<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>magna grecia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/magna-grecia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/magna-grecia/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Oct 2023 07:48:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>magna grecia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/magna-grecia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 07:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=79109</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1079" height="1076" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF.jpeg 1079w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-1024x1021.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-768x766.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-585x583.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></p>
<p>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, oggi alla sua seconda edizione, rivista e ampliata, è un volume unico nel suo genere e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/">SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, oggi</em> <em>alla sua seconda edizione, rivista e ampliata, è un volume unico nel suo genere e si propone di</em> <em>ricostruire la storia letteraria del Novecento con uno sguardo su territori spesso trascurati</em> <em>dalla manualistica.</em></p>
<p>Era il 1954, quando <strong>Vittorio Bodini</strong> individuava già una cesura all’interno dell’Ermetismo e parlava<br />
pertanto di una linea fiorentina e di una linea meridionale. Da allora, le differenze fra nord e sud<br />
sono andate accentuandosi e la cosiddetta questione meridionale ha investito anche il mondo<br />
letterario.<br />
Ne è derivata una assenza, più o meno marcata a seconda delle edizioni, di autori del meridione<br />
all’interno dei manuali scolastici. <img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-79113" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
Fatta eccezione per i soliti noti e grandi nomi del Novecento, fra<br />
cui spicca senza dubbio <strong>Pirandello</strong> per spazio occupato, agli autori del sud sono dedicate poche<br />
pagine, se non addirittura paragrafi; a tal proposito, si possono citare <strong>due vincitori del Nobel</strong> come<br />
<strong>Deledda e Quasimodo</strong>. Per loro qualche estratto e un paio di paragrafi.<br />
Ma come porre rimedio a questo atteggiamento?<br />
Come dare il giusto spazio agli autori di quella che, un tempo, fu la Magna Grecia?<br />
Per arginare questa tendenza è necessario tracciare <strong>una linea meridionale</strong> e riconoscerne<br />
l’importanza accanto – e mai in conflitto – a quella lombarda, a quella ligure e a quella toscana. Una<br />
visione organica e adesa quanto più possibile al magmatico reale patrimonio letterario italiano è<br />
possibile solo se si approfondisce la conoscenza della produzione peninsulare e insulare tutta, senza<br />
esclusione alcuna. Questo è uno degli obiettivi di <strong>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento</strong><br />
<strong>di Spagnoletti, Carrieri, Grisi</strong> e gli altri, di <strong>Pierfranco Bruni, Micol Bruni e Marilena Cavallo</strong>, a<br />
cura di <strong>Rosaria Scialpi</strong> e edito da <strong>Passerino Editore</strong>.<br />
Il saggio, che ha i contorni di un anti-manuale, scandisce l<strong>a storia letteraria del Novecento italiano</strong><br />
riportando il meridione all’interno del dibattito critico-letterario, senza indugiare in localismi e in<br />
schemi ormai vetusti e disancorati dal reale.<br />
Sulle sponde della Magna Grecia, allora, non ha intenzione di riproporre l’immagine di un sud da<br />
cartolina, fertile e da bozzetto idilliaco così come non cede a paternalismi e/o vittimismi legati alla<br />
questione meridionale – già ampiamente e abbastanza efficacemente esplorata da <strong>Gramsci</strong> in passato – e alla posizione dello scrittore in questo contesto.</p>
<p>Sono lontani i tempi in cui l’unica voce ad avere monopolio della visione del sud era Cristo si è fermato a Eboli. Sulle sponde della Magna Grecia, e questa nuova edizione nello specifico, offre, semmai, una narrazione realistica dei<br />
luoghi ma soprattutto di chi ha contraddistinto il Novecento letterario del sud, essendovi nato<br />
o essendosi inestricabilmente legato ad esso.</p>
<p>Un approccio, questo, che si è rivelato imperativo per un territorio – quello della Magna Grecia – con una storia composita e riccamente variegata, a sua volta sorretta da una parola d’ordine: <strong>incontro</strong>.<br />
Incontri di popoli, persone, lingue che si fondono e contaminazioni di idee. Questa è la <strong>Magna</strong><br />
<strong>Grecia</strong> e questa è ancor di più quella del Novecento, dove <strong>D’Annunzio</strong> incontra <strong>Grottaglie</strong>, il<br />
cinema di <strong>Rodolfo Valentino</strong> incontra la parola poetica, <strong>Pinto e Spagnoletti</strong> conoscono <strong>Dante</strong> e lo<br />
ascoltano, il presente incontra il passato mitico, il contingente concreto abbraccia la dimensione<br />
onirica e della sospensione del reale.<br />
I contorni sfumano.<br />
Si frantumano le immagini.<br />
L’oriente e l’occidente non sono che riferimenti convenzionali quando si congiungono.<br />
Si sposano il passato e il presente.<br />
Le identità si fondono e tessono ragnatele di pensieri.<br />
Ci si radica. Si appartiene.<br />
Il resto è storia e letteratura.<br />
Una storia letteraria spesso stemperata, trascurata, vilipesa, taciuta&#8230; ma che trova nelle pagine di<br />
questo volume spazio per vibrare, interrogare e forse provocare.</p>
<p>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, Passerino<br />
Editore, 2023, II edizione rivista e ampliata, è disponibile in cartaceo e in ebook.<br />
Qui il video trailer del libro:<br />
<iframe  id="_ytid_21457"  width="1170" height="658"  data-origwidth="1170" data-origheight="658" src="https://www.youtube.com/embed/TjNof3mntNY?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F10%2F28%2Fsulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale%2F&amp;linkname=SULLE%20SPONDE%20DELLA%20MAGNA%20GRECIA%3A%20LA%20NECESSIT%C3%80%20DI%20UNA%20LINEA%20%20MERIDIONALE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F10%2F28%2Fsulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale%2F&#038;title=SULLE%20SPONDE%20DELLA%20MAGNA%20GRECIA%3A%20LA%20NECESSIT%C3%80%20DI%20UNA%20LINEA%20%20MERIDIONALE" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/" data-a2a-title="SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/">SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">79109</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Un viaggio letterario in Magna Grecia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-viaggio-letterario-in-magna-grecia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 04:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=73954</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="375" height="253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg 375w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621-300x202.jpeg 300w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></p>
<p>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/">Un viaggio letterario in Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi per riscoprire una terra,  l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>  A cura di <b>Rosaria Scialpi</b></i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri costituisce un’eccezione nel panorama editoriale italiano.<br dir="auto" />Il saggio, che parte da un vero e proprio progetto sul Mediterraneo, scritto a quattro mani da Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e a cura di Rosaria Scialpi,  ripercorre la più recente storia letteraria del meridione attraverso una lente d’ingrandimento unica: l’appartenenza alla Magna Grecia. Riscoprire una terra per riscoprirne l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" /><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-73957 size-medium alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED.jpeg 375w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Fra gli autori di cui Bruni e Cavallo hanno affrontato puntuali interventi critici e storico-letterari: Giacinto Spagnoletti, Raffaele Carrieri, Francesco Grisi, Cosimo Fornaro, Maria Corti, Salvatore Quasimodo, Michele Pierri, Giuseppe Selvaggi, Nerio Tebano, Pasquale Pinto, Cesare Giulio Viola, Emanuele De Giorgio, Pio Rasulo e Carlo Belli. Personaggi ai quali sono stati dedicati degli appuntamenti in RAI.<br dir="auto" />Nel volume, che consta di 276 pagine, non solo grande attenzione è riservata al territorio tarantino in particolare, ma emerge, mediante ricordi familiari e studio delle fonti, un rapporto del tutto inedito di D’Annunzio con Grottaglie. Inoltre, per gentile concessione di Bruni e del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi, all’interno del saggio sono presenti ben 13 poesie postume di Francesco Grisi che costituiscono la plaquette Se camminando – Tra le vie di Grottaglie, Taranto e Martina Franca. Non mancano, infine, riferimenti a intellettuali di punta del panorama letterario italiano come Pavese, Sciascia, Palazzeschi, Flora, Binni, Dante Alighieri, Serao, Maria Bellonci e molti altri. Il lavoro curato da Rosaria Scialpi è un vero e proprio unicum.<br dir="auto" />Il volume, pubblicato da Passerino Editore, è disponibile anche in formato ebook .</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" />GLI AUTORI<br dir="auto" /><br dir="auto" />Pierfranco Bruni è nato in Calabria, terra a cui è profondamente legato, ma vive in Puglia da decenni. È presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Scrittore prolifico, ha scritto saggi, poesie e romanzi ed è stato candidato due volte al Nobel per la Letteratura. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche. Bruni è inoltre stato Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Marilena Cavallo è nata in Puglia. Docente di Lettere nei licei, è studiosa di problematiche relative alla letteratura del Novecento europeo con un focus sul Mediterraneo e autori come Penna, Pavese e Carrieri. Ha partecipato a numerosi convegni, pubblicato libri di diverso genere e fa parte di giurie di premi culturali.<br dir="auto" /><br dir="auto" />LA CURATRICE<br dir="auto" /><br dir="auto" />Rosaria Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne con lode, ha scritto articoli per riviste scientifiche, collaborato con testate giornalistiche del territorio pugliese e ha curato la comunicazione di un festival letterario. Fra i suoi scritti: Lembi di verità (L’Erudita, 2022), vincitore del Premio Saffo poesia giovane e del Premio Troccoli Magna Graecia, e La trilogia del Nostos (Pellegrini, 2023). Alcuni suoi racconti appaiono in antologie.</div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&amp;linkname=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&#038;title=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/" data-a2a-title="Un viaggio letterario in Magna Grecia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/">Un viaggio letterario in Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">73954</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. L&#8217;approccio culturale muta costantemente</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/la-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 May 2022 18:07:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=54311</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Cercare di leggere i ritagli culturali dei territori è penetrare i modelli etno-antropologici che sono parte vitale dei processi di conoscenza in una geografia tra eredità ed identità. Bisogna storicizzare, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/la-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente/">La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. L&#8217;approccio culturale muta costantemente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/C08C70D8-8817-4D2D-8EE1-FF7F9D23B2A1-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p style="text-align: left;">Cercare di leggere i ritagli culturali dei territori è penetrare i modelli etno-antropologici che sono parte vitale dei processi di conoscenza in una geografia tra eredità ed identità. Bisogna storicizzare,  ma per rendere la storia elemento di apprendimento è necessario realizzare un percorso chiaramente antropologico. L&#8217;antropologia è l&#8217;espressione materiale e ontologica dei popoli, delle civiltà, delle comunità. Il passato è un depositato nella storia.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bisogna fare in modo, discutendo dialetticamente di beni culturali e di patrimonio identitario incastonato nella cultura, di leggere quel che chiamano passato, o esteticamente memoria, di non renderlo soltanto nostalgia. Ciò che è stato in un tempo non potrà essere in un altro tempo. L&#8217;antico non può essere il nuovo o nel nuovo. Lasciamolo tra le griglie dei simboli, dei miti, degli archetipi ma non scardiniamo quel tempo che non c&#8217;è più pensando di renderlo presente, attuale, futuro. Anche quando discutiamo di beni culturali non possiamo più commentare un simile errore.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Magna Grecia è stata. Non sarà più,  non sarà mai più. Il Mediterraneo dei miti come lo abbiamo letto tra classicità, umanesimo e grecità egiziana &#8211; araba non sarà più. Si vive un altro Mediterraneo. Bisogna ben comprendere che ci sono diversi mediterranei che si portano dentro diversi destini e una storia articolata non assimilabile tra epoche.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Mediterraneo dei beni culturali ha anche ora una eterogeneità di letture. Marrakesh non è Madrid. Algeri non è Nizza. Il Cairo non è Roma. Insomma testimonianze che hanno una valenza importante ma non assimilabile. Questo significa che ci sono diversi Mediterranei sul piano culturale che restano espressioni eterogenee nella cultura del bene geo-territoriale.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;antropologia è una espressione che riesce ad interpretare i processi archeologici, urbanistici, architettonici, storici, linguistici, letterati, etnici. Ecco perché sono sempre più convinto che il Ministero Italiano della Cultura deve imporsi con una progettualità imponente proprio in quella visione di sintesi che è l&#8217;antropologia.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cio può essere fatto pero con le dovute competenze, con una didattica delle culture, con una conoscenza che nasce dal rapporto tra apprendimento e valorizzazione. Su questo versante credo che ciò che si indica come geografia della Magna Grecia non può essere letta soltanto con gli strumenti e i processi archeologici bensì fortemente antropologici.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;antropologia della Magna Grecia è una delle discipline che permette di abitare civiltà, popoli e tradizioni. D&#8217;altronde la Magna Grecia, oltre l&#8217;archeologia, è in questi percorsi. La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. Perché tutto questo? Perché sostanzialmente l&#8217;approccio culturale muta costantemente.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F05%2F29%2Fla-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente%2F&amp;linkname=La%20Magna%20Grecia%20%20va%20vissuta%20come%20modello%20antropologico%20oltre%20che%20archeologia%20del%20vissuto.%20L%E2%80%99approccio%20culturale%20muta%20costantemente" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F05%2F29%2Fla-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente%2F&#038;title=La%20Magna%20Grecia%20%20va%20vissuta%20come%20modello%20antropologico%20oltre%20che%20archeologia%20del%20vissuto.%20L%E2%80%99approccio%20culturale%20muta%20costantemente" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/la-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente/" data-a2a-title="La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. L’approccio culturale muta costantemente"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/29/la-magna-grecia-va-vissuta-come-modello-antropologico-oltre-che-archeologia-del-vissuto-lapproccio-culturale-muta-costantemente/">La Magna Grecia  va vissuta come modello antropologico oltre che archeologia del vissuto. L&#8217;approccio culturale muta costantemente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">54311</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Quasimodo greco indissolubile nella metafora della caverna come ombra di Platone</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/26/quasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 19:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Leonida]]></category>
		<category><![CDATA[letterature comparate]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[mediterraneita’]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Quasimodo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=52526</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>1Sulle vie della Magna Grecia camminano e navigano i poeti del Mediterraneo. I poeti che racchiudono le lingue nelle emozioni, la percezione della parola nella intuizione, il senso del viaggio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/26/quasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone/">Quasimodo greco indissolubile nella metafora della caverna come ombra di Platone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/0B373845-D234-4E11-8D94-C8DC589EB9CD-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>1<br dir="auto" />Sulle vie della Magna Grecia camminano e navigano i poeti del Mediterraneo. I poeti che racchiudono le lingue nelle emozioni, la percezione della parola nella intuizione, il senso del viaggio nella memoria che diventa viaggiante. Sono i poeti di una eredità greca, romana, adriatica e in un Occidente che penetro’ l’Oriente e viceversa. Sono i poeti della cesellatura del distico.<br dir="auto" />Quasimodo ha radici arabe. Pierro è arabo nel suo dialetto ma anche nella sua canzone per “Metaponto”. Sinisgalli batte le monete rosse sui gradini delle chiese e sembrano tocchi urlati dalle moschee. Gatto si riconosce nella sua Salerno che riporta gli echi del padre che è radice. Alvaro cerca un viaggio di mezzo tra il provenzale e il grecanico. Carrieri è un tuffo in una grecità tarantina che ha il suono delle alchile dei sufu. <br dir="auto" />Quanta cultura sufica c’è in Raffaele Carrieri? È una domanda alla quale bisogna rispondere. La poesia islamica, poesia medievale a cominciare da Rumi sino a tutta la tradizione dei dervisci danzanti, è dentro il cadenzare di Raffaele Carrieri.<br dir="auto" />Scotellaro ritrova nel mondo contadino una antropologia delle stagioni. Francesco Grisi calca il sentiero mesopotamico. C’è un Mediterraneo dentro i dettagli della poesia moderna di ciò che è stata Magna Grecia. Uno dei poeti che ha raccontato questo intreccio in termini sublimari è Stefano D’Arrigo. Accanto a Stefano si legano Lucio Piccolo, Gesualdo Bufalino, Bartolo Cattafi. Lorenzo Calogero incide il pianto della contemplazione. Franco Costabile con  la sua “rosa nel bicchiere” canta lo spaziare del tempo tra la sua Calabria e i mari del Sud in un Oriente che custodisce orizzonti.<br dir="auto" />2<br dir="auto" />Credo che ci sia un legame significativo tra Raffaele Carrieri, poeta della Taranto greco – musulmana (la metafora è nella letteratura del binomio tra l’Oriente greco e il sufismo dei dervisci), Albino Pierro (soprattutto quello della poesia in lingua italiana: la sua rabatana è un rimando, con Sinisgalli, a un mondo prettamente arabo), Francesco Grisi (la cui poesia ritrova nella cultura biblica i luoghi del deserto e dei viaggiatori del deserto) e Gesualdo Bufalino (i cui echi sono intrecci di mediterranei icludenti tra la Sicilia e l’Oriente), Alfonso Gatto che ha fatto della memoria una chiusa di nostalgie in una ricordanza che è estasi. <br dir="auto" />È su queste dimensioni che hanno dell’onirico, è su questi percorsi che la Magna Grecia  viene ad essere assorbita nella parola e nell’anima che sono nel mito della mediterraneità. Perché la mediterraneità. Questi poeti sono linguaggi di terra e di acqua. Sono poeti che non hanno mai spsso di confrontarsi con le civiltà perdute e con quelle culture che superano notevolmente l’antipoetico Dante per soffermare l’attenzione su un maestro sufi qual è khayyam. Ma con questo maestro hanno dovuto fare i conti sia Pascoli, senza il cui incontro sarebbe rimasto il piagnucolante poeta delle lamentele, come ho dimostrato in un recentissimo libro, Cardarelli , il poeta delle malinconie vitali, Ungaretti che lega la terra promessa al mondo islamico.<br dir="auto" />Siamo, dunque, a quella poesia che è Magna Grecia ma riesce a respirare l’onirico e il superamento della storia attraverso l’estetica e la perforazione degli sguardi. Perforare uno sguardo. Un’espressione terribile. Ma la poesia è terribile. Non è il riposo. Non è la dolcezza o il pianto carducciano o la classificazione commediante di un Dante la cui vera poesia si conta a gocce.<br dir="auto" />3 <br dir="auto" />La poesia è la ferita che penetra lo sguardo e tocca l’anima. Carrieri, Pierro, Grisi, Bufalino, Gatto sono nella modernità del contemporaneo perché hanno rischiato la parola dentro il mosaico del linguaggio. È certo che sono soltanto alcuni dei poeti da me studiati dentro lo scenario dell’oltre  il suicidio della classicità scolasticizzata. Tracce. Ma di tracce e dettagli è fatta la poesia. Perché di dettagli e tracce è fatta l’esistenza. L’esistenza dei poeti. Di quelli che mai hanno ceduto al giudizio un loro vero, convinti che il verso non va spiegato e tanto meno commentato.<br dir="auto" />Il commento e il giudizio lo si affida a chi non fa poesia e di poesia comprende ben poco. Perché? Perché la poesia è delirio. Soltanto i folli scrivono poesia. Ma sono i folli, quelli veri, che guidano la bellezza delle civiltà. Una follia che si trova nell’estetica della parola che è musica nel suono danzante dei dervisci, delle danzatrici arabe, del sale degli Oriente nel volto della donna di Magdala che non chiede perdono e neppure di capire. Ma di restare impressa nella nostra vita come un Cantico tra i Cantici.<br dir="auto" />4<br dir="auto" />Vita e morte sono un indissolubile attraversamento nell’Ermetico Leonida che offre la voce agli Ermetici versi quasimodiani della sera. Il pianto della vecchia Maronide di Leonida di Taranto porta nella voce e nel verso l’ironia dell’epigramma greco. Anticipa tutto ciò che si ascolterà nella lirica latina. Il mondo latino trasferisce ambienti e costruzioni in una innovazione virgiliana. Così Leonida:<br dir="auto" />“Si lamenta<br dir="auto" />anche sotto terra: non per i figli<br dir="auto" />o il marito lasciati senza nulla.<br dir="auto" />Piange solo per il calice vuoto”.<br dir="auto" />Poeta esistenzialista, Leonida. Trova nelle strade il vissuto e le interpretazioni delle esistenze.  A Leonida di Taranto, Salvatore Quasimodo  deve il suo approccio “ermetico” nel passaggio tra la grecità e la latinità nel suo apparentarsi con i Lirici. Ho avuto modo di approfondire ciò nel mio &#8220;Quasimodo. L&#8217;ombra di Platone&#8221;, il Coscile, 2019.<br dir="auto" />5<br dir="auto" />I Lirici greci e latini in un percorso che si vive nella Antologia Palatina. Quasimodo traduce da poeti e l’impatto con il vocabolario lirico è molto più forte rispetto ad un traduttore di mestiere. Leonida, in modo particolare, rappresenta la grecità antica.<br dir="auto" />Infatti il suo contesto è quello degli anni  330  o 320 a.C.  fino al   260 a.C. circa. Era nato a Taranto e, dopo lunghe erranze,  muore ad Alessandria d’Egitto. Il poeta dell’esilio e nell’esilio scopre il senso del viaggio. La Magna Grecia e l’Egitto. Terre orfiche attraverso le quali il viaggio diventa un pellegrinaggio per scavi di memorie. La grecità sommessa. “…la corda… mediterranea…”.<br dir="auto" />La virgilianità che recupera l’omerico senso del viaggio. Il pianto antico. Il vento che raccoglie le ore di Tindari. La madre nella sua “dulcissima” ora. Il padre tra le macerie della guerra e del tempo che diventa rovina di una nostalgica memoria.<br />
6</p>
<p>Salvatore Quasimodo, nato a Modica il 20 agosto del 1901 e morto a Napoli il 14 giugno del 1968) in una religiosa parola che diventa linguaggio dell’uomo nella sua contemporaneità e nella sua pietas. Una madre. Una terra. La ricerca della cristianità. Salvatore Quasimodo ha cercato di leggere la madre e la terra con la spiritualità e la testimonianza.<br dir="auto" />Si intreccia così il rito pagano e quello cristiano. La Magna Grecia è un intreccio. . I lirici greci. Soprattutto Leonida di Taranto. La sua è un abitare il vento e le voci greche del Mediterraneo.<br dir="auto" />Quasimodo<br dir="auto" />“Il greco ritornava a essere ancora un’avventura, un destino a cui i poeti non possono sottrarsi”. <br dir="auto" />7<br dir="auto" />A Leonida di Taranto dedica, oltre alla traduzione, un saggio di straordinaria valenza estetica. L’esilio interiore di Leonida è il suo esilio in viaggio. Un Quasimodo legato profondamente a Leonida e a D’Annunzio.<br dir="auto" />Leonida sembra una costante nel vissuto greco di Quasimodo. Leonida nel vento di Taranto recita:<br dir="auto" />“Riposo molto lontano dalla terra d&#8217;Italia<br dir="auto" />e di Taranto mia Patria<br dir="auto" />e ciò m&#8217;è più amaro della morte.<br dir="auto" />Tale destino hanno i nomadi<br dir="auto" />a conclusione della loro inutile vita!<br dir="auto" />Le Muse però mi hanno caro<br dir="auto" />ed a compenso delle mie afflizioni<br dir="auto" />mi offrono una dolcezza di miele.<br dir="auto" />Il nome di Leonida non tramonta per esse:<br dir="auto" />i loro doni lo testimoniano sino all&#8217;ultimo sol”.<br dir="auto" />Di Leonida dirà:<br dir="auto" />“… era un uomo libero, figlio di una città che ai tempi in cui vi abitava era ancora l’emblema di una confederazione civile nemica dei compromessi e favorevole al rispetto dei diritti dell’uomo…”.<br dir="auto" />Una terra che è isola. Un’isola che è mondo arabo e greco. Cristianità e rivelazione. La stessa terra, lo stesso viaggio, lo stesso camminamento esistenziale.<br dir="auto" />8<br dir="auto" />La poesia che si fa lirismo spirituale in un canto in cui l’epigrammismo diventa nostalgico senso della terra e del mare in un tempo si attraversa:<br dir="auto" />“un pellegrinaggio nel Mediterraneo” (Quasimodo).<br dir="auto" />Leonida, nomade tra terre e parole, diventa per Quasimodo il porto mai sepolto e sempre veliero tra le onde.<br dir="auto" />Dirà:<br dir="auto" />“Come Odisseo il suo marinaio affronta la solitudine. Ma qui l’avventura non ha i contorni del poema omerico ed è … antiromantica”.<br dir="auto" />9<br dir="auto" />Quasimodo trova in Leonida il punto di incontro con il viaggio e l’estetica come lo vivrà con D’Annunzio in un saggio del 1939:<br dir="auto" />“… a D’Annunzio aggiungeremo che egli fu l’ultimo poeta nostro che abbia predato la solitudine necessaria al suo lavoro, senza cadere in servitù di alcuno. Oggi i poeti si muovono fra coltelli”.<br dir="auto" />Tra Leonida e D’Annunzio, Quasimodo, con La Pira, vive i naufragi e le tempeste in un viaggio migrante e da esule in una terra chiamata isola e mare attraversando i luoghi di Virgilio e di Dante. In una terra dall’alba nuova che verrà vissuta come una vita nuova (nova). Così come è stato in Leonida, esule e alla ricerca sempre della sua terra mai dimenticata.<br dir="auto" />Così Leonida:<br dir="auto" />“Passate senza fare rumore oltre<br dir="auto" />la mia tomba, non svegliate la vespa<br dir="auto" />pungente che posa nel sonno. L’ira<br dir="auto" />di Ipponatte che ha osato scatenarsi<br dir="auto" />contro i genitori, è ora in pace.<br dir="auto" />Ma, attenti: le sue parole di fuoco<br dir="auto" />possono bruciare pure dall’Ade”.<br dir="auto" />10<br dir="auto" />Un tempo immenso e un tempo metaforicamente infinito. Nel Quasimodo che rilegge Leonida si avvertono dei legami che hanno nella grecità una profonda visione omerica. L’indefinito e il ritorno sono un sigillo che scava la vita e la morte. Il suo riflettere sulla morte ha anche una visione onirica.<br dir="auto" />In Leonida si ascolta:<br dir="auto" />“Infinito fu il tempo, uomo, prima<br dir="auto" />che tu venissi alla luce, e infinito<br dir="auto" />sarà quello dell’Ade. E quale parte<br dir="auto" />di vita qui ti spetta, se non quanto<br dir="auto" />un punto, o, se c’è, qualcosa più piccola<br dir="auto" />di un punto? Così breve la tua vita<br dir="auto" />e chiusa, e poi non solo non è lieta,<br dir="auto" />ma è assai più triste dell’odiosa morte.<br dir="auto" />Con una simile struttura d’ossa<br dir="auto" />tenti di sollevarti fra le nubi nell’aria!<br dir="auto" />Tu vedi, uomo, come tutto è vano:<br dir="auto" />all’estremo del filo c’è un verme<br dir="auto" />sulla trama non tessuta dalla spola.<br dir="auto" />Il tuo scheletro è più tetro<br dir="auto" />di quello di un ragno. Ma tu<br dir="auto" />che, giorno dopo giorno, cerchi<br dir="auto" />in te stesso, vivi con lievi pensieri,<br />
e ricorda solo di che paglia sei fatto”.</p>
<p>11<br dir="auto" />La morte e la terra. Il viaggio e la grecità. La sensualità e gli echi che hanno simboli e miti. Il confronto tra Leonida e Quasimodo è un itinerario errante. Resta tale. Leonida muore lontano dalla sua terra. Quasimodo (Cfr.  Video di Pierfranco Bruni “Il suono e la parola. Salvatore Quasimodo: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WeIuFIqRaD8" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.youtube.com/watch?v%3DWeIuFIqRaD8&amp;source=gmail&amp;ust=1651086133748000&amp;usg=AOvVaw0J-5UpUhlsL1vBWA6zwKy7" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">https://www.youtube.com/watch?<wbr />v=WeIuFIqRaD8</a>) tra i suoi viaggi distante dalla sua isola. Un errare che accomuna due poeti di epoche distante tra il tempo tracciato e il tempo vissuto tra la grecità e l’Egitto in una griglia di simboli e di archetipi che recitano la vita e la morte. Leonida è l’errante che vive costantemente nel viaggio reale e metaforico del figlio di Modica.<br dir="auto" />Una erranza che è completamente attraversata dalla nostalgia. La nostalgia del tempo che della in &#8211;  finitudine un immaginario che ha il canto della grecità profonda. Una “terra impareggiabile” come la vita come la morte: &#8220;Non ho paura della morte, / come non ho avuto timore della vita&#8221;.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F26%2Fquasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone%2F&amp;linkname=Quasimodo%20greco%20indissolubile%20nella%20metafora%20della%20caverna%20come%20ombra%20di%20Platone" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F26%2Fquasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone%2F&#038;title=Quasimodo%20greco%20indissolubile%20nella%20metafora%20della%20caverna%20come%20ombra%20di%20Platone" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/26/quasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone/" data-a2a-title="Quasimodo greco indissolubile nella metafora della caverna come ombra di Platone"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/26/quasimodo-greco-indissolubile-nella-metafora-della-caverna-come-ombra-di-platone/">Quasimodo greco indissolubile nella metafora della caverna come ombra di Platone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52526</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dante metafisico letto dai critici nati sulle sponde della Magna Grecia. Uno stimolante viaggio letterario</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/18/dante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 21:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[letture]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=25199</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1799" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1024x720.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-768x540.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1536x1080.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-2048x1440.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1170x822.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1920x1350.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Non si smette di rileggere Dante Alighieri. Ma le interpretazioni devono ormai superare lo schema dell’analisi testuale&#160; scolastica e penetrare cio’ che Maria Zambrano chiamava il Dante dentro lo specchio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/18/dante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario/">Dante metafisico letto dai critici nati sulle sponde della Magna Grecia. Uno stimolante viaggio letterario</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1799" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1024x720.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-768x540.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1536x1080.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-2048x1440.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1170x822.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-1920x1350.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/20201101_045450-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Non si smette di rileggere Dante Alighieri. Ma le interpretazioni devono ormai superare lo schema dell’analisi testuale&nbsp; scolastica e penetrare cio’ che Maria Zambrano chiamava il Dante dentro lo specchio e dietro lo specchio.</p>



<p>Una Magna Grecia dei critici letterari e il loro rapporto con Dante diventa un viaggio nell’inconsapevole metafisica.<br>C’è un percorso dantesco che ha attraversato alcuni studiosi e scrittori contemporanei nati in terra di Magna Grecia, l’antica Magna Grecia, che ha proposto chiavi di lettura di una acutezza significativa. Sul versante prettamente linguistico. Sul versante estetico e filosofico. Sul versante poetico e metafisico. Un Dante che si attraversa grazie a una interpretazione di scelte testuali che indirizzano lungo un viaggio marcatamente poetico e letterario tout court come il caso di Giacinto Spagnoletti (Taranto 1920 – Roma 2003) che, tra l’altro, ha lavorato a un pregevole e “leggero” testo nei Tascabili della Bompiani, nel 1989, dal titolo: “Dante e l’Umanesimo”, curato da Enzo Golino con la consulenza di Maria Corti, un disegno di Tullio Pericoli.<br>Spagnoletti, in questo lavoro, ha scritto una articolata Introduzione proponendo una precisa scelta dei testi con le relative note. In questo libro c’è, sostanzialmente, il Dante di Spagnoletti che ha una precisa interpretazione, che permette di discutere sulla poesia di Dante oltre l’interpretazione scolastica. Di un Dante non filosofo e tanto meno meta-linguistico. Ma di un Dante che ha, nel corso del verso, la poesia che resta, ovvero quella poesia che attraversa, senza schemi critici precostituiti, la lungimiranza dell’Umanesimo, superando l’irritabile Illuminismo e le sfaccettature di un Ottocento tutto intriso di Romanticismo e Risorgimento caduto nell’incompiutezza sino ad una proposta di lettura che trova il verso dantesco stesso dentro il Novecento. Spagnoletti, che è un attento studioso di una letteratura italiana e europea, non si affida e non si fida della storia, ma misura il Dante del legame tra poesia, amore e tempo senza sciogliere le trecce delle filosofie.</p>



<p>Un Dante metafisico, affascinante e mistico lungo le vie del simbolismo esoterico, lo si trova in Cosimo Fornaro (Pulsano – Taranto 1928 – Taranto 1992) nel suo distillato impatto metaforico e mitico – proustiano che si legge nel testo “Costellazione Dante”, Borla, 1989. Un Fornaro che legge Dante per matrici simboliche proprio servendosi di quella griglia mistico – religioso – archetipica che è la “costellazione”. Un proposta di lettura che si allontana, come quella di Spagnoletti, dal Dante della scuola per farla entrare nella vita. Per compiere questo lavoro si serve di alcuni principì fondanti che sono dettati dal rapporto tra magia e sacro. I riferimenti sottolineano elementi della storia ma vanno oltre e focalizzano l’attenzione su un Dante la cui modernità ha una visibilità antropologica.<br>Mi sembra che sia Spagnoletti che Fornaro innovano la lettura classica di Dante e colgono nei suoi versi la lingua della poesia e la metafisica dello scavo esistenziale. I due lavori hanno la stessa data, come si può evincere.&nbsp;<br>Mentre Spagnoletti fa un lavoro a ragnatela all’interno di una letteratura il cui incipit segna la svolta stilnovista che giunge sino all’Umanesimo, Fornaro crea degli intrecci formidabili come quelli con Pound, nel quale si vive, in un viaggio indefinibile, l’universalità dei “Canti Pisani” e con Kafka, il cui senso è nell’ironia del mistero. Fornaro “spia” il rapporto che Leopardi e Pascoli hanno con Dante in un passaggio tra l’età pre e post romantica e una temperie decadente.<br>In Spagnoletti la lezione sveviana si filtra nella proposta coraggiosa di Dante.&nbsp;<br>In Fornaro c’è una lettura della poesia contemporanea che rende Dante contemporaneo in un metafora dello sguardo dell’estetica della critica. Due aspetti che fanno prevalere in Spagnoletti il sentimento del frammento e in Fornaro la ricerca dei simboli nella “Commedia”. Ma un dato caratterizza e accomuna i due scrittori e studiosi che è quello di rendere non solo attuale ma anche contemporaneo Dante, senza accettare i passaggi della “costruzione” poetica. Ed è un fatto “liberatorio” per chi non accetta, come me, la complessità o la totalità poetica in Dante. Certo, gli studi di Marti, Binni sino al raccontare “magistrale” di Mario Tobino restano dialettiche critiche ed estetiche, ma entriamo in altri discorsi che qui non mi riguardano.</p>



<p>Nello scrigno del classicismo tradizionale si collocano due altri studiosi che hanno radicamento magno greci: Giuseppe Troccoli (Lauropoli, Cosenza, 1901 – Firenze 1962) che spesso ha avuto rapporti con Taranto insegnando anche al Liceo Ginnasio “Archita di Taranto e Pasquale Lamanna (Amendolara, Cosenza, 1903 – Gragnano 1990), la cui cittadina è proprio uno sguardo nel Golfo di Taranto. Il primo ha pubblicato nel 1948, con Le Monnier, i suoi “Saggi danteschi” e nel 1951 “Il purgatorio dantesco” con La Giuntina. Sul filo della tradizione e della metodologia rigorosamente cattolica. Annotazioni critiche nel mio saggio su “Troccoli critico”, Prospettive Meridionali, 2011.<br>Sulla stessa linea è Lamanna nei suoi saggi “Un Dante per noi” del 1965 e “Paolo e Francesca” 1984 – 1985. Ora in Pasquale Lamanna, “Scritti”, a cura di Tullio Masneri, Il Coscile, 1998. Un Lamanna che non ha alcun dubbio: “Noi sentiamo più vicino, più affine al nostro spirito, il poema di Dante, che non il ‘Faust’ di Goethe”. Una ricontestualizzazione in un processo culturale in cui la letteratura formatasi sulle rive di Taranto ha letto Dante offrendo diverse interpretazioni e questo è una cifra di come il contemporaneo non smette di leggere i modelli della tradizione ma ha anche l’autorevolezza di una interpretazione originale come nel caso di Spagnoletti e Fornaro, scrittori della Magna Grecia, i cui testi andrebbero vissuti in una dimensione sia letteraria che simbolica o simbolista spogliando il tutto dell’ “antico” che sfugge alla contemporaneità.<br>Sulla linea dell’interpretazione mediterranea e’ il Dante di Luigi Pirandello, sul quale ho scritto diversi saggi. Il mondo arabo di Pirandello resta un riferimento sufico per leggere il Dante che risponde alle esigenze del grande maestro Rumi. Dante puo’ considerarsi un Maestro? Certo, se non viene affidato alle analisi del testo. Rumi o Kajamm non sono poeti da analizzare ma da abitare. Illuminati. Pirandello vive con Dante il senso della Illuminazione che diventa il viaggio poundiano inseparabile con la dimensione onirica sciamanica. Dante e l’antropologia. Resta il legame forte per una letteratura che supera il consueto.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F02%2F18%2Fdante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario%2F&amp;linkname=Dante%20metafisico%20letto%20dai%20critici%20nati%20sulle%20sponde%20della%20Magna%20Grecia.%20Uno%20stimolante%20viaggio%20letterario" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F02%2F18%2Fdante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario%2F&#038;title=Dante%20metafisico%20letto%20dai%20critici%20nati%20sulle%20sponde%20della%20Magna%20Grecia.%20Uno%20stimolante%20viaggio%20letterario" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/18/dante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario/" data-a2a-title="Dante metafisico letto dai critici nati sulle sponde della Magna Grecia. Uno stimolante viaggio letterario"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/18/dante-metafisico-letto-dai-critici-nati-sulle-sponde-della-magna-grecia-uno-stimolante-viaggio-letterario/">Dante metafisico letto dai critici nati sulle sponde della Magna Grecia. Uno stimolante viaggio letterario</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25199</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
