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	<title>Kazakistan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Papa Francesco, il senso del viaggio apostolico in Kazakistan dopo la rivolta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2022 06:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Kazakistan]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="414" height="237" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/8E1329BA-32E2-4124-9772-563A227B2F7B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/8E1329BA-32E2-4124-9772-563A227B2F7B.png 414w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/8E1329BA-32E2-4124-9772-563A227B2F7B-300x172.png 300w" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" /></p>
<p>Il viaggio apostolico di papa Francesco in Kazakhistan ha un significato geopolitico e diplomatico particolarmente rilevante. La vaticanista del Tg3 Vania De Luca tra i giornalisti delegati sul volo papale&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="entry-title">
<p>Il viaggio apostolico di papa Francesco in Kazakhistan ha un significato geopolitico e diplomatico particolarmente rilevante. La vaticanista del Tg3 Vania De Luca tra i giornalisti delegati sul volo papale ha raccontato il viaggio di Francesco a Nur Sultan.<br />
Un cambio di paradigma culturale che pensando al futuro, ai giovani, promuove l’incontro, il dialogo e insieme la solidarietà, nella centralità di Bergoglio al tavolo del Congresso dei Capi delle religioni mondiali e tradizionali. L’intervista di Roberto Sciarrone, Sapienza Università di Roma</p>
<p>Roma – Nel gennaio del 2022 abbiamo raccontato della <strong>rivolta in Kazakhistan</strong> a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, a poco meno di un mese dall’invasione russa dell’Ucraina. Il presidente della repubblica presidenziale – con governo monopartitico – <strong>Kassym Jomart Tokayev</strong> aveva licenziato il governo e imposto il coprifuoco. Secondo diversi analisti internazionali, uno degli attori della crisi di gennaio era senz’altro l’ex capo di stato, il “padre della nazione” <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>. Il Kazakhistan, tra i più tradizionali e fedeli paesi satellite della Russia di <strong>Vladimir Putin</strong>, teatro del viaggio apostolico di <strong>Papa Francesco</strong> dal 13 al 15 settembre scorso. <strong>Abbiamo intervistato Vania De Luca</strong>, <strong>vaticanista del tg3</strong> <strong>Rai</strong>, tra i giornalisti delegati sul volo papale inviati a Nur-Sultan.</p>
<p>Il Kazakhistan è crocevia di rilevanti snodi geopolitici. Riveste un ruolo fondamentale nell’attenuare le conflittualità e qui Giovanni Paolo II venne a seminare speranza subito dopo i tragici attentati del 2001 alle Torri Gemelle e al Pentagono negli Stati Uniti. Ha affermato Papa Francesco.</p>
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<figure class="alignleft size-thumbnail is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-48232" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/images-1-150x150.jpeg" alt="" width="138" height="138" /><figcaption>Vania De Luca</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Vania De Luca, quant’è stato importante secondo lei, dal punto di vista geopolitico, organizzare in Kazakhistan il Congresso dei Capi delle religioni mondiali e tradizionali?</strong></p>
<p>Credo che qualsiasi iniziativa finalizzata a far incontrare di persona leader e capi religiosi al fine di favorire una reciproca conoscenza e cammini comuni in nome della pace e della fraternità sia più che utile, preziosa. Nel caso del Kazakhistan il Congresso che lei citava è stato un evento giunto alla settima edizione (la prima fu nel settembre del 2003, su iniziativa del primo Presidente della Repubblica del Kazakhstan, Nursultan Abishevich Nazarbayev).</p>
<p>Per la prima volta vi ha partecipato un Papa, e dunque la presenza di Francesco è stata una novità. In agenda c’era originariamente un confronto su spiritualità e società nella post-pandemia, ma poi è arrivata la guerra in Ucraina a imporre di rivedere programma e temi prioritari. “Ci incontreremo come fratelli”, è stato l’auspicio del papa prima della partenza, “animati dal comune desiderio di pace di cui il mondo è assetato”. I leader religiosi erano disposti intorno a un grande tavolo rigorosamente tondo (anche se la presenza del Papa risultava centrale rispetto alla collocazione in sala dei selezionatissimi invitati e dei giornalisti accreditati). C’erano più di 80 delegazioni, esponenti di Buddismo, Taoismo, Induismo, Zoroastrismo e Shintoismo, il Rabbino Capo d’Israele Yitzhak Yosef, e il Grande Imam di al-Azhar al-Tayyeb, musulmano sunnita, cofirmatario con papa Francesco, nel 2019 ad Abu Dhabi, del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Si sono percepite sintonie e differenze, armonia pur nella diversità ma anche distanze. Da Mosca non è arrivato il patriarca di Kirill, ma il metropolita Antonio, che ha parlato a tu per tu con il papa in uno degli incontri bilaterali previsti dal programma.</p>
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<figure class="alignright size-thumbnail"><img decoding="async" class="wp-image-48233" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/logokazakhstan-2022-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></figure>
</div>
<p><strong>Per il 38° viaggio apostolico Papa Francesco ha scelto il cuore dell’Asia, quale messaggio ha voluto dare alla comunità dei paesi di quest’area?</strong></p>
<p>Cuore dell’Asia e contemporaneamente un grande paese (tra i dieci più grandi al mondo), che è un crocevia: confinante con Europa, Russia e Cina, sulla rotta dell’antica Via della seta e sede ospitante dell’expo nel 2017. Un paese che ha conosciuto i gulag in cui i sovietici imprigionavano i dissidenti politici e che accolse Giovanni Paolo II nel 2001, arrivato a “seminare speranza” pochi giorni dopo l’attentato alle Torri gemelle, e a 10 anni dalla proclamata indipendenza dall’orbita russa. Direi che il grande messaggio portato dal Papa si può sintetizzare intorno all’invito a non affrontare i conflitti con le ragioni della forza, che si rivelano “inconcludenti”, quanto piuttosto ad accettare la “sfida della pace”, in un periodo storico segnato “dalla piaga della guerra, da un clima di esasperati confronti, dall’incapacità di fare un passo indietro e tendere la mano all’altro”. Cosa possono fare le religioni, insieme, per la pace? Questa mi sembra la grande domanda che muove tanti passi del Papa, compreso il prossimo viaggio, a inizi di novembre, in Bahrein. “Occorre un sussulto e occorre, fratelli e sorelle, che venga da noi”, ha detto a Nur Sultan, invitando le grandi religioni, che costituiscono l’anima di tante culture e tradizioni, a un impegno attivo per la pace: “Non giustifichiamo mai la violenza. Non permettiamo che il sacro venga strumentalizzato da ciò che è profano. Il sacro non sia puntello del potere e il potere non si puntelli di sacralità! Dio è pace e conduce sempre alla pace, mai alla guerra”.</p>
<p><strong>Non è passato poi inosservato, da parte del Papa, il richiamo alle autorità alla necessità di allargare l’impegno diplomatico a favore del dialogo e dell’incontro. Quali risultati sono stati raggiunti?</strong></p>
<p>Più che di risultati raggiunti penso sia utile parlare di risultati ancora da raggiungere, e non per un generico filantropismo, ma perché è concreto il rischio di un conflitto nucleare che dopo Hiroshima e Nagasaki pensavamo archiviato come errore della storia. Contemporaneamente c’è la Terra, la casa comune, che chiede un’inversione di rotta se non si vogliono rendere irreversibili gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali. Temi emersi con forza a Nur Sultan. Quello che il Papa sta cercando di fare, con gesti e con parole, è un cambio di paradigma culturale che pensando al futuro, ai giovani, promuove l’incontro, il dialogo, le trattative pazienti, e insieme la solidarietà, la condivisione, una pace legata alla giustizia, la lotta alle disuguaglianze. Alla conferenza stampa sul volo di rientro ha lodato come lungimirante la volontà del Paese di far dialogare quelli che di solito sono scartati, ossia i leader religiosi, visto che tra le cose che si scartano ci sono oggi i valori religiosi.</p>
<p><strong>Prima dell’incontro con le autorità, il Papa è andato incontro al presidente Kassym-Jomart K. Tokayev nel dorato palazzo presidenziale di Ak Orda per la cerimonia di benvenuto in Kazakhistan. E nell’affollato auditorium, seduto accanto al presidente – che ha ricordato i trent’anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra il Kazakhistan e il Vaticano – Francesco ha espresso il suo apprezzamento per la rinuncia agli armamenti nucleari che questo Paese ha intrapreso con decisione, così come per lo sviluppo di politiche energetiche e ambientali incentrate sulla decarbonizzazione e sull’investimento in fonti pulite</strong>.<strong> Qual è stato il suo approccio con questo Paese?</strong></p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-48234" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-300x225.jpg" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20190929-WA0002.jpg 1600w" alt="" width="248" height="186" /></figure>
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<p>Nei tanti viaggi che ho seguito dall’inizio del pontificato ho sperimentato con mano che papa Francesco ha una particolare predilezione per i paesi di frontiera, per i crocevia. In Kazakistan ha ricordato subito<strong> </strong>i circa centocinquanta gruppi etnici e le più di ottanta lingue presenti nel Paese, con storie, tradizioni culturali e religiose variegate: “compongono una sinfonia straordinaria”, ha detto, “e fanno del Kazakhstan un laboratorio multietnico, multiculturale e multireligioso unico, rivelandone la peculiare vocazione, quella di essere “<em>Paese dell’incontro”, </em>in cui “la libertà religiosa costituisce l’alveo migliore per la convivenza civile”. La parola “kazako” evoca il camminare libero e indipendente, e la tutela della libertà, ha sottolineato il Papa, “si traduce nella società civile principalmente attraverso <em>il riconoscimento dei diritti, accompagnati dai doveri</em>”. In un Paese al 70 per cento musulmano, con i cristiani circa al 26% (per lo più ortodossi, appena l’1% i cattolici), Francesco ha assicurato che questi ultimi, “presenti in Asia centrale fin da tempi antichi, desiderano continuare a testimoniare lo spirito di apertura e rispettoso dialogo che distingue questa terra”. Commovente e gioioso l’incontro del papa con i religiosi, in cattedrale, l’ultimo giorno della visita, sotto lo sguardo di un’icona di Maria, Madre della Grande Steppa.</p>
<p><strong>Il papa in Cina. Cosa può significare per lo scacchiere geopolitico orientale? Può essere un fattore di distensione nei rapporti con l’Occidente?</strong></p>
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<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-48235" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco-300x169.jpg" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/1280x720_1442840778809_papa-francesco.jpg 1280w" alt="" width="254" height="143" /></figure>
</div>
<p>Dove arriva il Papa arriva un pellegrino di pace, e la disponibilità, oltre che la volontà, di andare a Pechino (come del resto a Mosca) Francesco l’ha confermata in più di un’occasione, compreso il volo verso Nur-Sultan, quando a tu per tu con un giornalista ha ribadito di essere pronto a visitare la Cina, che peraltro in Kazakistan, continua a investire risorse importanti, soprattutto nel settore energetico. Proprio nei giorni in cui papa Francesco era a Nur Sultan Il presidente cinese Xi Jinping era nella capitale kazaka per incontrare Tokaev, dopo aver già visto Putin in Uzbekistan, ma un incontro con il Papa non era in agenda, né si sono create le condizioni perché potesse avvenire. Papa Francesco, del resto, si è sempre detto disponibile, pronto e aperto ad ogni incontro, ma alle condizioni opportune, al momento giusto. La Cina è un gigante, ha detto alla conferenza stampa di rientro dal Kazakhstan, ha ricordato la commissione bilaterale vaticano-cinese che sta andando bene, anche se lentamente, “perché il ritmo cinese è lento”, ma sempre, con il dialogo, “si fanno passi avanti”.</p>
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		<title>La rivolta del gas in Kazakistan contro l’oligarchia di Nazarbayev</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 12:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Bielorussia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Più di mille feriti, arrivano le truppe russe. Possibile effetto Bielorussia per Putin? L’aumento dei prezzi dell’energia è stata la scintilla che ha scatenato nelle ultime ore una vera e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Più di mille feriti, arrivano le truppe russe. Possibile effetto Bielorussia per Putin?</em></p>
<p>L’aumento dei prezzi dell’energia è stata la scintilla che ha scatenato nelle ultime ore una vera e propria rivolta in Kazakistan. Il presidente della repubblica presidenziale – con governo monopartitico – <strong>Kassym Jomart Tokayev</strong> ha licenziato il governo e imposto il coprifuoco ma, secondo molti analisti internazionali, uno degli attori della crisi in atto è senz’altro l’ex capo di stato, il “padre della nazione” <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>.</p>
<p><strong>Cosa sta succedendo in Kazakistan?</strong> Tra i più tradizionali – e fedeli – paesi satellite della Russia di <strong>Vladimir Putin? </strong>Quali scenari possibili nel paese più vasto tra le repubbliche ex sovietiche, dove un quinto della popolazione è russofona. Il pensiero corre già a quanto visto in Ucraina.</p>
<p><strong>Intanto la cronaca.</strong> Il bollettino della notte parla di dodici poliziotti morti a Almaty negli scontri, più di mille sarebbero i feriti nelle manifestazioni contro il regime per i rincari dei prezzi dell’energia. <strong>L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva CSTO</strong>,alleanza difensiva creata il 15 maggio 1992 da sei nazioni appartenenti alla Comunità degli Stati Indipendenti <strong>CSI</strong> (Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan) ha affermato che i disordini “sono dovuti a un intervento dall’estero”. Mentre alle operazioni di repressione dei disordini stanno partecipando soldati di tutti i Paesi dell’alleanza fedele alla Russia. Del resto, lo stesso presidente Kassym-Jomart Tokayev si è rivolto direttamente a Putin annunciando l’avvio di una “operazione antiterrorismo contro i saccheggiatori e i rivoltosi condotta in modo congiunto da forze di sicurezza ed esercito” parlando di “decine di rivoltosi eliminati”.</p>
<p><strong>La missione in Kazakistan</strong> dell’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva CSTO potrebbe “richiedere circa un mese”, ha riferito il vicepresidente della Commissione Difesa della Duma, spiegando che il compito delle truppe sarà “contribuire a neutralizzare gli istigatori della violenza e mettere in sicurezza le infrastrutture strategiche”. La CSTO riferisce che il suo compito principale sarà la protezione degli edifici governativi. Ci crediamo?</p>
<p>Inoltre, sono giunte in Kazakistan le prime truppe russe inviate per “stabilizzare” il Paese in seguito alle rivolte, trasportati per via aerea e il contingente, già atterrato, ha avviato le operazioni.</p>
<p><strong>Il rapido rincaro del prezzo del Gpl</strong> aveva fatto scoppiare, martedì scorso, violente rivolte nell’ex repubblica sovietica, l’ufficio del governo kazako ha annunciato di aver reintrodotto per 180 giorni un tetto ai prezzi di benzina, gasolio e gas di petrolio liquefatto. Questi i fatti.</p>
<p>Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, <strong>Maria Zakharova</strong>: “Una forza collettiva di peacekeeping dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto) è stata inviata in Kazakistan per un periodo limitato al fine di stabilizzare e normalizzare la situazione”.</p>
<p><strong>Il “padre della nazione” Nursultan Nazarbayev</strong></p>
<p>Grande alleato del presidente russo Vladimir Putin, l’81enne Nazarbayev ha <strong>governato il Kazakistan per 30 anni</strong>. Uscito di scena nel giugno 2019 gli è succeduto il suo delfino Kassym Jomart Tokayev. Tuttora però Nazarbayev mantiene stabilmente il controllo sul Paese come presidente del Consiglio di sicurezza e “<strong>Leader della nazione</strong>”, ruolo costituzionale che gli consente privilegi unici nel definire politiche interne ed estere, nonché naturalmente l’immunità.</p>
<p><strong>Autocrate tra più i longevi</strong> tra i leader dei Paesi del post crollo dell’Urss, Nazarbayev faceva già parte dell’establishment del Kazakistan prima del collasso del blocco sovietico. Figlio di un pastore, poi respinto come studente di chimica ma con studi di ingegneria alle spalle, scalò tutte le tappe della nomenklatura del partito comunista kazako, diventandone segretario nel 1989, dopo aver ricoperto la carica di primo ministro dal 1984. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica assunse la carica di presidente del nuovo Stato e – via via – consolidò la sua influenza durante le elezioni del 1999, 2005, 2011 e 2015, ottenendo sempre altissimi consensi.</p>
<p>Se da un lato gli viene riconosciuto di aver garantito pace e stabilità tra le diverse etnie del gigante centrasiatico e di aver contribuito a modernizzare il Paese, dall’altro è accusato di autoritarismo e di avere sostanzialmente soffocato le opposizioni, tenendo in piedi uno Stato monopartitico del <strong>Nur Otan</strong>, di cui è il leader.</p>
<p>Di fatto, la figura di Nazarbayev rimane centrale nelle stanze del potere. Sua figlia maggiore, Dariga, è stata eletta presidente del Senato due anni fa. Inoltre, ha anche dato il suo nome alla sfavillante capitale collocata nelle steppe desertiche dell’Asia centrale, <strong>Astana</strong>, l’emblema della quasi divinizzazione di Nazarbayev.</p>
<p><strong>E L’Europa cosa ha dichiarato circa la rivolta in Kazakistan?</strong></p>
<p>In una nota del portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, <strong>Josep Borrell</strong> si legge: “Invitiamo tutti gli interessati ad agire con responsabilità e moderazione e ad astenersi da azioni che potrebbero portare a un’ulteriore escalation di violenza”. L’Unione europea si aspetta che le proteste rimangano non violente ed evitino qualsiasi incitamento alla violenza e invita inoltre le autorità a rispettare il diritto fondamentale alla protesta pacifica e alla proporzionalità nell’uso della forza nella difesa dei propri legittimi interessi di sicurezza e di sostenere i propri impegni internazionali.</p>
<p>L’Europa insomma, sta seguendo da vicino gli sviluppi, almeno nelle dichiarazioni precisando che “Il Kazakistan è un partner importante per l’Unione europea e contiamo sul fatto che mantenga i suoi impegni, tra cui la libertà di stampa e l’accesso alle informazioni online e offline”. Staremo a vedere.</p>
<p><strong>E mentre si abbattono le statue di poteri trentennali e il paese brucia tra fumi e fiamme a rimetterci sono sempre loro, la parte più debole di chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.</strong></p>
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