<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>minoranze Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/minoranze/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/minoranze/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 Aug 2023 18:34:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>minoranze Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/minoranze/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Condizione giuridica delle minoranze etno-linguistiche</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/16/condizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=condizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 09:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Minoranze storiche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=75410</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1444" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1024x578.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-768x433.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1536x866.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-2048x1155.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1920x1083.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-1170x660.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/F0A28945-5489-4B18-B7E8-EB1D7A0F7ACE-585x330.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/16/condizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche/">Condizione giuridica delle minoranze etno-linguistiche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore più immediato è quello della contaminazione.Le culture si incontrano e realizzano un interscambio sia linguistico che etno-antropologico. Interscambio e contaminazione sono parte integrante di quella tutela che si garantisce soltanto attraverso delle norme prettamente giuridiche.</i></p>
<p><b><br />
di Micol Bruni, storica delle minoranze<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-75435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F-585x828.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/92774CFA-21A1-4C6B-A54E-0BAF11F43B2F.jpeg 728w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></b></p>
<p>La normativa relativa alla tutela delle minoranze (o presenze) linguistiche o (etno-linguistiche) in Italia, oggi in vigore, nasce da un processo di dialettica istituzionale e culturale abbastanza variegato e articolato anche sul piano delle valenze giuridiche. Nella realtà attuale è ormai una certezza giuridica che le minoranze linguistiche sono dentro una dimensione istituzionale in cui tutela e valorizzazione rappresentano un punto di sicuro riferimento. Ma alla legge che sancisce tale tutela (la legge n. 482/1999) si è giunti dopo un significativo raccordo parlamentare che ha innescato un confronto politico e istituzionale tra le varie scuole di pensiero. <br dir="auto" />      Il dibattito sulle minoranze etno &#8211; linguistiche viene affrontato già nella Commissione per gli studi attinenti alla riorganizzazione dello Stato nota nel linguaggio comune come Commissione Forti. E, in particolare, nella seduta del 2 febbraio 1946 che tale Commissione affronta il problema presentato da Silvio Innocenti sulle minoranze. La Commissione arriva a una distinzione precisa : suddivide le norme generali che sono valide per tutti i cittadini perché si tratta dei diritti di eguaglianza e di libertà garantiti dalla Costituzione, e norme speciali volte alla tutela dei gruppi minoritari per salvaguardare la lingua in modo da mantenere un contatto con gli organi giudiziari con attenzione allistruzione e allo sviluppo della cultura. 1<br dir="auto" />      Diventa, quindi, importante analizzare gli articoli 3 e 6 della Costituzione. Un articolo, il 3 (2),  che creò non poco scompiglio facendo riferimento a quel concetto di razza presente nel primo comma. Ma sia Basso che Aldo Moro tentano di spiegare quanto larticolo cerca di sancire. Basso faceva riferimento al fatto che una volta individuati i principi di libertà e di eguaglianza potevano nascere degli ostacoli di ordine economico e sociale e, quindi, tutta la legislazione italiana  doveva muoversi nel tentativo di eliminarli. Aldo Moro, facendo riferimento ad un uguale trattamento sociale, specifica che si tratta in realtà di un carattere dinamico che deve avere lo Stato democratico. 3<br dir="auto" />      Inoltre il dibattito sulle minoranze si è affrontato, in seno allAssemblea Costituente, in una seduta del 27 giugno 1947 in cui, discutendo sull’articolo 108,  si prevedeva una autonomia  speciale alle Regioni in cui vi erano queste presenze definite minoranze di confine, e in un’altra seduta del 1 luglio 1947 discutendo sull’articolo 108 &#8211; bis destinato poi a diventare l’articolo 6 della nostra Costituzione.<br dir="auto" />      Nella storia della tutela delle minoranze etno linguistiche è importante ricordare anche la cosiddetta proposta Codignola e l&#8217;emendamento Lussu. Il primo, in sostanza era contrario al sistema degli statuti speciali, un sistema che mirava a garantire solo alcune minoranze linguistiche.  Lussu invece cercò di riprendere in qualche modo la proposta di Codignola  e precisò il divieto per le  nascenti regioni di limitare lo sviluppo delle minoranze.<br dir="auto" />      Oggi, è proprio all’interno della nostra Costituzione, in virtù dei dibattiti affrontati nell’Assemblea Costituente, che ritroviamo il concetto e la tutela delle minoranze etno linguistiche. Basti pensare all’articolo 6 della Costituzione. (4) In particolare l’articolo 6 recita :   La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.  <br dir="auto" />      Scompare, quindi, il termine etniche proprio per far risaltare i contenuti culturali e non nazionali e,inoltre, tale  norma è una evidente applicazione dell’articolo 3, della Costituzione stessa, citato precedentemente, vietando,appunto, ogni forma di discriminazione,  ma anche dell’articolo 2 ( La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo , sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. E richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale) poiché in attuazione dei principi di tolleranza e di pluralismo mette in atto una tutela positiva delle minoranze volta a salvaguardare la loro cultura e a consentire una partecipazione nella vita sociale del paese.<br dir="auto" />      Sono tutti questi dibattiti ed è la Costituzione ad aprire la strada ad una legge di tutela specifica per le minoranze linguistiche che si avrà solamente nel 1999. Un ruolo molto importante è stato giocato dalla figura dell’Onorevole Fortunato Aloi, che nella seduta dell ‘11 giugno 1998 nella Camera dei Deputati  proprio in un dibattito dedicato alla difesa  delle minoranze etno linguistiche  nel rispetto  dell’unità nazionale (parafrasando il titolo di un suo libro) e analizzando quello che diventerà l’articolo 1 della legge 482 afferma che il dato predominante per la difesa delle minoranze etno linguistiche sta nella difesa della lingua e ribadisce il concetto secondo il quale sarebbe necessario parlare di presenze etniche e non di minoranze proprio per riconoscere a queste un portato culturale e storico. 5<br dir="auto" />      In riferimento alla difesa della lingua italiana come difesa dell’unità nazionale l’Onorevole Aloi precisa la scelta dell&#8217;articolo 1 della Legge n. 482/ 99.  6<br dir="auto" />      Difesa delle minoranze e tutela della cultura delle etnie. Si tratta  di una sottolineatura di sicuro spessore che chiama in causa un rapporto che risulta fondamentale tra la presenza minoritaria in sé e la territorializzazione. <br dir="auto" />      Ed  è su questo rapporto che nasce la Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 che detta Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche. Il testo, costituito da  20 articolo con un articolo, il 18  bis, introdotto dall’articolo 23 della legge 23 febbraio 2001 n. 38, è quello approvato in via definitiva dal Senato della Repubblica il 25 novembre 1999 e pubblicato sulla G.U. del 20 dicembre 1999. Per capire di quali minoranze si parla e quali minoranze vengono tutelate bisogna leggere l’articolo 2 :  In attuazione dell’articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quella parlanti il francese, il franco  provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.<br dir="auto" />      In riferimento a tale legge cè da precisare, comunque, che la studiosa Caterina Brunetti ha suddiviso in gruppi linguistici le realtà minoritarie creando un vero e proprio percorso.  7 <br dir="auto" />      Da questo percorso è nato un vero e proprio discorso attinente gli aspetti giuridici ovvero sostenendo una posizione particolareggiata sulla necessità di tutelare le lingue come vere e proprie realtà linguistiche ed etniche all&#8217;interno del panorama stabilito dalla normativa.8.<br dir="auto" />  È naturale, però, che non si possono scindere due fattori fondamentali: la lingua sta al portato antropologico come il territorio sta alla eredità etnica. Non ci sono dubbi sul fatto che una minoranza (o presenza minoritaria) vive dentro un territorio nazionale. Quindi, vivendo in un intreccio o in un incrocio di identità il valore più immediato è quello della contaminazione. I territori sono contaminati, ovvero esistono in quanto le culture si incontrano e realizzano un interscambio sia linguistico che etno-antropologico. Un elemento in più è dato da quelle minoranze che hanno una eredità altra rispetto alla storia della cultura occidentale. Mi riferisco in particolare agli Italo-albanesi. La cultura degli Italo-albanesi sottolinea in realtà un ponte non solo tra due mari ma soprattutto tra due civiltà. L’Adriatico e il Mediterraneo sono una chiave di lettura che focalizza la definizione di una vera e propria contaminazione. Questo è un aspetto fondante che tocca prospetti sia di natura culturale sia politica. Ma è proprio qui che si innesca un procedimento di ordine giuridico perché l&#8217;interscambio culturale non può sussistere se non attraverso l&#8217;analisi delle contaminazioni. Entrambi (interscambio e contaminazione) sono parte integrante di quella tutela che si garantisce soltanto attraverso delle norme prettamente giuridiche.<br dir="auto" />È naturale che, grazie al percorso normativo, bisogna sempre più tendere verso un approfondimento di tutte quelle realtà minoritarie presenti sul territorio italiano. La loro presenza, dunque, non può essere sostenuta soltanto da una motivazione o incentivazione folcloristica ma da interazioni tra la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale molto più complesso e molto più diversificato. Lingua e culto rappresentano quella mediazione fondamentale per catturare nodelli culturali. Mediazione e interazione. Non bisogna, comunque, dimenticare che i processi culturali sono sempre processi esistenziali che pongono al centro valori e significati identitari.<br dir="auto" />La lettura antropologica del territorio apre sempre una prospettiva non solo storica ma anche di natura sociologica ed etnica. Processi che pongono allattenzione la tradizione e il linguaggio dei popoli. <br dir="auto" />In virtù della Legge n. 482/99 la prima fase dellindagine, per fare un esempio, è rivolta alle 50 comunità Arbresh, (distribuite in sette Regioni dellItalia: Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise), troverà una maggiore integrazione e comparazione (e completezza) con le altre 11 popolazioni (catalane, germaniche, greche slovene, croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, loccitano e il sardo) che formano un percorso di lettura storica, antropologica e culturale in senso generale di tutte le minoranze etno-linguistiche presenti, secondo la normativa, in Italia. Il discorso sulla cultura etno-linguistica va, comunque, considerata e studiata in una visione di studi globali.<br dir="auto" />Ciò ci permetterebbe non solo di fotografare la geografia culturale delle minoranze sommerse (una radiografia indirizzata al patrimonio dei beni culturali) che hanno avuto, comunque, una loro base solida nella storia delle varie Regioni dItalia ma ci permetterebbe di realizzare una mappatura di quei beni culturali presenti nella comunità italiana, la cui lingua, la storia e la tradizione hanno una eredità eterogenea. <br dir="auto" />Attualmente le popolazioni cosiddette minoritarie (minoranza etno-linguistica) ammonterebbero a circa il 5% dellintera popolazione. Sono diverse le popolazioni e le etnie di tradizione e lingua non italiana presenti nel nostro territorio e sono distribuite in diverse Regioni come (si riportano degli esempi esplicativi):<br dir="auto" /><br dir="auto" />∑ la Sardegna (Catalani, Sardi); <br dir="auto" />∑ la Sicilia (Albanesi); <br dir="auto" />∑ la Calabria (Albanesi, Neogreci, Provenzali, Zingari Rom); <br dir="auto" />∑ la Puglia (Albanesi, Neogreci e Franco-provenzali); <br dir="auto" />∑ la Campania (Albanesi); <br dir="auto" />∑ il Molise (Albanesi e Croati); <br dir="auto" />∑ Abruzzo (Albanesi, Zingari Rom); <br dir="auto" />∑ Friuli-Venezia Giulia (Ladini, Sloveni, Tedeschi); <br dir="auto" />∑ Veneto (Ladini, Cimbri o Tautsch); <br dir="auto" />∑ Trentino e Alto Adice (Tedeschi, Ladini); <br dir="auto" />∑ Lombardia (Zingari Sinti); <br dir="auto" />∑ Piemonte (Occitani, Franco-provenzali, Walser, Zingari Sinti); <br dir="auto" />∑ Valle d&#8217;Aosta (Francesi, Franco-provenzali, Walser). <br dir="auto" /><br dir="auto" />Ogni realtà minoritaria ha una storia particolare anche dal punto di vista patrimoniale-culturale, come si può notare con il mondo arbresh. Non è questione soltanto di lingua (ci troviamo in un contesto di cultura indo-europea) ma di patrimonio culturale e storico, che andrebbe ricontestualizzato in un quadro generale inerente la cultura dei nuovi saperi. I nuovi saperi sono parte integrante di un procedimento giuridico che pone allattenzione una e vera e propria serie di normative inerenti la tutela dei popoli altri che si trovano, per diversi motivi, allinterno del territorio italiano.<br dir="auto" />Il territorio italiano in riferimento alla questione relativa alle presenze minoritarie si è sempre confrontato sulle tematiche legate alla tutela sulla base di riferimenti giuridici. Infatti, la Legge n. 482/99 è il risultato di una serie di interventi normativi accolti su scala regionale. Non solo le regioni a statuto autonomo hanno adottato delle precise costanti giuridiche ma anche quelle regioni le cui presenze minoritarie hanno una loro incisività politico-culturale, hanno definito dei percorsi giuridici in materia di tutela determinando sempre un confronto tra diritti e doveri allinterno del territorio alla luce sempre di una specificità di norme e in varie interazioni tra identità nazionale e processi derivanti dallethnos di fondo delle comunità cosiddette minoritarie. <br dir="auto" />Il popolo italo-albanese ha una sua dimensione precisa nel contesto delle proposte di una giurisprudenza di tutela. Proprio con le capitolazioni sono stati siglati i primi patti giuridici e i primi raccordi tra popoli emigranti e territori accetanti.<br dir="auto" />È sulla base di queste accordi giuridici che gli Albanesi sono successivamente approdati nei vari territori. Non per caso è quel popolo che si presenta ben articolato nel territorio meridionale in una regionalizzazione non ad escludere ma ad includere. Infatti, le regioni nelle quali sono presenti gli Italo-albanesi hanno sempre cercato di sviluppare un dibattito giuridico della tutela delle minoranza linguistiche. <br dir="auto" />In Calabria più volte si è tentato di definire tale quadro ed è naturale che latto giuridico, in questo caso, ha un senso se la presenza culturale di una determinata etnia ha una sua forte e consistente dimensione radicante nella cultura di appartenenza e quindi in un processo di integrazione tra elementi direttamente giurisprudenziali e propriamente culturali.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />1 Cfr. Brunetti , C., La condizione giuridica delle minoranze linguistiche. Esame antologico di un diritto negato, Edizioni Vatra, Cosenza, 1985.<br dir="auto" />2  Art. 3 Cost.  Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. / E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e leguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese. <br dir="auto" /><br dir="auto" />3 Brunetti, C., op. cit..<br dir="auto" />4 Art. 6 Cost.   La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.  <br dir="auto" /><br dir="auto" />5 Aloi, F., ho presentato una serie di emendamenti  che si muovono in direzione della salvaguardia del valore centrale, essenziale della lingua italiana. Ma abbiamo presentato, oltre alla proposta di legge che risulta parte integrante del testo, anche una serie di emendamenti per salvaguardare il diritto di quelle che non definiscono minoranze, ma presenze etnico  linguistiche e quindi culturali. Infatti, la presenza di un gruppo etnico in una certa area può sembrare minoritaria, ma di fatto costituisce il momento culturale più importante della zona e quindi lespressione di tradizioni, valori, tutta una serie di elementi che ci hanno posto in condizione di affermare che per noi si tratta di presenze etnico  linguistico  culturali.     In difesa di minoranze etnico  linguistiche (nel rispetto dellunità nazionale), Poligrafia Sud, RG, pag.7.<br dir="auto" />6 Aloi, F.,  A fronte di presenze etnico  linguistiche e culturali, che non inducuno alcuna preoccupazione in ordine a fenomeni centrifughi e scissionistici, è importantissimo salvaguardare la lingua italiana. È questo il motivo per cui abbiamo fortemente voluto larticolo 1 : la nostra lingua va difesa anche in rapporto a tutta una serie di barbarismi di ritorno. Ribadiamo questa posizione nel solco della nostra tradizione, che pone lItalia al centro della nostra proposta politica, sociale, culturale e morale.      op. cit., pag. 9.<br dir="auto" /><br dir="auto" />7 Brunetti, C., I gruppi minoritari possono essere suddivisi, a loro volta, sostanzialmente in tre fasce: la prima è quella delle minoranze di confine: cioè di gruppi linguistici parlanti il medesimo idioma di uno stato confinante con il territorio della Repubblica italiana. Tale è il caso del gruppo tedesco dellAlto Adige, degli sloveni del Friuli e, con alcuni elementi di peculiarità, dei francesi della Val dAosta. La seconda è quella dei gruppi linguistici minoritari inseriti allinterno del territorio della Repubblica in seguito ad emigrazioni e diaspore, come è il caso degli albanesi del Mezzogiorno dItalia (con qualche eccezione del Nord), dei serbo-croati nel Molise, degli occitani in Calabria, degli zingari diffusi su quasi tutto il territorio nazionale, dei catalani in Sardegna. La terza è costituita dai gruppi residuali: è il caso degli occitani delle zone occidentali del Piemonte, della Liguria e della Calabria, dei ladini del trentino Alto Adige, dei grecanici della Calabria e della Puglia. A questa stessa fascia possono essere ricondotte le situazioni del Friuli e della Sardegna in cui parlata e cultura delle relative popolazioni non sono state ridotte in condizioni di estrema subalternità come, invece, purtroppo, è avvenuto per i gruppi precedentemente citati nella terza fascia    op. cit., pagg.11-12.<br dir="auto" />8       Estremamente variegate sono le misure di tutela di cui beneficiano queste minoranze e cospicue, come vedremo, sono le disparità di trattamento. Questa differenza deriva anche dalla differenziata posizione dei gruppi minoritari, divisi tra minoranze di confine e minoranze interne. Per questultime occorre ricordare che esse possono essere divise in minoranze che parlano una lingua ufficiale di uno Stato sovrano (è il caso degli albanesi, dei serbo-croati, dei catalani la cui lingua è in condizioni di semi-ufficialità in Spagna, dei grecanici anche se la loro parlata differisce da quella greca-moderna) e minoranze linguistiche la cui parlata non è usata in alcun altro Stato indipendente (questo è il caso dei sardi) per cui si tenta di qualificarle come dialetti. Questo secondo gruppo viene a trovarsi, così, in una posizione particolare: ossia, da un lato, manca come riferimento una struttura statale indipendente di madre-lingua, tale da catalogarle come minoranze linguistiche e, dallaltro, esso si caratterizza come un radicamento e una sensibilità popolare da cui scaturisce una forte esigenza di identificazione linguistica e culturale    Brunetti, C.,op. cit.,pag.13.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F16%2Fcondizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche%2F&amp;linkname=Condizione%20giuridica%20delle%20minoranze%20etno-linguistiche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F16%2Fcondizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche%2F&#038;title=Condizione%20giuridica%20delle%20minoranze%20etno-linguistiche" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/16/condizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche/" data-a2a-title="Condizione giuridica delle minoranze etno-linguistiche"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/16/condizione-giuridica-delle-minoranze-etno-linguistiche/">Condizione giuridica delle minoranze etno-linguistiche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">75410</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La cultura moderna e le minoranze storiche in Italia  tra dentità e tradizione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/la-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Micol Bruni*]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2023 09:34:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=74558</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol.jpg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>La cultura delle minoranze non risiede nei processi culturali della modernità. È una cultura che è patrimonio di una tradizione. È necessario, quindi, riconsiderare il rapporto tra storia, territorio, testimonianza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/la-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione/">La cultura moderna e le minoranze storiche in Italia  tra dentità e tradizione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="200" height="200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol.jpg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/micol-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p><div id=":15y" class="ii gt">
<div id=":15x" class="a3s aiL ">
<p dir="auto"><em>La cultura delle minoranze non risiede nei processi culturali della modernità. È una cultura che è patrimonio di una tradizione. È necessario, quindi, riconsiderare il rapporto tra storia, territorio, testimonianza e sentire etico-esistenziale sulla base di una precisa normativa. La vera risorsa delle minoranze non sta nel rinchiudersi o nell&#8217;ancorarsi ad una memoria che resta solo tale ma nel sapersi confrontare con civiltà altre che si aprono a saperi diversificati.  </em></p>
<p dir="auto">La cultura moderna deve costantemente, oggi più che mai, confrontarsi con le presenze etniche che insistono sul territorio nazionale. Senza una profonda consapevolezza della cultura della tradizione le etnie storiche perdono la loro valenza sia etica che documentaria. Un dibattito tutto da riprendere e da sviluppare in una logica in cui il concetto di tradizione deve avere un suo senso.<br dir="auto" />Il dibattito, comunque, è aperto. Etnie storiche e modernità. È un confronto che muove da principi che sono di natura politica ed etica, oltre ad essere matrici di un conflitto tra ideologia della tradizione e interpretazioni progressiste. È una questione non solo di principi ma, si tratta, soprattutto, di un percorso formativo e istituzionale. Le minoranze etno-linguistiche sono parte integrante di quei processi etnici, che rappresentano delle realtà storico-culturali con una loro fisionomia e una loro funzione antropologica, che testimoniano istanze non innovative ma conservative. La storia delle minoranze etno-linguistiche è una storia che ha vissuto stagioni di grandi conflittualità e di confronti sul piano storico, ma anche di importanti fasi, in cui il senso dell&#8217;identità viene ad essere assorbito come modello di ereditarismo nella consapevolezza anche di una nobiltà e dignità culturale. La cultura popolare e i codici dell&#8217;appartenenza sono elementi fondamentali perché, grazie ad essi, la storia si intreccia con il mito, con fattori etnici, con elementi archeologici e artistici, con la ricerca sul campo mai completamente assente dall&#8217;atto giuridico che, proprio attraverso la sua istituzionalizzazione, difende il ruolo della tutela e dell&#8217;identità di una minoranza.<br dir="auto" />La cultura delle minoranze non risiede nei processi culturali della modernità. È una cultura che è patrimonio di una tradizione. È necessario, quindi, riconsiderare il rapporto tra storia, territorio, testimonianza e sentire etico-esistenziale sulla base di una precisa normativa. La modernità è fuori da ogni contatto con quella tradizione che custodisce non solo un bene materiale (ben poco visibile ormai) ma soprattutto immateriale.<br dir="auto" />Occorre un humus particolare. Bisogna avvertire e vivere l&#8217;essere di una diversità (in positivo, naturalmente) rispetto alla realtà della omologazione. La modernità omologa. Nell&#8217;età dell&#8217;utilitarismo tutto diventa mercato. Si è minoranza in quanto, tra l&#8217;altro, si è anche depositari di più culture e di più storie, come d&#8217;altronde, si può verificare tra le etnie linguistiche storiche presenti in Italia e sancite dalla Legge n. 482/99. Occorrerebbe andare anche oltre quelle presenze minoritarie sancite dalla normativa e penetrare il territorio dal punto di vista sia linguistico che storico-antropologico.<br dir="auto" />L&#8217;appartenere ad una identità altra è vivere il tempo della spiritualità di una cultura. Il sentimento delle radici non solo si tramanda attraverso modelli di tradizione ma si partecipa, non soltanto con episodi che possono isolare ma con manifestazioni di cultura e di umanità che costituiscono espressione, certamente, antropologica ma, soprattutto, etica, religiosa, ontologica e di storia del diritto.<br dir="auto" />Le vere radici non sono nell&#8217;esposizione folcloristica ma nella impresa religiosa (e non mi riferisco soltanto a forme rituali e liturgiche che hanno una loro ricchezza imponente). L&#8217;appartenenza di un popolo diventa orizzonte di senso e orizzonte culturale grazie a quei legami che sono profondamente metafisici. La Costituzione italiana è molto precisa in merito a ciò.<br dir="auto" />Il tema delle minoranze etno-linguistiche si presenta, soprattutto oggi, con delle chiavi di lettura che offrono la possibilità di spaziare in contesti e temperie abbastanza eterogenee. Ci sono aspetti storici, antropologici, letterari, musicali, artistici, esistenziali che si inquadrano in una visione in cui il rapporto tra tradizione, cultura e identità (come modello di appartenenza e come riferimento geografico) diventa fondamentale e anche questo tessuto trova una regolamentazione giuridica.<br dir="auto" />Alcune minoranze (o meglio alcuni popoli che hanno trovato una loro sistemazione in Italia) si portano dietro dei codici sia linguistici che culturali (e quindi identitari) che risentono (e rimandano, quindi, ad una tradizione) di un legame (o di una matrice) con le civiltà sommerse che hanno interessato il Mediterraneo.<br dir="auto" />Ci sono minoranze che provengono dal mare e si sono stanziate (molte di queste) lontano dal mare. Ci sono minoranze che hanno una vocazione risalente ad una geografia interna ed hanno mantenuto questo contatto. Ma ci sono anche altre minoranze che si sono innestate su ceppi già esistenti. Si pensi ai Grecanici o agli Italo-albanesi o ai Ladini ma si potrebbero menzionare tutte quelle realtà di minoranza etno-linguistica (compresi quelli parlanti) sancite dalla normativa vigente. Una normativa aperta che sottolinea proprio come considerare le minoranze in Italia attraverso uno specchio giuridico senza il quale sarebbe stato difficile definire sia i processi storici che le impalcature che hanno portato alla tutela stessa.<br dir="auto" />Resta fermo un concetto che è quello del rapporto tra l&#8217;identità come difesa di un patrimonio e la tradizione che però non resta come rispetto del tempo vissuto ma si presenta sotto forma di una rivitalizzazione e di una affermazione giuridica vera e propria.<br dir="auto" />Perché la vera risorsa delle minoranze non sta nel rinchiudersi o nell&#8217;ancorarsi ad una memoria che resta solo tale ma nel sapersi confrontare con civiltà altre che si aprono a saperi diversificati. Questo non significa disperdere patrimoni di valori. Anzi ,vuol dire rafforzare una identità nelle identità sommerse che si confrontano.<br dir="auto" />Tradizioni, usi, costumi, lingua, arte non sono soltanto dei processi da valutare in termini culturali ma da penetrare sul piano di una sensibilità umana attraverso un apparato socio-giuridico. Il Mediterraneo ha visto e vede passaggi di popoli che trasmettono modelli di appartenenza. Non una appartenenza. Ma modelli che interagiscono con i vari Paesi frontalieri ma anche con quei Paesi interni che al Mediterraneo devono molta della loro storia.<br dir="auto" />Le etnie che sono presenti in Italia, anche quelle che hanno una radice nordica, non possono definirsi senza una valenza che ci spinge alla comprensione di snodi valoriali provenienti da realtà mediterranee.<br dir="auto" />LItalia è, nellambito di una visione geografica ampia, espressione di mediterraneità e si porta dietro una profonda esperienza che è quella dellidentità di un incrocio, appunto, tra Occidente ed Oriente. Il senso dellantico e la profondità delle radici non possono recidersi. Ecco perché la multiculturalità e la realtà multietnica hanno trovato in Italia sempre una sede di accoglienza articolata e straordinaria anche dal punto di vista emozionale. Se insistono presenze minoritarie che sono portatrici di etnie diversificate non è solamente una questione relativa alle nuove migrazioni o alle nuove diaspore ma lItalia è una terra che custodisce antiche etnie che si sono ben radicate sul territorio.<br dir="auto" />Questo radicamento non è una questione di ospitalità (come si potrebbe ospitare uno straniero) ma si tratta di un fenomeno che si è ben spalmato sul territorio stesso attraverso lentrare dentro una comunità. Pur mantenendo lappartenenza originaria hanno trovato nel Paese ospitante identità con le quali convivere e confrontarsi. E queste presenze minoritarie si sono integrate non abbandonando la cultura valoriale che rimanda costantemente a delle radici che pur essendo lontane nel tempo restano come riferimenti certi. Le culture di minoranza etno-linguistica hanno un patrimonio identitario non solo ricco di storia. Valori e simboli costituiscono un raccordo fondamentale che vive nellhumus di una appartenenza che richiama codici (e si richiama a) che sono la testimonianza di profondi radicamenti.<br dir="auto" />Le civiltà muoiono quando viene meno la relazione del linguaggio. Si autodistruggono. La perdita del linguaggio (che non è solo la lingua in sé) è la perdita, tra laltro, della manifestazione dei simboli. Le civiltà e i popoli durano e resistono alla modernità se hanno simboli da esprimere.<br dir="auto" />Esperienze a confronto, ovvero modelli che interagiscono anche su un piano formativo. Tutte le culture sono il prodotto di interazioni, di scambi, di influssi provenienti da altrove(1). Le etnie sono lesperienza di una memoria, che sottolinea identità, appartenenza, radicamento. Sono pertanto difesa di un patrimonio, che non è, soltanto, culturale ma anche etico, religioso, esistenziale e giuridico.<br dir="auto" />I popoli e le civiltà che precipitano nell&#8217;oblio sono quelli che non riescono più a rappresentarsi e che hanno smarrito le voci e gli echi di un passato che si recita proprio grazie a manifestazioni e a segni ricavati da una narrazione della lontananza. Si è consapevoli che il significato di un segno è il segno in cui esso deve venir tradotto(2).<br dir="auto" />Le etnie, riportando sulla scena una memoria che ricostruisce, non fanno altro che invitare il presente a non dimenticare, ovvero a non disperdere il ricordo. La comunanza di valori, di lingua, tradizione, profili culturali e territoriali determinano la valenza etnica. Ciò che resta dentro caratterizza una appartenenza. L&#8217;etnia, in fondo, è l&#8217;espressione di un appartenere. Una comunità alla cui base si focalizzano la lingua, la tradizione e quella memoria, che è ricostruzione ma è, soprattutto, superamento dell&#8217;oblio. Il riferimento resta, comunque, nella stesura di quegli atti giuridici che hanno permesso anche il varo della Legge n. 482/99, ovvero la norma sulla tutela della lingua.<br dir="auto" />Il caso della storia e della cultura in senso complessivo, italo-albanese, facciamo un esempio, si presterebbe ad una valutazione che non è da scandagliare solo in una dimensione antropologica o letteraria ma la verifica di un approfondimento sull&#8217;identità illirica creerebbe delle spinte intorno a processi che sono di natura etno-archeologica. Non bisognerebbe risalire alle prime presenze arberesh prendendo come testimonianze le storiche sette fasi migratorie ma indagare sul perché gli Albanesi trovano un riferimento identitario in quell&#8217;arco geografico che è l&#8217;Italia meridionale. QuellItalia meridionale che è stata anima e geografia della Magna Grecia. Il rapporto con il territorio è un rapporto tra la storia e i beneficiari di una cultura che ha una sua derivazione da una storia orale. Dato sottolineato anche dal punto di vista del diritto.<br dir="auto" />Le minoranze etno-linguistiche, in Italia, si testimoniano attraverso una varietà di caratteristiche, che presentano aspetti di ordine rituale, antropologico, storico, linguistico, appunto, geografico che danno vita alla cultura di un popolo. Ma è la lingua che permette di definire quei processi di civiltà che sono, sostanzialmente, dei veri e propri processi di identità.<br dir="auto" />L&#8217;Italia presenta, tuttora, una mappatura linguistica abbastanza variegata e si distingue per una concretezza dei linguaggi stessi usati o adottati nei diversi contesti territoriali. Nonostante tutto la difesa della lingua italiana ha una sua forza interiore che resiste agli urti delle esterne influenze. I dialetti non fanno altro che irrobustire la lingua nazionale nei confronti di linguaggi altri che provengono da realtà culturali limitrofe.<br dir="auto" />La cultura italiana, in fondo, è una cultura antica che custodisce un bagaglio ampio di sostrati identitari il cui valore dell&#8217;appartenenza nazionale è abbastanza profondo.<br dir="auto" />L&#8217;esempio delle comunità arberesh diffuse nelle sette Regioni d&#8217;Italia è un portato storico-culturale che passa inevitabilmente in un processo di difesa della cultura. Le minoranze storico, linguistiche e culturali (in senso più generale) sono  portatrici di istanze culturali, che arricchiscono l&#8217;identità unitaria in un processo storico di integrazioni multi-etniche ma che a loro volta si arricchiscono di valori consolidati sul territorio.<br dir="auto" />La forza delle minoranze sta proprio nella tutela del loro valore etnico. Un valore che si media nel tempo perché, come più volte si è detto, la storia delle minoranze non solo ha una sua diversificazione ma ha un suo radicamento con delle radici profonde attraverso la tutela.<br dir="auto" />L&#8217;Italia è riuscita ad accogliere questa presenza grazie a dei processi che hanno una loro robustezza nella testimonianza e, soprattutto, in un percorso giuridico che parte proprio dalle capitolazioni le quali costituiscono uno dei primi strumenti che permettono di definire giuridicamente i rapporti tra le comunità albanesi e il territorio ospitante. Sono state proprio le capitolazioni ad enucleare il dato giuridico che poi ha permesso di stabilire un rapporto fondamentale tra gli Albanesi e il territorio italiano.<br dir="auto" />Dalle regolamentazioni delle capitolazioni il dialogo tra comunità e territorio e popolo Albanese ha dato vita alla cultura arberesh ovvero alla cultura degli italo-albanesi.<br dir="auto" /><br dir="auto" />*Micol Bruni- Storica delle Minoranze<br dir="auto" /><br dir="auto" />(1) Fabietti, U., Lidentità etnica. Storia e critica di un concetto equivoco, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1995.<br dir="auto" />(2) Jakobson, R., Gli aspetti linguistici della traduzione in Saggi di linguistica generale, Feltrinelli, Milano, 1966.</p>
</div>
<p class="yj6qo">
</div>
<p id=":16r" class="hq gt">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F23%2Fla-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione%2F&amp;linkname=La%20cultura%20moderna%20e%20le%20minoranze%20storiche%20in%20Italia%20%20tra%20dentit%C3%A0%20e%20tradizione" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F23%2Fla-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione%2F&#038;title=La%20cultura%20moderna%20e%20le%20minoranze%20storiche%20in%20Italia%20%20tra%20dentit%C3%A0%20e%20tradizione" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/la-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione/" data-a2a-title="La cultura moderna e le minoranze storiche in Italia  tra dentità e tradizione"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/23/la-cultura-moderna-e-le-minoranze-storiche-in-italia-tra-dentita-e-tradizione/">La cultura moderna e le minoranze storiche in Italia  tra dentità e tradizione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">74558</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
