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	<title>Lotta alla mafia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Lotta alla mafia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Blitz Antimafia: 181 Arresti, ma la Lotta alla Criminalità è Davvero Sufficiente?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 18:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
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<p>L’operazione che colpisce le mafie e le sfide ancora aperte nella lotta alla legalità in Italia Il recente blitz antimafia che ha portato all’arresto di 181 persone è stato accolto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/blitz-antimafia-181-arresti-ma-la-lotta-alla-criminalita-e-davvero-sufficiente/">Blitz Antimafia: 181 Arresti, ma la Lotta alla Criminalità è Davvero Sufficiente?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="282" height="179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6788.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p><em>L’operazione che colpisce le mafie e le sfide ancora aperte nella lotta alla legalità in Italia</em></p>
<p>Il recente blitz antimafia che ha portato all’arresto di 181 persone è stato accolto con entusiasmo dalle istituzioni. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato con forza: “Lo Stato c’è e la mafia è alle strette”, sottolineando l’importanza dell’operazione e il segnale che essa rappresenta per la sicurezza e la legalità nel Paese.</p>
<p>Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali e della soddisfazione per un’azione così vasta, resta un interrogativo fondamentale: è davvero sufficiente un’operazione di questo tipo per arginare il fenomeno mafioso? La realtà italiana dimostra che la criminalità organizzata è un sistema complesso, radicato e capace di adattarsi ai cambiamenti della società e dell’economia. Vediamo, dunque, quali sono le criticità ancora aperte e le sfide che il nostro Paese deve affrontare per vincere la battaglia contro le mafie.</p>
<p>Le forze dell’ordine e la magistratura hanno sottolineato come questa operazione abbia inferto un duro colpo alle attività economiche e criminali delle organizzazioni mafiose, con il sequestro di beni per centinaia di milioni di euro. Tuttavia, nonostante il successo dell’operazione, la storia ci insegna che le mafie non si estinguono con gli arresti, ma tendono a riorganizzarsi rapidamente.</p>
<p>Negli ultimi decenni, le organizzazioni mafiose hanno cambiato volto. Se negli anni ‘80 e ‘90 la mafia era associata a omicidi eccellenti, attentati e una guerra aperta contro lo Stato, oggi il metodo è molto più sottile e sofisticato.</p>
<p>Le mafie moderne si muovono nell’economia legale, si infiltrano negli appalti pubblici, nella sanità, nell’edilizia, nel settore della ristorazione e persino nell’industria verde legata ai finanziamenti per la transizione ecologica. Operano con colletti bianchi, consulenti e imprenditori complici, evitando il più possibile la violenza eclatante che attira l’attenzione delle forze dell’ordine.</p>
<p>La ’Ndrangheta è oggi la più potente tra le mafie italiane, grazie al controllo del traffico internazionale di cocaina e alla sua straordinaria capacità di riciclare il denaro in aziende apparentemente pulite. La Camorra napoletana, invece, continua a essere fortissima nei traffici illegali e nel controllo del territorio, mentre Cosa Nostra siciliana ha perso parte del suo potere storico ma resta influente negli affari e negli equilibri criminali.</p>
<p>Un dato preoccupante è che la presenza mafiosa non è più limitata alle regioni storiche del Sud, ma si è ormai radicata nel Nord Italia e in Europa, con una capacità di influenza enorme su settori come la logistica, la ristorazione, il gioco d’azzardo e il mercato immobiliare.</p>
<p>Se da un lato operazioni come quella recente sono importanti, dall’altro è impossibile ignorare le gravi carenze sistemiche che permettono alle mafie di rigenerarsi e prosperare.</p>
<p>Uno dei problemi più gravi è la corruzione politica e amministrativa. Le mafie oggi non hanno più bisogno di minacciare con la pistola, perché possono comprare funzionari pubblici e politici. Il sistema delle tangenti, delle assegnazioni illecite di appalti e del voto di scambio è ancora una realtà diffusa.</p>
<p>Secondo le stime di Transparency International, l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di corruzione percepita, e ogni anno miliardi di euro finiscono in operazioni illecite che sottraggono risorse alla collettività.</p>
<p>Un altro problema cruciale è la lentezza della giustizia italiana. I processi per mafia e corruzione possono durare anche più di 10 anni, permettendo ai criminali di continuare a operare grazie alla prescrizione o a cavilli burocratici. Le lungaggini processuali e le scappatoie legali sono uno dei più grandi alleati della criminalità organizzata.</p>
<p>Il rapporto tra mafia e politica non è una questione del passato. Ancora oggi numerosi comuni italiani vengono sciolti per infiltrazioni mafiose, e gli appalti pubblici sono spesso gestiti da aziende colluse con la criminalità organizzata.</p>
<p>Se il governo vuole davvero mettere la mafia alle strette, servono riforme strutturali che vadano oltre i blitz e gli arresti. Cosa può fare lo Stato?</p>
<p>1️⃣ Riforma della giustizia → Ridurre i tempi dei processi, aumentare le risorse alla magistratura e garantire che i reati di mafia e corruzione non vadano in prescrizione.</p>
<p>2️⃣ Maggiore protezione per chi denuncia → Oggi denunciare è pericoloso, soprattutto per imprenditori e funzionari pubblici. Servono tutele concrete per chi decide di rompere il silenzio.</p>
<p>3️⃣ Più controlli su appalti e finanziamenti pubblici → Monitorare meglio come vengono assegnati i fondi europei, per evitare che finiscano nelle mani sbagliate.</p>
<p>4️⃣ Educazione alla legalità nelle scuole → La cultura mafiosa si combatte prima di tutto con la cultura della legalità, formando le nuove generazioni a riconoscere e respingere le logiche mafiose.</p>
<p>Il blitz con 181 arresti è un successo importante, ma non deve far abbassare la guardia. La mafia non è un nemico del passato, ma una realtà che si trasforma e trova sempre nuovi modi per infiltrarsi nell’economia e nella società.</p>
<p>La lotta alla mafia non può ridursi a operazioni di polizia e arresti: serve una riforma seria della giustizia, un maggiore impegno nella prevenzione della corruzione e un controllo più severo sugli appalti pubblici. Solo così potremo dire davvero che “lo Stato c’è” e che la mafia è davvero alle strette.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palermo, 31 anni dopo Padre Puglisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 21:24:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[padre Puglisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="225" height="225" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3983.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3983.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3983-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Il silenzio, la resistenza e il cambiamento che non arriva Sono trascorsi 31 anni dall’assassinio di Padre Pino Puglisi, il sacerdote che sfidò la mafia a Brancaccio, uno dei quartieri&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il silenzio, la resistenza e il cambiamento che non arriva</em></p>
<p>Sono trascorsi 31 anni dall’assassinio di Padre Pino Puglisi, il sacerdote che sfidò la mafia a Brancaccio, uno dei quartieri più difficili di Palermo. Era il 15 settembre 1993 quando la mafia lo uccise davanti alla sua casa parrocchiale, un gesto che rimane uno dei simboli più tragici della resistenza contro Cosa Nostra. Oggi, guardando a quei fatti con oltre tre decenni di prospettiva, Palermo continua a combattere con i fantasmi del passato, ma anche con le contraddizioni del presente.</p>
<p>Padre Puglisi e la sfida alla mafia</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-74470" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/2Unknown.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></figure>
</div>
<p>Padre Puglisi non era un uomo di potere né un politico. Era un prete di strada, che aveva fatto della sua missione quella di dare speranza ai giovani di Brancaccio. In un quartiere dominato dalla criminalità organizzata, si era messo di traverso, sottraendo alla mafia una delle sue risorse più preziose: i ragazzi. Attraverso la chiesa e le attività educative, Puglisi insegnava ai giovani che c’era un’alternativa alla vita di criminalità, che era possibile scegliere il bene anche in un ambiente di miseria.</p>
<p>La sua uccisione fu un segnale chiaro. La mafia lo considerava pericoloso non perché avesse un potere economico o politico, ma perché sfidava il sistema di controllo psicologico e sociale che Cosa Nostra aveva costruito attorno ai giovani. La sua morte non fu solo un atto di violenza fisica, ma un tentativo di spegnere la speranza.</p>
<p>Il cambiamento mancato</p>
<p>Oggi, Palermo si presenta come una città con un piede nel futuro e uno incastrato in un passato che sembra difficile da superare. Il ricordo di Padre Puglisi è vivo: strade e piazze portano il suo nome, le commemorazioni si susseguono ogni anno e la sua figura è stata beatificata dalla Chiesa cattolica. Ma al di là della memoria e dei simboli, cosa è cambiato veramente?</p>
<p>Brancaccio, come molti altri quartieri della città, rimane una zona di grande disagio sociale. La criminalità organizzata è meno visibile di un tempo, ma la mafia si è adattata, spostandosi verso settori più sofisticati come l’economia legale e l’infiltrazione negli appalti pubblici. I clan continuano a esercitare il loro potere, in modo più subdolo ma altrettanto efficace. Il controllo sociale non passa più solo attraverso la violenza diretta, ma attraverso meccanismi economici e politici, che rimangono complessi da smantellare.</p>
<p>Il ruolo dello Stato e della Chiesa</p>
<p>Uno degli aspetti più dolorosi della vicenda di Padre Puglisi è la lentezza con cui le istituzioni hanno reagito. Negli anni ’90, la Chiesa era spesso divisa tra chi voleva affrontare apertamente il problema della mafia e chi preferiva mantenere un atteggiamento di silenzio. La beatificazione di Puglisi nel 2013 ha rappresentato un importante segnale di condanna da parte della Chiesa, ma molti si chiedono se questo sia sufficiente.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-74471" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/3Unknown.jpeg" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/3Unknown.jpeg 312w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/09/3Unknown-300x156.jpeg 300w" alt="" width="312" height="162" /></figure>
</div>
<p>Anche lo Stato ha avuto difficoltà a essere presente. Brancaccio, come molte altre periferie italiane, rimane una zona in cui lo Stato sembra spesso assente. Le forze dell’ordine lavorano incessantemente, ma il tessuto sociale non è mai stato ricostruito a sufficienza. Mancano infrastrutture adeguate, mancano opportunità economiche, mancano scuole che possano davvero offrire un’alternativa.</p>
<p>La nuova resistenza</p>
<p>Nonostante tutto, a Palermo c’è ancora chi lotta. Le associazioni antimafia, le scuole, e alcuni settori della Chiesa continuano l’opera di Puglisi. I giovani sono di nuovo al centro del dibattito. Progetti di educazione civica, iniziative sociali e culturali cercano di sottrarre le nuove generazioni al destino di povertà e criminalità.</p>
<p>Tuttavia, il cambiamento reale sembra ancora lontano. La crisi economica, la disoccupazione e la pandemia hanno aggravato situazioni già fragili. La mafia, intanto, non si ferma. Si adatta ai tempi, sfruttando ogni occasione per infiltrarsi dove ci sono vuoti istituzionali e sociali.</p>
<p>Conclusione: un’eredità che chiede ancora risposte</p>
<p>A 31 anni dalla morte di Padre Puglisi, Palermo rimane una città divisa tra la voglia di cambiamento e l’incapacità di liberarsi del tutto dal controllo della mafia. Il sacrificio di Puglisi è stato un segnale potente di resistenza, ma da solo non è bastato. Il ricordo di quel prete coraggioso ci ricorda che la lotta non è finita, e che la vera vittoria arriverà solo quando i quartieri come Brancaccio saranno finalmente liberi dalla paura e dall’indifferenza.</p>
<p>Il cammino è ancora lungo, ma la speranza che Padre Puglisi ha seminato continua a germogliare, anche se timidamente, tra le strade di una città che aspetta ancora il suo riscatto.</p>
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		<title>PRESENTATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI &#8220;CONTRA &#8211; CONTRO TUTTE LE MAFIE&#8221;, L&#8217;ASSOCIAZIONE DELLA TESTIMONE DI GIUSTIZIA VALERIA GRASSO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/25/presentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=presentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 18:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRA – Contro tutte le mafie]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Grasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64.webp 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-300x200.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-585x390.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-263x175.webp 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Fabio Rampelli (vicepresidente della Camera dei Deputati): “Valeria Grasso ha vinto la paura superandola e mettendosi a disposizione di quanti vorrebbero alzare la testa. Aiutando lei, aiutiamo loro” Roma, 25&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/25/presentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso/">PRESENTATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI &#8220;CONTRA &#8211; CONTRO TUTTE LE MAFIE&#8221;, L&#8217;ASSOCIAZIONE DELLA TESTIMONE DI GIUSTIZIA VALERIA GRASSO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64.webp 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-300x200.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-585x390.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/CC654937-73ED-4C37-A165-1CF97518DD64-263x175.webp 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fabio Rampelli (vicepresidente della Camera dei Deputati): “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Valeria Grasso</em></span></strong> <strong><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha vinto la paura superandola e mettendosi a disposizione di quanti vorrebbero alzare la testa. Aiutando lei, aiutiamo loro</span></em></strong><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">”</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Roma, 25 maggio 2023 &#8211; “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il 23 maggio è stata la ricorrenza in memoria della strage di Capaci e oggi voglio dare un messaggio forte, alla mafia si può resistere, non ci possiamo piegare. Lo stato è obbligato adesso a fare sul serio, perché i nostri caduti che vediamo nelle varie inchieste sono morti perché lasciati soli. ‘Contra’ si batterà perché nessuno venga lasciato solo. La lotta alla mafia è una cosa seria</em>” – lo ha detto oggi la testimone di giustizia siciliana, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Valeria Grasso</strong>, nella sala stampa della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Camera dei Deputati</strong> in occasione della conferenza di presentazione dell’associazione “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Contra &#8211; Contro tutte le mafie</strong>”, da lei presieduta, alla presenza del vicepresente della Camera <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fabio Rampelli</strong> e del Senatore <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Marco Scurria</strong>. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La Grasso è l’imprenditrice palermitana la cui denuncia <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha fatto arrestare esponenti di spicco del clan siciliano Madonia</strong> ed è tutt’oggi sotto protezione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’associazione da lei fondata, che avrà sede a Roma, è finalizzata a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">tutelare e promuovere i diritti degli imprenditori vittime della criminalità organizzata</strong> offrendo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">servizi legali</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">orientamento</strong> e risorse essenziali per contrastarne l’oppressione e la violenza di genere.  </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“La lotta alla mafia e a tutte le organizzazioni criminali passa attraverso leggi e buoni esempi. Valeria Grasso è un buon esempio di chi non si è arresa al ricatto</span></em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">” – ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei Deputati, On. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fabio Rampelli</strong>, che ha sottolineato &#8211; <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha vinto la paura superandola e mettendosi a disposizione di quanti vorrebbero alzare la testa. Aiutando lei, aiutiamo loro</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">È importante mettere in campo strumenti attivi e propositivi soprattutto di prevenzione nei confronti della criminalità organizzata” </em>– ha dichiarato il sen. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Marco Scurria</strong>, che ha precisato – “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">strumenti a disposizione delle imprese in difficoltà, per evitare che queste vadano a chiedere sogni a chi in realtà può solo condurle in strade senza via di uscita”</em>. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Avere dei luoghi in cui i giovani possano realizzare le proprie aspirazioni, questo è ciò che Contra vuole fare</em></span> <span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">– ha aggiunto Scurria, che ha rilevato l’importanza di “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dare alle donne la possibilità di non essere messe in un angolo o essere vittime di violenza ingiusta. La lotta alla mafia non è solo repressione, ma è anche spirito propositivo per far sì che la criminalità organizzata non abbia terreno fertile su cui attecchire</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Alla presentazione, moderata dalla giornalista e responsabile della comunicazione di Contra, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Donatella Gimigliano</strong>, sono intervenuti, inoltre l’avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Felice Centineo Cavarretta Mazzoleni</strong>, gli avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Romina Lupo </strong>e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonino Galletti</strong>, e il Dr. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Giuseppe Vulcano</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">In chiusura la Grasso ha annunciato l’uscita a settembre del suo libro: “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Mafia &#8211; Una donna contro. Sono una donna dello Stato</strong>” e anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la preparazione del film tv</strong> “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Coraggio di Valeria</strong>”, scritto da Donatella Gimigliano per la regia di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonio Centomani</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F25%2Fpresentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso%2F&amp;linkname=PRESENTATA%20ALLA%20CAMERA%20DEI%20DEPUTATI%20%E2%80%9CCONTRA%20%E2%80%93%20CONTRO%20TUTTE%20LE%20MAFIE%E2%80%9D%2C%20L%E2%80%99ASSOCIAZIONE%20DELLA%20TESTIMONE%20DI%20GIUSTIZIA%20VALERIA%20GRASSO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F25%2Fpresentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso%2F&#038;title=PRESENTATA%20ALLA%20CAMERA%20DEI%20DEPUTATI%20%E2%80%9CCONTRA%20%E2%80%93%20CONTRO%20TUTTE%20LE%20MAFIE%E2%80%9D%2C%20L%E2%80%99ASSOCIAZIONE%20DELLA%20TESTIMONE%20DI%20GIUSTIZIA%20VALERIA%20GRASSO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/25/presentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso/" data-a2a-title="PRESENTATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI “CONTRA – CONTRO TUTTE LE MAFIE”, L’ASSOCIAZIONE DELLA TESTIMONE DI GIUSTIZIA VALERIA GRASSO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/25/presentata-alla-camera-dei-deputati-contra-contro-tutte-le-mafie-lassociazione-della-testimone-di-giustizia-valeria-grasso/">PRESENTATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI &#8220;CONTRA &#8211; CONTRO TUTTE LE MAFIE&#8221;, L&#8217;ASSOCIAZIONE DELLA TESTIMONE DI GIUSTIZIA VALERIA GRASSO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il sogno dei siciliani onesti. Maria Giovanna Mirano racconta</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/14/il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Adernò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Aug 2021 04:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/B13C80C8-623B-42A6-814B-D6262A9F3930.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>&#160; Quella che racconta Maria Giovanna Mirano nel volume “Storia di una ribelle ‘nfame”, Edizioni Leima, è sì la testimonianza abilmente romanzata, con nomi di fantasia, di una terribile realtàsiciliana, che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/14/il-sogno-dei-siciliani-onesti-maria-giovanna-mirano-racconta/">Il sogno dei siciliani onesti. Maria Giovanna Mirano racconta</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="150" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/B13C80C8-623B-42A6-814B-D6262A9F3930.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p>&nbsp;</p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quella che racconta Maria Giovanna Mirano nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> volume “</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Storia di una ribelle </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> E</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dizioni </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Leima</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">sì </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la testimonianza </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">abilmente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">romanzata</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">con</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> n</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">omi di fant</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">asia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> una terribile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> realtà</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">siciliana, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che trova la sua sintesi nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’espressione di Anna </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ribaudo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Questa è la fine</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Cosa nostra ha vinto. Oggi ha dimostrato che è più forte dello Stato”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">alla </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">notizia della </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">tragica morte del giudice Paolo Borsellino, il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">1</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">9 luglio 1992</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ma</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> condensa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> anche </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una significativa lezione </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di rinnovamento culturale,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> perché “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli uomini passano ma le loro idee restano”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ne</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">corso della narrazione, il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">colloquio con il C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">apitano dei Carabinieri</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Grimaldi assume</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’amaro sapore della</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sco</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfitta l’Autrice</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, già nota alle scuole italiane per i su</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i contributi ai progetti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di cultura e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> legalità, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">adotta nomi fittizi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> riferimento ai </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">tragici </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">fatti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che si collegano alle stragi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">di Palermo del 23 maggio e del 19 luglio del 1992</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">n questa cornice si inserisce la storia d</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, figlia di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> don Saro Danaro, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un boss vecchio </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">stampo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che aveva osato contrastare </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nuova e più redditizia </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">linea del narcotraffico </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">imposta dal capomafia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> don Salvo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Madruso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, e che finisce</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per questo crivellato di colpi insieme al figlio</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Peppe </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> bar del paese</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Basseria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Chi osa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ribellarsi a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Cosa nostra</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">considerato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e quindi deve morire.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l giudice</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Caruso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Borsellino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> raccogliendo le testimonianze della ragazza</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che chiedeva giustizia e verità,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ha</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> garantito la sua protezione provvedendo a farla </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">trasferire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">come “collaboratrice di giustizia” </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una località segreta</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sotto nome fittizio, ma l’ha soprattutto sostenuta ed aiutata moralmente.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">L’espressione </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">chiude </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’incontro con il Capitano dei C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">arabinieri </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> primo capitolo: “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Oggi è morto il sogno di tutti quei siciliani onesti che preferivano il fresco p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ro</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fumo della l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bertà che s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ont</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ra</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ppone al puzzo del compromesso”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sigil</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">il dramma di Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> perché</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Una donna che si schiera con lo Stato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">resta sola, abbandonata</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a se stessa”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nella cultura della mafia </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chi si ribella</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a Cosa nostra, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">viene rinnegato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e diventa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nei</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> vari capitoli del libro, che si legge con scorrevolezza per lo stile semplice, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">immediato ed armoniosamente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> gradevole</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, si snodano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i percorsi</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">romanzati</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> di un amore giovanile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> contrastato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> da </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">eppe,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> fratello di </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ucciso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> insieme al padre</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dai sicari del boss,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">estenuante ricerca di verità</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> della ragazza</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che desidera a tutti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">costi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scoprire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">chi li ha uccisi, ne è il filo conduttore.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quello dei mafiosi è un mondo parallelo in cui si annullano i principi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">fondanti della società civile. In particolare, le donne pagano un prezzo molto alto. C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ostrette al silenzio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> custodire i segreti </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">più turpi dei propri uomini, annullano se stesse </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> soffocano qualsiasi trasporto emotivo pur di non tradire le regole imposte dai capi, accettando ogni atrocità</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e con “innaturale naturalezza”, anche le perdite più care.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Infrange </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">regola la t</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">en</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ce volontà di Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, giovane studentessa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che vuole lottare per cambiare le cose, che si ribella</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">perché</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> non può condividere il clima di omertà</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e di sudditanza alla volontà di quel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> capo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mafia che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dalla sua poltrona dietro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i vetri di una finestra, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">controlla e governa la </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">vita cittadina.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sa che non può farcela da sola, Maria, ed è per questo che assume un ruolo significativo anche la figura </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">iniziale </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">del Capitano Fedi, che con la sua temerarietà colpisce ed incoraggia la giovane a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">d andare avanti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> verso il riscatto della legalità.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quando, alla fine del racconto, Maria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">scopre </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con sgomento che era</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> stato</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">proprio </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Calogero</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">suo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">primo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e grande</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> amore</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a fare esplodere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i colpi della calibro 38 che le aveva strappato i suoi cari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che era proprio lui il sicario che cercava</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">picciotto rampante</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> del capomafia, con il quale tratten</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">eva </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">contatti e relazioni, ormai non ha più dubbi: non vendetta ma Giustizia. Solo le Istituzioni avrebbero potuto aiutarla.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er amore,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">lo stesso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">alogero, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">senza infrangere le regole che condannano gli ‘</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfami</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> co</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">me ormai è ritenuta </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Maria</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> finanche dalla stessa madre che l’ha rinnegata</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">da tempo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">intima la ragazza a sparire, altrimenti dovrà farlo lui, pena la su</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a stessa vita. Funziona così </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in quel mondo che Maria rifiuta e condanna.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">                                                                                                                                                                                               </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel romanzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> i frequenti incisi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in corsivo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> condensano i pensieri segreti  e i sentimenti dei protagonisti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">  </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ed il lettore, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">quasi scorrendo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> le</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> intime</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> pagine di un diario</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">condivide il dra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mma interiore di Maria, animata </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la ricerca della verità  e dal </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">forte senso di giustizia che diventa  bisogno e desiderio di vendicare la morte del padre e del fratello</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">;</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma anche i sentimenti di</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> un </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Calogero</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a suo modo innamorato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che vorrebbe sposarla</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rimane</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ndo però</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> fortemente legato a quel sistema</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> mafioso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> schiavizza</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> genera</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> potere, ricchezza e morte e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal quale non ci s</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i può distaccare.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Degna di attenzione</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> la pagina dedicata alla lezione sulla libertà che merita di essere letta e commentata agli studenti di oggi, come monito e messaggio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> p</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er dare un senso ai valori che dovrebbero guidare il cammino di ciascuno.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">     </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La Forze dell’Ordine</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in generale,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> chiamati </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ora </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sbirri</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ora “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">an</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">geli custodi”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">vengono magistralmente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> presentate nell’esercizio</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> delle funzioni di tute</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la dell’ordine pubblico</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e della legalità, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma anche spesso condizionate</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">dalla fitta coltre di omertà e di sile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nzio che domina </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in contesti assai difficili come quelli direttamente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> interessati dal fenomeno mafioso</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il messaggio di legalità è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dominante nel testo e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">le espression</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i usate</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sembrano ripetere gli slo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gan che</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">intonano </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gli studenti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> della “Nave della legalità” durante il corteo del 23 Maggio: </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La S</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">icili</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a è nostra e non di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">osa nostra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La presa d coscienza che “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il vero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nfame</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">non è chi lotta per un mondo migliore, ma colui che per paura ed egoismo non combatte i mafiosi, divenendo colluso con chi, usando la forza,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sottomette la vita degli altri”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">guida verso </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">la piena consapevolezza che occorre</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> modifica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">re il</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> modo di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pensare</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> la mafia, di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">le gravi conseguenze che produce e di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">agire</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> secondo i principi dell’onestà, del rispetto, della dignità.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Autrice </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">conclude </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in maniera incisiva</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">affermando </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “il cambiamento richiede tem</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o, ma prima di tut</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o bisogna volerlo. E noi siciliani onesti lo vogliamo.” </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ecco gli effetti del</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> vero </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">profumo di libertà</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mafia: Nel ricordo di Padre Pino Puglisi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/09/15/mafia-nel-ricordo-di-padre-pino-puglisi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mafia-nel-ricordo-di-padre-pino-puglisi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 18:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta alla mafia]]></category>
		<category><![CDATA[padre Puglisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/E9F89000-2D4D-4654-9060-916281F22C49.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/E9F89000-2D4D-4654-9060-916281F22C49.png 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/E9F89000-2D4D-4654-9060-916281F22C49-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></p>
<p>Uomo disarmato, ma non certo parroco distratto o sprovveduto Puglisi: un parroco, un cristiano, un uomo. La sua gente, la comunità di San Gaetano, Brancaccio, Palermo. Puglisi parroco a Brancaccio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><i>Uomo disarmato, ma non certo parroco distratto o sprovveduto</i></h4>
<p>Puglisi: un parroco, un cristiano, un uomo. La sua gente, la comunità di San Gaetano, Brancaccio, Palermo. Puglisi parroco a Brancaccio dove in quegli anni era sorta una “zona industriale” tremila operai, un vero paradiso per il racket del pizzo.</p>
<p>Brancaccio, un pezzo di città di Palermo  che racchiude tutta la vita ed anche la morte di Puglisi, ma racchiude anche – altro segno dei tempi – la intensa attività pastorale di don Pino e le spietate guerre di mafia che hanno visto affrontarsi i Bandate, gli Inzerillo, i Contorno, ai clan “vincenti” dei Greco e dei loro alleati, i “corleonesi” di Totò Riina Bernardo Provenzano.</p>
<p>È il quartiere dove Puglisi molti anni prima insieme ad un altro sacerdote, quando con questi dirigevano il centro diocesano vocazioni, portava gli studenti di un liceo cittadino, Vittorio Emanuele II, a giocare con i bambini che marinavano la scuola. Lo stesso posto dove il cardinale Pappalardo, poco dopo essere stato nominato celebrò una messa tra le strade fangose. A poche centinaia di metri, si trova la “camera della morte”, dove i killer della mafia strangolavano i loro nemici e scioglievano nell’acido i loro corpi. Poco più in là c’è piazza Scaffa dove, nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre del 1984, furono massacrate otto persone dentro una stalla. Ma c’è anche l’abitazione di Pietro Venergo, il boss che evase a piedi, indisturbato ed in pigiama dall’Ospedale Civico dove era ricoverato “sotto stretto controllo” dalla polizia.</p>
<p>È un quartiere dove ogni strada, ogni angolo, ogni vicolo, ha conosciuto un omicidio, un agguato. Come il ponte di via Giafar dove, il 25 giugno del 1981, si affrontano a colpi di “P38” e Kalashnikov, Totuccio Contorno e Pino Greco, detto “scarpuzzedda”, vicoli, piazze e strade conosciute palmo a palmo dai boss e dai sicari, ma anche da Puglisi che non aveva mai smesso di seguire ed amare il suo quartiere. Neanche quando fu parroco a Godrano, pochi chilometri da Palermo, e neanche quando si occupò del centro vocazione della diocesi.</p>
<p>Puglisi, uomo disarmato, ma non certo parroco distratto o sprovveduto che invece conosceva bene la drammatica situazione del suo quartiere che impegnava sempre di più la parrocchia in una azione di supplenza, ma senza averne le forze. Sapeva bene Puglisi che la “pax mafiosa” che regnava da anni a Brancaccio, era nata da spietati anni di piombo vissuti prima, e dal fatto che ormai non c’era più nessuno da uccidere: i corleonesi avevano fatto fuori tutti i loro avversari e, se qualcuno era ancora vivo, chissà dove si era rifugiato”</p>
<p>Tutto questo Puglisi lo sapeva, come sapeva che la parrocchia, la sua parrocchia, in quel contesto doveva aiutare il seme a germogliare, a crescere, a dare frutti e soprattutto a togliere ostacoli. In buona sostanza, aiutare ogni uomo a crescere in umanità a non prendere in considerazione solo gli elementi “nobili”, elevati e razionali, ma calarsi dentro gli aspetti tragici, irrazionali e dolorosi della vita. È questo miracolo che si compiva nella parrocchia di San Gaetano dove il primo linguaggio dell’uomo è la sua stessa vita e dove, appunto perché vi è una comunità di uomini, si libera un cristianesimo sincero e non un surrogato socio-ideologico.</p>
<p>Una parrocchia siffatta è anche un servizio alla società, perché provoca intelligenze, coscienze in libertà, penetra nel tessuto più intimo di un territorio, anzi ne diventa l’anima. Quando la fede si vuole “inculturare”, ogni angolo della terra, ogni angolo di Palermo diventa “parrocchia”, non per propagandare una ideologia, o per annunziare un messianismo politico o spettacolare, ma perché una porzione di umanità è davvero tale se sono mutate in essa intelligenze e volontà, sensibilità, responsabilità e spiritualità. Una comunità che conosce ed ama il proprio territorio.</p>
<p>“Ottomila abitanti – scriveva Puglisi – ma solo tremila sono i superstiti dell’antica borgata rurale. L’ambiente è disomogeneo e la presenza della mafia è soltanto uno dei problemi. Certo, non il minore, ma per molti la vera preoccupazione è riuscire a mangiare ogni giorno. Circa centocinquanta famiglie, giunte dal centro storico, concentrate in due enormi palazzi abitavano in case ormai inagibili, che crollavano a pezzi. Il comune le ha fatte sgombrare ed ha requisito questi due nuovi edifici. Le famiglie ora vi abitano, ma si sono portate dietro la propria povertà. È una terra di nessuno. I bambini vivono in strada. E della strada imparano solo le lezioni della delinquenza: scippi, furti, ma anche la microcriminalità a Brancaccio deve rispettare certe regole. Ad esempio, subito dopo l’arrivo di questi sfrattati, vi fu un’ondata di furti d’auto. E alcuni di questi ladruncoli, per presunzione, sono improvvisamente scomparsi. Agitavano senza seguire le regole imposte dai mafiosi del luogo: chissà, forse li ritroveranno dentro qualche pilastro di cemento. Poi evidentemente c’è stata la sottomissione e da allora non è scomparso più nessuno. I furti continuano, ma colpiscono solo chi non è “protetto”, i ladri di questo genere, non sono “uomini d’onore”, ma formano la rete di connivenze della mafia. Sulla via Rancacci, tra due passaggi a livello, vi è una zona chiamata “Stati Uniti”, qui i più poveri della città trovano rifugio in “catoi” che possono chiamarsi case, ma costano pochissimo di affitto. Qui la povertà è anche culturale, molti non hanno conseguito neanche la licenza elementare. Come parrocchia abbiamo cercato di fare dei corsi per gli analfabeti, ma certo il nostro sforzo non è sufficiente…. C’è povertà anche dal punto di vista morale, in molte famiglie non ci sono principi etici stabili, ma tutto viene valutato sul momento, in base alla necessità. Non c’è rispetto per la propria dignità, né per quella altrui. Non c’è rispetto per la proprietà, da ciò nasce quell’insieme di “trasgressioni legali” – nel senso che le loro illegalità non è neanche avvertita – come il lavoro nero, il contrabbando, lo spaccio di droga, i furti… ci sono diversi ragazzi che sono stati o sono tuttora ospiti del carcere minorile, alcuni adulti agli arresti domiciliari, altri all’Ucciardone. il degrado morale si propaga a tutta la famiglia… moltissime coppie sono irregolari: a 14 anni si fa la “fuitina” alla quale segue dopo tempo il matrimonio riparatore.”</p>
<p><img decoding="async" src="file:///C:/Users/socol/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image004.png" /><img decoding="async" src="file:///C:/Users/socol/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image005.png" /><img decoding="async" src="file:///C:/Users/socol/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image006.png" /><img decoding="async" src="file:///C:/Users/socol/AppData/Local/Temp/msohtmlclip1/01/clip_image007.png" />Puglisi,da Godrano, giunge alla parrocchia di san Gaetano a Brancaccio, per una scelta di obbedienza. Il cardinale Pappalardo aveva urgenza di nominare un nuovo parroco, ma nessuno voleva accettare l’incarico e così don Puglisi, dopo aver diretto un ufficio diocesano di prestigio come il centro vocazioni, viene individuato come possibile parroco di Brancaccio. Qualche giorno dopo la nomina, Puglisi dichiarò “la Chiesa non è la sede di un partito o un circolo ideologico. Al primo posto bisogna sempre mettere la crescita religiosa.</p>
<p>Forme di collaborazione sono possibili, ma solo se si tiene a mente questo principio…” Parole che pagò care: parecchi si allontanarono dalla parrocchia e qualcuno anzi lo bollò come “normalizzatore”, secondo parametri superficiali e giudizi sommari che prefiguravano l’impegno di parroco solo come antimafia, un impegno emotivo e che spesso genera solo visibilità.</p>
<p>La pallottola che ha ucciso Puglisi la sera del 15 settembre 1993, ha sconfessato e rimesso in discussione anche questo stereotipo, la sua morte ha scompaginato il torpore di chi, in buona fede o in mala fede, pretende sempre di mettere il “cappello” su ogni iniziativa, su ogni persona, classificandola, collocandola, a proprio piacimento, a destra o a sinistra.</p>
<p>Puglisi era stato addirittura accusato di essere un “normalizzatore”, ed è stato ucciso per il suo forte impegno di evangelizzazione e per tale motivo santificato. Puglisi non era di nessuno, perché era della Chiesa e della sua comunità di Brancaccio, ed il suo amore ed il suo impegno per Brancaccio non aveva origini da teorie sociologiche o da scelte politiche, bensì da una scelta profonda di Dio che lo portava ad incarnare il Vangelo, diventando egli stesso un “mistico” dell’impegno sociale, organizzando “normalmente” una resistenza non violenta al potere dei capi della mafia, perché il Vangelo coerentemente vissuto porta la spada e la rivoluzione fin dentro le famiglie: mette figlio contro il padre. C’è dubbio che l’azione moralizzatrice di Puglisi facesse crescere il divario tra il giovane figlio che scopre la legalità, torna a casa e non si riconosce più nei valori della violenza del padre mafioso? Non significa portare la guerra dentro una famiglia?Quello che altri, frettolosamente, avevano bollato come “normalizzatore”, aveva semplicemente vissuto e testimoniato un Vangelo che, quando si incarna, diventa dirompente. Che non lascia niente e nessuno al loro posto, che cambia radicalmente un territorio, ben si comprende come un’azione del genere, deve aver fatto preoccupare più di una persona e più di un ambiente.</p>
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