare la gioia” di Pierfranco Bruni a“San Francesco prima del mito” di Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai a “Il folle di Dio” di Vittorino Andreoli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Untitled-design-5-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p>Di Miriam Katiaka</p>
<p>Gli ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, che cadono nel 2026, non chiedono celebrazioni. Chiedono verità. La retorica ha già fatto il suo tempo. Il santo degli uccellini, l’ecologista ante litteram, il pacifista ingenuo. Sono maschere che hanno finito per nascondere il volto. Tre libri usciti in prossimità del Centenario scelgono un’altra strada. Non aggiungono, tolgono. Non commentano, scavano. E così restituiscono un Francesco che non consola, ma interroga.</p>
<p>Pierfranco Bruni, &#8220;Edificare la gioia. Francesco d&#8217;Assisi:, Pellegrini 2026, con una splendida Introduzione di Marilena Cavallo.<br />
Bruni non scrive una biografia. Non ne ha bisogno. La sua è una lettura antropologica, quasi muraria. Il titolo è già una tesi: la gioia non è un’emozione che capita, è una costruzione. Si edifica. E si edifica sul vuoto.<br />
Per Bruni, l’atto fondativo di Francesco non è l’abbraccio al lebbroso, non è la predica agli uccelli, non è nemmeno il Cantico. È la spoliazione davanti al vescovo Guido. Lì, in quella piazza di Assisi, Francesco non rinuncia ai beni. Rinuncia all’io di Pietro di Bernardone. Si denuda perché solo chi non ha può edificare. La nudità è il cantiere. E la gioia è la casa che viene dopo.<br />
In questo senso Bruni rovescia il luogo comune. Il Francesco “giullare di Dio” non è l’uomo che ride perché è spensierato. È l’uomo che ride perché ha fatto spazio. La “perfetta letizia”, di cui parla ai compagni, non è buon umore francescano. È la condizione di chi, bastonato e cacciato nella notte a Santa Maria degli Angeli, dice comunque: «In questo è la perfetta letizia». Perché la gioia non dipende da ciò che accade. Dipende da ciò che si è. E si è quando non si possiede.  Scrive Marilena Cavallo nella Introduzione: «La forza di questo libro sta proprio nel mostrare che la semplicità non è povertà di pensiero, ma profondità che non teme la trasparenza. È la capacità di vedere l’essenziale senza smarrirsi nel superfluo. È la libertà di chi non ha più bisogno di difendere un’immagine di sé, perché ha trovato una verità più grande in cui riposare. Pierfranco Bruni restituisce questa verità con una scrittura che non pretende di spiegare Francesco, ma di avvicinarlo. E nel farlo, avvicina anche noi a quella dimensione in cui la vita torna a essere ascolto, stupore, gratitudine».<br />
Il libro nella collana elegante collana “Zaffiri”. Non è dettaglio editoriale. Lo zaffiro, nell’Apocalisse, è pietra di fondazione della Gerusalemme celeste. La gioia francescana, allora, non è ornamento. È fondamento. È dura, tagliata, limpida. Non decora la vita: la regge. Così Francesco esce dallo stereotipo del santo sentimentale. Diventa architetto. Non di basiliche, ma di umanità. Edificare la gioia significa questo: restituire all’uomo la possibilità di stare in piedi dopo essersi spogliato di tutto. In copertina una originale icona di suor Pierpaola Nistri, madre badessa convento delle clarisse di Grottaglie.</p>
<p>Luigi Maria Epicoco – Giuseppe Forlai, &#8220;San Francesco prima del mito&#8221;, Einaudi Vele 2026. Epicoco e Forlai partono da un’urgenza storiografica che è anche spirituale: liberare Francesco «da false credenze e pregiudizi». Il sottotitolo, &#8220;prima del mito&#8221;, dice il metodo. Non si tratta di negare la devozione popolare. Si tratta di tornare alle fonti prima che la devozione diventasse leggenda.<br />
La tesi è netta, e sta nella bandella: «Pur essendo Francesco ormai semplificato fino quasi a sfiorare la banalità, egli rimane a tutti gli effetti un personaggio “eccessivo”, estremo nelle scelte e nella proposta». Eccessivo è la parola chiave. Francesco non è il mediatore, il santo del compromesso, il patrono di una spiritualità a buon mercato. È spartiacque. O lo si prende nella sua radicalità, o lo si tradisce.<br />
Per questo gli autori impongono una disciplina: «Bisogna iniziare a parlare di lui partendo dalle fonti biografiche ma soprattutto dagli scritti autografi. Lí troviamo la verità dell’esperienza del Santo». Gli scritti autografi sono pochi: il Testamento, la Regola, le Lodi, il Cantico, qualche lettera. Ma bastano. Perché lì Francesco non è raccontato da altri. È lui che parla. E quando parla, smonta il mito.<br />
Epicoco e Forlai ricordano che i miti «iniziarono a proliferare senza misura con il protestantesimo anglosassone del secolo scorso». Il Francesco romantico, il Francesco ribelle, il Francesco contro il Papa: sono costruzioni che servono a chi le fa, non alla verità. Prima del mito c’è l’uomo che dice nel Testamento: «E dopo che il Signore mi donò dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo». Nessuna mediazione. Nessuna ideologia. Solo Vangelo. E il Vangelo, quando è preso sul serio, è eccessivo.</p>
<p>Vittorino Andreoli, &#8220;Il folle di Dio. Storia di Francesco d&#8217;Assisi:, De Agostini.<br />
Andreoli è psichiatra. Ma non scrive per ridurre Francesco a caso clinico. Scrive per restituirlo alla sua categoria evangelica più scandalosa: la follia. &#8220;Il folle di Dio&#8221; riprende Paolo: «Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i Greci». Francesco è stolto. E lo è lucidamente.<br />
La follia di Francesco non è malattia. È metodo. È l’uscita dal codice. Codice mercantile, quando restituisce tutto a Bernardone, monete e vestiti. Codice cavalleresco, quando smette di cercare la gloria a Perugia. Codice religioso, quando va dal Sultano senza armi e senza tesi, solo con la propria carne. Per il mondo, è insensato. Per il Vangelo, è conseguente.<br />
Andreoli ricostruisce la “storia” di Francesco come si fa un’anamnesi: sogni, traumi, visioni, stimmate. Ma la diagnosi non è psichiatrica, è teologica. La guarigione di Francesco coincide con la malattia del mondo. Il mondo chiama sano chi accumula, chi difende, chi possiede. Francesco chiama sano chi si spoglia, chi si dona, chi perde. Allora la follia è rovesciamento. È la salute di Dio in un mondo malato di sé.<br />
Le stimmate, in questa lettura, non sono prodigio da contemplare. Sono scrittura. Dio scrive sul corpo di Francesco perché Francesco ha fatto del corpo un Vangelo. Non c’è più distanza tra ciò che crede e ciò che è. La carne è diventata parola. E la parola, quando è vera, sanguina.<br />
Andreoli così toglie Francesco dal recinto del buonismo. Il folle non è innocuo. È pericoloso. Perché mette in crisi la norma. La sua povertà non è scelta francescana: è accusa. Il suo bacio al lebbroso non è gesto caritatevole: è rivoluzione. Il folle di Dio non chiede permesso. Vive. E vivendo, giudica.</p>
<p>In occasione degli Ottocento anni dalla morte, questi tre testi non celebrano. Spogliano. Bruni spoglia la gioia dall’emotività e la restituisce all’edificazione. Epicoco e Forlai spogliano Francesco dai miti e lo restituiscono alle fonti. Andreoli spoglia la santità dalla normalità e la restituisce alla follia evangelica.<br />
Sono tre vie, ma la soglia è una: Francesco non è attuale perché somiglia a noi. È attuale perché non ci somiglia. È eccessivo, dice Epicoco. È edificante, dice Bruni. È folle, dice Andreoli. Tre modi per dire la stessa cosa: il Vangelo non è a misura d’uomo. È l’uomo che deve farsi a misura di Vangelo.<br />
L’800° centenario, allora, non è anniversario. È esame. Francesco morì il 3 ottobre 1226 cantando. Cantava perché aveva edificato la gioia sul nulla. Cantava perché era tornato alle fonti, e le fonti dicevano: Dio solo. Cantava perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini.<br />
Celebrare Francesco nel 2026 significa accettare di essere smentiti. Significa smettere di usarlo come alibi per le nostre battaglie ecologiche, sociali, pacifiste. Significa lasciarsi usare da lui. E lui usa un solo strumento: la spoliazione.<br />
Oltre i libri storici importanti contemporanei da Le Goff a Duby a Cardini questi tre libri sono fondamentali.  Perché non aggiungono un Francesco al catalogo. Tolgono i Franceschi di troppo. E quando si è tolto tutto, resta l’uomo nudo di Assisi. Che non chiede di essere capito. Chiede di essere seguito. E seguire, per lui, ha sempre voluto dire una cosa sola: andare dove non possiedi nulla, per edificare la gioia, prima del mito, con la follia di Dio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/26/tre-libri-per-lottavo-centenario-francesco-senza-retorica-da-edificare-la-gioia-di-pierfranco-bruni-asan-francesco-prima-del-mito-di-luigi-maria-epicoco/">Tre libri per l’Ottavo Centenario. Francesco senza retorica. Da  “Edificare la gioia” di Pierfranco Bruni a“San Francesco prima del mito” di Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai a “Il folle di Dio” di Vittorino Andreoli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">124239</post-id>	</item>
		<item>
		<title>TRA TOMMASO E BONAVENTURA.  FRANCESCO. IL CANTICO DELLA LUCE </title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/08/tra-tommaso-e-bonaventura-francesco-il-cantico-della-luce/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tra-tommaso-e-bonaventura-francesco-il-cantico-della-luce</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 09:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bonaventura da Bagnoregio]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco d'Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso da Celano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=118392</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/8e7764d2-06cf-4e03-bdc1-708ad761d23d-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Le date non sono chiodi. Sono impronte lasciate dal cammino. Si custodiscono come semi non come pietre. Tommaso da Celano scrive la prima vita quando la ferita di Francesco è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/08/tra-tommaso-e-bonaventura-francesco-il-cantico-della-luce/">TRA TOMMASO E BONAVENTURA.  FRANCESCO. IL CANTICO DELLA LUCE </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Le date non sono chiodi. Sono impronte lasciate dal cammino. Si custodiscono come semi non come pietre.<br />
Tommaso da Celano scrive la prima vita quando la ferita di Francesco è ancora esposta.Successivamente Bonaventura da Bagnoregio scrive quando la ferita si è fatta icona. Nel pomeriggio umbro che sapeva di fieno tagliato e di inchiostro mi sono trovato a pensare alle due vite di Francesco. Quella scritta da Tommaso da Celano e quella scritta da Bonaventura da Bagnoregio come si pensa a due fiumi che nascono dallo stesso monte e arrivano allo stesso mare con acque diverse per sapore e per luce&#8230;. &#8221;</p>
<p style="text-align: right;">Pierfranco Bruni</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Mi trovo ad Assisi. Come ogni anno sulle tracce di Francesco. Rivelazioni che diventano segno di una sempre Rigenerazione della Gioia. Ho riletto le Vite di Tommaso da Celano e di Bonaventura da Bagnoregio. Poco importano le date in un libro di emozioni rinnovate, di pensieri, di riflessioni. Qualche dettaglio soltanto.</p>
<p>Parto, comunque, dal presupposto che le date non sono chiodi. Sono impronte lasciate dal cammino. Si custodiscono come semi non come pietre.<br />
Tommaso da Celano scrive la prima vita quando la ferita di Francesco è ancora esposta. Tra il 1228 e il 1229. Il papa chiede a Tommaso di raccogliere i granelli prima che il vento li porti via. Infatti Tommaso, come cronista, va tra i compagni vivi e ascolta il balbettio della memoria. Scrive con mano che trema perché la carne dell’amico è ancora recente. Tra il 1246 e il 1247 scrive la seconda vita e raccoglie episodi che non aveva osato scrivere prima. Nel 1257 traccia il libro dei miracoli.<br />
Successivamente Bonaventura da Bagnoregio scrive quando la ferita si è fatta icona. Si è tra il 1260 e il 1263.<br />
il ministro generale riceve incarico di ordinare la memoria. La sua &#8220;Legenda Maior&#8221; nasce come architettura e come scala perché i frati possano abitare Francesco senza perdersi nel solo calore del ricordo.<br />
Così Bonaventura compila dopo Tommaso. Compila, per usare una metafora, quando la terra dei testimoni oculari si è fatta più sottile. Tommaso scrive vicino al fuoco che scotta. Bonaventura scrive vicino alla lampada che disegna.<br />
Entrambi custodiscono lo stesso uomo.<br />
Uno ne raccoglie il respiro corto. L’altro ne traccia il respiro lungo.<br />
Le date, in fondo, restano lì non come sentenza e come segno che la memoria ha bisogno di più mani e di più stagioni.<br />
Nel pomeriggio umbro che sapeva di fieno tagliato e di inchiostro mi sono trovato a pensare alle due vite di Francesco. Quella scritta da Tommaso da Celano e quella scritta da Bonaventura da Bagnoregio come si pensa a due fiumi che nascono dallo stesso monte e arrivano allo stesso mare con acque diverse per sapore e per luce.<br />
Tommaso da Celano immagino che abbia scritto con le mani che hanno toccato la lana ruvida del saio e con le orecchie che hanno sentito il balbettio della preghiera nella stalla di Rivotorto.<br />
Infatti la sua vita è un racconto di granelli di polvere, un elenco di gesti piccoli il giorno che Francesco lavò le scodelle, il giorno che chinò la testa davanti al lebbroso, il giorno che chiamò sorella la morte senza enfasi.<br />
Tommaso sembra camminare rasente alla terra raccogliendo fatti come si raccolgono olive cadute non per fame ma per non sprecare nulla.<br />
Il suo Francesco è un ragazzo che rideva con i poveri, che aveva paura dei libri che amava le bestie perché non gli chiedevano spiegazioni.<br />
La povertà è una ferita esposta, la libertà è spogliarsi davanti al padre, la santità è un corpo che sente freddo e sonno.<br />
Tommaso non vuole insegnare. Vuole piuttosto testimoniare. Teme che se non scrive i testimoni porteranno via i particolari come il vento porta via i semi.<br />
Bonaventura da Bagnoregio, invece, scrive più tardi, ovvero quando la ferita si è fatta già icona. Scrive con mani abituate al tavolo e alla lampada con occhi che hanno letto Agostino e Dionigi. La sua vita è un disegno architettonico un itinerario dell’anima che sale dal sensibile all’intelligibile. Il suo Francesco è maestro del viaggio interiore, un segno cosmico, uno specchio della Croce. Non nega i fatti. Li trasfigura. Il lupo di Gubbio non è solo un lupo. È la violenza che si placa davanti all’amore. La spogliazione non è solo davanti al vescovo. È spoliazione dell’io e la nudità diventa schema.<br />
La povertà è legge dell’essere e l’obbedienza è ordine che rispecchia Dio. Vuole proporre una vera e propria scuola. Una strada segnata perché i frati non si perdano nell’emozione e perché la gente comune possa abitare quel fuoco senza bruciarsi (nelle) le parole. Ascolta il respiro lungo di Francesco, ovvero quello che diventa canto nelle volte.<br />
Tommaso sta con il ragazzo che ride.<br />
Bonaventura sta con il simbolo che regge secoli.<br />
Nessuno dei due, però, mente. Vedono con occhi diversi perché amano allo stesso modo.<br />
Immagino ancora Tommaso camminare nei campi con un sacco di appunti raccolti da testimoni ancora vivi e sente l’odore della minestra dei lebbrosi e annota che Francesco una volta pianse per un agnello dimenticato.<br />
Immagino Bonaventura che chiude la finestra dello studio, traccia una linea tra povertà e sapienza, scrive che Francesco è &#8220;alter Christus&#8221; perché chi legge non si accontenti dell’aneddoto ma cerchi il disegno. Divino.<br />
Tommaso teme che il disegno diventi muro. Bonaventura teme che l’aneddoto resti polvere.<br />
La differenza è anche di postura. Tommaso si inginocchia e raccoglie. Bonaventura si alza e mostra.<br />
Entrambi servono lo stesso uomo: uno ne tiene la mano calda, l’altro ne accende la lampada.<br />
Uso dunque metafore.  La mia vita tutta è metafora. Soprattutto in questi viaggi.<br />
Chi sono stati realmente Tommaso e Bonaventura?<br />
Tommaso da Celano è nato a Celano (Abruzzo) intorno al 1190-1200 e morto a Tagliacozzo (Val de&#8217; Varri) verso il 1260-1270. Fu un frate francescano. Infatti fu il primo biografo di San Francesco. Scrisse la &#8220;Legenda prima&#8221; 1228-29, e la &#8220;Vita seconda&#8221; 1246-47 con il &#8220;Trattato dei miracoli&#8221; 1252-53. Entrò nell&#8217;ordine francescano verso il 1215. Scrisse anche altre biografie.<br />
Bonaventura da Bagnoregio nasce, intorno al 1217-1221, a Civita di Bagnoregio. Morì il 15 luglio 1274 a Lione. Scrisse la &#8220;Legenda Maior&#8221; e la &#8220;Legenda Minor&#8221; intorno al 1260-1263, con l&#8217;obiettivo, da parte dell&#8217;Ordine, di uniformare le vite del santo.<br />
C&#8217;è da precisare che &#8220;Legenda Maior&#8221; venne redatta tra il 1260 e il 1263 e approvata dal Capitolo Generale di Pisa nel 1263.<br />
Il testo di Bonaventura sottolinea l&#8217;importanza di Francesco come Perfezione. C&#8217;è da dire che Bonaventura venne nominato Ministro Generale dell&#8217;ordine francescano. Fu cardinale e teologo e conosciuto come &#8220;Dottore Serafico&#8221;.  Una visione profondamente profetica che caratterizza ancora oggi il nostro tempo.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-111761 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/08/tra-tommaso-e-bonaventura-francesco-il-cantico-della-luce/">TRA TOMMASO E BONAVENTURA.  FRANCESCO. IL CANTICO DELLA LUCE </a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">118392</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Francesco d’Assisi: il ritratto corale che unisce Oriente e Occidente</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/14/115929/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=115929</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:54:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco d'Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Solfanelli editore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=115929</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="933" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76.jpeg 933w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-300x274.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-768x702.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-585x535.jpeg 585w" sizes="(max-width: 933px) 100vw, 933px" /></p>
<p>Di Floriano Cartanì Presto in libreria Francesco d’Assisi, il nuovo volume edito da Solfanelli di Marco Solfanelli, frutto di un progetto corale coordinato scientificamente da Pierfranco Bruni e curato da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/14/115929/">Francesco d’Assisi: il ritratto corale che unisce Oriente e Occidente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="933" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76.jpeg 933w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-300x274.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-768x702.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/d1622eed-b40a-449c-98af-6baa58918d76-585x535.jpeg 585w" sizes="(max-width: 933px) 100vw, 933px" /></p><p class="p1"><span class="s1"><b>Di Floriano Cartanì</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><i>Presto in libreria Francesco d’Assisi, il nuovo volume edito da Solfanelli di Marco Solfanelli, frutto di un progetto corale coordinato scientificamente da Pierfranco Bruni e curato da Franca De Santis. </i></span><i>Un  saggio che restituisce un Medioevo tutt’altro che oscuro, che anzi riesce a trasmettere soprattutto incroci di un viaggio. Perché un libro su Francesco non può essere soltanto commemorazione, deve essere attraversamento, frattura, domanda.</i></p>
<p class="s8"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Arriverà presto in libreria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Francesco d’Assisi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il nuovo volume edito da Solfanelli</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont17"> di Marco Solfanelli,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">frutto di un progetto corale coordinato scientificamente da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Pierfranco</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Bruni e curato da Franca De </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Santis</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Un’opera che non si limita </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">solamente </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a inserirsi nel calendario delle celebrazioni francescane, ma che ambisce a restare, a sedimentare, a interrogare. Perché un libro su Francesco non può essere soltanto commemorazione</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> deve essere attraversamento, frattura, viaggio,</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">domanda.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> testi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> de</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">l </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">libro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> si muov</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">ono</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> lungo direttrici le quali, più che linee di studio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> vere e proprie</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, sembrano traiettorie di un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">percorso</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">: il rapporto tra Francesco e la spiritualità del cuore, intrecciata alla teologia del pensiero. Lo scavo letterario e storico che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">scaturisce</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">dagli autori coordinati magistralmente da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Piefranco</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Bruni, provvede a</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">restitui</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">re</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">alla fine </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">un Medioevo tutt’altro che oscuro</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, anzi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> riesce a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">trasmette</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> soprattutto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">incroci</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">di un viaggio</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Una sorta di camminamento</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in cui</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> il santo di Assisi torna a mostrarsi nella sua natura più radicale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e quotidiana, fatto di</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> pont</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, sogli</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, dialog</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">hi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il volume</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in parola </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">insiste su un punto </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">troppo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">spesso trascurato</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, che vede in</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Francesco non soltanto il padre della letteratura “volgare”, colui</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> cioè</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">che inaugura una lingua capace di parlare al popolo. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Francesco è infatti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> anche il protagonista di un incontro che anticipa di secoli il dialogo interreligioso. Il suo confronto con il “sultano superbo” non è un episodio marginale, ma la chiave per comprendere come, attraverso di lui, Islam, Cristianesimo ed Ebraismo trovino un terreno comune</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Francesco </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">quindi, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">come incarnazione della Croce</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il libro, nelle sue molte voci, costruisce una sorta di “città di Dio” contemporanea, evocando Agostino e al tempo stesso superandolo, perché qui l’Oriente non è più un altrove, ma un elemento interno all’Occidente. Una presenza bizantina che attraversa crocifissi, icone, simboli, fino a ridare senso al presepe stesso</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">nel ricordo del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">del</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Poverello di Assisi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, letto come gesto narrativo e dialogico, non come semplice tradizione.</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ne emerge </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">allora </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">un </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">tempo lum</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">inoso</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, fatto di città che nascono, cattedrali che si innalzano</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> al cielo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, ordini religiosi che si strutturano, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">in</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> un</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">etica federiciana che fa da sfondo a un’epoca più complessa di quanto la manualistica abbia voluto raccontare. Gli studiosi coinvolti compongono un mosaico coerente proprio perché eterogeneo: ogni contributo è un tassello che non pretende di chiudere il discorso, ma di aprirlo.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Le voci sono tante e diverse</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">:</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Maria Teresa Alfonso, Arianna Angeli, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Micol Bruni</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Floriano </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Cartan</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ì</span></span><a name="_GoBack"></a><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Antonetta </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Carrabs</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Marilena Cavallo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Franca De </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Santis</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Maria Grazia </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Destratis</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Tonino</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Filomena</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, Alberico </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Guarnieri</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Pasquale Guerra</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, Roberta Mazzoni, Antonietta </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Micali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, Annarita </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Miglietta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Marino Pagano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ippolita Caterina Patera</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Giovanna </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Pezzillo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Rosaria Scialpi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, Gioia Senesi, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Patrizia Tocci</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Maria Stella Tonti</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Matilde Tortora </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Cristiano Vignali</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Francesco d’Assisi</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> si presenta così</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> come</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> un testo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">di quelli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">da leggere </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">attentamente </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">e rileggere, da sottolineare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">gli spunti</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, da discutere. Un libro che </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">lascia</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15">sicuramentre</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">traccia e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">non si esaurisce nelle celebrazioni, ma invita a ripensare l’identità francescana come un’eredità viva, capace di parlare al presente con la stessa forza con cui ha attraversato i secoli. Una sfida culturale e spirituale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">se volete</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">che non teme la complessità, anzi la rivendica.</span></span></p>
<p class="s8"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Floriano </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Cartanì</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/14/115929/">Francesco d’Assisi: il ritratto corale che unisce Oriente e Occidente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115929</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Verso gli 800 anni di Francesco d&#8217;Assisi. La poesia, la santità, la preghiera</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/29/verso-gli-800-anni-di-francesco-dassisi-la-poesia-la-santita-la-preghiera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=verso-gli-800-anni-di-francesco-dassisi-la-poesia-la-santita-la-preghiera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 18:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco d'Assisi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=109328</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/francesco-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/francesco-1.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/francesco-1-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/francesco-1-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>&#160; La poesia religiosa del Novecento è forse preghiera? E’ una parola, un canto che prega e snocciola sulla pagina tutti i grani del rosario.Le sue origini vanno fatte risalire&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/29/verso-gli-800-anni-di-francesco-dassisi-la-poesia-la-santita-la-preghiera/">Verso gli 800 anni di Francesco d&#8217;Assisi. La poesia, la santità, la preghiera</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p><strong><em>La poesia religiosa del Novecento è forse preghiera? E’ una parola, un canto che prega e snocciola sulla pagina tutti i grani del rosario.Le sue origini vanno fatte risalire certamente alla poesia di Francesco d’Assisi. Per i poeti del Novecento sì tratta sì di una ricerca letteraria ma soprattutto di una dichiarazione d’amore.  Il Sentimento del Tempo di Ungaretti non è anche un viaggio nella religiosità della vita?  La religiosità si lega alla vita e viceversa. La « terra promessa » è una chiave di lettura francescana nella quale le tracce di una cristianità profonda hanno un sapore antico.</em></strong></p></blockquote>
<p>La poesia religiosa del Novecento non si presenta attraverso un tessuto omogeneo; nel suo interno vi sono diversità sia sul piano linguistico sia contenutistico. Occorrerebbe meditare su questo fenomeno che, però, non ha radici nel Novecento. Le sue origini vanno fatte risalire certamente a quella grande poesia che ha in Francesco d’Assisi un capostipite importante.<br />
Sono appunto gli scritti di San Francesco d’Assisi che fanno iniziare un nuovo viaggio all’interno dell’uomo e della letteratura. E tre poeti del Novecento che hanno vissuto il messaggio francescano sono senza alcun dubbio Rebora, Onofri e Ungaretti. Tre modelli poetici in un secolo contrassegnato da lacerazioni e da dubbi anche religiosi. Accanto a questi andrebbero ricordati anche Comi e Fallacara, Betocchi e Luzi per toccare i giorni nostri.<br />
Il punto dal quale si snodano i valori e le idee di questi poeti è Francesco d’Assisi. E’ un’epoca la nostra che va alla ricerca di un segno di salvezza, non ci sono certezze, si tenta di individuarle. Non ci si può accontentare del tempo. Il senso di morte è nel tempo. La salvezza supera il tempo e la morte. Ecco perché la parola diventata messaggio si dipinge di autorevolezza.</p>
<p>Si dice che occorre individuare il centro. Ebbene attraverso un viaggio che dovrebbe superare il tempo il messaggio cristiano trova la sua più emblematica espressione.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-109346" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco-287x300.jpg" alt="" width="287" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco-287x300.jpg 287w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco-981x1024.jpg 981w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco-768x802.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco-585x611.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/San_Francesco.jpg 1024w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" /><br />
“Ad te solo, Altissimo, se konfano,/et nullu homo ène dignu te mentovare”. Francesco d’Assisi comincia questo viaggio; il suo “Cantico delle Creature” è il valore poetico più alto e significativo con il quale la poesia del Novecento si è dovuta costantemente confrontare.<br />
Giorgio Petrocchi scrive: E’ un dovere culturale leggere tutto Francesco, riascoltare e approfondire il Cantico di frate Sole, riavvicinare il Santo attraverso la sua stessa parola o quella ardente, commossa, partecipe dei primi biografi e dei tardi rapsodi, di coloro che scrivono in latino e anche dei volgarizzatori, i quali sono ben lungi dal compiere una mera opera di traduzione letterale, ma riadattano, riscrivono, rivivono il testo originale col desiderio di compiere un’opera nuova, di affidare al loro modo di scrittura il personale messaggio d’amore amore a Francesco: d’amore e di fedeltà ».</p>
<p>Per i poeti del Novecento sì tratta sì di una ricerca letteraria ma soprattutto di una dichiarazione d’amore. In Ungaretti questa dichiarazione d’amore è profondamente vissuta; vi sono dei versi penetranti, sottili ove la religiosità si lega alla vita e viceversa. La « terra promessa » è una chiave di lettura francescana nella quale le tracce di una cristianità profonda hanno un sapore antico.<br />
Ci canta:<br />
« Cristo, pensoso palpito, astro incarnato nell’umane tenebre”<br />
Vedo ora nella notte triste, imparo,<br />
So che l’inferno s’apre sulla terra<br />
Su misura di quanto<br />
L’uomo si sottrae, folle,<br />
Alla purezza della Tua passione.<br />
Fa piaga nel Tuo cuore<br />
La somma del dolore<br />
Che va spargendo sulla terra l’uomo;<br />
Il Tuo cuore è la sede appassionata<br />
Dell’amore non vano.<br />
Cristo, pensoso palpito,<br />
astro incarnato nell’umane tenebre,<br />
fratello che t’immoli<br />
perennemente per riedificare<br />
umanamente l’uomo,<br />
Santo Santo che soffri,<br />
maestro e fratello e Dio che ci sai deboli,<br />
Santo, Santo che soffri<br />
per liberare dalla morte i morti<br />
e sorreggere noi infelici vivi;<br />
d’un pianto solo mio non piango più.<br />
Ecco, Ti chiamo, Santo,<br />
Santo, Santo che soffri.i ».</p>
<p>E’ soltanto un esempio. Ma nella pagina cristiana di Ungaretti si riscontra quasi un dialogo mai interrotto fra il poeta e il Cristo. Francesco è in questo dialogo perchè la parola ungarettiana trasuda sangue, dolore, vita.<br />
E’, senza mascherare alcuna metafora, una « creatura ». Ma nel suo itinerario questa creatura – parola lancia messaggi di una fedeltà che non si spezza e che dura. L’ amore per Francesco è vivo sia in Comi che in Fa1lacara. Ulteriore segno della sua importanza nel contesto poetico contemporaneo.<br />
A tal proposito sempre Giorgio Petrocchi osserva: &lt;&lt;L’amore per Francesco attraversa tutto il Duecento, ed è anzi una delle componenti fondamentali di quel secolo, forse in sua principale chiave di lettura. E il Duecento consegna intatto, pur in differenti proiezioni e con varietà di significati, questo amore al secolo successivo, lo affìda a Dante e al Petrarca, lo approfondisce ulteriormente, lo riempie d’altri significati, ne fa un emblema valido per tutti i tempi a venire. In tal maniera Francesco diviene un protagonista anche della nostra età, e la sua presenza addolcisce o inquieta, rasserena o turba la necessità (o semplicemente il più vago anelito) dell’uomo di oggi, calato in un ambito sociale fortemente laico, di sentire Cristo e il Vangelo » (Francesco d’Assisi, Gli scritti e la leggenda, a cura di Giorgio Petrocchi, Rusconi).<br />
Certo la sua presenza è una presenza viva anche se scopre l’altra faccia dell’uomo. E’ una presenza importante perchè in una età di disgregazioni e dì lacerazioni la sua voce nella notte di tempesta rassicura.<br />
È la rassicurazione nell’inquietudine. La sua voce è preghiera. “Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore/ et sostengo infirmitate et tribulatione”.<br />
Ma la poesia religiosa del Novecento è forse preghiera? E’ una parola, un canto che prega e snocciola sulla pagina tutti i grani del rosario. Il Sentimento del Tempo di Ungaretti non è anche un viaggio nella religiosità della vita? La preghiera di Francesco non è forse un messaggio rivolto alla religiosità della vita? E il Dio di Rebora è in questo viaggio. Così la Fede di Onofri.<br />
Accanto a Francesco vi è la figura di Jacopone. In Fallacara la dimensione religiosa risente del paesaggio lirico-cristiano che è in Jacopone. E recita: « Carne fiorita sei tu, Cristo in me: / dolor, dolore è questo rosso fiore, / ma se amor dico, dico, Cristo, te, / se dolor dico, dico, Cristo, amore ».<br />
La parola cristiana trova qui, in Fallacara, una traducibilità di valori densa di significati. Il senso profondo della metafisicità che costituisce il tema dominante nella ricerca di questi poeti fa sì che il messaggio possa essere trasmesso con tutta la sua forza attraverso la parola. Ma Francesco ci ha insegnato che la parola è preghiera. E’ così che la parola diventa sentimento.<br />
Ecco ricomparire l’immagine ungarettiana. Ciò dimostra che nel Novecento la testimonianza di Ungaretti è una testimonianza che conta non soltanto sul piano del linguaggio (non ci si dovrebbe mai stancare di ripeterlo) ma anche sul piano dei valori. La sua «terra promessa» è una terra che domanda, che chiede, che pone interrogativi ma mai illude.</p>
<p>È poeta senza falsi indugi canta: « Dio, coloro che t’implorano / Non ti conoscono più che di nome?». Ma la poesia, questa poesia, resta nella tenerezza delle nostre vite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pierfranco</strong> <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img decoding="async" class="alignright wp-image-91362 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241.jpeg 639w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/29/verso-gli-800-anni-di-francesco-dassisi-la-poesia-la-santita-la-preghiera/">Verso gli 800 anni di Francesco d&#8217;Assisi. La poesia, la santità, la preghiera</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">109328</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
