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	<title>Lino Manocchia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Pubblicato “Frammenti di un Prigioniero” di Lino Manocchia. Il diario inedito di un prigioniero di guerra in Germania</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/04/frammenti-di-un-prigioniero-di-lino-manocchia-pubblicato-il-manoscritto-di-un-prigioniero-di-guerra-in-germania/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=frammenti-di-un-prigioniero-di-lino-manocchia-pubblicato-il-manoscritto-di-un-prigioniero-di-guerra-in-germania</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 18:16:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/31F3E7AE-81D8-4B87-AE69-3A7F8028795B-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il diario  di Lino Manocchia scritto durante la sua reclusione  in un campo di concentramento nazista quale Internato Militare Italiano (IMI), uno degli oltre 600mila nostri soldati &#8220;resistenti&#8221; che preferirono la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il diario  di Lino Manocchia scritto durante la sua </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">reclusione  in un campo di concentramento nazista quale Internato Militare Italiano (IMI), uno degli oltre 600mila nostri soldati &#8220;resistenti&#8221; che preferirono la dura prigionia alla collaborazione con i tedeschi nel secondo conflitto mondiale. Lino Manocchia, poi emigrato negli Stati Uniti e deceduto a 96 anni nel 2017, è stato un volto noto della RAI quale corrispondente dalla redazione di New York. L&#8217;opera postuma si deve all&#8217;editore Nuova Artemia e a due ricercatori e storici abruzzesi, Elso Simone Serpentini <span data-originalfontsize="14.6667px" data-originalcomputedfontsize="14.66670036315918">e </span>Walter De Berardinis che hanno curato </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">l’edizione del volume.</span></i></p>
<p class="s5">GIULIANOVA (Teramo) -Gli scritti del giornalista italoamericano <b><span class="s4">Lino </span><span class="s4">Manocchia</span></b>, pubblicati dalla <strong>Artemia Nova Editrice</strong>, sono gli appunti inediti scritti dal giornalista giuliese (scomparso nel 2017 negli USA) durante la sua permanenza in un campo degli Internati Militari Italiani (IMI) in Germania.</p>
<p class="s5" style="text-align: left;"><span class="s6">“</span><span class="s6">Dopo la resa, ci fu una lunga odissea sui vagoni merci. <img decoding="async" class="alignright wp-image-47912" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-300x195.jpeg" alt="" width="200" height="130" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-1024x665.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-768x499.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-1170x760.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7-585x380.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/CCA4D3DA-C423-4D06-815D-C44E54C43DC7.jpeg 1201w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><br />
I campi d&#8217;internamento tedeschi non si potevano definire certamente “umani”, ma meglio della morte erano. Quando ancora oggi mi chiedono perché non scrivo un libro-ricordo di tutte le vicende italiane e americane, rispondo che la storia è quella che è, resta, ma il più delle volte si dimentica.</span><span class="s6">”</span></p>
<p class="s5">Perciò desidero dimenticare anche la Germania ed i suoi lager». <strong><span class="s4">Lino </span><span class="s4">Manocchia</span>,</strong> giuliese, decano dei giornalisti abruzzesi in America, aveva dato questa risposta per anni, anzi decenni, anche dopo essere diventato un giornalista affermato e scrittore di valore. Incredibile, ma vero: Lino negli anni del suo internamento in un lager tedesco aveva tenuto quasi giorno per giorno un diario, scritto a matita, a volte con segno così debole da risultare quasi illeggibile, e aveva appuntato tutti i drammatici eventi che si erano susseguiti in un’esperienza dolorosa, iniziata all’indomani dell’8 settembre, dopo la resa dell’Italia che aveva fatto diventare nemici gli italiani agli occhi dei soldati tedeschi e accusati di essere “traditori”, alla liberazione all’arrivo degli americani.</p>
<p class="s5">Quel libriccino, reso smagrito dal gran tempo trascorso per la perdita di non poche pagine e ingiallito in quelle conservate, era rimasto sempre con lui, anche quando era emigrato in <span class="s4">America </span>e lo aveva accompagnato fino agli anni di una ancora lucidissima vecchiaia, ma inedito. Era rimasto come un segreto covato gelosamente nel suo cuore e nella sua memoria. Tuttavia quelle pagine riportavano alla memoria, rileggendole, giorni memorabili, dal primo giorno di una prigionia insopportabile fino all’ultimo. Le frasi e gli appunti del libriccino, vergate con una povera matita, contenevano riflessioni, pensieri, idee di un naufrago che il destino aveva reso tale, forzandolo a chiedersi ogni giorno quale sorte fosse toccata ai suo famigliari. Le vicissitudini raccontate nel libriccino non andavano più nascoste.</p>
<p class="s5">Così <span class="s4">Lino</span> anche per un personale rapporto di stima e di affetto con <span class="s4"><b>Maria Teresa Orsini</b></span>, direttrice di <b>Artemia Nova Editrice</b>, glielo spedì da oltre Oceano, da Cambridge in <span class="s4"><b>USA</b></span>, pregandola di curare un’edizione a stampa, insomma di farlo diventare un libro. Lo spedì che stava per compiere 95 anni. Per la casa editrice questo manoscritto era una reliquia, e poi lo affidò per la cura di stampa a due professionisti del settore della ricerca storica sul campo: <b><span class="s4">Elso</span><span class="s4"> Simone Serpentini</span></b> e <span class="s4"><b>Walter De Berardinis</b></span>.</p>
<p class="s5">Lino fece in tempo solo a vedere e ad apprezzare le prime bozze di questa sua rara e preziosa testimonianza sui lager tedeschi, poco prima di spegnersi, nel marzo 2017, pochi giorni dopo aver compiuto, il 20 febbraio, 96 anni. La sua morte aveva determinato un fermo del progetto editoriale della pubblicazione del suo “<span class="s7"><b>Frammenti di un prigioniero</b></span>”, ma finalmente Artemia Nova Editrice ne annuncia la pubblicazione! A <b><span class="s4">Lino </span><span class="s4">Manocchia</span></b>, già premiato alla carriera dall’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, è stata istruita la pratica per la concessione di una <b>medaglia d’onore alla memoria </b>essendo stato deportato ed internato in un lager nazista e destinato al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale. In appendice al libro, grazie alla ricerca storica di <span class="s4"><b>Walter De Berardinis</b></span> negli archivi tedeschi, polacchi e italiani, sono stati pubblicati tutti i nomi dei soldati giuliesi morti e sopravvissuti ai lager di Hitler: 26 morti e 37 tornati vivi.</p>
<p class="s5">
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