<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>identità Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/identita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/identita/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2026 21:05:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.10</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>identità Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/identita/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Voi fate i cani, noi facciamo i figli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/voi-fate-i-cani-noi-facciamo-i-figli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voi-fate-i-cani-noi-facciamo-i-figli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Pelillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 20:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[dati Istat]]></category>
		<category><![CDATA[denatalità]]></category>
		<category><![CDATA[futuro italiani]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=128382</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Tra denatalità, immigrazione e identità, l’Italia discute di chi verrà dopo mentre nascono sempre meno bambini: la crisi demografica mette a confronto paure collettive e realtà dei numeri La frase,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/voi-fate-i-cani-noi-facciamo-i-figli/">Voi fate i cani, noi facciamo i figli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/7b97f622-141b-43c0-afcd-86d1e47cf552-2-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><h1>Tra denatalità, immigrazione e identità, l’Italia discute di chi verrà dopo mentre nascono sempre meno bambini: la crisi demografica mette a confronto paure collettive e realtà dei numeri</h1>
<h1></h1>
<p>La frase, bisogna ammetterlo, è di quelle che ti arrivano addosso mentre stai pensando a tutt&#8217;altro.</p>
<p>«Voi fate i cani, noi facciamo i figli».</p>
<p>A pronunciarla, con assoluta tranquillità, è stato un fruttivendolo egiziano che vive e lavora a Roma. Di fronte a lui, un mio amico italiano, dirigente di una multinazionale, uomo di successo, curriculum internazionale, stipendio dignitoso e, soprattutto, una vita sentimentale organizzata con quella prudenza tipica dell&#8217;uomo occidentale contemporaneo: prima la carriera, poi la casa, poi il mutuo, poi un figlio, poi anche un cane.</p>
<p>Il fruttivendolo, invece, aveva evidentemente saltato qualche passaggio.</p>
<p>Non so se avesse studiato demografia. Probabilmente no. Ma aveva studiato la vita. E, soprattutto, aveva capito una cosa che in Italia sembra essere diventata materia da convegno: <strong>per avere un futuro bisogna prima avere qualcuno che venga al mondo.</strong></p>
<p>Ed è qui che comincia il nostro magnifico cortocircuito nazionale.</p>
<p>Perché esiste un genere di dibattito italiano che ha il fascino ipnotico di un cane che si rincorre la coda: quello sulla cosiddetta &#8220;sostituzione etnica&#8221;.</p>
<p>Ci sono persone che passano ore a discutere, sui social e nei talk show, di chi occuperà l&#8217;Italia fra cinquanta o cento anni.</p>
<p>«L&#8217;Italia deve restare italiana!» «Non possiamo farci sostituire!» «Bisogna difendere la nostra identità!» Tutto molto nobile.</p>
<p>Peccato che, nel frattempo, qualcuno dovrebbe occuparsi di un dettaglio piuttosto imbarazzante: <strong>fare gli italiani.</strong></p>
<p>Nel 2024, infatti, in Italia sono nati 369.944 bambini. La fecondità è scesa a 1,18 figli per donna, il valore più basso mai registrato. Insomma, mentre noi discutiamo animatamente su chi potrebbe sostituirci nel futuro, il futuro medesimo sembra essersi messo in lista d&#8217;attesa.</p>
<p>È un po&#8217; come prenotare un tavolo al ristorante per centoventi persone e poi presentarsi da soli. «Gli altri?» «Eh, vediamo. Forse arrivano.»</p>
<p>«Quando?» «Non lo sappiamo. Intanto abbiamo prenotato.»</p>
<p>Il problema è che la demografia non funziona così.</p>
<p>Non puoi lamentarti che qualcuno stia occupando il tavolo se tu non hai invitato nessuno.</p>
<p>E qui arriva la parte più surreale.</p>
<p>Perché spesso le ragioni per cui gli italiani fanno pochi figli sono assolutamente comprensibili: precarietà del lavoro, costo delle abitazioni, difficoltà a conciliare lavoro e famiglia, servizi insufficienti, maternità sempre più tardiva. Sono esattamente alcuni dei fattori che l&#8217;Istat individua nel suo rapporto sulla natalità.</p>
<p>Poi però, invece di discutere seriamente di queste cose, noi preferiamo discutere di chi nascerà. È una forma di programmazione strategica davvero originale.</p>
<p>Prima non facciamo il bambino. Poi ci preoccupiamo di chi sarà il bambino.</p>
<p>È come non piantare l&#8217;orto e passare l&#8217;estate a litigare con il vicino perché potrebbe raccogliere i pomodori. Nel frattempo, però, accade qualcosa di molto meno teorico. Nel 2024, il 21,8% dei bambini nati in Italia aveva almeno un genitore straniero. E oltre 50 mila sono nati da due genitori entrambi stranieri.</p>
<p>Non è una &#8220;invasione&#8221;. È demografia.</p>
<p>E la demografia, a differenza dei talk show, non ha opinioni.</p>
<p>Conta. Registra. Aspetta.</p>
<p>E alla fine presenta il conto. Peraltro, c&#8217;è un&#8217;altra ironia.</p>
<p>Molti degli adulti di origine straniera che oggi fanno lavori che gli italiani considerano poco desiderabili — nei mercati, nei ristoranti, nei cantieri, nell&#8217;assistenza, nei trasporti, nella logistica — stanno crescendo figli che frequentano le nostre scuole, parlano italiano, giocano a calcio nei nostri campetti e, magari, tifano per la stessa squadra del figlio dell&#8217;italianissimo vicino di casa.</p>
<p>Tra vent&#8217;anni, alcuni di quei bambini saranno medici. Altri ingegneri. Altri imprenditori. Altri insegnanti. Altri continueranno a vendere frutta. E qualcuno, probabilmente, sarà anche ministro.</p>
<p>La cittadinanza e l&#8217;integrazione, naturalmente, sono questioni politiche e giuridiche complesse e non si possono ridurre alla semplice equazione &#8220;fare figli = diventare italiani&#8221;. Ma c&#8217;è un dato demografico che rimane: una parte crescente delle nuove generazioni nasce in famiglie con almeno un genitore straniero.</p>
<p>E allora torniamo alla frase del fruttivendolo.</p>
<p>«Voi fate i cani, noi facciamo i figli.»</p>
<p>Forse non voleva fare un trattato di sociologia. Forse stava semplicemente prendendo in giro il mio amico. Ma dentro quella battuta c&#8217;è una fotografia abbastanza spietata dell&#8217;Italia contemporanea.</p>
<p>Noi abbiamo trasformato il cane in un figlio. Con tanto di passeggino.</p>
<p>Toelettatura. Veterinario. Cuc<wbr />ce termiche. Profilo Instagram. E compleanno con torta personalizzata.</p>
<p>Per carità: nessun problema con i cani. Sono meravigliosi. Il problema nasce quando poi, davanti al calo demografico, ci chiediamo dove siano finiti i bambini.</p>
<p>Potrebbero essere a casa. A scuola. Al parco. Da qualche parte.</p>
<p>Solo che, per adesso, statisticamente sono meno numerosi di quanto ci piacerebbe. E quindi eccoci qui: un Paese sempre più vecchio, con sempre meno nascite, che discute con grandissima preoccupazione di chi potrebbe &#8220;sostituirlo&#8221;.</p>
<p>Nel frattempo, al 1° gennaio 2026, i residenti di cittadinanza straniera erano circa 5,56 milioni, il 9,4% della popolazione. La popolazione italiana continuava invece a diminuire.</p>
<p>E l&#8217;Istat prevede che, senza cambiamenti nelle dinamiche demografiche, la popolazione residente italiana possa scendere fino a circa 54,7 milioni entro il 2050.</p>
<p>Quindi forse la domanda non è soltanto: <strong>«Chi ci sostituirà?»</strong></p>
<p>La domanda preliminare sarebbe: <strong>«Noi, esattamente, chi pensavamo di lasciare?»</strong></p>
<p>Perché per difendere una cultura, una lingua, una tradizione, una cucina, un&#8217;identità nazionale — qualunque significato vogliamo dare a queste parole — serve qualcuno che erediti tutto questo.</p>
<p>E per ereditare qualcosa bisogna prima nascere. Il fruttivendolo egiziano, probabilmente, non aveva letto nessun rapporto dell&#8217;Istat.</p>
<p>Ma mentre vendeva mele, arance e pomodori aveva capito una cosa elementare: la demografia non si fa con i post su Facebook.</p>
<p>Si fa con i figli.</p>
<p>E noi italiani, almeno su questo, abbiamo sviluppato una strategia innovativa.</p>
<p>Facciamo meno figli. Adottiamo più cani. Poi discutiamo animatamente di chi occuperà l&#8217;Italia nel 2100.</p>
<p>Che, a pensarci bene, è un po&#8217; come preoccuparsi di chi vincerà la partita di domenica mentre stiamo ancora cercando di capire dove abbiamo messo il pallone.</p>
<p>Alla fine, forse, aveva ragione lui.</p>
<p><strong>Voi fate i cani.</strong></p>
<p><strong>Noi facciamo i figli.</strong></p>
<p>E magari, fra qualche decennio, saranno proprio quei figli — italiani, egiziani, rumeni, marocchini, albanesi, italiani-egiziani, italiani-rumeni, italiani-marocchini, o semplicemente italiani e basta — a guardarci da lontano e chiedersi come diavolo abbiamo fatto a passare tutto quel tempo a discutere su chi sarebbe venuto dopo di noi.</p>
<p>Mentre noi non riuscivamo nemmeno a metterci d&#8217;accordo su chi dovesse portare fuori il cane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/voi-fate-i-cani-noi-facciamo-i-figli/">Voi fate i cani, noi facciamo i figli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">128382</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
