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	<title>Massoneria Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Leggende Massoniche. Tra miti e archetipi il nuovo libro di Francesco Saverio Vetere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 09:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Untitled-design.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/Untitled-design-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un viaggio iniziatico tra simboli, segreti e conoscenza, sulle orme degli antichi maestri La Massoneria, con i suoi rituali antichi e i suoi nobili ideali, attraversa i secoli intrecciandosi con&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Un viaggio iniziatico tra simboli, segreti e conoscenza, sulle orme degli antichi maestri</i></p>
<p>La Massoneria, con i suoi rituali antichi e i suoi nobili ideali, attraversa i secoli intrecciandosi con il mito e le leggende, in un cammino che affonda le radici nell’origine del Tempo.<br />
Nel suo nuovo libro “<b>Leggende Massoniche-Massoneria e massoni oltre la storia</b>” Francesco Saverio Vetere guida il lettore lungo un percorso iniziatico scandito dalle prove e dalle rivelazioni di Aureliano, giovane apprendista che scopre, giorno dopo giorno, gli insegnamenti dei Maestri.</p>
<p>Attraverso la costruzione delle mura di una cattedrale, Aureliano impara la virtù della pazienza: la materia — la pietra viva — si lascia plasmare solo da chi la sa ascoltare. Ogni colpo di scalpello diventa un atto di rispetto, un dialogo silenzioso con la materia stessa, che prende forma a condizione di non forzarla. È un’arte che insegna a osservare, ad attendere, a riconoscere nei piccoli scricchiolii e nelle imperfezioni il linguaggio della creazione.</p>
<p>Quel lavoro quotidiano sulla pietra si rivela ben presto un simbolo di crescita interiore: la costruzione esteriore si fa riflesso di un’elevazione spirituale. Come il cielo e la terra si uniscono nella bellezza dei templi e delle cattedrali, così la ricerca della Conoscenza lega lo spirito umano al divino, forgiando il carattere attraverso le prove del silenzio, della disciplina e dell’ascolto.</p>
<p>Nel segreto di una cripta, i Maestri conducono Aureliano attraverso i vari gradi dell’iniziazione. Il sapere, insegna Vetere, richiede tempo, sacrificio, razionalità e perseveranza, ma anche umiltà e dedizione assoluta. I pilastri dell’Ordine — obbedienza, rispetto, lealtà — conducono verso l’obiettivo più alto: la comprensione dell’armonia universale e delle leggi del cosmo.</p>
<p>Sono insegnamenti che affondano nel mito: da <b>Hiram</b>, l’architetto del tempio di Salomone che sacrifica la vita per custodire il segreto dell’equilibrio perfetto, a <b>Prometeo</b>, il titano che donò agli uomini il fuoco della conoscenza, pagando con la condanna eterna. Fino al leggendario <b>Tempio di Salomone</b>, specchio terreno della perfezione divina, distrutto dalla corruzione del suo stesso re.</p>
<p>Da quella distruzione nasce la diaspora dei grandi maestri, che disseminano nel mondo la conoscenza e i simboli della loro arte. Ogni leggenda, ogni archetipo diventa una chiave per accedere a una consapevolezza più profonda. Il lettore si trova così immerso in un’atmosfera sospesa tra mistero e rivelazione, dove storia, mito e spiritualità si fondono in un’unica narrazione.</p>
<p>Vetere ricostruisce con finezza l’origine dei grandi ordini del mondo: dallo Scozzese alla Rosa+Croce — la rosa come simbolo dell’anima che sboccia e s’innalza, la croce come rappresentazione della dimensione umana e del sacrificio. E ancora la squadra e il compasso, emblemi dell’equilibrio e della misura, che ritroviamo incisi nella pietra di tanti palazzi e chiese.</p>
<p>In questo affascinante viaggio nei segreti e nei simboli della Massoneria, non poteva mancare il riferimento all’Ordine dei Templari, custodi di un sapere che unisce la fede alla conoscenza, la leggenda alla luce della Verità.</p>
<p>Con “Leggende Massoniche”, Vetere invita il lettore a varcare la soglia del mistero, a diventare egli stesso cercatore di significati. Tra mito e filosofia, tra rito e ragione, il libro si fa specchio del cammino umano verso la conoscenza: un viaggio che non si conclude mai, ma inizia ogni volta che l’uomo alza lo sguardo e si interroga sul senso profondo della luce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Francesco Saverio Vetere</b> è nato a Cosenza nel 1962. <img decoding="async" class="alignright wp-image-110871" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0847-1-276x300.jpeg" alt="" width="150" height="163" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0847-1-276x300.jpeg 276w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0847-1-585x636.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/IMG_0847-1.jpeg 623w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Avvocato cassazionista, giornalista pubblicista e docente universitario presso l’Università “La Sapienza” di Roma, dove insegna Storia dell’editoria periodica e Management dell’editoria periodica.</p>
<p>È Segretario Generale e Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana).</p>
<p>Autore di numerosi saggi, ha recentemente pubblicato Istituzioni di editoria periodica (USPI, Roma 2025) e Informazione e disinformazione (USPI, Roma 2025).</p>
<p>Nell’ambito della Tradizione iniziatica ha dato alle stampe Il pensiero iniziatico (Tipheret, Acireale-Roma 2018).</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>45 anni dopo Bologna: il silenzio che urla ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2025 06:56:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scenari]]></category>
		<category><![CDATA[anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[Misteri italiani]]></category>
		<category><![CDATA[P2]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="980" height="638" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9713.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9713.jpeg 980w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9713-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9713-768x500.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9713-585x381.jpeg 585w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>“La verità è figlia del tempo, non dell’autorità.” — Galileo Galilei L’Italia repubblicana ha attraversato nel secondo dopoguerra una stagione inquietante, segnata da una serie di eventi tragici e misteriosi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/03/45-anni-dopo-bologna-il-silenzio-che-urla-ancora/">45 anni dopo Bologna: il silenzio che urla ancora</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’Italia repubblicana ha attraversato nel secondo dopoguerra una stagione inquietante, segnata da una serie di eventi tragici e misteriosi che ancora oggi affondano le loro radici in un groviglio di poteri occulti, depistaggi e strategie geopolitiche. I cosiddetti “misteri italiani” rappresentano una ferita profonda nella memoria collettiva: Piazza Fontana, Brescia, Italicus, Ustica, Peteano, e soprattutto la strage di Bologna, avvenuta 45 anni fa. Questi eventi hanno lasciato dietro di sé una scia di sangue e domande irrisolte, diventando simboli di un’Italia che fatica a guardare in faccia la propria storia.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I principali misteri italiani: un mosaico di ombre</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Piazza Fontana (1969) segna l’inizio della cosiddetta strategia della tensione. Una bomba esplode nella Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano provocando 17 morti e decine di feriti. Inizialmente si accusano gli anarchici, ma la verità emergente indica un coinvolgimento di gruppi neofascisti, servizi segreti deviati e logge massoniche clandestine, che avrebbero voluto destabilizzare lo Stato per frenare l’avanzata della sinistra.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La strage di Brescia (1974), con otto morti durante una manifestazione antifascista, Italicus (1974), un attentato a bordo di un treno espresso che provoca 12 vittime, Peteano (1972), con tre carabinieri uccisi da una bomba, e Ustica (1980), la misteriosa esplosione di un aereo civile con 81 morti, costituiscono altri tasselli di questa rete di violenza e depistaggi. Dietro ognuno di questi episodi si celano collegamenti con apparati deviati dei servizi segreti, organizzazioni eversive nere e rosse, e un’inquietante regia internazionale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La strage di Bologna del 2 agosto 1980 rappresenta il momento più drammatico e simbolico di questa lunga stagione. Una bomba esplode nella sala d’aspetto della stazione causando ottantacinque morti e oltre duecento feriti. Il disastro fu così vasto da scuotere profondamente la coscienza del Paese. Le indagini, inizialmente ostacolate da depistaggi e omissioni, portarono all’identificazione degli esecutori ma non svelarono completamente i mandanti e le complicità più alte.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La strategia della tensione, la P2 e i servizi segreti deviati</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Negli anni ’70 e ’80 l’Italia fu terreno di una strategia che mirava a creare uno stato di tensione permanente, alimentando paura e incertezza per impedire cambiamenti politici. Da una parte il terrorismo rosso, dall’altra l’eversione nera, coperta e sostenuta in certi ambiti dai servizi segreti deviati, legati alla loggia massonica Propaganda Due (P2), guidata da Licio Gelli. La P2 non era una semplice associazione segreta, ma una vera e propria rete di potere parallela che includeva politici, magistrati, ufficiali militari, giornalisti e uomini dei servizi segreti come Pietro Musumeci, figura chiave nei depistaggi dopo Bologna.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo contesto si colloca anche il coinvolgimento indiretto e spesso taciuto della CIA, l’agenzia di intelligence statunitense. Per gli Stati Uniti, l’Italia rappresentava un avamposto cruciale nella Guerra Fredda e la lotta al comunismo giustificava ogni misura estrema. La presenza di operazioni come l’Operazione Gladio, che prevedeva reti clandestine per contrastare una possibile presa del potere da parte delle sinistre, fa pensare a una strategia di tolleranza o persino incentivo verso le azioni destabilizzanti di gruppi neofascisti. L’ombra della CIA, quindi, attraversa tutti i grandi misteri italiani, con implicazioni che coinvolgono servizi segreti, logge massoniche e gruppi terroristici.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il film “Piazza delle cinque lune”: la cultura che divide</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel 2003 Renzo Martinelli porta sul grande schermo il caso Bologna con il film “Piazza delle cinque lune”. Il film si concentra sul complesso intreccio di depistaggi e responsabilità nascoste dietro la strage, e pone l’accento sulle complicità tra servizi segreti e politica. Tuttavia, l’opera viene largamente snobbata dalla critica e dal pubblico mainstream, spesso bollata come eccessivamente “di destra” e quindi poco attendibile o addirittura strumentale. Questo rifiuto riflette quanto il tema delle stragi resti un terreno minato, in cui ogni interpretazione rischia di essere politicizzata e dove si preferisce spesso il silenzio al confronto.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dialogo immaginario: un patto di ombre</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In una stanza appartata, illuminata da una luce soffusa, si incontrano tre uomini: un esponente della P2, un ufficiale del SISDE e un agente della CIA. Parlano a bassa voce, consapevoli della delicatezza del loro patto e delle conseguenze delle loro parole.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">P2:</strong> «L’importante è mantenere l’equilibrio. Un po’ di caos controllato serve a rafforzare l’ordine. Senza tensioni e senza paura, la gente si rilassa e non giustifica più il controllo stretto.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SISDE:</strong> «Abbiamo piazzato piste false e depistaggi efficaci, ma la pressione della magistratura e dell’opinione pubblica cresce. Alcuni vogliono rompere il silenzio.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">CIA:</strong> «L’Italia è un pezzo fondamentale nello scacchiere globale. Non possiamo permettere che la sinistra prenda il potere. La stabilità è la priorità. Agite con fermezza, ma lasciate poche tracce dirette. Il lavoro sporco deve sembrare opera di altri.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">P2:</strong> «Come sempre, qualche bomba qua e là, un capro espiatorio, e il gioco è fatto. La gente dimentica, la paura regna sovrana.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SISDE:</strong> «Ma quanto potremo mantenere questo fragile equilibrio? Le nuove generazioni vogliono la verità.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">CIA:</strong> «Lo sappiamo. Ecco perché agiamo con prudenza. Ogni passo deve essere misurato, ogni segreto custodito gelosamente. Il rischio è il caos, e nessuno qui lo vuole.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">P2:</strong> «Continuiamo così: un po’ di verità per distrarre, qualche colpevole designato, e il nostro controllo resta saldo.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SISDE:</strong> «La memoria è potente. Prima o poi la rete di silenzi si spezzerà.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">CIA:</strong> «Quella luce è pericolosa. La storia non si scrive con la verità, ma con il potere che la domina.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">P2:</strong> «Il silenzio è il nostro miglior alleato. Finché confondiamo la verità col rumore, il nostro potere non sarà mai minacciato.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SISDE:</strong> «Ma la democrazia si regge sulla verità, non sul silenzio.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">CIA:</strong> «Forse verrà il giorno della verità. Fino ad allora, restiamo nell’ombra.»</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si alzano, consapevoli di portare sulle spalle il peso di una storia che ha segnato l’Italia, consapevoli che il gioco è delicato e che il potere si è scritto nei silenzi più che nelle parole.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La strage di Bologna e gli altri misteri italiani non sono semplici pagine di un passato da archiviare. Sono ferite ancora aperte, moniti di quanto possa essere fragile una democrazia di fronte a poteri occulti e strategie segrete. Il coinvolgimento di strutture italiane e internazionali, di logge massoniche devianti, di servizi segreti e agenzie straniere, ha creato una rete di complicità e silenzi che ha minato la fiducia nella politica e nella giustizia.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricordare è più che commemorare: è resistere. È rifiutare che l’oblio cancelli la verità, che la paura zittisca le coscienze. A 45 anni di distanza, il dovere civico e morale è di continuare a scavare, a chiedere conto, a mantenere viva la memoria per costruire un futuro in cui tragedie simili non possano più ripetersi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La verità è figlia del tempo, ma non deve diventare figlia dell’oblio.</p>
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		<title>GLI ILLUMINATI: NEL SETTECENTO UN FILO ROSSO TRA LA BAVIERA E L&#8217;ABRUZZO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/06/06/gli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 07:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Illuminati]]></category>
		<category><![CDATA[Massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1662" height="2480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440.jpeg 1662w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-201x300.jpeg 201w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-686x1024.jpeg 686w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-768x1146.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-1029x1536.jpeg 1029w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-1372x2048.jpeg 1372w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-1170x1746.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/36F265EA-1866-46DD-9C84-EF4D91878440-585x873.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1662px) 100vw, 1662px" /></p>
<p>In un libro la storia di Costanzo Di Costanzo e Melchiorre Delfico, due abruzzesi nel gotha dell’Ordine L’AQUILA &#8211; Era il primo maggio 1776, in quella che va sotto il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/06/06/gli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo/">GLI ILLUMINATI: NEL SETTECENTO UN FILO ROSSO TRA LA BAVIERA E L&#8217;ABRUZZO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4 class="s4"><span class="s5"><img decoding="async" class="alignright wp-image-6059 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/9A9BDC4F-1D53-4B43-A529-D8EA32BEF78F-150x150.jpeg" alt="" width="167" height="167" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/9A9BDC4F-1D53-4B43-A529-D8EA32BEF78F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/9A9BDC4F-1D53-4B43-A529-D8EA32BEF78F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/9A9BDC4F-1D53-4B43-A529-D8EA32BEF78F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" />In un libro la storia </span><span class="s5">d</span><span class="s5">i</span> <span class="s5">C</span><span class="s5">ostanzo</span><span class="s5"> Di Costanzo e Melchiorre Delfico</span><span class="s5">, </span><span class="s5">due abruzzesi </span><span class="s5">nel gotha dell</span><span class="s5">’Ordine</span></h4>
<p class="s6"><span class="s2">L’AQUILA &#8211; </span><span class="s2">Era il </span><span class="s2">primo</span><span class="s2"> maggio 1776, in quella che </span><span class="s2">va sotto il nome di </span><span class="s5">notte di Valpurga</span><span class="s2"> o</span><span class="s2"> delle S</span><span class="s2">treghe, quando ad </span><span class="s5">Ingolstadt</span><span class="s2">, bella città bavarese sulle rive del </span><span class="s5">Danubio</span><span class="s2">, </span><strong><span class="s5">Adam </span></strong><span class="s5"><strong>Weishaupt</strong> </span><span class="s2">professore </span><span class="s2">n</span><span class="s2">ell’ateneo cittadino</span><span class="s2">,</span> <span class="s2">insieme ad un gruppo di suoi allievi, </span><span class="s2">fond</span><span class="s2">ava</span><span class="s2"> l’</span><span class="s5">Ordine </span><span class="s5">dei Per</span><span class="s5">fettibili</span><span class="s2">, poi rinominato degli </span><span class="s5">Illuminati</span><span class="s2">. Il sodalizio, a carattere coperto, s</span><span class="s2">i diffuse </span><span class="s2">presto</span><span class="s2"> in tutta la </span><span class="s2">Baviera</span><span class="s2">, grazie all’opera di alcuni “agenti” che f</span><span class="s2">acevano </span><span class="s2">proseliti tra le logge massoniche tedesche ed europee. S</span><span class="s2">’</span><span class="s2">infiltravano nel loro seno, ne scalavano i vertici per poi condizionarle e piegarle verso i propri obiettivi: la negazione di troni e altari.</span></p>
<div id="attachment_6058" style="width: 182px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6058" class="wp-image-6058" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/52FCC4B8-700B-4688-9C10-496C88D90DA3-150x150.jpeg" alt="" width="172" height="172" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/52FCC4B8-700B-4688-9C10-496C88D90DA3-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/52FCC4B8-700B-4688-9C10-496C88D90DA3-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/52FCC4B8-700B-4688-9C10-496C88D90DA3-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 172px) 100vw, 172px" /><p id="caption-attachment-6058" class="wp-caption-text">Costanzo Di Costanzo</p></div>
<p class="s6"><span class="s2">Uno de</span><span class="s2">gli agenti</span><span class="s2"> reclutatori più </span><span class="s2">audaci e</span><span class="s2"> provetti</span><span class="s2">, che </span><span class="s2">operavano </span><span class="s2">nella massima segretezza, fu </span><span class="s5"><strong>Costanzo Di Costanzo</strong></span><span class="s2">, </span><span class="s2">figlio cadetto del </span><span class="s5">Duca di Paganica</span><span class="s2">, </span><span class="s2">dove la famiglia nobiliare </span><span class="s2">napoletana </span><span class="s2">era arrivata nel 1753 rilevando </span><span class="s2">il feudo </span><span class="s2">da una delle stirpi più antiche e blasonate di Roma, la famiglia </span><span class="s5">Orsini</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Costanzo si t</span><span class="s2">rasfer</span><span class="s2">ì</span><span class="s2"> giovanissimo </span><span class="s2">dal popoloso paese dell’aquilano </span><span class="s2">in </span><span class="s5">Germania</span><span class="s2"> per </span><span class="s2">evitare d’e</span><span class="s2">ntrare nella vita religiosa, come invece avevano dovuto fare i suoi numerosi fratelli e sorelle, eccetto il primogenito </span><span class="s5">Giovanni</span><span class="s2"> destinato a succedere </span><span class="s2">nel ducato  </span><span class="s2">al padre </span><span class="s5">Ignazio</span><span class="s2">. A </span><span class="s5">Monaco</span><span class="s2"> di Baviera il giovane </span><span class="s5">Costanzo </span><span class="s2">i</span><span class="s2">ndoss</span><span class="s2">ò</span><span class="s2"> la divisa militare</span><span class="s2">. Entr</span><span class="s2">ò</span><span class="s2"> ne</span><span class="s2">lla massoneria, </span><span class="s2">avviatovi dal cognato anch’egli militare, </span><span class="s2">poi </span><span class="s2">passò </span><span class="s2">tra gli </span><span class="s5">Illuminati</span> <span class="s2">con</span><span class="s2"> il nome iniziatico di “Diomede”. </span></p>
<p class="s6"><span class="s2">Agendo nell’ombra </span><span class="s5">Costanzo</span> <span class="s2">era riuscito a portare tra gli </span><span class="s5">Illuminati</span><span class="s2"> il </span><span class="s2">barone </span><span class="s5">Adolph</span> <span class="s5">von </span><span class="s5">Knigge</span><span class="s2">, colui che ebbe il merito di dare forte impulso all’Ordine con</span><span class="s2">seguendo</span><span class="s2">ne</span><span class="s2"> una rilevante diffusione</span><span class="s2">, in </span><span class="s5">Germania</span><span class="s2"> e in gran parte d’Europa</span><span class="s2">. Proprio da </span><span class="s5">Costanzo </span><span class="s5">Di Costanzo</span> <span class="s2">e dalla sua intensa attività segreta nell’</span><span class="s5">Ordine degli Illuminati </span><span class="s2">parte </span><span class="s2">un</span><span class="s2"> filo rosso che </span><span class="s2">unisce</span><span class="s2"> la </span><span class="s5">Baviera</span><span class="s2"> e l’</span><span class="s5">Abruzzo</span><span class="s2">.</span><span class="s2"> Gli insigni studiosi </span><strong><span class="s5">Elso</span><span class="s5"> Simone Serpentini</span></strong><span class="s2"> e </span><strong><span class="s5">Loris Di Giovanni</span></strong><span class="s2">,</span><span class="s2"> profondi conoscitori della massoneria abruzzese cui hanno dedicato </span><span class="s2">ricerche e </span><span class="s2">molti </span><span class="s2">interessanti </span><span class="s2">lavori </span><span class="s2">–</span><span class="s2"> tra cui “</span><span class="s7">La storia della Massoneria in Abruzzo</span><span class="s2">” – ne ricostruiscono la trama </span><span class="s2">ne</span><span class="s2">l corposo volume “</span><strong><span class="s7">Gli Illuminati. Un filo rosso tra la Baviera e l’Abruzzo</span></strong><span class="s2">”, pubblicato da Artemia Nova Editrice </span><span class="s2">su commissione del </span><span class="s2">CeSSMA</span><span class="s2"> (Centro Studi per la Storia della Massoneria in Abruzzo), </span><span class="s2">terza opera della collana </span><span class="s2">Documenti Massonici Abruzzesi dell’editore teramano</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s6"><span class="s2">Nel libro </span><span class="s5">Serpentini</span><span class="s2"> e </span><span class="s5">Di Giovanni</span><span class="s2"> intrigano il lettore con oltre 500 pagine di storie segrete, svelate con documenti tratti da pubblicazioni dell’epoca, ma anche con atti rinvenuti in archivi di tutta Europa &#8211; </span><span class="s5">Amburgo</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Copenaghen</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Berlino</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Vienna</span><span class="s2"> &#8211; oltre che in quelli abruzzesi</span><span class="s2">, in primis </span><span class="s2">l’Archivio di Stato e la Biblioteca “M. Delfico” di </span><span class="s5">Teramo</span><span class="s2">, dove sono conservati gli originali di alcune lettere scambiate tra </span><span class="s5">Delfico</span><span class="s2"> e </span><span class="s5">Münter</span><span class="s2">.</span> <span class="s2">Il libro incrocia le vite di tre personaggi collegati in diverso modo all’intricato </span><span class="s2">e oscuro </span><span class="s2">mondo </span><span class="s2">degli Illuminati</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> ancor oggi avvolto nel mistero, accusato di devianti pervasività di coscienze e istituzioni, come pure d’</span><span class="s2">alimentare</span><span class="s2"> sconvolgimenti religiosi, politici e sociali. I tre personaggi, eccezionali ciascuno a modo </span><span class="s2">suo</span><span class="s2">, incrociarono le loro esistenze nella seconda metà del </span><span class="s2">Settecento</span><span class="s2"> e nei primi dell’</span><span class="s2">Ottocento,</span><span class="s2"> in una fase cruciale della storia che conobbe evoluzioni e rivoluzioni dell’assetto politico </span><span class="s2">dell’Europa</span><span class="s2">, sia nel processo d’elaborazione d’un nuovo </span><span class="s2">c</span><span class="s2">oncetto di Stato</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> sia del rapporto </span><span class="s2">di esso Stato </span><span class="s2">con </span><span class="s2">i propri </span><span class="s2">cittadini non più sudditi.</span></p>
<div id="attachment_6060" style="width: 175px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6060" class="wp-image-6060 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/C8A78B08-4C6F-4F19-9692-21FB48D1317D-150x150.jpeg" alt="" width="165" height="165" /><p id="caption-attachment-6060" class="wp-caption-text">Melchiorre Delfico</p></div>
<p class="s6"><span class="s2">Dei tre personaggi in questione d</span><span class="s2">ue erano abruzzesi &#8211; il citato </span><strong><span class="s5">Costanzo Di Costanzo</span></strong><span class="s2"> (1755-1810) e il teramano </span><strong><span class="s5">Melchiorre Delfico</span></strong><span class="s2"> (1744-1835) – danese </span><span class="s2">invece </span><span class="s2">il terzo,</span> <strong><span class="s5">Friederich</span> <span class="s5">Münter</span></strong><span class="s2">(1761-1830).</span></p>
<div id="attachment_6061" style="width: 176px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6061" class="wp-image-6061 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/DBBF233B-3847-4468-BC54-54C8A27E0E07-150x150.jpeg" alt="" width="166" height="166" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/DBBF233B-3847-4468-BC54-54C8A27E0E07-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/DBBF233B-3847-4468-BC54-54C8A27E0E07-585x585.jpeg 585w" sizes="(max-width: 166px) 100vw, 166px" /><p id="caption-attachment-6061" class="wp-caption-text">Friederich Münter</p></div>
<p class="s6"><span class="s2">Quest’ultimo era dei tre il più giovane e costituì il terzo vertice di un triangolo assolutamente particolare, essendo senza ipotenusa, di fatto un triangolo a tre vertici e due lati, mancando un collegamento diretto tra due dei vertici, </span><span class="s5">Delfico</span><span class="s2"> e </span><span class="s5">Di Costanzo</span><span class="s2">. Tutti e tre frequentarono logge massoniche e cenacoli </span><span class="s2">latomici</span><span class="s2">. </span></p>
<p class="s6"><span class="s5">Melchiorre Delfico</span><span class="s2">, f</span><span class="s2">ilosofo e uomo politico, allievo del Genovesi a Napoli e seguace di Locke e </span><span class="s2">Condillac</span><span class="s2">, acquistò fama con le sue opere giuridiche ed economiche (</span><span class="s7">Riflessioni sulla vendita dei feudi</span><span class="s2">, </span><span class="s2">1790</span><span class="s2">; </span><span class="s7">Ricerche sul vero carattere della giurisprudenza romana e de&#8217; suoi cultori</span><span class="s2">, </span><span class="s2">1791</span><span class="s2">; </span><span class="s7">Memoria sulla libertà del commercio</span><span class="s2">, </span><span class="s2">1797</span><span class="s2">), piuttosto che con quelle filosofiche (</span><span class="s7">Saggio filosofico sul matrimonio</span><span class="s2">, </span><span class="s2">1774</span><span class="s2">; </span><span class="s7">Indizi di morale</span><span class="s2">, </span><span class="s2">1775)</span><span class="s2">, la cui pubblicazione fu impedita dalle autorità. Durante la rivoluzione napoletana del </span><span class="s2">1799</span><span class="s2"> fu destinato al governo dei due dipartimenti d&#8217;</span><span class="s5">Abruzzo</span><span class="s2">.</span> <span class="s2">Dopo una parentesi d’esilio a </span><span class="s5">San Marino</span><span class="s2">, si dedicò quasi unicamente a incombenze amministrative. Dal </span><span class="s2">1823</span><span class="s2"> si ritirò a </span><span class="s5">Teramo</span><span class="s2">. Nella sua opera più importante (</span><span class="s7">Pensieri sulla storia e sull&#8217;incertezza e inutilità della medesima, </span><span class="s2">1806</span><span class="s2">), egli ardente </span><span class="s2">assertore dell&#8217;indefinita perfettibilità dell&#8217;uomo, porta alle ultime conseguenze l&#8217;antistoricismo illuministico del Settecento.</span></p>
<p class="s6"><span class="s2">Figlio d</span><span class="s2">’</span><span class="s2">un </span><span class="s2">pastore e teologo protestante</span><span class="s2">, </span><strong><span class="s5">Friederich</span> <span class="s5">Münter</span></strong><span class="s2">, nato a</span> <span class="s5">Gotha</span><span class="s2"> in</span><span class="s2"> Turingia</span><span class="s2">,</span> <span class="s2">iniziò</span><span class="s2"> i suoi studi </span><span class="s2">all’Università di</span><span class="s2">G</span><span class="s8"><span class="bumpedFont20">ö</span></span><span class="s2">ttingen, poi</span><span class="s2"> nel 1784 fu il primo protestante ad ottenere un dottorato in filosofia </span><span class="s2">e tre anni dopo diventò professore all’Università di </span><span class="s2">Copenhagen</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Archeologo, filologo e storico, d</span><span class="s2">ivenne poi vescovo della chiesa riformata </span><span class="s2">luterana </span><span class="s2">nella capitale danese. Percorse buona parte dell’Europa, ma la sua azione più significativa </span><span class="s5">Münter</span> <span class="s2">la svolse a </span><span class="s5">Napoli</span><span class="s2"> e in </span><span class="s5">Sicilia</span><span class="s2">, dove soggiornò per tre volte nel 1785 e ’86. </span><span class="s2">A </span><span class="s5">Roma</span><span class="s2">, invece,</span><span class="s2"> frequentò </span><span class="s2">archivi e</span><span class="s2"> biblioteche alla ricerca di documenti sui </span><span class="s2">Templari, studiando lingue antiche e buona parte di idiomi moderni. </span><span class="s2">Massone, fu Maestro venerabile nella loggia di </span><span class="s5">Copenhagen</span><span class="s2"> e dell’</span><span class="s5">Ordine degli Illuminati </span><span class="s2">con il nome iniziatico di “</span><span class="s2">Syrianus</span><span class="s2">”. Proprio per gli Illuminati fondò </span><span class="s2">a Napoli </span><span class="s2">una loggia con insigni persona</span><span class="s2">ggi</span><span class="s2"> partenope</span><span class="s2">i (</span><span class="s5">Domenico Cirillo</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Eleonora de Fonseca Pimentel</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Vincenzio</span><span class="s5"> Russo</span><span class="s2"> ed altri)</span><span class="s2">, con </span><span class="s2">i</span><span class="s2"> quali stabilì intensi rapp</span><span class="s2">orti. A</span><span class="s2">lcun</span><span class="s2">i</span><span class="s2"> d</span><span class="s2">i essi</span><span class="s2"> promossero la Repubblica Napoletana e nel 1799, fallita la</span><span class="s2"> rivoluzione, finirono impiccati</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Münter</span><span class="s2"> f</span><span class="s2">u pure membro della loggia di </span><span class="s5">Palermo</span><span class="s2">.</span></p>
<div id="attachment_6062" style="width: 251px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6062" class="wp-image-6062" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E5AB293B-CDC6-4F3D-A5F0-20A4841DFDF7-150x150.jpeg" alt="" width="241" height="241" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E5AB293B-CDC6-4F3D-A5F0-20A4841DFDF7-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E5AB293B-CDC6-4F3D-A5F0-20A4841DFDF7-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E5AB293B-CDC6-4F3D-A5F0-20A4841DFDF7-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" /><p id="caption-attachment-6062" class="wp-caption-text">La mappa degli Illuminati</p></div>
<p class="s6"><span class="s2">Differenti per età</span><span class="s2"> e generazione</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Costanzo Di Costanzo</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Melchiorre Delfico</span><span class="s2"> e </span><span class="s5">Friederich</span> <span class="s5">Münter</span> <span class="s2">erano però accomunati dalla ferma idea di migliorare la condizione dell’uomo quale persona sociale in una comunità universale, e delle città, concepite come insieme di anime e intelletti pensanti. Tutti e tre </span><span class="s2">erano </span><span class="s2">schierati nettamente contro la persistenza di consunte strutture feudali che intendevano contribuire ad abbattere. </span><span class="s5">Di Costanzo </span><span class="s2">degli Illuminati </span><span class="s2">fu </span><span class="s2">il più </span><span class="s2">produttivo</span><span class="s2"> “agente reclutatore” nell’area tedesca. </span><span class="s5">Münter</span><span class="s2"> venne in Italia con la missione di diffondere l’</span><span class="s5">Illuminatismo</span><span class="s2"> lungo la penisola, a </span><span class="s2">Roma</span><span class="s2"> nel cuore stesso della Cristianità e nel </span><span class="s2">Regno di Napoli</span><span class="s2">. I due</span><span class="s2">, </span><span class="s5">Di Costanzo</span><span class="s2"> e </span><span class="s5">Münter</span><span class="s2">, </span><span class="s2">s’incontrarono </span><span class="s2">segretamente a </span><span class="s5">Roma</span><span class="s2"> nella primavera del 1786</span><span class="s2">, </span><span class="s2">si frequentarono </span><span class="s2">spesso anche</span><span class="s2"> a </span><span class="s5">Napoli</span><span class="s2">, </span><span class="s2">poi continuarono a scambiarsi informazioni sull’espansione </span><span class="s2">in Italia </span><span class="s2">dell’</span><span class="s2">Illuminatismo</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Costanzo, che non aveva buoni rapporti con i suoi a </span><span class="s5">Paganica</span><span class="s2">, tornò in </span><span class="s5">Germania</span><span class="s2">, spostandosi tra Norimberga, Altdorf ed Amburgo. </span><span class="s5">Delfico</span><span class="s2"> incontrò </span><span class="s5">Münter</span> <span class="s2">e t</span><span class="s2">enne con </span><span class="s2">lui</span><span class="s2"> una lunga corrispondenza, perfino quando il danese diventò </span><span class="s2">vescovo di Copenaghen</span><span class="s2">. </span><span class="s5">Delfico</span><span class="s2"> morì a 91 anni circondato dall’affetto della sua famiglia. </span><span class="s5">Münter</span><span class="s2"> morì a 69 anni, vescovo amato dai suoi fedeli.</span></p>
<p class="s6"><span class="s5">Costanzo </span><span class="s5">Di Costanzo</span><span class="s2"> morì </span><span class="s2">“di consunzione” </span><span class="s2">a 55 anni</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> a </span><span class="s5">Vienna</span><span class="s2">, </span><span class="s2">dove fu sepolto. </span><span class="s2">La sua famiglia, come s’è detto, </span><span class="s2">comprò il </span><span class="s5">feudo di Paganica</span> <span class="s2">il 23 aprile 1753 </span><span class="s2">da</span><span class="s2">lla duchessa </span><span class="s5">Faustina Mattei</span><span class="s5"> Orsini</span><span class="s2">,</span> <span class="s2">principessa </span><span class="s5">Santacroce</span><span class="s2">, mantenendol</span><span class="s2">o</span><span class="s2"> fino al </span><span class="s2">2 agosto </span><span class="s2">1806</span><span class="s2">, quando nel Regno di Napoli venne abolita la feudalità.</span> <span class="s2">R</span><span class="s2">essero </span><span class="s2">il feudo </span><span class="s5">don Ignazio Di Costanzo</span><span class="s2"> fino </span><span class="s2">alla sua morte i</span><span class="s2">l 15 gennaio 1792, poi il figlio </span><span class="s5">don Giovanni</span> <span class="s2">anch’egli </span><span class="s2">fino </span><span class="s2">al </span><span class="s2">giorno della sua </span><span class="s2">scomparsa, il 31 ottobre 1800</span><span class="s2">.</span> <span class="s2">L&#8217;antica </span><span class="s5">famiglia Di Costanzo</span><span class="s2"> era originaria di </span><span class="s5">Pozzuoli</span><span class="s2">, ascritta al Patriziato napoletano dei Seggi di Portanova e Montagna.</span> <span class="s2">Le origini </span><span class="s2">nobiliari si fanno risalire alla seconda metà del Duecento, quando</span><span class="s2"> la famiglia, insieme ad altre nobili napoletane</span><span class="s2">, conferì somme di denaro al re </span><span class="s5">Carlo I d’Angiò</span><span class="s2"> per sostenere la guerra contro </span><span class="s2">gli Svevi.</span></p>
<h4 class="s4"><span class="s5"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-6064 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/857C023B-37FE-430F-8192-18D00F826920-150x150.jpeg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/857C023B-37FE-430F-8192-18D00F826920-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/857C023B-37FE-430F-8192-18D00F826920-585x585.jpeg 585w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></span></h4>
<p class="s6"><span class="s2">D</span><span class="s2">opo </span><span class="s2">l’acquisto del </span><span class="s2">feudo di Paganica</span><span class="s2">,  </span><span class="s5">don Ignazio Di Costanz</span><span class="s5">o </span><span class="s2">v</span><span class="s2">olle celebrare l’evento </span><span class="s2">alla grande, </span><span class="s2">commissionando un fastoso </span><span class="s5">Palazzo Ducale</span><span class="s2"> al valente architetto marchigiano </span><span class="s5">Mattia Capponi</span><span class="s2">. Pr</span><span class="s2">eziosa dimora</span><span class="s2"> quadrangolare</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> munita</span><span class="s2"> di </span><span class="s2">un </span><span class="s2">distaccato edificio</span><span class="s2"> adibito a sc</span><span class="s2">uderie</span><span class="s2">, i</span><span class="s2">l Palazzo su due lati s</span><span class="s2">’</span><span class="s2">allargava nell’ampi</span><span class="s2">a villa con</span><span class="s2"> giardino all’italiana</span><span class="s2">, disegnato</span><span class="s2"> con</span> <span class="s2">un </span><span class="s2">armonioso gioco d</span><span class="s2">’</span><span class="s2">aiuole e gallerie di bosso</span><span class="s2">, </span><span class="s2">purtroppo andato distrutto negli anni della Seconda Guerra mondiale</span><span class="s2">. Nel fronte sud della villa una sequela di</span><span class="s2"> poderosi platani</span><span class="s2">, nel fronte ovest il Palazzo dialoga con </span><span class="s2">il prospetto</span><span class="s2"> della </span><span class="s2">settecentesc</span><span class="s2">a</span> <span class="s2">Chiesa della Concezione, sul fronte nord affaccia </span><span class="s2">sulla bella piazza </span><span class="s2">impreziosita dalla facciata balconata della Chiesa Madre.</span></p>
<p class="s6"><span class="s2">Il complesso</span><span class="s2"> ducale di</span><span class="s2">ventato di proprietà </span><span class="s2">pubblica</span><span class="s2"> ne</span><span class="s2">l 1922 </span><span class="s2">acquistato</span> <span class="s2">da</span><span class="s2">l Comune di Paganica &#8211; nel 1927 passato </span><span class="s2">a</span><span class="s2">l patrimonio del</span><span class="s2"> Comune dell’Aquila a seguito dell’annessione di </span><span class="s5">Paganica</span><span class="s2"> al capoluogo &#8211;</span><span class="s2"> ha ospitato per alcuni decenni un collegio e la scuola materna delle Suore della Presentazione. Tornato </span><span class="s2">da una ventina di anni </span><span class="s2">nella disponibilità </span><span class="s2">comunale</span><span class="s2">, quando saranno completati i lavori di restauro dai danni del terremoto</span><span class="s2"> del 2009</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> diventerà museo</span></p>
<h4 class="s4"><span class="s5"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-6063 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/F601078A-1CE0-40B5-8B7F-CFF07851369C-150x150.jpeg" alt="" width="200" height="200" /></span></h4>
<p class="s6"><span class="s2">archeologico e centro culturale</span><span class="s2">. L</span><span class="s2">’edificio</span> <span class="s5">Scuderie</span><span class="s2">, </span><span class="s2">invece, dopo l’</span><span class="s2">accorto restauro realizzato </span><span class="s2">a fine degli anni Ottanta</span><span class="s2">, è</span><span class="s2"> diventato </span><span class="s5">Centro Civico</span><span class="s2"> e sala espositiva</span><span class="s2">. Al</span><span class="s2"> suo i</span><span class="s2">nterno</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> nel 1990</span><span class="s2">, il pittore</span> <span class="s5">Constantin </span><span class="s5">Udroiu</span><span class="s2">, grande artista d</span><span class="s2">’origine ro</span><span class="s2">mena molto legato a Paganica, </span><span class="s2">vi </span><span class="s2">realizzò un </span><span class="s2">vasto</span><span class="s2"> affresco con </span><span class="s2">luminose</span><span class="s2"> scene </span><span class="s2">agresti</span><span class="s2">. Gli splendenti colori “fauve” dell’opera donano</span><span class="s2"> oggi</span><span class="s2"> alla sala un’intensa suggestione.</span></p>
<p class="s6">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F06%2F06%2Fgli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo%2F&amp;linkname=GLI%20ILLUMINATI%3A%20NEL%20SETTECENTO%20UN%20FILO%20ROSSO%20TRA%20LA%20BAVIERA%20E%20L%E2%80%99ABRUZZO" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F06%2F06%2Fgli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo%2F&#038;title=GLI%20ILLUMINATI%3A%20NEL%20SETTECENTO%20UN%20FILO%20ROSSO%20TRA%20LA%20BAVIERA%20E%20L%E2%80%99ABRUZZO" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2020/06/06/gli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo/" data-a2a-title="GLI ILLUMINATI: NEL SETTECENTO UN FILO ROSSO TRA LA BAVIERA E L’ABRUZZO"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/06/06/gli-illuminati-nel-settecento-un-filo-rosso-tra-la-baviera-e-labruzzo/">GLI ILLUMINATI: NEL SETTECENTO UN FILO ROSSO TRA LA BAVIERA E L&#8217;ABRUZZO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/03/la-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 23:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Massoneria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="458" height="640" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/21720145-4234-40C7-95D1-89F7D2D453AA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/21720145-4234-40C7-95D1-89F7D2D453AA.jpeg 458w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/21720145-4234-40C7-95D1-89F7D2D453AA-215x300.jpeg 215w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></p>
<p>TERAMO &#8211; Sabato 5 marzo 2020, alle ore 17,30, presso la Biblioteca “M. Delfico” di Teramo, verrà presentato il volume La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre (Artemia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/03/la-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre/">La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">TERAMO</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> &#8211; </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sabato </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">5 marzo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> 2020</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, alle ore 17,30</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, presso la Biblioteca “M. Delfico” di Teramo, verrà presentato il <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-4471" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/98608706-69B1-4336-A912-73E6B669DA0B-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /></span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">volume </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (Artemia Nova editrice), scritto da </span></span><strong><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Elso  Simone Serpentini</span></span></strong><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Si tratta della </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">prosecuzione della </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Storia della Massoneria in Abruzzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> pubblicato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">nel 2019 </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dall</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o stesso autore </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a quattro mani con </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b>Loris Di Giovanni</b></span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che affiancherà Serpentini c</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">me relatore nella presentazione del nuovo libro. Quello uscito l’anno scorso, che ha avuto un notevole successo e si è aggiudicato anche il</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> primo premio per la saggistica “Luca Romano” di Chieti 2019</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, si fermava al 1960, data della morte </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dell’avvocato lancianese </span></span><strong><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Umberto Cipollone</span></span></strong><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (GOI)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">      </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">  <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-4472" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/E9DCA76B-BE69-4F0F-B133-39FC4896A48F-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />       </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il nuovo libro di Serpentini ricostruisce </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">meticolosamente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">l’attività della massoneria in Abruzzo da quella data ai giorni nostri, sul filo della cronaca, con uno sguardo attento alle </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">celebrazioni, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">alle </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ricorrenze, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">al</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">le mostre e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i convegni organizzati prima e dopo il drammatico terremoto che colpì la regione Abruzzo nel 2009</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Presenta anche </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un quadro assai dettagliato della distribuzione delle logge delle varie Obbedienze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, maggiori e minori,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sul territorio regionale.</span></span></p>
<p class="s4">​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">Si susseguono così pagine di storia e di cronaca che documentano un’intensa attività latomistica, con riferimenti alle strutture esplicitamente massoniche ma anche agli ordini paramassonici</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e alle organizzazioni in qualche modo ispirate agli ideali della libera muratoria. Non mancano gli elenchi nominativi delle cosiddette “liste Cordova” e le indicazioni relative ai ruoli apicali delle logge e del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili d’Abruzzo e Molise.</span></span></p>
<p class="s4">​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel volume emerge come </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ttualmente anche in Abruzzo si stia diffondendo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, come in tutta Italia, un fenomeno che porta con sé una profonda modifica degli aspetti della Massoneria, seguendo una tendenza diffusasi primamente negli Stati Uniti. Nuove obbedienze, grandi o piccole che siano, si uniscono</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> costituendo di fatto una federazione di logge locali, controllate localmente con iscrizioni alle Agenzie delle entrate locali e spiritualmente costituite come “Società aperte”, nel senso popperiano del termine.</span></span></p>
<p class="s4">​​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">ELSO SIMONE SERPENTINI, già docente di storia e filosofia </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">e collaboratore e direttore di periodici e testate radiotelevisive, dopo aver pubblicato </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Storia del calcio teramano 1913-1982</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (1982) e </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Consigliere si calmi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (1990), in cui proponeva uno studio del linguaggio politico usato nelle assemblee pubbliche elettive, nel 2001 ha dato vita alla collana La Corte! </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Processi celebri teramani</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (nella quale sono stati finora pubblicati trentasei volumi), in cui ricostruisce crimini e relative vicende processuali con uno stile narrativo che, ispirandosi ad una scrittura postmoderna, unisce il rigore documentaristico alle tecniche descrittive della letteratura gialla classica.</span></span></p>
<p class="s4">​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel 2004 ha dato vita alla collana </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Briganti d’Abruzzo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(sono apparsi finora cinque volumi sul brigantaggio medievale e rinascimentale). Nel 2008 ha pubblicato la prima traduzione in italiano moderno del capolavoro della letteratura spagnola barocca </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il Criticone</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, di Baltasar Gracián (1651/57). ). Nel 2009, insieme con lo studioso francese Maurice Mauviel, ha pubblicato </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Enrico Sappia, Cospiratore e agente segreto di Mazzini</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, una biografia assai documentata di un protagonista e testimone dei principali fatti storici europei dalla fondazione della Repubblica Romana ai primi anni del Novecento, curando nel 2016 i suoi </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Scritti abruzzesi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, una serie di articoli pubblicati dal 1879 al 1886 con lo pseudonimo Enrico Sappia De Simone. </span></span></p>
<p class="s4">​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">Studioso di storia della Massoneria, è</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">autore di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">All’Oriente di Teramo. La Massoneria teramana tra storia e cronaca </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2014), </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con Loris Di Giovanni di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Storia della Massoneria in Abruzzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (2019), con Loris Di Giovanni e Roberto Carlini </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il manoscritto di Pianella. Un catechismo abruzzese del primi dell’Ottocento</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (2019) e con Loris Di Giovanni, Marcello Mazzoni e Emidio D. De Albentiis </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Fabrizio Padula. Il medico, il politico, l’artista, il massone </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2020).</span></span></p>
<p class="s4">​<span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ha </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">curato, nell’ambito dello studio della storia teramana, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Solo il piccone.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Come fu abbattuto il Teatro Comunale di Teramo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">2015), </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Teramo e il cinematografo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (2015), </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Teramo e il teatro lirico</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (2016), </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Teramo e il teatro di prosa </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2017), </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Teramo e il teramano negli anni della guerra civile </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2017), </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Tempo Nuovo. Il Fascismo Repubblicano teramano </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2018)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Il postfascism</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o a Teramo e ne</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> teraman</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(2019)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel 2017 ha pubblicato </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ritorno a Spinoza</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, una quasi autobiografia filosofica.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F03%2Fla-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre%2F&amp;linkname=La%20Massoneria%20in%20Abruzzo%20verso%20il%20Duemila%20e%20oltre" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2020%2F03%2F03%2Fla-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre%2F&#038;title=La%20Massoneria%20in%20Abruzzo%20verso%20il%20Duemila%20e%20oltre" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/03/la-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre/" data-a2a-title="La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/03/la-massoneria-in-abruzzo-verso-il-duemila-e-oltre/">La Massoneria in Abruzzo verso il Duemila e oltre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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