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	<title>Francesco Grisi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Francesco Grisi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il 4 aprile del 1999 ci lasciava Francesco Grisi.  Una letteratura dal vissuto mediterraneo alla spiritualità </title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-7.png 700w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-7-300x214.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-7-585x418.png 585w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>La poesia di Francesco Grisi  è Oriente che incontra l’Occidente. Un percorso lirico tra mito, nostalgia e identità, dove il tempo circolare e l’esperienza esistenziale si fanno voce poetica e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La poesia di Francesco Grisi  è Oriente che incontra l’Occidente. Un percorso lirico tra mito, nostalgia e identità, dove il tempo circolare e l’esperienza esistenziale si fanno voce poetica e visione dell’essere</em></p>
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<p>Sono trascorsi anni. Decenni. Il linguaggio di Francesco Grisi è dentro il vissuto di una profonda spiritualità.  Il 4 aprile del 1999 moriva Francesco Grisi. I Mediterranei e il Mediterraneo sono luoghi e saperi, anima e metafore. I mari della terra in Francesco Grisi, di cui ricorre il quindicesimo anno dalla morte, appunto,  il 4 aprile, sono scavi di vita.  IL Mediterraneo come luogo di un abitare la geografia dell’anima, dell’esistere, dei paesaggi. In una poesia datata Luglio 1967, ore 18, Francesco Grisi (nato a Vittorio Veneto il  1927  e morto a Todi i 1999) annotava: “Viaggiare non è vedere/viaggiare non è affermarsi”. Si va verso il Centenario della nascita.<br />
Il tema del viaggio, in Francesco Grisi, resta fondamentale. Il viaggio e il viaggiatore. Andare e tornare nelle maree del tempo.<br />
Il viaggio nella poesia e la poesia che si fa viaggio. Poeta del viaggio. Poeta del ritorno. Un linguaggio che si abbandona al racconto e si lascia ascoltare non con una tensione narrante ma con un battuto lirico che ha richiami di antichi segni metaforici. Il raccontare è soltanto un incidere nel linguaggio anche se la punteggiatura resta comunque nella cadenza poetica.<br />
La poesia di Francesco Grisi è una recita costante che si definisce su alcuni riferimenti di fondo. La materia del linguaggio è parola vissuta, sofferta, angosciata. Il linguaggio è un’onda di nostalgia che si intreccia a delle dimensioni oniriche che ritrovano eredità messianiche e approfondimenti ellenici.<br />
La Calabria di Pitagora o il cielo della Magna Grecia rendono alcune delle tante fisionomie del Mediterraneo:“Il Mediterraneo/è la mia piazza infinita”. Qui, nella poesia di Grisi, non  è soltanto un luogo geografico, ma è soprattutto un luogo dell’essere che si manifesta attraverso gli strumenti della poesia. Una poesia che ha suoni ed echi a volte andalusi che si dichiarano in un progetto di vita che sprigiona tenerezza, confessioni di amori, cammini che solcano il tempo.<br />
I luoghi del tempo sono, infatti, i luoghi di quella poetica del mito che si intreccia con i giochi della memoria. I ricordi sono nella memoria. E’ profondamente una poesia della memoria. Una poesia del viaggio e del ritorno.<br />
Il cerchio infinito, metafora grisiana,  che è il sentiero metaforico di una circolarità del tempo non vive solo dentro la concezione della vita ma è parte integrante di una visione della letteratura nel rapporto con il tempo e con la vita stessa.<br />
L’amore, la fede, il viaggio, il tempo-mito sono dei “dettagli” che costruiscono la poetica di Grisi. E il linguaggio è quello che viene recuperato dalla sua prosa e trasformato nella metafora lirica.<br />
Francesco Grisi resta profondamente un poeta. Un poeta dei colori. Un poeta che realizza immagini ma sa catturare, con i fantasmi delle parole che si agitano tra un salire e uno scendere tra i versi e nell’intreccio dei ricordi, intercettazioni oniriche.</p>
<div id="attachment_65380" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-65380" class="wp-image-65380" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Francesco-Grisi-sx-Pierfranco-Bruni-.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Francesco-Grisi-sx-Pierfranco-Bruni-.jpg 230w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Francesco-Grisi-sx-Pierfranco-Bruni--80x60.jpg 80w" alt="" width="300" height="222" /><p id="caption-attachment-65380" class="wp-caption-text">da dx Francesco Grisi e Pierfranco Bruni</p></div>
<p>Quelle intercettazioni oniriche che rendono comprensibile la pazzia. L’amore, la fede, le avventure girano nell’immenso misterioso della pazzia. Un percorso pavesiano è dentro il senso poetico di Grisi ma ci sono verniciature lorchiane che sprigionano, appunto, il vento di un Mediterraneo che non abbandona mai la liricità della sua poesia.<br />
Il pavesismo: “Al termine/del giro &#8211; cerchio ci accorgeremo/che c’è il nulla. O il tutto./Il nostro incontro è un gioco…/ Nella sera hai tremato”.(da “Stanotte hai detto che il giorno”).<br />
Ma Grisi ha una sua autenticità di fondo. Le parentele formano la intelaiatura letteraria, formativa, critica. Ma il poeta ha una voce autentica e originale soprattutto per la misura del verso e per il metro del linguaggio. Linguaggio che diventa vita e tempo. Il mare e il deserto sono le metafore che hanno un significato certamente poe-tico ma anche culturale. L’incontro tra la cultura dell’Occidente e quella dell’Oriente.<br />
La donna orante, la donna  preghiera, la donna viaggio, la donna attesa, la donna peccato, la donna amante rappresentano tutte la donna profezia ma anche la donna nostalgia: “Vorrei amarti in un dolciastro tramonto/nella gialla foresta dei girasoli” (da “Risvegli improvvisi”).<br />
L’uomo con il suo bisogno di rivelazione e di redenzione ha un suo cammino specifico e recita senza maschere la nudità del sentimento. Un sentimento che condensa manifestazioni di tempo.<br />
Così in “Nel pensiero di te”: “Nel pensiero di te incontro il peccato./Il desiderio corrompe il sogno./Il fantasma nell’attesa è più del reale./I baci finiranno dopo la notte./E le mani geleranno per paura./Ti guardo. E mi accomodo con il tuo fantasma./Deserto e cielo. Carovane promesse./Mi perdo. E non mi trovo nel risveglio./L’amore è sogno che resta eterno./E’ strano come tu possa resistere/In questo mio  amore cattolico./Forse il cuore non chiede ricompense./L’abitudine è la nostra terra peccaminosa”.<br />
E’ una delle poesie che rivela una straordinaria tensione lirica e sentimentale. Un vissuto che entra nella parola e viceversa. Un vissuto che comunque non lascia trasparire quella storia raccontata come cronaca.<br />
Quest’amore immenso che segna nel tempo il poeta e l’uomo in un linguaggio (ovvero in una semantica di perfetta eleganza nell’originalità dell’offerta stilistica) che si fluidifica e trasmette incanto e immagini. Questa pazzia dell’amore peccaminoso vissuto però con la bellezza che si addice al poeta fa coppia con i temi di un ellenismo marcato, nel quale il ritornare alle appartenenze perdute, alle radici, alla terra è un costante singulto dell’anima. L’isola dell’anima.<br />
Il ritorno all’isola, al paese, al centro di una identità riporta una linea mediterranea di matrice kavafisiana ben indicata.<br />
L’Itaca che è ritorno in Grisi ha un valore mitico ma anche cristiano. Di una cristianità paolina. Il senso di morte è un “sentimento” di comunione che diventa un “affettuoso sentiero”. Affettuoso sentiero è appunto il titolo di un suo libro di poesie risalente al 1994. Mentre le poesie di Un amore  sono del 1992.<br />
L’amore, dunque. L’amore sogno che racconta una favola. Ma il tempo del sogno ci riporta al viaggio. La vita come viaggio nella letteratura che è viaggio grazie ad una indefinibile nostalgia.<br />
La poesia di Grisi si traccia proprio attraverso  l’indefinibile nostalgia in una memoria che continua la sua recita oltre la vita stessa. Restano i segreti nel misterioso incanto:<br />
“Ho segreti da custodire. Teneramente” (da “Nel confine della solitudine” in Affettuoso sentiero).<br />
Non solo metafora. Ma il misterioso, come si diceva, che gioca in quel cerchio magico che raccoglie il tempo. Il mare, i ritorni, le partenze, la provvisorietà sono singulti dell’anima. Spazi indefinibili nel cerchio dell’infinito.<br />
Francesco Grisi è un poeta del viaggio nel tempo che intreccia i fili di un tempo che è memoria, magia e nostalgia.<br />
Poesia della nostalgia? Poesia nel destino dei segni che incidono solchi. Tutta la nostalgia di Grisi è nostalgia del centro e del labirinto. Il labirinto non è solo grecità. È Oriente che incontra l’Occidente. Ovvero è l’incontro dei Mediterranei. Mediterranei che non sono territori e spazi. Ma restano una profonda dimensione spirituale. Una geografia dell&#8217;essere e del tempo.</p>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo,<img decoding="async" class="alignright wp-image-4345 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Perché e come nacque il sindacato degli scrittori cattolici guidato da Francesco Grisi a 55 anni dall&#8217;inizio delle attività</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 10:07:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori cattolici]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1856" height="1484" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206.jpeg 1856w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-300x240.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1024x819.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-768x614.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1536x1228.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-1170x935.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/829205ff-5315-4231-916a-32a99cb70206-585x468.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1856px) 100vw, 1856px" /></p>
<p>Pierfranco Bruni racconta la nascita del Sindacato Libero Scrittori Italiani e il ruolo di Francesco Grisi nella difesa della libertà culturale. A 55 anni di distanza, l’articolo ricostruisce un passaggio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/14/115911/">Perché e come nacque il sindacato degli scrittori cattolici guidato da Francesco Grisi a 55 anni dall&#8217;inizio delle attività</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Pierfranco Bruni</i> racconta la nascita del Sindacato </b><em><b>Libero Scrittori Italiani e il ruolo di Francesco Grisi nella difesa della libertà culturale. A 55 anni di distanza, l’articolo ricostruisce un passaggio cruciale della storia letteraria italiana. Documenti e voci dei protagonisti restituiscono il clima di un’epoca segnata da forti confronti tra intellettuali.</b></em></p>
<p><b>Di Pierfranco Bruni*</b></p>
<p>Una storia di cultura tra politica e mondo cattolico e dialettica tra intellettuali che non accettavano l&#8217;egemonia del comunismo tra editoria e letteratura (soprattutto). Un documentato scavo nella vita di un contesto storico tra gli anni Settanta e il Duemila si ricostruisce con la concretezza dei fatti.<br />
Particolari interessanti da documenti inediti scontro tra intellettuali marxisti e mondo cattolico le scelte iniziali di Francesco Grisi, Antonio Barolini, Ettore Paratore A 55 anni dalle attività.<br />
Nel 1971infatti (anche se lo Statuto porta la data del novembre 1970) nasceva ufficialmente il Sindacato Libero Scrittori Italiani dopo uno scontro tra intellettuali cattolici e intellettuali marxisti del Sindacato Nazionale Scrittori. Ma la spaccatura all’interno del Sindacato Nazionale Scrittori si verifica nell’autunno del 1970. Da una costola del Sindacato Nazionale Scrittori nasceva il Sindacato Libero Scrittori Italiano. Il nuovo Sindacato verrà ufficializzato soltanto alcuni mesi dopo. Infatti lo statuto porta la data del gennaio del 1971.</p>
<p>Il Sindacato Nazionale degli Scrittori aveva come capostipite, a cominciare dal 1945, Corrado Alvaro. Il protagonista ,e uno dei “rivoltosi” forti della scissione e della istituzione del Sindacato Libero Scrittori Italiani, fu lo scrittore Francesco Grisi, insieme ad Antonio Barolini. Francesco Grisi sarà il primo Segretario generale del Sindacato Libero Scrittori Italiani, carica che manterrà ininterrottamente sino ad aprile del 1999, anno della sua scomparsa.</p>
<p>Gli scrittori Antonio Barolini e Francesco Grisi furono i primi firmatari dello Statuto del Sindacato Libero Scrittori Italiani sorto tra il 1970 – 1971. Barolini e Grisi furono, in realtà, i “bersaglieri”, in prima linea, di quella battaglia per la difesa della libertà culturale. Tra i fondatori che firmarono lo Statuto, oltre a Grisi e Barolini, spiccano Marcello Camillucci, Giuseppe Gironda, Ettore Paratore, Fausto Gianfranceschi, Domenico Volpi, Gaetano Salveti, Francesco Boneschi.</p>
<p>L’Atto costitutivo del Sindacato Libero Scrittori Italiani, comunque, venne registrato a Roma il 22 gennaio del 1971. Polemiche e scontri avevano occupato i mesi precedenti. Perché il Sindacato Nazionale Scrittori, il cui segretario in quel periodo era Libero Bigiaretti (l’autore del famoso romanzo “Disamore”), si spacca? In realtà si era creata una vera e propria frattura politica all’interno di quel Sindacato che era stato rifondato, nel 1945, da Corrado Alvaro e resta segretario sino al 1956 (Alvaro morì in quell’anno). Vi subentra Giovanni Battista Angioletti (nato nel 1896 e morto nel 1961). Alla sua morte prende il posto Libero Bigiaretti.</p>
<p>Nel maggio del 1970, durante un congresso, venne messa in discussione la linea del Sindacato e per tentare di risolvere la questione venne costituito un Comitato per cercare di dirimere i problemi e preparare un’Assemblea nel corso della quale si doveva discutere un nuovo statuto. L’Assemblea si svolge l’Otto novembre del 1970 ma il risultato della discussione portò ad un conflitto insanabile e quindi ad una relativa scissione.</p>
<p>Antonio Barolini e Francesco Grisi intervistati dal settimanale “Gente”, proprio in quelle settimane del 1970, lasciarono delle pesanti dichiarazioni. Barolini: “La nostra reazione è nata dagli arbitri, dalle illegalità, dalle sopraffazioni di un gruppo che, investito di un potere illimitato e temporaneo, ha tentato di prorogare questa situazione in violazione dello statuto e di ogni regola di convivenza civile”.</p>
<p>Cosa era avvenuto in realtà? In una “velina” finora riservata si legge: “Nel corso dell’Assemblea nazionale del Sindacato Nazionale Scrittori, svoltasi a Roma il 7 e 8 novembre, come già nell’assemblea del 7 – 8 maggio, per la seconda volta non è stato possibile eleggere il Consiglio Direttivo, contravvenendo alle norme statutarie, all’Ordine del Giorno di convocazione ed alla linea dialettica degli iscritti; tutto ciò a causa dell’atteggiamento intollerante di un gruppo di potere, che punta ad una involuzione antidemocratica. Un gruppo di iscritti, convinti di un necessario rinnovamento, vista l’impossibilità di giungere a dar vita ad una azione sindacale consona alla funzione sociale degli uomini di cultura, ha abbandonato l’assemblea. In relazione a ciò, è in corso un’azione democratica intesa a risolvere la grave situazione sindacale”.</p>
<p>Il dibattito continuò nel corso dei mesi successivi. Francesco Grisi in una sua dichiarazione sempre al settimanale “Gente” sottolineò: “Non è un caso che queste grandi manovre siano cominciate dopo che nel partito comunista la ‘linea Amendola’ è divenuta linea ufficiale e prevalente”. E così prosegue con molta chiarezza: “E’ palese il disegno dell’estrema sinistra di impadronirsi di alcuni organismi importanti dal punto di vista culturale: non per niente l’assalto al sindacato scrittori si è svolto contemporaneamente all’assalto alle Associazioni sindacali dei giornalisti e dei magistrati. La tattica di questi gruppi è sempre la stessa: presentando richieste in continuazione, mettendo in votazione sempre nuovi ordini del giorno, essi riescono a stancare qualsiasi assemblea. Quando la maggioranza dei congressisti abbandona l’aula, si prendono decisioni importanti e definitive. I risultati sono quelli che i contestatori pretendono”.</p>
<p>La prima Assemblea del Sindacato Libero si svolse il 18 novembre. Commenta sempre Francesco Grisi: “Ci rendemmo conto di aver fatto qualcosa di importante, capimmo che ancora una volta la cultura poteva indicare una strada al mondo politico”. Importante fu la relazione che svolse il senatore Giuseppe Spataro, Vice presidente del Senato, democristiano, al primo Congresso del Sindacato Libero Scrittori, che fu una vera e propria “benedizione”, e l’attenzione di Dino del Bo, Ministro democristiano, nei confronti del Sindacato stesso fu precisa e anche rigorosa.</p>
<p>Ma proprio nel novembre 1970 il giornalista della Rai Andrea Barbato sferrò un duro attacco ai fondatori del nuovo Sindacato cattolico in una lettera indirizzata ad Antonio Barolini usando questi termini: “…che – permettimi di dirlo – non avrebbe neppure il diritto di fregiarsi dell’aiuto di uno scrittore come te. (…) Davvero pensi (…) che esiste un attacco a tutti i centri intellettuali del paese? Davvero vuoi mescolarti con… pazienza, non scriverò quei nomi”.</p>
<p>Comunque le adesioni al nuovo Sindacato di marca cattolica si arricchirono con i nomi, oltre a quelli già citati, di Italo De Feo, di Diego Fabbri, Francesco Compagna, Adriano Grande, Guido Gonnella, Luigi Volpicelli, Alberto Consiglio, Giuseppe Prezzolini, Raimondo Manzini e molti altri successivamente: da Giuseppe Selvaggi ad Aldo Garosci, da Luigi Preti a Panfilo Gentile a Franz Maria D’Asaro. Subito dopo esploderanno le polemiche ideologiche tra marxisti, cattolici e intellettuali conservatori. Ma questo è un altro capitolo che ricostruiremo successivamente con documenti alla mano. Una storia che parla di identità e eredità non solo culturali ma anche di motivazioni spirituali. Da qui sono nati libri importanti come gli scritti cristiani di Mario Pomilio, Francesco Grisi, Diego Fabbri, Ettore Paratore e filosofi come Augusto Del Noce Francesco Mercadante, Pietro Prini.</p>
<p>*Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-100880" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-1024x929.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-1024x929.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-300x272.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3-768x697.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Pierfranco-Bruni-3.jpg 1083w" alt="" width="1024" height="929" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Novecento da riscoprire.  Francesco Grisi si racconta nelle sue amicizie: da Prezzolini a Silone da Mircea Eliade a Mario Pomilio da Giuseppe Berto a Italo Calvino</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 20:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Berto]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Un viaggio nel Novecento attraverso le amicizie e le testimonianze di Francesco Grisi, che nelle sue relazioni con scrittori e intellettuali come Prezzolini, Silone, Berto, Calvino, Brancati ed Eliade rivela&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino/">Il Novecento da riscoprire.  Francesco Grisi si racconta nelle sue amicizie: da Prezzolini a Silone da Mircea Eliade a Mario Pomilio da Giuseppe Berto a Italo Calvino</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio nel Novecento attraverso le amicizie e le testimonianze di Francesco Grisi, che nelle sue relazioni con scrittori e intellettuali come Prezzolini, Silone, Berto, Calvino, Brancati ed Eliade rivela un panorama ricco di umanità, dubbi, visioni e contraddizioni. Il racconto di Grisi diventa un ritratto corale di un’epoca e dei suoi protagonisti, tra affinità elettive, confronti critici e ricordi personali che illuminano il carattere e l’opera di figure decisive della nostra cultura</em></p>
<p>Di Giuseppe Berto Francesco Grisi sottolineava che Berto fu: “Un seminatore di dubbi e di rimorsi. Ma anche uno scrittore che fa nascere speranza. Viveva la grande solitudine degli impazienti. Amava la vita con tenerezza…Parlava di D’Annunzio come un modello…Un amico indimenticabile. Uno scrittore che resta” (In un’intervista ad un anno dalla morte di Berto, 1978).</p>
<p>Mentre Silone: “…è piuttosto raro trovare in Italia un critico che sappia leggere e che avvicini un autore senza preconcetti estetici o ideologici”. Così, dunque, scriveva Ignazio Silone allo scrittore Francesco Grisi in una lettera datata Roma 24 luglio 1957. Grisi aveva scritto un brillante articolo per &#8221; La Fiera Letteraria &#8221; nel quale analizzava tutta la produzione di Silone.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113333 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-213x300.jpeg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-213x300.jpeg 213w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-728x1024.jpeg 728w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-768x1080.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-1092x1536.jpeg 1092w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-1170x1646.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-585x823.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></p>
<p>Significative restano le testimonianze di Diego Fabbri. Grisi difende Fabbri dagli attacchi di natura ideologica di Natalia Ginzburg. Diego Fabbri (anni Settanta) aveva messo in scena il &#8220;Il Vizio assurdo&#8221;, tratto dall&#8217;opera di Pavese. La Ginzburg aprì una polemica condannando l&#8217;opera di Fabbri perché, secondo la scrittrice, vi era stato ritratto un Pavese mistico.</p>
<p>Francesco Grisi a 25 anni dalla morte e Giuseppe Berto a 100 anni dalla nascita. Era nato, appunto, il 9 maggio del 1927 (muore a Todi il 4 aprile del 1999). Vanno ricordati i legami di Grisi con personaggi come Prezzolini, come Brancati, come Calvino, come Berto, come Buzzati, come Silone, come addirittura Mircea Eliade.<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-113332 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-231x300.jpeg" alt="" width="292" height="379" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-231x300.jpeg 231w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-788x1024.jpeg 788w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-768x998.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-1182x1536.jpeg 1182w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-1170x1521.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-585x761.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></p>
<p>Ecco cosa annota in riferimento a Prezzolini. &#8220;Ricordo il mio primo incontro con lui in un albergo a Roma in via Sistina. Era nel settembre del 1960. Immaginavo di trovare un gigante. E, invece, mi venne incontro un uomo piccolo fasciato in un cappotto di misura larga stretto da una cintura. Rimasi deluso. Poi, mentre parlava, mi resi conto del suo fascino. Nasceva dal fatto elementare che Prezzolini non inventava niente, Narrava le &#8216;cose&#8217; con lo scrupolo dello storico e l&#8217; esattezza dello scienziato da laboratorio. Il fascino era tutto nella sua logica concreta, nella mancanza di retorica, nel suo parlare a mezza voce, nella assenza di gesti teatrali. Dopo quell&#8217;incontro altri ne sono venuti. E poi le numerose lettere”In riferimento a Vitaliano Brancati, Grisi sottolinea: &#8220;Una pesante misantropia dominava il suo viso scavato, il suo passo piccolo, la sua andatura dimessa e i suoi occhi fieri che guardavano in basso. Era una persona angosciata che non imponeva la sua sofferenza agli altri ma la tiene dentro per non preoccupare, per non mortificare l&#8217;allegria degli amici&#8221;.</p>
<p>Importanti restano, dunque, i suoi legami con Giuseppe Berto con Ignazio Silone e con un filosofo come Ugo Spirito.</p>
<div id="attachment_113330" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113330" class="wp-image-113330 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi.jpg" alt="Giuseppe Berto e Francesco Grisi" width="500" height="307" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi.jpg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-113330" class="wp-caption-text">Giuseppe Berto e Francesco Grisi</p></div>
<p>Di Berto ecco cosa ricorda: &#8220;Ero amico di Berto. Ci incontravamo spesso. Si parlava di tutto. Ma non si approfondiva nessun problema. Berto aveva sempre paura di entrare nella vita. Era un groviglio di contraddizioni. Trovata una verità la metteva subito in dubbio. Ma soffriva. La sua angoscia era quella di chi è destinato a navigare sempre. Mai un porto dove fermarsi. I suoi amori vivono intensamente, prima. Irrimediabilmente finiti, dopo. Eppure credeva nell&#8217;amore. Diceva che l&#8217;amore è un sentimento confuso perché da una parte è &#8216;divinamente eccelso&#8217; ( sono sue parole) e dall&#8217;altra affonda le radici nell&#8217;oscurità del sesso. E soffriva perché si sentiva incapace di amare.</p>
<p>Su Silone ci lascia questa testimonianza: &#8220;Nelle nostre conversazioni nella sua casa a Roma in via di Villa Ricotti mi raccontava il suo faticoso processo di elaborazione e la forma di pretesto che i personaggi dovevano assumere. La razionalità illuminista in Silone (che illuminista non era ) affondava nella necessità di dare una funzione agli intrecci e ai sentimenti che dovevano concorrere a dimostrare una tesi … Durante gli ultimi anni della sua vita ci incontravamo spesso con Silone. Dopo la sua morte lo sentii come una guida esemplare per il nostro tempo così disperatamente antisiloniano&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra immagine mi ritorna pensando a Mircea Eliade. Mi si attesta con questa visione: &#8221; L&#8217;ultima volta che incontrai Mircea Eliade fu a Palermo in occasione del Premio Mediterraneo … Sulla spiaggia di Mondello si è abbandonato. Nel sole caldo felice per il colore verde del mare. Mircea Eliade mi diceva che la &#8216;Sicilia non è isola ma bellezza diventata tradizione. E che la tradizione è depositata nel Sacro'&#8221;.</p>
<p>Su Ugo Spirito sottolinea: &#8220;I miei incontri con Spirito sono stati sempre incompiuti. Anche se mi trattenevo con lui per molto tempo andavo via sempre con l&#8217;impressione di non aver detto tutto. Era come una terra da arare nel profondo. Il cuore della miniera era al centro della terra&#8221;.</p>
<p>Un incontro, appunto, con i contemporanei, come ha intitolato un suo libro antologico del 1970. L’anno in cui nasceva il Sindacato Libero Scrittore e assumeva una posizione completamente libera e sganciata dalla vulgata social – comunista e si assumeva il compito di un Sindacato cattolico.</p>
<p>Ancora riferendosi a Berto, Grisi annotava che Berto fu “Libero da conformismi pagava con generosità: quasi con piacere. Una vita faticosa: per merito e per colpa sua”.</p>
<div id="attachment_113339" style="width: 614px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113339" class="wp-image-113339 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg" alt="" width="604" height="436" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg 604w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico-300x217.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico-585x422.jpg 585w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /><p id="caption-attachment-113339" class="wp-caption-text">Pierfranco Bruni, Francesco Grisi e il libro di Bruni dedicato a Grisi</p></div>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93230 alignleft" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-1024x674.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-1024x674.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-300x198.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-768x506.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2.jpg 1080w" alt="" width="232" height="153" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Leonida Repaci a Quaranta anni della scomparsa tra Alvaro e Grisi. Oltre il Viareggio lo scrittore del destino e della storia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/leonida-repaci-a-quaranta-anni-della-scomparsa-tra-alvaro-e-grisi-oltre-il-viareggio-lo-scrittore-del-destino-e-della-storia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=leonida-repaci-a-quaranta-anni-della-scomparsa-tra-alvaro-e-grisi-oltre-il-viareggio-lo-scrittore-del-destino-e-della-storia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Jun 2025 18:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Alvaro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Leonida Repaci]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="199" height="193" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8723.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>La letteratura calabrese è fatta di grandi incontri e di conflitti &#8211; contrasti. Non sono contraddizioni e neppure si può parlare di segni di ambiguità (sempre in termini letterari o&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/02/leonida-repaci-a-quaranta-anni-della-scomparsa-tra-alvaro-e-grisi-oltre-il-viareggio-lo-scrittore-del-destino-e-della-storia/">Leonida Repaci a Quaranta anni della scomparsa tra Alvaro e Grisi. Oltre il Viareggio lo scrittore del destino e della storia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>La letteratura calabrese è fatta di grandi incontri e di conflitti &#8211; contrasti. Non sono contraddizioni e neppure si può parlare di segni di ambiguità (sempre in termini letterari o culturali più in generale). La letteratura è un viaggio nel raccontare dei giorni. Testimonianze.Alvaro, Repaci e Grisi sono tre voci in un destino comune. La Calabria è un sentire nell&#8217;allegoria del mistero che coinvolge, è un&#8217;attesa, è un mondo sommerso</i></p>
<p><span style="font-size: 14px; text-align: right; color: #313131;">  Pierfranco Bruni</span></p></blockquote>
<p>Quaranta anni fa moriva lo scrittore Leonida Repaci. Il “costruttore” del Premio Viareggio, ma soprattutto lo scrittore della Calabria rupestre. Rupestre come destino e come radici tra il mare e le montagne. Lo scrittore della famiglia Rupe. Una storia e un destino. Ma tutta la letteratura è destino e storia. La letteratura calabrese è fatta di grandi incontri e di conflitti &#8211; contrasti. Non sono contraddizioni e neppure si può parlare di segni di ambiguità (sempre in termini letterari o culturali più in generale). La letteratura è un viaggio nel raccontare dei giorni. Testimonianze. Leonida Repaci e Francesco Grisi. Il primo è nato nel a Palmi 1898 e morto a Marina di Pietrasanta nel 1985 il secondo nato nel 1927, da genitori calabresi a Vittorio Veneto, e morto a Todi nel 1999. Due temperie generazionali e storiche che raccontano, d&#8217;altronde, due destini e due modelli anche esistenziali.</p>
<p>Si tratta, quindi, di due generazioni a confronto che hanno vissuto la Calabria e poi se ne sono allontanati. Sono partiti. La diaspora. Dentro questo taglio il viaggio &#8211; viaggiare è un vissuto ma resta anche una metafora che fa da corollario al sentire di un linguaggio che porta ricordi.<br />
Per <b>Repaci</b>, infatti, il luogo è un luogo geografico e luogo dell&#8217;anima. Per <b>Grisi</b> il luogo geografico lo si porta dentro anche se è necessario non dimenticare. Perché non dimenticare è ritrovarsi sempre. In <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104429 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8716.jpeg" alt="" width="254" height="198" />qualunque luogo c&#8217;è un pezzo d&#8217;infanzia che si ritrova e ritorna nel suo misterioso albeggiare. In Repaci ciò che domina è la storia. Il prevalere della storia come avvenimenti che accadono. Nell&#8217;accadere degli eventi si consumano i processi esistenziali. In <b>Grisi</b> non c&#8217;è storia. Domina la memoria ed è dentro la memoria che si ascoltano il misterioso che si intaglia nella vita e il mito. Il tutto in una griglia simbolica di voci antiche che hanno richiami ancestrali.<br />
<b>Repaci</b> registra la realtà. Grisi racconta il tempo. Due visioni del mondo, in fondo, che si inquadrano in due spaccati letterari che hanno &#8220;diviso&#8221; la storia della letteratura. ma sono, comunque, due scrittori che appartengono chiaramente a generazioni differenti e nonostante tutto mostrano dimensioni identitarie comuni. Fatalità e tragedia riempiono le pagine di Repaci. Indefinibilità del personaggio è una peculiarità in Grisi. La Calabria sia per Repaci che per Grisi è il &#8220;territorio&#8221; dell&#8217;infanzia. Un&#8217;infanzia che diventa luogo dell&#8217;essere.</p>
<p>In <b>Repaci</b> anche l&#8217;infanzia è un messaggio storico ma diventa poeticamente antropologico. Per <b>Grisi</b> è un costante ritornare. Un senso omerico che si avverte in tutta la sua opera. Ma l&#8217;amore per la terra è una condivisione di appartenenza. Qui la distinzione è segnata e fa da misura di due posizioni ben distinte da un altro scrittore. Mi riferisco a <b>Corrado Alvaro</b>. Tra le due posizioni ci sta appunto l&#8217;Alvaro di Gente in Aspromontee l&#8217;Alvaro delle Memorie del mondo sommerso. In che modo?<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104428 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8717.jpeg 1227w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Ebbene, &#8220;Gente in Aspromonte&#8221; è il romanzo alvariano (Alvaro: San Luca,15 aprile 1895 – Roma 1956) della rappresentazione (e forse anche della denuncia), del populismo, dei personaggi nella miseria, dei luoghi poveri, dell&#8217;ambiente che spazia sui personaggi stessi. E&#8217; il romanzo che fotografa focalizzando i contorni della storia. Mentre Memorie del mondo sommerso è il diario che intreccia il sogno, il tempo è un attraversamento tra i pezzi della memoria. E&#8217; un Alvaro diverso rispetto al romanzo prima citato. Lo avvicina di più a quella versione inquietante de L&#8217;uomo nel labirinto. Insomma in Alvaro si avverte una spaccatura che già di per sé potrebbe leggersi come una contraddizione letteraria.<br />
<b>Repaci</b> è dentro il primo modello alvariano. Non ci sono dubbi. <b>Grisi</b> ha sempre sposato il sogno e il sommerso mondo della memoria. Si potrebbe obiettare che <b>Alvaro e Repaci</b> sono della stessa generazione. Infatti Alvaro è del 1895 e muore il 1965. Si potrebbe obiettare che gli scritti di Repaci hanno una valenza cronologica anteriore ad alcuni scritti di Alvaro. Ma quello che qui preme sottolineare è la testimonianza letteraria e la formazione culturale di un contesto che è esistenziale ma anche artistico.<br />
C&#8217;è un fatto comunque di fondo. <b>Alvaro</b> muta il suo viaggio letterario. Dalla rappresentazione del reale va verso i percorsi onirici ed è qui che puntualizza la sua ricerca. <b>Repaci</b>, invece, no. E&#8217; l&#8217;impegno sociale e politico che lo caratterizza sino alla fine. Il caso di <b>Grisi</b> (appartenente come già si è detta ad una generazione successiva) è completamente diverso. Ciò che ha sempre contraddistinto la sua scrittura è la metafora e il mistero.<br />
Un passo di Repaci nel quale la fatalità è segno emblematico: &#8220;Come si fa giorno, la visione della tragedia si precisa in tutto il suo orrore. Nelle piazze sono più i morti che i vivi. Padri figli fratelli parenti li allineano uno accanto all&#8217;altro, e corrono a nuova agonia, lasciando a guardia di essi le donne e i fanciulli. Se ne stanno le madri a capo chino e con gli occhi chiusi; i piccoli nascondono il viso nel loro grembo. Ma i morti assottigliati seguitano a guardarli…&#8221;. Dalla fatalità e dalla tragedia di Repaci alla tragedia &#8211; mistero &#8211; speranza di Grisi.<br />
Così, allora, in Grisi: &#8220;&#8216;Non resta altro da fare. Nell&#8217;ora delle vaste crisi spirituali la preghiera è andare insieme verso la terra promessa. È vero che il popolo di Dio nel deserto per non perdersi mangiava le erbe amare per sollecitare il sonno e sognare? Come una droga…&#8217;/ Torna a casa. Gli sembra che il dolore si sia trasformato in pazienza. E la pazienza veste con l&#8217;ordine la semplifica trama della realtà. Mara è morta. Gli evangelisti hanno raccontato. L&#8217;uliveto è in Calabria. E tutto ha un significato per il viaggio. Anche il dolore prepara la resurrezione. Spesso non riusciamo a capire. Ma questo fatto significa soltanto che l&#8217;armonia non dipende dal nostro doloroso amore&#8221;.<br />
La Calabria è un lungo sogno che ci riporta al tempo dell&#8217;infanzia per Francesco Grisi. Per Repaci è una lunga attesa nel destino dell&#8217;uomo. Anche qui si gioca sulle metafore. Ma in fondo la letteratura resta, comunque, come già si diceva, sempre un intreccio di metafore. Alvaro, Repaci e Grisi sono tre voci in un destino comune. La Calabria è un sentire nell&#8217;allegoria del mistero che coinvolge, è un&#8217;attesa, è un mondo sommerso.<br />
Tre angolature chiaramente alla cui matrice c&#8217;è il sentimento delle radici che significa appartenenza. In tutti e tre le radici non sono soltanto un fatto individuale &#8211; soggettivo ma pongono nel gioco letterario l&#8217;identità di un popolo e i rimandi ad una antica civiltà.<br />
La grecità è un fatto che li accomuna. Una comunanza che è profondamente spirituale al di là di alcune separazioni letterarie. Ma è, appunto, Alvaro che chiude il cerchio. L’Alvaro che apre la sua visione letteraria con l’àncora delle radici ma che si inoltra nell’insondabile del sogno. Grisi è un perenne alchimista del sogno. Repaci resta legato alla condizione di una realtà che è storia, ma quando esce dalla storia diventa dimensione esistenziale.</p>
<p>dell’uomo.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-75154" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/Pierfranco-Bruni-1-4.jpg" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/Pierfranco-Bruni-1-4.jpg 354w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/Pierfranco-Bruni-1-4-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/Pierfranco-Bruni-1-4-150x150.jpg 150w" alt="" width="354" height="354" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una ferita aperta: Fascisti eretici. Un libro di  Francesco Grisi curato da Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/24/una-ferita-aperta-fascisti-eretici-un-libro-di-francesco-grisi-curato-da-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-ferita-aperta-fascisti-eretici-un-libro-di-francesco-grisi-curato-da-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni Presidente Naz. Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Nov 2024 21:15:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fascisti eretici]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="2048" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5281-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Un libro postumo curato pregevolmente da Pierfranco Bruni con un saggio introduttivo profondo e articolato Fascismo e cultura. Un binomio tutt&#8217;ora aperto e sul quale necessariamente bisogna poter discutere con&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro postumo curato pregevolmente da Pierfranco Bruni con un saggio introduttivo profondo e articolato</p>
<p>Fascismo e cultura. Un binomio tutt&#8217;ora aperto e sul quale necessariamente bisogna poter discutere con serenità nonostante le diverse posizioni. Un libro che va oltre il governare la politica culturale oggi.</p>
<p>Leggere questo volume di Francesco Grisi – corredato da un ricco saggio introduttivo di Pierfranco Bruni –, significa incamminarsi nelle eresie del Fascismo, ricercarne le radici profonde e penetrare in quel <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-96610" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5282-1-195x300.jpeg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5282-1-195x300.jpeg 195w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5282-1.jpeg 400w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" />sottosuolo di anime che hanno formato un’epoca, lasciando un segno indelebile nella civiltà. &#8220;Pertanto, scrive Pierfranco Bruni, la questione non è circoscritta alle distorsioni in seno al movimento fascista e ai cosiddetti &#8216;personaggi eretici&#8217; dentro di esso. Queste pagine sono nel contempo un itinerario e una testimonianza di notevole caratura umana nella storia del tempo, fra la tradizione e la contemporaneità dello scrittore-viandante Grisi&#8221;.</p>
<p>La sua parola esula dal racconto del quotidiano e costruisce un sentiero fatto di metafore, di memoria e di simboli, essendo la scrittura l’elemento di mediazione fra il tempo e la vita. Si tratta dunque di un’operazione culturale, in cui la dimensione onirica e quella storica, la favola e il mito sono in un rapporto di interazione costante.</p>
<p>Del resto, la storia ha bisogno della fantasia per essere ri-scritta e la letteratura necessita della memoria per ri-scoprire il sacro e sondare il mistero. In ambedue i casi è il viaggio dell’uomo nella sua propria coscienza, è la ricerca del senso delle cose impregnata di una profonda cristianità che è a sua volta &#8220;un viaggio alla ricerca del centro, del sogno, di un segno&#8221;, la metafora appunto, che ci riporta alla ciclicità temporale, alla geografia sacra dei valori e al cerchio della vita che mai si chiude.</p>
<p>Questo è un libro che percorre frammenti del movimento fascista che, con il consenso degli italiani, governò per oltre vent&#8217;anni. Dopo circa ottant&#8217;anni alcuni personaggi &#8220;eretici&#8221; sono ancora oggetto di studio e di sicura ricerca. Molte altre personalità potrebbero affiancarsi a quelle trattate nel libro. Alcuni nella idea di eresia rimasero fascisti, altri divennero mussoliniani e pochi abbandonarono la barca sulla quale erano saliti da ragazzi. La questione non riguarda soltanto la coerenza nel fascismo. Bensì si compie un viaggio molto più complesso sulla cultura italiana dell&#8217;intero Novecento. Bruni che parla di questo saggio fa molto meditare e il libro, nella sua complessità, apre prospettive nuove a una lettura comparata tra politica, storia e cultura.</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.</p>
<div id="attachment_66422" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-66422" class="wp-image-66422 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg 410w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-66422" class="wp-caption-text">Pierfranco Bruni</p></div>
<p>Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Francesco Grisi a Cutro, 25 anni dopo. Con Cittadinanza a Pierfranco Bruni.  La doppia  cerimonia del 5 luglio 2024</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/09/francesco-grisi-a-cutro-25-anni-dopo-con-cittadinanza-a-pierfranco-bruni-la-doppia-cerimonia-del-5-luglio-2024/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-grisi-a-cutro-25-anni-dopo-con-cittadinanza-a-pierfranco-bruni-la-doppia-cerimonia-del-5-luglio-2024</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 13:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cutro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="456" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/1AA4259C-FF28-481D-B768-BC20B77858A3.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/1AA4259C-FF28-481D-B768-BC20B77858A3.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/1AA4259C-FF28-481D-B768-BC20B77858A3-300x165.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/1AA4259C-FF28-481D-B768-BC20B77858A3-768x423.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/1AA4259C-FF28-481D-B768-BC20B77858A3-585x322.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Francesco Grisi riferimento della letteratura italiana e calabrese, cui Pierfranco Bruni fu allievo proseguendo nel solco dei linguaggi universali oltre le barriere ideologiche. Video della Cerimonia Conferita la Cittadinanza onoraria di&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Francesco Grisi riferimento della letteratura italiana e calabrese, cui Pierfranco Bruni fu allievo proseguendo nel solco dei linguaggi universali oltre le barriere ideologiche. Video della Cerimonia</em></p>
<p>Conferita la Cittadinanza onoraria di Cutro, (Calabria), all’antropologo e saggista  <strong>Pierfranco Bruni.</strong><br />
Attraversati dalla tradizione dei Mediterranei i suoi libri, restituiscono  densità di pensiero all’interno di un intreccio metafisico di metafore volteggianti tra memoria e nostalgia.<br />
Scavi ermeneutici, fondano una raffinata  poetica sostanziata da innovative scritture filosofico-letterarie.  Le stesse del grande <strong>Francesco Grisi </strong>riferimento della letteratura italiana e calabrese<strong>, </strong>cui<strong> Pierfranco Bruni  </strong>fu allievo e collaboratore nel solco dei linguaggi universali oltre le barriere ideologiche.<br />
Un sodalizio professionale  e d’amicizia che supera i confini terreni ponendo i due letterati in una sfera simbiotica delle celebrazioni  nella cittadina greca <strong>Kyterion</strong>.</p>
<p><strong>Per i  25 anni dalla scomparsa di Francesco Grisi</strong> il natio Comune di Cutro ha dedicato proprio nella giornata del 5 luglio una giornata di studi conferendo al maggiore studioso grisiano la cittadinanza onoraria.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69499" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg 604w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico-300x217.jpg 300w" alt="" width="604" height="436" /><figcaption class="wp-element-caption">Sx Francesco Grisi – Pierfranco Bruni</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Entrambi hanno raccontato la Calabria delle radici e della memoria</strong> senza mai creare modelli di rappresentazione di tardo realismo. Un incidere in un immaginario simbolico e sacro.<br />
Personalità di primo piano delle istituzioni e della cultura, più volte insignito dei Premi alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per le sue opere, Presidente della Commissione Capitale Italiana Città del Libro 2024 assegnata quest’anno a Taurianova,<br />
Pierfranco Bruni  ha dedicato a <strong>Francesco Grisi</strong>  il Centro Studi e Ricerche che presiede e numerosi libri.</p>
<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio">
<div class="wp-block-embed__wrapper"><iframe title="Francesco Grisi. Cutro.                       Cittadinanza a Pierfranco Bruni" src="https://www.youtube.com/embed/bVyXbB5G2BU?feature=oembed" width="678" height="381" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></div>
</figure>
<p>Video montato e registrato da Raffaele  Bruni. Parte tecnica realizzata da Sergio Tedesco<br />
Per idea di Pina Bruni<br />
Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi</p>
<p>…….</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-90377 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/6A5304DC-0251-41BB-9B31-2DD2C436C07F-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong><strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del Progetto nazionale Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. Entrambi indetti dal Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>Francesco Grisi, 25 anni dopo. Lo scrittore tra il sacro e l’eresia  e ideatore del Sindacato Libero Scrittori</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/04/03/francesco-grisi-25-anni-dopo-lo-scrittore-tra-il-sacro-e-leresia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-grisi-25-anni-dopo-lo-scrittore-tra-il-sacro-e-leresia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 18:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/9560D930-DE16-4F0E-9308-0132EAD54E43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/9560D930-DE16-4F0E-9308-0132EAD54E43.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/9560D930-DE16-4F0E-9308-0132EAD54E43-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>La notte di Pasqua del 4 aprile 1999, moriva a Todi Francesco Grisi. Portava della Calabria il sentire greco e pitagorico e il vento degli Orienti che soffiava sulle sponde&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/04/03/francesco-grisi-25-anni-dopo-lo-scrittore-tra-il-sacro-e-leresia/">Francesco Grisi, 25 anni dopo. Lo scrittore tra il sacro e l’eresia  e ideatore del Sindacato Libero Scrittori</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La notte di Pasqua del 4 aprile 1999, moriva a Todi Francesco Grisi. Portava della Calabria il sentire greco e pitagorico e il vento degli Orienti che soffiava sulle sponde di Crotone. Il mare era spesso la metafora del viaggio. Un viaggio viandante da personaggi in cammino tra il Cristo risorto e il deserto affacciato alla balconata di Piazza di Spagna.<br />
Nel suo linguaggio La Calabria è tradizione.I luoghi una esistenza dell’anima.</p>
<p>Venticinque anni fa ci lasciava Francesco Grisi. Il 4 aprile del 1999. Nella notte di Pasqua. Si era ritirato a Todi. Nella sua casa biblioteca e studio d&#8217;artista. Il luogo dove dipingeva. Il luogo dove aveva scritto molte sue pagine dei suoi libri. Aveva 72 anni. Era nato, appunto, il 1927. Da genitore calabresi di Cutro, come spesso gli piaceva dire. <br dir="auto" />Portava della Calabria il sentire greco e pitagorico e il vento degli Orienti che soffiava sulle sponde di Crotone. Il mare era spesso la metafora del viaggio. Un viaggio viandante da personaggi in cammino tra il Cristo risorto e il deserto affacciato alla balconata di Piazza di Spagna. <br dir="auto" />I suoi tre romanzi sono il diario di una continua metafora che scrive la vita attraverso i tasselli di un destino che racconta tra la profezia e il ricordare. Una visione in cui si abita a futura memoria tra una poltrona che scivola di onda in onda sulle acque del Tevere e una donna di nome Maria che racconta a un vecchio di nome Francesco. Ma cosa si racconta. La memoria! <br dir="auto" />Francesco Grisi è stato sempre un intellettuale disorganico anche se la sua formazione di cristiano eretico lo ha sempre condotto sulle sponde di quell&#8217;uscita di sicurezza, molto cara al suo amico Ignazio Silone, che non ha mai smesso di essere la sua ironia. Ci sono numerosi libri che ha pubblicato. Poesie. Critica. Saggi. Racconti. Segretario generale del Sindacato Libero Scrittori Italiani ininterrottamente dalla sua fondazione, 1970, alla sua morte. Ha svolto un ruolo di primo piano nella cultura italiana del Secondo Novecento sia sul piano letterario che dialettico tra cultura e politica. <br dir="auto" />Nel suo linguaggio Cutro è sempre un riferimento. La Calabria è tradizione. Ha vissuto dentro la tradizione: da Roma, dove viveva a Piazza Brennero, ai suoi pellegrinaggi. I luoghi sono rimasti una esistenza dell&#8217;anima. La sua pittura un astrattismo cercato nel futurismo. La letteratura un diario dalle voci sottili da bifore. <br dir="auto" />Uno dei suoi ultimi libri, interessantissimo soprattutto oggi, è &#8220;Fascisti eretici&#8221; (Solfanelli) che verrà ripubblicato in questi giorni con un mio lungo saggio introduttivo. Non una rassegna. Non una analisi. Non una interpretazione. Ma la comparazione tra eresia e e cultura del ventennio. L&#8217;espressione fondamentale di questo suo ultimo lavoro pone all&#8217;attenzione la cultura dell&#8217;eresia fascista: da Gentile a Bottai, da Balbo a Papini. Insomma un libro notevole che apre una discussione a tutto tondo. <br dir="auto" />Lo scrittore Grisi è l&#8217;uomo tra il labirinto di Alvaro e la fede di Diego Fabbri. È certamente uno scrittore che resta e che in queste epoche di sfide diventa un punto fondamentale. Fondamentale è leggere l&#8217;eresia come fedeltà a un vissuto che è diventato sigillo d&#8217;identità tra il sacro e il mito. Sulle sponde della Magna Grecia il suo canto è una danza.</p>
<div id="attachment_85673" style="width: 216px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-85673" class="wp-image-85673 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/B1B6668A-12E9-44D0-9EA9-B3AB82378367.jpeg" alt="" width="206" height="244" /><p id="caption-attachment-85673" class="wp-caption-text">Da dx: Francesco Grisi e Pierfranco Bruni</p></div>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Uno dei suoi ultimi libri,</strong> interessantissimo soprattutto oggi, è “Fascisti eretici” (Solfanelli) che verrà ripubblicato in questi giorni con un mio lungo saggio introduttivo. Non una rassegna. Non una analisi. Non una interpretazione. Ma la comparazione tra eresia e e cultura del ventennio. L’espressione fondamentale di questo suo ultimo lavoro pone all’attenzione la cultura dell’eresia fascista: da Gentile a Bottai, da Balbo a Papini. Insomma un libro notevole che apre una discussione a tutto tondo.<br />
Lo scrittore Grisi è l’uomo tra il labirinto di Alvaro e la fede di Diego Fabbri. È certamente uno scrittore che resta e che in queste epoche di sfide diventa un punto fondamentale. Fondamentale è leggere l’eresia come fedeltà a un vissuto che è diventato sigillo d’identità tra il sacro e il mito. Sulle sponde della Magna Grecia il suo canto è una danza.</p>
<p>……</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-thumbnail is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-61886" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. @riproduzione riservata</p>
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		<title>Francesco Grisi a 25 anni dalla scomparsa. Lo scrittore della cristianità come esistenza e metafora</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/26/francesco-grisi-a-25-anni-dalla-scomparsa-lo-scrittore-della-cristianita-come-esistenza-e-metafora/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-grisi-a-25-anni-dalla-scomparsa-lo-scrittore-della-cristianita-come-esistenza-e-metafora</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 21:37:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="310" height="192" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C8594865-C1B3-4ED3-96B1-D855F442E921.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C8594865-C1B3-4ED3-96B1-D855F442E921.jpeg 310w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/C8594865-C1B3-4ED3-96B1-D855F442E921-300x186.jpeg 300w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></p>
<p>Francesco Grisi. A 25 anni dalla scomparsa.Cosa resta oggi? Resta lo scrittore che ha raccontato la nostalgia e il tempo nell’infinito desiderio di quegli echi che si ascoltano come simboli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Grisi. A 25 anni dalla scomparsa.Cosa resta oggi? Resta lo scrittore che ha raccontato la nostalgia e il tempo nell’infinito desiderio di quegli echi che si ascoltano come simboli di un viaggio che continua ad essere memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesco Grisi. A 25 anni dalla scomparsa. 4 aprile 1999.  Era  nato, da genitori calabresi a Vittorio Veneto, il 9 maggio del 1927. Il padre era Maresciallo maggiore dei Carabinieri ed era stato dislocato in quella città. Ma i genitori erano originari di Cutro.  A Cutro, Francesco Grisi, è rimasto molto legato. Al mare di Pitagora, alla Magna Grecia, ai simboli che il mito Greco ha tramandato. Soprattutto nei suoi tre romanzi (A Futura memoria) del 1986, Newton Compton, romanzo con il quale è stato finalista al Premio Strega, Maria e il vecchio del 1991 e La poltrona nel Tevere del 1993, entrambi pubblicati da Rusconi) il tema della memoria (che non è da intendersi in termini di problematicità storica o di realismo magico, ma è prevalente il senso del misterioso e della pagina simbolica) si lega a due elementi portanti.<br dir="auto" /><br dir="auto" />1.     Il viaggio come metafora non solo della partenza ma anche del ritorno: l’antico ritorno è un rimando di immagini e di prospettive liriche e pittoriche. <br dir="auto" /><br dir="auto" />2.     La religiosità. Grisi, fedele alla sua cultura cattolica e alla formazione classica, vedeva nel sentimento del sacro il bisogno di rivelazione e di redenzione dell’uomo contemporaneo.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Al tema del viaggio e del sacro si affianca il tema del deserto. La vera uscita di sicurezza di Grisi sta nella metafora – speranza della Terra Promessa. Soprattutto nei romanzi del 1986 e del 1991 il sentire il sacro come modello di redenzione lo portava a ridefinire il profilo anche dei suoi personaggi.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      I suoi scritti su San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola, su Gioachino da Fiore, su Renan, su Giovanni Paolo II, su i Vangeli (le Lettere a Marco, a Giovanni, a Luca, a Matteo) sono una emblematica offerta testamentaria. Il suo credere che la vita non è una linea retta ma si legge come metafora del cerchio non porta soltanto un richiamo vichiano, ma delinea, appunto, le avventure che i personaggi si trovano a vivere all’interno dei contesti narranti.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Queste cesellature sono vive non solo nella narrativa ma anche nella poesia. Grisi ha pubblicato libri di poesia come Un amore edito da Pellegrini nel 1992 o Affettuoso pensiero edito da Thule nel 1994 o Dopo tutto un bel gioco questa vita edito da Serarcangeli nel 1996. Le visioni oniriche e le risultanze letterarie sono un mosaico i cui tasselli stanno tra la prosa e la poesia. Si tratta di una forma di scrittura diversa ma i contenuti e le questioni esistenziali che emergono hanno sempre una loro omogeneità. Alla base ci sono quei sostrati culturali di cui si parlava prima. Grisi ha, tra l’altro, raccontato, nei suoi romanzi, molte città. Le ha descritte, le ha dipinte e non solo con le parole (ma, tra l’altro, attraverso le forme perché Grisi dipingeva anche ed ha lasciato molti suoi quadri con una vivacità di toni), le ha vissute.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      In ogni città visitata (ha viaggiato molto per mare e spesso visitava, appunto, i luoghi di fermata) è riuscito a raccogliere un particolare spaccato tanto che di questa sua esperienza ne ha tratto un libro di testimonianze, molto suggestivo, dal titolo: Ricordo di città, pubblicato da Trevi nel 1978.   Il tema del viaggio resta centrale. Anche nei suoi studi sulla letteratura. Grisi è come se viaggiasse all’interno degli altri scrittori: da Corrado Alvaro a Diego Fabbri, da Cesare Pavese a Tomasi di Lampedusa, da Giuseppe Prezzolini ai Futuristi (ai quali ha dedicato un libro nel 1990 edito da Newton Compton), da Jacopone da Todi (La protesta di Jacopone da Todi, Trevi, 1969) a I Crepuscolari (ancora Newton Compton, 1990). <br dir="auto" /><br dir="auto" />      Grisi nasce come critico letterario. Grisi fu allievo di Giacomo Debenedetti e i suoi primi scritti sono sulla linea di una ricerca improntata sul rapporto tra destino e personaggio nel romanzo contemporaneo. Si pensi al libro edito da Ceschina nel 1961 dal titolo Incontri in libreria (scrittori italiani d’oggi) o al testo che può considerarsi una chiave di lettura precisa della sua ricerca sul romanzo: Avventura del personaggio, Ceschina, 1968. Sino a Dialogo sui protagonisti del secolo (intervista con Fausto Gianfranceschi) pubblicato da Lucarini nel 1989 e a Scrittori Cristiani (volenti o nolenti) edito dalla Piemme nel 1995 che raccoglie, quest’ultimo, la sintesi del suo viaggio all’interno della letteratura cattolica. <br dir="auto" /><br dir="auto" />      Grisi non ha mai privilegiato gli ambienti, la duplicazione del reale, la descrizione delle cronache. Nei suoi scritti, sia essi narrativi e poetici che saggistici, c’è sempre la dimensione del simbolo, come già si diceva. “La esperienza del sacro, scrive Francesco Grisi in Scrittori cristiani (volenti o nolenti), descrive e ordina, distingue e non cede ai compromessi. (…) La concretezza del sacro accetta e ama la tradizione, rifiutando la novità del conformismo e lavora per il ‘nuovo’ che il tempo richiede dalla nostra passione”. <br dir="auto" /><br dir="auto" />      Il tempo costituisce non solo un “attraversamento” esistenziale ma è un architrave che regge le colonne di quel sentire mito – poetico che, in Grisi, si stabilizza nel sentimento del misterioso e del sogno. Anche quando la storia sembra prendere il sopravvento (si pensi al saggio su Giuseppe Mazzini, Rusconi 1995 o alla Storia dei Carabinieri, Piemme 1996) il narratore si libera di alcuni schemi analitici per raccontare con il fascino di un linguaggio che coinvolge sul piano emotivo.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Emozione. E’ proprio il termine che si adatta a quei testi che esulano dal campo narrativo, ma che non rientrano neppure in quello strettamente scientifico. Grisi sosteneva, in fondo, di scrivere sempre un diario. D’altronde i suoi libri sono su questa linea. A cominciare da quei libri di racconti pubblicati dall’editore Pellegrini. Da Il mantello di Faust (1981) in poi. Sono questi testi di racconti che stanno alla base dei romanzi citati prima. Grisi “giocava”, letterariamente, ad incastro. Seguiva una sua poetica e nel corso della scrittura elaborava sempre nuovi modelli.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Personaggi e avventure formavano un racconto che si presentava con delle sfaccettature che superavano sempre il dato cronachistico. Uno dei sentieri problematici che ha sempre caratterizzato l’opera di Grisi è da individuarsi nell’ironia. L’ironia è un filo sottile che lega l’indefinibile recita della vita con le maschere che sono dentro la letteratura. La letteratura come vita, in termini dannunziani, ma anche come finzione, appunto, nell’indefinibile della rappresentazione che conosce la finzione della maschera.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      La letteratura, i romanzi di Grisi lo evidenziano, sembra essere una finzione che cattura i sentieri incantati dell’essere. E’ fatta di anima e di tempo la parola narrante e poetica di Francesco Grisi. Anche quando raccoglie le Leggende e racconti della Calabria o quando ci offre Il Natale storia e leggende (entrambi Newton Compton, il primo 1987 e il secondo 1988). O quando pennella, con i suoi chiaro scuri, Vacanze in Calabria (Pellegrini, 1989). Qui la ricerca del tempo perduto si veste di attesa di un’infanzia che solo la letteratura può “magicamente” restituire grazie ai simboli del linguaggio. <br dir="auto" /><br dir="auto" />      Francesco Grisi è stato anche un operatore culturale. Ha dato vita nel 1970 al Sindacato Libero Scrittori Italiani, di cui è stato segretario generale sino alla sua scomparsa avvenuta a Todi il 4 aprile del 1999.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      A questo suo impegno di organizzatore di cultura sono legati diversi Convegni di studi, diversi Premi letterari, una mobilitazione all’interno di un dibattito editoriale che lo coinvolgeva nel profondo e che innescava un vitale confronto sui temi della politica culturale di questi anni. A questo suo interesse per la cultura come libertà di espressione, al di fuori di ogni etichetta, rimangono collegati anche alcuni suoi scritti di polemista inerente il ruolo dell’intellettuale nella società contemporanea. Da Poteri dell’intellettuale integrato, Pellegrini, 1978 a Intervista all’intellettuale reazionario, Thule, 1987.<br dir="auto" /><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-82875" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/41CE159C-7DE6-45A1-880F-4F6990AE5EBE.jpeg" alt="" width="232" height="217" /><br dir="auto" />      Un itinerario dialettico sui temi della cultura contemporanea. Un dettato che ha sviluppato nel corso degli anni, sino a poche settimane della scomparsa, con i suoi “pezzi” pubblicati su  quotidiani e riviste. Francesco Grisi ci ha lasciato consegnandoci due libri. Uno pubblicato nel 1997 dal titolo La dolce compagna (provvisorio diario di uno scrittore ammalato di cancro) edito ancora una volta da Pellegrini. Un racconto straziante ma lucido. Vichianamente Francesco Grisi ci conduce non lungo il fiume ma ci fa navigare un lago. E’ il lago della memoria. “Nella memoria, nessuno scompare e finisce. Non so come ma tutti risorgono. E quando li chiamiamo con la memoria vengono a trovarci. La vita è senza morire” (in La dolce compagna) . E poi: “La resurrezione. Viene per tutti. Peccatori e santi. Vinti e vincitori. Per quelli di prima e per quelli che non sono riusciti a destinarsi”.  Le metafore chiudono il cerchio. Il viaggio si fa intenso e denso di significati e di contenuti. Ponzio Pilato racconta. Tra Gerusalemme e Roma c’è il Mediterraneo.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Ci sono i radicamenti greci che sono un lungo sentiero. L’incantesimo è fatto di nostalgia e di canti. “Vorrei vivere vicino questo dolce mare e nel verde degli ulivi. E vedere dalla collina i delfini che danzano nel mare dei greci”.  I ricordi sono nella nostalgia. Ma la nostalgia è memoria che traghetta i sentimenti e le emozioni in una passione che ci fa vivere. Pilato non è soltanto storia. Le città non sono soltanto immagini. Il mare non è soltanto un’onda. I sogni non sono soltanto fantasia. E’ tutto nel travolgimento di un viaggio. In questo viaggio la resurrezione non é soltanto una metafora o un’allegoria. “Nella resurrezione la nascita e la morte sono un solo punto. Il cerchio si chiude”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Lo scrittore cerca l’uomo e viceversa. Si incontrano. Si parlano. Si dichiarano. Ritornano le radici come segno di una antica fedeltà. Ritornano la  Calabria , il  mare, il viaggio,  l’attesa e i sogni che sembrano dei fantasmi. Ma la malattia preannuncia l’ultimo viaggio. Ovvero, quella “notte lunga” che ci introduce, appunto, in un sentire indefinibile. Così Grisi nell’Introduzione a Pensieri di pace e di speranza di Giovanni Paolo II, edito da Newton 1992: “La preghiera è partecipazione attenta alle cose del mondo che, anche per il miracoloso della preghiera, perdono la storia per diventare necessari passaggi attraverso i quali si compie la salvazione. Ogni cosa è necessario che avvenga. Anche la Via Crucis della perdizione. (…) La preghiera riscatta la storia dal suo peccato di essere esistenza. E non significa un movimento di labbra, ma una partecipazione responsabile al destino di un uomo o di una società. Significa anche entrare nei disegni di Dio per liberarsi dalla schiavitù del potere, dell’abitudine, dalla desolante ipocrisia quotidiana”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Un mio primo saggio dedicato a Grisi uscì agli inizi degli anni Novanta e venne pubblicato da Serarcangeli (dal titolo “Con cuore amico”: un lungo racconto nel quale si tracciano delle linee non solo critiche ma di confronto narrativa) ma un testo più completo con una ricca <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-82874" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/468E6457-BC26-482D-9676-3FDAE62A8D24.jpeg" alt="" width="193" height="262" />bibliografia e una nota biografica venne pubblicato nel 2000 dall’editore  Pellegrini al quale Grisi rimase sempre legatissimo. <br dir="auto" /><br dir="auto" />      La notte lunga è il breve romanzo, non più provvisorio, pubblicato postumo, ovvero nel 2001, sempre da Pellegrini. Contempla quella “dolce compagna” di qualche anno prima, ma il percorso sul piano letterario è ben definito. Si tratta proprio del suo breve romanzo postumo, che si colloca accanto agli altri tre già menzionati. Si tratta, infatti, del suo quarto romanzo in cui memoria – viaggio – attesa si congiungono strettamente con quel misterioso che qui non conosce più finzioni, né maschere e né sconfitte. Mentre Carlotta. Regina del Messico (altro testo postumo, Il Coscile) è il suono dell’ironia dentro la memoria. un racconto sulla linea del sogno e della metafora.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      I giorni non si somigliano tutti (edito da Pellegrini) è, invece, il primo  romanzo, finora inedito,  che porta la data del 1958 – 1959. E’ pubblicato, come il precedente, in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, il quale ha già dato alle stampe due saggi su Grisi (uno di questi è una monografia risalenti al 2000). Altri inediti verranno pubblicati nel corso del 2014. Recente è un lavoro della Nemapress che ha puntato al Viaggiando con Francesco Grisi nei luoghi della Magna Grecia.</p>
<p>Cosa resta oggi? Resta lo scrittore che ha raccontato la nostalgia e il tempo nell’infinito desiderio di quegli echi che si ascoltano come simboli di un viaggio che continua ad essere memoria. Ma lo scrittore è memoria nell’indefinibile passione vita – morte. Francesco Grisi è questa memoria che raccoglie i giorni della letteratura nel quotidiano dei giorni che si sono racchiusi nella conchiglia del nostro vivere. Francesco Grisi oggi, ancora oggi, continua a mancarci. La sua assenza è un vuoto che si avverte e si ascolta.</p>
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		<title>Cutro omaggia Francesco Grisi con cuore e dedizione. Nel 2024 la cerimonia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/29/cutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2023 21:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cutro]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Antonella La Mantia Il 4 aprile 2024 a Cutro (Crotone), a 25 anni dalla scomparsa, la quarta edizione del Premio nazionale dedicato allo scrittore. Pierfranco Bruni presidente del Sindacato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/29/cutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia/">Cutro omaggia Francesco Grisi con cuore e dedizione. Nel 2024 la cerimonia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Antonella La Mantia</p>
<p><em><b>Il 4 aprile 2024 a Cutro (Crotone), a 25 anni dalla scomparsa, la quarta edizione del Premio nazionale dedicato allo scrittore. Pierfranco Bruni presidente del Sindacato Libero Scrittori e allievo di Francesco Grisi, donerà alla Città di Cutro oltre 1500 volumi per lo sviluppo letterario del territorio </b></em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>In concomitanza alla celebrazione del 25° anniversario dalla scomparsa di <b>Francesco Grisi</b> scrittore e poeta, esponente del mondo letterario del secondo Novecento, Il 4 aprile del 2024 a <b>Cutro</b> (Crotone), si terrà la quarta edizione del <b>Premio Nazionale</b> a lui dedicato.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56322" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/32a930dd-3eb0-46ab-a572-53e350fe6b4f.jpg" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/32a930dd-3eb0-46ab-a572-53e350fe6b4f.jpg 526w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/32a930dd-3eb0-46ab-a572-53e350fe6b4f-300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/32a930dd-3eb0-46ab-a572-53e350fe6b4f-150x150.jpg 150w" alt="" width="526" height="526" /></figure>
</div>
<p>A <strong>Grisi</strong> si deve la costituzione del <strong>Sindacato Libero Scrittori</strong> Italiani nel 1970, con l’intento di porre essere una firma di tutela verso gli scrittori, permettendo di affermare e far sentire la propria voce.</p>
<p><b>Pierfranco Bruni</b>, attuale <b>presidente del Sindacato Libero Scrittori</b> e <b>candidato al premio Nobel per la letteratura</b>, ha illustrato recentemente a Cutro, vita e opere di <b>Francesco Grisi </b>e <b>Rocco Scotellaro</b>, Sindaco socialista, scrittore e poeta, per diffonferne e approndire la vita dei due letterati e le loro ideologie.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56319" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/8abe7339-ce5e-40d0-8186-1e9de8e493c2.jpg" alt="" width="218" height="204" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesco Grisi</figcaption></figure>
</div>
<p>All’iniziativa culturale dell’aprile 2024, parteciperanno figure istituzionali, il sindaco di Cutro <b>Antonio Ceraso</b>, il vicesindaco <strong>Sonia De Cicco,</strong> l’assessore alla cultura <strong>Tommaso Olivo,</strong> la moderatrice <b>Pina Bruni</b> e <b>Salvatore Migrale</b>, rappresentante il Centro Studi e Ricerche “F. Grisi”. Ricordiamo anche la poetessa <b>Palma Barletta</b>, partecipazione fondamentale in quanto tratta con stile letterario il profilo di Grisi e di Scotellaro.</p>
<p><b>Bruni</b> dichiara, inoltre, di voler donare al <b>Comune di Cutro </b>circa <b>1.5000 volumi</b>, in modo da contribuire alla crescita letteraria del paese.</p>
<p>Per accrescere la bellezza del Comune di Cutro gli interventi dell’evento propongono la costruzione di un parco letterario, un centro studi nella sede del municipio di via Margherita piazza Umberto e la sistemazione della biblioteca dedicata allo scrittore cutrese.</p>
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56317" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/dbb449f4-7f04-4f38-9a93-c36e4a462030-1.jpg" alt="" width="287" height="176" data-id="56317" /><figcaption class="wp-element-caption">Grisi con Giuseppe Berto</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56318" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/fede02c3-3c8f-47be-9f1b-4f560ddcd2eb-1.jpg" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/fede02c3-3c8f-47be-9f1b-4f560ddcd2eb-1.jpg 258w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/fede02c3-3c8f-47be-9f1b-4f560ddcd2eb-1-80x60.jpg 80w" alt="" width="258" height="195" data-id="56318" /><figcaption class="wp-element-caption">Grisi con Ettore Paratore</figcaption></figure>
</figure>
<p>Inoltre, per omaggiare ulteriormente lo scrittore Francesco Grisi verrà costruito un busto in suo onore, da collocare nella piazza adiacente all’abitazione appartenente alla sua famiglia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-56320" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/ce6da144-bd84-4763-bbe2-3fd3ca065076.jpg" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/ce6da144-bd84-4763-bbe2-3fd3ca065076.jpg 348w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/06/ce6da144-bd84-4763-bbe2-3fd3ca065076-300x125.jpg 300w" alt="" width="456" height="190" /><figcaption class="wp-element-caption">Francesco Grisi</figcaption></figure>
</div>
<p>È lo stesso <b>Pierfranco Bruni</b>, studioso e orgoglioso allievo dell’autore ad accogliere con grande soddisfazione la proposta della cittadinanza onoraria di Grisi. Il suo affetto filiale, provato nei confronti suoi e di Cutro, Lo portano a scrivere “<em><b>Cutro, la comunità della Piazza degli scacchi</b>. La comunità della fede nel Crocifisso. La comunità del Premio Nazionale Francesco Grisi.  La comunità delle chiese restaurate a facciata di storia. Qui, nella terra dove il mare è ancora Pitagora e l’accoglienza e immensità di abbracci. Accoglienza. Amicizia. Affetto. Questa Calabria è un radicamento nelle culture vere…</em>”</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F29%2Fcutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia%2F&amp;linkname=Cutro%20omaggia%20Francesco%20Grisi%20con%20cuore%20e%20dedizione.%20Nel%202024%20la%20cerimonia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F29%2Fcutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia%2F&#038;title=Cutro%20omaggia%20Francesco%20Grisi%20con%20cuore%20e%20dedizione.%20Nel%202024%20la%20cerimonia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/29/cutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia/" data-a2a-title="Cutro omaggia Francesco Grisi con cuore e dedizione. Nel 2024 la cerimonia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/29/cutro-omaggia-francesco-grisi-con-cuore-e-dedizione-nel-2024-la-cerimonia/">Cutro omaggia Francesco Grisi con cuore e dedizione. Nel 2024 la cerimonia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Francesco Grisi a Taranto:  “Se camminando” tra le vie delle città</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/francesco-grisi-a-taranto-se-camminando-tra-le-vie-delle-citta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-grisi-a-taranto-se-camminando-tra-le-vie-delle-citta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 21:10:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
		<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Se camminando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Luoghi come appartenenza. Nei luoghi c’era sempre un racconto. Il racconto delle vie di Grottaglie, di Palazzo Ducale di Martina Franca, della Magna Grecia di Taranto. Elementi che in Grisi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E9FE3711-6019-4892-88EA-5ED6068577C1-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><i>Luoghi come appartenenza. Nei luoghi c’era sempre un racconto. Il racconto delle vie di Grottaglie, di Palazzo Ducale di Martina Franca, della Magna Grecia di Taranto. Elementi che in Grisi sono fondamentali e che ho trovato in altre pagine come ho sottolineato nello studio, recentemente pubblicato, “Passeggiate letterarie. Da Cutro alla Magna Grecia di Francesco Grisi”, che ho scritto attraverso una lettura dei suoi testi e, certamente, grazie ad un costante rapporto che ho intrattenuto per decenni con lo scrittore.</i></p>
<p>di Pierfranco Bruni, Presidente del centro studi “Francesco Grisi”</p>
<p>Francesco Grisi, scrittore e poeta, (morto a Todi il 4 aprile del 1999, era nato il 9 maggio del 1927 a Vittorio Veneto, da genitori calabresi di Cutro), è stato un intellettuale a tutto tondo nel panorama del tardo Novecento italiano. I suoi romanzi hanno segnato una linea all’interno del contesto linguistico, tanto che sono stati definiti fortemente innovativi. <br dir="auto" />Finalista al Premio Strega del 1986 (quasi vincitore perché è stato l’anno che il riconoscimento è stato dato a Maria Bellonci, “a futura memoria”, morta poco tempo prima) ha scritto una trilogia narrativa (“A futura memoria”, “Mari e il vecchio”, “La poltrona nel Tevere”) che ha contribuito a riportare sul quadrante del dibattito letterario lo sviluppo della scrittura futurista. <br dir="auto" />Alla sua morte ha lasciato diversi inediti. Qualche giorno prima della scomparsa l’ho incontrato a Todi (era il mercoledì Santo del 1999, è andato in come nella serata di venerdì 2 aprile ed è morto il giorno di Pasqua, ovvero il 4 aprile). In quell’ultimo incontro mi ha affidato delle cartelle nelle quali erano custoditi racconti, numerose plaquette di poesia, romanzi, saggi. Ma già in precedenza, qualche settimana prima, a Roma, mi aveva consegnato delle scatole colme di appunti, di foto e di dattiloscritti insieme a dei suoi quadri. Tra questo materiale, che vado costantemente studiando e proponendo (l’editore Pellegrini ha già pubblicato molti suoi inediti), ho trovato anche una “carpetta” che custodiva tredici poesie completamente dedicate a tre città e alla Magna Grecia con la quale spesso si è confrontato. <br dir="auto" />Il titolo di questa piccola plaquette si intitola: “Se camminando”. Porta un sottotitolo molto esplicativo: “Tra le vie di Grottaglie, Taranto e Martina Franca”. Infatti ci sono sei poesie dedicate a Grottaglie, tre a Taranto, due a Martina Franca e due nelle quali il punto tematico è la Magna Grecia. <br dir="auto" />Grisi stava lavorando a un libro di poesie riferite ai suoi viaggi e soprattutto ai luoghi della Magna Grecia. Aveva già pubblicato testi su Todi, Roma e chiaramente sulla Calabria oltre su città estere. <br dir="auto" />Questi inediti sono stati scritti nel 1997 e nella primavera del 1998. Due anni importanti. Durante questi due anni Grisi è stato più volte a Taranto. Ha partecipato a manifestazioni come il Premio Ori di Taranto e ha presentato in diverse città i suoi libri. Più volte è stato anche a Grottaglie dove gli è stato conferito anche il Premio Letterario Giuseppe Battista ed ha presentato i suoi libri su Mazzini e sugli scrittori cattolici al Liceo Moscati. <br dir="auto" />In queste occasioni, come spesso usava fare, prendeva appunti, scriveva sui bordi delle lettere o negli spazi bianchi degli inviti. Questi appunti, rivisti, venivano poi trascritti. Da qui questa plaquette. I luoghi sono stati sempre riferimenti significativi per Grisi. <br dir="auto" />In queste poesie ci sono certamente i luoghi (come Grottaglie, Taranto e Martina Franca), ma c’è soprattutto un sentire i luoghi come appartenenza. Nei luoghi c’era sempre un racconto. Il racconto delle vie di Grottaglie, di Palazzo Ducale di Martina Franca, della Magna Grecia di Taranto. Elementi che in Grisi sono fondamentali e che ho trovato in altre pagine come ho sottolineato nello studio, recentemente pubblicato, “Passeggiate letterarie. Da Cutro alla Magna Grecia di Francesco Grisi”, che ho scritto attraverso una lettura dei suoi testi e, certamente, grazie ad un costante rapporto che ho intrattenuto per decenni con lo scrittore. <br dir="auto" />“Se camminando” è, sostanzialmente, ben strutturato e definito se pur in tredici poesie. Ma la loro struttura, il contenuto, il linguaggio ci riportano al Grisi che abbiamo sempre conosciuto. Ma si tratta anche di un omaggio a tre città e alla Magna Grecia.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Gli Inediti di Francesco Grisi su Taranto e i luoghi di Taranto <br dir="auto" /><br dir="auto" />“Se camminando<br dir="auto" />Tra le vie di Grottaglie, Taranto e Martina Franca”<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />1<br dir="auto" />Se camminando tra le strade di Grottaglie<br dir="auto" />Se camminando tra queste strade,<br dir="auto" />i garofani dei balconi<br dir="auto" />hanno colori strappati al sole dell’alba e del crepuscolo,<br dir="auto" />io non so perché<br dir="auto" />le case bianche<br dir="auto" />hanno il cuore di Tunisi nella Medina.<br dir="auto" />Poi. Salendo, <br dir="auto" />da un gradino a un sasso,<br dir="auto" />trovo il barocco<br dir="auto" />delle mie passeggiate arabe.<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" />2<br dir="auto" />A Grottaglie il sole nei pomeriggi<br dir="auto" />Perché a Grottaglie<br dir="auto" />il sole nei pomeriggi d’estate<br dir="auto" />è un taglio<br dir="auto" />tra le sfere e le geometrie<br dir="auto" />delle vie<br dir="auto" />che un giorno<br dir="auto" />il Battista camminò.<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" />3<br dir="auto" />Nei silenzi di Grottaglie<br dir="auto" />Poi. Venne la sera.<br dir="auto" />Dai gradini della Chiesa Madre.<br dir="auto" />Ho raccolto la preghiera<br dir="auto" />delle donne oranti.<br dir="auto" />E. Ho veduto<br dir="auto" />da uno spicchio tufaceo<br dir="auto" />il colore del vento.<br dir="auto" />Una ragazza<br dir="auto" />con il mare negli occhi<br dir="auto" />mi ha chiesto: “Perché porti<br dir="auto" />la barba bianca, il bastone <br dir="auto" />e sei vestito di nero?”.<br dir="auto" />Ed io ho risposto: “Perché il mio cuore<br dir="auto" />Recita il Francesco di Paola”.<br dir="auto" />Poi. Ho camminato<br dir="auto" />i corridoi della città<br dir="auto" />sino alla notte buia<br dir="auto" />nei silenzi di Grottaglie. <br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />4<br dir="auto" />Grottaglie nella consolazione dei secoli <br dir="auto" />Si dice di Ennio.<br dir="auto" />Ma è tutto vero nella storia?<br dir="auto" />Non parlatemi della storia.<br dir="auto" />Io cammino tra spazi di parole.<br dir="auto" />Questa città<br dir="auto" />è uno spazio di pause.<br dir="auto" />Grottaglie<br dir="auto" />ti porti dentro<br dir="auto" />memorie<br dir="auto" />nella consolazione dei secoli.<br dir="auto" />Si dice di Ennio.<br dir="auto" />Tra Grecia e Roma<br dir="auto" />è precipitata una foglia<br dir="auto" />di parole.<br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />5<br dir="auto" />Tra le pietre di Grottaglie<br dir="auto" />E. Poi. Mi venne incontro<br dir="auto" />il Santo mio.<br dir="auto" />Il mantello come una zattera<br dir="auto" />nelle acque dei mari distanti.<br dir="auto" />Ti ho incontrato sempre<br dir="auto" />o sei tu che mi sei venuto incontro.<br dir="auto" />Ma non pensavo di trovarti<br dir="auto" />in questa passeggiata<br dir="auto" />tra le pietre di Grottaglie.<br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />6<br dir="auto" />Grottaglie<br dir="auto" />Ha i colori della seta<br dir="auto" />nelle parole degli oracoli<br dir="auto" />che impastano<br dir="auto" />il sale alla terra.<br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />7<br dir="auto" />Taranto è l’isola della Magna Grecia<br dir="auto" />Il mare ha i riflessi<br dir="auto" />dei pescatori<br dir="auto" />nel giorno che si risveglia.<br dir="auto" />Taranto non è una città,<br dir="auto" />è un’isola.<br dir="auto" />Custodisce<br dir="auto" />i segreti della Magna Grecia.<br dir="auto" />La Magna Grecia<br dir="auto" />è nell’isola di Taranto!<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" />8<br dir="auto" />Taranto e il sale di Archita<br dir="auto" />Odore di navi e di porti.<br dir="auto" />Il sale ha il viaggio di Archita.<br dir="auto" />Le acque del Galeso<br dir="auto" />precipitano nel riposo della storia.<br dir="auto" />I greci,<br dir="auto" />qui,<br dir="auto" />hanno fermato il tempo.<br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />9<br dir="auto" />Taranto è la mia Calabria<br dir="auto" />Ho lo sguardo rapito dal Golfo.<br dir="auto" />Se allungo una mano<br dir="auto" />Taranto è la mia Calabria.<br dir="auto" />Viaggio per riposare nei ricordi.<br dir="auto" />(1998)<br dir="auto" /><br dir="auto" />10<br dir="auto" />Versi per Martina Franca<br dir="auto" />Il Duca ha lasciato il Palazzo,<br dir="auto" />ma forse tante epoca fa.<br dir="auto" />Le strade sono un mercato,<br dir="auto" />dove i mercanti<br dir="auto" />non vendono spezie,<br dir="auto" />ma silenzi.<br dir="auto" />Poi. I profumi<br dir="auto" />vivono dell’odore dei mattini.<br dir="auto" />Il pane, appena sfornato,<br dir="auto" />è una carezza tra gli uliveti.<br dir="auto" />Ma il Duca non è più<br dir="auto" />ritornato al Palazzo.<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" />11<br dir="auto" />Martina Franca<br dir="auto" />Ha il barocco cucito<br dir="auto" />tra le grondaie<br dir="auto" />dei ricordi.<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" />12<br dir="auto" />Magna Grecia, cifra di simboli<br dir="auto" />È persa nell’infinito.<br dir="auto" />Magna Grecia, <br dir="auto" />cifra di simboli.<br dir="auto" />Ho città smarrite<br dir="auto" />nelle mie nostalgie rapite.<br dir="auto" />Isole sommerse<br dir="auto" />nelle mie memorie di mare.<br dir="auto" />(1997)<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />13<br dir="auto" />La mia Magna Grecia<br dir="auto" />Ho tanto viaggiato. Forse troppo.<br dir="auto" />Ho abitato i porti<br dir="auto" />e le case smarrite della Terra Santa.<br dir="auto" />In ogni geografia<br dir="auto" />ho lasciato<br dir="auto" />la mia Magna Grecia.<br dir="auto" />(1998)</p>
<p>nella foto  Pierfranco Bruni e  Marilena Cavallo, studiosa dei testi inediti dello scrittore poeta, Francesco Grisi il volume con Cuore amico di Pierfranco Bruni</p>
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