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	<title>Gabriele Lucci Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Cinquant’anni di “Primo Piano”: la storia di cinque giovani che cambiarono il modo di guardare il cinema all’Aquila</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 06:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/cineclub.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/cineclub.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/cineclub-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/cineclub-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>di Goffredo Palmerini L’AQUILA – Ieri pomeriggio, 30 maggio 2026, quando nell’Aula Magna del Centro Congressi “Luigi Zordan” dell’Università dell’Aquila si sono accese le luci per celebrare i cinquant’anni del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/31/cinquantanni-di-primo-piano-la-storia-di-cinque-giovani-che-cambiarono-il-modo-di-guardare-il-cinema-allaquila/">Cinquant’anni di “Primo Piano”: la storia di cinque giovani che cambiarono il modo di guardare il cinema all’Aquila</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di<strong> Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>L’AQUILA – Ieri pomeriggio, 30 maggio 2026, quando nell’Aula Magna del Centro Congressi “Luigi Zordan” dell’<strong>Università dell’Aquila </strong>si sono accese le luci per celebrare i cinquant’anni del <strong>Cineclub “Primo Piano”</strong>, non si è ricordato soltanto un anniversario. Si è riaperta una porta. Una porta che cinque giovani appassionati della settima arte, e dei grandi sogni, il 7 maggio del 1976 decisero di spalancare per la città, senza sapere che da lì sarebbe passato un pezzo importante della sua storia culturale non solo aquilana.</p>
<p>Dopo il saluto del Rettore magnifico<strong> Fabio Graziosi</strong>, a raccontare quella stagione pionieristica, stimolati dalle domande del</p>
<div id="attachment_124508" style="width: 547px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124508" class="wp-image-124508 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-1024x512.jpg" alt="" width="537" height="269" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-1024x512.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-300x150.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-768x384.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-1920x960.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-1170x585.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi-585x293.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Il-saluto-del-Rettore-dellateneo-Fabio-Graziosi.jpg 1936w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /><p id="caption-attachment-124508" class="wp-caption-text">Il saluto del Rettore dell&#8217;ateneo Fabio Graziosi</p></div>
<p>caporedattore del quotidiano <em>il Centro</em> <strong>Domenico Ranieri</strong>, sono stati il professor <strong>Mirko Lino</strong>, docente di Cinema presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’ateneo aquilano, il giornalista <strong>Giustino Parisse</strong>, e soprattutto loro: <strong>Luigi Giallonardo</strong>, <strong>Gabriele Lucci</strong>, <strong>Lucio Panella</strong> e <strong>Massimo Turco</strong>. I fondatori. I testimoni di un’epoca in cui il cinema non era solo uno schermo, ma un modo di stare al mondo. Notevoli gli spunti di analisi culturale di quella esperienza, con qualche proposta di attualizzazione a reimpostare un nuovo percorso con protagonisti di oggi.</p>
<p>Via San Marciano, centro storico dell’Aquila, tra Palazzo de Nardis e il lato sinistro dell’Episcopio. Un locale modesto, qualche sedia recuperata, un proiettore che sembra più un atto di fede che una macchina. È qui che nasce, 50 anni fa, il <strong>Cineclub “Primo Piano”</strong>. Non c’è nulla di eroico, almeno in apparenza. Solo cinque giovani che amano il cinema e che decidono di portare in città ciò che i circuiti commerciali ignorano: i film scomodi, i film invisibili, i film che chiedono allo spettatore di riflettere. Il Cineclub apre tutti i giorni, tre e talvolta quattro proiezioni quotidiane. La prima rassegna, <em>America amara</em>, è un viaggio nel lato oscuro del sogno americano. L’ultima, realizzata con il Goethe Institut, diventa la più completa retrospettiva italiana sul <em>Nuovo Cinema Tedesco</em>. In mezzo, centinaia di titoli che allargano lo sguardo di una generazione.</p>
<p>Il successo del Cineclub non passa inosservato. I gestori delle quattro sale cittadine (Olimpia, Rex, Imperiale, Massimo) lo guardano con sospetto, come un intruso che rompe equilibri consolidati. L’ostracismo è immediato. Ma in quegli anni di grande fermento culturale la città reagisce. <strong>Dacia Maraini</strong>, <strong>Marco Pannella</strong>, intellettuali, studenti, cinefili e semplici appassionati, tutti si stringono attorno a quei cinque ragazzi che hanno osato immaginare un cinema diverso. Il moto di solidarietà è forte, salva il Cineclub, e tuttavia non basta a garantirne la sopravvivenza. Nel 1979, dopo tre intensi anni di attività febbrile, “<strong>Primo Piano</strong>” chiude. Una chiusura che, col senno di poi, assomiglia più a una metamorfosi che a una fine ineluttabile e disperata. Da quell’esperienza, infatti, germoglia qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere.</p>
<p>Da quel seme <strong>Gabriele Lucci</strong> avvia una stagione di straordinaria progettualità culturale che porterà negli anni a costituire un vero e proprio <strong>Sistema Cinema</strong>, la cui eco feconda supererà ben oltre i confini italiani. Nel 1981 nasce il <strong>Festival “Una Città in Cinema”</strong>, che porta all’Aquila registi, attori, critici, e un pubblico nuovo. Le stupende architetture del centro storico del capoluogo abruzzese diventano quinta di scena per le riprese di grandi autori della fotografia che rivelano i segreti della loro arte. Nello stesso anno prende vita l’<strong>Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”</strong>, che diventerà un punto di riferimento nazionale per le sue attività, le rassegne cinematografiche, i seminari su innovazioni e sperimentazioni, gli incontri con i Maestri della settima arte.</p>
<div id="attachment_124509" style="width: 438px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124509" class="wp-image-124509" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci-300x188.jpg" alt="" width="428" height="268" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci-300x188.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci-1024x640.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci-768x480.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci-585x366.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/gabriele-lucci.jpg 1140w" sizes="(max-width: 428px) 100vw, 428px" /><p id="caption-attachment-124509" class="wp-caption-text">Gabriele Lucci</p></div>
<p>Nel 1995 arriva l’<strong>Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine</strong>, centro di alta formazione, fondata dall’Istituto Cinematografico, Comune dell’Aquila e Regione Abruzzo. Un luogo dove il cinema non si guarda soltanto, ma si studia, si crea, si vive. E soprattutto dove ci si forma, grazie ad insigni docenti nel campo umanistico e all’insegnamento offerto dai più grandi Maestri del cinema italiano ed internazionale. L’Aquila diventa così una Capitale dei Mestieri del cinema, formando nell’Accademia circa 150 giovani professionisti durante il ciclo degli studi, 3 anni di corso e 2 di specializzazione.</p>
<p>Nel 2001 nasce <strong>L’Aquila Film Commission</strong>, che consolida il rapporto tra la città e le produzioni cinematografiche, con buoni risultati sebbene con minime risorse a disposizione che solo attualmente, con la costituzione di Abruzzo Film Commission, hanno trovato una dimensione adeguata di finanziamento regionale. Insomma, da quel Cineclub si struttura un vero e proprio <strong>Sistema Cinema</strong>, capace di creare una <strong>Cineteca</strong> tra le più importanti d’Italia, una <strong>Mediateca</strong> specializzata nel settore cinematografico e un <strong>Museo dei Mestieri del Cinema</strong>. E di portare a L’Aquila ben <strong>21 Premi Oscar</strong>. Un risultato straordinario, se si pensa che tutto comincia da un piccolo locale e da cinque ragazzi che non avevano altro che passione e ostinazione.</p>
<p>A caldo, chi qui scrive trae una sua intima riflessione. “<strong>Primo Piano</strong>” non è stato solo un Cineclub. È stato un luogo dell’anima. Un laboratorio di visione critica, un presidio sociale, una palestra di cittadinanza culturale. Negli anni Settanta, quando il cinema era ancora un rito collettivo, quel piccolo spazio rappresentò un modo nuovo di stare insieme, di discutere, di crescere. Fu il primo tentativo strutturato di creare una presenza cinematografica quotidiana, capace di incidere sul territorio e di dialogare con le altre realtà culturali della città. Da lì nasce una consapevolezza che ancor oggi risuona: il cinema non è solo intrattenimento, ma <strong>identità, comunità, memoria</strong>.</p>
<p>Questa, dunque, è una ricorrenza che non fa solo memoria, ma parla al presente. Cinquanta anni dopo, il <strong>Cineclub “Primo Piano”</strong> ci interroga ancora. Come si costruisce oggi un luogo del pensiero? Dove si incontrano le comunità culturali? I social media sono strumenti oppure ostacoli? Quale il valore della libertà nella proposta culturale e quale il ruolo delle Istituzioni? Come si ripensano gli spazi urbani della cultura in un mondo che oscilla tra localismi e globalizzazione? Il Cineclub del 1976 ci ricorda che tutto può nascere da un’idea forte, da un gruppo di giovani determinati, da un luogo che diventa comunità. E che la cultura, quando è autentica, apre sempre una strada dove prima non c’era.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-124512" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-300x165.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-1024x562.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-768x422.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-1170x642.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila-585x321.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Gran-pubblico-nellAula-magna-dellUniversità-dellAquila.jpg 1658w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Cinquant’anni dopo il <strong>Cineclub “Primo Piano”</strong> continua a parlare alla città. Non come un ricordo nostalgico, ma come un seme ancora fertile. <strong>L’Aquila</strong>, che negli ultimi decenni ha saputo costruire un’identità cinematografica unica in Italia &#8211; che le Istituzioni, dopo il terremoto del 2009, purtroppo non hanno saputo tutelare e preservare &#8211; deve molto a quei cinque giovani che nel 1976 decisero di aprire una porta. Da quella porta è passato un futuro che nessuno avrebbe potuto immaginare. E forse, proprio oggi, nel tempo difficile che stiamo vivendo, c’è bisogno di riaprirla ancora, quella porta, con nuovi protagonisti innamorati di futuro.</p>
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		<title>CAFFÈ NERO A HAMMERSMITH”, IL SECONDO ROMANZO DI GABRIELE LUCCI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 07:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Gabriele Lucci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/28D67D55-9EB5-4967-BC5F-F874F220FFC5-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>E’ stato presentato a Roma il 2 dicembre 2022, con Paolo Mieli, nella Libreria Eli &#160; L’AQUILA – Pubblicato in novembre 2022 e presentato il 2 dicembre scorso a Roma, presso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/05/caffe-nero-a-hammersmith-il-secondo-romanzo-di-gabriele-lucci/">CAFFÈ NERO A HAMMERSMITH”, IL SECONDO ROMANZO DI GABRIELE LUCCI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>E’ stato presentato a Roma il 2 dicembre 2022, con Paolo Mieli, nella Libreria Eli</em></p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64667" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/BC6A4766-AC81-492A-8EB9-6328A4442E27.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’AQUILA – Pubblicato in novembre 2022 e presentato il 2 dicembre scorso a <strong>Roma</strong>, presso la magnifica <strong>Libreria Eli</strong>, il romanzo <strong>“<em>Caffè nero a Hammersmith</em>”</strong> (ed. L’Atalante) è la seconda incursione nella narrativa di <strong>Gabriele Lucci</strong>, fecondo saggista e insigne direttore artistico in campo cinematografico. Un magnifico evento, quello della presentazione del volume, in una delle più suggestive librerie della capitale, dove il profumo dei libri si coniuga con il sottile piacere degli incontri culturali, come quello vissuto appunto il 2 dicembre quando è stata svelata, ad una splendida cornice di pubblico, la novità di questo secondo romanzo di <strong>Lucci</strong>, attraverso l’intrigante conversazione con l’Autore dello storico <strong>Paolo Mieli</strong>, una delle penne più prestigiose del giornalismo italiano, già direttore della Stampa e del Corriere della Sera.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64664" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/FA23884E-AC74-422A-B6F0-9D0258F35C81.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Numerose le presenze all’incontro di presentazione, specie dal mondo della settima arte. Notevoli e interessanti le annotazioni sull’opera emerse dalla conversazione, stimolata dalle puntuali domande di Mieli all’autore. D’altronde <strong>Paolo Mieli</strong> non ha fatto mistero del suo apprezzamento per l’opera, con un giudizio assai lusinghiero affidato alla terza di copertina. <em>“Un grande romanzo di piacevole lettura</em> – annota <strong>Paolo Mieli </strong>– <em>e un concentrato di personaggi unici. Gabriele Lucci racconta il bisogno di far pace con le proprie radici, attraverso un ironico bilancio generazionale ricco di suspense. Riapre le ferite della protagonista e del rapporto irrisolto con il padre con il quale è costretta a confrontarsi, dimostrando l’importanza di fare i conti con il passato.”</em> D’altronde non poteva difettare in <strong>Lucci</strong>, per la straordinaria sua confidenza e cultura in campo cinematografico, il giusto armamentario per tenere il lettore incollato alle pagine del romanzo, in una storia intricata di personaggi singolari e di varia umanità, in un ricco caleidoscopio di vicende umane, in una congerie di situazioni psicologiche, con una narrazione che non lascia vuoti, tanti sono gli intrecci nelle relazioni costruiti con un sapiente ed ampio ventaglio dialogico.</p>
<p>Insomma, “<em>Caffè nero a Hammersmith</em>” è un libro che si legge tutto d’un fiato, portando il lettore fino all’acme della storia, quando tutto si risolve nella maniera più imprevedibile, quando la <em>suspense </em>cinematografica s’acuisce nel colpo di teatro. Creatività e indiscutibile talento dell’Autore, entrambi fortemente vivi in <strong>Gabriele Lucci</strong> che alla profonda conoscenza delle tecniche narrative della settima arte assomma anche un’evidente propensione drammaturgica, peraltro già felicemente sperimentata. Non resta, dunque, che lasciare ai potenziali lettori il gusto di leggere il romanzo, senza richiami di dettaglio alla storia che vi è narrata, ma solo rinviando alla valutazione che sull’opera rilascia il critico <strong>prof. Angelo Moscariello</strong> nella recensione che segue queste modeste mie note di lettura. Riguardo le tecniche narrative apparirà tutto più chiaro scorrendo le annotazioni biografiche sull’autore.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-64663 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/914551B1-CEBE-4F8A-AFC5-31E08FE53E6D-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/914551B1-CEBE-4F8A-AFC5-31E08FE53E6D-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/914551B1-CEBE-4F8A-AFC5-31E08FE53E6D-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/914551B1-CEBE-4F8A-AFC5-31E08FE53E6D-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Gabriele Lucci</strong> è nato a L’Aquila il 7 luglio 1950. Giovanissimo, frequenta la Scuola di Cultura drammatica, espressione d’un fermento culturale che caratterizza negli anni ’60 L’Aquila, uno dei più importanti centri di produzione teatrale italiana. È con il Teatro Stabile dell’Aquila, poi diventato Regionale, che Lucci arricchisce il proprio bagaglio culturale, seguendo diversi allestimenti del regista <strong>Antonio Calenda</strong>. Ma è con la tesi di laurea in Economia (Regioni e Radiotelevisione) che si evidenzia il suo interesse verso il variegato mondo dell’immagine, dove il cinema è solo uno dei settori, anche se di fondamentale rilievo. A metà degli anni ’70 Lucci dà infatti vita, con alcuni amici cinefili, al Cineclub “Primo Piano”, il primo in Abruzzo, e scrive per la RAI i testi di varie trasmissioni radiofoniche, firmando anche la regia del cortometraggio “Festa”, presentato al Festival internazionale di Salsomaggiore.</p>
<p>Contemporaneamente pone le basi per la creazione di quello che sarà all’Aquila un vero e proprio <strong>Sistema Cinema</strong>. Nel 1981 fonda l’<strong>Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica”</strong>, assumendone la direzione artistica fino al 1995. Con l’Istituto avvia un’intensa attività di promozione del cinema sul territorio, accanto ad iniziative di respiro internazionale. Tra queste il primo Convegno sull’Alta Definizione, la Conferenza sul linguaggio audiovisivo, alcuni <em>workshops</em> tenuti da prestigiosi professionisti del cinema, il Seminario dedicato a François Truffaut, presenti i familiari e i più stretti collaboratori del regista francese. Nel 1992 fonda, con <strong>Vittorio Storaro</strong> e l’Università dell’Aquila, l’<strong>Accademia per le Arti e le Scienze dell’Immagine</strong>, ricoprendone la carica di Direttore fino al 2006. In questi stessi anni promuove la nascita della <strong>Cineteca dell’Aquila</strong> (2000), dell’<strong>Aquila Film Commission </strong>(2001), della <strong>Mediateca regionale</strong> <strong>“Giovanni Tantillo”</strong> (2005).</p>
<p><strong>Gabriele Lucci</strong> è stato ideatore, con <strong>Luciano Tovoli</strong>, di “<strong>Una Città in cinema</strong>” (1981/1990), il primo Festival internazionale dedicato agli autori della fotografia, con approfondimenti anche sugli altri mestieri del cinema, e del <strong>Premio “Nestor Almendros”</strong> (1992/2008) riservato ai giovani <em>cinematographers</em>. Direttore editoriale per la <strong>Lanterna Magica</strong> delle Collane “<em>Saggi e Documenti</em>” e i “<em>Mestieri del Cinema</em>”, nel 1988 ha curato l’edizione italiana della biografia di <strong>Nestor Almendros</strong> (premio Oscar per la fotografia). Direttore scientifico per la sezione Cinema della <strong>Mondadori Electa </strong>(2003/2010), <strong>Lucci</strong> ha scritto diversi volumi sui generi cinematografici, tradotti in vari Paesi, e curato le pubblicazioni monografiche sui premi Oscar <strong>Vittorio Storaro</strong>, <strong>Ennio Morricone</strong> (Premio Efebo d’oro miglior libro di cinema 2008) e <strong>Dante Ferretti</strong>, libri presentati in diverse sedi istituzionali, quali la Casa del Cinema a Roma, la Mostra del Cinema a Venezia, il Guggenheim Museum e l’Istituto Italiano di Cultura a New York, l’University of California-UCLA a Los Angeles, la Protomoteca del Comune di Roma, le Università di Padova e Gorizia, i Comuni di Macerata e dell’Aquila.</p>
<p>Intensa la sua attività di studioso: <strong>Gabriele Lucci</strong> ha pubblicato saggi, tenuto seminari e un corso universitario su Cinema e Letteratura. I suoi lavori sono stati riportati dalle più importanti testate nazionali e internazionali (da <em>Le Monde</em> a <em>La Repubblica</em>, dal <em>The Guardian</em> al <em>Corriere della Sera</em>, da <em>Variety</em> a <em>La Stampa</em>, da <em>Süddeutsche Zeitung</em> a <em>Il Sole 24 Ore</em>, dal <em>Los Angeles Times</em> a <em>Le Figaro</em>, dalle reti televisive RAI a quelle di Mediaset). Per l’attività svolta a favore del cinema ha ricevuto a Hollywood il tributo dell’<strong>American Society Cinematographers </strong>ed è stato eletto Socio Onorario dell’Associazione Italiana Autori della Fotografia e dell’Associazione Scenografi, Costumisti e Arredatori.</p>
<p>Dopo il sisma del 2009, che a <strong>L’Aquila</strong> ha fortemente penalizzato l’intero <strong>Sistema Cinema </strong>– è sopravvissuto, vocandosi principalmente alla missione archivistica e museale sui mestieri del cinema, solo l’Istituto Cinematografico (del quale chi scrive dal 2000 al 2019 è stato prima Amministratore delegato e poi Vice Presidente) –, complice una politica dissennata che di fatto ha portato alla chiusura di un’eccellenza internazionale come l’Accademia dell’Immagine, <strong>Lucci</strong> è tornato all’antica passione per il teatro con “<em>Stazione di Transito</em>”, la sua prima esperienza di autore teatrale. L’opera è stata presentata a <strong>New York</strong>, nell’ottobre del 2012, nel mese dedicato alla cultura italiana, e successivamente al Salone del libro di Torino 2013. Nel 2014 ha reso un omaggio al cinema con il volume “<em>La diabolica ossessione</em>” e, insieme a <strong>Vittorio Storaro</strong>, <strong>Luciano Tovoli</strong>, <strong>Daniele Nannuzzi</strong>, con il volume “<em>The Art of Cinematography</em>”, una grande opera figurativa che per la prima volta ha proposto, avvalendosi dei testi di <strong>Lorenzo Codelli</strong> e <strong>Bob Fisher</strong>, una rilettura della settima arte attraverso gli occhi dei più importanti <em>cinematographers</em> del mondo.</p>
<p>Nel 2015 <strong>Gabriele Lucci</strong> ha esordito nella narrativa con il romanzo <em>“Il Tataurso imperiale”</em>. È del 2016, invece, la rappresentazione teatrale in Italia della pièce <em>“Stazione di Transito”, </em>per la regia di <strong>Marisa Mastracci</strong> con la Compagnia “La Bottega dei Guitti”. Nel 2017, in occasione della rassegna “Scrittori al centro”, insieme al critico cinematografico <strong>Paolo D’Agostini</strong> del quotidiano <em>La Repubblica</em>, ha dialogato con lo scrittore <strong>Sandro Veronesi</strong> sul tema “Il Cinema Passivo”. È del 2021 la più recente pubblicazione saggistica <em>“Biografia di un desiderio”</em>, ovvero come è nato all’Aquila un <strong>Sistema Cinema</strong>, tra il 1976 e il sisma del 2009. Il libro è stato presentato a <strong>Onna</strong> (L’Aquila) il 30 ottobre 2021, con la partecipazione di <strong>Paolo Mieli</strong> e <strong>Marco Tullio Giordana</strong>. Il 30 maggio 2022 <strong>Gabriele Lucci</strong> è stato insignito a Roma del <strong>Premio Internazionale Federico II</strong>, presso la sala Zuccari del <strong>Senato della Repubblica</strong>, a riconoscimento del suo impegno e della professionalità nel settore cinematografico.</p>
<p><strong>La recensione del critico Prof. Angelo Moscariello<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64662" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/4C92A734-139F-4376-95FB-75FC95CD1BEB-195x300.jpeg" alt="" width="195" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/4C92A734-139F-4376-95FB-75FC95CD1BEB-195x300.jpeg 195w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/4C92A734-139F-4376-95FB-75FC95CD1BEB.jpeg 536w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></strong></p>
<p>Un romanzo quello di <strong>Gabriele Lucci</strong> che ti aggancia fin dalle prime righe e non ti molla sino alla conclusione, un romanzo che si legge, o meglio si guarda, in uno stato di ipnosi da una sequenza all’altra lungo la  linea di un realismo fantastico dove si alternano dolorose memorie del passato e aperture oniriche verso il futuro (nel caso della protagonista Paola che cerca di riavere in affidamento la figlioletta) e di sdoppiamenti identitari (nel caso del poliziotto Ranieri che si crea un doppio narrativo nei suoi romanzi con protagonista il suo <em>alter ego</em> Chuck Harris, un agente alla James Bond), con sullo sfondo la presenza incombente di un uomo che persegue un suo scopo inconfessabile (Corrado il padre di Paola uscito di galera che ora si serve della figlia per recuperare il bottino di una rapina fatta anni prima).</p>
<p>La struttura di <em>Caffè nero a Hammersmith</em> è quella di un progettato <em>road movie</em> dal sud al nord della penisola che alimenta una crescente <em>suspense</em> senza mai tradire il verosimile quotidiano nella descrizione degli ambienti della costa adriatica (con tocchi figurativi simili a quadri di <strong>Hopper</strong>) e nei ritratti dei protagonisti, una transustanziazione del cinema in letteratura (quel cinema tanto amato dall’autore) dove dialoghi e azione procedono con ritmo veloce e finezza di dettagli.</p>
<p>Un percorso nello spazio che si risolve in un falso movimento o meglio in vortice che risucchia tutti in un locale di San Benedetto del Tronto chiamato La Rosa dei Venti dove si ritrovano i vecchi amici e forse complici di Corrado e li restituisce come “soggetti smarriti” (come si intitola uno dei capitoli cruciali del libro).</p>
<p>La sorpresa è che nel finale l’azione si riavvia fino a una scena sotto la pioggia da <em>action-movie </em>dopo la quale in un gioco di dare e avere i protagonisti si ritrovano conciliati con il loro passato. La cosa certa è che <strong>Lucci</strong> possiede il gusto del racconto e lo esprima in una forma matura e controllata (con momenti che a volte ricordano le dissolvenze scritturali incrociate dell’argentino <strong>Julio Cortazar</strong>), senza mai ricorrere agli stereotipi dei generi di largo consumo da lui evocati e con un mood del tutto personale non privo di una deliziosa sottile ironia che procede tra slittamenti e inversioni fino all’ultimo respiro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/05/caffe-nero-a-hammersmith-il-secondo-romanzo-di-gabriele-lucci/">CAFFÈ NERO A HAMMERSMITH”, IL SECONDO ROMANZO DI GABRIELE LUCCI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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