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	<title>Ligabue Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Ligabue Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Bologna, A Palazzo Albergati « la grande mostra »  di ANTONIO LIGABUE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 17:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ligabue]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Albergati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="425" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114.jpeg 425w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
<p>Oltre 100  i capolavori esposti, tra cui alcune straordinarie opere inedite in  una panoramica completa della produzione di un artista la cui vita e opera formano un intreccio indissolubile. La&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 100  i capolavori esposti, tra cui alcune straordinarie opere inedite in  una panoramica completa della produzione di un artista la cui vita e opera formano un intreccio indissolubile. La mostra è prodotta e organizzata da ARTHEMISIA in collaborazione con COMUNE DI GUALTIERI e FONDAZIONE MUSEO ANTONIO LIGABUE, ed è curata da FRANCESCO NEGRI e FRANCESCA VILLANTI.</p>
<p>Dal 21 SETTEMBRE, PALAZZO ALBERGATI ospita la prima grande mostra antologica a BOLOGNA dedicata a uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento: ANTONIO LIGABUE.</p>
<p>Un rapporto speciale quello tra Arthemisia e Antonio Ligabue, nato nel 2017con una grande mostra al Complesso del Vittoriano di Roma e seguita dalle<br />
esposizioni di Conversano e Trieste che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica contribuendo alla divulgazione e conoscenza<br />
dell’opera di un artista che oggi è tra i più richiesti nel panorama nazionale.</p>
<p>Paesaggi, fiere, scene di vita quotidiana e numerosi e intensi autoritratti: OLTRE 100 OPERE &#8211; tra oli, disegni e sculture &#8211; saranno protagoniste di un percorso espositivo unico dove, attraverso la fortissima<br />
carica emotiva delle tele, sarà possibile conoscere la vita di un artista visionario e sfortunato ma che, da autodidatta, fu ed è tutt’oggi capace<br />
di parlare a tutti con immediatezza e genuinità.</p>
<p>ANTONIO LIGABUE, con la sua vita così travagliata, escluso dal resto della sua gente, legato visceralmente al mondo naturale e animale e lontano dal<br />
giudizio altrui, riuscì a imprimere sulla tela il suo genio creativo; un uomo, talmente folle e unico, che con la sua asprezza espressionista riesce ancora oggi a penetrare nelle anime di chi ammira le sue opere.</p>
<p>Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.</p>
<p>Apprezzato e compreso da importanti critici e studiosi negli ultimi anni della sua esistenza, cadde poi nell&#8217;oblio dopo la sua scomparsa.<br />
Bollato semplicisticamente come un pittore naif &#8211; una definizione che finì per sminuirne il reale valore artistico, portando a non considerarlo adeguatamente &#8211; per lungo tempo, Ligabue rimase nell&#8217;ombra, una figura di uomo nicchia conosciuta solo da pochi appassionati, ingiustamente trascurato dai grandi circuiti dell&#8217;arte. Solo negli ultimi decenni, grazie a un rinnovato<br />
interesse da parte di critici e istituzioni, si è compreso appieno il suo valore di artista autentico e originale, pur nella sua eccentricità. Un talento spesso frainteso, che celava una poetica unica e stratificata, in<br />
grado di restituire sulla tela tutta la sublime semplicità e drammaticità del mondo naturale.</p>
<p>Tuttavia, nel tentativo di rivalutarne l&#8217;opera artistica, spesso si è finito per trascurare l&#8217;aspetto umano e personale dell&#8217;uomo Ligabue.<br />
Eppure, per comprenderne appieno la grandezza, è fondamentale considerare entrambi questi aspetti, inscindibilmente legati.</p>
<p>Le sue tele, caratterizzate da uno stile unico e originalissimo nel rappresentare soprattutto soggetti animali con un realismo quasi sconcertante, furono accantonate e relegate nell&#8217;ambito del mero folklore<br />
popolare. Si perse così di vista la profondità della sua ricerca pittorica, la capacità di cogliere l&#8217;essenza più intima delle creature ritratte, trasmettendone con potenza l&#8217;istinto primordiale.</p>
<p>La mostra a Palazzo Albergati di Bologna racconta l’uomo e l’artista valorizzandone sia l&#8217;eccezionale talento artistico quanto la sua ricca interiorità e la sua personalità fuori dal comune.<br />
Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.<br />
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.<br />
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.</p>
<p>Una straordinaria e unica storia umana e artistica, tanto da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura<br />
protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-93108 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4112-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4112-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4112-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4112.jpeg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Infatti, accanto agli OLTRE 100 CAPOLAVORI– molti dei quali inediti<br />
assoluti quali /LINCE NELLA FORESTA/ (1957-1958), /VENTI DISEGNI A MATITA<br />
SU CARTA DA DISEGNO/ (1961-1962) e diverse opere di grande qualità non<br />
esposte da tantissimi anni come /CIRCO ALL’APERTO/ (1955-1956), /CASTELLI<br />
SVIZZERI/ (1958-1959), /CROCIFISSIONE/ (1955-1956) e un rarissimo pastello<br />
a cera, matita e china su carta /LEOPARDO E ANTILOPE E INDIGENO/<br />
(1953-1954) – a definire la figura di Ligabue anche uno stralcio del film<br />
“/Volevo nascondermi/” di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano, uscito nel 2020 dopo il memorabile sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci.</p>
<p>Per la prima volta verranno anche esposti UN ALBUM COMPLETO DI DISEGNI che Ligabue ha realizzato mentre soggiornava nell&#8217;ultimo periodo della sua vita<br />
alla locanda “La Croce Bianca” (gestita dalla famiglia della famosa &#8220;Cesarina&#8221;, l&#8217;amore platonico della sua vita), perduto per anni e da poco ritrovato, e alcune delle FIERE custodite al Museo Lazzaro Spallanzani dei<br />
Musei Civici di Reggio Emilia, le stesse che proprio Ligabue osservò per ore all’interno del Museo, accompagnato dall’amico Sergio Negri. Fiere<br />
che Ligabue non ebbe modo di vedere e conoscere di persona se non in queste sue visite, che studiò accuratamente per poi ritrarle nelle sue tele, oggi<br />
per la prima volta messi a confronto.</p>
<p>In mostra anche un album di figurine Liebig del 1954, di recente scoperta, che Ligabue fu solito consultare e da cui prese spunto per la rappresentazione di vari animali nei suoi lavori.</p>
<p>ANTONIO LIGABUE. LA GRANDE MOSTRA<br />
21 SETTEMBRE 2024 – 30 MARZO 2025<br />
PALAZZO ALBERGATI, BOLOGNA</p>
<p>INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI<br />
T. +39 051 030141<br />
<a href="http://www.arthemisia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.arthemisia.it&amp;source=gmail&amp;ust=1727010504799000&amp;usg=AOvVaw0weWSc9nZyV9rPJ86E_-pj" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.arthemisia.it</a>[1]</p>
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		<title>Dal 25 marzo la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/25/dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 18:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Confersano]]></category>
		<category><![CDATA[Ligabue]]></category>
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		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="512" height="512" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722.jpeg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Dal 25 marzo nelle sale del Castello aragonese di Conversano saranno ospitate oltre 60 opere di uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento Le tigri, i leoni, i galli,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><em><span style="font-size: x-large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Dal 25 marzo nelle sale del Castello aragonese di Conversano saranno ospitate oltre 60 opere di uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento</span></em></span><b><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><br />
</span></b></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le tigri, i leoni, i galli, gli autoritratti e tutto lo spettacolare mondo di </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonio Ligabue</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> riempiranno di magia le splendide sale del </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Castello di Conversano</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dal 25 marzo all’8 ottobre 2023</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, in quella che si prefigura essere una delle più belle mostre mai realizzate sull’artista.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Non si può parlare dell’arte di Ligabue senza conoscerne la vita, né si possono capire le sue opere se non si entra nel mondo di quel piccolo uomo sfortunato e folle, pieno di talento e poesia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nato a Zurigo nel 1889 da madre di origine bellunese e da padre ignoto, viene dato subito in adozione ad una famiglia svizzera. Già dall’adolescenza manifesta alcuni problemi psichiatrici che lo portano, nel 1913, a un primo internamento presso un collegio per ragazzi affetti da disabilità.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Nel 1917 viene ricoverato in una clinica psichiatrica, dopo un’aggressione nei confronti della madre affidataria Elise Hanselmann che, dopo varie vicissitudini, deciderà di denunciarlo ottenendo l’espulsione di Antonio dalla Svizzera il 15 maggio del 1919 e il suo invio a Gualtieri, il comune d’origine del patrigno (il marito della madre naturale, che odierà sempre).</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Ligabue non parlava l’italiano, era incline alla collera e incompreso dai suoi contemporanei, veniva soprannominato “el Matt” dagli abitanti di Gualtieri che ne rifiutavano i dipinti e il valore artistico, costringendolo a prediligere la via dell’alienazione e della solitudine.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Dopo tormentati e inquieti anni di vagabondaggio in cui vive solamente dei pochi sussidi pubblici e si rifugia nell’arte per esprimere il suo disagio esistenziale, a cavallo tra il 1928 e il 1929 incontra Renato Marino Mazzacurati (importante artista della<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Scuola Romana</i>) che ne comprende il talento artistico e gli insegna ad utilizzare i colori.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Con singolare slancio espressionista e con una purezza di visione tipica dello stupore di chi va scoprendo &#8211; come nell’infanzia &#8211; i segreti del mondo, Ligabue si dedica alla rappresentazione della lotta per la sopravvivenza degli animali della foresta; si autoritrae in centinaia di opere <img decoding="async" class="size-medium wp-image-68055 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A.jpeg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />cogliendo il tormento e l’amarezza che lo hanno segnato, anche per l’ostilità e l’incomprensione che lo circondavano; solo talvolta pare trovare un po’ di serenità nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali che tanto amava e sentiva fratelli.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68056" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741.jpeg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Nel 1937 viene nuovamente ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di San Lazzaro a Reggio Emilia per autolesionismo e per “psicosi maniaco-depressiva” nel marzo del 1940.</span></span><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
È</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> il 1948 quando comincia a esporre le sue opere in piccole mostre e ottenendo, sotto la guida di Mazzacurati, qualche riconoscimento e a guadagnare i primi soldi.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Ma il successo è breve: dopo essersi permesso solo qualche lusso, nel 1962 viene colpito da una paresi e ricoverato all’ospedale di Guastalla dove continua a dipingere e dove termina la sua vita il 27 maggio del 1965.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra i pittori più amati del Novecento, Antonio Ligabue è considerato il pittore <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">naïf</i> per antonomasia, l’artista visionario, autodidatta e sfortunato che è riuscito a entrare nell’animo del grande pubblico.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
È</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> stato capace di parlare con immediatezza e genuinità a tutti, a chi ha gli strumenti per capirne il valore storico-artistico, così come a chi semplicemente gode della bellezza assoluta delle sue opere</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70<br />
</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Memorabile lo sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci, così come il recente film “Volevo nascondermi” del 2020 di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tutto questo è raccontato perfettamente nella grande mostra di Conversano.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Attraverso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">oltre 60 opere</b>, la mostra propone il racconto della vita e dell’opera di Ligabue, l’uomo che fece della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La mostra permette di approfondire i nuclei tematici dell’artista, pochi soggetti sempre ripetuti da cui emergono con forza la sua straordinaria sensibilità e la dolcezza della sua anima fragile</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">. Sofferenza e talento che trovano nella creatività il mezzo per riempire il vuoto dell’abbandono e superare il disagio dell&#8217;emarginazione e della malattia mentale.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra i capolavori esposti vi sono <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Carrozza con cavalli e paesaggio svizzero</i></b> (1956-1957),<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Autoritratto con sciarpa rossa</i></b> (1952- 1962) e<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ritratto di Marino</i></b> (1939- 1952), accanto a sculture in bronzo come <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Gufo con preda</i></b> (1957-1958).</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
In mostra anche una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni quali <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Iena</i></b>(1952-1962)<b><i> </i></b>e <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cavallo con asino</i></b> (1952-1962), e una sezione sulla sua incredibile vicenda umana.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, la presenza di documenti sulla vita dell’artista, la proiezione del film documentario di Raffaele Andreassi del 1961 e diverse foto risalenti agli anni Cinquanta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Promossa e sostenuta dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Comune di Conversano Città d’Arte</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Museco – Musei in Conversano</b>, con il contributo della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Regione Puglia</b>, con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ministero della cultura</b>, della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Città Metropolitana di Bari</b>, di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Pugliapromozione</b> e del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Teatro Pubblico Pugliese</b>, in collaborazione con <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Comune di Gualtieri</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fondazione Museo Antonio Ligabue</b>, la mostra <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonio Ligabue </i></b>è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Francesco Negri</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Francesca Villanti </b>ed è prodotta e organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Arthemisia</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il catalogo è edito da</span> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Skira</b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/25/dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia/">Dal 25 marzo la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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