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	<title>Gianni Berengo Gardin Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Addio a Gianni Berengo Gardin: il maestro della fotografia in bianco e nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 13:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Berengo Gardin]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="595" height="625" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9792.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9792.jpeg 595w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9792-286x300.jpeg 286w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9792-585x614.jpeg 585w" sizes="(max-width: 595px) 100vw, 595px" /></p>
<p>L&#8217;Italia perde uno dei più grandi fotografi del &#8216;900. La sua carriera estesa quasi per settant&#8217;anni, è stata costellata da reportage e indagini sociali che hanno attraversato le vicende cruciali&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Italia perde uno dei più grandi fotografi del &#8216;900. La sua carriera estesa quasi per settant&#8217;anni, è stata costellata da reportage e indagini sociali che hanno attraversato le vicende cruciali del nostro Paese dal dopoguerra a oggi, raccontando la storia e l’anima di un intero popolo. Gianni Berengo Gardin aveva 94 anni</em></p>
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<p>7 agosto 2025 – Con la scomparsa di Gianni Berengo Gardin, all’età di 94 anni, l’Italia perde uno dei più grandi fotografi del Novecento. Nato a Santa Margherita Ligure nel 1930, Berengo Gardin ha dedicato la sua vita alla fotografia, iniziando la sua avventura nei primi anni Cinquanta. La sua opera si è sempre contraddistinta per una profonda onestà e autenticità, rifiutando qualsiasi forma di alterazione e presentando immagini, vere e proprie testimonianze del tempo.</p>
<p>Le sue fotografie non si limitano a documentare, ma partecipano attivamente alla realtà che catturano. L’essere umano è sempre al centro delle sue inquadrature, che riescono a trasmettere una vivace immediatezza sociale e culturale. Grazie al suo approccio “artigianale”, Berengo Gardin ha costruito un archivio visivo di straordinario valore, che rappresenta una pietra miliare nella storia della fotografia italiana con riconoscimenti a livello internazionale.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-92734" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/gianni-berengo-gardin-maestro-fotografia-.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/gianni-berengo-gardin-maestro-fotografia-.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/gianni-berengo-gardin-maestro-fotografia--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/gianni-berengo-gardin-maestro-fotografia--768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/gianni-berengo-gardin-maestro-fotografia--678x381.jpg 678w" alt="" width="1024" height="576" /></figure>
<p>Maestro indiscusso della fotografia in bianco e nero, Berengo Gardin è stato un fervente sostenitore della stampa tradizionale, valorizzando scatti che raccontano la vita quotidiana. La sua carriera, che si estende quasi per settant’anni, è stata costellata da reportage e indagini sociali che hanno attraversato le vicende cruciali del nostro Paese dal dopoguerra a oggi. Le sue opere più note includono i celeberrimi scatti su Venezia, tra cui spicca il progetto sulle Grandi Navi del 2013. Ha documentato le lotte operaie a Milano e le trasformazioni sociali e culturali di quasi tutte le regioni italiane. Indimenticabili sono anche gli scatti realizzati nei Cantieri navali di Monfalcone e nei manicomi, che testimoniano le condizioni in cui versavano gli istituti psichiatrici italiani prima della legge Basaglia del 1978.</p>
<p>Gianni Berengo Gardin ha rappresentato per decenni una voce imprescindibile nella fotografia del Dopoguerra, un autentico esploratore capace di raccontare l’uomo e la natura in tutti gli angoli del pianeta. Le sue immagini evocano ricordi collettivi, dai baci sotto i portici di San Marco ai volti riflessi nei finestrini dei vaporetti, fino ai gruppi di contadini; in ognuna di esse emerge la sua straordinaria capacità di cogliere l’essenza dell’Italia, qualificandolo come il suo maestro e cantore.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-92740" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Gianni-Berengo-Gardin-.jpeg" sizes="(max-width: 731px) 100vw, 731px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Gianni-Berengo-Gardin-.jpeg 731w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Gianni-Berengo-Gardin--300x197.jpeg 300w" alt="" width="731" height="480" /></figure>
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<p>Sebbene sia difficile sintetizzare l’immensa eredità di Berengo Gardin, il grande fotografo Sebastiao Salgado lo ha definito semplicemente “fotografo dell’uomo”. La sua avventura fotografica ha avuto inizio quando, giovane e insofferente al regime fascista, prese in mano la macchina fotografica della madre, dando avvio a un racconto visivo che avrebbe segnato la sua vita e quella di molti italiani.</p>
<p>Le sue esperienze di vita – dalla Liguria occupata a Roma, passando per Venezia, la Svizzera e Parigi – si sono sovrapposte, creando una narrazione viva e reale di un’Italia in continua evoluzione. Gianni Berengo Gardin ha incontrato i più grandi fotografi e intellettuali della sua epoca, arricchendo il suo sguardo e infondendo profondità alla sua arte. Il suo lavoro ha catturato i cambiamenti sociali degli anni ’60, le migrazioni alle stazioni, la contestazione giovanile e l’impegno sociale che lo ha avvicinato alle lotte di Franco Basaglia.</p>
<p>Negli anni ’70 e ’80, ha collaborato con figure del calibro di Cesare Zavattini e Renzo Piano, continuando a documentare la realtà italiana attraverso il suo occhio critico e attento.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-92736" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Venezia-Gianni-Berengo-Gardin-.jpg" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Venezia-Gianni-Berengo-Gardin-.jpg 425w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Foto-Venezia-Gianni-Berengo-Gardin--213x300.jpg 213w" alt="" width="425" height="600" /><figcaption class="wp-element-caption">Venezia</figcaption></figure>
</div>
<p>La sua ultima grande battaglia civile, contro le Grandi Navi a Venezia, dimostra quanto fosse viva in lui la passione per la giustizia sociale e il bene comune. “Il colore distrae”, affermava, corroborando la sua scelta di lavorare esclusivamente in bianco e nero, rigorosamente in pellicola.</p>
<p>Il suo fascino non ha mai smesso di attrarre il pubblico. Solo quest’anno, numerose mostre fotografiche sono state organizzate in suo onore, tra cui quella alla Galleria Nazionale dell’Umbria, che celebra i legami con il grande pittore Giorgio Morandi, e un’altra a Volterra, arricchita dai commenti di artisti e intellettuali che hanno condiviso il suo cammino. Fino a metà dello scorso anno, le sue opere sono state esposte anche a Londra, riscontrando un buon successo tra il pubblico britannico.</p>
<p>Con la scomparsa di Gianni Berengo Gardin, l’arte fotografica italiana perde un pilastro ma rimarrà viva grazie ai suoi scatti, capaci di raccontare la storia e l’anima di un intero popolo.</p>
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