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	<title>mostra Bologna Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Bologna, A Palazzo Albergati « la grande mostra »  di ANTONIO LIGABUE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 17:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="425" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114.jpeg 425w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_4114-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 100  i capolavori esposti, tra cui alcune straordinarie opere inedite in  una panoramica completa della produzione di un artista la cui vita e opera formano un intreccio indissolubile. La mostra è prodotta e organizzata da ARTHEMISIA in collaborazione con COMUNE DI GUALTIERI e FONDAZIONE MUSEO ANTONIO LIGABUE, ed è curata da FRANCESCO NEGRI e FRANCESCA VILLANTI.</p>
<p>Dal 21 SETTEMBRE, PALAZZO ALBERGATI ospita la prima grande mostra antologica a BOLOGNA dedicata a uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento: ANTONIO LIGABUE.</p>
<p>Un rapporto speciale quello tra Arthemisia e Antonio Ligabue, nato nel 2017con una grande mostra al Complesso del Vittoriano di Roma e seguita dalle<br />
esposizioni di Conversano e Trieste che hanno riscosso un grandissimo successo di pubblico e critica contribuendo alla divulgazione e conoscenza<br />
dell’opera di un artista che oggi è tra i più richiesti nel panorama nazionale.</p>
<p>Paesaggi, fiere, scene di vita quotidiana e numerosi e intensi autoritratti: OLTRE 100 OPERE &#8211; tra oli, disegni e sculture &#8211; saranno protagoniste di un percorso espositivo unico dove, attraverso la fortissima<br />
carica emotiva delle tele, sarà possibile conoscere la vita di un artista visionario e sfortunato ma che, da autodidatta, fu ed è tutt’oggi capace<br />
di parlare a tutti con immediatezza e genuinità.</p>
<p>ANTONIO LIGABUE, con la sua vita così travagliata, escluso dal resto della sua gente, legato visceralmente al mondo naturale e animale e lontano dal<br />
giudizio altrui, riuscì a imprimere sulla tela il suo genio creativo; un uomo, talmente folle e unico, che con la sua asprezza espressionista riesce ancora oggi a penetrare nelle anime di chi ammira le sue opere.</p>
<p>Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.</p>
<p>Apprezzato e compreso da importanti critici e studiosi negli ultimi anni della sua esistenza, cadde poi nell&#8217;oblio dopo la sua scomparsa.<br />
Bollato semplicisticamente come un pittore naif &#8211; una definizione che finì per sminuirne il reale valore artistico, portando a non considerarlo adeguatamente &#8211; per lungo tempo, Ligabue rimase nell&#8217;ombra, una figura di uomo nicchia conosciuta solo da pochi appassionati, ingiustamente trascurato dai grandi circuiti dell&#8217;arte. Solo negli ultimi decenni, grazie a un rinnovato<br />
interesse da parte di critici e istituzioni, si è compreso appieno il suo valore di artista autentico e originale, pur nella sua eccentricità. Un talento spesso frainteso, che celava una poetica unica e stratificata, in<br />
grado di restituire sulla tela tutta la sublime semplicità e drammaticità del mondo naturale.</p>
<p>Tuttavia, nel tentativo di rivalutarne l&#8217;opera artistica, spesso si è finito per trascurare l&#8217;aspetto umano e personale dell&#8217;uomo Ligabue.<br />
Eppure, per comprenderne appieno la grandezza, è fondamentale considerare entrambi questi aspetti, inscindibilmente legati.</p>
<p>Le sue tele, caratterizzate da uno stile unico e originalissimo nel rappresentare soprattutto soggetti animali con un realismo quasi sconcertante, furono accantonate e relegate nell&#8217;ambito del mero folklore<br />
popolare. Si perse così di vista la profondità della sua ricerca pittorica, la capacità di cogliere l&#8217;essenza più intima delle creature ritratte, trasmettendone con potenza l&#8217;istinto primordiale.</p>
<p>La mostra a Palazzo Albergati di Bologna racconta l’uomo e l’artista valorizzandone sia l&#8217;eccezionale talento artistico quanto la sua ricca interiorità e la sua personalità fuori dal comune.<br />
Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.<br />
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.<br />
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.</p>
<p>Una straordinaria e unica storia umana e artistica, tanto da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura<br />
protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.<br />
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Infatti, accanto agli OLTRE 100 CAPOLAVORI– molti dei quali inediti<br />
assoluti quali /LINCE NELLA FORESTA/ (1957-1958), /VENTI DISEGNI A MATITA<br />
SU CARTA DA DISEGNO/ (1961-1962) e diverse opere di grande qualità non<br />
esposte da tantissimi anni come /CIRCO ALL’APERTO/ (1955-1956), /CASTELLI<br />
SVIZZERI/ (1958-1959), /CROCIFISSIONE/ (1955-1956) e un rarissimo pastello<br />
a cera, matita e china su carta /LEOPARDO E ANTILOPE E INDIGENO/<br />
(1953-1954) – a definire la figura di Ligabue anche uno stralcio del film<br />
“/Volevo nascondermi/” di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano, uscito nel 2020 dopo il memorabile sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci.</p>
<p>Per la prima volta verranno anche esposti UN ALBUM COMPLETO DI DISEGNI che Ligabue ha realizzato mentre soggiornava nell&#8217;ultimo periodo della sua vita<br />
alla locanda “La Croce Bianca” (gestita dalla famiglia della famosa &#8220;Cesarina&#8221;, l&#8217;amore platonico della sua vita), perduto per anni e da poco ritrovato, e alcune delle FIERE custodite al Museo Lazzaro Spallanzani dei<br />
Musei Civici di Reggio Emilia, le stesse che proprio Ligabue osservò per ore all’interno del Museo, accompagnato dall’amico Sergio Negri. Fiere<br />
che Ligabue non ebbe modo di vedere e conoscere di persona se non in queste sue visite, che studiò accuratamente per poi ritrarle nelle sue tele, oggi<br />
per la prima volta messi a confronto.</p>
<p>In mostra anche un album di figurine Liebig del 1954, di recente scoperta, che Ligabue fu solito consultare e da cui prese spunto per la rappresentazione di vari animali nei suoi lavori.</p>
<p>ANTONIO LIGABUE. LA GRANDE MOSTRA<br />
21 SETTEMBRE 2024 – 30 MARZO 2025<br />
PALAZZO ALBERGATI, BOLOGNA</p>
<p>INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI<br />
T. +39 051 030141<br />
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