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		<title>USPI informa: Gli italiani considerano l’informazione primo motore di valori sociali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 16:11:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporto tra italiani e informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="626" height="417" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1967.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1967.jpeg 626w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1967-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1967-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1967-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 626px) 100vw, 626px" /></p>
<p>Gli italiani considerano l’informazione uno degli attori più importanti nella promozione dei valori sociali. Un sondaggio RADAR SWG di dicembre rivela che i media superano i social network come promotori&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/08/uspi-informa-gli-italiani-considerano-linformazione-primo-motore-di-valori-sociali/">USPI informa: Gli italiani considerano l’informazione primo motore di valori sociali</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli<strong> italiani </strong>considerano l’<strong>informazione</strong> uno degli attori più importanti nella promozione dei valori sociali. Un <a href="https://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2025/12/Radar_15_21dic2025-1_compressed.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>sondaggio RADAR SWG di dicembr</strong></a><a href="https://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2025/12/Radar_15_21dic2025-1_compressed.pdf"><strong>e</strong></a> rivela che <strong>i media superano i social network</strong> come promotori di inclusione, ambiente e stili di vita salutari.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso dell’anticonformismo</strong></h4>
<p>Quasi due italiani su tre si definiscono <strong>anticonformisti</strong>, specie fra gli over 45. Il sondaggio mostra che il 70% degli intervistati afferma di non sentirsi influenzato dalle opinioni prevalenti. Questo dato contrasta, però, con l’idea comune di un pensiero dominante che condiziona le masse. Gli italiani rivendicano, comunque, autonomia di giudizio. I grandi temi che hanno animato il dibattito nazionale ed europeo negli ultimi anni non sembrano aver uniformato il pensiero collettivo. <strong>Inclusione, ambiente, stili di vita sani e parità di genere</strong>rimangono, infatti, argomenti discussi ma non imposti dall’alto.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Chi promuove i valori sociali</strong></h4>
<p>Il mondo della cultura e delle università guida la classifica dei promotori di valori. L’Unione Europea si colloca al secondo posto. Il mondo dell’informazione occupa la terza posizione, ma risulta particolarmente attivo su <strong>comportamenti salutari e tutela ambientale</strong>. I media tradizionali mantengono, infatti, un ruolo centrale nella diffusione dei principi che caratterizzano il dibattito pubblico.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>I social network: informazione ma poca fiducia</strong></h4>
<p>I social media giocano un ruolo ambiguo. Il <strong>32% degli utenti internet si informa tramite i social</strong>, confermando la loro centralità come fonte di aggiornamento rapido. Tuttavia, solo un utente su quattro li considera affidabili. Questa contraddizione rivela un <strong>rapporto problematico tra utilizzo e fiducia</strong>. Gli italiani, comunque, trascorrono in media 1 ora e 48 minuti al giorno sulle piattaforme social. Per loro informarsi su cosa succede nel mondo rappresenta la principale ragione per accedervi. I social, poi, sono utili anche per <strong>trascorrere il tempo libero</strong> e farsi ispirare su prodotti da acquistare.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La televisione resiste</strong></h4>
<p><a href="https://notiziario.uspi.it/rapporto-agcom-sul-consumo-di-informazione-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>La televisione</strong></a> rimane ancora la fonte principale d’informazione per il 75% dei nostri connazionali. Il piccolo schermo mantiene una leadership consolidata, anche se la sua importanza <strong>diminuisce tra i giovani</strong>. Solo il 50% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni utilizza, infatti, la TV per le notizie settimanali. La dieta informativa in Italia si caratterizza, quindi, per uno spiccato fenomeno di <strong>cross-medialità</strong>.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La fiducia nelle fonti</strong></h4>
<p>Il quadro evidenzia anche un’attenzione critica verso le <strong>fonti tradizionali</strong>. Amici e familiari raccolgono, infatti, la fiducia maggiore (52%) assieme agli scienziati (52%). Le istituzioni pubbliche, i giornalisti e i media tradizionali ottengono, invece, consensi più bassi, tra il 15% e il 20%. I politici e gli influencer registrano, poi, livelli di fiducia minimi: rispettivamente 5% e 3%.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>I giovani e l’informazione</strong></h4>
<p>La situazione dei giovani presenta criticità specifiche. Il 42% dei giovani europei tra i 16 e i 30 anni si rivolge ai social media per notizie di stampo politico e sociale. In Italia questa percentuale sale al 44%. Instagram domina con il 59%, seguito da TikTok al 35%. Tuttavia, secondo uno studio del Reuters Institute, i <strong>giovani sono sempre meno interessati alle news</strong>. E questo fenomeno rappresenta un <strong>rischio per la partecipazione democratica</strong>.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Le nuove sfide per il giornalismo</strong></h4>
<p>Gli italiani mostrano <strong>segnali di affaticamento verso alcune narrazioni ricorrenti</strong>. Rivendicano autonomia di giudizio e distanza dalle mode culturali. Allo stesso tempo, riconoscono nel mondo dell’informazione un attore fondamentale per la <strong>promozione di valori democratici</strong>. Il futuro dell’informazione dipenderà dalla <strong>capacità di recuperare fiducia</strong>. I media devono dimostrare <strong>indipendenza, rigore e capacità di rappresentare la complessità del reale</strong>. Solo così potranno continuare a svolgere la funzione di promotori di valori sociali che gli italiani ancora riconoscono loro.</p>
<p>Articolo di M.P.</p>
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		<title>Media occidentali, censura e fake news: la migliore arma letale di Israele e dei suoi alleati</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/30/media-occidentali-censura-e-fake-news-la-migliore-arma-letale-di-israele-e-dei-suoi-alleati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=media-occidentali-censura-e-fake-news-la-migliore-arma-letale-di-israele-e-dei-suoi-alleati</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 14:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[fake news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/FB7261E2-E2E4-4965-899F-E79AF2141BD9-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>C’è un silenzio che fa più rumore delle bombe. È quello dei media occidentali, accorsi a puntare l’indice verso Hamas il 7 ottobre 2023, ma improvvisamente ciechi, sordi e afoni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/30/media-occidentali-censura-e-fake-news-la-migliore-arma-letale-di-israele-e-dei-suoi-alleati/">Media occidentali, censura e fake news: la migliore arma letale di Israele e dei suoi alleati</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p><strong>La  censura algoritmica</strong></p>
<p><strong>CNN</strong>, <strong>BBC</strong>, <strong>Sky News</strong>, <strong>Le Monde</strong>, <strong>New York Times</strong>, <strong>Reuters</strong>, <strong>Politico</strong>: tutti, nei giorni successivi all’attacco, rilanciano la narrazione ufficiale del governo Netanyahu. Nessuna verifica indipendente, <strong>nessun fact-checking</strong>sulle cifre gonfiate, nessun dubbio sulle cause. Quando <strong>Al-Ahli Hospital</strong> viene colpito, il titolo della BBC è: <em>“Un’esplosione in un ospedale di Gaza: le accuse si rincorrono”</em>.<br />
Quando un convoglio ONU viene centrato da un missile israeliano, il New York Times titola: <em>“Circostanze ancora da chiarire”</em>. Quando si scoprono fosse comuni negli ospedali evacuati con la forza dall’IDF, nessuna breaking news. Solo trafiletti. Spesso nascosti. È l’<strong>etica selettiva dell’informazione embedded</strong>, che da anni accompagna le guerre “giuste”: quelle combattute da Israele, dalla NATO, dagli alleati “democratici”.</p>
<p>Guerre che, per definizione, <strong>non possono essere crimini</strong>. E dunque non si raccontano. O si raccontano solo a metà. E’ così da anni, è peggiorato dal 23 ottobre 2023, quando Israele inizia anche<strong> l’invasione da terra</strong> del resto della Palestina che non ha ancora occupato, e quindi della Striscia di Gaza.</p>
<p><strong>I giornalisti che osano</strong></p>
<p>Chi prova a uscire dal coro viene marginalizzato. <strong>Max Blumenthal</strong>, di <em>The Grayzone</em>, viene accusato di antisemitismo. <strong>Jonathan Cook</strong>, ex <em>Guardian</em>, è ormai fuori dai circuiti ufficiali. <strong>Robert Fisk</strong> (scomparso nel 2020), che avrebbe gridato allo scandalo, oggi non avrebbe trovato spazio su nessuna testata.</p>
<p><strong>I freelance sul campo come chi scrive</strong> e i suoi colleghi? Criminalizzati, ingorati derisi. I giornalisti palestinesi uccisi? Non fanno notizia. Ma se inciampa su una margherita un’inviata di <strong>Fox News</strong> in Ucraina, parte il lutto nazionale e la crticia alla Russia, con <strong>accuse di putinismo alla margherita</strong> stessa. Poi ci sono <strong>i nuovi censori</strong>: Meta, X (Twitter), Google. Ogni post che accenna a crimini di guerra israeliani rischia la rimozione o la limitazione della visibilità. I contenuti palestinesi sono etichettati come “sensibili”, “non verificati”, “controversi”. Gli algoritmi puniscono le immagini troppo vere, troppo dolorose.<br />
Persino<strong> i bambini morti vengono oscurati</strong> per “non urtare la sensibilità del pubblico”. Tranne i bambini israeliani <strong>usati come simboli</strong> del dolore nazionale, quelli campeggiano ovunque. Anche quando sono vivi e vegeti ma la propaganda li fa “morire” in modi atroci. Il dolore, come la notizia, ha una bandiera.</p>
<p><strong>Il gioco delle etichette</strong><br />
L’arma più efficace dei media, oggi, non è l’informazione. È <strong>l’etichetta</strong>. Chi parla di genocidio è “filo-Hamas”. Chi difende i civili palestinesi è “antisemita”. Chi chiede il cessate il fuoco è “equidistante”. E chi dubita del Mossad è “complottista”. La funzione dei media non è più quella di informare, ma di filtrare, incasellare, <strong>disinnescare ogni verità che scotta</strong>.</p>
<p>Insomma, il 7 ottobre ha segnato l’inizio di una guerra. Ma non solo a Gaza. Anche nei media, nella coscienza, nella verità. Il Mossad ha chiuso gli occhi. I media li hanno riaperti solo dove conveniva. E così, mentre le bombe cadono e gli ostaggi restano, l’unico vero prigioniero è il pubblico occidentale. <strong>Tenuto all’oscuro con metodo</strong>, distratto con indignazioni a comando, nutrito di propaganda e anestetizzato dal rumore. Perché la guerra non si vince solo con i missili. <strong>Si vince raccontandola nel modo giusto.</strong></p>
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		<title>Boom dei media: aumenta il numero delle testate d’informazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/26/boom-dei-media-aumenta-il-numero-delle-testate-dinformazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=boom-dei-media-aumenta-il-numero-delle-testate-dinformazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Oct 2023 04:22:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dalla stampa locale a ChatGPT, l’evoluzione dell’informazione messa in evidenza dagli analisti della start-up innovativa Sharing Media &#160; Il numero delle testate —online ed offline— è aumentato negli ultimi 20 anni»&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/26/boom-dei-media-aumenta-il-numero-delle-testate-dinformazione/">Boom dei media: aumenta il numero delle testate d’informazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/357DB380-0B35-497F-901D-284F14BCAF76-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><h3><b><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="20">Dalla stampa locale a ChatGPT, l’evoluzione dell’informazione messa in evidenza dagli analisti della start-up innovativa </span></i></b><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="20">Sharing Media</i></b></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il numero delle testate</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> —online ed offline— </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è aumentato negli ultimi 20 anni» </i></b>mettono in evidenza gli analisti della <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">start-up innovativa</i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sharing Media SRL (</b><b><a href="http://www.sharingmediasrl.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.sharingmediasrl.com&amp;source=gmail&amp;ust=1698336022107000&amp;usg=AOvVaw2zcZEwGwzaytNmvZNcuXR1" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.sharingmediasrl.com</a></b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">).</b></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">dai quotidiani —generalisti, specialistici, locali— alle riviste settimanali ed ai mensili, passando per le televisioni e le radio, ovunque <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">scorrono titoli e notizie</b> ed ovunque sempre più persone sentono <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’esigenza di essere informate</b> attraverso le innumerevoli sfaccettature che il mondo dell’informazione ha gradualmente assunto <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fino ad arrivare oggi al fenomeno ChatGPT.</b></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">E poi ci sono anche le numerose ed attivissime <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">reti sociali</i></b> come <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Instagram</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Facebook</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">LinkedIn, Youtube e TikToK</b> che sono diventate il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">paracadute delle testate giornalistiche</b> e nel contempo vetrina per un <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nuovo modo</b> di pubblicazione delle notizie e di fare informazione.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Perfino la stampa locale gode di ottima salute ed impiega circa la metà dei giornalisti italiani, con una crescita esponenziale della componente online»</i> commentano i fondatori della <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">start-up</i> innovativa pubbli-editoriale <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sharing Media SRL</b> e dell’omonimo <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quotidiano “Sharing Media”</b> (<u><b><a href="http://www.sharing-media.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.sharing-media.com&amp;source=gmail&amp;ust=1698336022107000&amp;usg=AOvVaw2B527B6o_ucdjQACWkO_i7" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.sharing-media.com</a></b></u>).</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Ma la crescita c’è anche per l’offline. Se nel 2001 i quotidiani cartacei locali erano 99, oggi il numero è più che raddoppiato: <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">120 testate</b> secondo i dati che emergono dallo studio del professore Andrea Mangani del dipartimento di Scienze Politiche dell’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Università di Pisa,</b> pubblicato sulla rivista <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Economia e società regionale».</i></b></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Negli ultimi 20 anni l’informazione cartacea locale ha attraversato una </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fase di transizione</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> lunga e difficile, non ancora conclusa ed —oltre alla concorrenza-cannibalizzazione con l’online— si è dovuta </i><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">confrontare con i social media</i></b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> che hanno iniziato ad offrire servizi di informazione a milioni di utenti»</i> ha spiegato il professore <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mangani.</b></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Secondo i dati, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il maggior numero di testate si concentra al Nord.</b> Ma —per quanto riguarda i quotidiani online— nelle regioni meridionali le testate sono comunque numerose nonostante le risorse economiche siano oggettivamente inferiori rispetto al Centro-Nord.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Nel dettaglio, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la Lombardia detiene il record con 21 quotidiani cartacei e 60 online, </b>seguono sul podio la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Campania</b> (11 quotidiani su carta e 39 sul web) e l’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Emilia-Romagna</b> (8 quotidiani su carta e 34 sul web), solo per fare qualche esempio.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Insomma il numero delle testate di informazione è in aumento e —grazie soprattutto ad Internet— <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">cresce anche il pluralismo informativo. </b>Ma rimane qualche preoccupazione in merito alla sostenibilità di un’offerta di informazione così ampia ed alla<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> coesistenza-concorrenza con le reti sociali.</i></b></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Le statistiche sui <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">social media</i> evidenziano che nel 2023 gli utenti delle community sul web sono in crescita e hanno <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">raggiunto il 60% della popolazione mondiale. </b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Un dato che conferma l’importanza dei social per il web marketing e la necessità per le aziende di includere le reti sociali tra le attività principali per il successo delle campagne di comunicazione e di brand awareness»</i></p>
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