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		<title>Dalla dottrina “Donroe” a Minneapolis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 19:33:09 +0000</pubDate>
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<p>Dal Venezuela alla Groenlandia: la fine dell’ordine mondiale Di Roberto Sciarrone L’uccisione di Renee Nicole Good a Minneapolis è la prima vera crisi del secondo mandato di Trump? In queste&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-12-gen-2026-08_59_04-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-12-gen-2026-08_59_04-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-12-gen-2026-08_59_04-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/ChatGPT-Image-12-gen-2026-08_59_04-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dal Venezuela alla Groenlandia: la fine dell’ordine mondiale</em></p>
<p><strong>Di Roberto Sciarrone</strong></p>
<p>L’uccisione di Renee Nicole Good a Minneapolis è la prima vera crisi del secondo mandato di Trump? In queste ore dai media statunitensi arrivano le immagini delle persone scese in piazza per protestare contro la United States Immigration and Customs Enforcement I.C.E., agenzia federale statunitense responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione. Cittadina americana, madre di tre figli, divorziata, vedova e senza una particolare storia di militanza politica: Renee Nicole Good amava la poesia che aveva studiato al college vincendo addirittura un premio dell’American Academy of Poets. Tutto questo, e non solo, sta infiammando il dibattito pubblico negli Stati Uniti intorno alla presidenza Trump. E poi il Venezuela, la Groenlandia e il sequestro delle petroliere russe. La Dottrina “Donroe” segna uno spartiacque per l’ordine internazionale e pone l’Europa (e il mondo) davanti a un dilemma: adattarsi all’egemonia americana o prepararsi a contrastarla?</p>
<p>In questi primi giorni di gennaio Donald Trump è passato rapidamente dalle parole ai fatti. A poche ore dall’operazione militare che ha portato al cambio di regime a Caracas, il presidente degli Stati Uniti, parlando ai media a bordo dell’Air Force One, ha indicato i prossimi obiettivi: Colombia, Cuba, Messico. Tutti destinati a essere “ribaltati” in nome della Dottrina ‘Donroe‘ – richiamo quanto mai palese alla Dottrina Monroe – che come sappiamo attribuirebbe a Washington un controllo naturale sulle Americhe, che – ha dichiarato Trump – “non sarà mai più messo in discussione”.</p>
<p>Sempre in questa turbolenta settimana è arrivato anche il sequestro di una petroliera battente bandiera russa da parte della Guardia Costiera Usa nell’Atlantico settentrionale: il cargo, che in passato ha trasportato greggio venezuelano e navigava sotto bandiera russa, è sospettato di aver trasportato petrolio iraniano. Durante l’operazione, mezzi navali russi – incluso un sottomarino – operavano nelle vicinanze, uno degli scontri più vicini tra Stati Uniti e forze russe degli ultimi decenni. Per fare un parallelo storico immaginate cosa sarebbe accaduto durante la Guerra Fredda.</p>
<p><strong>Ma come si potrà sviluppare la dottrina Donroe? Un approccio sistemico? </strong>La rielaborazione in chiave MAGA della Dottrina ottocentesca presenta l’emisfero occidentale come una sfera di influenza esclusiva degli Stati Uniti, che dev’essere però resa impermeabile alle potenze rivali. La sintesi più cruda di questa visione l’ha offerta Stephen Miller, consigliere per la sicurezza interna. “Queste sono le ferree leggi del mondo fin dall’inizio dei tempi”, ha aggiunto. Una postura aggressiva che non si limita agli avversari dichiarati, ma che coinvolge anche partner e alleati (e veniamo alla Groenlandia). Lunedì, il Segretario di Stato Marco Rubio ha detto ai legislatori che Trump intende acquistare la Groenlandia piuttosto che invaderla, pur specificando che l’uso della forza non è escluso. Perché invaderla? Sempre per questioni di sicurezza nazionale, chapeau. Nel tentativo di blindare il “vicinato americano”, Trump sta quindi accelerando una competizione tra grandi potenze destinata a estendersi ben oltre l’emisfero occidentale.</p>
<p><strong>E l’Europa? </strong>Per l’Europa, la nuova dottrina Trump comporta grandi cambiamenti. Se la preoccupazione più immediata riguarda l’Artico e la Groenlandia, il sostegno all’Ucraina e la sicurezza del continente vengono subito dopo. I 27 si trovano di fronte a un bivio: appoggiare o contrastare le ambizioni di Washington?</p>
<p><strong>Perché Trump insiste sulla Groenlandia?</strong> Secondo il presidente americano gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, viste le navi russe e cinesi nei dintorni. Di fatto i soldati statunitensi sono presenti in Groenlandia dal 1951 con una base militare permanente, speriamo basti questo.</p>
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		<title>Blitz USA e arresto di Maduro: una crisi internazionale tra diritto e sovranità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 18:26:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Profonde le divisioni tra leader mondiali e  posizioni contrastanti di UE e Italia: al centro del dibattito il rispetto del diritto internazionale. Il  contesto storico,  dalla  leadership di Chávez alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/05/blitz-usa-e-arresto-di-maduro-una-crisi-internazionale-tra-diritto-e-sovranita/">Blitz USA e arresto di Maduro: una crisi internazionale tra diritto e sovranità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1919-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p class="p1"><i>Profonde le divisioni tra leader mondiali e  posizioni contrastanti di UE e Italia: al centro del dibattito il rispetto del diritto internazionale. Il  contesto storico,  dalla  leadership di Chávez alla dittatura di Maduro come chiave per comprendere la situazione</i></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nei primi giorni del 2026, tra la notte del 2 e il 3 gennaio, il mondo è stato scosso dalle notizie di un’operazione militare statunitense annunciata dal presidente </span><span class="s3">Donald J. Trump</span><span class="s1">, secondo il quale le forze americane avrebbero condotto un’azione su larga scala in Venezuela con l’obiettivo di catturare il presidente venezuelano </span><span class="s3">Nicolás Maduro</span><span class="s1"> e sua moglie, accusati di narcotraffico internazionale e attività collegate al terrorismo. Trump ha affermato che Maduro sarebbe stato trasferito negli Stati Uniti e trattenuto in attesa di comparire davanti a un tribunale federale, mentre Washington avrebbe temporaneamente assunto il controllo per favorire una transizione politica.<br />
Questa dichiarazione ha sollevato un intenso dibattito internazionale sulla legittimità giuridica di un intervento militare diretto contro un capo di Stato sovrano. </span><span class="s3">Washington ha rivendicato la possibilità di perseguire Maduro</span><span class="s1"> sulla base della giurisdizione penale extraterritoriale, sostenendo che i reati a lui attribuiti producono effetti diretti sul territorio statunitense. In particolare, le accuse di narcotraffico e narcoterrorismo, secondo la dottrina statunitense, permetterebbero di incriminare Maduro e di processarlo in tribunale federale. </span><span class="s3">Tuttavia, esperti di diritto internazionale sottolineano</span><span class="s1"> che la giurisdizione penale non autorizza l’uso della forza in un altro Stato e può servire solo se l’imputato viene catturato legalmente.<br />
Washington ha inoltre evocato la lotta internazionale al narcoterrorismo come motivo di sicurezza nazionale, ma questa definizione non costituisce, secondo il diritto internazionale, una base giuridica per un intervento militare diretto in un Paese sovrano che non rappresenta una minaccia armata. </span><span class="s3">Un altro argomento avanzato dalle autorità statunitensi riguarda la delegittimazione politica di Maduro</span><span class="s1">, indicato come leader illegittimo a causa di elezioni contestate. Tuttavia, la maggior parte dei giuristi internazionalisti osserva che anche governi non riconosciuti mantengono la protezione territoriale e l’immunità personale del capo di Stato in carica, che resta protetto dal diritto internazionale consuetudinario.<br />
</span><span class="s3">L’argomento della legittima difesa </span><span class="s1">ai sensi </span><span class="s3">dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite </span><span class="s1">appare ulteriormente debole. La legittima difesa richiede un attacco armato in corso o imminente, e il Venezuela non ha né minacciato né attaccato gli Stati Uniti. L’azione non è stata autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, e l’articolo 2 della Carta vieta l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di uno Stato. Un altro cardine del diritto internazionale riguarda l’immunità dei capi di Stato: secondo la Corte Internazionale di Giustizia, un capo di Stato in carica non può essere arrestato da uno Stato straniero, salvo mandato di una corte internazionale, come la Corte Penale Internazionale, che non esiste nel caso di Maduro.<br />
</span><span class="s3">Le reazioni internazionali sono state immediate e in larga parte critiche. </span><span class="s1">Il governo venezuelano ha denunciato l’azione come aggressione militare unilaterale e violazione della sovranità nazionale, mentre la Corte Suprema venezuelana ha indicato la vicepresidente </span><span class="s3">Delcy Rodríguez</span><span class="s1"> come presidente ad interim, una decisione contestata sia internamente che all’estero. </span><span class="s3">La comunità internazionale si è divisa</span><span class="s1">. Molti governi latinoamericani, tra cui il presidente del </span><span class="s3">Brasile</span><span class="s1">Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente del </span><span class="s3">Messico</span><span class="s1"> Andrés Manuel López Obrador</span><span class="s3">,</span><span class="s1"> il presidente della </span><span class="s3">Colombia</span><span class="s1"> Gustavo Petr</span><span class="s3">o</span><span class="s1">, il presidente del </span><span class="s3">Cile</span><span class="s1">Gabriel Boric e il presidente dell’ </span><span class="s3">Uruguay</span><span class="s1"> Luis Lacalle Pou, insieme al presidente del </span><span class="s3">governo spagnolo</span><span class="s1"> Pedro Sánchez, </span><span class="s3">hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta</span><span class="s1"> in cui condannano l’operazione e respingono qualsiasi tentativo di controllo esterno del Venezuela, evidenziando che azioni militari unilaterali violano i principi fondamentali del diritto internazionale e la sovranità degli Stati.<br />
</span><span class="s3">L’Unione Europea</span><span class="s1">, attraverso la sua alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza Kaja Kallas, ha ribadito che i Paesi membri hanno riconosciuto la mancanza di legittimità delle ultime elezioni venezuelane e difendono l’idea di una transizione pacifica, sottolineando l’importanza del rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, invitando alla moderazione e al dialogo. La presidente della Commissione europea </span><span class="s3">Ursula von der Leyen</span><span class="s1"> ha espresso solidarietà al popolo venezuelano e ha sostenuto che qualsiasi soluzione debba rispettare le norme internazionali, auspicando un coinvolgimento dell’opposizione venezuelana per una transizione democratica.<br />
</span><span class="s3">L’Italia</span><span class="s1">, sotto la guida della premier Giorgia Meloni, </span><span class="s3">attraverso una posizione sfaccettata, </span><span class="s1">ha espresso preoccupazione per l’intervento militare esterno, ribadendo l’attenzione per la comunità italiana in Venezuela e per la situazione sul terreno, garantendo il pieno supporto diplomatico attraverso l’ambasciata a Caracas. Il ministro degli Esteri italiano, </span><span class="s3">Antonio Tajan</span><span class="s1">i, ha confermato il monitoraggio della situazione e la necessità di prudenza in un contesto di tensioni crescenti. </span><span class="s3">Allo stesso tempo, esponenti politici italiani </span><span class="s1">di opposizione hanno chiesto una posizione più netta dell’UE sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite e un’aperta condanna dell’uso unilaterale della forza.<br />
Le </span><span class="s3">potenze globali si sono divise. </span><span class="s1">Il </span><span class="s3">governorusso</span><span class="s1">, attraverso il Ministero degli Esteri, ha condannato l’azione come un “atto di aggressione armata” e violazione della sovranità venezuelana, invitando a prevenire ulteriori escalation e a rispettare il diritto internazionale, senza che vi siano dichiarazioni testuali di Vladimir Putin che utilizzino termini come “egemonico”. La </span><span class="s3">Repubblica Popolare Cinese, </span><span class="s1">invece, ha definito l’azione degli Stati Uniti come un vero e proprio “atto egemonico” che viola il diritto internazionale e la sovranità del Venezuela. Anche il </span><span class="s3">Segretario generale delle Nazioni Unite, </span><span class="s1">António Guterres, ha espresso preoccupazione per la crisi, definendo l’azione un precedente pericoloso e richiamando all’osservanza delle norme multilaterali.<br />
Per comprendere appieno questa crisi è utile collocarla nel </span><span class="s3">contesto storico</span> <span class="s3">della politica venezuelana recente.</span><span class="s1"> La crisi ha avuto origine con </span><span class="s3">Hugo Chávez</span><span class="s1">, eletto presidente nel 1999 con un progetto di “rivoluzione bolivariana” basato sulla redistribuzione delle risorse petrolifere e sulla giustizia sociale. Chávez nazionalizzò settori chiave dell’economia e ampliò programmi sociali, ma concentrò progressivamente il potere nelle istituzioni controllate dall’esecutivo, indebolendo l’indipendenza dei tribunali, del Parlamento e dei media. Il modello economico fortemente dipendente dalle esportazioni petrolifere si rivelò vulnerabile alla caduta dei prezzi internazionali, e le politiche di controllo economico contribuirono a una crisi economica profonda.<br />
</span><span class="s3">Dopo la morte di Chávez nel 2013, Nicolás Maduro</span><span class="s1"> — suo fedele collaboratore e successore — è diventato presidente, ma con un consenso più debole e in un clima di crescente polarizzazione. Sotto Maduro il Venezuela ha affrontato una profonda crisi economica caratterizzata da iperinflazione, scarsità di beni essenziali e fuga di milioni di cittadini. Maduro ha rafforzato il controllo politico e istituzionale, limitando la libertà di stampa, reprimendo l’opposizione e gestendo un parlamento spesso considerato non libero o equo da osservatori internazionali.<br />
La combinazione di crisi economica, isolamento internazionale e tensioni politiche ha reso il Venezuela uno dei casi più complessi dell’America Latina, con profonde implicazioni per la sicurezza regionale e l’ordine internazionale. </span><span class="s3">La controversa operazione del 2‑3 gennaio 2026 ha messo in evidenza questi nodi, </span><span class="s1">generando un acceso confronto tra sostenitori di azioni forti contro regimi considerati autoritari e difensori della sovranità nazionale e del diritto internazionale multilaterale. La crisi in corso resta un banco di prova per le istituzioni internazionali e per il modo in cui si conciliano democrazia, legalità e relazioni tra Stati nel XXI secolo.<br />
@</span><span class="s3">Riproduzione riservata</span></p>
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		<title>L’offensiva di Trump in Venezuela e il calo di consensi negli ultimi sondaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 08:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="959" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909.jpeg 960w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909-768x767.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1909-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Donald Trump annuncia l’intenzione di affidare a un gruppo di funzionari statunitensi la gestione della politica venezuelana fino a una «transizione ordinata». Sullo sfondo, però, pesano i dati interni: disoccupazione&#8230;</p>
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<p><b><br />
di Angela Casilli</b></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><br />
Donald Trump</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha festeggiato il primo Capodanno della sua seconda presidenza ostentando una sicurezza da fare invidia ad altri autocrati come lui</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> lo ha spinto ad ordinare un drammatico attacco al </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Venezuela</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che, anche s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e definito dal </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tycoon</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un successo, moltiplica i rischi perché lascia irrisolte pesanti incognite sul futuro del Paese sud-americano e della politica estera di Washington</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Trump ha dichiarato, anzi, che saranno gli Usa, o meglio un gruppo di funzionari americani, che gestiranno la politica del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Venezuela</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, a tempo indeterminato, fino ad una transizione ordinata, senza chiarire cosa si aspetti da Caracas.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ma né la piaggeria, né il rivendicare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il coraggio e la potenza dei soldat</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">americani“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, come ha fatto il S</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">egretario della Difesa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> possono nascondere il calo di consensi del </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tycoon </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">negli ultimi sondaggi e la necessità di rilanciare una popolarità in caduta libera.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I sondaggi non hanno certamente lo stesso effetto delle urne e Trump ci ha abituato alle riscosse e ad una </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">leadership</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">aggressiva, fondata sulla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> polarizzazione dell’elettorato;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tuttavia sono importanti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> perché all’orizzonte c</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> sono le elezioni </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di mezzo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">&#8211;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">termine che, rinnovando il Congresso, possono consolidare o rimettere in discussione le sue ambizioni politiche.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Parliamo di sondaggi veri non ritoccati</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che bocciano il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Presidente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in doppia cifra percentuale, evidenziando uno scivolone di oltre dieci pu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nti dall’insediamento alla Casa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Bianca</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, penalizzando i punti fermi della sua agenda Maga e America First, dal protezionismo, all’immigrazione, alle guerre. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il mandato di Trump era per una profonda rivoluzione, dai dazi alla </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">deregulation</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, dalla cultura no</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">&#8211;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vax</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> fino alla concentrazione dei poteri nella persona del Presidente, costruito in parte sull’immagine di un uomo che non conosceva e non aveva conosciuto mai sconfitte.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ora quell’immagine si è appannata agli occhi di un Paese irrequieto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">e palesemente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">preda </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ad</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> un malessere sociale ed economico, che stenta a risolver</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">A fronte</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di un’espansione dell’economia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, solo auspicata ma non ottenuta finora, c’è chi parla apertamente di recessione, perché mentre c’è chi guadagna miliardi di business, continuando ad arricchirsi, altri guadagnano meno o non guadagnano nulla.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La disoccupazione è al 4,6%, la più alta dal 2021, con picchi nella popolazione </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i colore e tra i laureati, in barba alle promesse fatte in campagna elettorale; il che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> spiega l’erosione dei consensi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e il timore di chi pensa che </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Trum</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">p </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">trascuri il disagio di tanti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per perseguire obiettivi di grandezza, com’è nella sua </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">n</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">atura</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">tycoon</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">  </span></span></p>
<p class="s6">Photocover: facebook official page di Donald Trump</p>
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