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	<title>internati militari italiani Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>internati militari italiani Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Un libro per non dimenticare il valore salvifico della memoria &#8211; &#8220;Il treno della speranza&#8221; di Gianvincenzo Cantàfora</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/16/un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 03:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA["Il treno della speranza"]]></category>
		<category><![CDATA[internati militari italiani]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>«Ricordare sempre per non dimenticare mai». Questo è il principio fondante di un libro che si testimonia nel valore del ricordo. Il treno della speranza, Gli internati Militari Italiani tornano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/16/un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora/">Un libro per non dimenticare il valore salvifico della memoria &#8211; &#8220;Il treno della speranza&#8221; di Gianvincenzo Cantàfora</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricordare sempre per non dimenticare mai</em>». Questo è il principio fondante di un libro che si testimonia nel valore del ricordo. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il treno della speranza, Gli internati Militari Italiani tornano a casa</span></em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di Gianvincenzo Cantàfora, edito da Tab Edizioni, commuove in un delicato sentire che non è rassegnazione bensì desiderio di restituire dignità e consapevolezza a una rappresentanza del popolo italiano sovente ignorata dalle pagine strappate di una storia violata.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli “IMI”, i militari italiani catturati e deportati nei territori della Germania nei giorni successivi alla proclamazione dell’armistizio, sono i protagonisti del libro di Gianvincenzo Cantàfora. Figure storiche che rinvengono in Gigi Mortola (Capo di terza classe della Regia Nave posamine Crotone) e in Bruno Trevisan (Caporal Maggiore del 5° Reggimento artiglieria da montagna del Regio Esercito), due personaggi simbolo nati dalla penna dell’autore all’interno di un intreccio dalla forte valenza empatica. Due personalità rappresentative che si legano al tema del viaggio e al senso della speranza. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un treno ideale si unisce a quello storico che dal passato viaggia in direzione di un futuro destinato a essere oltraggiato. Il giorno della partenza è l’8 settembre 1943. Una data che avrebbe segnato l’inizio del caos e inaugurato uno dei periodi più bui per la storia del nostro Paese. L’Italia veniva lasciata al suo destino, priva di una guida politica e in balìa del nemico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il treno attraversa luoghi reali come il campo di prigionia “Stalag VIII” a sud dell’Austria, dove migliaia di IMI furono tenuti prigionieri, per poi approdare alle stazioni di un’Italia del primissimo dopoguerra incapace di riconoscere l’encomiabile valore degli IMI. Perché ciò che emerge con evidenza, in questo saggio-romanzo storico di Gianvincenzo Cantàfora, è proprio l’amor di Patria, il senso del dovere e di responsabilità che abitano il cuore e l’anima di quei militari italiani che l’armistizio aveva gettato nel limbo dell’oblio. Di fronte all’eventualità di associarsi ai tedeschi, o alla Repubblica Sociale, gli IMI preferirono rimanere fedeli all’esercito Regio. Scelsero quindi la prigionia, il lavoro in miniera, le percosse, la morte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il libro descrive con dovizia di particolari, frutto di accurate ricerche storiche da parte dell’autore, le condizioni di lavoro disumane e le continue vessazioni alle quali erano sottoposti i nostri militari. La narrazione di stile resocontista rinviene un efficace equilibrio tra descrizione del reale e racconto letterario con coinvolgente immersione nell’umanità dei personaggi. E sono proprio i sentimenti dei protagonisti a trascinare il lettore nel mondo delle emozioni sommerse delineando un ritratto sconcertante di quello che è stato un tragico destino. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uomini d’armi che scelte politiche scellerate hanno trasformato in facili prede. Uomini d’onore custodi di valori che hanno salvaguardato nonostante le percosse, i soprusi, le violenze…</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo scenario che emerge da questo trascinante testo è quello di un’Italia incapace di prendersi cura di centinaia di migliaia di persone che avevano giurato fedeltà alla nostra bandiera, e che quando ha avuto l’opportunità di emendare all’errore, al loro rientro in Patria, ha preferito perseguire la strada dell’indifferenza o, peggio, della diffidenza. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La memoria è uno strumento di difesa della democrazia</em>», sostiene la prof.ssa Collacchioni nel saggio introduttivo. Un assunto che sta alla base di questo documento storico di grande rilevanza volto a “illuminare” le zone d’ombra di un vergognoso passato affinché la drammaticità della vicenda narrata possa rinvenire nella condivisione il suo immanente significato.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F16%2Fun-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora%2F&amp;linkname=Un%20libro%20per%20non%20dimenticare%20il%20valore%20salvifico%20della%20memoria%20%E2%80%93%20%E2%80%9CIl%20treno%20della%20speranza%E2%80%9D%20di%20Gianvincenzo%20Cant%C3%A0fora" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F16%2Fun-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora%2F&#038;title=Un%20libro%20per%20non%20dimenticare%20il%20valore%20salvifico%20della%20memoria%20%E2%80%93%20%E2%80%9CIl%20treno%20della%20speranza%E2%80%9D%20di%20Gianvincenzo%20Cant%C3%A0fora" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/16/un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora/" data-a2a-title="Un libro per non dimenticare il valore salvifico della memoria – “Il treno della speranza” di Gianvincenzo Cantàfora"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/16/un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora/">Un libro per non dimenticare il valore salvifico della memoria &#8211; &#8220;Il treno della speranza&#8221; di Gianvincenzo Cantàfora</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>IN MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI IL PREMIO NAZIONALE “GIOVANNI GRILLO”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 21:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Imi]]></category>
		<category><![CDATA[internati militari italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Giocanni Grillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="380" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/C9DAE6CB-BBB9-4236-8C50-1844D1350805.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/C9DAE6CB-BBB9-4236-8C50-1844D1350805.jpeg 700w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/C9DAE6CB-BBB9-4236-8C50-1844D1350805-300x163.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/C9DAE6CB-BBB9-4236-8C50-1844D1350805-585x318.jpeg 585w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Riservato agli studenti delle scuole secondarie, con Ministero dell’Istruzione, Rai Storia e Rai Cultura Internati Militari Italiani (IMI) furono classificati dalla Germania di Hitler i soldati italiani fatti prigionieri, catturati e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/15/in-memoria-degli-internati-militari-italiani-il-premio-nazionale-giovanni-grillo/">IN MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI IL PREMIO NAZIONALE “GIOVANNI GRILLO”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riservato agli studenti delle scuole secondarie, con Ministero dell’Istruzione, Rai Storia e Rai Cultura</p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Internati Militari Italiani</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> (IMI) furono classificati dalla Germania di Hitler i soldati italiani fatti prigionieri, catturati e rastrellati (</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sul territorio italiano, in Slovenia, Croazia, Albania, Grecia, Isole Egee e Ionie, Provenza e Corsica)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei campi di prigionia del Terzo Reich. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">E’ la storia di oltre 600mila </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">militari italiani</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> negli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Stalag</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> della Germania nazista: i nostri soldati, sottufficiali e ufficiali che operarono “resistenza” opponendo il rifiuto alla collaborazione con i nazisti, al costo di indicibili privazioni e sofferenze. In diverse migliaia di casi – oltre 25 mila </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">–</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> andarono incontro alla morte per fame, stenti e malattie. Oltre cento questi campi di prigionia (</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">stammlager</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">), la gran parte situati in </span></span><b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Germania</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e </span></span></b><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Poloni</b>a</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ma anche in </span></span><b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Austria, Russia, Ucraina, Bielorussia, Rep. Ceca, Francia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Slovenia</span></span></b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. I nazisti usarono ogni mezzo di persuasione verso i prigionieri italiani perché scegliessero l’esercito tedesco o i repubblichini di Salò per continuare la guerra, offrendo ogni vantaggio rispetto alla durezza della detenzione nei lager. Agli “internati militari italiani”, a differenza dei prigionieri di guerra, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">non venivano riconosciute le garanzie e le tutele previste nella </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Convenzione di Ginevra</b> </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">del 1929. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Di questi “resistenti” l’Italia democratica e repubblicana, nata dalla </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Resistenza</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e sancita nella nostra </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Costituzione</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, non ha mostrato un grande interesse, sia dal punto di vista storico e culturale, sia sul piano politico e morale. E se è vero per un verso che la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Repubblica nata dalla lotta di Liberazione</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b> </b>ha dato giustamente il doveroso riconoscimento ai </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Partigiani</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> combattenti in armi, dall’altro non è stata altrettanto </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">attenta</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> con gli altri “patrioti” della Resistenza, in modo particolare verso gli </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>internati militari italiani</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> deportati dai tedeschi nei lager nazisti che per quasi due anni – con dignità e senso del dovere – diedero prova di amor patrio subendone le durissime conseguenze e, moltissimi, finanche la morte. Fatto sta che tale ingente fenomeno resistenziale al nazifascismo, realizzatosi nei campi di prigionia della Germania nazista e che interessò oltre 600 mila internati militari italiani, è rimasto marginale, poco indagato e chiaramente trascurato, sia dal punto di vista storiografico che istituzionale, per oltre mezzo secolo. La questione è rimasta viva attraverso le testimonianze dei reduci dai campi di prigionia e le iniziative delle associazioni degli</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>ex-Internati Militari Italiani</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Solo gradualmente, e tardivamente, le dolorose vicende degli internati militari sono entrate nella memoria collettiva del Paese, come una forma di </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Resistenza</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> al nazifascismo. Fu soltanto a partire dagli anni ‘80 che in </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Italia</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e in </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Germania</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> la storiografia cominciò ad occuparsi di questo problema, fino ad allora rimasto negletto, tanto che la scarsissima conoscenza delle vicende sofferte degli ex </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>IMI</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> è giunta fin quasi ai nostri giorni. E’ stata finalmente illuminata nel 2012 dal Rapporto della Commissione italo-tedesca, insediata dai Ministeri degli Esteri di Italia e Germania nel 2009. Fino ad allora la questione degli IMI era stata presente sol</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tant</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">o attraverso testimonianze e ricordi dei reduci dagli </span></span><b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Stalag</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> nazisti</span></span></b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.<br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><br />
Proprio la vicenda di uno dei 600mila internati</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, il calabrese </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Giovanni Grillo</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ha dato vita ad una delle iniziative più importanti e significative per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la conoscenza storica e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tramandare la memoria degli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>IMI</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, ad opera della f</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ondazione a lui intitolata</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> costituita da </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Michelina Grillo</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> figlia dell’ex internato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Giovanni</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il 12 luglio 2016, infatti, è nata</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">a Crotone la </span></span><b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Fondazione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Premio </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Giovanni Grillo</span></span></b> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">con lo scopo di ricordare e stimolare una riflessione profonda circa gli eventi storici e le persecuzioni nazifasciste e difendere i valori universali della libertà e della pace. La finalità </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">della f</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ondazione </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">è quella di avvicinare al tema le nuove generazioni, promuovendo e attuando iniziative di utilità sociale in collaborazione con gli organi preposti all’istruzione, alla formazione, alla tutela dei diritti civili e in generale con enti e istituzioni italiane. Non c’è futuro senza la memoria del passato</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, n</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">on c’è scelta democratica che non abbia come valore la libertà.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sulla vita e le terribili vicende di prigionia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">dell’ex internato calabrese </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il giornalista Rai e scrittore </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Gennaro Cosentino</b></span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">nel 2014 </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">aveva pubblicato il volume </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Giovanni Grillo</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">da Melissa al Lager. La vicenda di un deportato calabrese</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Publisfera</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> editore)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Scrive</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">va</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> tra l’altro l’Autore: “</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Attraverso una testimonianza così vicina – riconosciuta dallo Stato con una Medaglia e una Croce al Merito di Guerra attribuita alla memoria di Giovanni Grillo – i giovani e coloro che ne siano interessati, potranno essere informati sulla storia più grande, quella con la “S” maiuscola che sembra così lontana e, invece, è intrisa di vicende personali anche molto vicine a noi. L’ignominia dei campi di concentramento, la negazione umana dei lager e dello sterminio deciso dai nazisti con prove di azioni compiaciute ed emulative del regime fascista, deve essere condannata e allontanata dalle giovani coscienze grazie alla conoscenza, mai troppa, che storia, filmografia, espressioni d’arte e racconti, contribuiscono </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">a diffondere per poter riaffermare quello che lo scrittore italo-argentino Ernesto Sabato scrisse, dopo la caduta del regime militare nel paese latinoamericano, a proposito dei desaparecidos: </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">nunca</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">más</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, mai più!”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Come si diceva</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> la più rilevante delle iniziative messe in campo dalla Fondazione è il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Premio Nazionale “Giovanni Grillo”</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, riservato </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">agli studenti de</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">lle scuole secondarie di primo e secondo grado</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. Di grande prestigio le collaborazioni che hanno accompagnato le sette edizioni precedenti del Premio e che conferiscono anche in questa <img decoding="async" class="alignright wp-image-62499" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/2A8CE792-D3FA-4731-87F8-AF711F3EE419-300x169.png" alt="" width="225" height="127" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/2A8CE792-D3FA-4731-87F8-AF711F3EE419-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/2A8CE792-D3FA-4731-87F8-AF711F3EE419.png 567w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></span></span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">VIII </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">edizione del Premio</span></span></b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> il loro partenariato, quale il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Ministero dell’Istruzione</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> <span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Rai Cultura</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Rai Scuola</b></span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">come </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Media Partner</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">. Inoltre </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con il patrocinio di</span></span> <b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Aeronautica Militare</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ministero della Cultura</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Istituto Nazionale </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ferruccio Parri</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> </b><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Rai</b> per la Sostenibilità</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> La scadenza per la presentazione degli elaborati da parte delle scuole è fissata al </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>16 dicembre 2022</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, come stabilisce il bando del Premio diramato nel settembre scorso</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> con il titolo </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>La MEMORIA contro la sopraffazione: la conoscenza genera rispetto</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’anno scolastico 2022/2023.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> La cerimonia di premiazione degli studenti e delle scuole avverrà nel corso del convegno che si svolgerà il </span></span><b><span class="s4"><span class="bumpedFont15">27 gennaio 2023</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Giornata della Memoria</span></span></b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, in una città che sarà resa nota appena possibile. I premi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, per le scuole secondarie di primo e secondo grado che si aggiudicheranno il concorso,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> consistono in materiale didattico del valore </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">di 1.000 Euro per ciascun vincitore.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il Premio </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">intitolato</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Giovanni Grillo</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> è dedicato a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quelle </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">centinaia di migliaia</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Internati Militari Italiani</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> che vissero le persecuzioni nazifasciste perpetrate durante l’ultimo conflitto mondiale.</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Tutte le guerre</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> afferma </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Michelina Grillo</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, p</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">residente dell’omonima Fondazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">sono scoppiate a causa della sopraffazione di un popolo o di uno Stato sull’altro, ma, soprattutto, la Seconda guerra mondiale ha mostrato il lato più feroce dell’uomo con genocidi e barbare violenze generate anche dalla mancata conoscenza e dallo scarso rispetto dell’altro. Nessun valore era dato alla vita degli uomini, la sopraffazione era la norma nei rapporti umani, così come dimostrato dalle vicende degli </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Internati Militari Italiani</b> </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che, rifiutandosi di appoggiare il nazifascismo, vennero rastrellati, catturati e deportati.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Scopo dell’</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ottava </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">edizione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">2022/2023</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> è far riflettere gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado dell’intero territorio nazionale sul concetto di sopraffazione e violenza non solo in ambito bellico, ma anche nei rapporti interpersonali, per individuare strategie operative al loro superamento</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">perché, come ci ricorda l’articolo 3 della nostra Costituzione, uno dei compiti della Repubblica è “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Auspico che anche il tema di quest’anno</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> – </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">conclude la presidente </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Michelina Grillo</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> –</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, nelle differenti forme proposte (video, video clip, racconti fotografici, canzoni e testi teatrali) venga entusiasticamente raccolto dai giovani, con una ricerca sempre più incessante del dialogo, del confronto e dell’ascolto delle ragioni altrui, sempre nella convinzione di non indietreggiare dal difendere, anche con un NO, i valori della libertà e della democrazia.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">”<br />
</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Anche questa </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ottava edizione </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">certamente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">riscuoterà l’attenzione che l’iniziativa della </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Fondazione Giovanni Grillo</b></span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">merita</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, continuando quel trend crescente d’interesse rilevato in tutte le edizioni precedenti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del Premio</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, grazie alla speciale sua formula vincente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">del concorso </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">che coinvolge il mondo della scuola secondaria e le giovani generazioni. C’è da auspicare che il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Premio Nazionale “Giovanni Grillo”</b></span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> oltre alle rilevanti collaborazioni e ai Patrocini prestigiosi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> di cui gode</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">possa quanto prima ricevere l’attenzione e l’adesione delle </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">associazioni degli ex <b>IMI</b></span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">(per esempio</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">l’ANEI)</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, per attivare tutte le sinergie utili a promuovere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">al meglio </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la conoscenza storica del fenomeno degli </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">internati militari italiani</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> e preservarne la Memoria presso le attuali e future generazioni.  </span></span></p>
<p class="s12">INFO</p>
<p><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/bando-di-concorso-premio-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto-a-s-2022-2023-ottava-edizione-1"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Ministero dell’Istruzione</span></span></a></p>
<p><a href="https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2022/09/Concorso-Nazionale-Premio-Giovanni-Grillo-def31af6-6e7d-4582-a42b-613e82776b0c.html"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Rai Scuola</span></span></a></p>
<p><a href="http://www.fondazionepremiogrillo.it/"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Fondazione Premio Giovanni Grillo</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> </span></span></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/fondazionepremiogiovannigrillo"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">https://www.facebook.com/fondazionepremiogiovannigrillo</span></span></a></p>
<p><a href="https://www.instagram.com/fondazione_premio_grillo/"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">https://www.instagram.com/fondazione_premio_grillo/</span></span></a></p>
<p><a href="https://twitter.com/PremioGrillo"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">https://twitter.com/PremioGrillo</span></span></a></p>
<p><a href="https://www.tiktok.com/@premiogrillo"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">https://www.tiktok.com/@premiogrillo</span></span></a></p>
<p class="s12"><span class="s14"><span class="bumpedFont15">https://www.fondazionepremiogrillo.it/</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F15%2Fin-memoria-degli-internati-militari-italiani-il-premio-nazionale-giovanni-grillo%2F&amp;linkname=IN%20MEMORIA%20DEGLI%20INTERNATI%20MILITARI%20ITALIANI%20IL%20PREMIO%20NAZIONALE%20%E2%80%9CGIOVANNI%20GRILLO%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F11%2F15%2Fin-memoria-degli-internati-militari-italiani-il-premio-nazionale-giovanni-grillo%2F&#038;title=IN%20MEMORIA%20DEGLI%20INTERNATI%20MILITARI%20ITALIANI%20IL%20PREMIO%20NAZIONALE%20%E2%80%9CGIOVANNI%20GRILLO%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/15/in-memoria-degli-internati-militari-italiani-il-premio-nazionale-giovanni-grillo/" data-a2a-title="IN MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI IL PREMIO NAZIONALE “GIOVANNI GRILLO”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/15/in-memoria-degli-internati-militari-italiani-il-premio-nazionale-giovanni-grillo/">IN MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI IL PREMIO NAZIONALE “GIOVANNI GRILLO”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Al via il Premio Nazionale Giovanni GRILLO &#8211; La Memoria contro la sopraffazione: la conoscenza genera rispetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2022 03:35:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[internati militari italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nazionale Giovanni Grillo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="724" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-300x212.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-768x543.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-585x414.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Al via l’ottava  edizione del PREMIO NAZIONALE &#8220;GIOVANNI GRILLO-  L’iniziativa organizzata dalla Fondazione Premio Giovanni Grillo (presidente dr. Michelina Grillo) per mantenere alta la memoria sulla drammatica vicenda degli Internati Militari&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="724" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-300x212.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-768x543.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/7DD9A451-66E3-4861-A187-5D5FD3396ADE-585x414.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><em>Al via l’ottava  edizione del PREMIO NAZIONALE &#8220;GIOVANNI GRILLO-  L’iniziativa organizzata dalla Fondazione Premio Giovanni Grillo (presidente dr. Michelina Grillo) per mantenere alta la memoria sulla drammatica vicenda degli Internati Militari Italiani nei lager nazisti. <span class="s14"><span class="bumpedFont15">Scopo del</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">edizione di quest</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">anno</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> è</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> far riflettere</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> gli studenti d</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">elle</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> scuole secondarie di primo e secondo grado</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> sul concetto di sopraffazione e violenza</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> non solo in ambito bellico, ma</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> anche nei rapporti interpersonali.</span></span></em></p>
<p class="s12"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">È</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">stat</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">o </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">pubblica</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">o in questi </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">giorni </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">su</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">l</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">sit</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> del <b>Ministero de</b></span></span><b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ll’Istr</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">uzione</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e di Rai Scuola</span></span></b> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">il bando di concorso dell</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">otta</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">va </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">edizione del </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Premio Nazionale Giovanni Grillo</b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> idea</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">to e promosso dall</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">omonima</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Fondazione</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">in collaborazione con il </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Ministero dell’Is</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">truzione</span></span></b><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">con il patrocinio </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">:</span></span> <b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Aeronautica Militare</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Ministero della Cultura</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Istituto Nazionale Ferruccio Parri, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Rai p</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">er la Sostenibilità</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> e</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Media </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">artner</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Rai Cultura e </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Rai S</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">cuola</span></span></b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il Premio</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">è dedicato</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">a </span></span><strong><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Giovanni</span></span> </strong><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><strong>Grillo</strong>, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">come simbolo di migliaia di </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">nternati </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">ilitari </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Italiani</span></span></b> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">che vissero le </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">persecuzioni nazifasciste </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">perpetrate durante l</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’ultimo conflitto mondiale.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Tutte le guerre</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, afferma <b>Michelina </b></span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Grillo</b>, Presidente dell</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">omoni</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ma </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">F</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ondazio</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ne</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s13"><span class="bumpedFont15">sono scoppiate a causa della sopraffazione di un popolo o di uno Stato sull’altro, ma, soprattutto, </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">la Seconda guerra mondiale ha mostrato il lato più feroce dell’uomo con genocidi e barbare violenze generate anche dalla mancata conoscenza e</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> dallo scarso rispetto dell’altro. Nessun valore era dato alla vita degli uomini, la sopraffazione era la norma nei</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> rapporti umani, così come dimostrato dalle vicende degli </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"><b>Internati Militari Italiani</b> </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">che, rifiutandosi di appoggiare il nazifascismo, venner</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">o rastrellati, catturati e deportati. </span></span></p>
<p class="s12"><b><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Scopo del</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">edizione di quest</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">anno</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> è</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> far riflettere</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> gli studenti d</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">elle</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> scuole secondarie di primo e secondo grado dell</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">intero territorio nazionale</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> sul concetto di sopraffazione e violenza</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> non solo in ambito bellico, ma</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"> anche nei rapporti interpersonali, per individuare strategie operative al loro superamento</span></span></b><span class="s13"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">perché, come ci ricorda l’articolo 3 della nostra Costituzione, uno dei compiti della Repubblica è </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">“rimuovere </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">gli ostacoli di ordine </span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">economico e sociale, che, limi</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">tando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Auspico </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">anche </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">il tema di quest</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">anno, </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">nelle differenti forme proposte</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">video</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">, video</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> clip, racconti fotografici, canzoni e testi tea</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">rali</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">) ven</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">ga </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">entusiasticamente raccolt</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> dai gio</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">vani, con </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">una ricerca sempre più incessante del dialogo, del confronto</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> e dell</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">ascolto dell</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">e ragioni altrui, sempre nella c</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">onvinzione di non indietreggiare dal difendere, anche con un NO, i valori della libertà e della d</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">emocrazia</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s19"><span class="s17"><span class="bumpedFont15">Il </span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">bando di concorso</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">, la <strong>cui scadenza è fissata al </strong></span></span><strong><span class="s18"><span class="bumpedFont15">1</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">6 dicembre 2</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">022</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">, </span></span></strong><span class="s17"><span class="bumpedFont15">è reperibile su</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">i siti</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">:</span></span></p>
<p class="s19"><b><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Ministero dell</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">Istruzione</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">:</span></span></b></p>
<p class="s19"><a href="https://www.miur.gov.it/web/guest/-/bando-di-concorso-premio-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto-a-s-2022-2023-ottava-edizione-1"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://www.miur.gov.it/web/guest/-/</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">b</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">ando-di-concorso-premio-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto-a-s-2022-2023-ottava-edizione-1</span></span></a></p>
<p class="s19"><b><span class="s21"><span class="bumpedFont15">Rai Scuola</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">:</span></span></b></p>
<p><a href="https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2022/09/Concorso-Nazionale-Premio-Giovanni-Grillo-def31af6-6e7d-4582-a42b-613e82776b0c.html"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2022/09/Concorso-Nazionale-Premio-Giovanni-Grillo-def31af6-6e7d-4582-a42b-613e82776b0c.html</span></span></a></p>
<p class="s24"><b><span class="s21"><span class="bumpedFont15">Fondazione</span></span> <span class="s21"><span class="bumpedFont15">Premio GiovanniGrillo</span></span><span class="s22"><span class="bumpedFont15">:</span></span></b></p>
<p class="s24"><a href="http://www.fondazionepremiogrillo.it/"><span class="s23"><span class="bumpedFont15">http://www</span></span><span class="s23"><span class="bumpedFont15">.fondazionepre</span></span><span class="s23"><span class="bumpedFont15">miogrillo.it/</span></span></a></p>
<p class="s25"><b><span class="s18"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">ui </span></span><span class="s18"><span class="bumpedFont15">social:</span></span></b></p>
<p class="s25"><a href="https://www.facebook.com/fondazionepremiogiovannigrillo"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://www.facebook.com/fondazionepremiogi</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">ovannigrillo</span></span></a></p>
<p class="s25"><a href="https://www.instagram.com/fondazione_premio_grillo/"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://www.in</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">tagram.com/fondazione_premio_grillo/</span></span></a></p>
<p class="s25"><a href="https://twitter.com/PremioGrillo"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://twitter.com/PremioGrillo</span></span></a></p>
<p><a href="https://www.tiktok.com/@premiogrillo"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://www.tiktok.com/@premiogrillo</span></span></a></p>
<p class="s25"><a href="https://t.me/premiogrillo"><span class="s20"><span class="bumpedFont15">https://</span></span><span class="s20"><span class="bumpedFont15">t.me/premiogrillo</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F21%2Fpremio-nazionale-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto%2F&amp;linkname=Al%20via%20il%20Premio%20Nazionale%20Giovanni%20GRILLO%20%E2%80%93%20La%20Memoria%20contro%20la%20sopraffazione%3A%20la%20conoscenza%20genera%20rispetto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F09%2F21%2Fpremio-nazionale-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto%2F&#038;title=Al%20via%20il%20Premio%20Nazionale%20Giovanni%20GRILLO%20%E2%80%93%20La%20Memoria%20contro%20la%20sopraffazione%3A%20la%20conoscenza%20genera%20rispetto" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/21/premio-nazionale-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto/" data-a2a-title="Al via il Premio Nazionale Giovanni GRILLO – La Memoria contro la sopraffazione: la conoscenza genera rispetto"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/21/premio-nazionale-giovanni-grillo-la-memoria-contro-la-sopraffazione-la-conoscenza-genera-rispetto/">Al via il Premio Nazionale Giovanni GRILLO &#8211; La Memoria contro la sopraffazione: la conoscenza genera rispetto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>INTERNATI MILITARI ITALIANI IN GERMANIA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/22/internati-militari-italiani-in-germania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=internati-militari-italiani-in-germania</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 06:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Imi]]></category>
		<category><![CDATA[internati militari italiani]]></category>
		<category><![CDATA[memorie]]></category>
		<category><![CDATA[resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Palmerini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=49798</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/ACC3A364-2A9C-4A79-91B3-909B5D014968-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Ricordi di prigionia di Vinicio Palmerini, internato nello Stalag IV B di Zeithain, dal febbraio 1944 all’aprile ‘45 L’AQUILA – Internati Militari Italiani (IMI) furono classificati dalla Germania di Hitler i&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><em><span class="s6">Ricordi </span><span class="s6">di prigionia di Vinicio Palmerini, internato nello </span><span class="s6">Stalag</span><span class="s6"> IV B di </span><span class="s6">Zeithain</span><span class="s6">, </span><span class="s6">dal febbraio 1944 all’aprile ‘45</span></em></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
L’AQUILA – </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Internati Militari Italiani</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b> </b>(IMI) furono classificati dalla Germania di Hitler i soldati italiani fatti prigionieri, catturati</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e rastrellati (</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">sul territorio </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">italiano</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, in Slovenia, Croazia, Albania, Grecia, Isole Egee e Ionie, Provenza</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Corsica</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">)</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei campi di prigionia del Terzo Reich. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">E’ la storia di oltre 600mila </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>militari italiani</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ne</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Stalag</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> della Germania nazista: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i nostri soldati, sottufficiali e ufficiali che operarono “resistenza” opponendo il rifiuto alla collaborazione con i nazisti, al costo di indicibili privazioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sofferenze</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. I</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">n diverse migliaia di casi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">– oltre 25 mila &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anda</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> incontro alla morte per fame, stenti e malattie. Oltre cento questi campi di prigionia (</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">stammlager</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">), la gran parte situati in </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Germania</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Polonia</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ma anche in </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Austria</b>, <b>Russia, Ucraina, Bielorussia, Rep. Ceca, Francia </b></span></span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> Slovenia</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. I nazisti usarono ogni mezzo di persuasione verso i prigionieri italiani perché scegliessero l’esercito tedesco o i repubblichini di Salò per continuare la guerra, offrendo ogni vantaggio rispetto alla durezza della detenzione nei lager. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Agli “internati militari italiani”, a differenza dei prigionieri di guerra, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">non </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">venivano </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">riconosc</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">iute</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> le garanzie </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e le tutele previste n</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ella </span></span><span class="s12"><span class="bumpedFont15"><b>Convenzione di Ginevra</b></span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">del 1929</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s3">Solo gradualmente</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> e tardivamente</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> le dolorose vicende degli internati militari sono entrate nella memoria collettiva del Paese, come una forma di </span><span class="s6"><b>Resistenza</b></span><span class="s3"> al nazifascismo. Fu soltanto a partire dagli anni ‘80 che in </span><span class="s6"><b>Italia</b></span><span class="s3"> e in </span><span class="s6"><b>Germania</b></span><span class="s3"> la storiografia cominciò ad occuparsi di questo problema, fino ad allora rimasto negletto, </span><span class="s3">tanto che l</span><span class="s3">a</span><span class="s3"> scarsissima conoscenza delle vicende sofferte degli ex IMI che è giunta fin quasi ai nostri giorni</span><span class="s3">. E’ stata </span><span class="s3">finalmente illuminata nel 2012 dal Rapporto della Commissione italo-tedesca</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> insediata dai Ministeri degli Esteri di Italia e Germania nel 2009</span><span class="s3">. </span><span class="s3">Fino ad allora la questione degli IMI era stata presente </span><span class="s3">solo </span><span class="s3">attraverso </span><span class="s3">testimonianze </span><span class="s3">e ricordi </span><span class="s3">dei reduci</span><span class="s3"> dagli </span><span class="s3">Stalag</span><span class="s3"> nazisti</span><span class="s3">.</span></p>
<p class="s7"><span class="s3">Qui di seguito si riporta</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> con assoluta fedeltà</span><span class="s3">,</span> <span class="s3">la <img decoding="async" class="alignright wp-image-49802 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/C5B605D9-48FA-49C6-BC50-D18BAAEC537C-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/C5B605D9-48FA-49C6-BC50-D18BAAEC537C-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/C5B605D9-48FA-49C6-BC50-D18BAAEC537C-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/C5B605D9-48FA-49C6-BC50-D18BAAEC537C-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />trascrizione de</span><span class="s3">gli appunti </span><span class="s3">del </span><span class="s3">fante </span><span class="s6"><b>Vinicio </b><strong>Palmerini</strong></span> <span class="s3">reduce</span><span class="s3"> dal lager</span><span class="s3">, internato dal febbraio 1944 all’aprile 1945 nello </span><b><span class="s6">Stalag</span><span class="s6"> IV B </span><span class="s3">di</span> </b><span class="s6"><b>Zeithai</b>n</span><span class="s3">, situato tra Lipsia e Dresda. Gli appunti sono scritti </span><span class="s3">fittamente a matita </span><span class="s3">in un quadernino (</span><span class="s3">cm. 8&#215;13</span><span class="s3">) con copertina </span><span class="s3">di cartoncino rosso</span><span class="s3">, </span><span class="s3">con 18 fogli senza righe, 34 facciate</span><span class="s3"> di ricordi e le</span><span class="s3"> ultime due facciate </span><span class="s3">riportano</span><span class="s3"> indicati </span><span class="s3">tre</span><span class="s3"> nomi</span><span class="s3"> di commilitoni</span><span class="s3"> e luoghi di origine</span><span class="s3">.</span> <span class="s3">(Rota Giuseppe, Caprino Bergamasco </span><span class="s3">Fraz</span><span class="s3">. Cava; Rota Virgilio</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> Ponte San Pietro; Comi Giuseppe, </span><span class="s3">Caluzzo</span><span class="s3"> d’Adda).</span> <span class="s14">Il reperto, dove sono appuntati i ricordi, è stato rinvenuto l&#8217;8 gennaio scorso in un piccolo baule contenente vecchie lettere, cartoline, carte e documenti di famiglia, recuperato dall&#8217;abitazione di </span><span class="s15">Paganica</span><span class="s14"> (L&#8217;Aquila) dopo il terremoto del 6 aprile 2009 e rimasto accantonato. La testimonianza scritta d</span><span class="s14">i</span><span class="s14"> </span><strong><span class="s15">Vinicio Palmerini</span></strong><span class="s14"> si va ad aggiungere a</span><span class="s14"> quelle già note</span><span class="s14"> degli ex IMI, reduci dai lager nazisti, a costituire un ulteriore tassello di memoria dell&#8217;</span><b><span class="s16">altra</span><span class="s14"> </span><span class="s15">Resistenza al nazifascismo</span></b><span class="s14">, non meno eroica di quella combattuta in armi o con forme umanitarie, d</span><span class="s14">elle quali ho </span><span class="s14"> fatto cenno nell&#8217;articolo precedente.</span></p>
<p class="s7"><span class="s3">Lo </span><b><span class="s6">Stalag</span><span class="s6"> IV</span> <span class="s6">B</span></b><span class="s3"> fu uno dei più grandi campi di prigionia <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-49803" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E-205x300.jpeg" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E-205x300.jpeg 205w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E.jpeg 554w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" />della Germania nazista. Si trovava nei pressi della città di </span><span class="s17"><span class="bumpedFont20"><b>Mühlberg</b></span></span><span class="s3">, in Sassonia. Lo </span><span class="s3">Stalag</span><span class="s3"> aveva un campo secondario a </span><span class="s6"><b>Zeithain</b></span><span class="s3">, </span><span class="s3">un “</span><span class="s18">reservelazarett</span><span class="s3">” </span><span class="s3">inizialmente destinato ai prigionieri russi, poi utilizzato da prigionieri di varie nazionalità</span><span class="s3">, compresi molti internati italiani</span><span class="s3">. </span><span class="s3">Le c</span><span class="s3">ondizioni disumane</span><span class="s3"> del lager</span><span class="s3">, mancanza di igiene, denutrizione, </span><span class="s3">scarsa </span><span class="s3">assistenza medica e lavoro coatto facilitarono la diffusione di epidemie e gravi malattie, soprattutto tubercolosi, con la morte di decine di migliaia di prigionieri, tra cui </span><span class="s3">900</span><span class="s3"> italiani. </span><span class="s14">Nel lazzaretto di </span><span class="s15"><b>Zeithain</b></span><span class="s14">, tristemente conosciuto come “campo d</span><span class="s14">ella</span><span class="s14"> morte”, erano trasferiti gli Internati Militari Italiani gravemente malati</span><span class="s14">,</span><span class="s14"> ma anche medici, cappellani e crocerossine che decisero di non aderire alla Repubblica Sociale</span><span class="s14">. </span><span class="s3">Lo </span><b><span class="s3">Stala</span><span class="s3">g</span><span class="s3"> IV </span></b><span class="s3"><b>B</b> di</span></p>
<div id="attachment_49801" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-49801" class="wp-image-49801" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/821C2718-9A79-4522-A558-C054C30213E7-150x150.png" alt="" width="250" height="175" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/821C2718-9A79-4522-A558-C054C30213E7-300x210.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/821C2718-9A79-4522-A558-C054C30213E7-768x539.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/821C2718-9A79-4522-A558-C054C30213E7-585x410.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/821C2718-9A79-4522-A558-C054C30213E7.png 844w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><p id="caption-attachment-49801" class="wp-caption-text">Mappa dei lager</p></div>
<p class="s7"><span class="s6"><b>Zeithain</b></span><span class="s3"> fu liberato dall’Armata Rossa il 23 aprile 1945.</span> <span class="s3">Dopo la fine della guerra il territorio del lager, ricompreso </span><span class="s3">oltrecortina </span><span class="s3">nella </span><span class="s6">Germania </span><span class="s6">comunista</span><span class="s3">, </span><span class="s3">rimase per decenni inaccessibile.</span><span class="s3"> Solo l’infaticabile opera di alcuni reduci di </span><span class="s6"><b>Zeithain</b></span><span class="s3"> – in primis </span><b><span class="s6">Padre Luca </span><span class="s6">Ai</span><span class="s6">roldi</span></b><span class="s3">, ex cappellano del campo che nel suo diario aveva annotato tutti i nomi degli IMI deceduti a </span><span class="s3">Zeithain</span><span class="s3">, e l&#8217;ex Ten. Col. </span><span class="s6"><b>Leopoldo Teglia</b></span><span class="s3">, attuale presidente dell’</span><span class="s3">Associazione Nazionale Ex Internati </span><span class="s3">(ANEI) </span><span class="s3">sezione</span><span class="s3"> di Perugia -consentì nel 1991 di localizzare il cimitero militare italiano</span><span class="s3"> e</span><span class="s3"> di </span><span class="s3">riesumare e rimpatriare le spoglie di quasi tutti i caduti italiani di </span><span class="s6"><b>Zeithain</b></span><span class="s3">.</span></p>
<p class="s23"><strong><span class="s22">RICORDI</span><span class="s22"> DI PRIGIONIA</span></strong></p>
<p class="s23"><b><span class="s24">Palmerini Vinicio di Giuseppe – Paganica del Moro </span><span class="s24">(</span><span class="s24">L’Aquila</span><span class="s24">)</span></b></p>
<p class="s25"><span class="s26"> </span><span class="s26">«</span><span class="s26">Giorno 15 Agosto ho festeggiato con gli amici Rota Giuseppe e Comi Giuseppe tutt’e due Bergamaschi mangiando a mezzo giorno gnocchi e risotto condimento grasso di maiale e carne, giorno 18 non ho potuto festeggiare (è il giorno del compleanno di Vinicio, nota del trascrittore) mancanza di </span><span class="s26">grasso e l’abbiamo rimesso a un altro giorno la sera del detto giorno. Con il giorno successivo ho avuto un continuo fischio all’orecchio destro e pensavo continuamente alla famiglia dicendo chissà forse si rammenterà del mio compleanno, ed è questo il segnale che me lo comunica.</span></p>
<p class="s25"><b>Alcune notizie della mia Prigionia</b></p>
<p class="s25" style="text-align: center;"><span class="s26">Nei primi dì di settembre quando il Capo del governo </span><span class="s24"><b>generale Badoglio</b></span><span class="s26">, cessate le ostilità con gli Anglo</span></p>
<div id="attachment_49809" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-49809" class="wp-image-49809" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-300x169.jpeg" alt="" width="250" height="141" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/FAC36580-5C43-4168-9E0A-3EC4107BCDFE.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><p id="caption-attachment-49809" class="wp-caption-text">Prigionieri italiani inviati nei lager</p></div>
<p class="s25" style="text-align: left;"><span class="s26">Americani e precisamente il giorno 8 Settembre, giorno in cui i tedeschi disarmarono l’esercito Italiano, io mi trovavo oltremare e precisamente in Grecia, quindi il nostro disarmo è avvenuto sei giorni dopo cioè il 14 Settembre. Verso le ore 13 vediamo arrivare due autoblinde accompagnate da otto autocarri. Noi non si aveva l’ordine di far fuoco contro loro, quindi sono entrati senza nessun disturbo, arrivati davanti al nostro Comando ordinano immediatamente l’adunata con tutte le armi e munizioni. Fatta l’adunata inquadrati, vengono davanti e d’intorno a noi misero le loro mitraglie spianate verso di noi pronte a far fuoco. </span></p>
<p class="s25"><span class="s26">Dopo aver messo intorno al nostro accantonamento viene avanti verso di noi un Maggiore ed un tenente tedesco ed incomincia la propaganda in tedesco che a sua volta il tenente la traduceva in Italiano dicendo: </span><span class="s28">Il generale Badoglio ha tradito l’Italia, compreso tutti gli Italiani, consegnandola nelle mani degli Anglo Americani, però con un solo vostro proposito potrà ancora essere liberata ed i suddetti buttati fuori dall’Italia. Il vostro proposito sarebbe quello di firmare quali combattenti a fianco dell’esercito tedesco, il quale a sua volta pensa a condurvi in Italia per liberare la vostra terra dall’invasore</span><span class="s26">.</span></p>
<p class="s25"><span class="s26">Secondo, tutti quelli che non si sentano più di combattere potranno loro firmare quali lavoratori civili e verranno mandati in Germania. Quindi dopo aver fatto un discorso di circa 30 minuti ha rivolto a noi queste domande: </span><strong><span class="s22">Tutti quelli che vogliono difendere la loro Patria cioè combattenti, fuori!</span> </strong><span class="s26">3 sottotenenti, un capitano e 5 soldati, tra i quali uno di questi col nome di </span><span class="s26">Cripioli</span><span class="s26"> Antonio, il quale è stato illuso da un altro suo compagno a farlo firmare e che dopo al second</span><span class="s26">o giorno divenne pazzo </span><span class="s26">ed è morto all’ospedale di </span><span class="s24"><b>Larissa</b></span><span class="s26">. Poi visto che nessuno più aderiva quali combattenti ha chiesto i lavoratori, ed a questo una buona parte andavano fuori, ma visto che la massa eravamo restati fermi al nostro posto, e quindi anche loro sono rientrati pian piano alle nostre file. Il Maggiore tedesco visto tale gesto ordina alle sue guardie che erano intorno a noi di caricare le armi.</span></p>
<p class="s29"><span class="s26">Poi rivoltosi verso di noi con un grido spaventevole ci ordina di buttare a terra le armi. Noi se pur avvelenati e con la volontà di reagire con le armi contro di loro, ma a questo momento non più si poteva, e siamo stati costretti a lasciare le armi. Dopo essere disarmati ci han condotti entro un recinto e con le guardie all’intorno, da non poter più muoversi altrimenti ci sparavano addosso.  E per ben quattro giorni ci hanno lasciati lì dentro senza mangiare. Ed il più grave senza potersi nemmeno liberare dal sole scottante estivo coprendosi con un telo da tenda per fare dell’ombra, proibito severamente anche questo. Il giorno 18 Settembre la mattina alle 5 sveglia ed adunata per la partenza, ci consegnano mezza pagnotta ed un pezzetto di formaggio nostro, e questi sono i viveri della giornata per far 60 km. </span><span class="s26">di</span><span class="s26"> marcia. Ed alle 7 siamo partiti per non molto farla lunga abbrevio il mio dire altrimenti raccontar tutto non terminerei mai.  </span></p>
<p class="s25"><span class="s26">Quindi al 45 km</span><span class="s26"> ci siamo fermati</span><span class="s26">, ma io che lungo tutta la strada fatta mi sentivo un forte dolore di testa, qui mi era ancor</span><span class="s26">a più aggravato, fui costretto </span><span class="s26">a legarmi un asciugatoio alla testa. Vedendomi il tenente mi domanda cosa avevo fatto, e racconto tutto, chiama subito l’infermiere e mi fa misurare la febbre e l’avevo a 39,5 quindi s’interessa subito per mandarmi a </span><span class="s24">Larissa con </span><span class="s26"> l’autoambulanza tedesca, ma io volevo portare tutto con me anche il mio zaino che era sul cavallo pieno di roba, ma lui cioè il tenente mi dice: te lo porteremo noi e lo riprenderai al nostro arrivo. Ma, quando sono arrivato a </span><span class="s26">Larissa</span><span class="s26"> mi han condotto prima alla caserma dove dovevano arrivare anche i compagni, e poi di nuovo è partita e mi porta a ricoverare al nostro ospedale ed in questo caso restai senza zaino, senza nulla da cambiarmi, e da quel giorno non ho visto più un paesano.</span></p>
<p><span class="s26">All’ospedale il giorno dopo trovo De </span><span class="s26">Paulis</span><span class="s26"> Antonio e qui son restato fino al 28 Settembre, poi sono uscito assieme a me viene anche De </span><span class="s26">Paulis</span><span class="s26">, ma la sera che siamo usciti dall’ospedale le nostre cartelle cliniche </span><span class="s26">le prendeva un maresciallo tedesco, e datosi che sopra la cartella veniva scritto il mestiere in cui si esercitava e vista la mia cartella con scritto sopra “fabbro” allora mi chiama e mi dice: tu specialista vai a lavorare come civile all’officia delle SS ed io gli rispondo che non sono un fabbro ma “maniscalco” ed allora mi risponde “</span><span class="s24">sciaiser</span><span class="s26">” (</span><span class="s24">scheisse</span><span class="s26">, </span><span class="s28">ndr</span><span class="s26">) che vuol dire merda, ed in quindici che eravamo mi manda alle caserme dove per la seconda volta ci han chiesto di firmare, ma nessuno ha voluto.</span></p>
<p class="s25"><span class="s26">La mattina seguente ci fan partire con il treno e dopo un giorno e mezzo di percorso, finalmente siamo arrivati a Salonicco. Qui si smonta dal treno e sono già pronte quattro guardie con moschetto carico e baionetta innestata, per accompagnarci come i più pessimi delinquenti del mondo. Percorsa tutta la città ci portano in una caserma dove prima c’era il comando tappa Italiano, ed ora tutto al contrario era diventata il campo dei prigionieri Italiani. La mattina del 1° Ottobre ci mandano a lavoro digiuni e si tratta di scaricare vagoni di cemento, e come qualcuno si fermava un secondo, si sentiva subito la guardia gridare </span><span class="s24">loss</span><span class="s26"> e </span><span class="s24">snell</span><span class="s26">, che vorrebbe dire </span><span class="s26">“</span><span class="s26">via e svelto</span><span class="s26">”</span><span class="s26">. E questa la parola d’ordine di tutta la giornata. A mezzo giorno si va a mangiare e cosa si trova? Un mescolino che poteva essere una tazza da caffè, di fagioli e patate, 200 grammi di pane che subito l’abbiamo divorato dalla fame che avevamo.</span></p>
<p class="s25"><span class="s26">Dopo un’ora di riposo si parte di nuovo a lavoro e qui si torna a casa solo alle 7 di sera,</span> <span class="s26">ma quando s’arriva a casa qui so’ dolori, stanchi dal lavoro e con gran fame, ma non c’è nulla da mangiare solo che mezzo </span><span class="s26">tazzino</span><span class="s26"> di caffè ma… acqua calda. Quindi si va a dormire, ma la fame vince il sonno e non dà pace e la mattina alle 6 di nuovo si va a lavoro, e la fame si fa sentire sempre più forte. Dopo 3 giorni che si era qui ci hanno incominciato a dire di firmare per andare con loro, ma noi sempre duri, magari morire dalla fame ma non andare con loro. Questa domanda di firmare era tutti i giorni, cioè mattina e sera per colazione e cena.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Un bel giorno ci obbligano forzatamente da dover firmare alcuni moduli, e da firmarli ad ogni costo, o come combattenti oppure come lavoratori, e se non si voleva aderire a nessuna delle due domande, si cancellavano tutte e due, ma si doveva firmare lo stesso. Ma c’era un tranello che sopra alle due domande c’era un rigo scritto così: <b>“</b></span><span class="s24"><b>Riconosco il partito repubblicano fascista ed aderisco a combattere a fianco dell’esercito tedesco</b></span><span class="s26"><b>”</b>. Noi, vista questa frase, nessuno abbiamo firmato detti moduli, a mezzo giorno rientrati dal lavoro ci mandano in camerata e poi fanno subito l’adunata.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Scesi giù in cortile ci domandano se avevamo firmato questi moduli, ma nessuno si fa avanti, quindi un disgraziato d’interprete italiano ci dice: </span><span class="s28">se non firmate questi moduli vi mandano a raccogliere i morti in Russia, oppure a tagliare i reticolati in linea sotto le cannonate dei Russi</span><span class="s26">. Ma noi non ci siamo affatto spaventati, pensando che ci mandano dove vogliono ma con loro non andiamo a nessun post, anche a sottoporci alla fucilazione. Vista la nostra insistenza che nessuno aderiva alle loro domande, un tenente tedesco ne conta con la mano il numero di 240 che subito ci manda in camerata a prendere i nostri zaini per partire, e per punizione non ci fa dare nemmeno quei quattro cucchiai di rancio.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Dopo essere pronti arrivano 25 guardie ed arrivate vicino a noi caricano i moschetti e innestano la baionetta e ci fanno uscire dalla caserma e loro si mettono a destra e sinistra di noi in distanza di quattro metri uno dall’altro. Ci conducono circa a 300 metri dalla caserma e qui si fermano. Dopo quasi dieci minuti arriva un’autocolonna e ci la</span><span class="s26">sciano montar sopra e si parte.</span><span class="s26"> Dopo due giorni di viaggio e senza mangiare si arriva di nuovo a </span><span class="s24"><b>Larissa</b></span><span class="s26">, cioè dove mi trovavo prima. La notte che siamo arrivati ci han lasciati dormire sulle macchine, poi al mattino ci inquadrano, ci contano come minimo dieci volte e poi si parte, così ci conducono alla piazza centrale e ci portano dentro un albergo, a pian terreno. Qui si lasciano i nostri zaini e si va subito alla stazione. Dopo due giorni senza darci da mangiare ci fanno scaricare camion carichi di paglia e caricarla di nuovo sui vagoni. A mezzo giorno ci portano a casa e ci danno da mangiare una galletta e 50 grammi di formaggio italiano, questi sono i viveri di tutta la giornata. Alle ore 13 cioè l’una di nuovo a lavoro fino alle 7 la sera.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Due giorni dopo ci lasciano fare la cucina per conto nostro ed i viveri sono i seguenti: 33 grammi di pasta a ciascuno per condimento a 240 persone un quartino d’agnello che come massimo pesava un chilo e mezzo, 5 grammi di zucchero per il caffè al mattino, poi 300 grammi di pane da maiali che forse nemmeno loro l’avrebbero mangiato, 15 grammi di margarina grasso di carbone, e 20 di marmellata. Con tutti questi viveri si doveva lavorare 12 ore al giorno portando casse di munizioni da 50 e fino a 70 </span><span class="s26">kg sulle spalle. Ora abbrevio perché sarebbe troppo lunga e vorrei un libro per descrivere tutte le sofferenze ed i sacrifici passati sotto i malvagi tedeschi. Qui resisto sotto simile lavoro sino al 26 gennaio 1944, ma</span> <span class="s26">datosi che lo stomaco mi tormentava forte dai grandi bruciori il giorno 27 Gennaio vado a lavoro allo stesso posto del giorno avanti, cioè al cimitero tedesco ove bisognava scoprire le tombe dei morti sino a trovare la cassa, dopo bisognava metter di nuovo dentro la terra e battere con un peso di circa 20 kg.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Ma questa mattina, erano circa le 11 e mezza, che in due ne avevamo completate due ed incominciavamo la terza, quando è venuto un maresciallo tedesco e ci ordina a scalzarne un’altra davanti a lui. Ma qui è il mio colpo fatale quando al terzo colpo di vanga che fo mi viene fuori un braccio con ancora la carne attaccata </span><span class="s26">p</span><span class="s26">oi un osso della gamba, poi ancora due crani. Qui divento di tutti i colori e stavo quasi per cadere per terra quando detto maresciallo guarda l’orologio e pronuncia “</span><span class="s24">mitac</span><span class="s26">” (</span><span class="s24">mittag</span><span class="s26">, </span><span class="s28">ndr</span><span class="s26">), che vuol dire mezzo giorno, quindi si va a mangiare. Ma io lungo la strada non mi fidavo di camminare ma a stenti sono arrivato anch’io e con tanta fame che regnava non ho potuto mangiare, mi butto sul mio pagliericcio ed aspetto che mangiano tutti.  Dopo chiamo l’infermiere, mi fo misurare la febbre e ce l’ho a 38 e 5, quindi a lavoro non vado, verso le 5 la fo misurare di nuovo ed è arrivata a 39, quindi la mattina seguente marco visita e </span><span class="s26">vengo ricoverato all’ospedale per influenza e gastrite allo stomaco sino al 7 febbraio.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Detto giorno a mezzo giorno mi chiama l’infermiere dicendomi: tu preparati, alle due parti con la tradotta ospedaliera. Alle quattro la sera siamo partiti da </span><span class="s24"><b>Larissa</b></span><span class="s26"> e dopo be</span><span class="s26">n</span><span class="s26"> 7 giorni di viaggio e di fame che sempre non mai mancava siamo arrivati all’ospedale italiano di </span><strong><span class="s24">Zeithain</span></strong><span class="s26">, in Germania. Qui si smonta dalla tradotta ed entriamo all’ospedale. Ma prima di entrare ci fanno la rivista alla nostra roba e ci tolgono tutto, coltelli, sigarette, sapone ed altre cose, lasciandoci solo quanto s’aveva addosso, nemmeno</span> <span class="s26">un cambio, e poi si va al bagno, qui troviamo italiani e russi che entravano anche loro in ospedale e venivano dalle fabbriche, ma non fo nessuna esagerazione, a vederli nudi sembravano scheletri umani mummificati e non altro, buona parte di loro tutti con tubercolosi. Dopo il bagno ci hanno mandato ai reparti ed io sono andato al reparto Chirurgia, baracca n. 37. Qui resto fino al 28 Febbraio, poi fui trasferito alla baracca n. 53. Quel che si mangiava qui era 4 giorni la settimana 250 grammi di pane e tre giorni 300 grammi, 20 grammi di margarina più un litro di succo di rape a mezzogiorno e la più grande razione erano tre patate.</span></p>
<div id="attachment_49803" style="width: 215px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-49803" class="wp-image-49803 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E-205x300.jpeg" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E-205x300.jpeg 205w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/6260988B-9BE7-4FA2-BF2E-31A4B27D193E.jpeg 554w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /><p id="caption-attachment-49803" class="wp-caption-text">Prigioniero russo</p></div>
<p class="s7"><span class="s26">Qui son restato fino al 25 Aprile ’44, poi sono andato in uscita e mi hanno mandato al </span><span class="s24"><b>IV B</b></span><span class="s26">, cioè un Campo di concentramento dei prigionieri di ogni razza e nazione. Ci hanno condotti dal campo degli Italiani e ne hanno messi 300 per baracca e si dormiva lì dentro come le sarde entro il bidone, quindi dopo sei giorni mi sono fatto mettere in uscita per andare a lavoro come fabbro.</span></p>
<div id="attachment_49806" style="width: 160px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-49806" class="wp-image-49806 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/0C6D2C14-FFFA-44C8-8984-EB88C5512111-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /><p id="caption-attachment-49806" class="wp-caption-text">Campo Imi Iv B &#8211; Zeithan</p></div>
<p class="s7"><span class="s26"><br />
Il 1° Maggio mi </span><span class="s26">mandano in fabbrica, il 2 mi conducono al lavoro al posto di fare il fabbro devo fare il facchino, portando casse in spalla di ogni dimensione e con i caposquadra dietro che ti dicevano </span><b><span class="s24">loss</span><span class="s24">, </span><span class="s24">snell</span><span class="s24">, </span><span class="s24">arbait</span></b><span class="s24">! </span><span class="s26">che significava “via, svelto, a lavorare!” E non ci reggevamo in piedi dalla fame e con tutto ciò si prendeva qualche pugno, spintoni d’ogni genere, e sempre abbreviando qui ho resistito tre mesi e mezzo. Poi sono stato colto da pleurite e di nuovo ricoverato allo stesso ospedale e precisamente il giorno del mio compleanno 18 Agosto 1944, col peso di 49 chilogrammi.</span></p>
<div id="attachment_49800" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-49800" class="wp-image-49800" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8D9ACCEA-FE08-4B1B-9632-7B428B57C426-300x204.png" alt="" width="250" height="170" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8D9ACCEA-FE08-4B1B-9632-7B428B57C426-300x204.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8D9ACCEA-FE08-4B1B-9632-7B428B57C426-585x398.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8D9ACCEA-FE08-4B1B-9632-7B428B57C426.png 646w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><p id="caption-attachment-49800" class="wp-caption-text">Prigionieri Stalag Iv B- Zeithan</p></div>
<p class="s7"><span class="s26">Qui vengo ricoverato al Campo A, cioè campo dove si ricoverano pleuritici deperiti e quelli che dal deperimento erano venuti gonfi. Io sono stato ricoverato alla baracca 40 e dopo tre giorni che ero lì il tenente D’Adamo mi mette a supplemento extra che consisteva in più della razione a 200 grammi di pane, 100 di ricotta, un cucchiaio di zucchero e 20 grammi di margarina. E con il detto supplemento in quattro mesi avevo aumentato 4 kg. Di peso, quindi pesavo 53 kg. Qui sono restato fino al 23 Marzo del 45.</span> <span class="s26">Poi siamo stati trasferiti all’ospedale internazionale</span><span class="s26"> di </span><span class="s26">Imorgan</span><span class="s26">. Qui il trattamento del pane la stessa razione il rancio era mezzo litro, ma si prendeva una discreta razione di patate che ne erano 10 o 12.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Nel mentre è trascorsa la fine del mese di marzo e siamo in aprile qui incominciano a sentirsi buone novità che gli Alleati, compresi i Russi, avanzano su tutti i fronti e si sperava che presto fossero arrivati a liberarci anche a noi dalle sofferenze d’inferno. Giunti verso il 15 di Aprile, incominciamo a sentire durante la notte i primi colpi d’artiglieria ma lontani, però la sirena era quasi in </span><span class="s26">continuo allarme e nell’aria</span><span class="s26"> tutto il giorno questo rombo di cannoni </span><span class="s26">man mano si faceva sentire più forte. Senonché il giorno 18 Aprile il Maggiore tedesco chiama i nostri ufficiali medici e dice loro che noi Italiani bisognava partire assieme a loro se nel caso dovevano sgombrare, ma la risposta dei nostri ufficiali fu quella di dire “i </span><span class="s26">nostri malati son tutti pleuritici tubercolari e quindi non sono in condizione di poter camminare”. Allora gli ha detto “assumete voi la responsabilità dei vostri malati” e così ci lasciarono. </span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Il giorno 19 fu tutta la giornata in allarme. La sera verso le 6 è suonato l’allarme d’invasione ed allora tutti i tedeschi civili con le lacrime agli occhi e un pianto dirotto preparavano le loro valigie che a sua volta chi le legava sulla bicicletta chi caricava i carrettini, abbandonavano la loro casa e via. Il giorno 20 dalla mattina il cannone si faceva sentire ancor più forte e tutto il giorno è continuato così compresa anche la notte, ma veniva sempre più vicino, quando alla mattina alle ore 5 mi alzo e vado fuori le guardie si preparavano per andare via. Dopo circa tre quarti d’ora si sentono le mitraglie che cantano intorno al paese, allora noi ci siamo messi subito in posti più riparati dalla camerata che era soggetta al tiro, man mano si sentono sempre più vicino. Dopo un po’ sentiamo le prime raffiche dentro l’ospedale e dirette all’orologio, poi un forte grido, sono i Russi che sono già dentro l’ospedale. Allora si balza tutti fuori, ci salutano ci offrono le sigarette e fanno un giro all’intorno dell’ospedale e poi vanno via.</span></p>
<p class="s7"><span class="s26">Più tardi arriva un Colonnello russo, ci fa uscire di nuovo tutti fuori facendoci inquadrare per nazionalità, poi ci fa uscire dal cancello di reticolato che ci aveva rinchiusi ben 19 mesi, e quando siamo fuori di qui tutti si è fatto un lungo respiro esclamando che aria di paradiso, facendo come l’uccello che per tanto tempo si trova rinchiuso dentro la gabbia, e poi quando viene il giorno che il padrone si dimentica di chiudere la gabbia e lui fugge veloce e </span><span class="s26">c</span><span class="s26">ontento verso il bel cielo sereno. </span></p>
<p class="s25"><span class="s26">Quindi condottici entro il paese ci fa fermare e poi “fronte a sinistra” ed incomincia a fare un discorso per reparti, cioè per nazioni, e venuto davanti a noi dice queste parole: </span><span class="s28">“In Italia ci sono ancora i tedeschi ma poco vi resteranno, sappiate che molte migliaia di Italiani sono già stati rimpatriati, quindi voi fra pochi giorni partirete per raggiungere la linea ferroviaria e per linea Varsavia-Odessa, qui sarete imbarcati e condotti in Italia”.</span><span class="s26"> Finito il suddetto arrivano due aerei tedeschi</span> <span class="s26">ed incominciano a mitragliare, quindi ci siamo ricoverati entro le case, che le avevano già aperte i russi, e qui ci han fatto prendere galline, conigli, agnelli ed ogni altra roba. Poi abbiamo fatto una bella passeggiata e quando siamo rientrati abbiamo trovato un ricco spezzatino di maiale e patate abbondanti, in più entro la cucina sembrava un grande mattatoio di carne di maiali, galline,</span> <span class="s26">tacchini, conigli, vitelli, insomma carne d’ogni sorta.</span><span class="s26">»</span></p>
<p class="s5"><span class="s30">***</span></p>
<p class="s5"><span class="s3">Qui finisce il racconto di </span><span class="s6"><b>Vinicio Palmerini</b></span><span class="s3"> &#8211;</span> <span class="s3">mio padre &#8211;</span> vergato a <span class="s3"> matita </span><span class="s3">i</span><span class="s3">n</span><span class="s3"> 34 facciate del quadernino. Sulle u</span><span class="s3">ltime</span><span class="s3"> due sono riportati i nomi dei commilitoni</span><span class="s3">, </span><span class="s3">legati</span> <span class="s3">al</span><span class="s3">la stessa sua sorte,</span> <span class="s3">con</span><span class="s3"> le </span><span class="s3">relative</span><span class="s3"> località d’origine: </span><span class="s6"><b>Rota Giuseppe</b></span><span class="s3">, Caprino Bergamasco </span><span class="s3">f</span><span class="s3">raz</span><span class="s3">. Cava; </span><span class="s6"><b>Rota Virgilio</b></span><span class="s3">,</span><span class="s3"> Ponte San Pietro; </span><span class="s6"><b>Comi Giuseppe</b></span><span class="s3">, </span><span class="s3">Caluzzo</span><span class="s3"> d’Adda</span><span class="s3">. </span><span class="s3">Mesi dopo la liberazione, sul finire dell’estate</span><span class="s3">1945</span><span class="s3">, scheletrito e lacero</span><span class="s3">, egli</span> <span class="s3">arrivò a </span><strong><span class="s6">Paganica </span></strong><span class="s3">dopo un lungo viaggio, in parte fatto a piedi o con mezzi di fortuna. </span><span class="s3">Mi auguro </span><span class="s3">davvero </span><span class="s3">che anche questa testimonianza</span><span class="s3"> di </span><span class="s6"><b>Vinicio Palmerini</b></span><span class="s3">(</span><span class="s3">Paganica</span><span class="s3">,</span><span class="s3"> 18 agosto 1914 – Paganica, 8 gennaio 1988)</span><span class="s3">, </span><span class="s3">nella sua stringata ma illuminante essenzialità</span><span class="s3">,</span> <span class="s3">possa contribuire </span><span class="s3">a far </span><span class="s3">meglio conoscere la </span><span class="s6"><b>Resistenza</b></span><span class="s3"> opposta al nazifascismo dagli </span><span class="s6"><b>internati militari italiani</b></span><span class="s3">, il loro sacrificio</span><span class="s3"> e</span><span class="s3"> la loro dignità</span><span class="s3">.</span> <span class="s3">E infine </span><span class="s3">l’onore </span><span class="s3">che </span><span class="s3">resero</span><span class="s3"> alla Patria</span><span class="s3">, a</span><span class="s3"> quell’Italia che il 2 giugno 1946 avrebbe scelto la Repubblica ed eletto l’Assemblea costituente</span><span class="s3">, e che </span><span class="s3">nel 1948, vigente </span><span class="s3">la Costituzione</span> <span class="s3">della R</span><span class="s3">epubblicana, il 18 aprile avrebbe eletto il Parlamento dell’Italia libera e democratica</span><span class="s3">, nata dalla </span><span class="s6">Resistenza</span><span class="s3"> e dalla lotta di </span><strong><span class="s6">Liberazione</span></strong><span class="s3"> dal nazifascismo</span><span class="s3">. </span><span class="s3">Finalmente, il 19 novembre 1997, </span><span class="s3">l’Italia </span><span class="s3">ha reso </span><span class="s3">agli ex IMI il doveroso </span><span class="s3">tributo di riconoscenza</span><span class="s3">,</span><span class="s3">conferendo </span><span class="s3">all’Internato Ignoto</span> <span class="s3">la </span><span class="s6"><b>Medaglia d’oro al valor militare</b></span><span class="s3">, con una motivazione che </span><span class="s3">l’affranca </span><span class="s3">d</span><span class="s3">a</span><span class="s3"> oltre </span><span class="s3">mezzo secolo di trascuratezza nell</span><span class="s3">’edificazione</span><span class="s3"> della </span><span class="s3">memoria</span><span class="s3"> collettiva degli Italiani.</span></p>
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