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		<title>Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<p>Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei chiusi, coscienze aperte a metà e un’umanità che continua a litigare sul ponte mentre la nave imbarca acqua Si spengono le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/31/si-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio/">Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1300" height="731" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845.jpeg 1300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1845-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></p><p class="s7"><span class="s6"><b><i>Il 2025 se ne va tra divorzi geopolitici, Giubilei chiusi, coscienze aperte a metà e un’umanità che continua a litigare sul ponte mentre la nave imbarca acqua</i></b></span></p>
<p class="s9">Si spengono le luci. E non è solo una suggestione letteraria: è proprio la trama, degna del romanzo di <span class="s8"><b>Jay McInerney</b></span>, che torna d’attualità. Il “matrimonio” tra Stati Uniti ed Europa scricchiola come quello di Russell e Corinne: non c’è un vero litigio, ma una distanza che cresce, fatta di silenzi, calcoli e reciproca sopportazione.</p>
<p class="s9"><span class="s8"><b>Donald Trump</b></span>, tornato a pensare il mondo come un grande mercato con bandiere opzionali, pratica una filosofia a metà tra l’empirico e il cervellotico: soggettiva, muscolare, spesso incomprensibile persino a se stessa. L’Europa, <span class="s8"><b>Ucraina</b></span> compresa, per lui è un partner commerciale tra tanti, non un’alleanza sentimentale. Con la <span class="s8"><b>Russia</b></span> vale lo stesso principio: la guerra può finire domani o dopodomani, purché torni utile ai conti. Il vero chiodo fisso resta la <span class="s8"><b>Cina</b></span>. È lì che si gioca l’egemonia economico-militare di un’America che teme di non essere più eterna. Il resto è contorno. Bruxelles compresa.</p>
<p class="s9">E tuttavia, miracolo dei miracoli, l’<span class="s8">Europa</span> pare aver capito. Prima l’antifona, poi la realtà. Si è desta, anche se con la lentezza tipica di chi si sveglia convinto che sia ancora presto. Rafforzerà la propria difesa, finalmente comune, perché nazionale non basta più, investirà in tecnologia per smettere di dipendere da chi la tratta come un cliente distratto, e comincerà a decidere aggirando l’ossessione dell’unanimità, che ha spesso funzionato come un elegante freno a mano tirato. Gli strumenti, in fondo, li ha sempre avuti. Ora, finalmente, sta provando a usarli.</p>
<p class="s9">Chiuso il capitolo 2025, si apre quello del 2026. O la va o la spacca. E questa volta non è una figura retorica. Intanto si chiude anche un <span class="s8"><b>Giubileo</b></span>. A Bologna, nella Basilica di San Petronio, l’arcivescovo <b><span class="s8">Matteo Zuppi</span> </b>abbassa il sipario liturgico ma invita a lasciare aperte porte ben più difficili: quelle delle case, delle comunità, delle coscienze. Porte che non fanno rumore, ma resistono.</p>
<p class="s9">Le sue parole, speranza, pace, alleanza sociale, vicinanza agli ultimi, suonano come una nota fuori spartito in un mondo che discute di missili e dazi con la stessa naturalezza con cui una volta parlava di raccolti. La speranza, viene da augurarsi, è che quell’omelia riesca a superare le mura più spesse: non quelle delle basiliche, ma quelle dei cuori duri di chi si contende il dominio del mondo come fosse una partita a risiko.</p>
<p class="s9">Il 2025, del resto, non sarà ricordato con nostalgia. È stato un anno di addii pesanti: alla cultura, allo spettacolo, allo sport, alla pace, con la scomparsa di figure che tenevano insieme l’immaginario collettivo meglio di molti trattati internazionali. Alcune guerre finiscono, altre iniziano, come se l’umanità non sapesse fare altro che cambiare campo di battaglia. I dazi diventano strumenti morali, le catastrofi naturali presentano il conto, e il pianeta, già malandato, osserva in silenzio la gara a chi lo distrugge più in fretta.</p>
<p class="s9">Sul fronte interno, scandali e corruzione restano protagonisti ovunque. L’<span class="s8">Italia</span>, come spesso accade, non manca l’appuntamento. Titoli che sembrano barzellette (“Noi con Hannoun”), consiglieri che mettono in imbarazzo i partiti e pretendono di mettere il bavaglio ai giornalisti: il tutto dà l’impressione di una corsa in discesa senza paracadute. Governo e opposizione, ciascuno a modo suo, faticano: il primo perché non ha davanti un’opposizione costruttiva ma solo polemica; la seconda perché non riesce a ricordarsi quale sia il suo mestiere. E non va molto meglio altrove, se in Francia destra e sinistra riescono a dividersi perfino su un omaggio nazionale a <span class="s8"><b>Brigitte Bardot</b></span>.</p>
<p class="s9">Eppure, in questo mare agitato, qualche dato va riconosciuto. Il governo italiano porta a casa risultati non trascurabili, soprattutto sul piano internazionale. L’Italia viene osservata come una possibile guida dell’Unione. Non è poco, in tempi in cui scarseggiano le teste pensanti e ce ne vorrebbero il doppio solo per capire da dove cominciare.</p>
<p class="s9">Che cosa ci porterà il 2026?</p>
<p class="s9">La risposta migliore resta quella di un vecchio signore inglese che di crisi se ne intendeva: <span class="s10">«Il politico diventa uomo di Stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni»</span>. Il problema, semmai, è capire quanti siano ancora interessati a diventarlo.</p>
<p class="s9">Buon anno 2026. Con moderata speranza, lucida ironia e la cautela di chi ha imparato che le luci si spengono in fretta, ma il conto resta acceso.</p>
<p class="s7">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F31%2Fsi-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio%2F&amp;linkname=Si%20spengono%20le%20luci%20%28e%20qualcuno%20resta%20al%20buio%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F31%2Fsi-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio%2F&#038;title=Si%20spengono%20le%20luci%20%28e%20qualcuno%20resta%20al%20buio%29" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/31/si-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio/" data-a2a-title="Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/31/si-spengono-le-luci-e-qualcuno-resta-al-buio/">Si spengono le luci (e qualcuno resta al buio)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Putin, la Russia e la NATO: le ragioni di un accerchiamento globale e le guerre in corso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 May 2025 14:14:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/9489150C-5A4C-4C7A-8944-82374D41265E-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;Le guerre si vincono prima con la testa, poi con la forza.&#8221; – Napoleone Bonaparte</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il 9 maggio 2025, in occasione del Giorno della Vittoria, Vladimir Putin ha celebrato la resistenza della Russia con una parata che ha visto la partecipazione di migliaia di soldati e armamenti, ma quest’anno con una particolare enfasi sulla guerra in Ucraina, ormai alla sua quarta annata. Al fianco di Putin, il presidente cinese Xi Jinping, simbolo di una alleanza strategica sempre più consolidata tra Mosca e Pechino, ha assistito a un evento che ha avuto un forte significato politico, non solo commemorativo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel suo discorso, Putin ha rivendicato con forza il diritto della Russia a difendersi contro quella che considera una minaccia diretta della NATO. &#8220;Non possiamo permettere che la nostra sicurezza venga compromessa dalle manovre occidentali&#8221;, ha affermato, lanciando accuse di aggressione all’Occidente e riaffermando che la Russia non avrebbe mai ceduto su queste linee rosse. Le parole del leader russo sono state seguite da una risposta di grande fermezza, che riflette un sentimento di vittimismo da parte di Mosca, ormai convinta che l&#8217;espansione della NATO rappresenti una dichiarazione di guerra silenziosa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La continuità del conflitto in Ucraina ha portato a una serie di sanzioni economiche imposte dalle nazioni occidentali, ma la Russia ha reagito con una determinazione che ha sorpreso molti analisti. Mentre la guerra si protrae senza una fine visibile all&#8217;orizzonte, l&#8217;economia russa è stata gradualmente diversificata, mentre Mosca ha rafforzato le proprie alleanze, non solo con la Cina, ma anche con paesi come l&#8217;Iran, che stanno giocando un ruolo sempre più importante nel contrastare l&#8217;influenza occidentale nella regione. A ciò si aggiunge la crescente cooperazione con paesi africani e asiatici che, nonostante le critiche, continuano a guardare a Putin come a una figura di resistenza contro l’ordine mondiale imposto da Washington e dalle sue alleanze.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel frattempo, lo scenario globale è tutt’altro che sereno. Al di fuori dei confini ucraini, altri focolai di guerra continuano a imperversare, ognuno con le proprie complesse cause storiche e geopolitiche. La situazione di Gaza è sempre più esplosiva, con violenze che si intensificano a intervalli regolari. I bombardamenti israeliani su Gaza e le incursioni di Hamas all’interno dei territori israeliani si alternano a periodi di fragile cessate il fuoco che durano poco, alimentando un ciclo di odio che non trova soluzione. La comunità internazionale appare divisa, incapace di mettere in atto una strategia concreta per fermare l’escalation. Gli Stati Uniti e i paesi europei, che sostengono Israele, sono sempre più criticati, mentre i paesi arabi si fanno sentire con forza contro quella che considerano un’occupazione illegale dei territori palestinesi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In Asia, la tensione tra India e Pakistan rimane altissima. Le due potenze nucleari si trovano ad affrontare un conflitto che sembra destinato a non finire mai, con scaramucce regolari lungo la Linea di Controllo nel Kashmir, ma anche con attacchi a obiettivi strategici che potrebbero, in un momento di alta escalation, condurre alla guerra totale. Entrambi i paesi sono impegnati in una corsa agli armamenti nucleari, aumentando il rischio di un conflitto diretto, anche per via di incidenti o di manovre mal interpretate. Il timore di una guerra nucleare che coinvolga due delle potenze militari più potenti del continente asiatico è una realtà che terrorizza la comunità internazionale, anche se la diplomazia è riuscita fino ad ora a mantenere una fragile stabilità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Siria</strong>: La situazione in Siria è in continua evoluzione. Nonostante la ripresa del controllo da parte di Bashar al-Assad su gran parte del territorio, grazie al sostegno di Russia e Iran, il paese è ancora segnato da una frammentazione regionale significativa. Le forze kurde, che sono alleate degli Stati Uniti, continuano a mantenere il controllo nel nord-est del paese, in particolare nella regione di Rojava. L&#8217;intervento turco nel nord della Siria per contrastare la presenza kurda e i raid israeliani contro obiettivi iraniani continuano a destabilizzare la regione. Le aree sotto il controllo dei gruppi di opposizione, come quella di Idlib, sono costantemente sotto attacco da parte delle forze governative e dei loro alleati. La Siria continua a essere un campo di battaglia geopolitico, con interessi contrastanti di attori internazionali, inclusi gli Stati Uniti, la Turchia e l&#8217;Iran. Il conflitto siriano si è trasformato in un lungo stallo che non sembra avere una soluzione politica a breve termine.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oltre a questi focolai di guerra, la scena internazionale è complicata dalla crescente influenza della Cina, che sta giocando un ruolo cruciale nell&#8217;Asia e nel Pacifico, nonché nelle relazioni con l&#8217;Africa e l&#8217;America Latina. La Cina, con il suo progetto della Nuova Via della Seta, sta espandendo la propria influenza economica e militare, rafforzando i legami con la Russia e aumentando il proprio peso geopolitico. La NATO, seppur in difficoltà, non può ignorare l’emergente potenza asiatica, e le preoccupazioni per un possibile allineamento tra Mosca e Pechino rappresentano una delle principali sfide per l&#8217;Occidente nei prossimi decenni.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo contesto globale segnato da conflitti e alleanze contrapposte, la voce del Papa si fa sempre più forte. In occasione del 10 maggio 2025, il Pontefice ha rinnovato il suo appello per la pace e la diplomazia, sottolineando che la guerra, qualunque essa sia, porta solo distruzione e morte. &#8220;La pace è l&#8217;unica via per un futuro di speranza&#8221;, ha detto il Papa, avvertendo che la comunità internazionale deve prendere coscienza dei pericoli derivanti da un’ulteriore escalation, soprattutto in un mondo dove le armi nucleari rimangono una minaccia incombente.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tuttavia, nonostante gli appelli alla pace, la realtà è ben diversa. Le potenze globali, divise tra l&#8217;Occidente e il blocco russo-cinese, sembrano essere più concentrate a proteggere i propri interessi strategici che a cercare un compromesso. Putin, dal canto suo, continua a vedere l’espansione della NATO come una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale. Le ragioni che spingono Mosca a mantenere la sua aggressiva posizione in Ucraina sono legate non solo a questioni territoriali, ma anche a un senso profondo di accerchiamento geopolitico. La Russia percepisce ogni passo della NATO verso est come un atto di ostilità e si sente obbligata a reagire con forza.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel frattempo, la guerra in Ucraina non è solo una battaglia per il controllo di un territorio conteso, ma anche un simbolo di una più ampia lotta di potere tra le grandi potenze mondiali. La NATO, con la sua continua espansione, è vista da Mosca come una sfida all&#8217;equilibrio mondiale stabilito dopo la fine della Guerra Fredda. Putin, ormai deciso a non cedere, sembra pronto a portare avanti il conflitto con tutte le sue forze, anche se questo significa andare incontro a un isolamento sempre maggiore.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La citazione di Napoleone, &#8220;Le guerre si vincono prima con la testa, poi con la forza&#8221;, appare ancora una volta come una lezione che molti nel mondo dovrebbero prendere seriamente. Non è solo con la forza bruta che si vincono i conflitti, ma con la capacità di dialogare, di negoziare e di trovare soluzioni diplomatiche. Ma con le potenze globali che si allontanano sempre più dalla pace, il rischio di escalation e la possibilità di una guerra mondiale sembrano crescere ogni giorno. In un mondo sempre più polarizzato, la necessità di soluzioni pacifiche e diplomatiche è più urgente che mai.</p>
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		<title>Guerre nel mondo oggi: Un viaggio tra conflitti e speranze di pace</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/10/guerre-nel-mondo-oggi-un-viaggio-tra-conflitti-e-speranze-di-pace/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=guerre-nel-mondo-oggi-un-viaggio-tra-conflitti-e-speranze-di-pace</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 19:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="647" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-300x165.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-1024x562.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-768x421.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-1170x642.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-585x321.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Le cause profonde delle guerre moderne e il ruolo che ognuno di noi può svolgere per promuovere la pace globale. Anche il più piccolo gesto può fare la differenza in&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="647" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-300x165.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-1024x562.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-768x421.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-1170x642.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4323-585x321.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><p><em>Le cause profonde delle guerre moderne e il ruolo che ognuno di noi può svolgere per promuovere la pace globale. Anche il più piccolo gesto può fare la differenza in un mondo lacerato dai conflitti.</em></p>
<p>Il mondo oggi continua a essere segnato da numerosi conflitti armati, con guerre che devastano intere regioni, provocano migliaia di vittime e costringono milioni di persone a lasciare le loro case. Nonostante i grandi progressi in molti settori globali, la pace duratura rimane un obiettivo lontano per diverse parti del pianeta. Questo articolo esplora le principali guerre attuali, le loro cause e conseguenze, e mette in luce il ruolo cruciale che ogni individuo può svolgere nel promuovere il processo di pace.</p>
<p>I principali conflitti nel mondo oggi</p>
<p>Il panorama globale dei conflitti armati è vasto e complesso, ma alcune guerre si distinguono per la loro intensità e per le conseguenze devastanti che hanno sulle popolazioni coinvolte. Tra i conflitti più critici in corso ci sono:</p>
<p>1. La guerra in Ucraina: Iniziata nel febbraio 2022 con l’invasione russa, questo conflitto ha rapidamente assunto una dimensione globale, non solo per le sue implicazioni geopolitiche, ma anche per le conseguenze economiche che si sono estese oltre i confini europei. La guerra ha portato alla morte di migliaia di civili, alla distruzione di infrastrutture vitali e a una crisi energetica e alimentare globale, con ripercussioni soprattutto nei Paesi più poveri.</p>
<p>2. Il conflitto in Siria: Sebbene la guerra civile siriana sia iniziata nel 2011, continua ancora oggi con sporadiche ondate di violenza. Milioni di siriani sono stati sfollati, e gran parte del Paese è in rovina. Le tensioni tra gruppi ribelli, forze governative e attori internazionali hanno reso impossibile una pace stabile.</p>
<p>3. La guerra in Yemen: Spesso definita come la “peggiore crisi umanitaria del mondo”, la guerra in Yemen, iniziata nel 2014, ha devastato un Paese già povero. I combattimenti tra le forze governative, sostenute da una coalizione a guida saudita, e i ribelli Houthi hanno lasciato milioni di persone sull’orlo della carestia.</p>
<p>4. Il conflitto etnico in Etiopia (Tigray): L’Etiopia, una delle economie emergenti più importanti dell’Africa, è stata scossa da un sanguinoso conflitto nella regione del Tigray, iniziato nel novembre 2020. Migliaia di persone sono morte e milioni sono state sfollate, mentre le violenze etniche continuano a minare la stabilità del Paese.</p>
<p>5. Israele-Palestina: Anche se non è una guerra tradizionale, il conflitto israelo-palestinese continua a essere una delle questioni irrisolte più durature del Medio Oriente. Le periodiche escalation di violenza, le tensioni religiose e territoriali e la mancanza di dialogo effettivo ostacolano qualsiasi speranza di pace duratura.</p>
<p>Le cause profonde delle guerre</p>
<p>Le guerre moderne hanno radici complesse, che vanno ben oltre le semplici dispute territoriali o ideologiche. Tra i principali fattori scatenanti dei conflitti armati ci sono:</p>
<p>– Divisioni etniche e religiose: Molte guerre hanno radici in profonde divisioni etniche e religiose. Le tensioni non risolte tra diversi gruppi possono facilmente degenerare in violenza, specialmente in contesti dove mancano meccanismi di dialogo e riconciliazione.</p>
<p>– Interessi geopolitici ed economici: Alcuni conflitti sono alimentati dalle ambizioni geopolitiche e dagli interessi economici di potenze regionali e globali. Le risorse naturali, come il petrolio e i minerali, spesso giocano un ruolo cruciale nell’intensificare o prolungare i conflitti.</p>
<p>– Carestie e cambiamenti climatici: I cambiamenti climatici stanno esacerbando le tensioni in molte parti del mondo, specialmente nei Paesi più vulnerabili. La scarsità di risorse, come acqua e cibo, può innescare guerre per il controllo di queste risorse fondamentali.</p>
<p>– Debolezza istituzionale: In molti Paesi coinvolti in conflitti, le istituzioni statali sono deboli o corrotte. L’assenza di uno Stato forte che garantisca giustizia e sicurezza può creare un terreno fertile per l’insorgere di movimenti ribelli e guerre civili.</p>
<p>Il ruolo di ogni individuo nel processo di pace</p>
<p>Se è vero che le guerre sono spesso scatenate da decisioni politiche ed economiche che coinvolgono attori potenti, è altrettanto vero che ogni persona nel mondo ha un ruolo da svolgere nella promozione della pace. Non è solo una questione di governi e trattati internazionali: la pace inizia dalle azioni quotidiane di ciascun individuo.</p>
<p>1. Educazione e consapevolezza: Un primo passo fondamentale è promuovere l’educazione e la consapevolezza sui temi della pace e della giustizia. Capire le radici dei conflitti, essere informati sulle situazioni globali e sui diritti umani aiuta a costruire una società più consapevole e meno incline alla violenza.</p>
<p>2. Dialogo interculturale e interreligioso: Promuovere il dialogo tra culture e religioni è essenziale per abbattere le barriere che spesso alimentano i conflitti. A livello locale, questo può avvenire attraverso iniziative educative, eventi comunitari e piattaforme di discussione che favoriscono la comprensione reciproca.</p>
<p>3. Supportare organizzazioni di pace: Ci sono numerose organizzazioni che lavorano quotidianamente per promuovere la pace in tutto il mondo, dai programmi di disarmo agli sforzi di ricostruzione post-bellica. Supportare queste organizzazioni, sia con donazioni che con volontariato, è un modo concreto per contribuire al processo di pace.</p>
<p>4. Responsabilità civile e politica: Ogni cittadino ha il potere di influenzare le decisioni politiche, sia a livello locale che globale. Partecipare attivamente alla vita democratica, votare per leader che promuovono la pace e fare pressione sui governi affinché adottino politiche di dialogo e riconciliazione sono azioni essenziali per contrastare la guerra.</p>
<p>5. Sostenere il commercio equo e solidale: In molte regioni colpite da conflitti, l’economia è strettamente legata alle risorse naturali sfruttate illegalmente o in modo non etico. Sostenere il commercio equo e solidale, che promuove condizioni di lavoro giuste e sostenibili, può aiutare a ridurre le tensioni economiche che spesso alimentano le guerre.</p>
<p>Le prospettive per il futuro</p>
<p>Nonostante il panorama globale sembri spesso scoraggiante, ci sono segni di speranza. I processi di pace, anche se lenti, sono in corso in diverse regioni del mondo, e la diplomazia internazionale continua a lavorare per risolvere i conflitti. Inoltre, il ruolo crescente delle tecnologie digitali e dei social media offre nuove opportunità per promuovere la pace e la giustizia globale.</p>
<p>Il futuro della pace dipende dalla capacità di ognuno di noi di impegnarsi attivamente. Le guerre non possono essere risolte solo con trattati e interventi militari, ma richiedono un cambiamento culturale che parta dalle comunità locali e arrivi fino ai vertici della politica internazionale.</p>
<p>In conclusione, sebbene le guerre continuino a rappresentare una delle sfide più difficili per l’umanità, il contributo di ogni individuo nel promuovere la pace è fondamentale.</p>
<p>Come ha detto Papa Francesco, «Curare la pace significa anche rallentare la corsa del nostro attivismo, ricalibrare le nostre attese, perfino le nostre azioni». La pace è possibile, e inizia da noi.</p>
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		<title>COL DOVUTO RISPETTO, SUA SANTITÀ!i</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2024 07:47:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[scenari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/7E73DDC4-B06D-4051-B14D-74ADC8A9D1D7.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/7E73DDC4-B06D-4051-B14D-74ADC8A9D1D7.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/7E73DDC4-B06D-4051-B14D-74ADC8A9D1D7-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/7E73DDC4-B06D-4051-B14D-74ADC8A9D1D7-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Col dovuto rispetto, Sua Santità Papa Francesco, questa volta l’ha fatta, anzi l’ha detta grossa! «Quando sei sconfitto, devi avere il coraggio di alzare bandiera bianca e negoziare». Sono le parole&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/04/02/col-dovuto-rispetto-sua-santitai/">COL DOVUTO RISPETTO, SUA SANTITÀ!i</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_85594" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-85594" class="wp-image-85594 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/04/4A03DBE8-0E07-4A05-81D3-A4E22E887289-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /><p id="caption-attachment-85594" class="wp-caption-text">Giuseppe Arno’</p></div>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><br />
Col dovuto rispetto, Sua Santità </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Papa Francesco</b>, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">questa volta l’ha fatta, anzi l’ha detta grossa!</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">«</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Quando sei sconfitto, devi avere il coraggio di alzare bandiera bianca e negoziare</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">». Sono le parole pronunciate da Papa Francesco in un’intervista alla Radiotelevisione svizzera, interpellato sulla guerra in Ucraina.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Pronte le risposte del capo della Chiesa ucraina: «</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Non è possibile arrendersi</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">» e del ministro degli Esteri ucraino </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Dmytro</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Kuleba</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">: «</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>La nostra bandiera è gialla e blu, non bianca</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">».</span></span></p>
<p class="s9"><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Viri </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">moddu</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> e zappa </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">funnutu</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> (Vede molle e zappa a fondo) è quanto recita un proverbio siciliano ovvero è più facile dire all’Ucraina di issare la bandiera bianca che non all’incazzosa Russia o quantomeno ad entrambe. In sostanza? Beh, c’è poco da commentare: </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">errare humanum est</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e il Papa è un essere umano, ma avrà modo di porvi una pezza, o meglio, di impartire una benedizione sia all’Ucraina sia alla Russia, per riparare alla </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">gaffe</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e venirsene fuori dall’incresciosa polemica. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Siamo nell´Anno della Preghiera, che precede l’evento Giubilare e adesso manca solo che l´imprevedibile Papa Francesco inviti per il 24 dicembre 2024, in occasione dell’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Putin</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Zelensky</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, il leader politico di Hamas </span></span><span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Ismail Haniyeh</span></span><span class="s10" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Bibi </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">alias </span></span><span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Netanyahu</span></span><span class="s10" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Xí</span></span> <span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Jìnpíng</span></span><span class="s10" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11" style="font-weight: bold;"><span class="bumpedFont15">Ebrahim Raisi</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">presidente dell´Iran, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Kim Jong-un </b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e perché no, anche </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Joe</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Biden</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> o chi sarà eletto il 5 novembre p.v. alla presidenza degli USA, per esortarli a pregare tutti assieme e a seguire le istruzioni </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">dell’</span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Enchiridion</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">indulgentiarum</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, il manuale delle indulgenze. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Così facendo, tutti questi potentati potrebbero ricevere la grazia del perdono ovvero le indulgenze plenarie nell’anno del Giubileo, caso in cui si intrattenessero nella Città Eterna fino al 2025, ed eviterebbero così il passaggio in Purgatorio per accedere direttamente in Paradiso. Sempre che per la maggior parte di costoro l’ultimo viaggio non sia stato già prenotato con destinazione diretta per l’Inferno, usando una perifrasi dantesca, «[…] colà dove si </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">puote</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> ciò che si vuole».</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">&#8220;</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Comunque sia, va precisato che per poter ottenere l’indulgenza si deve mostrare, fattivamente, il pentimento dei peccati; un cambiamento di stile di vita; e offrirne prova alla Chiesa, a mezzo delle proprie opere corporali e spirituali. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">E qui cadrebbe l’asino! Immaginereste voi i potentati di cui sopra, tutti assieme, a recitare il </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">mea culpa,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">cantare in coro: «Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto&#8230; chi ha dato, ha dato, ha dato&#8230; </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">scurdámmoce</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> &#8216;o </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ppassato</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">» e predicare</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> nonché praticare la</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> pace e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> la</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">fratellanza per un futuro migliore?</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>La realtà è un’altra</b></span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Nel mentre ipotizziamo chimere fantapolitiche e miracoli di conversione, il Dragone, dall’altra parte del globo, mette in cantiere navi da guerra a più non posso e missili ipersonici di ultimissima generazione, quelli che, tanto per intenderci, difficili da intercettare, in 15 minuti raggiungono qualsiasi punto del mondo e “boom” … </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">tabula rasa</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">. Pronta è la risposta dell’antagonista, l’India: </span></span><strong><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Modi</span></span></strong><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> annuncia l’ultimo modello di vettore missilistico sviluppato da Nuova Delhi, parte dell’arsenale di deterrenza nucleare, puntandolo su Pechino e, tanto per mantenersi in allenamento, fa sì che le proprie truppe si azzuffino con quelle cinesi quotidianamente, come cani e gatti, sul conteso e bollente confine himalayano.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Gli attacchi aerei tra </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Pakistan</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Iran </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">sono ormai la norma e non più un’eccezione.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il primo ministro di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Haiti</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Ariel Henry</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, ha accettato di lasciare il suo incarico e di farsi sostituire da un&#8217;autorità di transizione, ma il Paese continua nel caos e in mano alle bande armate nonché a circa cinque mila detenuti fuggiti dalle carceri.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Israele</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> nel contempo infuria a </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Gaza</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, con e senza il consenso degli USA, e gli </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Houthi</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, in contropartita, fiondano, come fossero coriandoli, droni e missili sulle navi che attraversano il <b>Mar Rosso</b>. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">La guerra in </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Ucraina</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> è il pane quotidiano dei nostri notiziari e… guai se si allarga!</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Putin</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, incoronato zar a vita, come </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Rigoletto</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, scaglia l’anatema contro gli autori del recente attacco terroristico nella sala concerti <b>Crocus City Hall</b> vicino a Mosca: «</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Sì, vendetta, tremenda vendetta</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">».</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">E l’</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Italia</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">? Beh, tanto per rimanere in tema bellico, tra una </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15">telenovela</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e l’altra; l’ultima quella di Sgarbi, quasi raddoppia le sue esportazioni di armi, diventando nel ranking mondiale il <b>terzo Paese fornitore</b>, sopra al Regno Unito. Così indicano i dati </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Sipri</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> sull’import/export globale della difesa. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">La lista dei “geni” di questo pazzo mondo or ora descritto, è chiaro, non finisce qui: il mondo, tutto sommato, da tempo, sta scherzando pericolosamente col fuoco e si sa già come andrà a finire: avverrà lo scontro finale tra i rovinosi governi umani e </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Dio</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Armaged</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">on</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">). </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Tuttavia, nell’attesa che succeda un miracolo, perché solo un miracolo, a questo punto, potrà far sì che le teste bacate e guerrafondaie riprendano a ragionare normalmente, non ci resta che affidarci a Dio, se credenti, e possibilmente occuparci d’altro, per evitare di vivere nell’ansia del giorno del giudizio, preceduto non da fuochi d’artificio, ma da detonazioni nucleari.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Sulle democrazie</b></span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Che dire se provassimo a disquisire brevemente sui valori e sulla validità dei principi democratici?</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Almeno per quanto riguarda le democrazie occidentali, allo stato delle cose, sorgono molti interrogativi, a partire dalla più antica democrazia moderna, quella americana, modello per tante altre, che barcolla pericolosamente e rischia di trascinare con sé altre democrazie.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Un fatto è certo, i cittadini nel mondo, governati da democrazie, diminuiscono sempre di più e vanno a votare sempre di meno: questi sono chiari segnali di crisi che danno adito a varie interpretazioni.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Platone</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> dice: «La sete insaziabile di diritti porta all’anarchia e l’anarchia alla tirannide». Sullo stesso tema </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Aristotele</b> </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">afferma che i Greci hanno inventato la democrazia, ma che verrà il momento in cui l’uomo si renderà conto del grande limite della stessa e se ne pentirà. </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Inoltre, s</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">econdo i grandi filosofi greci, in democrazia si dà lo stesso valore ai voti dei cittadini onesti e a quelli dei cittadini disonesti, per cui i politici, facendo leva sul tornaconto immediato e non sui doveri, riescono a ottenere il consenso dei disonesti e ignoranti e, conseguentemente, a governare. Solo che questi ultimi, mai sazi, reclameranno sempre maggiori benefici, definendoli diritti, e si ribelleranno quando non li otterranno più. In questo momento, la democrazia si trasformerà necessariamente in tirannide. Eccoci, appunto, ritornati all’assioma platonico: «L’eccessiva libertà, sembra, non può trasformarsi che in eccessiva schiavitù».</span></span></p>
<p class="s9"><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Il decli</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">no delle democrazie occidentali</span></span></b></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Le democrazie occidentali, come dicevamo, sono pericolosamente in declino per le croniche attività di malgoverno e per la concessione di eccessive libertà. Ciò che i più ignorano è che i diritti sono stati conquistati nel tempo, con enormi rinunce e spirito di abnegazione. La democrazia, è fuor di dubbio, sopravviverà solo se si praticheranno le virtù contrarie all’egoismo; se il bene comune prevarrà su quello personale; se si accetta il confronto d´opinioni per convergere su quella della maggioranza, anche se contraria ai propri interessi; e se si rispettano i doveri che ci competono. Per riassumere, basta mettere in atto i tre famosi precetti di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Ulpiano</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">: «</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Honeste</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> vivere, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">alterum</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> non </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">laedere</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">suum</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">cuique</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">tribuere</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">» ovvero vivere con onestà, non danneggiare gli altri, dare a ciascuno il suo. Facile a dirsi, ma piuttosto difficile… da mettere in pratica.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">E perciò si vivono momenti di crisi istituzionali e sociali molto severe: il popolo reclama e, peggio ancora, si concede, confidando nell’impunità, sempre maggiori libertà; si protesta, ormai dappertutto, con violenza e i violenti diventano eroi; per i governanti la politica non è più un’inclinazione naturale, ma un mestiere lucrativo; e l’arte del governare si riduce all’arte dell’accaparrare voti e rendersi popolari, dimenticando che, secondo </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Einaudi</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> di cui mentre scriviamo ricorrono i <b>150 dalla nascita</b>, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">il disprezzo della popolarità è la virtù massima dell’uomo di Stato. È in questo sgangherato contesto, generalizzato nelle democrazie occidentali, che si crea il terreno fertile per l’instaurazione di forme dittatoriali di governo. Dunque, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">ultima chiamata</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">: o si corre ai ripari o sapremo cosa ci aspetta. Altro che i 30 articoli della Dichiarazione universale dei diritti umani!</span></span></p>
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		<title>Pacificazione? Necessaria. Si stabilisca Una data Unica per i Crimini razziali di tutte le guerre e le dittature senza polemiche</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/27/pacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2023 13:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[27 gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[pacificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Shoah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="310" height="163" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/DE6C324E-4081-4140-A962-55DBEE50712E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/DE6C324E-4081-4140-A962-55DBEE50712E.jpeg 310w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/DE6C324E-4081-4140-A962-55DBEE50712E-300x158.jpeg 300w" sizes="(max-width: 310px) 100vw, 310px" /></p>
<p>Non possiamo più accogliere ragionamenti che stabiliscono tragedie alte e tragedie basse. La storia è il cruento nella vita dei popoli che raccontano il male e il bene. Il dramma&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Non possiamo più accogliere ragionamenti che stabiliscono tragedie alte e tragedie basse. La storia è il cruento nella vita dei popoli che raccontano il male e il bene. Il dramma degli ebrei nella storia contemporanea dal 1938 al 1945 è il male nella civiltà dei popoli.</i></p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le tragedie delle guerre, la Shoah ei crimini di guerra, i campi di concentramento, di sterminio, gli infoibati, Foibe carsiche dal filo spinato, i gulag,  il terrore comunista, la orribile legge del 1938, il il terrore nazista, la devastazione titina sono drammi cruenti che hanno tagliato uomini e civiltà nelle dittature e nei Regimi. Vogliamo che siano realmente storie tragiche condivise oltre il dire e l&#8217;essere delle ideologie? È inutile che ogni fine gennaio e 10 febbraio,  ora, restino memorie doloranti da condividere umanamente e storicamente. Sono condivise. Odi razzisti razziali di popoli di appartenenza idi verso l&#8217;uomo, per annientare l&#8217;ebreo e per infoibalre chi di razza italiana non era. Storie dentro la politica e  ideologia diventata orrore, terrore morte.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma cerchiamo di  andare oltre e di essere oggi uomini che sanno disprezzare il male e condividere il brutale per una pacificazione vera.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-65589" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1AA6C0BC-9689-4D92-8C6C-6D98D26915BB.jpeg" alt="" width="279" height="181" /></p>
<p dir="auto">Facciamo una Unica celebrazione condannando nello stabilire una data unica per Ricordare, per dare un senso, alla Memoria e al Ricordo  per  UNIFICARE le Coscienze senza più dividere la STORIA. E la cronaca.</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">UNA GIORNATA UNICA PER I CRIMINI NAZISTI COMUNISTI INFOIBATI.</div>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Non possiamo più accogliere ragionamenti che stabiliscono tragedie alte e tragedie basse. La storia è il cruento nella vita dei popoli che raccontano il male e il bene. Il dramma degli ebrei nella storia contemporanea dal 1938 al 1945 è il male nella civiltà dei popoli.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-65603" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/2BA0F86F-7838-4993-8F0C-CF8F297CAF69.jpeg" alt="" width="282" height="179" />Gli infoibati e il triangolo della morte, a guerra finita, segna il dramma  di un male oltre la tragedia della guerra. L&#8217;uomo non è solo un uomo finito in tali tragedie e non è soltanto se questo è un uomo, ma è anche l&#8217;espressione di un dolore infinito nello specchio di tragedie in cui la morte per strategie ideologiche e pazzie diffuse restano indimenticabili e proprio per questo memoria e ricordo sono il portato di disperazioni disgrazie tragedie orrori terrificanti disumanità.<br />
Diceva Tolstoj mutuando dal Vangelo: &#8220;Tutto ciò che unisce gli uomini è il bene e il bello, tutto ciò che li separa è il male è e il brutto&#8221;. Un presupposto essenziale  in cui le certezze sono disarticolate non più in dubbi ma in falsità. Le tragedie sono tali in qualsiasi campo e chiunque follia possa commetterle. Ma non separiamole e non creiamo distruzioni se si vuole parlare di pacificazione oltre la storia e nella vita e oltre la storia nella lettura delle storie o non nelle interpretazioni.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli uomini sono sempre uomini. E bisogna, come diceva Pavese, avere il coraggio di scavalcarli e ritrovare la volontà di distruggere il male tra i fatti, le date e il linguaggio.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si vuole dare  un senso ad una STORIA CONDIVISA? Oltre la demagogia della &#8220;STORIA siamo NOI? Chiediamo una pacificazione condivisa. Nel nome del superamento degli orrori. Di ogni orrore. La storia siamo tutti.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Proprio in virtù di ciò questa Nazione va pacificata in una  condanna condivisa, non in una data stabilita, se si vuole realmente aprire una nuova pagina senza nulla dimenticare e ammettendo le disperazioni che la storia racconta. Tutte le tragedie sono &#8220;inguardabili&#8221; perché gli odi devono essere vinti in una visione che il bene unifica condannando il male che separa. Pacificazione? Necessaria. Si stabilisca Una data Unica per i Crimini di tutte le guerre e le dittature. Senza polemiche ma con un fare costruttivo.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F01%2F27%2Fpacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche%2F&amp;linkname=Pacificazione%3F%20Necessaria.%20Si%20stabilisca%20Una%20data%20Unica%20per%20i%20Crimini%20razziali%20di%20tutte%20le%20guerre%20e%20le%20dittature%20senza%20polemiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F01%2F27%2Fpacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche%2F&#038;title=Pacificazione%3F%20Necessaria.%20Si%20stabilisca%20Una%20data%20Unica%20per%20i%20Crimini%20razziali%20di%20tutte%20le%20guerre%20e%20le%20dittature%20senza%20polemiche" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/27/pacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche/" data-a2a-title="Pacificazione? Necessaria. Si stabilisca Una data Unica per i Crimini razziali di tutte le guerre e le dittature senza polemiche"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/27/pacificazione-necessaria-si-stabilisca-una-data-unica-per-i-crimini-razziali-di-tutte-le-guerre-e-le-dittature-senza-polemiche/">Pacificazione? Necessaria. Si stabilisca Una data Unica per i Crimini razziali di tutte le guerre e le dittature senza polemiche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare di Pierfranco Bruni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miriam Katiaka]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 01:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno Mondiale della Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Franco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Rebecca ascolta il mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I ragazzi dell&#8217;Est. I bambini degli Orienti. I fanciulli dei Mediterranei, del mar Nero, degli Adriatici. Sono un reale e un immaginario che vibra le corde della parola e dell&#8217;anima&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>I ragazzi dell&#8217;Est. I bambini degli Orienti. I fanciulli dei Mediterranei, del mar Nero, degli Adriatici. Sono un reale e un immaginario che vibra le corde della parola e dell&#8217;anima dell&#8217;ultimo libro di poesie di Pierfranco Bruni che fa tanto discutere: &#8220;Rebecca ascolta il mare&#8221;, per i tipi di edit@. L&#8217;infanzia come metafora di uno specchio che filtra il dolore e il viaggio, le civiltà e i popoli, le emozioni e la nostalgia. Ascoltano il mare perché il mare porta echi. Camminano le terre perché le terre sono voci e destini.</p>
<p>Admira  Brahja sottolinea: &#8220;Cosa stiamo lasciando a questi bambini? La risposta a questa domanda si trova in questi versi, dove ci sono delle infanzie negate… I bambini che giocavano a inventarsi adulti… dove c’è l’invito di prenderci per mano come i bambini e ricostruire un futuro insieme in un girotondo che diventa il senso di questo viaggio, la circolarità e la grecità raccontata da Pierfranco Bruni nella spensieratezza di un girotondo che ospita tanti porti e tanti volti. L’Italia ne diventa &#8216;L’Itaca&#8217;. Si apre così un ampio scenario, storie vissute che abitavano il mare, volti di aquile, bambini albanesi senza una voce e un nome alla ricerca di sogni e speranze&#8221;.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un libro che raccoglie il bisogno di testimonianze che sono racconti attraverso gli sguardi, i volti, i silenzi. Una poesia che ha il suono e il canto della profezia questa   di Pierfranco Bruni. Una poesia vissuta che nasce da una profonda conoscenza di quelle geografie che sono consapevolezza e scavi di memorie e di presente in una temperie di metafisica e di carnalità. Un libro potente che con tocchi di maestria commuove e pone duri interrogativi. È una grande poesia che disegna un quadro mosaicizzato da immagini.</p>
<p dir="auto">Se Rebecca ascolta il mare il mare diventa una singolare merafora tra spazialità e ricerca di amore. Con Introduzione di Mario Calzolaro e Prefazione di Admira Brahja la poesia di Pierfranco Bruni si centralizza nel cuore di una antropologia umana e cristiana. Il filo che lega l&#8217;orizzonte religioso e l&#8217;umanitas è un icipit in cui lo speculare si intreccia con il metafisico. Dolcissima e malinconica silloge, Rebecca ascolta il mare, percorso poetico che pone al centro lo sguardo dell&#8217;infanzia, rappresenta la forza di un lirismo in cui il verso sembra raccontare storie e destini, ma offre una dimensione percettiva di una esistenza vera attraverso l&#8217;osservare e il vivere le infanzie in un tempo di viaggi e di eredità. Viaggi forzati ed eredità smarrite. Infanzie difficili e occhi chiari che sanno catturare emozioni, sensazioni, motivazioni.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I bimbi disegnano avventure. I bimbi in ascolto hanno il sorriso di chi sa che osservare è cominciare a conoscere. È un libro di poesia che recita, attraverso i nomi dei bambini, la vita e il tempo in uno scavo di profonde metafore che hanno segni e simboli. Sono proprio questi simboli che si dichiarono in ascolto in cui il tempo scivola come acqua di mare. Nella Giornata Mondiale della Poesia &#8220;Rebecca ascolta il mare&#8221; è un libro profetico che resta. I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare.</p>
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