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		<title>Villa Lante di Bagnaia, le delizie di una vita rinascimentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 04:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4947.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4947.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4947-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4947-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>Alla scoperta di Villa Lante di Bagnaia, gioiello rinascimentale della Tuscia: un viaggio tra giardini all’italiana, fontane, giochi d’acqua, arte e storia Di Francesca Maccaglia   BAGNAIA (VITERBO) – La&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/13/villa-lante-di-bagnaia-le-delizie-di-una-vita-rinascimentale/">Villa Lante di Bagnaia, le delizie di una vita rinascimentale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Alla scoperta di Villa Lante di Bagnaia, gioiello rinascimentale della Tuscia: un viaggio tra giardini all’italiana, fontane, giochi d’acqua, arte e storia</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333"><br />
Di Francesca Maccaglia</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">BAGNAIA (VITERBO) – La settimana di Ferragosto 2026 registra una forte crescita di visitatori nel Lazio e, in special modo, nella Capitale. Anche nel territorio della Tuscia si rileva una forte vivacità turistica, un ricco calendario di eventi e un’ottima tenuta delle presenze.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Le ville e i parchi storici, in special modo, fondono in una perfetta armonia e in un unico luogo, natura, arte e storia. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Visitarle è un viaggio affascinante durante il quale l</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">a nostra mente non percepisce solo la bellezza, ma sperimenta una vera e propria risonanza emotiva con il passato. Tra i luoghi più incantevoli della Tuscia spicca Villa Lante di Bagnaia, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">situata ai piedi dei verdi pendii dei Monti Cimini, riaperta nel mese di luglio 2026, dopo un imponente intervento di restauro multidisciplinare, basato su </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">quattro punti chiave mirati al recupero architettonico, ambientale e funzionale del complesso monumentale; in special modo, la cura,</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">il risanamento e gestione evolutiva del parco e delle siepi storiche, il ripristino e la manutenzione dei sistemi di alimentazione idrica originali che alimentano i giochi d’acqua e le cascate, e l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione a basso impatto visivo ed energetico per consentire la fruizione serale e notturna del complesso monumentale, l’abbattimento delle barriere architettoniche per facilitare l’accesso ai disabili, il rinnovo degli impianti di sicurezza e dei percorsi di visita interni al giardino.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il complesso è regolarmente aperto al pubblico, con orario tipico estivo dalle 8:30 alle 19:30, ultimo ingresso alle 18:30.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Capolavoro del Cinquecento, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">per le sue bellezze naturali Villa Lante ancora oggi attira studiosi, artisti e curiosi dall’Italia e da diverse parti del mondo. Votata nel 2011 “Parco più bello d’Italia”, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">s</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">i </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">estende su una superficie di oltre venti ettari, ed </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">è un famosissimo esempio di <strong>giardino all’italiana</strong>, uno dei più noti giardini italiani manieristici del XVI° secolo.</span><br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126971" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4945-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4945-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4945-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4945.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il giardino nel Rinascimento nasce in Italia come riscoperta del mondo classico romano, trasformandosi da orto medievale a opera d’arte geometrica. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Villa Lante </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">si caratterizza per la sua rigorosa simmetria geometrica, i terrazzamenti in pendenza e l’uso scenografico dell’acqua.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La riscoperta del mondo antico condizionò anche la progettazione del verde, dando vita al “giardino all’italiana” come oggi lo conosciamo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Oltre Villa Lante a Bagnaia, tra gli esempi più noti Villa d’Este a Tivoli e i Giardini di Boboli a Firenze che hanno influenzato la nascita dei grandi parchi europei.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Prima di Villa Lante di Bagnaia e Palazzo Farnese di Caprarola, il <strong>Cortile del Belvedere</strong> a Roma, le <strong>Ville Medicee</strong> in Toscana e <strong>Villa Madama</strong> a Roma hanno definito il giardino all’italiana e il paesaggio rinascimentale. La storia di Villa Lante inizia nel 1498, quando Raffaele Sansoni Riario, vescovo di Viterbo, di altre Diocesi e camerlengo di Santa Romana Chiesa, decise di cingere la tenuta verde con un muro di pietra, trasformando il terreno in un Barco, un grande parco riservato all’attività venatoria e alla caccia.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Fu Niccolò Ridolfi, vescovo delle Diocesi unite Viterbo e Tuscania in due diversi periodi, dal 1532 al 1533 e, successivamente, dal 1538 al 1548,</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">che diede inizio alla prima fase di evoluzione del sito da semplice riserva di caccia a residenza signorile. Egli avviò i primi lavori di trasformazione del Barco in Villa, fece realizzare le prime opere idrauliche per portare l’acqua nel parco e fece costruire la grande cisterna di raccolta nel bosco. Nel </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">1568, Giovanni Francesco Gambara, Vescovo delle </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Diocesi unite di Tuscania e Viterbo, affidò </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">al Vignola la realizzazione di un giardino all’italiana e si adoperò per competere in sontuosità e fastosità con altri principi, tra tutti i Farnese e gli Este.</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> <strong>Jacopo Barozzi da Vignola, </strong><strong>figura centrale nella fase manieristica dell’architettura,</strong> in quegli stessi anni stava lavorando alla realizzazione di Palazzo Farnese a Caprarola. Al seguito del Vignola, un altro architetto, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">attivo nel XVI secolo tra Bagnaia, Viterbo, Tivoli e Roma, lavorò per un decennio a questa struttura. Fu <strong>Tommaso Ghinucci da Siena,</strong> che giunse a Bagnaia dopo aver completato le sue opere idrauliche a Villa d’Este a Tivoli.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-126978 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4944-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4944-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4944.jpeg 480w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> <img decoding="async" class="size-medium wp-image-126979 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">I percorsi nel giardino all’italiana di Villa Lante sono dotati di un sistema di orientamento aggiornato dalla<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126973" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4950-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4950-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4950-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4950.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> Direzione Regionale Musei.</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> Sono presenti piante da frutto, pur essendo alcune delle specie principali delle topiarie<strong> </strong>le protagoniste assolute: tassi, bossi e grandi alberi, querce, esemplari storici di maestosi platani e vetusti lecci, offrono ombra nei livelli superiori del parco. Aiuole di bosso ordinate e siepi tagliate con cura e simmetria perfetta delimitano i percorsi nel parco di Villa Lante. Una vera meraviglia.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Uno degli edifici più curiosi e interessanti nel parco è la“<strong>ghiacciaia</strong>”, realizzata all’inizio del XVII secolo, una costruzione a forma cilindrica e interrata per quasi dieci metri, la quale, durante l’inverno, veniva riempita di neve per mantenere fresche le bevande e i gelati, di cui era goloso il cardinale Alessandro Damasceni Peretti-Montalto. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Villa Lante è un incredibile giardino alchemico con i suoi segreti incontaminati. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L’elemento caratterizzante nel parco è l’acqua, che sgorga da <strong>fontane</strong> arricchite da gruppi scultorei e collocate lungo <strong>cinque livelli di terrazze sovrapposte</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126974" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4949-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4949-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4949-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4949.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> Nell’architettura cinquecentesca, le fontane rappresentano la rinascita dell’ingegneria idraulica classica, il trionfo del potere politico e papale, il fulcro scenografico di giardini e piazze, e sono i capolavori di Villa Lante. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L’acqua proviene da una sorgente naturale dei Monti Cimini, il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12">Monte San Valentino</em><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12">,</em> ed alimenta per caduta naturale le fontane, che creano, una serie di suggestivi e incantevoli giochi d’acqua, scendendo a caduta libera da fontana in fontana.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Con i loro bellissimi disegni e il fluire dell’acqua rappresentano un continuo sforzo di equilibrare le forze opposte e raggiungere un’armonia superiore.</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> La Fontana del Diluvio è quella collocata più in alto, rappresenta l’origine dell’energia vitale che scende attraverso i vari livelli del giardino, un ciclo di morte e rinascita. In alchimia l’acqua è l’elemento della trasformazione, del cambiamento. La Fontana di Pegaso è la prima fontana che è possibile ammirare entrando a Villa Lante ed è la più monumentale. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il riferimento simbolico è alla mitologica sorgente sacra che Pegaso fece scaturire sul monte Elicona.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il cavallo alato, che affonda le sue radici nell’antica Grecia, in questa fontana è scolpito in tutto il suo splendore, con le sue ali spiegate, pronto a spiccare il volo; questa posizione ci ricorda che ogni essere umano ha il potenziale per ascendere, raggiungere nuove vette di conoscenza, illuminazione. Un simbolo di viaggio spirituale alla ricerca della verità e della connessione con il divino. Intorno al Pegaso troviamo le Muse, figure mitologiche greche che rappresentano le arti e le scienze. Oltre i busti delle nove Muse, abbiamo altre due figure e una di queste ha un’armatura e un teschio, simbolo della nostra mortalità e transitorietà, della nostra esistenza fugace, serve a ricordarci di vivere in modo consapevole e significativo. La fontana fu terminata nel 1588, dopo la morte del Cardinal Gambara.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">All’interno del Parco sono presenti altre fontane imponenti e meravigliose. La Fontana dei Delfini, collocata direttamente sotto la Fontana del Diluvio, con una ricca decorazione scultorea composta da bassorilievi e mascheroni. D</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">eriva il nome dai sedici delfini disposti a coppie ai vertici della base ottagonale ed è una delle fontane che nei secoli è maggiormente mutata, arrivando a cambiare persino il nome.</span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Fino al 1615, infatti, aveva un aspetto diverso da quello attuale, era denominata Fontana dei coralli ed era coperta da un padiglione ligneo. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Dal punto di vista alchemico la Fontana dei Delfini ha un significato profondo. L’acqua, elemento fondamentale nel processo alchemico, continua a simboleggiare la trasformazione, la purificazione. I delfini, abitanti dell’acqua, rappresentano la guida attraverso questo processo di trasformazione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La Fontana dei Fiumi, chiamata anche dei Giganti, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">prende il nome dai due giganti seduti ai lati della fontana, sono le personificazioni dei due fiumi Arno e Tevere. </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La presenza del Tevere, fiume di Roma, e dell’Arno, fiume di Firenze, trova la sua motivazione nel legame della famiglia Gambara con la Chiesa di Roma, il Papato, e con la famiglia dei Medici, che in segno di amicizia contribuì alla realizzazione del progetto del cardinale Gambara donando abeti per il barco; </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">entrambi furono i principali committenti d’arte nel Cinquecento. Insieme questi due fiumi rappresentano l’Unione degli opposti, una delle idee chiave dell’alchimia.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Nella parte alta del Giardino all’italiana, lungo l’asse centrale, è possibile scorgere le tenaglie di un lungo gambero, che costituisce la fontana successiva. La cosiddetta la catena d’acqua o Cordonata del Gambero, la quale collega direttamente il terrazzamento della <strong>Fontana dei Delfini</strong> con quello sottostante della <strong>Fontana dei Giganti</strong>. È un omaggio al committente, che ama autocelebrarsi anche con iscrizioni che ricordano il suo nome (IO FRANC CARD DE GAMBERA). La catena è formata da una cascata d’acqua che sgorga da un gambero, simbolo del Cardinale, e che scorre racchiusa tra due bordi di peperino che si annodano in volute agganciandosi le une alle altre, moltiplicazione delle chele del gambero. La volontà e il desiderio del cardinal Gambara di sperimentare e di celebrare sé stesso nel percorso fisico e spirituale di ascesa al monte verso la Fontana del Diluvio, viene sottolineata dall’aver posto come origine della Catena un riferimento così manifesto di sé e della sua famiglia.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Un altro elemento situato lungo i terrazzamenti superiori del Parco è la <strong>Mensa del Cardinale</strong>, una vera e propria <strong>tavola da pranzo in pietra all’aperto</strong>. I commensali sedevano attorno alla tavola poggiando le pietanze sui bordi asciutti di pietra.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-126975 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4953-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4953-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4953-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4953.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il flusso d’acqua serviva per immergere e mantenere al fresco le caraffe di vino, la frutta e le altre vivande durante il pasto. La presenza dell’acqua alla tavola di pietra ricorda che la conoscenza e la saggezza sono sempre in movimento e devono essere condivise per prosperare. L’acqua nel suo incessante fluire ci guida, ci purifica rappresentando un continuo scorrere della vita, della saggezza e dello scorrere spirituale. Come su grandi fiumi siamo invitati a fluire verso nuovi orizzonti di comprensione e di illuminazione.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126980" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-1-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-1-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-1-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4946-1.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il Quadrato è il cuore pulsante di Villa Lante. All’interno si trovano dodici aree quadrate ornate da basse siepi di bosso, fra le quali spiccano le piccole fontane e alberi di agrumi. Nel contesto esoterico il quadrato rappresenta la capacità dell’essere umano di organizzare e armonizzare le forze della natura e dello spirito; è un simbolo della nostra aspirazione a provare equilibrio, ordine nel mondo esterno e dentro di noi. Ci invita a riflettere sul nostro ruolo come creatori di ordine. Nel contesto della filosofia esoterica, gli esseri umani sono in grado di trasformare il caos in armonia attraverso la conoscenza, la saggezza e l’azione consapevole. Al centro del quadrato, antistante gli edifici, c’è una grande fontana composta da un triplice cerchio di vasche, è la cosiddetta <strong>Fontana del Quadrato</strong>, o Fontana dei Quattro Mori del Giambologna, sormontata da un gruppo scultoreo attribuito a <strong>Taddeo Landini</strong>, raffigurante quattro Mori. Il Giambologna, celebre scultore fiammingo che visse e lavorò a lungo a Firenze alla corte dei Medici, fu tra i massimi esponenti del Manierismo. I quattro atleti sono affiancati dagli emblemi araldici della casata del cardinale: i monti, i leoni e le pere. Questa fontana rappresenta simbolicamente il termine del percorso dell’acqua all’interno del giardino.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Un altro elemento significativo che appare frequentemente nel Quadrato sono le pigne, le quali non sono solo decorazioni eleganti, hanno un profondo significato simbolico che risale a tempi antichi. Nel contesto esoterico la pigna è spesso considerata un simbolo di illuminazione, saggezza e conoscenza spirituale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La villa non era una residenza privata, bensì la sede suburbana dei vescovi della città. Ciò spiega i rimandi simbolici cristiani che si incontrano lungo il percorso.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Dopo aver esplorato la catena d’acqua e la Fontana dei Giganti, troviamo </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">la Fontana dei Lumini, formata da settanta getti d’acqua che fuoriescono da piccole tazze. L’acqua, già consolidata come simbolo di trasmissione e purificazione spirituale, diviene qui il mezzo che porta la luce. Ogni lumino rappresenta un frammento di verità e di illuminazione. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Dal 1590, poco dopo la morte del cardinale Gambara, la Villa passò nella disponibilità del cardinale Alessandro Peretti Damasceni di Montalto, nipote di papa Sisto V, che ne curò la gestione per oltre trent’anni, dal 1590 al 1623. Egli completò il complesso facendo costruire la seconda palazzina simmetrica, la Palazzina Montalto, terminata nelle decorazioni solo nei primi anni del Seicento, e arricchendo il giardino con una nuova fontana, la Fontana dei Mori. <strong>Le</strong> due palazzine gemelle, Gambara e Montalto, si inseriscono in modo armonioso nel disegno del parco. La <strong>Palazzina Gambara</strong>, edificata per volere del cardinale Gianfrancesco Gambara tra il <strong>1568 e il 1578,</strong> è opera di Tommaso Ghinucci da Siena. Nella chiave di volta del portale principale della Palazzina Gambara è scolpita l’immagine della graticola. San Lorenzo, uno dei protomartiri della Chiesa Cristiana, fu arso su una graticola perché rifiutò di consegnare i beni e le ricchezze della Chiesa al prefetto di Roma durante le persecuzioni dell&#8217;imperatore Valeriano, preferendo distribuirli ai poveri. Il cardinale Gambara era particolarmente devoto a san Lorenzo, cattolico esemplare, fedele fino alla morte a Cristo e alla sua Chiesa. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126981" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4954-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4954-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4954.jpeg 480w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><br />
Gli interni, splendidamente affrescati, raccontano storie mitologiche, religiose e allegoriche. Per la loro decorazione furono incaricati i più importanti artisti dell’epoca. Per la Palazzina Gambara, il pittore emiliano Raffaele Motta, meglio noto come Raffaellino da Reggio, e Antonio Tempesta, celebre pittore e incisore italiano del primo barocco, formato a Firenze alla scuola del Vasari, lavorò a lungo a Roma per papi e famiglie nobiliari, il quale ha decorato le Sale della Caccia e della Pesca. Per la Palazzina Montalto, Agostino Tassi, il Cavalier d’Arpino e Orazio Gentileschi, hanno decorato gli affreschi della Sala della Gloria, della Sala della Fama e il Salone della Conversazione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">La Chiesa mantenne la proprietà della Villa fino al 1656, quando, per volere di papa Alessandro VII Chigi, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, duca di Bomarzo, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">i cui discendenti la abitarono per ben tre secoli, dandole il nome definitivo. Angelo Cantoni è l’industriale e amministratore unico della società che nel 1953 acquistò e salvò <strong>Villa Lante</strong> curandone il restauro dopo i danni della Seconda guerra mondiale, per poi cederla allo Stato nel 1973, che la rese un bene pubblico visitabile.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Il rapporto tra arte ed emozioni accompagna l’uomo fin dalle sue origini. Villa Lante è un luogo unico e straordinario dove è possibile scoprire storie, provare emozioni e la bellezza senza tempo. Molti gli stati d’animo che si manifestano apertamente al visitatore: stupore davanti ai dettagli architettonici monumentali, la quiete profonda che trasmette il giardino storico così ben curato, che integra arte e botanica, i suoi giochi d’acqua, i contrasti di luce, i giochi d’ombra creati da grandi vetrate e affreschi secolari, il distacco dal caos e dai rumori della vita moderna, il fascino malinconico per un’epoca ormai passata, la curiosità, il desiderio di scoprire i segreti della vita quotidiana dei nobili, infine, la percezione della propria piccolezza di fronte alla grande storia. Tutto a Villa Lante invita alla contemplazione e a sognare insieme di vivere le suggestive e romantiche atmosfere del passato.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Concludo dicendo che abbiamo la fortuna di abitare in un Paese </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">meraviglioso per </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">una combinazione unica di fattori storici, culturali e naturali, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">e, o<strong>gnuno di noi ha vicino a casa un posto bello da visitare:</strong> città, mare, terme, monti, paesi, collina. </span> <span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Conoscerli ed essere consapevoli di quanto i territori sanno offrire dal punto di vista geografico, storico, artistico, umanistico, è il primo e fondamentale strumento di cura, di salvaguardia e di promozione del luogo stesso.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">D’altro canto, diversi sono i problemi che il nostro Bel Paese deve ancora risolvere: l’esportazione di capitale intellettuale e </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">l’esodo dai centri minori verso le aree urbane, lo spopolamento dei borghi, che, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">subito dopo le emergenze economiche primarie come il costo della vita, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">la crisi demografica, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">le guerre e la sanità, </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">sono tra le principali preoccupazioni sociali ed economiche. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">L’emigrazione italiana ha riguardato dapprima l’Italia settentrionale e poi, dopo il 1880, anche il Mezzogiorno d’Italia. Sono stati tre, invece, i periodi durante i quali l’Italia ha conosciuto un cospicuo fenomeno emigratorio destinato all’espatrio. Il primo periodo, tra l’Ottocento e il Novecento, per trovare migliori opportunità lavorative. Successivamente, agli inizi del XXI secolo, cominciò la nuova ondata di partenze </span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">di persone con alta formazione, la cosiddetta “fuga dei cervelli”, legata alla precarizzazione del lavoro, per trovare stipendi più alti, stabilità lavorativa e meritocrazia all’estero, e ai primi squilibri economici globali. L’emigrazione è quindi aumentata dopo la grande crisi economica del 2007-2008 e, dal 2011 in poi, centinaia di migliaia di giovani qualificati sono emigrati verso il resto d’Europa e del mondo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Per contrastare l’esodo dei suoi cittadini, l’Italia dovrebbe lavorare su vari fronti</span><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> superando i modelli lavorativi tradizionali e fare azioni concrete nei territori d’origine. Un’Italia che riesce a trattenere i propri talenti può essere più competitiva sul piano internazionale e garantire un futuro più prospero alle nuove generazioni. </span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Appuntamento col Giubileo della stampa cattolica del Lazio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 13:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giubileo]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Ucsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8825-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Nel corso dell’incontro  il Presidente Nazionale Ucsi Vincenzo Varagona ha  presentato il modello giornalistico delle 5M come evoluzione della regola delle 5W per un ritorno al giornalismo che abbia al centro&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span class="s13"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Nel corso dell’incontro  il Presidente Nazionale Ucsi Vincenzo Varagona ha  presentato</i></span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i> </i></span></span><em><span class="s13">il modello giornalistico delle 5M come evoluzione della regola delle 5W per un ritorno al giornalismo che abbia al centro la persona.</span></em></p>
<p><em>Al termine dell’incontro, i giornalisti hanno avuto l’opportunità di varcare la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Di Francesca Maccaglia</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>ROMA –<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Si è svolta venerdì 6 giugno, presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, l’Assemblea Ucsi Lazio. L’incontro, presentato dal Presidente di Ucsi Lazio, Maurizio Di Schino, è stato moderato dalla Vice Presidente Ucsi Lazio, Giulia Pigliucci. Presenti in sala Alberto Colaiacomo, segretario Ucsi Lazio e Responsabile Area studi e comunicazione della Caritas di Roma, e altre figure del giornalismo e dell’informazione.</strong></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ha aperto i lavori</span> la giornalista vaticanista <b>Vania De Luca</b>, inviata del TG3, ex Presidente Ucsi Nazionale, <strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">in passato anche Presidente Ucsi Lazio, con il suo intervento “Le beatitudini del giornalista e del comunicatore”. </strong>Si tratta di un breve testo elaborato con i giovani della <b>Scuola di formazione Giancarlo Zizola dell’Ucsi ad Assisi,</b> che richiama le nove beatitudini evangeliche.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-104721" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8829.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le beatitudini sono il cuore del messaggio di Gesù. La lettura delle Beatitudini, come le presenta Matteo nel suo Vangelo, (Mt 5, 1-12) invitano a pensare alla felicità “alla maniera di Gesù”, una felicità che rende beati, che invita al cammino, che rivela una promessa.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il termine beatitudine – ha dichiarato <b>De Luca</b> &#8211; è un po’ singolare; in senso evangelico descrive le caratteristiche dello star bene, e quindi dell’essere felici, perché coloro che vivono questo messaggio in chiave evangelica, sono i beati, i felici, quindi un modello per vivere secondo gli insegnamenti di Gesù, in qualche modo l’identità del cristiano che porta di per sé sulle spalle una croce che è simbolo di una resurrezione. </span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">De Luca poi ha commentato il piccolo testo nato in casa Ucsi. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alcune beatitudini, in particolare, contengono un&#8217;indicazione importante, che oltrepassa i giornalisti in senso proprio e raggiunge tutti quanti postano qualcosa in rete, fosse anche solo un commento, mettendo ciascuno davanti alle proprie responsabilità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">*Beato il giornalista che non cerca il successo o l’interesse personale e che al centro del racconto non mette mai se stesso. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non si nasconde all’ombra del potere, ma è voce di chi non ha voce, occhi per chi non vede, orecchie per chi non è ascoltato da nessuno</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non alimenta paure e chiusure ma che nutre fiducia e speranza</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che non si accontenta di notizie scritte a tavolino</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che ascolta la coscienza e che non tarpa le ali alla libertà</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che denuncia tante cose che non vanno, per rendere la vita migliore</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che cerca sempre la verità e mai il compromesso anche quando c’è un prezzo da pagare</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che ama la pace e la giustizia e che diventa sale, lievito e luce di comunità</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che riesce a raccontare buone notizie che generano amicizia sociale</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Beato il giornalista che è un artigiano della parola ma conosce il valore del silenzio.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-104722 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-300x135.jpeg" alt="" width="300" height="135" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-300x135.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1024x460.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-768x345.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1536x690.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-2048x919.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1920x862.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-1170x525.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8826-585x263.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Ha preso quindi la parola il <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presidente Nazionale dell’Ucsi</span><strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</strong> <strong style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vincenzo Varagona,</strong> il quale ha annunciato il Congresso Nazionale previsto per il prossimo mese di gennaio a Torino, che segnerà la fine del quadriennio e l’inizio di un nuovo cammino per l’associazione. Egli ha presentato <b style="font-weight: 400;">l’iniziativa delle 5M – More umanità, tempo, fonti, diritti, linguaggi</b> – come evoluzione del tradizionale modello giornalistico delle 5W, per un ritorno al giornalismo che abbia al centro la persona.</p>
<p>“Stiamo recuperando quella campagna delle antenne che nacque cinque anni fa e poi evaporò con il Covid – ha detto. C’è un cambiamento nell’essere e nel vivere la professione. Abbiamo bisogno di capire se questo cammino può essere proseguito nel futuro e ho individuato così cinque colleghi che da fine giugno per i prossimi sei mesi interpelleranno i presidenti regionali e i consigli direttivi con l’assemblea degli iscritti sul ruolo dell’Ucsi nel prossimo futuro. Il Congresso sarà inoltre chiamato anche ad adeguare lo Statuto. Ho chiesto anche di sentire i soggetti esterni all’Ucsi”.</p>
<p><strong style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lucandrea Massaro</span></strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b style="font-weight: 400;">, </b>giornalista Co Editor di Aleteia Italia<b style="font-weight: 400;"> e Giacomo Mele, </b>Tech giornalista</span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, hanno quindi approfondito il tema “</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b>Oltre le 5W. Le 5M</b></span><span style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> per un giornalismo responsabile e al servizio della democrazia”, evidenziando la necessità di superare logiche di performance e mercato. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Occorre infatti promuovere un giornalismo che torni al contatto diretto con le persone e i territori, capace di usare linguaggi inclusivi, non polarizzati, e di valorizzare la pluralità dei punti di vista.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Infine, hanno preso la parola <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rossella Avella,</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tesoriera di UCSI Lazio,</strong> che ha illustrato il bilancio dell’associazione e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Wanda Cherubini</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Presidente UCSI Viterbo</strong>, che ha riferito sulle attività svolte dall’Ucsi di Viterbo dal 2021 ad oggi ricordando i corsi, quello del 12 aprile 2023, organizzato in collaborazione con l’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Viterbo, dal titolo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“La notizia al servizio della verità, </strong>il corso sul tema “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Intelligenza artificiale e sapienza del cuore per una comunicazione pienamente umana”</strong> del 23 febbraio 2024 e l’ultimo, dello scorso 15 maggio, “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giornalisti operatori/testimoni di speranza tra nuove tecnologie e il diritto dovere di informare; </strong>l’Ucsi di Viterbo partecipa inoltre da tre anni alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giornata della stampa</strong> indetta dal Vescovo Orazio Francesco Piazza in occasione della festa di San Francesco di Sales e quella al Giubileo del Mondo della Comunicazione dello scorso mese di gennaio.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al termine dell’incontro, <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b style="font-weight: 400;">don Stefano Cascio, </b><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">parroco</em> nella periferia romana di Torre Spaccata della Chiesa di san Bonaventura da Bagnoregio, vicedirettore <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104723" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-225x300.jpeg" alt="" width="200" height="267" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8830.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Roma e consulente ecclesiastico Ucsi Lazio</span>, ha accompagnato i giornalisti all’attraversamento della <b>Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano</b>, Cattedrale della Diocesi di Roma, la più antica basilica papale della città, centro spirituale e simbolo dell’autorità papale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I giornalisti cattolici, anche guardando all’esempio del loro patrono, San Francesco di Sales, abbiano sempre maggiore cura del proprio lavoro, andando in profondità, non si stanchino mai di essere cercatori di verità, scegliendo la prossimità come criterio per comprendere, per capire, per agire, diventando un punto di riferimento, contribuendo in tal modo all’evangelizzazione attraverso l’informazione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/appuntamento-col-giubileo-della-stampa-cattolica-del-lazio/">Appuntamento col Giubileo della stampa cattolica del Lazio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Inter: prove di fuga</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/18/inter-prove-di-fuga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inter-prove-di-fuga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonino Borruto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 06:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio serie A]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>0 a 2 chiude la partita Lazio-Inter che, consolida il primato in classifica con quattro punti di vantaggio sulla Juventus Il pareggio della Juve con il Genoa, ha dato all’Inter&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/D86C57E5-BDAF-41CB-955E-14D353FDD5D0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>0 a 2 chiude la partita Lazio-Inter che, consolida il primato in classifica con quattro punti di vantaggio sulla Juventus</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">Il pareggio della Juve con il Genoa, ha dato all’Inter la possibilità di staccare i bianconeri in classifica, a condizione di battere la Lazio fuori casa e così è stato.<br />
Domenica, 17 dicembre, allo stadio Olimpico di Roma, la Lazio ha tentato di contenere e di superare l’Inter giocando un buon primo tempo, ma la classe della beneamata ha fatto la differenza e al quarantesimo Lautaro Martinez è andato in goal.<br />
Il primo tempo si chiude sullo 0 a 1.<br />
La ripresa ricalca il primo tempo e al 66′ Thuram segna lo 0 a 2 definitivo.<br />
L’Inter consolida il primato in classifica con quattro punti di vantaggio sulla Juventus.</div>
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		<title>Amianto killer negli autobus della Cotral Spa Lazio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 21:52:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Associatione Nazionale Amianto Ona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il Tribunale di Roma condanna la compagnia di trasporti laziali a risarcire i figli di un autista morto per l’esposizione alla fibra killer Roma, 9 gennaio 2023 – Il Tribunale di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/56A28DC6-9602-4286-A491-613E669A2675-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Il Tribunale di Roma condanna la compagnia di trasporti laziali a risarcire i figli di un autista morto per l’esposizione alla fibra killer</em></p>
<p>Roma, 9 gennaio 2023 – Il <strong>Tribunale di Roma</strong> ha condannato la compagnia di trasporti laziali <strong>Cotral SpA </strong>al <strong>risarcimento </strong>dei danni nei confronti di <strong>Stefano e Claudio</strong>, <strong>figli</strong> di <strong>Vincenzo Cecchini</strong>, <strong>autista di linea </strong>morto a <strong>59 anni</strong> per <strong>adenocarcinoma polmonare</strong> da <strong>amianto</strong>,che<strong> riceveranno complessivamente 157mila euro di risarcimento</strong>.</p>
<p>Cecchini per <strong>oltre dieci anni</strong> è stato operaio, <strong>manovale d’officina</strong>, e poi <strong>autista </strong>per Cotral svolgendo, negli anni, anche <strong>mansioni consistenti</strong> nella <strong>manutenzione delle scale mobili</strong> delle stazioni della <strong>metropolitana di Roma</strong> che presentavano molte <strong>componenti in amianto</strong>. Come <strong>autista di linea </strong>ha <strong>condotto mezzi pesanti</strong>, autobus e pullman ancora <strong>con vari parti in asbesto</strong>, con <strong>esposizione a polveri e fibre di amianto</strong>. È stato esposto, quindi, alla fibra killer, così come a <strong>residui della combustione</strong>, <strong>benzene </strong>e <strong>altri cancerogeni</strong> per il sistema respiratorio, in <strong>assenza di strumenti di prevenzione tecnica e di protezione individuale</strong>. La diagnosi, impietosa, è arrivata nel novembre 2010, l’uomo è morto soltanto 8 mesi più tardi</p>
<p>il 22 luglio 2011.</p>
<p>A guidare il convincimento del giudice del Lavoro, <strong>Valentina Cacace</strong>, è stata la <strong>sentenza </strong>del Tribunale di Roma, <strong>confermata in Appello nel dicembre 2022</strong>, che condanna la Cotral Spa al risarcimento di <strong>78.714,03</strong> euro per <strong>Laura Cristofanelli</strong>, vedova del Cecchini e mamma di Stefano e Claudio.</p>
<p>I consulenti tecnici di ufficio hanno riconosciuto “<strong><em>la sussistenza del nesso fra l’esposizione lavorativa e l’insorgenza dell’adenocarcinoma polmonare diagnosticato</em></strong>” alla vittima, richiamando le normative che dispongono tutta una serie di misure che il datore di lavoro deve attuare per preservare la salute dei suoi dipendenti precisando che “… <strong><em>non può non dubitarsi della responsabilità della società resistente per l’omessa adozione di quelle cautele … che avrebbero ridotto il rischio…</em></strong>”.</p>
<p>Il Tribunale di Roma riconosce per i figli, che <strong>all’epoca della scomparsa del papà avevano 30 1 31 anni</strong>, com’è stato per la madre, anche il <strong>danno biologico di natura psichica</strong>. Dopo la diagnosi, infatti, <strong>l’integrità psico-fisica del Cecchini è stata compromessa</strong> perchè <strong>ha percepito </strong>lucidamente la<strong> gravità del quadro patologico </strong>e <strong>l’approssimarsi della morte</strong>.</p>
<p>Sono le<strong> prime sentenze di condanna </strong>seguite dall’Osservatorio Nazionale Amianto, di<strong> Cotral Spa</strong>, dopo che <strong>molti dei lavoratori sono stati collocati in prepensionamento amianto</strong>, anche grazie all’impegno del suo Presidente, Avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, che rileva: “<em>non sarà possibile restituire alla famiglia il loro caro, ma abbiamo ottenuto giustizia e un po’ di pace</em>”.</p>
<p>L’Ona continua a lavorare anche per aggiornare la mappatura, anche attraverso l’app <a href="http://app.onanotiziarioamianto.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://app.onanotiziarioamianto.it</a> Si può richiedere assistenza tramite lo sportello online <a href="https://onanotiziarioamianto.it/sportello-amianto-ona-nei-territori" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://onanotiziarioamianto.it/sportello-amianto-ona-nei-territori</a> o il numero verde gratuito 800 034 294.</p>
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		<title>Covid Lazio: 156 positivi (71 a Roma), il 55% casi di rientro. Artemisia Lab:” in un momento del genere si gioca di squadra”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/08/31/covid-lazio-il-bollettino-156-positivi-71-a-roma-il-55-casi-di-rientro-artwmisia-lab-in-un-momento-del-genere-si-gioca-di-squadra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=covid-lazio-il-bollettino-156-positivi-71-a-roma-il-55-casi-di-rientro-artwmisia-lab-in-un-momento-del-genere-si-gioca-di-squadra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 06:11:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
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		<category><![CDATA[rientri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="884" height="385" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD.jpeg 884w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-300x131.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-768x334.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-585x255.jpeg 585w" sizes="(max-width: 884px) 100vw, 884px" /></p>
<p>Covid Lazio. Sono 156 i nuovi casi di positività al coronavirus nel Lazio, di cui 71 a Roma. I tamponi eseguiti sono oltre 13mila. Zero i decessi. Lo riferisce in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/08/31/covid-lazio-il-bollettino-156-positivi-71-a-roma-il-55-casi-di-rientro-artwmisia-lab-in-un-momento-del-genere-si-gioca-di-squadra/">Covid Lazio: 156 positivi (71 a Roma), il 55% casi di rientro. Artemisia Lab:” in un momento del genere si gioca di squadra”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="884" height="385" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD.jpeg 884w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-300x131.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-768x334.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/08/C1EB1A11-D033-4758-99D4-5179AE253EBD-585x255.jpeg 585w" sizes="(max-width: 884px) 100vw, 884px" /></p><p style="text-align: left;">Covid Lazio. Sono 156 i nuovi casi di positività al <strong>coronavirus</strong> nel Lazio, di cui 71 a <strong>Roma</strong>. I tamponi eseguiti sono oltre 13mila. Zero i decessi. Lo riferisce in una nota l&#8217;assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D&#8217;Amato. Si conferma una prevalenza dei casi di rientro (circa 55 per cento) e con link dalla Sardegna (circa 40 per cento). «Cala il numero dei positivi e l&#8217;incidenza e questo è un segnale importante. Il modello Lazio negli aeroporti di Roma è servito ad individuare 171 positivi asintomatici con grande soddisfazione dei viaggiatori», sottolinea D&#8217;Amato. Intanto continuano al Porto di Civitavecchia i test rapidi volontari e gratuiti, incremento del 30 per cento negli ultimi giorni.</p>
<p>Nella Asl di Latina sono ventuno i casi e di questi quindici con link dalla Sardegna e cinque sono contatti di casi noti e isolati. Nella Asl di Frosinone si registrano diciassette casi e di questi due con link dalla Sardegna, uno dalla Puglia e uno dalla Spagna. Quattro sono contatti di casi noti e isolati e un caso individuato al test sierologico. Nella Asl di Viterbo sono tre i casi e sono uno di rientro dall&#8217;Albania, un contatto di un caso già noto e isolato e un caso individuato in fase di pre-ospedalizzazione. Nella Asl di Rieti sono due i casi e si tratta di un caso con link dalla Sardegna e uno contatto di un caso già noto e isolato.</p>
<p>“Alla luce dell’informazione del pubblico, è importante che anche i privati siano investiti nella velocità dell’esecuzione dei tamponi in biologia molecolare, poiché i tempi per avere la sieropositività sono variabili”. Lo dice Mariastella Giorlandino, presidente Artemisia Lab. “La sieroconversione si ha intorno al 14-16 giorno dai sintomi del contagio con il Covid (ovviamente dipende dalla carica virale a cui il paziente è stato sottoposto). Il tampone è solitamente positivo dal 10 al 14 giorno dal contatto con persona affetta da Covid. Per cui ritengo che a livello nazionale i privati che hanno l’autorizzazione per fare biologia molecolare debbano poter immediatamente (su test sierologici dubbiosi) eseguire il tampone il cui esito si può dare senza problemi a distanza di 3 ore – spiega la Giorlandino, proseguendo – Tale delucidazione, come tutte le diagnosi in medicina, permetterebbe una più accurata selezione. Tutto ciò sta creando grande confusione e disorientamento anche se le terapie intensive non sono affollate. Questo tranquillizza, però per essere ancora più sereni in vista dell’autunno, si può tenere sotto controllo il virus solo tramite i percorsi di sierologia e tamponi veloci. Fare i tamponi a tutti coloro che scendono dai traghetti è una operazione che va ripetuta a distanza di qualche giorno. Perché se il virus fosse stato contattato 5-6 giorni prima, tutto risulta negativo. Allora la richiesta all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato nasce spontanea: apri ai privati, che sono il tuo più valido alleato e tutore della salute del cittadino insieme alle strutture pubbliche. In un momento del genere, si gioca di squadra. Inutile fare del “terrorismo” per alcune regioni, bisogna avere il controllo a livello nazionale, informare la popolazione dei sintomi che sono assenza di odori e sapori con rialzamento della temperatura. A quel punto occorre agire nella velocità delle diagnosi. Diamo giuste informazioni e la popolazione avrà la prontezza di attivare velocemente un test Covid o tampone o sierologico che non può superare come tempi le 24 ore per la consegna”, conclude la presidente Artemisia Lab.</p>
<div class="clearfix"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/08/31/covid-lazio-il-bollettino-156-positivi-71-a-roma-il-55-casi-di-rientro-artwmisia-lab-in-un-momento-del-genere-si-gioca-di-squadra/">Covid Lazio: 156 positivi (71 a Roma), il 55% casi di rientro. Artemisia Lab:” in un momento del genere si gioca di squadra”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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