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	<title>misticismo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Imitatori di Dio. Il viaggio di Francesco d’Assisi nella canzone. Da Sergio Endrigo a Angelo Branduardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 12:45:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[canzone italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-2.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-2.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-2-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un&#8217;attesa mistica nel sublime dell&#8217;Assoluto. Un linguaggio caratterizzato di pathos religioso che si apre a un ritmo tra l’antica ballata e le “consuete” filastrocche a volte di atmosfera popolare e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><i>Un&#8217;attesa mistica nel sublime dell&#8217;Assoluto.</i></strong></p>
<p><i>Un linguaggio caratterizzato di pathos religioso che si apre a un ritmo tra l’antica ballata e le “consuete” filastrocche a volte di atmosfera popolare e medievale. Son tanti gli artisti che nelle loro strofe hanno scritto di Francesco: da Claudio Baglioni a Bruno Lauzi,  dai Vianella, a Fabrizio De André, da Rita Pavone a Simone Cristicchi: una lettura lungo i passi di Francesco in musica e parole.</i></p>
<p>Pierfranco Bruni</p>
<p>Il racconto di Francesco (San Francesco d’Assisi) nella canzone italiana ha tracciato &#8220;misure&#8221; onriche e visione &#8220;orante&#8221; oltre a un linguaggio caratterizzato di pathos religioso che si apre a un ritmo tra l&#8217;antica ballata e le &#8220;consuete&#8221; filastrocche a volte di atmosfera popolare e medievale. Dietro sembra esserci il canto di un Frate definito il &#8220;folle di Dio&#8221;.<br />
E comunque è il senso della pietà che prevale come se si raccontasse attraverso Francesco la &#8220;storia della pietà&#8221;.<br />
D&#8217;altronde è un concetto chiave che rimanda a due parametri spirituali e metafisici: quello di don Giuseppe De Luca e quello di Simon Weil.<br />
Il primo che ha fatto del suo essere un principio in cui il concetto francescano è stato una guida con &#8220;È nel dare che si riceve&#8221;. Il secondo parametro ci restituisce &#8220;una santità geniale&#8221; proprio come ebbe a dire Simon Weil, la quale era convinta nello scrivere che &#8220;Oggi non è sufficiente essere santo: è necessaria la santità che il momento presente esige, una santità nuova, anch’essa senza precedenti&#8230;Un nuovo tipo di santità è qualcosa che scaturisce d’improvviso, una invenzione&#8221;.<br />
Un pensiero in cui la Provvidenza è il senso di tutto il viaggio spirituale. Proprio sulla base di ciò la canzone, e direi il canto, delle parole assume una valenza prioritaria nel dialogo o nel dialogare degli uomini. C&#8217;è una dimensione, comunque, provenzale che rende la parola stessa intrisa di un affascinante misticismo.<br />
Quel misticismo &#8220;bello, splendido, glorioso nella sua innocenza, nella semplicità del parlare, nella purezza del cuore, nell&#8217;amore di Dio, nella carità verso I fratelli, nella prontezza, nell&#8217;obbedienza, nella gentilezza dei modi, nell&#8217;aspetto angelico&#8221;, come scrisse il suo primo biografo Tommaso da Celano.<br />
Qui subentra la canzone come nel testo che scrive Sergio Endrigo insieme a Vinicius de Moraes, nel 1972, nell&#8217;indicare Francesco che  &#8220;porta in braccio Gesù&#8221;. Ovvero:<br />
&#8220;Guarda San Francesco sul suo cammino<br />
che porta in braccio Gesù Cristino<br />
inventa giochi per il bambino<br />
racconta favole all’uccellino&#8221;.<br />
I segmenti francescani nella canzone hanno un immaginario che lega la preghiera al Cantico di frate Sole.<br />
Penso a Claudio Baglioni che cantò &#8220;Fratello Sole, sorella luna&#8221; o alla &#8220;Preghiera semplice&#8221; adattate nel 1972 per il film di Zeffirelli. O addirittura a Rita Pavone che nel 1964 incise un brano dedicato a San Francesco:<br />
&#8220;Tutto il mondo voglio amar<br />
Voglio amarlo come te<br />
San Francesco con la tua bontà<br />
Prego, tendimi la mano&#8221;.<br />
Oppure al brano dei Vianella del 1973 in cui si legge che &#8220;San Franseso è er santo prediletto&#8230;&#8221;.<br />
Già nel 1970 Fabrizio De André con &#8220;La &#8220;Buona Novella&#8221; aveva dato a Gesù  il senso che Francesco avrebbe posto nel suo Cantico e più volte i temi francescani ricorrono nei suoi testi  sino agli ultimi anni della sua vita. Francesco è un linguaggio rispettoso in De André ma anche uno scavo che può leggersi come etica della comparazione.<br />
Una sua poesia inedita crea addirittura una comparazione tra l&#8217;uomo e il Divino. Si dice che in una telefonata con un giornalista del &#8220;Corriere della Sera&#8221; Fabrizio pare abbia detto: &#8220;Sono convinto che alla mia età san Francesco avesse molta più energia di me. Come lui, ho sempre avuto due chiodi fissi: l&#8217;ansia di giustizia e la convinzione, presuntuosa, di poter cambiare il mondo&#8221;.<br />
Anche Bruno Lauzi dedica nel 2002/03 a San Francesco un testo dal titolo &#8220;Cantico&#8221;. Come se fosse una lettura del suo San Francesco:<br />
&#8220;Laudato si, Signore, per tutte le cose che hai creato<br />
Per il sole e le stelle, per la luna e il firmamento&#8221;.<br />
Numerosi sono, come si sa, i cantautori che si sono occupati di Francesco. Questo è soltanto una parziale e quindi incompleta lettura lungo I passi di Francesco in musica e parole. Il discorso è molto più vasto e complesso e andrebbe verificato ma casellare è già un dato significativo.<br />
Tra gli autori potremmo citarne tanti e tra questi Simone Cristicchi con il suo &#8220;Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli&#8221;, ovvero il mistero e il sacro che dialogano nel reale dell&#8217;infinitudine.<br />
Una linea mistica tra Oriente e Occidente sulla linea francescana  resta certamente quella di Franco Battiato che cantò con Branduardi &#8220;Il Sultano di Babilonia e la Prostituta&#8221;. Un testo di Branduardi basilare  in un frammentario viaggio tra la preghiera laica e la religiosità dell&#8217;anima. Un canto arcano e penetrante nell&#8217;arcaico dei saperi:<br />
&#8220;Frate Francesco partì una volta per Oltremare<br />
Fino alle terre di Babilonia a predicare<br />
Coi suoi compagni sulla via dei Saracini&#8221;.<br />
È certo che Angelo Branduardi resta fondamentale in questo &#8220;piccolo&#8221; viaggio sulle orme di San Francesco. Si pensi a &#8220;Linfinitamemte piccolo&#8221; del 2000. Una composizione base in un misticismo della parola che definisce il &#8220;poeta del Vangelo&#8221; con delle sottolineature profondamente metafisiche come: &#8220;Non appoggiarti all&#8217;albero: deve seccare. Appoggiati a Dio, a Dio soltanto&#8221; o &#8220;Tu sia lodato, mio Signore, per quelli che perdonano in nome del tuo amore&#8221;.<br />
Un &#8220;affresco&#8221; di una religiosità profonda che richiama echi di una visione provenzale tra linguaggio e musica in un&#8217;atmosfera in cui il paesaggio è Natura di Dio. È come se ritornasse sulla scena &#8220;L&#8217;umiltà è soprattutto una qualità dell&#8217;attenzione&#8221; di Simon Weil.<br />
Un tratto peculiare posto in evidenza soprattutto da Bonaventura da Bagnoregio che gli fa dire: &#8220;Pur vivendo nel mondo, egli imitò talmente la purezza degli Angeli, da essere proposto ad esempio ai perfetti imitatori di Cristo&#8221;.<br />
Imitatori di Dio.<br />
Un cammino che ha nei Fioretti il tempo mistico e nel Cantico il tempo sublime. La canzone dunque ha la sua verità metafisica in cui l&#8217;Assoluto non ha mai un limite pur essendo, come sostiene Francesco Grisi,  cristiani volenti o nolenti. Il tutto in  un&#8217;attesa mistica nel sublime dell&#8217;Assoluto. Tra la preghiera il canto la musica.</p>
<p>***</p>
<p>Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, <img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-115008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-640x640.jpg 640w" alt="" width="150" height="150" />direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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