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	<title>Manifestazione Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Archivio di Stato di Messina in esilio: la deportazione culturale della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 22:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1868.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1868.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1868-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1868-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La rimozione dell’Archivio di Stato di Messina e il trasferimento dei suoi documenti a Riposto sono una vera e propria “deportazione” del patrimonio storico cittadino.Un grave spossessamento identitario e culturale,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/02/archivio-di-stato-di-messina-in-esilio-la-deportazione-culturale-della-citta/">Archivio di Stato di Messina in esilio: la deportazione culturale della città</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>La rimozione dell’Archivio di Stato di Messina e il trasferimento dei suoi documenti a Riposto<span class="Apple-converted-space"> sono </span>una vera e propria “deportazione” del patrimonio storico cittadino.</i><i>Un grave spossessamento identitario e culturale, avvenuto nel silenzio delle istituzioni.  </i><em>Sabato 3 gennaio 2026 alle 11 cittadini e accademici manifestano in piazza Unione Europea per chiedere il ritorno del patrimonio nella sua legittima sede</em></p>
<p><strong>Messina</strong>, <em>2 gennaio 2026</em> – La scottante vicenda che sta riguardando la Città metropolitana di Messina non è solo una questione amministrativa o logistica, ma investe profondamente la Storia, la Cultura, l’Identità di una comunità secolare, passando dalla identità storica d’Italia. Si tratta di un attraversamento antropologico, di un popolo che, nel corso dei secoli, ha costruito la propria identità culturale, i simboli di appartenenza e i riferimenti istituzionali che ne definiscono l’essenza<strong>.<br />
La sottrazione dei documenti dell’Archivio di Stato</strong> non è dunque un episodio tecnico ma certamente rappresentativo di un attacco diretto alla trama culturale e identitaria di Messina, al suo legame inscindibile con la propria storia.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-95784" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Messina-contro-lo-sfratto-archivio-di-stato-.jpg" sizes="(max-width: 685px) 100vw, 685px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Messina-contro-lo-sfratto-archivio-di-stato-.jpg 685w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/10/Messina-contro-lo-sfratto-archivio-di-stato--300x115.jpg 300w" alt="" width="685" height="262" data-id="95784" /></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-97650" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/pergamena-archivio-stato-Messina--1024x366.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/pergamena-archivio-stato-Messina--1024x366.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/pergamena-archivio-stato-Messina--300x107.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/pergamena-archivio-stato-Messina--768x274.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/pergamena-archivio-stato-Messina-.jpg 1400w" alt="" width="1024" height="366" data-id="97650" /></figure>
</figure>
<p>Quella che si sta consumando ai danni dell’Archivio di Stato di Messina supera la disfunzione amministrativa e l’incidente di percorso imputabile a una generica emergenza logistica. <strong>È, a tutti gli effetti, una deportazione. </strong>Deportazione del patrimonio storico, della storia, dell’identità documentaria di una città che già troppe volte è stata privata, nel corso della sua storia, di ciò che costituisce la sua identità storica e culturale.<br />
Non si tratta di un’espressione enfatica. Deportare significa trasferire con atto autoritativo ciò che non può difendersi, sottraendolo al suo luogo naturale, spezzando un legame organico. È esattamente ciò che è avvenuto quando l’ingente patrimonio dell’Archivio di Stato di Messina – quasi mille anni di storia, ottomila metri lineari di documentazione, pergamene risalenti al XII secolo, archivi notarili, giudiziari, ecclesiastici, militari, prefettizi, oltre a una biblioteca specialistica di straordinario valore – è stato rimosso lo scorso  ottobre  (2025)  dalla città e trasferito in un capannone a <strong>Riposto</strong>, in <strong>provincia di Catania, </strong>a  quasi cento chilometri di distanza.<br />
Quel patrimonio è il corpo documentale di una comunità, il risultato di una stratificazione storica, sociale e istituzionale che appartiene a questo territorio e a nessun altro. Spostarlo fuori da Messina equivale a recidere un nervo vitale, a separare la storia dalla città che l’ha prodotta. È  certamente  uno spossessamento.<br />
Si è parlato di sfratto, come se questa parola potesse funzionare da assoluzione preventiva. Anche qualora lo sfratto fosse reale, resta un fatto incontrovertibile. Nulla giustificava la deportazione del patrimonio in altra provincia. Nelle more di qualsiasi vicenda, si sarebbe potuto e dovuto individuare una soluzione alternativa all’interno del territorio messinese, anche temporanea, anche imperfetta, ma rispettosa del principio fondamentale secondo cui un Archivio di Stato non può essere sradicato dal contesto che serve. Pur non essendo nell’area di pertinenza della istituzione maggiore della città ed essendo afferente al Ministero della Cultura, <strong>è chiaro che chi governa Messina </strong>debba avere uno sguardo vigile e attento alle dinamiche che la coinvolgono, nel bene e nel male.  Il mancato intervento tempestivo, l’assenza di soluzioni locali, regionali e nazionali, la rapidità con cui si è proceduto allo svuotamento inducono a pensare che non ci si trovi davanti a un’improvvisazione, ma a un processo di spolio  maturato nel tempo, accettato, se non addirittura pianificato.<br />
In questo scenario, il <strong>silenzio delle istituzioni </strong>appare non solo grave, ma <strong>politicamente inaccettabile</strong>. È vero che l’Archivio di Stato afferisce al <strong>Ministero della Cultura</strong>, ma è altrettanto vero che chi governa una città non può dichiararsi estraneo a ciò che la priva di uno dei suoi presìdi culturali fondamentali. L’idea che tutto questo sia avvenuto “alle spalle” di Messina è difficile da sostenere; più plausibile è che Messina sia stata semplicemente considerata sacrificabile come sovente accaduto…<br />
<strong>La soluzione individuata dal Ministero</strong> – una sede amministrativa di circa 240 metri quadrati in <strong>via Dogali, 50 ( Palazzo del Toro)</strong>  con una sala studio ridotta a quattro postazioni – conferma questa impressione. Non è una sede archivistica,  è  neanche l’ombra di ciò che dovrebbe essere. <strong>Lo dimostra il fatto che i documenti non siano tornati in città</strong>. Sono rimasti a Riposto, affidati a una società privata, mentre a Messina è stato restituito solo l’involucro burocratico dell’istituzione.<br />
La conseguenza è una gestione che definire penalizzante è un eufemismo. La consultazione è limitata a cinque pezzi a settimana, su prenotazione, con tempi incompatibili con qualsiasi attività di ricerca degna di questo nome. Chi conosce il lavoro d’archivio sa bene che cinque buste rappresentano, ed anche in modo insufficiente, il limite massimo di una giornata, non di un’intera settimana. Così l’Archivio di Stato di Messina è stato trasformato in un archivio svincolato dal suo contesto, costretto a far viaggiare il proprio patrimonio storico tra Messina e Riposto, esponendolo a rischi materiali e privandolo di adeguate tutele digitali.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-92961" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Prof-Marcello-Saija-storico-.jpg" alt="" width="203" height="232" /></figure>
</div>
<p><strong>A rendere il quadro ancora più inquietante è la chiusura al dialogo.</strong> Una delegazione di studiosi e accademici, tra cui il professor <strong>Marcello Saija</strong>, accompagnata da una emittente cittadina, si è recata presso la nuova sede per chiedere chiarimenti. Nessuna udienza. Nessun confronto. Solo il richiamo a procedure burocratiche, come se la richiesta di spiegazioni pubbliche su una deportazione culturale potesse essere trattata alla stregua di una fredda istanza di accesso agli atti. È una concezione amministrativa che restituisce una profonda incomprensione del ruolo pubblico di un Archivio di Stato.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-100670" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Michela-DAngelo-ordinaria-universita-Messina-.jpg" sizes="(max-width: 277px) 100vw, 277px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Michela-DAngelo-ordinaria-universita-Messina-.jpg 277w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Michela-DAngelo-ordinaria-universita-Messina--185x300.jpg 185w" alt="" width="277" height="450" /></figure>
</div>
<p>In questo contesto, le parole della professoressa <strong>Michela D’Angelo, </strong>già ordinaria di Storia moderna e contemporanea della Facoltà di Scienze Politiche nell’Università di Messina, assumono rilievo  che va oltre la testimonianza personale. “La chiusura dell’Archivio di Stato di Messina – <strong>ha dichiarato</strong>– è l’ultima e dolorosa pagina da aggiungere a un mio scritto del 2010.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-100664" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/1908-Messina-e-dintorni-di-Michela-Dangelo--1024x821.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/1908-Messina-e-dintorni-di-Michela-Dangelo--1024x821.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/1908-Messina-e-dintorni-di-Michela-Dangelo--300x241.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/1908-Messina-e-dintorni-di-Michela-Dangelo--768x616.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/1908-Messina-e-dintorni-di-Michela-Dangelo-.jpg 1536w" alt="" width="1024" height="821" /></figure>
</div>
<p>Ancora una volta, e lo ripeterò ogni giorno, è una vergogna. Quello che è sopravvissuto a terremoti e bombardamenti sta andando perso e disperso per sempre”. <strong>E ancora</strong>: “Se questo è il modo di fare ricerca storica in un Archivio di Stato, evidentemente chi ha dato queste disposizioni non sa che cosa sia la ricerca storica. È un’altra presa in giro per gli studiosi e per tutta la città e la provincia di Messina”.<br />
Per questo la <strong>manifestazione</strong> di domani  <strong>3 gennaio 2026</strong>  in piazza Unione Europea, antistante Palazzo Zanca sede del Municipio di Messina, non rappresenta  una protesta corporativa. È un atto di difesa cittadina. Non si protesta solo per delle carte, ma per il diritto di una città a non essere spogliata della propria storia. La deportazione dell’Archivio di Stato di Messina riguarda  il passato e  in modo inconfutabile riguarda  il futuro di una comunità che, senza conoscenza del proprio patrimonio storico, è condannata a subire ancora.<br />
La storia di Messina non è merce trasferibile. Non si delocalizza. Non si deporta.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanita’. la manifestazione  indetta da UAP  :  farmacie rispettino regole per garantire salute dei cittadini</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/27/sanita-la-manifestazione-indetta-dauap-antenere-nomenclatore-tariffario-e-farmacie-rispettino-regole/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-la-manifestazione-indetta-dauap-antenere-nomenclatore-tariffario-e-farmacie-rispettino-regole</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 17:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2067" height="1179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199.jpeg 2067w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-300x171.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-1024x584.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-768x438.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-1536x876.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-2048x1168.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-1920x1095.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-1170x667.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4199-585x334.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2067px) 100vw, 2067px" /></p>
<p>« Al Governo chiediamo progetti chiari, ricordo che sono stati stanziati 120 milioni di euro per le farmacie in 3 anni per consentire alle croci verdi di eseguire screening inutili,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/27/sanita-la-manifestazione-indetta-dauap-antenere-nomenclatore-tariffario-e-farmacie-rispettino-regole/">Sanita’. la manifestazione  indetta da UAP  :  farmacie rispettino regole per garantire salute dei cittadini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>Abolizione del nuovo Nomenclatore tariffario, rispetto dei requisiti da parte delle farmacie per l&#8217;erogazione di attività  sanitarie,: sono solo alcuni delle richieste al Governo al centro  della manifestazione di <b>Uap</b>  (e di altre associazioni di categoria di oltre<b> 27.000 strutture sanitarie</b> private a tutela della salute del cittadino. Ieri la conferenza stampa  presso la camera dei Deputati, a chiusura dell’evento.</p>
<p>Successo della manifestazione nazionale organizzata dall’U.A.P., mercoledì 25 settembre, alla quale hanno partecipato le maggiori associazioni di categoria delle oltre <b>27.000 strutture sanitarie</b>, costituite da ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata, trattando gli argomenti più rilevanti per la tutela della sanità pubblica, privata autorizzata e privata accreditata, a sostegno della salute degli italiani.<br />
In primo luogo, è stato affrontato il tema del <b>nomenclatore tariffario</b>, argomento di estremo interesse a seguito della sospensione del nuovo nomenclatore prevista sino a gennaio 2025, che prevedeva un taglio ai rimborsi di oltre l’80%, per il quale l’U.A.P. chiede che venga mantenuto il nomenclatore attuale, le cui tariffe sono ferme dal 1991, con l’indicizzazione uguale all’incremento annuale del fondo nazionale.<br />
Un ulteriore tema di ampia discussione è stato quello relativo alle <b>farmacie</b>. A gran voce è stata rilevata la necessità di applicare a chiunque eserciti attività sanitarie le medesime normative nazionali e regionali, con applicazione per tutti dei requisiti previsti dal D.Lgs. n. 502/1992, sottolineando l’importanza che vengano erogate prestazioni sanitarie da quelle strutture che siano in possesso di un’autorizzazione regionale all’esercizio delle attività sanitarie, non potendo bastare una mera autorizzazione comunale come previsto per le farmacie, e con l’obbligo di refertare gli esami con assunzione della relativa responsabilità civile e penale in caso di errore diagnostico, così come previsto dalla normativa vigente.<br />
Il tutto per garantire la tutela della salute dei cittadini.<br />
Al riguardo, è stato ribadito che lo stesso Regio Decreto del 1934 prescrive che non si verifichi alcuna commistione tra il medico, che fa la diagnosi, prescrive la cura, e il farmacista che eroga il farmaco.<br />
Sul Decreto Concorrenza, inoltre, è stata rilevata la necessità che venga denominato Decreto Trasparenza e che venga sospeso per almeno 3 anni per permettere alle strutture di adeguarsi alle norme europee.</p>
<p>Infine, è stata ribadita l’importanza della <b>tutela della professionalità del medico</b> e la necessità di autorizzare le strutture che non arrivano ad erogare 200.000 prestazioni di aggregarsi in rete.<br />
La manifestazione ha visto la partecipazione di tanti esponenti politici, appartenenti ai diversi schieramenti, che hanno espresso ampia condivisione degli argomenti trattati. In particolare, di notevole rilievo sono stati gli interventi del Presidente della Regione Lazio, <b>Francesco Rocca</b>, del Sen. <b>Maurizio Gasparri</b>, dell’On.le <b>Marina Sereni</b> del PD, della Sen. <b>Simona Loizzo</b> della Lega, dell’On.le <b>Renzo Lusetti</b>, dell’On.le <b>Mariolina Castellone</b> del Movimento 5 Stelle, dell’On.le <b>Andrea Crippa </b>della Lega, dell’On.le <b>Francesco Ciancitto </b>di Fratelli d’Italia, oltre che di tanti altri esponenti politici che hanno ascoltato con grande interesse, come il Sen. <b>Domenico Gramazio </b>della Vice Presidente <b>Roberta Angelilli</b>, e del Consigliere Regionale <b>Giorgio Simeoni,</b> dell’On.le <b>Lorenzo Cesa</b> e l’acquisizione dei saluti dell’On.le <b>Ciocchetti</b>, che non è potuto essere presente in quanto impegnato nei lavori parlamentari, ma che ha dichiarato di essere a disposizione nel suo ruolo istituzionale per sostenere le battaglie dell’U.A.P.<br />
In particolare, si registra l’univocità di intenti da parte di tutti gli schieramenti politici volti a sostenere l’interesse superiore della tutela del diritto alla salute, garantito dalla qualità dei servizi medici e dai giusti investimenti per una sanità “sana”.<br />
Il 26 settembre, presso la Sala delle Conferenze presso la Camera dei Deputati, si e’ tenuta la conferenza stampa a chiusura degli argomenti trattati.</p>
<p><a href="https://webtv.camera.it/">il video della conferenza stampa alla camera dei deputati</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/27/sanita-la-manifestazione-indetta-dauap-antenere-nomenclatore-tariffario-e-farmacie-rispettino-regole/">Sanita’. la manifestazione  indetta da UAP  :  farmacie rispettino regole per garantire salute dei cittadini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La protesta dell’UAP. Maria Stella Giorlandino: O le farmacie rispettano i requisiti, oppure apriamo anche noi alla vendita di farmaci&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/22/la-protesta-delluap-maria-stella-giorlandino-o-le-farmacie-rispettano-i-requisiti-oppure-apriamo-anche-noi-alla-vendita-di-farmaci/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-protesta-delluap-maria-stella-giorlandino-o-le-farmacie-rispettano-i-requisiti-oppure-apriamo-anche-noi-alla-vendita-di-farmaci</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Sep 2024 05:41:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/Untitled-design-9.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/Untitled-design-9.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/Untitled-design-9-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>&#160; Maria Stella Giordandino, presidente dell&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP): ❝Non è una battaglia contro le farmacie, ma una questione di equità e rispetto delle regole.❞&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Maria Stella Giordandino, presidente dell&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP):</p>
<p>❝Non è una battaglia contro le farmacie, ma una questione di equità e rispetto delle regole.❞</p>
<p>Così Mariastella Giordandino, presidente dell&#8217;Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), che rappresenta 95.000 strutture sanitarie private accreditate in tutta Italia. L&#8217;UAP ha indetto una manifestazione di protesta presso il Teatro Brancaccio, per opporsi alle recenti proposte di modifica normativa che consentirebbero alle farmacie di svolgere attività sanitarie senza dover rispettare i 420 requisiti attualmente richiesti alle strutture private accreditate.</p>
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<p>&#8220;La legge deve essere uguale per tutti&#8221; afferma Giordandino. &#8220;Se le strutture sanitarie private accreditate devono sottostare a rigidi controlli e requisiti, lo stesso deve valere per le farmacie. Non è accettabile che queste possano svolgere attività sanitarie senza le stesse responsabilità.&#8221;</p>
<p>Giordandino sottolinea come le strutture sanitarie private accreditate siano soggette a controlli periodici, con un incremento dei costi tra il 20% e il 30%, mentre le farmacie, pur non avendo medici specialisti in grado di eseguire esami clinici, potrebbero offrire servizi simili senza rispettare gli stessi standard. &#8220;Il farmacista non ha la preparazione necessaria per interpretare un elettrocardiogramma o refertare esami diagnostici&#8221;, aggiunge, denunciando l&#8217;assurdità di questa ipotetica liberalizzazione.</p>
<p>La protesta dell&#8217;UAP mira quindi a tutelare la qualità delle prestazioni sanitarie, garantendo che ogni struttura, farmacia o poliambulatorio, rispetti le norme in vigore e sia sottoposta agli stessi rigorosi controlli.</p>
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