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	<title>Massimiliano Pappalardo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Massimiliano Pappalardo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Per tornare a Ri-Educare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 17:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="668" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/724AF813-0DF9-417A-8D79-23FB83190796.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/724AF813-0DF9-417A-8D79-23FB83190796.jpeg 668w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/724AF813-0DF9-417A-8D79-23FB83190796-300x171.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/724AF813-0DF9-417A-8D79-23FB83190796-585x334.jpeg 585w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></p>
<p>a cura di Melita Aspasia Brancati Riflessioni sul libro di Massimiliano Pappalardo, Che fine hai fatto papà?. Bussola per padri smarriti. Essere genitori, padri e madri, è l’unico “mestiere” che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>a cura di Melita Aspasia Brancati</b></p>
<p><em><br />
Riflessioni sul libro di Massimiliano Pappalardo, Che fine hai fatto papà?. Bussola per padri smarriti.</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Essere genitori, padri e madri, è l’unico “mestiere” che tutti noi ci approntiamo a compiere senza alcuna preparazione. Un salto nel buio, che compiamo con un pizzico d’incoscienza facendo affidamento sul fatto che la natura e l’istinto ci facciano da guida nel complesso compito dell’educare.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-54814" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230518-WA0010-213x300.jpg" sizes="(max-width: 166px) 100vw, 166px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230518-WA0010-213x300.jpg 213w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/IMG-20230518-WA0010.jpg 540w" alt="" width="166" height="234" /></figure>
</div>
<p>Un fondamentale concetto riassunto dal libro di Massimiliano Pappalardo “Che fine hai fatto papà?”per la Feltrinelli Editori, presentato a Catania il 17 maggio, nella Chiesa di Sant’Orsola.</p>
<p>L’autore, lungi dal pensare il testo come una sorta di manuale, opera una disamina delle dinamiche che coesistono all’interno della famiglia. Con delicatezza delinea il percorso da seguire portando il lettore a riflettere sul peso educativo che le azioni quotidiane hanno nella formazione caratteriale e nello sviluppo cognitivo del futuro adulto. Indica l’atteggiamento, la «postura» da assumere all’interno del nucleo familiare visto come <em>organismo vivente</em>, dove l’unione delle parti genera il tutto.</p>
<p>Un “sistema complesso” in cui la cura e la valorizzazione del singolo sono l’unica azione da perseguire per portare avanti un <em>sistema </em>che funzioni.</p>
<p>Rispetto, fiducia, comunicazione verbale e non, amore, presenza, assertività, se giustamente dosati contribuiranno ad accrescere la consapevolezza nei figli della loro forza e unicità. In questo, il ruolo dei genitori vene visto come centrale dando ad ognuna delle parti il giusto valore e peso. E se nei primi anni di vita il ruolo della madre è predominante, quasi simbiotico con i figli, mentre il padre non può che essere di supporto attivo, delicato e amorevole, man mano che essi crescono la figura paterna emerge, prende forma, e si delinea come elemento cardine nell’educazione.</p>
<p>Come ci ricorda l’autore, l’<em>ex-ducere</em> «è l’atto attraverso il quale il maschio <em>partorisce sé stesso</em>come padre», traendo fuori responsabilmente «il vero sé dall’altro».</p>
<p>Ecco che il padre autorevole, che non ha paura di essere normativo, come scultore di <em>Michelangiolesca memoria</em>, trae, fa uscire fuori, l’adulto che è già dentro al fanciullo donandole identità e forza caratteriale. Diventa <em>stella polare</em>nell’età dell’incertezza, dell’adolescenza, in «quel sentirsi <em>già e non ancora</em>», dove risulta sempre più importante la presenza di una guida sicura che <em>accompagni </em>con discrezione il <em>sentire </em>dei figli, nel «<em>desiderio reciproco di essere felici e di essere amati</em>».</p>
<p>Il <em>dono di sé</em> e non di ciò che si ha è, pertanto, l’eredità più significativa che un genitore possa lasciare ai figli. Il donare il proprio tempo, rendendolo <em>denso</em> di significato, di attenzione, tempo visto come Kairòs e non come Chronos, lo trasmuta in <em>cura</em>, colorandolo emotivamente di piacevolezza e appagamento.</p>
<p>Quella <em>cura</em> che Battiato delinea magistralmente nei versi della sua canzone «Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza. Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza», l’autore lo riporta nel suo testo ritenendo fondamentale l’<em>accompagnare, </em>come atto necessario per dare inizio alla metamorfosi del divenire dei propri figli. Ma anche l’a<em>scolto</em> profondo, che diventa <em>osservazione</em> delle emozioni, è anello di congiunzione con essi, laddove il dolore ha una forza relazionale di mutuo supporto dei complessi stati d’animo adolescenziali. «Un condurre se stessi verso l’altro», per percorrere insieme con coscienza sentieri consapevoli di attenzione reciproca. Dove «l’altro è un cuore autonomo» che batte in base alle proprie armonie di vita e, come Eraclito insegna, nel suo essere diverso, opposto, genera nuove forme di accordo.</p>
<p>Ecco che la famiglia nella sua interezza, innescando un processo interiore virtuoso, <em>forgia,</em> <em>modella</em>diventando <em>palestra di crescita</em> per formare individui adulti capaci di coltivare relazioni pure.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-54815" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/9788807091773_quarta-1.jpg.1024x1024_q85-1-196x300.jpg" sizes="(max-width: 196px) 100vw, 196px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/9788807091773_quarta-1.jpg.1024x1024_q85-1-196x300.jpg 196w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/05/9788807091773_quarta-1.jpg.1024x1024_q85-1.jpg 668w" alt="" width="196" height="300" /></figure>
</div>
<p>Il libro si conclude con un’appendice in cui l’autore rompe gli schemi, cambia registro, e come fotogrammi di una pellicola cinematografica – che tanto mi hanno ricordato il finale del film capolavoro “Nuovo cinema paradiso” di Tornatore – fa scorrere davanti al lettore il <em>racconto della paternità </em>visto attraverso gli occhi dei grandi autori della letteratura e delle arti in genere. È un <em>sentire </em>diverso, che fa battere il cuore.</p>
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		<title>Quando la filosofia svela la bellezza nell’arte, nel volume di Massimiliano Pappalardo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/23/quando-la-filosofia-svela-la-bellezza-nellarte-nel-volume-di-massimiliano-pappalardo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quando-la-filosofia-svela-la-bellezza-nellarte-nel-volume-di-massimiliano-pappalardo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 13:39:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia della Bellezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Massimiliano Pappalardo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="353" height="253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/51FDFAEB-8FB9-4B34-A3D7-B5CCEAF31459.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/51FDFAEB-8FB9-4B34-A3D7-B5CCEAF31459.png 353w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/51FDFAEB-8FB9-4B34-A3D7-B5CCEAF31459-300x215.png 300w" sizes="(max-width: 353px) 100vw, 353px" /></p>
<p>Recensione a cura di Melita Aspasia Brancati ( Catania) Filosofia della bellezza. L’essenziale è visibile agli occhi&#8221;: la presenza quasi eterea dell&#8217;autore accompagna il lettore nel rivolgere lo sguardo alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/23/quando-la-filosofia-svela-la-bellezza-nellarte-nel-volume-di-massimiliano-pappalardo/">Quando la filosofia svela la bellezza nell’arte, nel volume di Massimiliano Pappalardo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Recensione a cura di Melita Aspasia Brancati ( Catania)</b></em></p>
<p><em>Filosofia della bellezza. L’essenziale è visibile agli occhi&#8221;: la presenza quasi eterea dell&#8217;autore accompagna il lettore nel rivolgere lo sguardo alla bellezza intrinseca nell’arte ed estrapolata da un pensare filosofico. Massimiliano Pappalardo, racconta l’arte svelando significati nascosti, leggendo tra le pieghe delle opere, l’animo degli artisti &#8220;testimoni della consistenza dell’essere&#8221;. Emblematica la cover del volume, “la mia ombra” è sineddoche di quello che sarà attraverso la lettura. Una lettura che coinvolge, appassiona, interpretando &#8220;l’urto dell’arte&#8221;.</em></p>
<p>Catania, 22 ottobre 2022 – L’incontro con <strong>Massimiliano Pappalardo</strong> in occasione del <strong>Catania Book Festival</strong> a maggio di quest’anno mi ha spinto a leggere il suo libro “<strong><em>Filosofia della bellezza. L’essenziale è visibile agli occhi</em></strong>” per la Effatà Editrice, dando l’abbrivio a una profonda collaborazione volta alla rinascita della Fondazione Culturale Brancati della quale rivesto il ruolo di membro del CdA.</p>
<p>Il tema della bellezza intrinseca nell’arte ed estrapolata da un pensare filosofico cattura immediatamente l’attenzione facendo leggere il testo quasi di getto.</p>
<p>L’autore, alla stregua di un moderno Virgilio, prende per mano il lettore e lo accompagna attraverso un percorso, per educare lo sguardo all’arte, per una sua con-versione al senso della bellezza. Presenza discreta, quasi eterea, racconta l’arte nelle sue declinazioni, indica, svela significati nascosti, legge tra le pieghe delle opere l’animo degli artisti che le hanno generate. La scelta dell’immagine di copertina diventa così emblematica, “la mia ombra” è sineddoche di quello che sarà attraverso la lettura. Una lettura che coinvolge, che appassiona, che interpreta “l’urto dell’arte”.</p>
<p>L’apparente casualità della scelta degli artisti ha come filo conduttore l’interpretazione unica e univoca della realtà che scaturisce dalla «ricerca costante e dolorosa» di quell’<em>altro </em>che solo uno <em>sguardo</em> diverso può cogliere. Uno sguardo che «tras-forma il quotidiano facendone sinfonia per gli occhi».</p>
<p>La realtà viene metabolizzata e restituita in altra forma, denuncia di un mondo interiore spesso controverso e articolato non privo di domande, sempre proteso alla ricerca di «un incontro dell’io con le cose».</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-48498" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/2-libro-massimiliano-pappalardo.png" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/2-libro-massimiliano-pappalardo.png 756w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/2-libro-massimiliano-pappalardo-300x239.png 300w" alt="" width="453" height="361" /></figure>
</div>
<p>Ecco che il legame tra le varie figure, man mano che si procede nella lettura del volume, inizia a prendere forma e si identifica con la messa a fuoco dell’animo ribelle e indomabile dell’artista spesso <em>scollato</em> dal comune senso del tangibile, il solo che riesce a restituire una realtà espressiva priva di fronzoli o ostentazioni «come fa l’argilla che proprio attorno al vuoto trova la possibilità del vaso». D’altronde quando si crea si dà forma al vuoto. E qui traspare il senso di onnipotenza quasi divino che caratterizza ogni opera artistica, che trasmuta il reale, l’usuale, in opera d’arte, in bellezza, in carezza visiva, che «trasforma le immagini consuete, rendendole più intense e più corrispondenti all’attesa degli occhi».</p>
<p>Silenzio, contemplazione, dramma, nostalgia, desiderio, isolamento, sperimentazione, compassione, spiritualità, accomunano l’esistenza di questi grandi personaggi. L’arte è l’unica ad aprire <em>squarci </em>a mostrare il vero senso di quello che il reale nasconde.</p>
<p>L’artista legge oltre le righe del quotidiano, è «testimone della consistenza dell’essere» – scrive l’autore – col fine di attivare nel lettore ricerca di significato in ciò che esso vuole esprimere, per «spezzare i lacci del legame ordinario e abitudinario con l’ordine delle cose».</p>
<p>Viene messa in luce l’arte come «accadimento, evento relazionale tra il gesto inedito e la realtà». Il fine dell’artista è quindi quello di <em>aiutare lo sguardo</em>dello spettatore ad interpretare la realtà scardinando il senso comune ad essa assegnata, agendo contro le abitudini per «contemplare il mistero della realtà con occhi incontaminati», ritornando ad una visione primigenia, di stupore infantile. L’artista, sia esso pittore, scultore, poeta, fotografo o altro, mediante la sua «sensibilità quasi oracolare» percepisce, scopre i segni segreti presenti nelle cose traducendoli in opere tanto straordinarie quanto semplici nel loro rivelarsi, pertanto cariche di bellezza.</p>
<p>Il libro si svela così come un invito al viaggio della realtà attraverso l’arte.</p>
<p>………</p>
<p><strong>Cenni biografici dell’autore</strong></p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-48505" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20221022-WA0029-1-300x298.jpg" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20221022-WA0029-1-300x298.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/10/IMG-20221022-WA0029-1.jpg 738w" alt="" width="230" height="227" /></figure>
</div>
<p><strong>Massimiliano Pappalardo</strong>, nato a Catania, è filosofo, storico, autore di canzoni con un master in controllo di gestione. Oggi ricopre il ruolo di Responsabile Ricerca e Innovazione presso EXECO HR una società di consulenza e formazione manageriale.</p>
<p>È tra i massimi esperti in Italia di temi quali la consapevolezza, la responsabilità, la delega educativa su cui tiene corsi in ambiti imprenditoriali.</p>
<p>È stato direttore responsabile dei Campus del Politecnico di Milano e dell’Università Vita e Salute dell’Ospedale San Raffaele. Con Effatà Editrice ha pubblicato nel 2013, insieme a Laura Guzzo, <em>Dammi vita! Le parole  delle relazioni, </em> seguito nel 2018 dal successo editoriale <em>Filosofia dell’educazione, </em>nel 2020 <em>Filosofia della bellezza. L’essenziale è visibile agli occhi</em> e nel 2021 dal libro <em>Essere antifragili o del coraggio.</em></p>
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