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	<title>Isabella Morra Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Isabella Morra. La mia Isabella. Un Rinascimento meridionale: tra Basilicata, Puglia,  Calabria e il pensiero Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2025 15:24:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella Morra]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella”. Ci sono racconti che imprigionano misteri e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella”. Ci sono racconti che imprigionano misteri e racconti che si chiudono nella solitudine.  I destini si incrociano.  Isabella e Diego Sandoval.Poesia e morte. Un binomio antico. Ha attraversato intere generazioni. Ritorna spesso. Ma è la poesia che fa discutere di questi intrecci.</i></p></blockquote>
<p>Nei versi di un amore impossibile ho vissuto anni delle mie impressioni di vita con Isabella Morra. Ho molto lavorato in decenni passati. Con pubblicazione, servizi in Rai, convegni e un raccontare di esistenze.<br />
Un legame forte. Poesia e morte. Un binomio antico. Ha attraversato intere generazioni. Ritorna spesso. Ma è la poesia che fa discutere di questi intrecci. Chi ricorda più la tragedia della poetessa Isabella Morra? Era il 1546 quando Isabella Morra veniva uccisa.  Aveva 26 anni.  Ed era bella.</p>
<p>Bella con i sogni tra i versi e le parole che raccontavano solitudini nel tempo perduto in un feudo tra la Calabria e la Basilicata.  Suo padre era il signore di Favale.</p>
<p>Un feudo nella valle del Sinní.  Era avverso agli spagnoli e quando i francesi vennero scacciati dal Regno di Napoli il padre di Isabella si rifugiò in Francia.  Isabella fu affidata alla cura dei fratelli che la costrinsero a vivere in una tragica solitudine.</p>
<p>Isabella si innamorò del poeta Diego Sandoval de Castro sposato con Antonia Caracciolo.  I fratelli appena scoperta la relazione, senza pensarci due volte, uccisero Isabella e poco dopo tesero un agguato al suo amante e lo trucidarono.</p>
<p>Era bella Isabella.  Nel castello di Favale.  Era bella mentre tendeva lo sguardo a Diego Sandoval, mentre si amavano, mentre giocavano nel tempo tragico a perdersi e a ritrovarsi.  Era bella Isabella nell’ultimo amplesso mentre con tristezza recitava:</p>
<p>“Ogni mal ti perdono,/né l’alma si dorrà di te giammai,/se questo sol farai,/ahi, ahi, Fortuna (e perché far no ‘i dei?):/che giungan al gran Re li sospiri miei.”</p>
<p>L’eco di lontananza e le voci del vento setacciate nella notte. Notte di stelle e di tragedie.  Favale era un deserto.  Giovanni Michele di Morra al servizio del Gran Re si trovava lontano dalla sua terra.  Isabella lo invocava.</p>
<p>Lanciava messaggi.  E cantava una melanconia struggente:</p>
<p>“Torbido Siri, del mio mal superbo/or ch’io sento da presso il fine ama/…/Dilli come, morendo, disacerbo /l’aspra fortuna e lo mio lato avaro, /e, con esempio miserando e raro,/nome infelice a le tue onde io serbo. /Tosto cb’ei giunga a la sassosa riva /(a che pensar m’adduci, o fiera stella,/come d’ogni mio ben son cassa e priva!),/inquieta l’onde con crudel procella, /e di: &lt;&lt;M’accrebber sì, mentre fu viva, /non gli occhi no, ma i fiumi d’Isabella&gt;&gt;.”</p>
<p>Isabella morì sotto i colpi dei fratelli.  E anche l’amante poeta. Tra i sogni in un gioco infinito.  Si perse un amore nel tradimento consumato.  E la fantasia era nella vita.  Fantasia e biografia: su questo tracciato si snocciola il mondo poetico di Isabella Di Morra.  Un tracciato poetico teso sulla corda di una esistenzialità inquieta e addolorata.</p>
<p>Che cosa fu la poesia per Isabella?  Una tragica coincidenza?  Il linguaggio come liberazione o come sintesi di una vita ? Chi lo potrà mai confermare? E’ certo che Isabella invocò sempre il padre.  Il padre come identità perduta.  L’amore per Diego Sandoval come riferimento ritrovato.  Ma le coincidenze a volte sono più crudeli della vita stessa.</p>
<p>Gli amanti traditi in un rapporto d’amore vissuto sul tradimento.  E Antonia Caracciolo ?  Quale tradimento più atroce dovette subire ? Tradita e beffata.  E non c’era, nel tutto, un filo sottile d’ironia.  Ma il destino è un cammino segnato che tocca le corde del tempo e incrocia l’amore con la morte.</p>
<p>Isabella era bella lungo il fiume Siri (o Sinni).  E raccoglieva parole per raccontare favole o gloria di un tempo andato.  E chiedeva al padre di ritornare.  Ma il tempo è lungo e le ore sono brevi.  Il tempo si sbriciola e i ricordi si condensano nella memoria.  Tutto, alla fine, è memoria.  Anche il suo canto è una voce nella memoria che ritaglia sogni nelle fantasie che si fanno futuro.</p>
<p>Ci sono racconti che imprigionano misteri e racconti che si chiudono nella solitudine.  I destini si incrociano.  Isabella e Diego Sandoval. 0 quell’altra storia di sofferta malinconia tra Bianca Lancia di Agliano e Federico.  L’imperatore Federico e Bianca.  L’imperatore muore poco dopo aver coronato il suo sogno d’amore con Bianca.</p>
<p>Dopo aver legittimato suo figlio Manfredi.  Ci sono viaggi imprevedibili e percorsi che diventano insondabili e indefinibili.  Isabella e Diego si sono amati pur sapendo a cosa andavano incontro.  Ma ci sono segreti tra le pieghe di ognuno di noi che non vorremmo rivelare neppure a noi stessi.  La vita è una tragedia che continua.</p>
<p>Per Isabella non c’era uscita diversa dalla sua tragedia.  Il suo canto disperato è una testimonianza di fuoco.  Erano le lacrime e il sangue che scorrevano nel Siri.  E si faceva triste la sera.  Sotto la luna si intonavano rime di dolore. Una delle prime raccolte delle poesie di Isabella apparve a Venezia nel 1552 ma a Napoli venne pubblicata la raccolta integrale nel 1693.  Fu Benedetto Croce a riscoprirla.</p>
<p>Poesia di meditazione.  Poesia semplice. Poesia di tristezza.  Poesia della consapevolezza.  Sono state usate tante terminologie.  Isabella Di Morra resta nella poetica della tragedia: sia biograficamente sia letterariamente.  Forse anche una poesia della solitudine.</p>
<p>“Quella ch’è detta la fiorita etade,/secca ed oscura, solitaria ed erma,/tutta ho passato qui cieca ed inferma.”</p>
<p>Una commozione intensa pervade il dettato poetico.  I sogni sono dentro l’angoscia e le disperazioni sono graffi sui muri del castello di Favale.  E’ un fiume che scorre.  Ci sono parametri letterari sui quali si potrebbe riflettere.  Ma Isabella è la biografia che si fa poesia e gioca con le onde di un amore – fantasia.</p>
<p>“Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte,/ o fere, o sassi, o orride ruine,/o selve incolte, o solitarie grotte,/ulule e voci, del mal nostro indovine,/piangete meco a voci alte interrotte/il mio più d’altro miserando fine.”</p>
<p>In Leopardi ritorna questo canto.  Una tensione senza sirene che freme nell’angustia dei giorni che passano e conducono inavvertitamente alla fine.  In ogni fìne c’è sempre la fine di un tempo.  Ci si consuma aggrappati ad una attesa.  E Isabella è stata colta dentro questa attesa.  Ma forse c’è anche un’attesa che manca.</p>
<p>Una poesia fatta di tensioni.  Nelle biografie ci sono sempre misteri intrecciati a segni indecifrabili.</p>
<p>Chi potrà mai penetrare i misteri o chi potrà mai entrare dentro il fiume dei segreti? E’ vero.  Isabella era bella.  Nella disperazione era bella. La sua poesia è una testimonianza che continua a tracciare percorsi.</p>
<p>La solitudine e poi la tragedia di Isabella alla fine si trasformano in disperazione.  Disperazione senza speranze, disperazione senza ancore, disperazione chiusa nel silenzio.  Amore e morte.  Ma l’amore è nella morte e la morte (e aveva ragione Michelstadter) è nell’amore – vita.</p>
<p>Il destino crudele la circondò. La avvolse nel suo mantello.  Il suo testamento non giunse a termine.  Pagine bianche.  E poi c’è la morte.  Ma il tempo è più della morte.  Ecco perché ancora si racconta di Isabella Di Morra: donna di Favale nata nel 1520 e morta uccisa nel 1546.</p>
<p>I suoi versi recitano e il suo amore per Diego Sandoval è oltre il fiume.  Ma la vita è nel tempo e l’amore è un segreto. È bello pensare che oltre le geremie della critica letteraria certi destini hanno bisogno del raccontare. Il raccontare e il mistero con Isabella è il tutto. Perché diventa emozione. Il resto resta un banale discutere.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-107965" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784-284x300.jpeg" alt="" width="284" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784-284x300.jpeg 284w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_2784.jpeg 371w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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