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	<title>informazione pubblica Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>TG RAI e propaganda anti-russa: dalla pala alla Vespa 50</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 19:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Manuale di propaganda per corrispondenti distratti&#8230; C’è un filo rosso – anzi, rossiccio – che lega le perle giornalistiche degli ultimi due anni: il bisogno compulsivo della nostra informazione pubblica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/tg-rai-e-propaganda-anti-russa-dalla-pala-alla-vespa-50/">TG RAI e propaganda anti-russa: dalla pala alla Vespa 50</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/9832c5bf-e981-4db5-9752-2980a0751f0c-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><p><strong><em>Manuale di propaganda per corrispondenti distratti</em></strong><strong><em>&#8230;</em></strong></p>
<p>C’è un filo rosso – anzi, rossiccio – che lega le perle giornalistiche degli ultimi due anni: il bisogno compulsivo della nostra informazione pubblica (che ricordiamo: “pubblica” nel senso che la paghiamo noi, non nel senso che serve noi) di trasformare il conflitto ucraino in una fiction in cui i buoni brillano, i cattivi puzzano, e la realtà serve solo come soprammobile.</p>
<p>Arriva così l’ultima opera lirica del Tg1: i russi che avanzano nel Donbass a bordo di <strong>motorini, mini scooter, monopattini</strong>. Quanto manca ai pattini a rotelle? Ai tricicli? Ai kart di “Super Mario”? Evidentemente poco.</p>
<h3><strong>L’arte di raccontare frottole con aria serissima</strong></h3>
<p>La narrazione è quella da oratorio scolastico di fine anno: <em>“I russi sono disperati, poveri, primitivi, arretrati: quindi usano le pale, dormono nelle buche, attaccano in motorino”.</em></p>
<p>Prima erano gli zaini pieni di pale perché “non hanno armi”. Poi i carri armati “arrugginiti”. Adesso lo scooterino per sfuggire ai droni, come se il conflitto più sorvegliato della storia fosse una puntata di Paperissima Sprint.</p>
<p>E, come sempre, l’annunciatrice del Tg1 recita la notizia con una compostezza che ricorda le telecronache dell’Istituto Luce: naso dritto, tono drammatico, e soprattutto quella fermezza tipica di chi non ha la minima intenzione di verificare nulla.</p>
<p>Che poi il problema non è nemmeno la fantasia – quella va anche bene – ma l’<strong>analfabetismo militare</strong>. Raccontare che un esercito meccanizzato del XXI secolo “sfonda il fronte” in scooter è come dire che il Napoli ha vinto lo scudetto grazie ai pullman turistici.</p>
<h3><strong>E se fosse vero? Peggio ancora</strong></h3>
<p>Perché poi viene da chiederselo: <strong>e se fosse vero?</strong><br />
Se davvero i russi stessero conquistando villaggi, posizioni, alture e linee fortificate a colpi di Vespa 50, allora: <strong>che razza di esercito è quello ucraino</strong>? Che razza di difese ha il fronte NATO-compatibile più sostenuto della storia? E soprattutto: che razza di strategia hanno gli angeli custodi di Kiev, così pronti a inviare armi sofisticate ma incapaci di fermare motorini e monopattini?</p>
<p>Non si può avere la botte piena e <strong>Zelensky ubriaco</strong>: o l’Ucraina è un formidabile baluardo della democrazia occidentale, oppure è una tenda canadese che si sgonfia alla prima folata di vento di uno Zip Piaggio.</p>
<h3><strong>Dalla propaganda alla pantomima</strong></h3>
<p>Il punto è che questa roba non è informazione.<br />
È <strong>propaganda di terz’ordine</strong>, roba che Goebbels avrebbe respinto perché troppo grossolana. Non c’è nemmeno l’eleganza della menzogna costruita bene: qui siamo al livello: <em>“I russi sono primitivi e noi siamo intelligenti. Fine del telegiornale.”</em> E noi paghiamo. Paghiamo per vedere servizi che manco “Lercio” avrebbe il coraggio di firmare.</p>
<p>La RAI – quella che dovrebbe essere pluralista, accurata, documentata – è diventata il supersalone delle veline geopolitiche.<br />
Cambiano i governi, cambiano i direttori, cambia la carta intestata, ma la regola è la stessa: <strong>la realtà non conta, conta la narrazione</strong>.</p>
<p>E nella<strong> narrazione-Peppa Pig</strong> del Tg1: i russi perdono anche quando avanzano; gli ucraini vincono anche quando arretrano; le armi occidentali sono decisive anche quando non decidono nulla e ogni sconfitta ucraina è un “ripiegamento tattico”. Tattico quanto l’esodo in motorino raccontato dal Tg1.</p>
<h3><strong>La RAI come ministero della Verità a orologeria</strong></h3>
<p>Nel frattempo, il Codice dell’Ordine dei giornalisti – quello che impone “verifica delle fonti”, “riscontro dei fatti”, “evitare la manipolazione” – evapora come la nebbia del Donbass evocata nei servizi. Se fosse applicato alla RAI, metà redazione sarebbe in ferie forzate da due anni.</p>
<p>Così eccoci qui: in pieno 2025, con un conflitto che rischia l’escalation nucleare, noi ci ritroviamo il Tg1 che racconta la guerra come un episodio dei <em>Me Contro Te</em> versione Donbass. <strong>Un servizio pubblico che non informa</strong>, non spiega, non analizza: deride.<br />
Deride l’avversario, deride i fatti, deride l’intelligenza degli spettatori.</p>
<p>E soprattutto deride se stesso, perché quando arrivi a raccontare che la Russia – una delle potenze belliche più grandi del pianeta – attacca con il motorino, allora non stai facendo informazione. Stai facendo <strong>cabaret</strong>, senza nemmeno lo spirito.</p>
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