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		<title>ZAPPING A RAFFICA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Oct 2023 16:46:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/tv-4308537_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><em>Ogni mattina poco prima delle 10,00 l’Auditel pubblica i suoi dati di ascolto raccolti con la modalità campionaria di circa 400 canali tra TV nazionali e locali. La domanda è: cos’è e chi c’è dentro la modalità campionaria?  Sembra una cosa tutta in famiglia in quanto i diretti “clienti” dei risultati d’indagine ne sono, allo stesso tempo, i proprietari. Oltre a cio&#8217; si registra anche  il  mancato superamento fra idealismo e pragmatismo- i grandi filosofi insegnano.</em></p>
<p>Vediamo di analizzare alcuni dei difetti culturali su cui in Italia non si è stati in grado di intervenire per imprimere una svolta all’intero Paese che langue in uno stato semi ipnotico trascinato da una Tv quasi totalmente spazzatura che ha trasformato, per imitazione e convenienza, anche quella che dovrebbe essere la Tv pubblica pagata dai contribuenti: la <strong>RAI</strong>. <strong>Deng Xiaoping</strong>, il padre dell’apertura della Cina al libero mercato affermava che “<strong><em>Non importa che il gatto sia bianco o nero; ciò che importa è che acchiappi i topi</em></strong>”. Purtroppo, quasi sempre, da noi non si è in grado di applicare questa saggia definizione infatti si litiga non sulla sostanza ma sulla forma. Molte altre volte sul <strong><em>pregiudizio</em></strong> o sulla <strong><em>narrazione</em></strong> riguardante un soggetto o una qualsiasi cosa sui quali è stato appiccicato uno <strong><em>stereotipo</em></strong> o, peggio ancora, un <strong><em>cliché </em></strong>ovvero un’espressione fissa che a forza di essere ripetuta è stata fatta diventare vera. In questa operazione hanno avuto un ruolo preponderante la sedicente cultura militante e progressista senza dimenticare le Tv e a nulla vale la sdolcinata narrazione di <strong>Pier Silvio Berlusconi</strong>: “<strong><em>Non mi piace parlare di tv trash, è solo un modo per denigrare la tv leggera, spesso è una scorciatoia per denigrare la televisione leggera e spensierata che se fatta bene sa essere autenticamente popolare</em></strong>” appunto “<strong>se fatta bene</strong>”. Ma Berlusconi junior cosa intende per fatta bene? Forse le allucinanti trasmissioni di giovani che aspirano a diventare solo cantanti e/o ballerini? Oppure quelle in cui tutti/e aspirano ad essere “<strong><em>cazziati/e</em></strong>” dallo chef milionario di turno che propina la sua arte culinaria? O fors’anche quelle piazze in miniatura in studio dove il ragionamento e la competenza non sono mai invitate ma, purtroppo, prevalgono provocatori e provocatrici che sputano urla ed insulti a raffica? E che, probabilmente, a suon di gettoni hanno cooptato in simili nefande trasmissioni il fior fiore della citata sedicente cultura militante?</p>
<p>Senza dimenticare la prepotente invasione pubblicitaria che è, ormai, asfissiante. Una domanda agli inserzionisti: “<strong><em>ma siete sicuri che i milioni che buttate in quegli spot vi fanno vendere di più?</em></strong>” per me ed in famiglia e fra gli amici si adotta stabilmente lo <strong><em>zapping a raffica</em></strong>. Ogni mattina poco prima delle 10,00 l’<strong>Auditel</strong> pubblica i suoi dati di ascolto raccolti con <strong><em>la modalità campionaria</em></strong> di circa 400 canali tra TV nazionali e locali. La domanda è: <strong><em>cos’è e chi c’è dentro la modalità campionaria?</em></strong> Risposta Google: “<strong><em>Il monitoraggio degli ascolti avviene in modo automatico attraverso il people-meter, collegato a ogni apparecchio televisivo presente nella famiglia campione. Ogni giorno, minuto per minuto, i meter rilevano l&#8217;ascolto televisivo sia dei componenti della famiglia che degli ospiti eventualmente presenti</em></strong>.” Quindi lo strumento è il people meter ma quali sono le famiglie campione e chi le ha selezionate?</p>
<p>Un’altra stupida osservazione è legata al fatto che tutte le reti prima delle 21,25 non partono coi programmi di prima serata che terminano verso le 24,00. Una volta, dopo l’adorabile <strong>Carosello</strong>, alle 21,00 si partiva e, chi voleva, alle 22,05 si gustava “<strong><em>Orizzonti della Scienza e della Tecnica</em></strong>” un programma televisivo di divulgazione scientifica curato dall’indimenticato <strong>Giulio Macchi</strong>. Sembra che la proprietà di Auditel sia divisa in quote del 33% per le tre componenti fondamentali: la televisione pubblica (RAI), emittenza privata (di cui Mediaset detiene la quota di controllo), aziende che investono in pubblicità (Utenti Pubblicità Associati) con agenzie e centrali media (Aziende delle comunicazioni unite); il restante 1% è di proprietà della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). Sky Italia pare non sia presente. Sembra una cosa tutta in famiglia in quanto i diretti “<strong>clienti</strong>” dei risultati d’indagine ne sono, allo stesso tempo, i proprietari. A monte di tutto vi è, però, il mancato superamento sia nella cultura ufficiale e sia in quella popolare italiana del dualismo fra <strong>Idealismo</strong> ed <strong>Empirismo</strong>. L&#8217;idealismo è la massima incarnazione filosofica del Romanticismo che, superando i limiti conoscitivi di <strong>Kant</strong>, inaugura una nuova metafisica dell&#8217;infinito. L’uomo viene visto come un Dio o come un Eroe, che può e riesce a superare tutti gli ostacoli che gli si pongono davanti. Gli esponenti principali dell&#8217;Idealismo sono: <strong>Fichte</strong> con l&#8217;Idealismo etico, <strong>Schelling</strong> con l&#8217;Idealismo estetico ed infine <strong>Hegel padre dell&#8217;Idealismo assoluto</strong>. L’idealismo nel gergo comune è un modo di pensare, di agire proprio di chi crede in un ideale secondo cui l&#8217;oggetto della conoscenza si riduce a rappresentazione o a idea privilegiando la dimensione “<strong><em>ideale</em></strong>” su quella “<strong><em>materiale</em></strong>”.</p>
<p><strong>L&#8217;empirismo</strong>, invece, è un indirizzo filosofico nato nella seconda metà del Seicento in Inghilterra, secondo cui la conoscenza umana deriva esclusivamente dai sensi e/o dall&#8217;esperienza negando i fenomeni legati all’innatismo. I maggiori esponenti nel campo dell&#8217;empirismo anglo-sassone furono <strong>John Locke</strong>, <strong>George Berkeley</strong> e <strong>David Hume</strong> a loro si collega il <strong>pragmatismo</strong> <strong>deweyano</strong> ed insieme queste due convergenti scuole di pensiero hanno contribuito a fortificare e rafforzare nella Storia e nella conseguente Geopolitica la loro influenza e la loro forza. Oggi per empirismo si intende un approccio pratico e sperimentale alla conoscenza, basato sulla ricerca e su un modo di procedere a posteriori, preferiti alla pura logica deduttiva. Secondo gli empiristi le nostre teorie dovrebbero essere fondate sull&#8217;osservazione del mondo piuttosto che sull&#8217;intuito, sulla fede e sulla categoria della morale. In estrema sintesi “<strong><em>L&#8217;idealismo è la convinzione che dovremmo adottare principi morali, anche se hanno effetti negativi sulla nostra vita. &#8230; Il pragmatismo, invece, è un rifiuto dell&#8217;idealismo. Se i principi dell&#8217;idealista si intromettono, l’empirico fa tutto ciò che è ritenuto pratico, senza preoccupazioni per la moralità</em></strong>.”</p>
<p>Fra queste due scuole di pensiero l’italiano medio, non me ne voglia il lettore, ha scelto la doppia via: <strong><em>quella dell’imperativo ideale con una concezione etica forte e rigorosa per quanto riguarda gli altri mentre, per sé, fa tutto ciò che ritiene pratico e conveniente senza preoccupazioni morali.  </em></strong></p>
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