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	<title>Minoranze storiche Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Condizione giuridica delle minoranze etno-linguistiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 09:06:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1444" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1024x578.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-768x433.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1536x866.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-2048x1155.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1920x1083.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1170x660.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-585x330.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore più immediato è quello della contaminazione.Le culture si incontrano e realizzano un interscambio sia linguistico che etno-antropologico. Interscambio e contaminazione sono parte integrante di quella tutela che si garantisce soltanto attraverso delle norme prettamente giuridiche.</i></p>
<p><b><br />
di Micol Bruni, storica delle minoranze<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-75435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-585x828.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F.jpeg 728w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></b></p>
<p>La normativa relativa alla tutela delle minoranze (o presenze) linguistiche o (etno-linguistiche) in Italia, oggi in vigore, nasce da un processo di dialettica istituzionale e culturale abbastanza variegato e articolato anche sul piano delle valenze giuridiche. Nella realtà attuale è ormai una certezza giuridica che le minoranze linguistiche sono dentro una dimensione istituzionale in cui tutela e valorizzazione rappresentano un punto di sicuro riferimento. Ma alla legge che sancisce tale tutela (la legge n. 482/1999) si è giunti dopo un significativo raccordo parlamentare che ha innescato un confronto politico e istituzionale tra le varie scuole di pensiero. <br dir="auto" />      Il dibattito sulle minoranze etno &#8211; linguistiche viene affrontato già nella Commissione per gli studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato nota nel linguaggio comune come Commissione Forti. E, in particolare, nella seduta del 2 febbraio 1946 che tale Commissione affronta il problema presentato da Silvio Innocenti sulle minoranze. La Commissione arriva a una distinzione precisa : suddivide le norme generali che sono valide per tutti i cittadini perché si tratta dei diritti di eguaglianza e di libertà garantiti dalla Costituzione, e norme speciali volte alla tutela dei gruppi minoritari per salvaguardare la lingua in modo da mantenere un contatto con gli organi giudiziari con attenzione allistruzione e allo sviluppo della cultura. 1<br dir="auto" />      Diventa, quindi, importante analizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione. Un articolo, il 3 (2),  che creò non poco scompiglio facendo riferimento a quel concetto di razza presente nel primo comma. Ma sia Basso che Aldo Moro tentano di spiegare quanto larticolo cerca di sancire. Basso faceva riferimento al fatto che una volta individuati i principi di libertà e di eguaglianza potevano nascere degli ostacoli di ordine economico e sociale e, quindi, tutta la legislazione italiana  doveva muoversi nel tentativo di eliminarli. Aldo Moro, facendo riferimento ad un uguale trattamento sociale, specifica che si tratta in realtà di un carattere dinamico che deve avere lo Stato democratico. 3<br dir="auto" />      Inoltre il dibattito sulle minoranze si è affrontato, in seno allAssemblea Costituente, in una seduta del 27 giugno 1947 in cui, discutendo sull’articolo 108,  si prevedeva una autonomia  speciale alle Regioni in cui vi erano queste presenze definite minoranze di confine, e in un’altra seduta del 1 luglio 1947 discutendo sull’articolo 108 &#8211; bis destinato poi a diventare l’articolo 6 della nostra Costituzione.<br dir="auto" />      Nella storia della tutela delle minoranze etno linguistiche è importante ricordare anche la cosiddetta proposta Codignola e l&#8217;emendamento Lussu. Il primo, in sostanza era contrario al sistema degli statuti speciali, un sistema che mirava a garantire solo alcune minoranze linguistiche.  Lussu invece cercò di riprendere in qualche modo la proposta di Codignola  e precisò il divieto per le  nascenti regioni di limitare lo sviluppo delle minoranze.<br dir="auto" />      Oggi, è proprio all’interno della nostra Costituzione, in virtù dei dibattiti affrontati nell’Assemblea Costituente, che ritroviamo il concetto e la tutela delle minoranze etno linguistiche. Basti pensare all’articolo 6 della Costituzione. (4) In particolare l’articolo 6 recita :   La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.  <br dir="auto" />      Scompare, quindi, il termine etniche proprio per far risaltare i contenuti culturali e non nazionali e,inoltre, tale  norma è una evidente applicazione dell’articolo 3, della Costituzione stessa, citato precedentemente, vietando,appunto, ogni forma di discriminazione,  ma anche dell’articolo 2 ( La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo , sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. E richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale) poiché in attuazione dei principi di tolleranza e di pluralismo mette in atto una tutela positiva delle minoranze volta a salvaguardare la loro cultura e a consentire una partecipazione nella vita sociale del paese.<br dir="auto" />      Sono tutti questi dibattiti ed è la Costituzione ad aprire la strada ad una legge di tutela specifica per le minoranze linguistiche che si avrà solamente nel 1999. Un ruolo molto importante è stato giocato dalla figura dell’Onorevole Fortunato Aloi, che nella seduta dell ‘11 giugno 1998 nella Camera dei Deputati  proprio in un dibattito dedicato alla difesa  delle minoranze etno linguistiche  nel rispetto  dell’unità nazionale (parafrasando il titolo di un suo libro) e analizzando quello che diventerà l’articolo 1 della legge 482 afferma che il dato predominante per la difesa delle minoranze etno linguistiche sta nella difesa della lingua e ribadisce il concetto secondo il quale sarebbe necessario parlare di presenze etniche e non di minoranze proprio per riconoscere a queste un portato culturale e storico. 5<br dir="auto" />      In riferimento alla difesa della lingua italiana come difesa dell’unità nazionale l’Onorevole Aloi precisa la scelta dell&#8217;articolo 1 della Legge n. 482/ 99.  6<br dir="auto" />      Difesa delle minoranze e tutela della cultura delle etnie. Si tratta  di una sottolineatura di sicuro spessore che chiama in causa un rapporto che risulta fondamentale tra la presenza minoritaria in sé e la territorializzazione. <br dir="auto" />      Ed  è su questo rapporto che nasce la Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 che detta Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Il testo, costituito da  20 articolo con un articolo, il 18  bis, introdotto dall’articolo 23 della legge 23 febbraio 2001 n. 38, è quello approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica il 25 novembre 1999 e pubblicato sulla G.U. del 20 dicembre 1999. Per capire di quali minoranze si parla e quali minoranze vengono tutelate bisogna leggere l’articolo 2 :  In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quella parlanti il francese, il franco  provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.<br dir="auto" />      In riferimento a tale legge cè da precisare, comunque, che la studiosa Caterina Brunetti ha suddiviso in gruppi linguistici le realtà minoritarie creando un vero e proprio percorso.  7 <br dir="auto" />      Da questo percorso è nato un vero e proprio discorso attinente gli aspetti giuridici ovvero sostenendo una posizione particolareggiata sulla necessità di tutelare le lingue come vere e proprie realtà linguistiche ed etniche all&#8217;interno del panorama stabilito dalla normativa.8.<br dir="auto" />  È naturale, però, che non si possono scindere due fattori fondamentali: la lingua sta al portato antropologico come il territorio sta alla eredità etnica. Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore più immediato è quello della contaminazione. I territori sono contaminati, ovvero esistono in quanto le culture si incontrano e realizzano un interscambio sia linguistico che etno-antropologico. Un elemento in più è dato da quelle minoranze che hanno una eredità altra rispetto alla storia della cultura occidentale. Mi riferisco in particolare agli Italo-albanesi. La cultura degli Italo-albanesi sottolinea in realtà un ponte non solo tra due mari ma soprattutto tra due civiltà. L’Adriatico e il Mediterraneo sono una chiave di lettura che focalizza la definizione di una vera e propria contaminazione. Questo è un aspetto fondante che tocca prospetti sia di natura culturale sia politica. Ma è proprio qui che si innesca un procedimento di ordine giuridico perché l&#8217;interscambio culturale non può sussistere se non attraverso l&#8217;analisi delle contaminazioni. Entrambi (interscambio e contaminazione) sono parte integrante di quella tutela che si garantisce soltanto attraverso delle norme prettamente giuridiche.<br dir="auto" />È naturale che, grazie al percorso normativo, bisogna sempre più tendere verso un approfondimento di tutte quelle realtà minoritarie presenti sul territorio italiano. La loro presenza, dunque, non può essere sostenuta soltanto da una motivazione o incentivazione folcloristica ma da interazioni tra la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale molto più complesso e molto più diversificato. Lingua e culto rappresentano quella mediazione fondamentale per catturare nodelli culturali. Mediazione e interazione. Non bisogna, comunque, dimenticare che i processi culturali sono sempre processi esistenziali che pongono al centro valori e significati identitari.<br dir="auto" />La lettura antropologica del territorio apre sempre una prospettiva non solo storica ma anche di natura sociologica ed etnica. Processi che pongono allattenzione la tradizione e il linguaggio dei popoli. <br dir="auto" />In virtù della Legge n. 482/99 la prima fase dellindagine, per fare un esempio, è rivolta alle 50 comunità Arbresh, (distribuite in sette Regioni dellItalia: Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise), troverà una maggiore integrazione e comparazione (e completezza) con le altre 11 popolazioni (catalane, germaniche, greche slovene, croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, loccitano e il sardo) che formano un percorso di lettura storica, antropologica e culturale in senso generale di tutte le minoranze etno-linguistiche presenti, secondo la normativa, in Italia. Il discorso sulla cultura etno-linguistica va, comunque, considerata e studiata in una visione di studi globali.<br dir="auto" />Ciò ci permetterebbe non solo di fotografare la geografia culturale delle minoranze sommerse (una radiografia indirizzata al patrimonio dei beni culturali) che hanno avuto, comunque, una loro base solida nella storia delle varie Regioni dItalia ma ci permetterebbe di realizzare una mappatura di quei beni culturali presenti nella comunità italiana, la cui lingua, la storia e la tradizione hanno una eredità eterogenea. <br dir="auto" />Attualmente le popolazioni cosiddette minoritarie (minoranza etno-linguistica) ammonterebbero a circa il 5% dellintera popolazione. Sono diverse le popolazioni e le etnie di tradizione e lingua non italiana presenti nel nostro territorio e sono distribuite in diverse Regioni come (si riportano degli esempi esplicativi):<br dir="auto" /><br dir="auto" />∑ la Sardegna (Catalani, Sardi); <br dir="auto" />∑ la Sicilia (Albanesi); <br dir="auto" />∑ la Calabria (Albanesi, Neogreci, Provenzali, Zingari Rom); <br dir="auto" />∑ la Puglia (Albanesi, Neogreci e Franco-provenzali); <br dir="auto" />∑ la Campania (Albanesi); <br dir="auto" />∑ il Molise (Albanesi e Croati); <br dir="auto" />∑ Abruzzo (Albanesi, Zingari Rom); <br dir="auto" />∑ Friuli-Venezia Giulia (Ladini, Sloveni, Tedeschi); <br dir="auto" />∑ Veneto (Ladini, Cimbri o Tautsch); <br dir="auto" />∑ Trentino e Alto Adice (Tedeschi, Ladini); <br dir="auto" />∑ Lombardia (Zingari Sinti); <br dir="auto" />∑ Piemonte (Occitani, Franco-provenzali, Walser, Zingari Sinti); <br dir="auto" />∑ Valle d&#8217;Aosta (Francesi, Franco-provenzali, Walser). <br dir="auto" /><br dir="auto" />Ogni realtà minoritaria ha una storia particolare anche dal punto di vista patrimoniale-culturale, come si può notare con il mondo arbresh. Non è questione soltanto di lingua (ci troviamo in un contesto di cultura indo-europea) ma di patrimonio culturale e storico, che andrebbe ricontestualizzato in un quadro generale inerente la cultura dei nuovi saperi. I nuovi saperi sono parte integrante di un procedimento giuridico che pone allattenzione una e vera e propria serie di normative inerenti la tutela dei popoli altri che si trovano, per diversi motivi, allinterno del territorio italiano.<br dir="auto" />Il territorio italiano in riferimento alla questione relativa alle presenze minoritarie si è sempre confrontato sulle tematiche legate alla tutela sulla base di riferimenti giuridici. Infatti, la Legge n. 482/99 è il risultato di una serie di interventi normativi accolti su scala regionale. Non solo le regioni a statuto autonomo hanno adottato delle precise costanti giuridiche ma anche quelle regioni le cui presenze minoritarie hanno una loro incisività politico-culturale, hanno definito dei percorsi giuridici in materia di tutela determinando sempre un confronto tra diritti e doveri allinterno del territorio alla luce sempre di una specificità di norme e in varie interazioni tra identità nazionale e processi derivanti dallethnos di fondo delle comunità cosiddette minoritarie. <br dir="auto" />Il popolo italo-albanese ha una sua dimensione precisa nel contesto delle proposte di una giurisprudenza di tutela. Proprio con le capitolazioni sono stati siglati i primi patti giuridici e i primi raccordi tra popoli emigranti e territori accetanti.<br dir="auto" />È sulla base di queste accordi giuridici che gli Albanesi sono successivamente approdati nei vari territori. Non per caso è quel popolo che si presenta ben articolato nel territorio meridionale in una regionalizzazione non ad escludere ma ad includere. Infatti, le regioni nelle quali sono presenti gli Italo-albanesi hanno sempre cercato di sviluppare un dibattito giuridico della tutela delle minoranza linguistiche. <br dir="auto" />In Calabria più volte si è tentato di definire tale quadro ed è naturale che latto giuridico, in questo caso, ha un senso se la presenza culturale di una determinata etnia ha una sua forte e consistente dimensione radicante nella cultura di appartenenza e quindi in un processo di integrazione tra elementi direttamente giurisprudenziali e propriamente culturali.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />1 Cfr. Brunetti , C., La condizione giuridica delle minoranze linguistiche. Esame antologico di un diritto negato, Edizioni Vatra, Cosenza, 1985.<br dir="auto" />2  Art. 3 Cost.  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. / E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. <br dir="auto" /><br dir="auto" />3 Brunetti, C., op. cit..<br dir="auto" />4 Art. 6 Cost.   La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.  <br dir="auto" /><br dir="auto" />5 Aloi, F., ho presentato una serie di emendamenti  che si muovono in direzione della salvaguardia del valore centrale, essenziale della lingua italiana. Ma abbiamo presentato, oltre alla proposta di legge che risulta parte integrante del testo, anche una serie di emendamenti per salvaguardare il diritto di quelle che non definiscono minoranze, ma presenze etnico  linguistiche e quindi culturali. Infatti, la presenza di un gruppo etnico in una certa area può sembrare minoritaria, ma di fatto costituisce il momento culturale più importante della zona e quindi lespressione di tradizioni, valori, tutta una serie di elementi che ci hanno posto in condizione di affermare che per noi si tratta di presenze etnico  linguistico  culturali.     In difesa di minoranze etnico  linguistiche (nel rispetto dellunità nazionale), Poligrafia Sud, RG, pag.7.<br dir="auto" />6 Aloi, F.,  A fronte di presenze etnico  linguistiche e culturali, che non inducuno alcuna preoccupazione in ordine a fenomeni centrifughi e scissionistici, è importantissimo salvaguardare la lingua italiana. È questo il motivo per cui abbiamo fortemente voluto larticolo 1 : la nostra lingua va difesa anche in rapporto a tutta una serie di barbarismi di ritorno. Ribadiamo questa posizione nel solco della nostra tradizione, che pone lItalia al centro della nostra proposta politica, sociale, culturale e morale.      op. cit., pag. 9.<br dir="auto" /><br dir="auto" />7 Brunetti, C., I gruppi minoritari possono essere suddivisi, a loro volta, sostanzialmente in tre fasce: la prima è quella delle minoranze di confine: cioè di gruppi linguistici parlanti il medesimo idioma di uno stato confinante con il territorio della Repubblica italiana. Tale è il caso del gruppo tedesco dellAlto Adige, degli sloveni del Friuli e, con alcuni elementi di peculiarità, dei francesi della Val dAosta. La seconda è quella dei gruppi linguistici minoritari inseriti allinterno del territorio della Repubblica in seguito ad emigrazioni e diaspore, come è il caso degli albanesi del Mezzogiorno dItalia (con qualche eccezione del Nord), dei serbo-croati nel Molise, degli occitani in Calabria, degli zingari diffusi su quasi tutto il territorio nazionale, dei catalani in Sardegna. La terza è costituita dai gruppi residuali: è il caso degli occitani delle zone occidentali del Piemonte, della Liguria e della Calabria, dei ladini del trentino Alto Adige, dei grecanici della Calabria e della Puglia. A questa stessa fascia possono essere ricondotte le situazioni del Friuli e della Sardegna in cui parlata e cultura delle relative popolazioni non sono state ridotte in condizioni di estrema subalternità come, invece, purtroppo, è avvenuto per i gruppi precedentemente citati nella terza fascia    op. cit., pagg.11-12.<br dir="auto" />8       Estremamente variegate sono le misure di tutela di cui beneficiano queste minoranze e cospicue, come vedremo, sono le disparità di trattamento. Questa differenza deriva anche dalla differenziata posizione dei gruppi minoritari, divisi tra minoranze di confine e minoranze interne. Per questultime occorre ricordare che esse possono essere divise in minoranze che parlano una lingua ufficiale di uno Stato sovrano (è il caso degli albanesi, dei serbo-croati, dei catalani la cui lingua è in condizioni di semi-ufficialità in Spagna, dei grecanici anche se la loro parlata differisce da quella greca-moderna) e minoranze linguistiche la cui parlata non è usata in alcun altro Stato indipendente (questo è il caso dei sardi) per cui si tenta di qualificarle come dialetti. Questo secondo gruppo viene a trovarsi, così, in una posizione particolare: ossia, da un lato, manca come riferimento una struttura statale indipendente di madre-lingua, tale da catalogarle come minoranze linguistiche e, dallaltro, esso si caratterizza come un radicamento e una sensibilità popolare da cui scaturisce una forte esigenza di identificazione linguistica e culturale    Brunetti, C.,op. cit.,pag.13.</p>
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		<title>La legge sulla tutela delle minoranze in Italia è da riformare inserendola nella riforma del Mic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 14:26:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Micol Bruni &#8211; Storica delle Minoranze &#8211;(Già Cultore di Storia del Diritto Italiano dell’Università di Bari) La scuola ha un ruolo predominante non solo in quei contesti dove il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/08/la-legge-sulla-tutela-delle-minoranze-in-italia-e-da-riformare-inserendola-nella-riforma-del-mic/">La legge sulla tutela delle minoranze in Italia è da riformare inserendola nella riforma del Mic</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/4E993AF7-BF31-4915-A25B-368FCCFCEF36-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em><b>di Micol Bruni &#8211; Storica delle Minoranze &#8211;<br dir="auto" />(Già Cultore di Storia del Diritto Italiano dell’Università di Bari)</b></em></p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i><br />
La scuola ha un ruolo predominante non solo in quei contesti dove il tessuto linguistico vive di contaminazioni articolate e le lingue assumono il contorno di un vero e proprio bilinguismo ma anche in quelle realtà comunitarie dove si assiste ad una presenza non storica ma contemporanea di presenze minoritarie.</i></p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È necessario ricontestualizzare la normativa relativa alla tutela delle minoranze storiche e linguistiche. Sarebbe anche auspicabile inserirla nella possibile nuova riforma della legge riguardante il ministero della cultura.</p>
<p>Lo studio delle minoranze linguistiche passa inevitabilmente attraverso dei parametri che hanno come elemento di base la conoscenza storica  non solo delle lingue, ma anche delle culture e delle civiltà identitarie. La loro presenza sul territorio nazionale comporta una analisi attenta di quei processi pedagogici che si vivono anche all’interno del mondo scolastico che possono essere definiti come modelli della “differenziazione”.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra lingua e modello etnico ci sono passaggi che possono essere maggiormente compresi se alla base c’è una volontà di metodologia pedagogica che viene ad essere supportata da precise realtà intersogettive tra la cultura italiana e le matrici ereditarie che si portano dietro i cosiddetti “popoli altri” presenti sul territorio nazionale. Proprio in virtù di ciò la scuola ha un ruolo predominante non solo in quei contesti dove il tessuto linguistico vive di contaminazioni articolate e le lingue assumono il contorno di un vero e proprio bilinguismo ma anche in quelle realtà comunitarie dove si assiste ad una presenza non storica ma contemporanea di presenze minoritarie.<br dir="auto" />Credo che qui la didattica della integrazione gioca un ruolo significativo.<br dir="auto" />È naturale che le comunità che si mostrano con una storia di bilinguismo rientrano in quei parametri sanciti dalla legge di tutela ora vigente ma è anche vero, comunque, che diventa necessario stabilire un dialogo tra territori perché, in molte occasioni, un Istituto superiore accoglie studenti che provengono da comunità in cui è forte l’insistenza (in positivo) del bilinguismo.<br dir="auto" />La Legge di tutela (ovvero la 482 del 99) non prende in considerazione questi casi perché si sofferma su un aspetto giuridico riguardante le comunità o le scuole ricadenti nelle comunità di minoranza linguistica ma sarebbe opportuno aprire un vero dibattito, a tutto tondo, su delle fattispecie che insistono in alcuni Istituti scolastici che non risiedono in dette comunità ma accolgono alunni provenienti da situazioni di bilinguismo storico.<br dir="auto" />Il dato relativo ad una metodologia didattica e quindi pedagogica mi sembra che debba essere presa in considerazione con molta delicatezza e attenzione. Come altre situazioni riguardanti comunità che hanno mantenuto intatti tradizioni e lingue sino a un determinato perizio e poi hanno perso il rito e la  lingua ma sono presenti e visibili i segni di una tangibilità  culturale con matrici provenienti da altre civiltà.<br dir="auto" />Infatti richiamandosi alla questione Arbereshe si riscontrano situazioni in cui molte comunità sono stati Arbereshe sino al 1700 e successivamente è andata perdendosi la lingua e prima della lingua il rito pur consapevoli che ci sono segni significativi di una identità storica albanese che è visibile nelle strutture, nei modelli architettonici, nei rimandi religiosi, nella tradizione di alcuni festeggiamenti.<br dir="auto" />Ebbene, questo fatto non può essere trascurato e nonostante non ci sia più la lingua Arbereshe c’è da sottolineare che i simboli comunitari della stessa comunità hanno dei richiami precisi senza i quali è impossibile leggere il suo territorio e la sua essenza vera dal punto di vista sia culturale che umano.<br dir="auto" />C’è da precisare che il concetto di tutela è molto ampio ma si tutela la storia e dentro la storia ed è per questo effetto, non solo giuridico, che il rapporto tra tutela – salvaguardia e valorizzazione – promozione deve poter avere una articolazione che consenta di approfondire, proprio nel campo della tutela delle minoranze linguistiche, elementi e modelli di importanza anche in quelle comunità che hanno perso la lingua (si potrebbe anche dire l’etnia) ma che sono stati e sono dentro una identità storica in cui il valore della diversità culturale ha lasciato segni ben individuabili.<br dir="auto" />Si tratta di un discorso che deve sottoporsi ad una valenza chiaramente culturale, ma anche giuridica estendendo così il concetto e la visione di tutela.<br dir="auto" />È naturale che i riflettori devono restare puntati sulla contemporaneità delle presenze minoritarie ma non si possono trascurare testimonianze, che geograficamente a volte ruotano intorno ad uno stesso complesso territoriale, che si manifestano sia attraverso il patrimonio culturale (diciamo beni culturali) sia in una grigia più vasta che va dai rimandi linguistici alle forme di etno – antropologia. In questo senso la scuola può inserirsi in un dibattito che può risultare importante. È precipuo però,  ormai, porre mano alla normativa perché è necessario che altre comunità storiche rientrino in una tutela comparata.</p>
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		<title>La valorizzazione delle minoranze storiche in Italia. Discussione in Senato con Pierfranco Bruni il prossimo 3 luglio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/26/la-valorizzazione-delle-minoranze-storiche-in-italia-discussione-in-senato-con-pierfranco-bruni-il-prossimo-3-luglio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-valorizzazione-delle-minoranze-storiche-in-italia-discussione-in-senato-con-pierfranco-bruni-il-prossimo-3-luglio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 15:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Minoranze storiche]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7CC238B8-EF7E-4F44-8367-33BC1F49BFD9-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Gli Italo &#8211; albanesi nella storia delle minoranze storiche nel tempo della globalizzazione. Una questione antropologica soltanto? Si discuterà di ciò a Roma nella sede del Senato con studiosi di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/26/la-valorizzazione-delle-minoranze-storiche-in-italia-discussione-in-senato-con-pierfranco-bruni-il-prossimo-3-luglio/">La valorizzazione delle minoranze storiche in Italia. Discussione in Senato con Pierfranco Bruni il prossimo 3 luglio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli Italo &#8211; albanesi nella storia delle minoranze storiche nel tempo della globalizzazione. Una questione antropologica soltanto? Si discuterà di ciò a <b>Roma nella sede del Senato </b>con studiosi di riferimento ed esperti che al problema hanno dedicato decine di libri come <b>Pierfranco Bruni</b> che ha rivestito le massime cariche inerenti le questioni della valorizzazione delle minoranze etniche in Italia.<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73148" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E547FBD9-9740-4C5E-879A-A09FBD5B6105-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E547FBD9-9740-4C5E-879A-A09FBD5B6105-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E547FBD9-9740-4C5E-879A-A09FBD5B6105-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E547FBD9-9740-4C5E-879A-A09FBD5B6105-585x828.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/E547FBD9-9740-4C5E-879A-A09FBD5B6105.jpeg 728w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p>
<p>La Giornata di Studi su “<b>Istruzione e Comunicazione per la Tutela della Minoranza Linguistica Storica Arbëreshe</b>” si svolgerà il prossimo <b>3 luglio</b> a Roma. <img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73147" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C-206x300.jpeg" alt="" width="206" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C-206x300.jpeg 206w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C-703x1024.jpeg 703w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C-768x1119.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C-585x852.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A91285B1-3CCF-47FB-95E8-C0E08D8CBF3C.jpeg 899w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" />L’importante manifestazione si terrà presso la <b>Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani </b>sede del <strong>Senato della Repubblica</strong> e interverranno il Sen. <b>Maurizio Gasparri</b>, Vice Presidente del Senato; <b>Demetrio Crucitti</b>, Presidente della Fondazione Salvatore Crucitti Onlus, il professor <b>Pierfranco Bruni</b> che tratterà il tema: Arbereshe, Cultura e Civiltà di un popolo; <b>Tommaso Bellusci</b>: Koine Liturgica nel Rito Bizantino delle Eparchie Arbereshe d’ltalia.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Previsti i contributi di <b>Lorenzo Del Boca </b>Presidente della Figec Federazione Italiana Giomalismo Editoria Comunicazione; <b>Ernesto Madeo</b> Commissario Fondazione Regionale lstituto di Cultura Arbereshe e Sindaco di San Demetrio Corone (CS); <b>Vincenzo Cucci</b>  dell’Associazione Vatra Arbereshe, Chieri (TO); <b>Fernanda Pugliese</b>, Coordinatore Sportelli Linguistici, Arbereshe e Croato Direttore Editoriale Rivista Kamastra e Videonotiziario. S.E.R. Mons. <b>Donato Oliverio</b> Vescovo dell’ Eparchia di Lungro degli ltalo Albanesi dell’Italia Continentale; <b>Diana Kastrati</b> Direttore Esecutivo del Centro Studi e Pubblicazioni per I’Arberesh del Ministero dell’Europa e degli Affari Esteri della Repubblica di Albania; <b>Gianluca Gallo</b> Assessore Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Forestazione, Aree interne e Minoranze Linguistiche. Modera: <b>Pino Nano</b> gia Caporedattore Centrale della RAI.<br dir="auto" /><br />
II Comitato Scientifico, presieduto dal Prof. <b>Pierfranco Bruni </b>gia’ Dirigente del MIC e Candidato al Premio Nobel 2023 per la Letteratura, è formato da <b>Prolosincello Papas Pietro Lanza </b>Vicario Generale Eparchia di Lungro, dall’Avv. <b>Tommaso Bellusci</b> Direttore della Biblioteca lntemazionale Arbereshe – Frascineto (CS), dal Prof. <b>Enrico Marchianò</b> Presidente Club Unesco Cosenza, dal Prof. <b>Vincenzo Cucci</b> Presidente Yatra Arbereshe – Chieri (To), dal Prof. <b>Fernanda Pugliese</b> Coordinatore Sportelli Linguistici Arbereshe e Croato Direttore Editoriale Rivista Kamastra e Videonotiziario Trilingue, dal Prof. <strong>Alfonso Benevento</strong> Esperto in IA e Didattica digitale CapoUfficio Stampa Assoc.ne Presidi Roma e Lazio, dalla Dott.ssa <b>Ornella Radovika</b> Direttore Centro Studi Albanologici/Arberesh, dal Dott. <b>Emanuele Armentano</b> Direttore del giomale <a href="http://dirittodicronaca.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://dirittodicronaca.it&amp;source=gmail&amp;ust=1687758776271000&amp;usg=AOvVaw2dFait9POJGdF7Ye8pYB1T" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dirittodicronaca.it</a> Presidente Associazione Cul turale MeEduSA (Minoranze Etniche – Educazione Spettacolo e Arte), predisporrà un Dossier sullo Stato dell’arte e proposte per I’applicazone della Tutela Costituzionale della Popolazione Italo -Albanese, Minoranza Linguistica Storica riconosciuta dalla Legge 482/99, parlante la Lingua Arberesh. Lingua a rischio estinzione (ONU).</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A tal proposito <b>Pierfranco Bruni</b>, che è stato, tra l&#8217;altro per venti anni responsabile progetto Etnie del Mic e presidente del Comitato minoranze linguistiche del ministero, ha dichiarato: &#8220;Questi incontri hanno valenze comparative perché la questione delle minoranze va affrontata  culturalmente attraverso cinque coordinate: storia, letteratura, arte, musica, tradizioni. Ciò vuol dire che intorno a tutto ciò si muove la dinamica della lingua e dei linguaggi, ovvero della conoscenza, della comunicazione e della tutela &#8211; valorizzazione&#8221;.</p>
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