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	<title>Franco Ferrarotti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Franco Ferrarotti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Franco Ferrarotti, a un anno dalla scomparsa e verso il centenario della nascita, con l’editore Solfanelli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/franco-ferrarotti-a-un-anno-dalla-scomparsa-e-verso-il-centenario-della-nascita-con-leditore-solfanelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=franco-ferrarotti-a-un-anno-dalla-scomparsa-e-verso-il-centenario-della-nascita-con-leditore-solfanelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 17:06:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ferrarotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Franco-Ferrarotti-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Franco-Ferrarotti-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Franco-Ferrarotti-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Franco-Ferrarotti-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Franco Ferrarotti : Un maestro di saperi che nascono dalle esperienze, dai vissuti e dall’interpretazione più che della storia e oltre la storia, ponendo al centro l’uomo, la vita, le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/21/franco-ferrarotti-a-un-anno-dalla-scomparsa-e-verso-il-centenario-della-nascita-con-leditore-solfanelli/">Franco Ferrarotti, a un anno dalla scomparsa e verso il centenario della nascita, con l’editore Solfanelli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Franco Ferrarotti : Un maestro di saperi che nascono dalle esperienze, dai vissuti e dall’interpretazione più che della storia e oltre la storia, ponendo al centro l’uomo, la vita, le civiltà.  Come egli spesso diceva: «La testimonianza è sicuramente altra cosa rispetto al documento». Un dato in cui il vissuto diventa un non dimenticato, ovvero un non dimenticare.Un pensare e un pensiero che sono andati sempre oltre le singole idee. </em></p>
<p>Il rapporto tra <strong>Franco Ferrarotti</strong>, a un anno dalla scomparsa e verso il centenario della nascita (1926-2026), e la casa editrice <strong>Solfanelli di Marco Solfanelli</strong> è stato intenso, e continua a esserlo attraverso le sue pubblicazioni. Un rapporto coerente e di notevole importanza non solo sociologica e antropologica, ma anche umana, esistenziale, affettiva.<br />
Una fedeltà che soltanto i grandi maestri, come Ferrarotti, e le case editrici che sanno credere e investire in un’editoria seria e profondamente culturale riescono a stabilire e a proseguire nel tempo. Un esempio di lealtà, di stima e di immensi saperi.<br />
Perché, dopo un anno, tornare su Ferrarotti? È stato uno dei miei maestri. Una personalità carismatica, dotata di una profonda saggezza, che ha attraversato le crisi, i declini e le interpretazioni di un secolo – non lungo e non breve, al di là di etichette banali – e di un’epoca alla quale il maestro ha offerto una lettura fondante: tra il male delle guerre, le caratteristiche epistemologiche, le forme ermeneutiche, i vissuti, le testimonianze e l’essere uomini e civiltà.<br />
La casa editrice Solfanelli ha saputo cogliere, con coraggio, il tempo del suo viaggio. Un’intesa unica. Il 2026 sarà un anno in cui occorrerà ricordarlo, omaggiarlo e meritarlo, con le attenzioni necessarie, tra problematicità e contestualizzazioni. Io sto provando a scrivere, ma soprattutto a leggerlo e rileggerlo, grazie ad alcuni aspetti che confluiranno in un libro, viaggiando tra i suoi scritti editi appunto da Solfanelli.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-78098" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore.jpg" sizes="(max-width: 714px) 100vw, 714px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore.jpg 714w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore-300x179.jpg 300w" alt="" width="714" height="427" /><figcaption class="wp-element-caption">Marco Solfanelli – Franco Ferrarotti</figcaption></figure>
</div>
<p>Credo che sia anche un compito spirituale, da parte mia, perché la sua scrittura, soprattutto negli anni universitari, ha contato molto, indirizzandomi verso le discipline comparate. Un fatto che in quegli anni – i Settanta – non era ben accetto. Ma Franco, con grande fermezza, ha legato una scienza come la sociologia alla letteratura, all’antropologia, alla filosofia.<br />
Partendo da fatti vissuti e da conoscenze reali – come nelle pagine su Pavese o Puccini – ha portato dentro le nostre vite il senso del tutto, senza mai dimenticare le identità e le appartenenze come riferimenti di una cultura scientifica e popolare. Ha parlato a tutti, con il suo linguaggio, la sua gestualità, con la consapevolezza che l’imprevedibilità della vita è sempre un accadere.<br />
Un maestro di saperi che nascono dalle esperienze, dai vissuti e dall’interpretazione più che della storia e oltre la storia, ponendo al centro l’uomo, la vita, le civiltà. Un pensare e un pensiero che sono andati sempre oltre le singole idee. Il Pensiero, che passa anche attraverso istanze fenomenologiche, è il cogliere il tempo della necessità e del superamento delle dissolvenze come forma e materia.<br />
Un pensare religioso del mondo. Oltre le macerie c’è la memoria che resiste agli scogli delle emergenze. Se c’è il male, c’è anche il bene. Un sentiero che è un sentimento metafisico. È su questo aspetto che sto cercando di intessere una visione dell’esistere. Soprattutto perché la vita, come le culture, sono “fenomeni” che hanno bisogno di una comparazione, capace di condurci in una dimensione tra essere, tempo e religione.<br />
Un superamento heideggeriano che lo avvicina a una costante kierkegaardiana, partendo dall’angoscia delle civiltà che hanno bisogno non di “malattie mortali”, ma di edificazione dell’anima. Una società senza anima è la sconfitta delle appartenenze. A questo credeva, e su questo ha impostato una “metodologia” dei saperi, in un contesto in cui le derive non mancano e i sogni si sono frantumati.<br />
Ma il bene è anche la salvezza della bellezza. Il bene come principio portante di un percorso che ha come punto di contatto la comprensione. Comprendere non solo i fatti, ma soprattutto gli uomini, ovvero i popoli.<br />
Dunque, un tempo oltre lo storicismo vero e proprio. Un cammino di pazienza e di consapevolezza. Un tracciato indelebile tra conoscenze e saggezza. Un itinerario tra la ricerca tout court e una possibile verità, in una verità possibile, da trasmettere sempre e comunque alle nuove generazioni.<br />
Tre parametri che hanno fatto di Ferrarotti il segno tangibile e reale di un maestro del pensiero, con il quale occorre fare spesso i conti, perché in lui – sia nel suo dialogante parlare sia nella virtù delle pagine scritte – c’è un’impalcatura di insegnamento e un’orchestra di pedagogia dell’essere.<br />
Perché, come egli spesso diceva: «La testimonianza è sicuramente altra cosa rispetto al documento». Un dato in cui il vissuto diventa un non dimenticato, ovvero un non dimenticare.<br />
La casa editrice Solfanelli, proprio per aver seguito sostanzialmente tutto il suo composito mondo editoriale – con un ricchissimo e vasto repertorio e catalogo di titoli, non solo in lingua italiana – e le sue stagioni di pensiero, resta centrale per approfondire Franco Ferrarotti.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-115105 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--300x149.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--1024x509.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--768x382.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--1536x764.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--1920x954.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--1170x582.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni--585x291.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni-.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<item>
		<title>La scomparsa di un maestro, Franco Ferrarotti. Pubblicò con Solfanelli libri fondamentali</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/la-scomparsa-di-un-maestro-franco-ferrarotti-pubblico-con-solfanelli-libri-fondamentali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-scomparsa-di-un-maestro-franco-ferrarotti-pubblico-con-solfanelli-libri-fondamentali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 20:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Ferrarotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/da-dx-Franco-Ferrarotti-_-Marco-Solfanelli-editore-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il catalogo Solfanelli editore è un monumento dei suoi libri e ha ben fatto la casa editrice a pubblicare la sua ricca e articolata missione di scrittore a tutto tondo.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/13/la-scomparsa-di-un-maestro-franco-ferrarotti-pubblico-con-solfanelli-libri-fondamentali/">La scomparsa di un maestro, Franco Ferrarotti. Pubblicò con Solfanelli libri fondamentali</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il catalogo Solfanelli editore è un monumento dei suoi libri e ha ben fatto la casa editrice a pubblicare la sua ricca e articolata missione di scrittore a tutto tondo. Franco Ferrarotti era nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile 1926. Un maestro delle Culture. Dalla sociologia alla filosofia la cui formazione nasceva proprio dalla funzione del &#8220;fenomeno&#8221;.Inventore di un modello umanistico della sociologia nello scavo filosofico delle civiltà che noi chiamiamo società in una visione in cui l&#8217;antropologia ha sempre avuto una funzione basilare .E&#8217; scomparso il 13 novembre a 98 anni.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Filosofia e sociologia in una epistemologia della memoria. Ha lavorato sino all&#8217;ultimo. Soprattutto nei suoi ultimi scritti il ricordo era un immaginario che ha raccontato vite.<br />
&#8220;Adesso lo so. Lo so con certezza assoluta. So che morirò con un libro in mano. Sarà la mia estrema unzione&#8221;. Così è stato. Per Franco Ferrarotti. Scomparso il 13 novembre. Un maestro delle Culture. Dalla sociologia alla filosofia la cui formazione nasceva proprio dalla funzione del &#8220;fenomeno&#8221;. Uno scavo nella filosofia delle civiltà che noi chiamiamo società in una visione in cui l&#8217;antropologia ha sempre avuto una funzione basilare. Ma è stato realmente il costruttore di una sociologia che non partiva da sovrastrutture o da una logica della prassi. Bensì dalla centralità dell&#8217;uomo che ha bisogno di confrontarsi con il religioso che i popoli esprimono. Inventore di un modello umanistico della sociologia e mai da formule ideologiche che si spiegano ancora sotto le leggi delle economie. Una sociologia dell&#8217;umanesimo che voleva dare importanza al soggetto e a una fenomenologia dell&#8217;umano. Le società sono eredità di civiltà che scavano nel tempo per comprendere il presente. Gli ultimi suoi libri pubblicati dal prestigioso editore Solfanelli hanno posto in evidenza la conoscenza delle appartenenze. Si pensi proprio al suo libro dialogante con Cesare Pavese con il quale intrattenne un singolare legame. Lesse Pavese non solo con la passione dell&#8217;affetto ma anche con la capacità di interpretare l&#8217;opera letteraria. Fondamentale il suo libro in cui parla della sua famiglia come essenza antropologica dell&#8217;amore. Certo, usò un pensare sperimentale in sociologia ma negli anni Cinquanta ebbe il coraggio di introdurre la lettura delle società non attraverso l&#8217;oggetto ma attraverso una griglia in cui il soggetto occupava un campo anche metafisico. Si pensi ai suoi lavori in cui si sottolinea senza alcun cattedratico: &#8220;L&#8217;equazione personale tocca e può influenzare il processo vivo della ricerca e le sue risultanze. Il fatto è che, quando il sociologo studia la società, egli studia in realtà se stesso perché è parte della società&#8221;. I suoi scritti su Max Weber pongono all&#8217;attenzione il concetto di ragione nella storia la cui vera essenza però si trova nel tempo. O ai sui scritti sul sacro come &#8220;Paradossi del sacro&#8221; con la precisa differenza tra religioso e sacro. Come pure ai suoi scritti sulla verità tra società e utopia. In ciò si interezza &#8220;L&#8217;arte nella società&#8221;, Chieti, Solfanelli, 2005. Testo fondamentale in più edizioni che lo proietta proprio nella dialettica moderna del valore dell&#8217;arte tra finzione, fantasia e mistero. Sino a cinque anni dopo con il lavoro: &#8220;L&#8217;immaginario collettivo americano&#8221;, Chieti, Solfanelli, 2010. Così come un altro punto di riferimento che è ancora: &#8220;La religione dissacrante. Coscienza e utopia nell&#8217;epoca della crisi&#8221;, Chieti, Solfanelli, 2013. Questo resta uno dei testi basilari dei suoi ultimi anni. Intreccia filosofia e decadenza dell&#8217;uomo moderno. E per tale sì identificano le società della modernità. L&#8217;annientamento delle società sono nei feticci che producono tra la parola e l&#8217;immagine le macerie e le rovine. Scrisse su Olivetti e su Puccini tra musica e società. Il catalogo Solfanelli editore è un monumento dei suoi libri e ha ben fatto la casa editrice a pubblicare la sua ricca e articolata missione di scrittore a tutto tondo. Franco Ferrarotti era nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile 1926. Ci lascia un maestro.<br />
Si interfacciò in un rapporto dinamico tra attualità e quotidianità in modo particolare sottolineando:<br />
&#8220;La premessa per la convivenza e il dialogo in una società multietnica è il riconoscimento teorico e pratico, che oltre alla propria cultura, possono esservi altre culture, dotate di pari valore umano, se pure a uno stadio meno avanzato di sviluppo tecnico, ossia altre forme di consapevolezza, altri complessi di esperienze umane condivise e convissute. Non si può pretendere di comunicare con ciò che si nega&#8221;.<br />
La consapevolezza come metodo della conoscenza in quel suo mondo dove il ricordare assume la valenza identitaria.</p>
<p>Foto cover: <em>da sx Marco Solfanelli Editore e Franco Ferrarotti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-78106" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Franco-Ferrarotti-sociologo-Wikipedia.jpg" sizes="(max-width: 821px) 100vw, 821px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Franco-Ferrarotti-sociologo-Wikipedia.jpg 821w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Franco-Ferrarotti-sociologo-Wikipedia-300x231.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Franco-Ferrarotti-sociologo-Wikipedia-768x590.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Franco-Ferrarotti-sociologo-Wikipedia-80x60.jpg 80w" alt="" width="252" height="193" /></figure>
</div>
<p><strong>Franco Ferrarotti</strong>. Professore di sociologia all’università La Sapienza di Roma fino al 2002, è stato anche deputato nel Parlamento per la terza legislatura, eletto per il Movimento di Comunità. Nel 2005 è stato nominato Cavaliere di gran croce.<br />
Ferrarotti è stato fra i fondatori del Consiglio dei Comuni d’Europa a Ginevra nel 1949; direttore dei progetti di ricerca sociologica presso l’Oece (ora OCSE) a Parigi nel 1958-59. Fra le sue opere principali, Sindacati e potere (1954); La protesta operaia (1955); La sociologia come partecipazione (1961); Max Weber e il destino della ragione (1965); Trattato di sociologia (1968); Roma da capitale a periferia (1970); La sociologia del potere (1972); Vite di baraccati (1974); Studenti, scuola, sistema (1976); Giovani e droga (1977). Fondatore, con Nicola Abbagnano, dei Quaderni di sociologia, ha diretto anche la rivista La critica sociologica.<br />
Ferrarotti era nato a Palazzolo Vercellese il 7 aprile del 1926. Si è spento a Roma, oggi 13 novembre 2024. Aveva 98 anni.</p>
<p>…..</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-77084 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Pierfranco-Bruni-25.10.2024-Taurianova-.jpg" sizes="(max-width: 575px) 100vw, 575px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Pierfranco-Bruni-25.10.2024-Taurianova-.jpg 575w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Pierfranco-Bruni-25.10.2024-Taurianova--264x300.jpg 264w" alt="" width="236" height="268" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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