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	<title>Medioevo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>IL MEDIOEVO RICONSIDERATO: DANTE E L’ISLAM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 07:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="1244" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-585x879.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Il 25 marzo, diventato il “Dantedì”, il giorno in cui si ricorda l’inizio del suo pellegrinaggio, la riflessione sui rapporti fra “Dante e l’Islam” . Il libro di Miguel Asìn&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="828" height="1244" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-585x879.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p><p><i>Il 25 marzo, diventato il “Dantedì”, il giorno in cui si ricorda l’inizio del suo pellegrinaggio, la riflessione sui rapporti fra “Dante e l’Islam” . Il libro di Miguel Asìn Palacios edito da LUNI Editrice nel 2015 con introduzione di Carlo Ossola, si fonda sulla tesi di un rapporto puntuale tra la tradizione musulmana del viaggio del profeta Maometto nell’oltretomba, descritto nel “Libro della scala”, e l’opera del poeta fiorentino. Esisteva all’epoca  uno scambio tra le culture e religioni del Libro:la musulmana, la cristiana, l’ebraica.Una tesi che permette di pensare i rapporti non necessariamente mediati solo dalla violenza o dallo “scontro di civiltà”,ma vivificati da un’osmosi sotterranea di pensieri travalicanti dogmatismi opposti che fanno del Mediterraneo un luogo di incontro, confronto, reciproco arricchimento. </i></p>
<p>Il 25 marzo di 723 anni fa iniziava, come eruditi studi hanno accertato, uno dei viaggi più entusiasmanti della storia dell&#8217;umanità. Un viaggio nella realtà e nella fantasia, nella mistica e nel pentimento, nel perdono e nella Gloria: il percorso di purificazione del poeta <strong>Dante Alighieri</strong> attraverso i tre regni dell&#8217;oltretomba.</p>
<p>Così il 25 marzo è diventato il “<strong>Dantedì</strong>”, ovvero il giorno in cui si ricorda l&#8217;inizio del suo pellegrinaggio. Non si vuole certo in questa sede neanche lontanamente accennare a una nostra presentazione o interpretazione o, addirittura, commento alla “<em>infinita sensuum silva</em>” della <strong>Divina Commedia</strong>.</p>
<p>Più modestamente si vuole additare una lettura dell&#8217;opera dantesca che ha avuto poca fortuna in Italia, dove si è riusciti a parlare di <strong>Dante</strong>, grazie soprattutto alla vulgata risorgimentale, come “poeta nazionale”, quando il concetto stesso di nazione (nato quattrocento anni dopo di lui) non esisteva ancora.</p>
<p>Il testo a cui facciamo riferimento venne pubblicato in <strong>Spagna</strong> nel 1919 a cura di un sacerdote cattolico, grande arabista e conoscitore sia del pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino sia della mistica musulmana: <strong>Miguel Asìn Palacios</strong>. Il titolo è già di per sé esplicativo: “<em>La escatologìa musulmana en la Divina Comedia</em>”.</p>
<p>Il libro, edito col titolo “<strong><em>Dante e l&#8217;Islam</em></strong>” da Luni Editrice nel 2015 con un&#8217;illuminante introduzione di <strong>Carlo Ossola</strong>, si fonda sulla tesi di un rapporto diretto, puntuale, preciso tra la tradizione musulmana del viaggio del profeta <strong>Maometto</strong> nell&#8217;oltretomba, descritto nel “<em>Libro della scala</em>”, e l&#8217;opera del poeta fiorentino.</p>
<p>Non possiamo certo entrare nei dettagli, ma ci preme sottolineare che questa tesi ci appare di estremo interesse. Se è vero che l&#8217;autore, con una acribia esegetica ammirabile, lavora fin nei minimi dettagli della <strong>Commedia</strong> per stabilire rapporti di consonanza, parallelismi e vera e propria dipendenza dal testo arabo, d&#8217;altro lato resta difficile dimostrare in modo cogente l&#8217;effettiva conoscenza da parte di <strong>Dante</strong> di tale testo: <strong>Asìn Palacios</strong> lavora sulle assonanze.</p>
<p>Però è certo che il musulmano “<em>Libro della scala</em>” venne tradotto in latino già nel XIII secolo in <strong>Castiglia</strong> e ormai molti studiosi ritengono quasi sicura la conoscenza del testo mistico arabo da parte di <strong>Dante</strong>. Non siamo, ovviamente, in grado di esprimere un parere su questa tesi, ma ci appare interessante soprattutto un aspetto, si potrebbe dire, storico-culturale: “<em>Dante e l&#8217;Islam</em>” apre uno squarcio sul Mediterraneo medievale che libera da asfittici campanilismi.</p>
<p>Il presupposto del testo è che esisteva all&#8217;epoca (ma solo all&#8217;epoca?) uno scambio sotterraneo non solo a livello filosofico “alto” (si pensi ai grandi nomi di <strong>Avicenna</strong>, <strong>Averroè</strong>, al conseguente problema dell&#8217;averroismo latino, alla “<em>vexata quaestio</em>” di <strong>Sigieri di Brabante</strong>), ma anche e soprattutto in termini di leggende, racconti, credenze popolari tra le culture e religioni del Libro: la musulmana, la cristiana, l&#8217;ebraica.</p>
<p>E&#8217; una tesi che permette di pensare i rapporti non necessariamente mediati solo dalla violenza o, peggio ancora, dallo “scontro di civiltà”, bensì vivificati da un&#8217;osmosi sotterranea, si direbbe giornaliera, di pensieri travalicanti dogmatismi opposti e che fanno del <strong>Mediterraneo</strong> un luogo di incontro, confronto, reciproco arricchimento. Questo ci sembra l&#8217;aspetto più interessante del testo, giustamente sostenuto con esempi convincenti nella suddetta, interessantissima introduzione dell&#8217;<strong>Ossola</strong>.</p>
<p>Il <strong>Dantedì</strong> può così essere un&#8217;occasione di riflessione sulla “<strong>Divina Commedia</strong>” ma anche, forse soprattutto, sull&#8217;inesauribile ricchezza negli scambi tra gli uomini; scambi che spesso nelle ricostruzioni specialistiche, il cui valore è comunque fondamentale e ineliminabile, si corre talvolta il rischio di smarrire.</p>
<p>Se ci si chiude all&#8217;interno di formulette pronte all&#8217;uso si può non notare quanto queste formulette impediscano di cogliere la vitalità, la ricchezza, l&#8217;esuberanza, la profondità degli avvenimenti. Così come quando rimasi, scioccamente, stupito vedendo una mia conoscente iraniana che, da brava musulmana sciita, pregava con ardore, in una delle più belle chiese torinesi, davanti alla statua della Madonna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dizionario dei sogni nel Medioevo. Il Somniale Danielis in manoscritti letterari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Dec 2019 17:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Dizionario dei Sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Sogni]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio CAppozzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale.jpg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>I sogni e il simbolismo onirico nella letteratura del Medioevo e nel Rinascimento. 3200 anni di simboli onirici nel sorprendente Dizionario di Valerio Cappozzo. “Non badare ai sogni: ciò che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/12/15/dizionario-dei-sogni-nel-medioevo-il-somniale-danielis-in-manoscritti-letterari/">Dizionario dei sogni nel Medioevo. Il Somniale Danielis in manoscritti letterari</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale.jpg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/12/somniale-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p><strong>I sogni e il simbolismo onirico  nella letteratura del  Medioevo e nel Rinascimento. 3200 anni di simboli onirici  nel sorprendente Dizionario di Valerio Cappozzo.</strong></p>
<p>“Non badare ai sogni: ciò che la mente umana desidera, quando è sveglia lo spera, nel sogno lo vede realizzato.” (Dionisio Catone,  Codice Riccardiano 859)</p>
<p>Il sogno,  fin dalla notte dei tempi ha generato curiosità e turbamento, per quel suo misterioso occorrere quando la coscienza si spegne cedendo al sonno e la mente lascia filtrare sequenze di immagini scaturite dalla memoria  che lasciano spazio a tante possibili interpretazioni. Fin dall&#8217;antichità  l’uomo si è interrogato sul senso di tali visioni,  cercando di decifrarne e interpretarne i simboli, per scoprirne la verità. Dal Medioevo fino al  Rinascimento, i sogni  assumono un valore rilevante per comprendere  appieno  la realtà . “Vede più certa la cosa l’occhio ne’ sogni che colla immaginazione stando desto” scriveva Leonardo (codice Arundel). I sogni sono anche il modo in cui il divino si manifesta all’uomo attraverso dei messaggi simbolici che devono essere interpretati . Secondo Papa Gregorio I “Il Sogno per essere vero deve sollevare il velo che lo separa dal ragionamento affinchè abbia luogo la rivelazione”.</p>
<p>E’ quanto si scopre nel“ <strong>Dizionario dei Sogni nel Medioevo. Il Somniale Danielis in manoscritti letterari&#8221;</strong> di <strong>Valerio Cappozzo, edito da  Leo Olschki</strong>   (35 € ) opera   enciclopedica  nata  durante i corsi di Filologia e critica dantesca a “la Sapienza di Roma” e proseguita nelle aule di Filologia materiale dell’Indiana University attraverso una imponente attività di ricerca  in   biblioteche nazionali e internazionali .  Punto di partenza è il  “<strong>Somniale Danielis</strong>”. Attribuito al profeta Daniele  &#8220;Il Somniale&#8221; rappresenta  il “prontuario” dei sogni più utilizzato nel Medioevo e poi nel Rinascimento, quando  i sogni e i  simboli onirici venivano interpretati secondo le posizioni della luna, con il contributo delle dottrine arabo-islamiche, per comprenderne appieno  la rivelazione .</p>
<p>Giudicato dagli studiosi come un testo primitivo e rozzo, il “Somniale” al contrario ha permesso una tradizione capillare, trasversale a ogni classe sociale e ogni tempo.  Un manuale utilizzato da <strong>Dante, Cecco D’Ascoli, Petrarca e Boccaccio</strong>, presente anche nella biblioteca di <strong>Leonardo Da Vinci</strong>,  che ne possedeva tre edizioni in volgare italiano: il genio del Rinascimento si serviva del prontuario dei sogni per scrivere le sue numerose profezie e per interpretare un sogno avuto da bambino. Nel sogno di Leonardo un nibbio vola nella sua culla e con la coda gli apre la bocca per battergliela dall’ interno. Una  premonizione del futuro, dove il “Nebio vedere significa morte de’ toi parenti”.  Un’immagine profetica, in cui Leonardo aveva creduto e che aveva annotato intorno al 1504, che coincide con la morte del padre avvenuta il 9 luglio dello stesso anno. Il sogno di Leonardo verrà ripreso anche dal padre della Psicanalisi,  <strong>Sigmund Freud</strong> che,  nel suo “Un ricordo d’Infanzia di Leonardo da Vinci” analizza le azioni del nibbio, interpretando lo sbattere della coda come l’allattamento materno  mentre l’atto di  infilarla nella bocca indicherebbe la sua omosessualità passiva. Freud  dunque, pur apprezzando l&#8217;oniromanzia dei manuali,  ribalta il punto di vista,  utilizzando i simboli onirici  non per scoprire l’essenza di una realtà esterna all’uomo, ma per svelare  i meccanismi dell’inconscio scaturiti dalla storia personale del soggetto.  Composto in greco intorno al IV secolo e tradotto in latino nel IX secolo, sorprende come   il &#8220;Somniale Danielis&#8221;  raccolga  i simboli onirici nell’arco di 3200 anni,  così come si sono tramandati dall’ Antico Egitto ai giorni nostri, nell’era digitale. Unica variante è stata l’aggiunta nel tardo Rinascimento  di un numero cabalistico che ha   permesso di tradurre i simboli onirici in numeri e poterli giocare sulle Ruote del Lotto. Alcuni  esempi ? Vedersi arare significa fatica, nuotare avversità. Oppure sognare la caduta di uno o più denti  corrisponde alla perdita di un parente o di una persona vicina.  Interpretazioni  che si ripetono  coerentemente,   dal  1220 AC ai libri della Smorfia , fino a riempirne oggi pagine e pagine del web.  Se per spiegare la realtà nel Medioevo si ricorreva al Meraviglioso e all’Immaginario, per interpretare i simboli onirici bisogna riferirsi al piano della realtà e del quotidiano: nell’elenco del Dizionario troviamo case, villaggi, boschi, uomini e donne, animali, formaggio, ceci, fave, sedie, aste, chiavi piazze, strade… Un mondo che travalica i confini  temporali e  geografici, che diventa applicabile in ogni momento e  in ogni luogo, assumendo quindi un valore universale.</p>
<p>Il   volume di Valerio Cappozzo per la prima volta ha riunito  in  un unico  repertorio alfabetico  alcune versioni  latine e volgarizzazioni italiane del  Somniale  ed è una lettura di grande fascino, oltre a costituire  uno strumento utile per la comprensione dell’immaginario onirico medievale e del simbolismo letterario e storico artistico.</p>
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