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		<title>Acqua negli edifici: legionella pneumophila e prevenzione sostenibile per l&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>L’acqua è vita, ma anche un ecosistema complesso che richiede equilibrio e consapevolezza. Tra i microrganismi che la abitano, Legionella pneumophila rappresenta una potenziale minaccia per la salute, soprattutto negli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="css-p7hmfs">
<p class="mb-12 text-[1.125rem] leading-[160%] font-normal text-black __className_8e2447"><strong><em>L’acqua è vita, ma anche un ecosistema complesso che richiede equilibrio e consapevolezza. Tra i microrganismi che la abitano, Legionella pneumophila rappresenta una potenziale minaccia per la salute, soprattutto negli ambienti indoor. Oggi, grazie a nuove evidenze scientifiche e a un approccio normativo più mirato, è possibile prevenire i rischi in modo efficace e sostenibile, coniugando tutela della salute pubblica e rispetto dell’ambiente in una visione integrata di “One Health”</em></strong></p>
</div>
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<div class="css-p7hmfs">
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>di Vincenzo Romano Spica</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’<b><strong>acqua</strong></b> è un bene inestimabile alla base della vita sul pianeta e della salute di ogni essere umano. Anzi, ogni forma di vita, dai microscopici batteri ai grandi cetacei, dai fiori dei campi agli alberi della foresta tropicale, sono –“siamo”- fatti soprattutto di acqua (60-80%). Il nostro stesso satellite in cui viviamo e fatto più di acqua che di terra! Non a caso, <b><strong>Jeremy Rifkin</strong></b> propone modificare il nome del Pianeta Terra in “Pianeta Acqua”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <b><strong>biodiversità</strong></b> di animali e piante che vediamo nei diversi ambienti naturali, dipende dalla biodiversità di invisibili microflore presenti nell&#8217;acqua: il loro microbiota. La nostra salute dipende dalla salute degli ecosistemi, in una prospettiva unica e interconnessa di &#8220;One Health&#8221;. Tra questi microrganismi innocui ed anzi benefici, ve ne sono raramente alcuni patogeni, da cui dobbiamo difenderci. Tuttavia, sarebbe assurdo e anzi dannoso pretendere di disporre di acqua senza microbi, ossia sterile e senza vita. Con il progresso tecnologico e l’estendersi dell’urbanizzazione, il tema acqua, ha iniziato a riguardare anche le nostre case, gli edifici in cui lavoriamo o in cui svolgiamo attività ricreative, ludiche o sportive. Dal rubinetto di un bar alla doccia di un albergo, dalle fontane di stazioni e aeroporti agli impianti idrici di industrie specializzate, l’acqua “gira” tra le mura in cui abitiamo, tra tubature e serbatoi. La sua forza vitale si mantiene anche in ambienti indoor, alimentando una biodiversità che il più delle volte è invisibile, ma sempre presente. Tra le numerosissime specie di microrganismi acquatici, alcune, in condizioni particolari possono anche divenire patogene, e pericolose soprattutto per soggetti fragili. Tra queste <b><strong><em>Legionella pneumophila</em></strong></b>, un batterio acquatico spesso alla ribalta sui media, in quanto attraverso aerosol può in rari situazioni essere inalato e determinare una polmonite grave che prende il nome di<b><strong> Malattia dei Legionari</strong></b>: dalla prima epidemia che colpì un raduno di veterani in un albergo di Filadelfia, in USA, nel 1976.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’emergere della Legionella pneumophila come principale responsabile della Malattia del Legionario o Legionellosi, ha portato scienziati e decisori a rivedere le modalità di sorveglianza e gestione degli impianti idrici. Una recente analisi costi-benefici condotta dal Laboratorio di Epidemiologia dellUniversità di Roma &#8220;Foro Italico&#8221; (Romano Spica et al, Water 2024), in collaborazione con ricercatori europei, mostra perché concentrare l’attenzione proprio su <em>L. pneumophila</em> rappresenti non solo una scelta più efficace per la tutela della salute pubblica, ma anche più efficiente dal punto di vista economico e più sostenibile per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Il <b><strong>nuovo decreto italiano</strong></b> sulla gestione della acqua negli edifici (DL18-23) include misure per la prevenzione della Legionellosi, in linea con la revisione della<b><strong> Direttiva europea 2020/2184</strong></b> sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Questi documenti segnano un importante passo avanti nella regolazione della sicurezza idrica nei diversi ambienti di vita.</p>
<p><em>Legionella pneumophila</em> è inserita come parametro di sorveglianza nella routine dei controlli, accanto al gruppo più ampio delle altre decine di specie di Legionelle, che appartengono a questa famiglia di batteri acquatici. Il decreto riconosce che il controllo di <em>L. pneumophila</em> è fondamentale per prevenire la Legionellosi, imponendo test sistematici e regolari in una vasta gamma di impianti, tra cui strutture pubbliche, sanitarie, ricreative, turistiche, ambienti di lavoro, impianti sportivi o per la riabilitazione.</p>
<p>Questa scelta risponde direttamente all’evidenza clinica: <em>L. pneumophila </em>è responsabile della grande maggioranza dei casi e dei focolai di Legionellosi, come confermato da dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).</p>
<p>Allo stesso tempo, le altre specie (spp) di Legionella restano parte del quadro normativo italiano, in particolare nell’ambito delle valutazioni del rischio. Il controllo delle varie Legionelle spp. resta fondamentale specie in ambienti complessi o ad alto rischio, come ospedali, anche se il modello sperimentale utilizzato suggerisce chiaramente come <em>L. pneumophila</em> resti il parametro più rilevante e critico per la sorveglianza e tutela della salute.</p>
<p>Questo cambiamento riflette un allineamento razionale tra regolazione, rischio e risorse. La ricerca dimostra che, concentrando il monitoring e le azioni di controllo su <em>L. pneumophila</em>, è possibile:</p>
<p>&#8211; Migliorare e mirare la rilevanza preventiva degli effetti del monitoraggio ambientale su ampia scala.</p>
<p>&#8211; Ridurre costi superflui legati a bonifiche non necessarie o derivanti da controlli troppo generici.</p>
<p>&#8211; Intervenire più tempestivamente e in modo meno dispersivo, grazie a soglie più chiare e protocolli di risposta noti da tempo.</p>
<p>In sintesi, nella complessa biodiversità delle acque destinate al consumo umano, controllare la principale causa specifica della malattia è una scelta efficace ed efficiente, importante sia dal punto di vista di sanità pubblica che economico, come in una prospettiva di sostenibilità ambientale.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><b><strong><em>Estate, stagione a rischio: attenzione nel settore turistico e occupazionale</em></strong></b></h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-119696 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1024x683.png" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-263x175.png 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Con l’arrivo dell’estate e della stagione balneare, aumenta il rischio di focolai di Legionella, che preferisce crescere in acqua calda-tiepida. I cambiamenti climatici potrebbero favorire questo pericolo, anche se al momento le evidenze sono ancora limitate e contraddittorie. In infrastrutture turistiche, come docce di hotel, torri di raffreddamento, spogliatoi di piscine e vasche idromassaggio il numero di utilizzatori più elevato aumenta i rischi di infezione, specie in soggetti fragili. Chiusure prolungate o intermittenti -come avvenne durante la pandemia- sono particolarmente pericolose per favorire un&#8217;eccessiva proliferazione microbica, legata al ristagno e riscaldamento dell&#8217;acqua.</p>
<p>La prevenzione si basa sulla <b><strong>sorveglianza</strong></b>, su controlli periodici dell&#8217;acqua, e sulla disinfezione mirata.</p>
<p>Un altro ambito in cui il controllo del rischio Legionellosi sta acquisendo rilevanza è il riutilizzo di acque reflue in agricoltura, industrie e vari altri ambiti. Nei Paesi Bassi, ad esempio, avanzati programmi di riuso delle acque hanno iniziato a integrare sistemi di monitoraggio di <em>L. pneumophila </em>negli scarichi, anche a seguito di alcuni focolai di malattia, ripetutisi nell’ultimo decennio.</p>
<p>Questi esempi evidenziano come la consapevolezza sull’importanza di <em>L. pneumophila</em> stia crescendo, non solo come parametro per la sicurezza dell’acqua di rubinetto, ma anche come elemento chiave nella più ampia economia circolare dell’acqua.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>Il nuovo approccio normativo italiano: un modello a due livelli</em></h2>
<p>Il nuovo decreto italiano introduce protocolli per la prevenzione, e in alcune situazioni considera attuabile un modello di controllo a due livelli:</p>
<p>&#8211; Test di routine su <em>L. pneumophila</em>, basati sul suo ruolo dominante nella malattia, per una prevenzione continua e mirata;</p>
<p>&#8211; Test contestuali su <em>Legionella spp</em>. in presenza di fattori di rischio specifici, come impianti complessi o contaminazioni pregresse – in particolare negli ospedali- e|o quando presenti situazioni di fragilità e vulnerabilità.</p>
<p>Questo modello bilanciato permette azioni mirate senza rinunciare alla flessibilità, assicurando strategie proporzionate al rischio effettivo.</p>
<p>Questo approccio intelligente alla sorveglianza rappresenta un modello per altri Paesi. Anziché eseguire un monitoring ampio e in modo generico e reagire più lentamente, è infatti possibile.</p>
<p>&#8211; Concentrarsi sul patogeno principale e sugli ambienti che causano malattia e che può essere anche letale;</p>
<p>&#8211; Rilevare i problemi più precocemente grazie a indicatori clinicamente significativi, agili e diretti;</p>
<p>&#8211; Allineare le misure di risposta ai rischi sanitari effettivi, puntando a coprire la maggior parte delle situazioni ottimizzando l&#8217;uso delle risorse.</p>
<p>Tali considerazioni aprono ad una evoluzione pragmatica delle politiche sanitarie suggerendo risultati importanti per la salute pubblica, senza sovraccaricare operatori coinvolti in analisi di laboratorio o interventi di bonifica su reti idriche di edifici contaminati da specie considerate non particolarmente virulente o patogene.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>L’Italia guida con l’evidenza scientifica ed il buon senso</em></h2>
<p>Con l’introduzione formale di L. pneumophila come parametro di routine, pur mantenendo <em>Legionella spp</em>. nel quadro di rischio più ampio, il nuovo decreto italiano rappresenta un approccio sfumato e basato su prove. Nel contesto dell’attuazione della<b><strong> Direttiva Acque Potabili in tutta Europa</strong></b>, questo modello – in cui <em>L. pneumophila </em>è centrale ma non esclusiva – può ispirare altri Paesi a sviluppare sistemi di monitoraggio più intelligenti, sicuri e sostenibili.</p>
<p>Legionella insegna come la<b><strong> biodiversità dell&#8217;acqua </strong></b>possa comprendere anche microrganismi potenzialmente pericolosi, ma che fanno parte dell&#8217;ecosistema e abitano gli ambienti acquatici da molto prima di quando l&#8217;uomo abbia iniziato a costruire città e incanalato l&#8217;acqua negli impianti idrici degli edifici. Sarebbe irrealistico pensare di poter eliminare Legionella dalle acque, e controproducente per l&#8217;ambiente e per l&#8217;uomo immettere grandi quantità di biocidi pensando di annullare il rischio, imponendo la bonifica su larga scala di edifici in cui la presenza di una qualsiasi specie di Legionella fosse identificata. Focalizzare prioritariamente sul principale patogeno sembra poter essere una soluzione piu appropriata e sostenibile anche in una prospettiva di <b><strong>One Health</strong></b>, in cui la tutela della salute umana si coniughi con il rispetto dell&#8217;ambiente e di altri esseri viventi, intesi come parte di un unico ecosistema, parte costitutiva del &#8220;Pianeta Acqua&#8221;.</p>
<p>Guarda l&#8217;intervista al Prof. <b><strong>Vincenzo Romano Spica</strong></b><br />
<em>Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, Direttore Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie, Università degli Studi di Roma &#8220;Foro Italico&#8221;<br />
</em> <a href="https://youtu.be/_VBD045CNaA">https://youtu.be/_VBD045CNaA</a></p>
</div>
<p>Fonte:</p>
<div class="css-p7hmfs">
<p class="text-[1.125rem] leading-[160%] font-bold text-[#1F7F44] __className_8e2447">ANTER Magazine</p>
</div>
</div>
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		<title>Legionellosi. Un nuovo modello per la prevenzione: efficacia, costi e sostenibilità. Intervista al prof. Vincenzo Romano Spica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/22/legionellosi-un-nuovo-modello-per-la-prevenzione-efficacia-costi-e-sostenibilita-intervista-al-prof-vincenzo-romano-spica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=legionellosi-un-nuovo-modello-per-la-prevenzione-efficacia-costi-e-sostenibilita-intervista-al-prof-vincenzo-romano-spica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 09:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[intervista prof. Vincenzo Romano Spica]]></category>
		<category><![CDATA[Legionellosi]]></category>
		<category><![CDATA[modello di prevenzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="875" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica.jpg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica-300x219.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica-1024x747.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica-768x560.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica-1170x853.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/vincenzo-romano-spica-585x427.jpg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ridefinire le strategie di prevenzione della Legionellosi è oggi una sfida cruciale per la sanità pubblica. A parlarne è il professor Vincenzo Romano Spica, Ordinario di Igiene, Direttore del Laboratorio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/22/legionellosi-un-nuovo-modello-per-la-prevenzione-efficacia-costi-e-sostenibilita-intervista-al-prof-vincenzo-romano-spica/">Legionellosi. Un nuovo modello per la prevenzione: efficacia, costi e sostenibilità. Intervista al prof. Vincenzo Romano Spica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ridefinire le strategie di prevenzione della Legionellosi è oggi una sfida cruciale per la sanità pubblica. A parlarne è il professor Vincenzo Romano Spica, </em></strong><b><i>Ordinario di Igiene, Direttore del Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie </i></b><strong><em>&#8211; </em></strong><strong><em>Università di Roma Foro Italico. </em></strong><strong><em>Al centro delle sue più recenti ricerche europee c’è  la proposta di un approccio più mirato: concentrare monitoraggio e bonifica innanzitutto su Legionella pneumophila, </em></strong><i><b>patogeno realmente responsabile della quasi totalità dei casi clinici comunitari. </b></i><strong><em>Lo studio, con un focus sugli edifici non ospedalieri, offre indicazioni concrete e spunti di policy rivolti a tecnici, autorità di regolamentazione e decision-maker della salute pubblica, chiamati a conciliare sicurezza, costi e sostenibilità</em></strong></p>
<p><em>Professore, partiamo dal contesto: perché oggi è necessario parlare di una ridefinizione delle strategie di prevenzione della Legionella negli edifici pubblici?</em></p>
<p>Negli ultimi anni i dati raccolti a livello europeo mostrano chiaramente che è arrivato il momento di rivedere i modelli di  prevenzione. L’approccio tradizionale, che prevede il monitoraggio di tutte le Legionelle, non corrisponde al rischio reale. In realtà oltre il 95% dei casi di malattia del legionario è costantemente causato da <em data-start="698" data-end="722">Legionella pneumophila</em>, come dimostrato anche dai dataset di sorveglianza di alta qualità raccolti in decenni di osservazione in paesi come Italia, Danimarca e Francia, oltre che dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. Ed è proprio da questi dati che emerge la necessità di ridefinire le strategie, così la Legionella può essere affrontata in maniera più mirata, efficace e sostenibile.</p>
<p><em>Nelle sue ultime ricerche europee lei ha messo in discussione i modelli tradizionali. Quali sono i dati principali che l’hanno portata a ripensare l’approccio di monitoraggio?</em></p>
<p>La nostra analisi dimostra che le strategie ad ampio spettro comportano fino al 40% di costi aggiuntivi senza un rilevante impatto sulla riduzione dei casi. Concentrarsi su L. pneumophila, invece, significa mantenere invariato il livello di protezione ma con un notevole risparmio, sia per gli operatori che per le strutture pubbliche.</p>
<p><i>Prevenzione della Legionellosi: Analisi costi &#8211; benefici*</i></p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-107601" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-1024x447.png" alt="" width="1024" height="447" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-1024x447.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-300x131.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-768x335.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-1170x511.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23-585x256.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Screenshot-2025-08-22-alle-11.03.23.png 1360w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Perché concentrare l’attenzione su Legionella pneumophila rappresenta, a suo avviso, la scelta più efficace rispetto a un controllo ad ampio spettro?</em></p>
<p>Perché si tratta del <strong>patogeno realmente responsabile della quasi totalità dei casi clinici</strong>. Un approccio mirato al suo monitoraggio è microbiologicamente fondato, riduce la complessità operativa e permette di concentrare le risorse laddove servono davvero. In questo modo si ottiene la stessa protezione della salute pubblica, ma con maggiore efficienza e sostenibilità.</p>
<p><em>Lo studio analizza variabili come temperatura dell’acqua, tipologia di edifici ed esposizione. Può spiegare in che modo questi fattori incidono sulla proliferazione del batterio e sulla scelta delle strategie di prevenzione?</em></p>
<p style="text-align: left;">Abbiamo modellizzato decine di tipologie di edifici pubblici, integrando dati reali sul campo. <em data-start="2533" data-end="2557">Legionella pneumophila </em>mostra la capacità di prosperare in acque leggermente più calde rispetto ad altri ceppi del genere. Questo significa che, conoscendo le condizioni di temperatura, i percorsi di esposizione e la suscettibilità degli individui, possiamo elaborare modelli di rischio incentrati su parametri concreti e più aderenti alla realtà.</p>
<p><em>Ha sottolineato che le strategie ad ampio spettro comportano costi maggiori a fronte di benefici marginali. Quali sono le differenze in termini economici tra l’approccio tradizionale e quello mirato?</em></p>
<p>La differenza è sostanziale: le strategie  ad ampio spettro comportano fino al 40% di costi aggiuntivi senza un rilevante impatto sulla riduzione dei casi.</p>
<p>Concentrarsi su <em data-start="3247" data-end="3263">Legionella pneumophila</em>, invece, significa mantenere invariato il livello di protezione ma con un notevole risparmio, sia per gli operatori che per le strutture pubbliche.</p>
<p data-start="3415" data-end="4116"><em>Un aspetto centrale della sua proposta riguarda l’ambiente: in che modo ridurre l’uso di biocidi e trattamenti invasivi contribuisce non solo a tutelare la salute ma anche a proteggere le infrastrutture idriche e l’ecosistema?</em></p>
<p data-start="3415" data-end="4116">Riducendo l’impiego di biocidi non solo abbassiamo i costi delle bonifiche, ma evitiamo anche di danneggiare tubature e impianti idrici con trattamenti aggressivi. Inoltre, con interventi  mirati e diffusi su ampia scala, limitiamo l’impatto ambientale derivante dall’uso massiccio di sostanze chimiche. In questo senso parliamo di una  strategia ONE HEALTH: la sostenibilità ambientale, degli ecosistemi ed economica, perfettamente in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea per la salute pubblica e la salute planetaria.</p>
<p data-start="3415" data-end="4116">Q<em>uali raccomandazioni concrete emergono dal suo studio per tecnici, autorità di regolamentazione e decision-maker chiamati a conciliare sicurezza, sostenibilità e costi di gestione?</em></p>
<p class="p1"><span class="s1">La sintesi è semplice: puntare sull’evidenza scientifica,  consapevoli che le  risorse sono limitate. Almeno per edifici non ospedalieri e in assenza di particolari fragilità, sarebbe bene indirizzare il monitoraggio  e gli interventi di bonifica su Legionella pneumophila, per garantire la protezione della salute pubblica nel maggior numero di edifici </span>ma con costi e impatti ambientali molto inferiori. È una strategia che unisce rigore scientifico, efficienza operativa e responsabilità ecologica.</p>
<p><em>Qual è il messaggio che intende lasciare alla comunità scientifica e a chi si occupa ogni giorno di prevenzione della Legionella?</em></p>
<p>Proteggere la salute pubblica non significa necessariamente spendere di più o usare più chimica. Concentrarsi su <em data-start="1268" data-end="1292">Legionella pneumophila</em><span data-start="1268" data-end="1292"> -a seguito di u</span>n’accurata valutazione dei rischi &#8211; vuol dire salvaguardare la salute pubblica e al tempo stesso ridurre costi e impatto ambientale. È un equilibrio possibile, dimostrato dai dati, e da affidare alla competenza e al buon senso degli operatori coinvolti nella prevenzione della legionellosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre data-start="101" data-end="373">La <strong data-start="104" data-end="118">Legionella</strong> è un batterio gram-negativo che vive naturalmente negli 
ambienti acquatici, come fiumi, laghi e falde, ma può proliferare 
soprattutto negli impianti idrici 
artificiali (tubature, serbatoi, 
condizionatori, docce, piscine, 
vasche idromassaggio).
Il principale agente patogeno per 
l’uomo è <strong data-start="418" data-end="444">Legionella pneumophila</strong>, 
responsabile della grande maggioranza delle infezioni.
 Quando le persone inalano per 
aerosol acqua contaminata,il batterio può causare 
la <strong data-start="584" data-end="611">malattia del legionario</strong>, una forma di polmonite anche grave, 
oppure la <strong data-start="659" data-end="680">febbre di Pontiac</strong>,una 
sindrome simil-influenzale 
più lieve.
La prevenzione si basa sul 
monitoraggio degli impianti idrici,
 sul controllo della temperatura dell’acqua, sulla manutenzione.</pre>
<p data-start="375" data-end="725"> Fonti:  <strong>Scaling UP! H2O </strong></p>
<p data-start="375" data-end="725">* <i>Grafico tratto dallo studio <span class="s1">Legionnaires’ Disease Surveillance and Public Health Policies in Italy: A Mathematical Model for Assessing Prevention Strategies </span>del dottor Vincenzo Romano Spica</i></p>
<p data-start="375" data-end="725"><a href="https://www.mdpi.com/2073-4441/16/15/2167">Consulta lo studio del prof. V.R.Spica</a></p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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