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	<title>Giustizia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La distinzione fra magistratura requirente e magistratura giudicante non indebolisce ma rafforza la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 11:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Di Angela Casilli &#160; Il 22 e 23 marzo prossimo si andrà a votare per il referendum sulla giustizia, fortemente voluto dall’attuale governo, che prevede carriere separate fra giudici e pubblici ministeri.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/07/la-distinzione-fra-magistratura-requirente-e-magistratura-giudicante-non-indebolisce-ma-rafforza-la-giustizia/">La distinzione fra magistratura requirente e magistratura giudicante non indebolisce ma rafforza la giustizia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Angela Casilli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il 22 e 23 marzo prossimo si andrà a votare per il referendum sulla giustizia, fortemente voluto dall’attuale governo, che prevede carriere separate fra giudici e pubblici ministeri.</strong></em></p>
<p>I contrari al referendum, sostenitori del No ad oltranza, non ritengono importanti la separazione delle carriere, perché, a loro dire, essa esiste già dal 2023, contenuta nella legge Cartabia, dal nome del ministro di Grazia e Giustizia nel governo Draghi, dove è stabilito il passaggio da un ruolo all’altro, solo per una minima parte di magistrati e una sola volta in tutta la carriera.<br />
All’epoca, la riforma Cartabia fu duramente contestata, mentre oggi il consenso ad una ulteriore riforma della giustizia è più ampio di quanto non appaia, come è facile rilevare dai sondaggi fatti in merito al referendum.<br />
Forse, proprio per questa ragione, i sostenitori del NO preferiscono mettere in discussione altri importanti punti della riforma, come la divisione del CSM in due Consigli superiori, uno per i magistrati che accusano e uno per i magistrati che giudicano, entrambi presieduti dal Capo dello Stato, che già oggi preside il CSM.</p>
<p>Anche sulla composizione del nuovo CSM, non più uno ma due, si concentra la critica dei sostenitori del NO, perché la componente togata sarà sorteggiata e non più eletta da magistrati organizzati in correnti, e quindi purtroppo politicizzati, con l’evidente scopo di ridurre il peso della politica all’interno della magistratura.</p>
<p>Il sorteggio interesserebbe un elenco di nomi selezionati, in modo proporzionale, da tutti i partiti presenti nelle due camere, per quanto concerne i componenti laici del CSM, oggi eletti dal Parlamento con un quorum dei tre<br />
quinti.<br />
Inutile nasconderlo, la politica continuerebbe ad avere un ruolo importante, se i due terzi del CSM saranno magistrati sorteggiati e gli altri magistrati scelti dai partiti. E questo, per i sostenitori del NO, minerebbe ulteriormente la loro<br />
autonomia.<br />
Al di là di ogni giudizio negativo sul sorteggio, che però la nostra Costituzione<br />
già prevede per i 16 giudici da affiancare a quelli della Consulta, in caso di “messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica“, finora mai verificatosi perché il Presidente Leone si dimise “sua sponte”, la differenza tra laici e togati ha una sua ragione d’essere.</p>
<p>I magistrati nel nostro Paese sono meno di 10.000; si parla di magistrati con un concorso alle spalle, superato, grazie al quale si presuppone che siano in grado di far parte del CSM, come sono in grado di fare arrestare e<br />
condannare un imputato. Non sempre “reo confesso”, mentre 150.000 sarebbero i potenziali laici aventi diritto al sorteggio, con più di 15 anni di anzianità professionale, ai quali vanno aggiunti i professori universitariordinari di materie giuridiche,  tutti potenzialmente eleggibili al CSM.<br />
Il sorteggio, proprio per l’importanza che riveste, ci si augura che sia equilibrato, non aperto a tutti, per evitare di portare al CSM persone non in grado di esercitare il loro mandato con competenza, moderazione e dignità.<br />
In conclusione, che pubblici ministeri e giudici non possono essere considerati allo stesso modo è chiaro già dalla Costituente, dove il dibattito chiarì che “le funzioni del pubblico ministero dovevano essere separate da quelle del giudice, perché è proprio dei regimi totalitari considerare il pubblico ministero come un organo della giustizia, mentre nei regimi liberali esso è considerato come un organo del potere esecutivo “.</p>
<div id="attachment_80234" style="width: 160px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-80234" class="size-thumbnail wp-image-80234" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-80234" class="wp-caption-text">Angela Casilli</p></div>
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		<title>La legge a senso unico: quando un Carabiniere diventa colpevole di difendere la Legge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 16:57:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Marroccella]]></category>
		<category><![CDATA[garantismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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<p>Quando il garantismo diventa accanimento e lo Stato processa sé stesso tutelando all’eccesso chi delinque C’è una parola che la giustizia italiana maneggia con la leggerezza di una clava: equilibrio.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/13/la-legge-a-senso-unico-quando-un-carabiniere-diventa-colpevole-di-difendere-la-legge/">La legge a senso unico: quando un Carabiniere diventa colpevole di difendere la Legge</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>C’è una parola che la giustizia italiana maneggia con la leggerezza di una clava: <strong>equilibrio</strong>. Tutti lo invocano, pochi lo praticano. E così succede che, nel nome di un garantismo selettivo, si finisca per rovesciare la realtà: <strong>il ladro diventa vittima, il tutore della legge il colpevole</strong>. Non per un Far West che nessuno chiede. Non per giustizialismo al contrario. Ma per una <strong>torsione ideologica</strong> che scambia la prudenza con la punizione esemplare.<br />
Il caso è noto e documentato. Emanuele Marroccella, carabiniere, condannato a tre anni per <strong>eccesso colposo nell’uso delle armi</strong>. Più di quanto chiesto dal pm. Il fatto: un intervento notturno all’Eur, un furto in atto, una colluttazione, un collega ferito con un cacciavite, l’inseguimento, lo sparo. Il ladro, Jamal Badawi, muore. Il cacciavite viene trovato accanto al corpo. Il collega di Marroccella è <strong>vivo per miracolo</strong>.<br />
Qui non si discute se la morte sia una tragedia. Lo è sempre. Qui si discute <strong>se lo Stato pretenda dai suoi uomini l’impossibile</strong>: intervenire, rischiare, fermare, ma <strong>senza mai sbagliare</strong>, nemmeno quando l’aggressore ha appena ferito, quando è buio, quando l’adrenalina governa i secondi.<br />
<strong>Il paradosso italiano</strong><br />
Nessuno chiede licenze di uccidere. Nessuno invoca ronde o giustizia privata. Nessuno vuole importare la violenza gratuita che, da un anno, <strong>ha segnato le polizie francesi e tedesche</strong>, finite in una spirale che non è ordine pubblico ma <strong>deriva</strong>.<br />
Ma nemmeno si può accettare la <strong>repubblica delle banane giuridica</strong>, dove il principio di proporzionalità viene letto <strong>a posteriori</strong>, col metro del lunedì mattina e la lente del perito, mentre chi stava in strada aveva <strong>mezzi, tempo e informazioni infinitamente inferiori</strong>.<br />
Il risultato è un messaggio devastante: <strong>“</strong><em>Se intervieni e qualcosa va storto, paghi tu. Se non intervieni, pazienza”.</em><br />
Così si educa alla <strong>non-decisione</strong>, al ritrarsi, all’attendere che “qualcun altro” si esponga. È la giustizia che chiede coraggio ma <strong>punisce il coraggio</strong>.<br />
<strong>La discrezionalità che diventa accanimento</strong><br />
Il capo d’imputazione – eccesso colposo – è la <strong>terra di nessuno</strong> dove tutto entra e tutto esce. È il luogo in cui la discrezionalità giudiziaria diventa <strong>accanimento simbolico</strong>. Perché non si giudica più solo un fatto, ma <strong>si manda un segnale</strong>.<br />
E il segnale è questo: l’uso della forza è sempre sospetto, anche quando c’è un’aggressione in corso, anche quando un collega è ferito, anche quando l’ordine di fermarsi viene ignorato. La distanza (sette, dieci, tredici metri), la postura (di spalle), la traiettoria: <strong>tutto vero, tutto analizzabile</strong>, ma tutto <strong>inermi</strong> davanti a una domanda che la sentenza evita: <em>che cosa avrebbe dovuto fare, in quei secondi, un carabiniere responsabile?</em>Aspettare? Lasciar fuggire? Rischiare un’altra aggressione? Accettare l’azzardo?<br />
La solidarietà politica arriva puntuale. Matteo Salvini parla di dovere, di difesa del collega, di condanne che dovrebbero riguardare i criminali. È la reazione prevedibile. Ma il punto non è Salvini. Il punto è <strong>il vuoto normativo e interpretativo</strong> che consente esiti opposti per fatti simili, creando <strong>insicurezza giuridica</strong>proprio dove servirebbe chiarezza.<br />
Perché se la legge non offre <strong>confini praticabili</strong>, la magistratura li inventa caso per caso. E quando li inventa, <strong>qualcuno resta schiacciato</strong>.<br />
<strong>Il rovesciamento morale</strong><br />
La retorica del “non si spara a chi scappa” è una scorciatoia morale che ignora il contesto. Qui non c’è un inseguimento da film. C’è un’aggressione con arma impropria, un ferito, una fuga immediata. La sequenza conta. Ma nelle aule, la sequenza viene <strong>smontata</strong> e <strong>rimontata</strong> per trovare la colpa.<br />
Così il ladro diventa <strong>il perno del racconto</strong>, il carabiniere <strong>il problema</strong>. Non perché la giustizia ami i criminali, ma perché <strong>teme di legittimare l’uso della forza</strong>. E allora colpisce dove può: sull’operatore.<br />
La verità scomoda è che stiamo costruendo un sistema che <strong>non tutela né i cittadini né chi li tutela</strong>. Non è il Far West che spaventa. È la <strong>resa preventiva</strong>. È l’idea che la legalità si difenda <strong>punendo chi la esercita</strong>, anziché chiarendo le regole, formando meglio, dotando di strumenti adeguati, e soprattutto <strong>assumendosi la responsabilità politica</strong> di dire dove sta il confine.<br />
Finché quel confine resterà mobile, <strong>la legge continuerà a essere a senso unico</strong>. E lo Stato, invece di proteggere, <strong>processerà sé stesso</strong>. Non servono slogan. Serve una domanda semplice, che la sentenza evita e il Paese dovrebbe pretendere:<br />
<strong>quale comportamento concreto ci si aspetta da un carabiniere, di notte, davanti a un aggressore armato che ha appena ferito un collega?</strong></p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Giustizia è (finalmente) fatta Separazione delle carriere, fine dell’equivoco: la riforma che restituisce equilibrio tra chi accusa e chi giudica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/02/giustizia-e-finalmente-fatta-separazione-delle-carriere-fine-dellequivoco-la-riforma-che-restituisce-equilibrio-tra-chi-accusa-e-chi-giudica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giustizia-e-finalmente-fatta-separazione-delle-carriere-fine-dellequivoco-la-riforma-che-restituisce-equilibrio-tra-chi-accusa-e-chi-giudica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 07:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Separazione delle carriere]]></category>
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<p>C’è voluto quasi mezzo secolo, una sfilza di governi, un cimitero di buone intenzioni e, per non farci mancare nulla, 88 processi al povero Berlusconi, di cui alcuni hanno avuto&#8230;</p>
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<p>“Traguardo storico”, ha detto la premier Meloni. E ha ragione. Dopo decenni in cui le toghe si sono abituate a passare con disinvoltura dal ruolo dell’accusa a quello del giudice, come se bastasse cambiare toga per cambiare prospettiva, si ripristina finalmente quel <strong>confine invisibile ma fondamentale tra chi indaga e chi giudica</strong>. Una linea che tutela non solo gli imputati, ma anche la credibilità della magistratura stessa, che da troppo tempo paga la confusione dei ruoli e la tentazione, talvolta irresistibile, di “fare politica” invece di applicare la legge.</p>
<p><strong>Un Paese in cui il giudice decide anche il destino del Parlamento</strong></p>
<p>E che fosse ora, lo dimostra l’ultimo episodio: la <strong>Corte dei Conti</strong> che boccia la delibera sul Ponte sullo Stretto. Non un dibattito tecnico, non un rilievo contabile, ma un vero e proprio <strong>veto politico</strong>, come se la sovranità popolare dovesse chiedere il permesso per attraversare lo Stretto. Ecco l’ennesimo esempio di come la giurisdizione, quando smette di controllare e inizia a sostituirsi al legislatore, smarrisce la sua funzione e diventa una scorciatoia pericolosa, e inquietante, per chi pretende di “difendere la democrazia” togliendo potere a chi ne è la fonte: il popolo.</p>
<p><strong>Il fantasma del Cavaliere</strong></p>
<p>Qualcuno, lassù, oggi sorride.<br />
Silvio Berlusconi, che della riforma della giustizia fece la sua crociata personale, probabilmente brinda nell’aldilà con più soddisfazione di quanta ne ebbe in vita, tra un rinvio a giudizio e una sentenza d’appello. Gli avevano dato del perseguitato e del visionario: ebbene, oggi la sua “visione” è scritta nella Costituzione. Marina Berlusconi lo ha detto con semplicità: “È la vittoria di papà”. E in effetti lo è. Ma, più ancora, è <strong>la vittoria del buon senso</strong>, che ha impiegato solo settant’anni per arrivare in aula.</p>
<p><strong>Addio alle correnti, bentornato merito</strong></p>
<p>La riforma istituisce due <strong>Consigli Superiori della Magistratura</strong>, uno per chi giudica e uno per chi accusa, più un’Alta Corte disciplinare che, almeno sulla carta, dovrebbe servire a rendere la magistratura più responsabile e meno corporativa. E qui entra in scena un’altra parola magica: <strong>sorteggio</strong>. I membri laici e togati saranno estratti a sorte: un’idea che scandalizza solo chi, finora, preferiva la cooptazione di corrente. Il caso, insomma, come antidoto al <em>cerchio magico</em> delle toghe.</p>
<p>Naturalmente, l’Associazione Nazionale Magistrati ha gridato allo scandalo: “Si altera l’equilibrio dei poteri”. In effetti sì: si riequilibra un sistema che da tempo pendeva tutto da una parte. Dopo quarant’anni di “autogoverno”, con carriere decise da correnti e logiche interne più da gruppo di potere che da organo costituzionale, un po’ d’aria fresca non guasta.</p>
<p><strong>La paura dei “pieni poteri”</strong></p>
<p>Le opposizioni, prevedibilmente, hanno agitato il solito spauracchio: “Meloni vuole i pieni poteri!”. Già sentita, e non fa più effetto. In realtà, ciò che la riforma toglie sono <strong>i poteri opachi di un potere non eletto</strong>, che nel tempo si è allargato fino a mettere becco nelle scelte del Parlamento, del Governo, e talvolta perfino dell’economia.<br />
Chiamatela come volete, ma questa non è la resa dello Stato di diritto: è la sua rinascita.</p>
<p><strong>Ora la parola agli italiani</strong></p>
<p>Il prossimo passo sarà il <strong>referendum confermativo</strong>: niente quorum, solo il giudizio dei cittadini. E qui la domanda sarà semplice, quasi disarmante:<br />
volete una giustizia che torni <em>ai cittadini</em>, o vi accontentate di lasciarla <em>ai magistrati</em>?</p>
<p>Chi pensa che tutto vada bene così com’è, tra processi infiniti, sentenze che smentiscono le urne e toghe che scambiano la toga per un microfono, voterà No.<br />
Chi crede invece che una giustizia più chiara, più efficiente e meno politicizzata sia il primo passo verso una democrazia adulta, voterà Sì.</p>
<p><strong>Concludendo:</strong><br />
Per settant’anni abbiamo avuto una giustizia che “funzionava” così bene da farci diventare campioni europei di prescrizioni e risarcimenti per errori giudiziari. Adesso, forse, cominceremo ad avere una giustizia che funziona <em>e basta</em>. E se a qualcuno manca la toga con i superpoteri, beh… c’è sempre Halloween.</p>
<p><strong>Giuseppe Arnò</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Corte Penale Internazionale: la Giustizia con l’Optional</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 19:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Penale Internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia internazionale]]></category>
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<p>&#160; &#160; Una Corte nata per fermare genocidi e tiranni, finita per rilasciare comunicati stampa Nata per giudicare tutti, ma obbligata a guardare dall’altra parte quando perfino gli Stati aderenti&#8230;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una Corte nata per fermare genocidi e tiranni, finita per rilasciare comunicati stampa</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nata per giudicare tutti, ma obbligata a guardare dall’altra parte quando perfino gli Stati aderenti si rifiutano di collaborare.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La trovata era geniale, ammettiamolo: un Tribunale Penale Internazionale per mettere fine all’impunità dei criminali più efferati del pianeta. Genocidi, guerre, aggressioni, torture: finalmente la giustizia mondiale avrebbe alzato la voce contro chi si credeva intoccabile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi, come spesso accade, dal sogno all’incubo il passo è stato breve. La Corte è nata con una missione titanica ma senza muscoli: emette sentenze che nessuno è obbligato a far rispettare, i mandati d’arresto restano carta da parati negli uffici dell’Aia e i potenti della Terra, quelli della lista dei “wanted”, continuano a sfilare sorridenti nei summit internazionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<strong>La Giustizia non è di questo mondo, ma dell’altro</strong>”, diceva Papa Pio VII nel <em>Marchese del Grillo</em>. Mai battuta fu più profetica. Perché se davvero la giustizia terrena dovesse incarnarsi nella Corte dell’Aja, allora si capisce bene perché i santi abbiano preferito attendere quella divina.</p>
<p style="font-weight: 400;">In effetti, di giustizia internazionale se ne vede ben poca. Si processano leader africani in pensione o dittatori di Paesi senza voce in capitolo, mentre i grandi della Terra siedono indisturbati sul trono della geopolitica, osservando con aria divertita. La selettività delle accuse è così evidente che non serve scomodare grandi teorie complottiste: basta aprire l’elenco dei processi per capire chi comanda.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma del resto, sarebbe ingenuo aspettarsi altro. Ci sono Paesi in cui la Giustizia si occupa solo di giustizia, ma con il sottofondo politico inevitabile, come musica d’ascensore. Altri in cui la Giustizia fa apertamente politica. E altri ancora in cui Giustizia e Politica coincidono del tutto, al punto che nessuno distingue più il giudice dall’onorevole.</p>
<p style="font-weight: 400;">In ognuno di questi scenari resta centrale il tema della <em>giustizia giusta</em>, l’epicheia. Essa richiede prudenza, saggezza e rigore, quasi a combinare nell’esercizio della giustizia le altre virtù cardinali, come ricordavano <strong>Sant’Agostino</strong> e <strong>San Gregorio Magno</strong>. Ma di questa giustizia giusta si è persa la traccia. Pretenderla nelle sentenze internazionali? Utopia pura.</p>
<p style="font-weight: 400;">E qui sta il nodo: come si può pretendere che la CPI si liberi dal peso della politica, quando, come ricordava <strong>Aristotele</strong>, l’uomo è per natura un animale politico? La giustizia nasce dall’uomo, e dunque dalla politica: impossibile separare madre e figlia senza generare un mostro.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le regole, comunque, erano chiare sin dall’inizio: Stati Uniti, Russia, Israele e Cina non hanno mai ratificato lo Statuto di Roma. Non perché amanti della guerra, ma perché allergici a farsi giudicare. Chi governa il mondo non gradisce che un tribunale internazionale ficchi il naso nelle sue operazioni “umanitarie”. Così, mentre il cittadino comune deve rispondere della multa per divieto di sosta, i leader globali possono bombardare, invadere, deportare senza troppe ansie giudiziarie.</p>
<p style="font-weight: 400;">A rendere il tutto più pittoresco, le indagini preliminari della CPI talvolta si basano anche sulle notizie stampa. Ma davvero qualcuno pensa che la stampa sia indipendente e immune da pressioni? In questi casi, la Corte finisce per assomigliare più a un osservatorio mediatico che a un tribunale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>Consiglio di Sicurezza ONU</strong>, poi, completa l’opera: ha il potere di bloccare le indagini del Procuratore per un anno. Basta che uno dei membri permanenti, guarda caso gli stessi che non hanno ratificato lo Statuto, alzi il ditino, e la giustizia internazionale entra in pausa. Come <strong>Netflix</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Alla fine, la CPI è rimasta un simulacro di giustizia: forte con i deboli, inesistente con i forti. Perfetta per processare miliziani africani o satrapi in pensione, ma incapace di sfiorare i veri colossi della geopolitica. Risultato: i popoli vedono che i potenti la fanno franca, la fiducia nel diritto crolla, e la Corte diventa più uno strumento geopolitico che un tribunale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La soluzione? Qualcuno propone sanzioni economiche o l’esclusione dai contesti internazionali per chi ignora i mandati. Ma finché chi decide le sanzioni coincide con chi dovrebbe subirle, la Corte resterà un nobile esperimento… con valore puramente decorativo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Così la Corte Penale Internazionale rimane sospesa tra il sogno e la caricatura: tribunale universale solo sulla carta, tribunale selettivo nella pratica. Un’istituzione che promette imparzialità assoluta, ma che troppo spesso si rivela lo specchio deformato dei rapporti di forza globali.</p>
<p style="font-weight: 400;">E allora, con un filo di sarcasmo e un pizzico di rassegnazione, non resta che ripetere la domanda finale:<br />
<strong>Esiste giustizia giusta in questo mondo?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Forse aveva ragione <strong>Giolitti</strong>, che con il suo cinismo lucido spiegava il diritto meglio di mille trattati:<br />
“<strong>Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano, per qualcuno si eludono</strong>.”</p>
<p style="font-weight: 400;">La CPI, più che una Corte, sembra l’ufficio traduzioni di questa massima immortale.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Giustizia, fisco, imprese, scuola: ecco cosa cambia con l&#8217;intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 18:57:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Sole 24 ore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>OGGI PRIMA PUNTATA DELL&#8217;INCHIESTA DEL SOLE 24 ORE SULL’IA nel settore Giustizia Parte oggi, e prosegue per sei lunedì, il viaggio del Sole 24 Ore per raccontare come l&#8217;intelligenza artificiale sta trasformando&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/OGGI-PRIMA-PUNTATA-DELLINCHIESTA-DEL-SOLE-24-ORE-SULLIA-nel-settore-Giustizia-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p style="font-weight: 400;">OGGI PRIMA PUNTATA DELL&#8217;INCHIESTA DEL SOLE 24 ORE SULL’IA nel settore Giustizia</p>
<p style="font-weight: 400;">Parte oggi, e prosegue per sei lunedì, il viaggio del Sole 24 Ore per raccontare come l&#8217;intelligenza artificiale sta trasformando i vari settori economici e sociali del nostro Paese.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;approfondimento di oggi è dedicato alla giustizia e racconta le applicazioni dell&#8217;intelligenza artificiale negli uffici giudiziari e negli studi legali. Dall&#8217;organizzazione dei ruoli all&#8217;analisi di fascicoli, dalle ricerche giurisprudenziali alla redazione di pareri e atti, sono già numerose le applicazioni concrete dei nuovi modelli nel settore della giustizia. Soluzioni, certo, in grado di velocizzare le attività e aumentare l&#8217;efficienza. Il settore è delicato, tanto che il disegno di legge sull&#8217;intelligenza artificiale che il Parlamento sta per approvare contiene un ampio capitolo dedicato alla giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’inchiesta del Sole 24 Ore prosegue ogni lunedì del mese di agosto. La puntata del 4 agosto sarà dedicata a come l&#8217;Ia sta rivoluzionando il rapporto fra il fisco e i contribuenti. L&#8217;11 agosto il focus si sposta sul ruolo dell&#8217;intelligenza artificiale nell&#8217;industria manifatturiera, dai benefici dichiarati agli impatti sull&#8217;occupazione. La puntata dedicata al real estate entrerà nel dettaglio delle soluzioni tecnologiche per efficientare la gestione di processi ed edifici, mentre l&#8217;inchiesta sul lavoro racconterà le due facce della digitalizzazione: da un lato l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale per mansioni e occupazioni già esistenti, dall&#8217;altro la creazione di nuovi profili professionali. L&#8217;ultima puntata racconterà a che punto sono le sperimentazioni dell&#8217;intelligenza artificiale nel mondo della scuola.</p>
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		<title>È morta la Giustizia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 16:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="216" height="218" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia.jpg 216w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></p>
<p>Con queste parole Alberto Sordi, ne “Il Marchese del Grillo”, si giustifica con Papa Pio VII per aver fatto suonare a morto le campane di tutta Roma, come accade solo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="216" height="218" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia.jpg 216w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/giustizia-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></p><p>Con queste parole <strong>Alberto Sordi,</strong> ne <em>“<strong>Il Marchese del Grillo</strong>”</em>, si giustifica con Papa Pio VII per aver fatto suonare a morto le campane di tutta Roma, come accade solo quando muore un Papa.</p>
<p><em> “<strong>È morta la giustizia</strong>. Io avevo fatto un torto ad un povero falegname giudio ma sono riuscito, corrompendo […] a far condannare quel poveraccio <strong>solo perché lui povero e giudio e io ricco e cristiano</strong> “</em>. Il Papa lapidario risponde: <em>“Ricordati figliuolo, la giustizia non è di questo mondo ma dell’altro”</em>.</p>
<p>Attraverso “Il Marchese del Grillo” il regista <strong>Mario Monicelli</strong> fa presa d’atto di una triste realtà. Una realtà, purtroppo, esistita ieri e che esiste tutt’oggi: la fallacia della legge e della giustizia!</p>
<p>Certo non è facile fare autocritica ovvero riconoscere i propri errori, i propri fallimenti e farne ammenda, ma principalmente politica e giustizia o legge e giustizia che dir si voglia, valori su cui si fonda il convivio umano, se affette da fallacie formali o informali vanno indiscutibilmente purgate.</p>
<p>Già i classici (<strong>Platone </strong>e<strong> Aristotele</strong>) considerano come uno dei valori fondamentali della riflessione politica il concetto di giustizia. <strong>Aristotele</strong> associa di forma inscindibile detto concetto ad altri due, “<strong>legge</strong>” ed “<strong>uguaglianza</strong>”: «<em>Dura lex, sed lex</em>” (la legge è dura, ma è legge) e “<em>Lex aequa omnia est</em> “La legge è uguale per tutti”. In parole povere si stabilisce che sia ingiusto violare la legge e che essa debba essere uguale per tutti, così come troneggia nella scritta delle aule dei tribunali.</p>
<p><strong>Politica e Giustizia </strong></p>
<p>Ma come vanno effettivamente le cose?</p>
<p>Beh, cominciamo col dire che la <strong>Costituzione italiana</strong> (art.105) riconosce una forma di autogoverno ai giudici, al fine di assicurare l’autonomia e l’indipendenza dell’ordine giudiziario dai poteri legislativo ed esecutivo. Infatti il <strong>CSM</strong> (Consiglio Superiore della Magistratura) decide su tutti i provvedimenti relativi allo stato giuridico dei giudici: reclutamento, trasferimenti, promozioni, distribuzione delle funzioni e provvedimenti disciplinari. E quando un magistrato commette un reato saranno i suoi colleghi a giudicarlo. Fin qui tutto filerebbe liscio se di tanto in tanto non ci mettesse lo zampino una corrente di giustizia c.d. politicizzata, che rompe l’equilibrio tra i poteri e la “<em>Pacem in Terris</em>&#8221; per dirla con <strong>Giovanni XXIII</strong> (il Papa Buono). Ovverosia accade, dappertutto e non solo da noi, che a volte si giudichi o si proceda a una inchiesta giudiziaria ideologicamente, senza curarsi dell’inevitabile impatto sociale e, perciò, collocando in secondo piano le garanzie individuali e l’aspettativa di ottenere un processo giusto.</p>
<p>L’indipendenza della magistratura è il pilastro dello Stato di diritto ed è imprescindibile vuoi per il corretto funzionamento della democrazia vuoi per la salvaguardia dei diritti umani, ma, epistemologicamente parlando, questo assioma avrà valore solo se si dà per scontata l’imparzialità del giudice.</p>
<p><strong>Vexata quaestio </strong></p>
<p>L’imparzialità ovvero la terzietà, l’indipendenza, e la neutralità del giudice rimane tuttora un punto dibattuto e opinabile dal momento che non si è ancora stabilito in cosa essa consista. Il principale quesito, tra i tanti, è se e in che misura le convinzioni personali e politiche del magistrato possono inficiare una sentenza.</p>
<p>Il tempo passa e il nodo non si scioglie! Che fare? Invero di soluzioni per rafforzare il principio dell’imparzialità e dell’indipendenza dell’organo giudicante, pilastro fondamentale per un sistema giudiziario equo e credibile, ce ne sarebbero tante, ma bisognerebbe cambiare le leggi e la Costituzione.</p>
<p><strong>Il giudice del futuro</strong></p>
<p>In pratica, sappiamo che così tanti cambiamenti sarà difficile che avvengano in tempi brevi, per cui si potrebbe ricorrere a rimedi c.d. “interlocutori”, che già apporterebbero dei buoni risultati a favore dell’inderogabilità del menzionato precetto, l’imparzialità del giudicante. Tra i tanti, ad esempio, i <strong>test psico-attitudinali</strong> per i futuri magistrati, già introdotti dal governo, con decorrenza 2026.</p>
<p>A tal provvedimento non poteva non esserci la reazione del CSM, che ha rilevato una minaccia all’indipendenza della magistratura, ricordando «[…] come il governo autonomo della magistratura conosca già reiterate e continue verifiche sull’equilibrio del magistrato che viene sottoposto a valutazione dal momento del suo tirocinio e, successivamente, con intervalli regolari ogni quattro anni».</p>
<p>Il governo, dal canto suo, attraverso il ministro <strong>Nordio</strong>, ha chiarito che «non c’è alcuna interferenza da parte dell’autorità politica o del governo» sulla magistratura poiché tutta la procedura dei test «è sotto la gestione e la responsabilità del CSM».</p>
<p>Altra misura intermedia potrebbe essere l’ulteriore riforma della responsabilità civile dei magistrati, oggi disciplinata dalla legge n. 117/1988, così come riformata dalla legge n. 18/2015 ovvero prevedere casi di applicabilità della <strong>responsabilità oggettiva</strong> e <strong>diretta</strong> dei magistrati e, per finire, assegnare al giudicante un consulente speciale: l’<strong>AI</strong> (Intelligenza artificiale).</p>
<p>È infatti innegabile che quest’ultima col tempo possa rappresentare un supporto sempre più rilevante in ambito giudiziario e che chi di essa se ne servirà, rendendo pressoché inquestionabili i propri processi decisionali, potrà rappresentare il giudice del futuro. E poi ancora, dall’IA, strumento di aiuto dei giudici, al “<strong>giudice robot</strong>” il passo è breve!</p>
<p>Arriveremo a tanto?</p>
<p>Beh… che dire…  se “<strong>TacticAI</strong>” è un sistema di intelligenza artificiale in grado di prevedere il risultato dei <em>corner</em> e fornire indicazioni strategiche e concrete nelle partite di calcio, non è detto che “<strong>JudgementAI</strong>” non possa divenire, un domani non molto distante, il Consulente tecnico d’ufficio (CTU) ovvero il perito del giudice, da sempre <em>peritus peritorum</em>, o che addirittura non possa sostituirlo completamente.</p>
<p>A questo punto però sorge il dubbio se l’AI, applicata in ambito giurisdizionale, per meglio garantire l’imparzialità della giustizia, non metta a repentaglio l’umanità della stessa. Probabilmente sì, ma è pur vero che giustizia e umanità pur legate tra loro da motivi concettuali non costituiscono un binomio indissolubile: ci viene in aiuto il chiasmo ne “<strong>La caduta</strong>” del <strong>Parini</strong> che recita: “Umano sei non giusto”.</p>
<p>D’altronde i <strong>sistemi decisionali automatizzati</strong> già utilizzati nei Paesi europei costituiscono una prova lampante della graduale robotizzazione della giustizia. Il mondo cambia e il terzo potere dello Stato, che si voglia o no, non è come l’essere immutabile di <strong>Parmenide</strong>; anch’esso deve adeguarsi.</p>
<p>Suvvia, ammettiamolo: la credibilità dei giudici a livelli minimi unitamente agli scandali e al crollo dei grandi teoremi giudiziari sono un segnale forte e chiaro che invoca riforme e cambiamenti. Tant’è!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giuseppe Arnò</strong></p>
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		<title>Referendum 2022: il Si ed il No</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jun 2022 20:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legge Severino]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>12 giugno Referendum: Quali i quesiti e quali le motivazioni per votare si o per votare no Il referendum che si terrà tra pochi giorni riguarda uno dei cardini del sistema democratico:&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/04/referendum-2022-il-si-ed-il-no/">Referendum 2022: il Si ed il No</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B7C14B90-6528-425D-8A7E-98BACBAFF18A-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>12 giugno Referendum: Quali i quesiti e quali le motivazioni per votare si o per votare no</em></p>
<p>Il referendum che si terrà tra pochi giorni riguarda uno dei cardini del sistema democratico: la giustizia. Si voterà domenica 12 giugno, dalle 7 alle 23. Gli italiani sono chiamati a esprimersi su cinque diversi quesiti referendari, che chiedono di abrogare – cioè eliminare – altrettante leggi.</p>
<p>Ovviamente, è possibile scegliere di votare anche per uno solo dei quesiti.</p>
<p>I quesiti saranno 4, così formulati:</p>
<ul>
<li>Il primo quesito è quello che chiede di abrogare la legge Severino</li>
<li>Nel secondo quesito si punta a eliminare il rischio della reiterazione del reato tra i casi che portano all’applicazione delle misure cautelari.</li>
<li>Con il terzo quesito i cittadini sono chiamati a esprimersi sulla separazione della carriera dei magistrati.</li>
<li>Con il quarto quesito si chiede se estendere la possibilità di valutazione dei magistrati anche ai membri laici</li>
</ul>
<p>Proviamo a capire un po’ in questo referendum, le ragioni del si e del no per ognuno di questi punti</p>
<p>Primo quesito: abrogazione delle legge Severino</p>
<p>In Italia, chi è <strong>condannato in via definitiva</strong> per alcuni gravi reati penali non può candidarsi alle elezioni, né assumere cariche pubbliche e, se è già stato eletto, decade.</p>
<p>Coloro che sono eletti in un ente locale, come i sindaci, sono invece <strong>automaticamente sospesi</strong> dopo la sentenza di primo grado (quindi non in via definitiva, dato che nel nostro ordinamento sono garantiti tre gradi di giudizio).</p>
<p><strong>Nell’ipotesi in cui vincesse il si</strong>, sia l’incandidabilità per i condannati in via definitiva, sia la sospensione per gli eletti in enti locali, non saranno più automatiche ma saranno <strong>decise da un giudice caso per caso</strong>.</p>
<p><strong>Riassumendo le motivazioni:</strong></p>
<p><strong>chi è per il “sì”</strong> sostiene che la legge <strong>penalizza gli amministratori locali</strong> che vengono sospesi senza condanna definitiva, esponendoli alla pubblica condanna anche nel caso in cui si rivelino poi innocenti.</p>
<p><strong>Chi è per il “no”</strong> sottolinea che se questa legge verrà abolita, i parlamentari, i sindaci e gli amministratori <strong>condannati per mafia, corruzione, concussione o peculato</strong> potranno tornare a candidarsi e a ricoprire cariche pubbliche.</p>
<p>Quindi, in questo referendum, se si vuole eliminare l’applicabilità delle misure cautelari in caso di ripetizione del reato bisogna votare “sì”, altrimenti “no”.</p>
<p>Secondo quesito proposto in questo referendum: limitazione delle misure cautelari</p>
<p>Le misure cautelari sono provvedimenti – decisi da un giudice – che limitano la libertà di una persona sotto indagine (quindi non ancora condannata). Alcuni esempi sono la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari o il divieto di espatrio. Oggi, può essere applicata solo in tre casi: se c’è il pericolo che la persona fugga, che alteri le prove oppure che continui a ripetere il reato.</p>
<p><strong>Nell’Ipotesi in cui vincesse il “sì”</strong>, viene eliminata la <strong>ripetizione del reato</strong> dalle motivazioni per disporre misure cautelari. Rimangono il pericolo di fuga e di alterazione delle prove.</p>
<p>Riassumendo le motivazioni:</p>
<p><strong>chi è per il “sì”</strong> sostiene che oggi vi sia un <strong>abuso delle custodie cautelari</strong> e si mettano spesso in carcere persone non condannate, in violazione del principio della <strong>presunzione di innocenza</strong>. La ripetizione del reato è infatti la motivazione più frequente per disporre una custodia cautelare. Negli ultimi trent’anni, circa <strong>30 mila persone</strong> sono state incarcerate e poi giudicate innocenti e ancora oggi <strong>un terzo dei detenuti</strong> è in carcere perché sottoposto a custodia cautelare.</p>
<p><strong>Chi è per il “no”</strong> sostiene che se cambia la legge sarà molto difficile applicare misure cautelari a persone indagate per gravi reati, come <strong>corruzione, stalking, estorsioni, rapine e furti</strong>. Inoltre, non ci sarebbe alcuna garanzia di non mettere in carcere persone innocenti, poiché le altre motivazioni rimangono applicabili.</p>
<p>Quindi, in questo referendum,se si vuole eliminare l’applicabilità delle misure cautelari in caso di ripetizione del reato bisogna votare “sì”, altrimenti “no”.</p>
<h2><strong>Terzo quesito: separazione delle carriere nella giustizia</strong></h2>
<p>Nel corso della loro vita, i magistrati italiani possono passare più volte dal ruolo di <strong>pubblici ministeri</strong> (cioè coloro che si occupano delle indagini insieme alle forze dell’ordine e svolgono la parte dell’accusa) al ruolo di <strong>giudici</strong> (cioè coloro che emettono le sentenze sulla base delle prove raccolte e del contradditorio tra l’accusa e la difesa).</p>
<p><strong>Riassumendo le motivazioni</strong>:</p>
<p><strong>Se vince il “sì”</strong> i magistrati dovranno scegliere, <strong>all’inizio della loro carriera</strong>, se svolgere il ruolo di giudici oppure di pubblici ministeri, per poi mantenere quel ruolo <strong>per tutta la vita</strong>.</p>
<p><strong>Chi è per il “sì”</strong> sostiene che separare le carriere garantirebbe una maggiore imparzialità dei giudici, perché così sarebbero slegati per attitudini e approccio dalla <strong>funzione punitiva</strong> della giustizia che appartiene ai pubblici ministeri. In altre parole, il fatto che una persona che per qualche anno si abitui ad <strong>“accusare”</strong> e poi venga messa nella posizione di <strong>“giudicare”</strong>, non sarebbe una condizione ideale per il sistema democratico.</p>
<p><strong>Chi è per il “no”</strong> sostiene che la separazione delle carriere non sarà comunque efficace dato che la formazione, il concorso per accedere alla magistratura e gli organi di autogoverno dei magistrati resterebbero in comune. Inoltre, c’è chi teme che in questo modo i pubblici ministeri sarebbero sottoposti a un <strong>maggiore controllo</strong> da parte del Governo, finendo per diventare una sorta di <strong>“avvocati” della maggioranza</strong> che controlla l’esecutivo.</p>
<p>Quindi, in questo referendum, se vuoi che le carriere dei magistrati – giudici e pubblici ministeri – siano separate vota “sì”, altrimenti vota “no”.</p>
<h2> <strong>Quarto quesito: elezione del Consiglio superiore della magistratura</strong></h2>
<p>Il <strong>Consiglio superiore della magistratura</strong> è l’organo di autogoverno della magistratura, con lo scopo di mantenerla indipendente rispetto agli altri poteri dello Stato. È composto da <strong>24 membri</strong>, eletti per un terzo dal Parlamento e per due terzi dai magistrati. Oggi, per candidarsi, è necessario presentare almeno <strong>25 firme di altri magistrati</strong> a proprio sostegno. Queste firme, oggi, sono spesso fornite col supporto delle varie correnti politiche interne alla magistratura.</p>
<p><strong>Se vince il “sì”</strong> non sarà più necessario l’obbligo di trovare queste firme, ma basterà presentare la propria <strong>candidatura</strong>.</p>
<p><strong>Chi è per il “sì”</strong> sostiene che in questo modo i magistrati potrebbero sganciarsi dall’obbligo di trovare accordi politici e dal <strong>sistema delle correnti</strong>, così da premiare il merito piuttosto che l’adesione politica. Si limiterebbe anche la <strong>lottizzazione delle nomine</strong>, cioè la spartizione delle cariche tra i diversi orientamenti politici.</p>
<p><strong>Chi è per il “no”</strong> afferma che la riforma non eliminerebbe il potere delle correnti poiché interviene in modo <strong>poco rilevante</strong>. Ma c’è anche chi non vede le correnti come un sistema negativo in sé, in quanto aggregazioni di persone che condividono <strong>ideali e principi comuni</strong>.</p>
<p>Quindi, in questo referendum, se vuoi eliminare l’obbligo di trovare 25 firme per candidarsi al Consiglio superiore della magistratura vota “sì”, altrimenti vota “no”.</p>
<h2><strong>Quinto quesito: valutazione dei magistrati</strong></h2>
<p>In Italia, i magistrati vengono <strong>valutati ogni quattro anni</strong> sulla base di pareri motivati, ma non vincolanti, dagli organi che compongono il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione. In questi organi, insieme ai magistrati, ci sono anche <strong>avvocati e professori universitari di diritto</strong>, ma soltanto i <strong>magistrati</strong> possono votare nelle valutazioni professionali degli altri magistrati.</p>
<p><strong>Se vince il “sì”</strong> anche avvocati e professori universitari <strong>avrebbero il diritto di votare</strong> sull’operato dei magistrati.</p>
<p><strong>Chi è per il “sì”</strong> sostiene che questa riforma renderebbe la magistratura <strong>meno autoreferenziale</strong> e la valutazione dei magistrati più oggettiva.</p>
<p><strong>Chi è per il “no”</strong> è convinto che non sia opportuno dare agli avvocati il ruolo di valutare i magistrati, dato che nei processi i pubblici ministeri rappresentano la <strong>controparte degli avvocati</strong>. Le valutazioni potrebbero, per questo motivo, essere <strong>pregiudizievoli e ostili</strong>. Allo stesso modo, i magistrati potrebbero essere influenzati dal trovarsi di fronte a un avvocato coinvolto nella sua valutazione professionale.</p>
<p>Quindi, in questo referendum, se vuoi che anche gli avvocati e i professori universitari possano valutare i magistrati vota “sì”, altrimenti vota “no”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F06%2F04%2Freferendum-2022-il-si-ed-il-no%2F&amp;linkname=Referendum%202022%3A%20il%20Si%20ed%20il%20No" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F06%2F04%2Freferendum-2022-il-si-ed-il-no%2F&#038;title=Referendum%202022%3A%20il%20Si%20ed%20il%20No" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/04/referendum-2022-il-si-ed-il-no/" data-a2a-title="Referendum 2022: il Si ed il No"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/04/referendum-2022-il-si-ed-il-no/">Referendum 2022: il Si ed il No</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>USPI informa: AGCOM richiama Rai e tutti i media ad una maggiore informazione sui referendum</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/02/uspi-informa-agcom-richiama-rai-e-tutti-i-media-ad-una-maggiore-informazione-sui-referendum/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-agcom-richiama-rai-e-tutti-i-media-ad-una-maggiore-informazione-sui-referendum</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2022 16:32:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum2022]]></category>
		<category><![CDATA[Uspi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="741" height="410" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/2199CC7B-F420-4063-84F5-D81B279D1A70.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/2199CC7B-F420-4063-84F5-D81B279D1A70.jpeg 741w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/2199CC7B-F420-4063-84F5-D81B279D1A70-300x166.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/2199CC7B-F420-4063-84F5-D81B279D1A70-585x324.jpeg 585w" sizes="(max-width: 741px) 100vw, 741px" /></p>
<p>da Unione stampa periodica italiana L&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: “Più informazione per i referendum sulla giustizia” del 12 giugno 2022. Unione Stampa Periodica Italiana Uspi a garanzia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/02/uspi-informa-agcom-richiama-rai-e-tutti-i-media-ad-una-maggiore-informazione-sui-referendum/">USPI informa: AGCOM richiama Rai e tutti i media ad una maggiore informazione sui referendum</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>da Unione stampa periodica italiana</i></b></p>
<p><em>L&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: “Più informazione per i referendum sulla giustizia” del 12 giugno 2022. Unione Stampa Periodica Italiana Uspi a garanzia di una adeguata copertura informativa, secondo principi di &#8216;pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità&#8217; rilancia l&#8217;ammonimento espresso da AGCOM. Fondamentale offrire ai cittadini una informazione corretta, imparziale e completa sui quesiti referendari&#8230;</em></p>
<h4><strong>Garantire una adeguata copertura informativa</strong></h4>
<p>Roma – L’Unione Stampa Periodica Italiana, sul proprio sito riporta un <strong><a href="https://www.agcom.it/documentazione/documento?p_p_auth=fLw7zRht&amp;p_p_id=101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE&amp;p_p_lifecycle=0&amp;p_p_col_id=column-1&amp;p_p_col_count=1&amp;_101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE_struts_action=%2Fasset_publisher%2Fview_content&amp;_101_INSTANCE_FnOw5lVOIXoE_asset" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicato stampa del 31 maggio 2022</a></strong>, del Consiglio dell’Autorità nel quale, alla unanimità, ha <strong>richiamato la RAI e tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici</strong> operanti in ambito nazionale affinché <strong>garantiscano un’adeguata copertura informativa sui temi oggetto dei referendum </strong>indetti per il prossimo 12 giugno.</p>
<h4><strong>Offrire ai cittadini una informazione corretta, imparziale e completa sui quesiti referendari</strong></h4>
<p>Lo scopo è quello di offrire ai cittadini una informazione corretta,imparziale e completa sui quesiti referendari e <strong>sulle ragioni a sostegno delle due opzioni di voto, favorevoli e contrarie </strong>ai referendum.</p>
<p>Osservando, ammonisce l’AGCOM, <em>“<strong>i principi di pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità</strong> dell’informazione”</em>.</p>
<h3><strong>I 5 quesiti referendari: tutti sulla ‘Giustizia’</strong></h3>
<p>I 5 quesiti referendari sono tutti <strong>abrogativi</strong>. Per essere valido, il <strong>referendum deve raggiungere il </strong><em><strong>quorum</strong></em><strong> </strong>del 50% +1 dei votanti tra gli aventi diritto al voto.</p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://notiziario.uspi.it/9-buoni-motivi-per-associarsi-a-uspi/"><img decoding="async" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2019/11/8-problemi-1.jpg" alt="" /></a></figure>
<h4><strong>1. Abrogazione della Legge Severino sull’incandidabilità dei condannati</strong></h4>
<p>Il primo -e forse più noto – dei quesiti a cui i cittadini sono chiamati a rispondere riguarda l’<strong>abrogazione della legge Severino</strong> <em>(L. 235/2012)</em>.</p>
<p>La legge, che porta il nome dell’allora Ministro della Giustizia del Governo Monti, Paola Severino, riguarda l’<strong>incandidabilità</strong> e il <strong>divieto a ricoprire cariche elettive e di Governo</strong> per chi è stato condannato in via definitiva per delitti <em>(non colposi)</em>.</p>
<h4><strong>2. Limitazione delle Misure cautelari</strong></h4>
<p>Gli italiani devono rispondere sull’abrogazione di parte dell’<strong><em>articolo 274 del Codice di procedura penale</em></strong>, che riguarda le <strong>misure cautelari</strong>. Per <strong>esigenza cautelare</strong>, ricordiamo, si intendono tutte quelle misure restrittive che si applicano prima del giudizio. Per motivi come il rischio di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato.</p>
<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" class="wp-image-61364" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2022/06/Autorita-AGCOM.jpg" alt="" /></figure>
<h4><strong>3. Separazione delle <em>carriere</em> </strong></h4>
<p>Tema ricorrente nel dibattito politico, quello della cosiddetta <strong>separazione delle carriere,</strong> è un argomento spinoso che ritorna in questo quesito referendario. Che, con una serie di abrogazioni agli attuali codici e regolamenti, non permetterebbero più ai magistrati di <strong>passare durante la carriera da Giudice a Pubblico ministero e viceversa</strong>.</p>
<h4><strong>4. Ruolo degli avvocati nei Consigli giudiziari </strong></h4>
<p>Il quesito riguarda la <strong>partecipazione</strong> dei <strong>membri laici</strong> a tutte le <strong>deliberazioni</strong> del Consiglio direttivo della<strong> Corte di cassazione</strong> e dei <strong>Consigli giudiziari</strong>. Con il quesito si chiede che gli avvocati parte di Consigli giudiziari possano votare “in merito alla valutazione dell’operato dei magistrati e della loro professionalità”.</p>
<h4><strong>5. Elezioni del CSM</strong></h4>
<p>Ultimo, il referendum abrogativo per chiedere che <strong>non ci sia più obbligo di raccolta da 25 a 50 firme di colleghi</strong>. Affinché un magistrato possa presentare la propria candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura</p>
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		<title>Commissione Europea: al via le iniziative per  la  digitalizzazione dei sistemi giudiziari nell&#8217;UE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/12/01/commissione-europea-al-via-le-iniziative-per-la-digitalizzazione-dei-sistemi-giudiziari-nellue/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=commissione-europea-al-via-le-iniziative-per-la-digitalizzazione-dei-sistemi-giudiziari-nellue</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2021 03:43:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>La Commissione europea ha adottato oggi diverse iniziative per digitalizzare i sistemi giudiziari nell&#8217;UE al fine di aumentarne accessibilità ed efficacia. L&#8217;obiettivo generale delle misure è rendere i canali di comunicazione digitale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/12/01/commissione-europea-al-via-le-iniziative-per-la-digitalizzazione-dei-sistemi-giudiziari-nellue/">Commissione Europea: al via le iniziative per  la  digitalizzazione dei sistemi giudiziari nell&#8217;UE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/A2F65672-1B64-4080-8293-EA05B132A631-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p><p style="text-align: center;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La Commissione europea ha adottato oggi </span><a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw0FZFtgmGaL452qX-IVbzBn"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">diverse iniziative per digitalizzare i sistemi giudiziari nell&#8217;UE</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> al fine di aumentarne accessibilità ed efficacia. L&#8217;obiettivo generale delle misure è rendere i canali di comunicazione digitale l&#8217;opzione predefinita nelle cause giudiziarie transfrontaliere, concretando così una delle priorità fissate nella </span><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=COM:2020:710:FIN" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri%3DCOM:2020:710:FIN&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw2QbDyNOhTezxqCsEas6ggW"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">comunicazione sulla digitalizzazione della giustizia</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> dello scorso anno. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nel mercato interno dell&#8217;UE molte controversie che oppongono cittadini e imprese sono oggi di livello transfrontaliero. Anche una maggiore efficacia della lotta contro la criminalità transfrontaliera richiede la cooperazione fra i diversi Stati membri e i diversi sistemi giudiziari. Le autorità inquirenti e giudicanti dei diversi Stati membri devono cooperare e sostenersi reciprocamente nelle indagini e nel perseguimento dei reati e poter scambiare informazioni e elementi di prove in modo sicuro e rapido.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Věra <strong>Jourová</strong>, Vicepresidente per i Valori e la trasparenza, ha dichiarato: <em>&#8220;La criminalità non si ferma alla frontiera; né dovrebbe fermarvisi la giustizia. Le proposte odierne permetteranno alle autorità inquirenti e giudicanti di cooperare più rapidamente e con maggior efficacia. Dobbiamo sfruttare al meglio le tecnologie digitali per mettere a disposizione delle autorità giudiziarie, dei cittadini e delle imprese mezzi rapidi e sicuri di scambio di informazioni: è imprescindibile per facilitare e accelerare l&#8217;accesso alla giustizia.&#8221;</em></span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Didier <strong>Reynders</strong>, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato:<em> &#8220;L&#8217;efficacia e la qualità dei sistemi giudiziari implicano la disponibilità di strumenti efficaci. Ne abbiamo già molti, e grazie ad essi la cooperazione giudiziaria transfrontaliera nell&#8217;UE risulta facilitata. Tuttavia non tutti sono aggiornati e la loro modernizzazione è urgente. I sistemi giudiziari devono anche essere più resilienti in caso di crisi. Gli organi giurisdizionali dovrebbero essere in grado di funzionare in qualsiasi situazione &#8211; è uno dei principi dello Stato di diritto. Dotando i sistemi giudiziari degli strumenti adeguati si può sostenere quest&#8217;obiettivo. Con le iniziative odierne la Commissione dà tangibile riscontro all&#8217;ambizione di creare uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia realmente efficiente e resiliente.&#8221;</em></span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Digitalizzazione dei sistemi giudiziari dell&#8217;UE</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La Commissione ha adottato oggi le iniziative illustrate qui di seguito.</span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Digitalizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Le </span><a href="https://ec.europa.eu/info/files/proposal-regulation-digitalisation-eu-cross-border-judicial-cooperation_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/files/proposal-regulation-digitalisation-eu-cross-border-judicial-cooperation_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw2tcj90z2Hs6lul4qJWHi0x"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">proposte sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera nell&#8217;UE e sull&#8217;accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> affronteranno due problemi principali: inefficienze che incidono sulla cooperazione giudiziaria transfrontaliera e ostacoli all&#8217;accesso alla giustizia nelle cause transfrontaliere civili, commerciali e penali.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il regolamento:</span></p>
<ul>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">consentirà alle parti di <strong>comunicare con le autorità competenti per via elettronica</strong> o di agire in giudizio contro una parte di un altro Stato membro;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">consentirà di <strong>usare la videoconferenza nelle udienze</strong> in materia civile, commerciale e penale di dimensione transfrontaliera, il che comporterà procedimenti più rapidi e meno spostamenti fisici;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">offrirà alle autorità e ai giudici nazionali la possibilità di <strong>trasferire in modalità digitale istanze, atti e dati</strong>.</span></li>
</ul>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Trasferire al canale elettronico le comunicazioni, oggi ancora esclusivamente cartacee, non solo avrebbe un effetto positivo sull&#8217;ambiente, ma consentirebbe anche di risparmiare tempo e costi di carta e spedizione che, nell&#8217;intera UE, possono arrivare ad toccare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">25 milioni di € l&#8217;anno</strong>.</span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Scambio di informazioni digitali nei casi di terrorismo</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Due proposte verteranno sull&#8217;</span><a href="https://ec.europa.eu/info/publications/digital-information-exchange-terrorism-cases_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/publications/digital-information-exchange-terrorism-cases_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw0yued83mwH2HY571-dEjjp"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">efficacia della lotta contro il terrorismo e le altre forme gravi di criminalità transfrontaliera</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">. Attualmente gli Stati membri inviano a Eurojust informazioni sui procedimenti giudiziari per casi di terrorismo attraverso vari canali, spesso non sicuri, ad esempio per posta elettronica o su CD-ROM. Il sistema d&#8217;informazione di Eurojust, obsoleto, non permette inoltre un&#8217;adeguata controverifica delle informazioni. </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">L&#8217;obiettivo dell&#8217;iniziativa è modernizzare queste pratiche.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il regolamento:</span></p>
<ul>
<li><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">digitalizzerà la comunicazione</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> tra </span><a href="https://www.eurojust.europa.eu/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.eurojust.europa.eu/&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw3OBCzj1EAAOT_mGCyXq6VL"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Eurojust</span></a><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> e le autorità degli Stati membri e istituirà <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">canali di comunicazione sicuri</strong>;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">consentirà a Eurojust di <strong>rilevare efficacemente i collegamenti</strong> tra casi di terrorismo transfrontaliero e altre forme gravi di criminalità transfrontaliera, passati e in corso;</span></li>
<li><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">appurati tali collegamenti, permetterà agli Stati membri di <strong>coordinare attività investigative e risposte giudiziarie</strong>.</span></li>
</ul>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Sviluppo della piattaforma di collaborazione per le squadre investigative comuni</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La </span><a href="https://ec.europa.eu/info/publications/joint-investigation-teams-jits-collaboration-platform_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/publications/joint-investigation-teams-jits-collaboration-platform_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw1lCDHtcuHaM2GGsElnKPYg"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">proposta mira a istituire una piattaforma di collaborazione per le squadre investigative comuni (SIC)</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">. Si tratta di squadre costituite da due o più Stati per indagini penali specifiche. Sebbene il sistema abbia dimostrato di funzionare, nella pratica le squadre si scontrano oggi a diverse difficoltà tecniche, con eccessiva lentezza e onerosità degli scambi. <strong>Agevolando la condivisione di informazioni e elementi di prova</strong> e migliorando la sicurezza delle comunicazioni, una specifica piattaforma informatica consentirebbe alle SIC di gestire assieme le operazioni.</span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Prossime tappe</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Le proposte della Commissione passeranno ora alla fase di negoziazione in sede di Parlamento europeo e Consiglio dell&#8217;Unione europea.</span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Contesto</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">A dicembre 2020 la Commissione ha adottato alcune </span><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2246" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2246&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw3ApnXWqp-DJsNPiaSUBsrW"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">iniziative per modernizzare i sistemi giudiziari dell&#8217;UE</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">, proponendo una serie di misure per spingere la digitalizzazione sia sul piano nazionale sia a livello di UE. I due principali pilastri del pacchetto erano la comunicazione sulla </span><a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_en" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_en&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw1ad5BU0EgK9lW0SC8hvBpt"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">digitalizzazione della giustizia</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> nell&#8217;UE e la strategia sulla </span><a href="https://e-justice.europa.eu/37158/IT/european_training_platform?init=true" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://e-justice.europa.eu/37158/IT/european_training_platform?init%3Dtrue&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw3ya4oxlpjAnyTS4GbkFBE6"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">formazione giudiziaria europea</span></a><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">. Questo insieme di strumenti per la giustizia digitale mirava ad aiutare ulteriormente gli Stati membri ad adeguare i sistemi giudiziari nazionali all&#8217;era digitale e a migliorare la cooperazione giudiziaria transfrontaliera dell&#8217;UE tra le autorità competenti. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Le iniziative odierne s&#8217;iscrivono nella scia della comunicazione dello scorso anno. Mirano alla digitalizzazione delle interazioni tra le autorità che operano nel settore della giustizia, sfruttando l&#8217;efficienza dei moderni strumenti di comunicazione nei casi in cui servano ai fini delle procedure civili e penali, della lotta al terrorismo e dell&#8217;attività investigativa in genere.</span></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Per ulteriori informazioni</span></strong></p>
<p><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_21_6388" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/qanda_21_6388&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw0MZ0NDEVScIsXFYq-GNwMm"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Domande e risposte</span></a></p>
<p><a href="https://ec.europa.eu/info/publications/digitalisation-cross-border-judicial-cooperation_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/publications/digitalisation-cross-border-judicial-cooperation_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw1zyNgXtsgD8jBkX1Rqivn7"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Proposte sulla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria transfrontaliera nell&#8217;UE e sull&#8217;accesso alla giustizia in materia civile, commerciale e penale</span></a></p>
<p><a href="https://ec.europa.eu/info/publications/digital-information-exchange-terrorism-cases_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/publications/digital-information-exchange-terrorism-cases_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw0yued83mwH2HY571-dEjjp"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Proposte miranti all&#8217;efficacia della lotta contro il terrorismo e le altre forme gravi di criminalità transfrontaliera.</span></a></p>
<p><a href="https://ec.europa.eu/info/publications/joint-investigation-teams-jits-collaboration-platform_it" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/publications/joint-investigation-teams-jits-collaboration-platform_it&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw1lCDHtcuHaM2GGsElnKPYg"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Proposta sull&#8217;istituzione di una piattaforma di collaborazione come ausilio al funzionamento delle squadre investigative comuni</span></a></p>
<p><a href="https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_en" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/digitalisation-justice_en&amp;source=gmail&amp;ust=1638463687302000&amp;usg=AOvVaw1ad5BU0EgK9lW0SC8hvBpt"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Digitalizzazione della giustizia</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CATENA DONNA” PER LA PACE, LA GIUSTIZIA E LA DIFESA DELL’AMBIENTE: IL MANIFESTO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/23/catena-donna-per-la-pace-la-giustizia-e-la-difesa-dellambiente-il-manifesto/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=catena-donna-per-la-pace-la-giustizia-e-la-difesa-dellambiente-il-manifesto</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 02:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Catena donna]]></category>
		<category><![CDATA[difesa ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1473" height="882" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA.jpeg 1473w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA-300x180.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA-1024x613.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA-768x460.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA-1170x701.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/A2493C5B-490F-48AA-9FBC-FAA08BB6A8AA-585x350.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1473px) 100vw, 1473px" /></p>
<p>a cura di Regina Resta Presidente VerbumlandiArt e Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore  WOMEN’S CHAIN” FOR PEACE, JUSTICE AND ENVIRONMENTAL DEFENSE Un Movimento per valorizzare e mettere al servizio della comunità&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/11/23/catena-donna-per-la-pace-la-giustizia-e-la-difesa-dellambiente-il-manifesto/">CATENA DONNA” PER LA PACE, LA GIUSTIZIA E LA DIFESA DELL’AMBIENTE: IL MANIFESTO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>a cura di <span class="s5">Regina Resta <span class="s6">Presidente </span><span class="s6">VerbumlandiArt </span></span>e<span class="s5"> Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore </span></strong></em></p>
<p>WOMEN’S CHAIN” FOR PEACE, JUSTICE AND <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-46223" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-209x300.jpeg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-209x300.jpeg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-715x1024.jpeg 715w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-768x1100.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-1072x1536.jpeg 1072w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-1430x2048.jpeg 1430w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-1170x1676.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1-585x838.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/B791FECA-A668-4F7B-AB65-43BB2562B9A1.jpeg 1721w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" />ENVIRONMENTAL DEFENSE</p>
<p><i><b><span class="s5">Un Movimento p</span><span class="s5">er valorizzare e mettere al servizio della comunità </span><span class="s5">i</span><span class="s5">l talento, la creatività, l&#8217;estro, la professionalità e l&#8217;ingegno al femminile</span></b></i></p>
<p><i><b><span class="s6">To </span><span class="s6">enhance</span><span class="s6"> and put </span><span class="s6">at</span><span class="s6"> the service of the community: </span><span class="s6">Female </span><span class="s6">talent, </span><span class="s6">creativity</span><span class="s6">, </span><span class="s6">inspiration</span><span class="s6">, </span><span class="s6">professionalism</span><span class="s6"> and </span><span class="s6">ingenuity</span></b></i></p>
<p class="s10"><span class="s5">Chi siamo?</span> Siamo un gruppo di donne legate dalla passione per l’arte e la cultura. Ci siamo unite per creare una <span class="s9">catena di solidarietà</span> con donne non solo del territorio locale e nazionale, ma anche internazionale, per realizzare, con gli strumenti della parola, della scrittura, della creatività artistica, delle competenze specifiche, attività a beneficio dei giovani e delle comunità.“<span class="s5">CATENA DONNA</span>” ha infatti l’obiettivo di mettere in relazione le donne di tutto il mondo per una testimonianza di solidarietà tra Paesi anche distanti tra loro e vuole essere un punto di incontro per tutte le culture, senza distinzione di razza, religione e orientamenti politici, per la costruzione di un vero dialogo di Pace.</p>
<p class="s7">Lavorando insieme, le donne potranno esser parte di una catena illimitata, punto di contatto della creatività al femminile. La catena unisce simbolicamente i pensieri e i desideri di ogni donna,che potrà contribuire a realizzarli in piena libertà perché ognuna ha in sé la fantasia e le potenzialità. Crediamo fermamente che questa catena possa diventare una grande unione. Il Movimento Catena Donna può rispondere al bisogno delle donne di accedere a informazioni sui diritti e sui servizi di cui possono godere, aumentare la consapevolezza e il supporto nella partecipazione alla vita culturale, sociale ed economica, attivare campagne di educazione e comunicazione che contribuiscano a promuovere cambiamenti nei comportamenti socio-culturali, al fine di eliminare pregiudizi, costumi, tradizioni e qualsiasi altra pratica basata su modelli stereotipati dei ruoli delle donne e degli uomini.</p>
<p class="s10">La chiave metodologica adottata per lo svolgimento del progetto sarà l’autoformazione, proprio perché capace di coinvolgere tutti i soggetti partecipanti, chiedendo loro di assumere da subito una posizione attiva, senza pregiudizi che blocchino la capacità di ascolto, la conoscenza e il peso delle politiche di genere messe in atto nei Paesi avanzati: quanto cioè il loro impatto sia stato rilevante nel perseguimento della parità. Gli esiti sono diversi, a seconda del contesto culturale e in relazione a quanto la leadership maschile sia ancora dominante. Non si vogliono escludere gli uomini, non sarà un solo movimento selettivo di genere, ma di cooperazione con tutti i soggetti che tengano alla valorizzazione delle attività condotte dalle donne per il bene comune e per il futuro dei nostri figli.</p>
<p class="s10">Nel mondo esistono profonde disuguaglianze di genere, rispetto al lavoro, alla possibilità di istruirsi e di esprimere liberamente la propria personalità. Quasi sempre sono disuguaglianze dovute alle tradizioni, all’integralismo e alla povertà. Nonostante tutti i progressi ottenuti (diritti civili, partecipazione alla vita economica e sociale) ci sono ancora disparità nel mondo del lavoro: le donne trovano difficoltà a raggiungere posizioni di potere e di prestigio. Molto spesso, a parità di compiti svolti, guadagnano meno degli uomini. La situazione è molto più grave nei paesi a sud del mondo, dove le donne, ma soprattutto le figlie femmine, sono oggetti di vendita. L’analfabetismo è un problema serio sia per i maschi che per le femmine, ma ovunque il tasso femminile è maggiore. In molti paesi alle donne è vietato guidare, andare all’estero senza un permesso scritto da un parente maschio. Le donne sono anche vittime di una forte discriminazione.</p>
<div class="s10">
<div class="s11">Ciò le rende inferiori a livello economico, culturale e persino sociale. Il nostro Movimento vuole dare voce a tutte le donne che ne vogliono fare parte, donne di talento e creatività che, utilizzando i social media a disposizione, le piazze, la scuola, i centri di formazione e culturali, possono coinvolgere e raggiungere più persone.</div>
</div>
<p class="s3"><span class="s5">LE RAPPRESENTANTI DELLA “CATENA DONNA”</span></p>
<p class="s7"><span class="s5">REGINA RESTA</span> &#8211; presidente Verbumlandiart-Aps, poetessa, Event manager, ideatrice del Progetto.</p>
<p class="s7"><span class="s5">COMITATO D’ONORE</span><span class="s5">:</span> <span class="s5"><br />
</span><span class="s5">AIDA ABDULLAEVA</span><span class="s5"> &#8211;</span> artista, presidente Progetto Angeli &#8211; <span class="s5">Uzbekistan</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ANIA GRANJO</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente, avvocato e scrittrice &#8211; <span class="s5">Spagna</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ANNAMARIA CAMPA &#8211;</span> biologa, dirigente scolastica.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ANNA MANNA &#8211;</span> scrittrice, poetessa, operatrice culturale.<br />
<span class="s5">ANNA MARIA LOMBARDI</span><span class="s5"> &#8211;</span> psicologa, poetessa, presidente Group-Movimento Artistico Letterario<span class="s5">.</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ANNATONIA MARGIOTTA</span><span class="s5"> &#8211;</span> scrittrice, operatrice pubblica perla diffusione della cultura della legalità.</p>
<p class="s7"><span class="s5">ANNELLA PRISCO</span><span class="s5"> &#8211;</span> scrittrice e critica letteraria<span class="s5">.</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ANTONIA TSITSI</span><span class="s5"> &#8211;</span> General manager, scrittrice, esperta d’arte &#8211;<span class="s5">Grecia</span>.</p>
<p class="s7"><span class="s5">ANTONIETTA VAGLIO</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente.<br />
<span class="s5">CINZIA TEDESCO</span><span class="s5"> &#8211;</span> artista, musicista e compositrice, cantantejazz<span class="s5">.</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">CLAUDIA PICCINNO</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente, poetessa, critica letteraria, traduttrice.</p>
<p class="s7"><span class="s5">CHRISTIANA RUGGERI</span><span class="s5"> &#8211;</span> giornalista e scrittrice.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">DOROTEA MATRANGA</span><span class="s5"> &#8211;</span> poetessa, critica letteraria, creatrice del Movimento letterario “Corto-Poesia”.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ELEONORA ALTAMORE</span> &#8211; stilista internazionale, imprenditrice.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ELISABETTA BAGLI</span><span class="s5"> &#8211;</span> poetessa, critica letteraria, traduttrice, presidente Associazione Latium.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ENESCU STELLA CAMELIA</span><span class="s5"> –</span> pianista &#8211; <span class="s5">Romania</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ESTER CECERE</span><span class="s5"> &#8211;</span> poetessa, giornalista, ricercatrice CNR.<br />
<span class="s5">FATMA NAZZAL</span><span class="s5"> &#8211;</span> manager beauty center &#8211; <span class="s5">Palestina</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">FIORELLA FRANCHINI, </span>scrittrice e giornalista.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">GABRIELLA IZZI BENEDETTI</span> <span class="s5">&#8211;</span> docente e scrittrice,presidente Società vastese di Storia Patria.<br />
<span class="s5">GABRIELLA ROSAMARIA CRISTAUDO</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">GORDANA SARIC </span><span class="s5">&#8211;</span> docente<span class="s5"> &#8211;</span> <span class="s5">Montenegro</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">GORDANA TAKEC &#8211; </span>docente, poetessa e scrittrice, editrice.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ROSA NICOLETTA TOMASONE</span><span class="s5"> &#8211;</span> accademica, Grande Ufficiale OMRI, presidente Centro “Luigi Einaudi”.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">HILAL KHARHAN &#8211;</span> medico, poetessa e scrittrice<span class="s5"> &#8211;</span> <span class="s5">Turchia</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">IZARA BATRES</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente e scrittrice &#8211; <span class="s5">Spagna</span><br />
<span class="s5">LORENZA ALTAMORE</span> <span class="s5">&#8211;</span> filantropo, Ordine Civico Mediceo di Firenze.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MAJA HERMAN SEKULIC</span> <span class="s5">&#8211;</span> scrittrice, poetessa e traduttrice –<span class="s5">USA/Serbia</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MARCELLA CAMELLINI</span> <span class="s5">&#8211;</span> dirigente medico, cardiologa.<br />
<span class="s5">MARIA DI GIOVANNI</span> <span class="s5">&#8211;</span> giornalista e scrittrice, operatrice sociale, Ufficiale OMRI.<br />
<span class="s5">MARIA PIA ROSSIGNAUD</span> <span class="s5">&#8211;</span> docente Università La SapienzaRoma, giornalista.<br />
<span class="s5">MARIA PIA TURIELLO </span><span class="s5">&#8211;</span> criminologa, esperta in violenza di genere.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MARILISA PALAZZONE </span><span class="s5">&#8211;</span> docente, avvocato e criticaletteraria.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MARINA PRATICI</span><span class="s5"> &#8211;</span> scrittrice, poetessa, critica letteraria, operatrice culturale.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MARY ATTENTO</span><span class="s5"> &#8211;</span> giornalista, editor.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MILICA LILIC </span><span class="s5">&#8211;</span> scrittrice e poetessa, giornalista &#8211; <span class="s5">Serbia</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">MIRJANA DOBRILLA</span> <span class="s5">&#8211;</span> scrittrice e poetessa, traduttrice &#8211; <span class="s5">Serbia</span>.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">ROSELLA MURANO</span> <span class="s5">&#8211;</span> docente e scrittrice.<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">SONIA FANULI</span><span class="s5"> &#8211;</span> psicologa e psicoterapeuta, Maestra d’Arte<span class="s5">.</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">STEFANIA ROMITO</span><span class="s5"> &#8211;</span> giornalista radiotelevisiva, scrittrice<span class="s5">.</span><span class="s5"><br />
</span><span class="s5">TIZIANA GRASSI</span><span class="s5"> &#8211;</span> scrittrice, giornalista<span class="s5"><br />
</span><span class="s5">TIZIANA PROTOPAPA </span><span class="s5">&#8211;</span> consulente di progettazione turistica e ambientale.</p>
<p class="s3">CATENA DONNA PER LA PACE</p>
<p class="s3"><span class="s6">“IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE” </span></p>
<p class="s7">L’esortazione di <span class="s5">Don Tonino </span><span class="s5">Bello</span> “IN PIEDI COSTRUTTORI DI PACE” non può lasciarci indifferenti, specie ai giorni d’oggi quando sembra esserci una generale rassegnazione alle sorti del mondo. Il clima di insicurezza e paura che gli attuali avvenimenti internazionali hanno generato nella società ha effetto su tutti, in particolare sui bambini e sui più fragili e puri di cuore. Ciò crea l’esigenza di offrire un contatto con questa realtà che offra stimoli per la formazione di cittadini di una società sempre più multiculturale che viva in un clima di pace e di dialogo continuo. La cultura della Pace oggi deve diventare motivo di aggregazione,per cui si possa vivere la diversità come arricchimento e non come disagio. La ‘mondializzazione’ produce, da un lato, un maggiore contatto tra culture diverse ma, dall&#8217;altro, suscita reazioni di paura e di chiusura &#8216;nel proprio guscio&#8217;, che facilmente sfocia nell&#8217;intolleranza, nell&#8217;emarginazione, nella guerra. La cultura della Pace deve perciò creare “nuovi cittadini” che siano in grado di affrontare i problemi creati dalla convivenza di culture, religioni, politiche diverse.</p>
<p class="s7">L’associazione <span class="s5">VerbumlandiArt</span>, pertanto, intende realizzare il progetto <span class="s8">“Costruiamo la Catena della Pace con la Poesia, l’Arte, la Scrittura,  la Musica, il Teatro, il Cinema, il Giornalismo, le Scienze, la Tecnologia, la Medicina”</span><span class="s8">,</span> che vuole unire poeti, artisti, studiosi, musicisti, attori, giornalisti, registi e scienziati di tutto il mondo per costruire una civiltà dell’amore per la Pace, un progetto che cerca di diffondere e farsi portavoce dei valori culturali delle varie nazioni, con sentimenti di collaborazione che, nel rispetto delle identità etniche e culturali, possono nascere soltanto dall&#8217;empatia con ciò che è diverso e dal confronto con l&#8217;altro. Si può parlare di Pace con il linguaggio della poesia, diretto e immediato, che può diventare un modo per migliorare la convivenza democratica a tutti i livelli sociali.</p>
<p class="s7">Il Progetto vuol essere un atto di coscienza e responsabilità,perché dobbiamo svellere le tre pietre che coltivano e scatenano la propensione alla guerra, come affermava <span class="s5">D</span><span class="s5">on Tonino Bello</span>: <span class="s6">1) profitto, nel senso di tentazione economica;</span> <span class="s6">2) potere, nel senso di tentazione politica;</span> <span class="s6">3) prodigio, nel senso di tentazione fatalistica.</span>Il Progetto ha inoltre scopi educativi e sociali: costruire una catena senza fine, attraverso opere d’arte, musiche, articoli sulla stampa, opere teatrali, ricerche tematiche, che sensibilizzino l’opinione collettiva, ma soprattutto le giovani generazioni. Questi i <span class="s5">contenuti</span>: la pace e i bisogni; la non violenza; la difesa della Pace; il rispetto dell’altro; la buona educazione; il dialogo senza armi.</p>
<p class="s10">Ci accompagnerà nella realizzazione del Progetto il <span class="s5">COMITATO D’ONORE UOMINI CON NOI</span>, tutte Personalità sensibili ai temi della Pace, al dialogo tra culture, alla parità di genere e ai diritti delle donne, alla difesa dell’ambiente e allo sviluppo sostenibile.</p>
<p class="s7"><span class="s5">PRESIDENTE ONORARIO DEL COMITATO</span></p>
<p class="s7"><span class="s5">HAFEZ HAIDAR</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente, scrittore, poeta, candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura</p>
<p class="s7"><span class="s5">COMPONENTI </span><span class="s5">DEL COMITATO</span></p>
<p class="s7"><span class="s5">OTABEK AKBAROV</span> &#8211; Ambasciatore della Repubblica dell’Uzbekistan.</p>
<p class="s7"><span class="s5">BRUNO DI PIETRO</span><span class="s5"> &#8211;</span> artista, scrittore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">FEDERICO GENTILINI &#8211;</span> avvocato, presidente Educals, docente universitario.</p>
<p class="s7"><span class="s5">FRANCESCO LENOCI –</span> economista, docente Università Cattolica Milano.</p>
<p class="s7"><span class="s5">FRANCESCO SIDOTI</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente di criminologia e sociologiaUniversità dell&#8217;Aquila.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GAETANO DANIELE</span> &#8211; <span class="s15">scrittore,</span> <span class="s15">saggista,</span><span class="s15"> presidente P</span><span class="s15">remio nazionale Amato Lamberti.</span></p>
<p class="s7"><span class="s5">GIACO</span><span class="s5">MO TERZO &#8211;</span> libero professionista, presidente Associazione “La Casa di Giusy”.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GIANCARLO DANIELI &#8211;</span> grafico.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GIANLUCA POLASTRI</span><span class="s5"> &#8211;</span> giudice di pace, poeta.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GIANPAOLO MASTROPASQUA</span><span class="s5"> &#8211;</span> psichiatra, poeta, criticoletterario.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GIANCARLO CAPOZZOLI &#8211;</span> reporter e giornalista dell’Espresso.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GIOVANNI SCACCIAFERRO</span><span class="s5"> &#8211;</span> manager, presidente E-platform.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GOFFREDO PALMERINI –</span> giornalista e scrittore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GRAZIANO PERRIA &#8211;</span> già Primo dirigente Polizia di Stato.</p>
<p class="s7"><span class="s5">GUAMAN JARA ALLENDE NEUMANE </span>– docente universitario presso <a href="https://www.facebook.com/WHUNIVERSITY/"><span class="s16">World </span><span class="s16">Humanistic</span> <span class="s16">University</span></a><span class="s5">.</span></p>
<p class="s7"><span class="s5">JEAN MARIE GERVAIS &#8211; </span>Prefetto coadiutore Basilica San Pietro in Vaticano, presidente Tota Pulchra.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MARCELLO VITALE &#8211;</span> Presidente Aggiunto onorario della Corte di Cassazione.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MARCO SOLFANELLI &#8211;</span> editore “Tabula Fati”.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MARTINO TROPIANO</span><span class="s5"> &#8211;</span> Cavaliere Mauriziano.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MAURIZIO VITIELLO</span><span class="s5"> &#8211;</span> docente, scrittore, critico d’arte, sociologo.</p>
<p class="s7"><span class="s5">MIGUEL ANGEL ACOSTA LARA</span><span class="s5"> &#8211;</span> Artista digitale &#8211; <span class="s5">Messico</span>.</p>
<p class="s7"><span class="s5">NICODEMO GENTILE &#8211; </span>Avvocato penalista cassazionista, scrittore e presidente di Penelope Italia.</p>
<p class="s7"><span class="s5">NINO DANIELE &#8211;</span> già Assessore alla Cultura al Comune di Napoli.</p>
<p class="s7"><span class="s5">ORAZIO ANTONIO BOLOGNA &#8211;</span> critico letterario, poeta, latinista.</p>
<p class="s7"><span class="s5">PAOLO CUTRANO &#8211;</span> artista, manager.</p>
<p class="s7"><span class="s5">PAOLO MIGGIANO &#8211;</span> <span class="s5">d</span>ottore in Scienze dell&#8217;Investigazione, giornalista pubblicista.</p>
<p class="s7"><span class="s5">PIERFRANCO BRUNI &#8211;</span> scrittore, poeta, candidato al Premio Nobel per la Letteratura.<span class="s5">    </span></p>
<p class="s7"><span class="s5">PIERLUIGI CONGEDO</span><span class="s5"> &#8211;</span> avvocato, docente alla LUISS di Roma.</p>
<p class="s7"><span class="s5">PIETRO ZOCCONALI</span><span class="s5"> &#8211;</span> sociologo, giornalista, presidente Associazione Nazionale Sociologi.</p>
<p class="s7"><span class="s5">RAFFAELE MESSINA </span><span class="s5">&#8211;</span> docente e scrittore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">ROBERTO SCIARRONE</span> <span class="s5">–</span> dottore di ricerca UnitelmaSapienza, storico, direttore <a name="_GoBack"></a>Verbum Press.</p>
<p class="s7"><span class="s5">RODOLFO VETTORELLO</span><span class="s5"> &#8211;</span> libero professionista, poeta, saggista, scrittore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">SERGIO CAMELLINI &#8211;</span> psicologo, poeta, critico letterario.</p>
<p class="s7"><span class="s5">STANISLAO LIBERATORE</span> <span class="s5">&#8211;</span> giornalista e scrittore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">STEFANO ANDREOTTI &#8211;</span> avvocato, storico, manager.<span class="s5">  </span></p>
<p class="s7"><span class="s5">STEFANO VITALI &#8211;</span> Poeta e critico letterario.</p>
<p class="s7"><span class="s5">TONY PANCELLA</span><span class="s5"> &#8211;</span> pianista e compositore.</p>
<p class="s7"><span class="s5">VINCENZO PETITTO</span><span class="s5"> &#8211;</span> scrittore e critico letterario.</p>
<p class="s7"><span class="s5">ZLATOMIR JOVANOVIC</span> <span class="s5">&#8211;</span> scrittore e poeta, editore &#8211; <span class="s5">Serbia</span>.</p>
<p class="s17"><span class="s14">CATENA DONNA PER LA GIUSTIZIA E LA DIFESA DELL’AMBIENTE</span></p>
<p class="s10">L’obiettivo principale è quello di diffondere e attuare quotidianamente, comportamenti sensibili alla legalità quali: il rispetto delle regole sociali e ambientali; il pensiero sociale come speranza per un futuro migliore. Educare alla convivenza civile significa promuovere nel singolo cittadino la consapevolezza di essere parte di un corpo sociale e istituzionale che cresce e si trasforma nel tempo e nello spazio. Pertanto la finalità è la presentazione di un quadro variegato di esperienze che spaziano nei campi della valorizzazione, promozione e gestione dei Beni culturali, dei Beni ambientali, degli Spazi urbani e non. La partecipazione di professionisti dei vari settori illustrerà il panorama relativo a diverse realtà attive nell’ambito della cultura, attraverso il confronto proficuo tra casi-studio significativi per il territorio, che presentino ricadute interessanti nel panorama nazionale e internazionale.</p>
<p class="s7">In questo decalogo i nuclei tematici e valoriali: <span class="s5">1.Il valore della democrazia</span><span class="s5"> e della libertà</span><span class="s5">; 2.</span><span class="s5"> Rispetto delle leggi ed educazione a</span><span class="s5">lla legalità; 3.</span><span class="s5">D</span><span class="s5">ifesa del cittadino e dello Stato; 4.</span><span class="s5">R</span><span class="s5">ispetto delle Istituzioni; 5.Arte e cultura; 6</span><span class="s5">.</span><span class="s5">Tutela delle libertà di comunicazione, uso regolato dei social network</span><span class="s5">; 7. Io e gli altri, vivere in una società di relazioni; 8. Interiorizzazione di valori sociali: uguaglianza, solidarietà, condivisione, rispetto della diversità; 9.Ambiente e salute, difesa delle risorse ambientali; 10. Rafforzamento del senso di appartenenza alla propria Comunità, locale e n</span><span class="s5">azionale</span>.</p>
<p class="s10">La pubblicazione tematica dei lavori, convegni e incontrirealizzati, offriranno agili occasioni di approfondimento,particolarmente rivolte ai giovani e agli studenti, e i contributi proposti dai relatori mireranno sempre a favorire strumenti utili per una riflessione sullo stato dell’arte, rispetto alle tematiche che impegnano le finalità del movimento, e sulle opportunità che gli ambiti analizzati possono offrire nell’attualità e nelle prospettive future.</p>
<p><span class="s6">*</span></p>
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