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	<title>mostra Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Roma. Al Mattatoio &#8220;con qualche parte della terra&#8221;  la mostra di Vincenzo Scolamiero</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 19:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Con qualche parte della terra]]></category>
		<category><![CDATA[Mattatoio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="1680" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date.jpg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-214x300.jpg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-731x1024.jpg 731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-768x1075.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-1097x1536.jpg 1097w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-1170x1638.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-585x819.jpg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/">Roma. Al Mattatoio &#8220;con qualche parte della terra&#8221;  la mostra di Vincenzo Scolamiero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 </strong>il<strong> Mattatoio di Roma</strong> presenta la mostra <strong>Vincenzo Scolamiero.</strong> <strong>Con qualche parte della terra</strong>, promossa da <strong>Assessorato alla Cultura di Roma Capitale</strong>, <strong>Azienda Speciale Palaexpo</strong> e <strong>Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti</strong>, con il patrocinio dell’<strong>Accademia di Belle Arti di Roma </strong>e dall’<strong>AICA</strong>, Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.</p>
<p>Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con <strong>Twiceout</strong>.</p>
<p>Il progetto espositivo ripercorre quindici anni di ricerca pittorica di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Questo ampio arco temporale permette di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.</p>
<p>L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita.</p>
<p>Il titolo <strong>Con qualche parte della terra</strong>, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-119071" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1024x515.jpg" alt="" width="1024" height="515" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1024x515.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-300x151.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-768x386.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1170x588.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-585x294.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1.jpg 1188w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L’inizio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia. Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück, Luigi Nono.</p>
<p>L’allestimento è concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione.</p>
<p>La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da De Luca Editori d’Arte, con i testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.</p>
<p><strong>Vincenzo Scolamiero</strong> (1956, Sant&#8217;Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive<img decoding="async" class="size-medium wp-image-119072 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-300x291.jpg" alt="" width="300" height="291" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-300x291.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-1024x994.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-768x745.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-585x568.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3.jpg 1056w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano, la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011), è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).</p>
<p><strong>Maria Vittoria Pinotti </strong>(1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni                                      </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Vincenzo Scolamiero </em></p>
<p><em>Con qualche parte della terra </em></p>
<p>1° aprile 2026 – 17 maggio 2026</p>
<p>Mattatoio di Roma, Padiglione 9a</p>
<p>Piazza Orazio Giustiniani 4 &#8211; Roma</p>
<p><strong>Ingresso gratuito</strong></p>
<p><strong>Opening e anteprima della mostra</strong></p>
<p>31 marzo, ore 18:00</p>
<h2>Orari</h2>
<p>Dal martedì alla domenica<br />
dalle ore 11.00 alle 20.00</p>
<p>lunedì chiuso</p>
<p>L’ingresso è consentito<br />
fino a un’ora prima della chiusura</p>
<h2>Info</h2>
<p>www.mattatoioroma.it</p>
<p>Facebook: @mattatoioroma Instagram:@mattatoio #MattatoioRoma</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F20%2Froma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero%2F&amp;linkname=Roma.%20Al%20Mattatoio%20%E2%80%9Ccon%20qualche%20parte%20della%20terra%E2%80%9D%20%20la%20mostra%20di%20Vincenzo%20Scolamiero" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F20%2Froma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero%2F&#038;title=Roma.%20Al%20Mattatoio%20%E2%80%9Ccon%20qualche%20parte%20della%20terra%E2%80%9D%20%20la%20mostra%20di%20Vincenzo%20Scolamiero" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/" data-a2a-title="Roma. Al Mattatoio “con qualche parte della terra”  la mostra di Vincenzo Scolamiero"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/">Roma. Al Mattatoio &#8220;con qualche parte della terra&#8221;  la mostra di Vincenzo Scolamiero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 11:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Gravier]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1772" height="1176" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg 1772w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1024x680.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-768x510.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1536x1019.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1170x776.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p>
<p>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026 Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma  L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/">FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma<em> </em></strong></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica </em>Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">, in un dialogo comune sulle narrazioni nascoste del quotidiano, sul ruolo del femminile nella società e sulle sue rappresentazioni</em></strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Dal<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"> 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong>, l&#8217;Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici presenta <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fotoromanzo</em></strong>, la prima mostra istituzionale in Italia dell&#8217;artista francese <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier</strong>, pioniera del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement </em>visivo di immagini mediatiche.</p>
<p>Nata ad Arles nel 1949, Nicole Gravier utilizza la fotografia per analizzare e decostruire gli stereotipi della comunicazione di massa. Stabilitasi in Italia all&#8217;inizio degli anni Settanta, prima a Roma e poi a Milano, si interessa in modo particolare all&#8217;influenza del fotoromanzo nella cultura popolare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nella serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Fotoromanzi</em>, l&#8217;artista si appropria dei codici del fotoromanzo italiano degli anni &#8217;70 attraverso messe in scena che stravolgono con ironia le pose ripetitive, i comportamenti stereotipati e i cliché del genere. Il suo lavoro invita a decostruire la narrazione patriarcale delle immagini, fondata sulla subordinazione delle donne e sull&#8217;ideale di realizzazione attraverso l&#8217;amore e il matrimonio.</p>
<p>La serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Pubblicità</em> prosegue questo percorso manipolando le immagini della cultura di massa, in particolare della moda e della stampa femminile. L&#8217;artista demistifica i modelli normativi di felicità, bellezza e successo veicolati da una società ancora ampiamente intrisa di conformismo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Attraverso codici stilistici al contempo ironici e sottili, Nicole Gravier rivendica posizioni socio-politiche decise. Il suo lavoro si iscrive nella corrente dell&#8217;arte &#8220;semiotica&#8221;. Come Roland Barthes in <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Frammenti di un discorso amoroso</em> (1976), Nicole Gravier interroga il modo in cui i segni producono significato, fabbricano miti e si prestano al <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement</em>. Ritagliando, ricomponendo, rielaborando e disturbando le immagini, l&#8217;artista mette in evidenza i luoghi comuni delle narrazioni visive, mette in crisi il testo e rivela con umorismo i processi di fabbricazione della finzione del femminile. Il suo gesto porta alla luce i meccanismi della dominazione simbolica e invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che crede di vedere. Il suo lavoro trova un&#8217;eco particolare nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta, che mette in discussione il potere del linguaggio e dell&#8217;immagine sulla scia di artiste e teoriche come Carla Lonzi, Mirella Bentivoglio e Tomaso Binga.</p>
<p>Presentata a Villa Medici in parallelo alla mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma</em>, l&#8217;opera di Nicole Gravier dialoga con quella di Agnès Varda in una comune attenzione alle narrazioni nascoste del quotidiano, al ruolo del femminile nella società e alle sue rappresentazioni.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-117112 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg" alt="" width="241" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg 241w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327.jpeg 552w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" />Nicole Gravier</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier (1949, Arles) è un’artista francese post-concettuale. Fin dagli anni Settanta, realizza diverse serie di lavori fotografici analizzando e decodificando gli stereotipi e i luoghi comuni dei nuovi media (le cabine fototessera, le cartoline, i fotoromanzi, la moda e la pubblicità) e delle riviste femminili, così come gli stereotipi culturali del mondo dell’arte, utilizzando il processo di appropriazione di immagini cliché e introducendo ironicamente un discorso intimista e autobiografico. Diplomata alle Belle Arti di Aix-en-Provence e all’Accademia di Brera a Milano, ha insegnato nelle accademie di Firenze, Napoli e Milano fino al 2019. Vive e lavora attualmente ad Arles.</p>
<p>La mostra è presentata col sostegno di ERMES ERMES</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117071 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-768x513.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede presso Villa Medici, una villa del XVI secolo circondata da un parco di 7 ettari che sorge sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. Ente pubblico nazionale dipendente dal Ministero della Cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici adempie oggi a tre missioni complementari: accogliere artisti, creatori e ricercatori di alto livello in residenza per soggiorni lunghi – della durata di un anno –, o più brevi; realizzare una programmazione culturale e artistica che integri tutti i campi delle arti e della creazione e che si rivolga a un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il suo patrimonio architettonico e paesaggistico e le sue collezioni.</p>
<p>Il direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Sam Stourdzé</a>.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L’Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici è un ente del Ministero della Cultura Francese.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F04%2Ffotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici%2F&amp;linkname=FOTOROMANZO%3A%20la%20mostra%20di%20Nicole%20Gravier%20a%20Villa%20Medici" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F02%2F04%2Ffotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici%2F&#038;title=FOTOROMANZO%3A%20la%20mostra%20di%20Nicole%20Gravier%20a%20Villa%20Medici" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/" data-a2a-title="FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/">FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Successo per la mostra Talismani &#8211; il ritmo della mia città -di Tony Esposito</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/09/successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Licordari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 20:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Esposito]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978.png 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Roma. Nello spazio espositivo la Vaccheria, tra  simbolismo partenopeo e tradizioni e credenze africane il poliedrico artista Tony Esposito ha presentato le sue opere: un susseguirsi di meraviglia ed esplorazione,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Roma. Nello spazio espositivo la Vaccheria, tra  simbolismo partenopeo e tradizioni e credenze africane il poliedrico artista Tony Esposito ha presentato le sue opere: un susseguirsi di meraviglia ed esplorazione, di novità e stupore verso un mondo che trascende dalla realtà in una rocambolesca imprevedibile armonia<br />
</i></b></p>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
Si è conclusa domenica 4 gennaio 2026 la Mostra dell’artista <b>Tony Esposito</b> inaugurata il 15 novembre 2025 presso lo spazio espositivo: “LA VACCHERIA” dell’Eur, a Roma. La Vaccheria è un luogo unico che fonde passato, presente e futuro. Con oltre 1.900 metri quadrati di spazi espositivi, questo edificio storico trasformato in polo culturale offre un’esperienza immersiva che unisce arte, cultura e creatività. Nata nel XVIII secolo come parte della Fattoria del Castellaccio, La Vaccheria è stata rigenerata grazie alla visione dell’amministrazione del Municipio IX che ha riaperto lo spazio dopo anni di chiusura. L’antica Vaccheria è oggi un moderno centro culturale che accoglie mostre e installazioni, creando un ponte tra tradizione e innovazione, è il simbolo di una rinascita resa possibile dalla visione dell’amministrazione che con l’attuale Presidente, <b>Titti Di Salvo,</b> rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare motore di crescita sociale e urbana.In questa cornice così particolare l’artista Tony Esposito ha esposto le sue opere: non solo dipinti, ma anche composizioni e scenografie.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115716 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-300x206.png" alt="" width="300" height="206" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-300x206.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1024x702.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-768x526.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1536x1053.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-2048x1403.png 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1920x1316.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1170x802.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-585x401.png 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Una grande struttura posta al piano terra, una sorta di arco trionfale, interamente  dipinto dall’artista  prelude l’atmosfera magica sensoriale  in cui il visitatore è avvolto man mano che si procede verso il piano superiore dove si apre un varco  verso un’altra dimensione: i suoni dolci e ritmici dell’Africa proiettati su un grande schermo, le pareti completamente coperte da scenografie gigantesche dipinte con un altro grande pittore: lo statunitense <b>Mark Kostabi</b> amico e collaboratore di Tony Esposito, teli africani dai mille e sgargianti colori e tamburi a scandire tutto il perimetro della mostra; un’emozione da togliere il fiato. Quasi senza accorgersene sospinti da tutte queste sensazioni contrastanti e uniche si entra nel mondo di <b>Tony Esposito</b>; un mondo complesso che unisce il <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115724 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-254x300.png" alt="" width="254" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-254x300.png 254w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-866x1024.png 866w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-768x908.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1298x1536.png 1298w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1731x2048.png 1731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1920x2271.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1170x1384.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-585x692.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977.png 1968w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" />simbolismo partenopeo alle tradizioni e credenze africane: quindi amuleti, segni magici, tamburi, tribù e poi ancora messaggi sociali, intrisi di umanità e speranza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> Un susseguirsi  di meraviglia ed esplorazione, di novità e stupore verso un mondo che trascende dalla realtà in una rocambolesca imprevedibile armonia. Elemento di grande innovazione le cornici : anch’esse delle opere d’arte, adornate da elementi baroccheggianti ,da segni e da iscrizioni insomma delle opere d’arte sulle opere d’arte. La mostra del maestro <b>Esposito</b> è un percorso dell’anima, in cui ci si immerge e dove il tempo non esiste….solo un turbinio di sensi, di emozioni e di sentimenti tutti a colori.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Complimenti all’artista Esposito che ancora una volta ci ha stupito in un ambito a noi sconosciuto dimostrando che essere artisti poliedrici è possibile. Ci auguriamo che il maestro torni a esporre le sue opere in una nuova mostra che forse sarebbe più giusto chiamare UNA BELLISSIMA INSOLITA AVVENTURA . </span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F09%2Fsuccesso-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit%2F&amp;linkname=Successo%20per%20la%20mostra%20Talismani%20%E2%80%93%20il%20ritmo%20della%20mia%20citt%C3%A0%20-di%20Tony%20Esposito" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F09%2Fsuccesso-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit%2F&#038;title=Successo%20per%20la%20mostra%20Talismani%20%E2%80%93%20il%20ritmo%20della%20mia%20citt%C3%A0%20-di%20Tony%20Esposito" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/09/successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit/" data-a2a-title="Successo per la mostra Talismani – il ritmo della mia città -di Tony Esposito"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/09/successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit/">Successo per la mostra Talismani &#8211; il ritmo della mia città -di Tony Esposito</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 16:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Battiato. Un’altra vita]]></category>
		<category><![CDATA[Maxxi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1312" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716.jpeg 2000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-300x197.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1024x672.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-768x504.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1536x1008.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1920x1260.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1170x768.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-585x384.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti che ha scritto in&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026 al </strong><strong>MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo </strong><strong>la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti </strong><strong>che ha scritto in modo unico e innovativo la storia della musica italiana</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Roma, 23 dicembre 2025 </span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">– <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo </strong>accoglie un viaggio unico: <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Franco Battiato. Un’altra vita</em></strong>, una mostra-evento che celebra, a cinque anni dalla scomparsa, il genio umano e musicale di un artista senza eguali nella storia della musica italiana.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Coprodotta dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Cultura</strong>e dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">MAXXI</strong></span> <strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Museo nazionale delle arti del XXI secolo</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, a cura di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giorgio Calcara</strong> con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazia Cristina Battiato</strong> è organizzata da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alessandro Nicosia</strong> in collaborazione con la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fondazione Franco Battiato ETS</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra ricordi e materiali inediti, il visitatore percorre la vita di Battiato in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un’esperienza intensa e toccante, oltre la musica, oltre il tempo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Cantautore, musicista, poeta, filosofo, intellettuale: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ogni sfaccettatura del suo talento risuona nella mostra</strong>. Dall’avanguardia al pop, dall’elettronica alla mistica, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Battiato ha trasformato la canzone italiana, creando testi evocativi, armonie perfette, melodie immortali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sette sezioni raccontano la sua vita e la sua arte</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">: 1. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’inizio</em> (dalla Sicilia a Milano), 2. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sperimentare</em> (dall’acustica all’elettronica), 3. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il successo</em>(dall’avanguardia al pop), 4. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mistica</em> (tra Oriente e Occidente), 5. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’uomo </em>(ritorno alle origini), 6. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Maestro</em>, 7. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal suono all’immagine</em> (il cinema di Battiato).</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Al centro della sala, uno spazio ottagonale, eco dell’ottava musicale, cuore pulsante della mostra, dove un sistema di ascolto avvolge il visitatore in un’esperienza sonora immersiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra copertine di album, poster storici, fotografie e cimeli rari, la mostra restituisce la poliedricità di Battiato: innovatore, sperimentatore, precursore di stili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto all’universo musicale, prende vita il côté pittorico originale, con sfondi dorati e visioni cariche di simboli e archetipi, che evocano un preciso gusto allegorico mediorientale, amato da sempre dal Maestro siciliano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115228 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-300x173.jpeg" alt="" width="300" height="173" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-300x173.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1024x590.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-768x442.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1536x885.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1920x1106.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1170x674.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-585x337.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717.jpeg 1924w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nelle ultime due decadi della sua produzione, emerge la dimensione cinematografica: lungometraggi narrativi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche e spirituali, organici alla sua matrice musicale e in dialogo con la contemporaneità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra, che sarà accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato, rende omaggio alla vita che trascende la morte, all’anima delicata e luminosa di uno dei più grandi geni italiani contemporanei, invitando il pubblico a ritrovare e riabbracciare, attraverso le sue opere, quel centro di gravità permanente che, in fondo, tutti cerchiamo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Photocredits:  immagine di copertina: Fondazione Franco Battiato.</p>
<p>Immagine nell’articolo:  foto di Alessio Pizzicannella  -Fondazione Franco Battiato</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F23%2Ffranco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista%2F&amp;linkname=Franco%20Battiato.%20Un%E2%80%99altra%20vita.%20L%E2%80%99esposizione%20dedicata%20all%E2%80%99artista" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F23%2Ffranco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista%2F&#038;title=Franco%20Battiato.%20Un%E2%80%99altra%20vita.%20L%E2%80%99esposizione%20dedicata%20all%E2%80%99artista" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/" data-a2a-title="Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/">Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’esordio fotografico di Fabrizio Catalano. La ricerca di un regista  fuori dagli schemi. L’intervista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/10/lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 21:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=108093</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Per la prima volta, il regista e autore teatrale  espone pubblicamente le sue fotografie, scatti inediti, non ritoccati, frutto di decenni di viaggi intorno al mondo e riflessioni. Alla Borgo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/10/lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista/">L’esordio fotografico di Fabrizio Catalano. La ricerca di un regista  fuori dagli schemi. L’intervista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per la prima volta, il regista e autore teatrale  espone pubblicamente le sue fotografie, scatti inediti, non ritoccati, frutto di decenni di viaggi intorno al mondo e riflessioni. Alla Borgo Pio Art Gallery di Roma,  un denso percorso collettivo, che intreccia poesia visiva, testimonianza e indagine di un &#8220;cacciatore di nubi&#8221;. Voce indipendente non omologante resistente alla banalità di Fabrizio Catalano</em></p>
<p>Roma, 9 sett. 2025  – Un’esposizione intensa, autentica, in cui l’immagine si fa racconto e testimonianza, specchio del pensiero indipendente e della sensibilità estetica di un autore “irregolare”.</p>
<p>Per la prima volta, <strong>Fabrizio Catalano</strong>, regista, autore teatrale intellettuale poliedrico,  espone pubblicamente le sue fotografie in una mostra allestita in uno spazio espositivo nel cuore di Roma.</p>
<p>Il percorso d’arte alla Borgo Pio Art Gallery presenta una selezione di scatti inediti  non ritoccati, raccolti in decenni di viaggi tra paesaggi e orizzonti intorno al mondo.<br />
Una mostra – visitabile fino a gennaio 2026 – che unisce poesia visiva e impegno civile, nello spirito libero e anticonformista di una delle voci più originali della cultura italiana contemporanea.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-108098" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238-284x300.jpeg" alt="" width="284" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238-284x300.jpeg 284w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238.jpeg 311w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></div>
<p>Con alle spalle una carriera trentennale, Fabrizio Catalano è noto per il suo impegno nel teatro e nel cinema, dove ha firmato regie ispirate a grandi opere letterarie e civili. Tra queste si distingue “<a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">Todo modo”,</a> trasposizione teatrale del celebre romanzo di Leonardo Sciascia,  figura centrale nella cultura italiana del Novecento, che di Catalano fu il nonno. Opera che denuncia il potere corrotto e l’ambiguità morale, oggi più che mai  attuale.  Non meno significativa è la messinscena <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">de “La scomparsa di Majorana</a>”, dove il mistero della sparizione del fisico siciliano diventa riflessione etica e politica.</p>
<p>Dei recenti lavori la <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">docufiction “<strong>Irregular</strong>”,</a>girata in Bolivia, emerge tra i progetti cinematografici di analisi sociale  più significativi di Fabrizio Catalano. La pellicola indaga le crisi della società contemporanea in un paese dove  – come scrisse la giornalista <strong>Maria Pia Farinella</strong>  già capo redattore Rai  –  “realismo magico e dimensione spirituale dell’esistenza si intrecciano negli accadimenti quotidiani”.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-84931" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano-.jpg" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano-.jpg 725w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano--300x138.jpg 300w" alt="" width="725" height="334" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabrizio Catalano con il nonno Leonardo Sciascia</figcaption></figure>
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<p>Nel saggio Farinella si sofferma con l’abilità che le è consueta, anche sul legame profondo tra il regista e  Leonardo Sciascia, il nonno: “ un nonno così speciale e così normale” e come in Bolivia Catalano abbia trovato “una dimensione umana possibile”. Un profilo tracciato con cura e lucidità che restituisce al lettore la complessità del regista e il legame profondo tra memoria, eredità e impegno professionale.</p>
<p>Intellettuale eclettico, Catalano appassionato di Philippe Ariès, medievista francese e pensatore del tragico è anche traduttore della  poesia simbolista dal francese. Recentissima la prima versione italiana de “<a href="https://www.paeseitaliapress.it/editoriale/2025/07/02/la-canzone-di-eva-di-charles-van-lerberghe-1904/">Les chanson d’Ève” </a>(La<strong>canzone di Eva) </strong>di Charles Van Lerberghe, musicata da Fauré.</p>
<p>Ma è proprio attraverso la fotografia che oggi Catalano sembra voler rivelare un altro lato di sé. Insieme a percorsi espositivi di autori diversi, la mostra a Borgo Pio Art Gallery,  situata  a due passi dal Vaticano, si configura come un viaggio visivo e interiore  dove lo sguardo di Fabrizio Catalano “cacciatore di nubi”  attraversa paesaggi, luci e silenzi, tentando di catturare frammenti di verità e bellezza. Con questa esposizione l’autore  prosegue il percorso epistemologico diretto ad interrogare il nostro tempo con la delicatezza di un’artista ma pure con disincanto com’è proprio di Catalano,  confermando  il suo ruolo di osservatore  indignato ma mai rassegnato, sempre alla ricerca di un linguaggio che sappia restituire dignità alle idee e libertà al pensiero.</p>
<p><strong>Abbiamo incontrato il regista</strong>  per parlare di questa nuova avventura visiva, del suo legame con la fotografia e del fil rouge che unisce il suo lavoro tra pensiero critico e arte.</p>
<p><strong>Fabrizio Catalano, questa è la sua prima mostra fotografica. Cosa l’ha spinta a compiere questo passo ora, dopo tanti anni di lavoro in altri ambiti letterari e di indagine sociale ?</strong></p>
<p>“Per decenni non ho mai valutato la possibilità di esporre le mie fotografie. Per me la fotografia era un terreno di gioco, uno spazio per sperimentare. Ricordo che da ragazzo, durante un’eclissi parziale di sole, scattai delle immagini in cui i colori sembravano risucchiati, quasi spettrali. Mi ricordavano, in modo ingenuo ma suggestivo, i disegni di Léon Spilliaert, quel pittore belga che mescolava carboncino e inchiostro di china. Sono cresciuto circondato da fotografi, anche noti: a casa dei miei nonni materni passavano in tanti. Mio padre stesso ha scattato foto poi pubblicate. Ma per me, inizialmente, era solo un modo per immaginare inquadrature da cinema”.</p>
<p><strong>E quando ha iniziato a considerare la fotografia come un mezzo espressivo autonomo?</strong></p>
<p>” Durante gli anni al Centro Sperimentale di Cinematografia. In un’esercitazione ci diedero una macchina fotografica con rullino, sette scatti a testa. Io fui l’unico a ritrarre esseri umani: sette ragazze che studiavano recitazione. I ritratti erano vagamente sottoesposti, volevo ricreare quella luminosità ovattata delle pitture olandesi del Seicento. Poi, negli anni successivi, ho continuato a fotografare: volti, corpi, paesaggi. Ma sempre seguendo un’ossessione precisa: la luce. E da lì, inevitabilmente, i cieli sono diventati un’attrazione continua.</p>
<p><strong>Nella mostra alla Borgo Pio Art Gallery sono esposti anche cieli di luoghi lontani. Ci racconta questa ricerca?</strong></p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94223" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--569x1024.jpg" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--569x1024.jpg 569w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--167x300.jpg 167w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--768x1382.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--854x1536.jpg 854w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma-.jpg 1080w" alt="" width="569" height="1024" /></figure>
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<p>” I cieli sono diventati per me quasi una necessità espressiva. Li ho cercati ovunque: in Bolivia, Ciad, Madagascar, Sicilia, ma anche dalle finestre di casa mia a Roma, dove ho la fortuna di avere una visuale libera da edifici. Mi definiscono un “cacciatore di nubi”, ed è un’immagine che accetto volentieri. Perché in quelle forme effimere, cangianti, c’è qualcosa di poetico e allo stesso tempo lucido: raccontano un mondo fragile, sorprendente, che resiste alla banalità e all’omologazione”.</p>
<p><strong>Tra le immagini in mostra, un ritratto a lume di candela. Chi è la protagonista e qual è la storia dietro quello scatto?</strong></p>
<p>“È Fátima Lazarte, attrice con cui ho girato il film Irregular in Bolivia. Quel ritratto non era previsto, è nato durante le riprese, con la sola luce di una candela. C’era una vibrazione intima, quasi pittorica. Mi affascina cogliere la luce sul volto umano, nei suoi passaggi più delicati. In quel caso, la scena sembrava uscita da un quadro caravaggesco. Anche questa immagine è in mostra alla galleria”.</p>
<p><strong>Il suo percorso, però, non si ferma alla regia o alla fotografia. È anche autore di saggi, traduttore e scrittore. Come si integrano queste esperienze?</strong></p>
<p>“Tutto nasce da un’attenzione per la parola e  il dettaglio, che ho ereditato anche dal mio lavoro sul pensiero simbolista e visionario. Ho tradotto dal francese autori come Rodenbach, Verhaeren, Villiers de l’Isle-Adam e Van Lerberghe. Proprio quest’ultimo è l’autore di La canzone di Eva, un poema di rara bellezza che ho pubblicato in prima edizione italiana. Era stato musicato da Gabriel Fauré e altri grandi compositori. Tradurre questi testi è stato, per me, come restituire loro la luce originaria”.</p>
<p><strong>Il legame con suo nonno, Leonardo Sciascia, ha avuto un peso nel suo percorso artistico?</strong></p>
<p>“Immenso. Ho portato in scena alcune delle sue opere più emblematiche, come Todo modo e La scomparsa di Majorana. La drammaturgia, in quei casi, è diventata uno strumento per interrogare la giustizia, il mistero, la verità. Temi centrali nella sua produzione letteraria. Ho sempre cercato di trasformare quelle storie in uno specchio del nostro tempo, un invito alla riflessione politica e civile.</p>
<p><strong>Lei parla spesso della necessità di “vedere ciò che gli altri non vedono”. Che cosa intende esattamente?</strong></p>
<p>” Qualche tempo fa, alla Piramide Cestia, vidi un gheppio appollaiato su un fianco della struttura. Mi fermai sul marciapiede a guardarlo. Ero curioso di vedere se qualcuno si sarebbe fermato, almeno per capire cosa stesse osservando questo “scimunito”, come direbbe Sciascia. Nessuno si è fermato. Nessuno ha nemmeno rallentato. Quella scena, nella sua semplicità, era una rappresentazione plastica di un’umanità che marcia ignara verso il baratro. Per me, la poesia dei piccoli momenti può ancora salvarci. Ma dobbiamo imparare a guardare”.</p>
<p><strong>La sua mostra si inserisce in un contesto artistico molto variegato. Cosa significa per lei esporsi oggi, nel panorama contemporaneo?</strong></p>
<p>“Significa assumersi una responsabilità. In un mondo in cui tutto viene velocemente consumato e dimenticato, esporsi con opere che non cedono alla manipolazione è un atto radicale. Gli scatti che ho scelto raccontano un mondo che resiste: fragile, sì, ma carico di senso. E credo che sia ancora possibile un’arte che si muove tra la parola, l’immagine, la memoria e l’impegno civile, senza rinunciare alla bellezza”.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94228" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="683" /></figure>
<p>Con questa prima mostra fotografica, Fabrizio Catalano si conferma una delle voci più originali e indipendenti della scena culturale italiana. Capace di spaziare con coerenza tra cinema, teatro, letteratura, traduzione e ora anche fotografia, il suo sguardo non smette di cercare e di interrogare. La mostra è un viaggio visivo e interiore, un invito a rallentare, osservare, pensare. Perché, come suggerisce l’autore , è “nella poesia dei dettagli che forse risiede ancora una possibilità di salvezza”.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94216" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma-.jpg" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma-.jpg 546w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma--300x203.jpg 300w" alt="" width="546" height="370" /></figure>
</div>
<p>Borgo Pio Art Gallery</p>
<p>via degli Ombrellari, 2 Roma</p>
<p>Mostra Fabrizio Catalano finissage gennaio 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>@<strong>Riproduzione Riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 13:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliostro]]></category>
		<category><![CDATA[citta’ Di Castello]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Dal 5 al 7 settembre 2025 la più grande collezione in Europa sul conte Cagliostro arricchirà gli eventi della XXV Mostra Mercato del Libro Antico di Città di Castello a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/21/inchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra/">Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 5 al 7 settembre 2025 la più grande collezione in Europa sul conte Cagliostro arricchirà gli eventi della XXV Mostra Mercato del Libro Antico di Città di Castello a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Ideatore e curatore dell&#8217;evento lo storico e collezionista Loris Di Giovanni</em></p>
<p>Appuntamento imperdibile per gli appassionati e studiosi del <strong>Conte di Cagliostro</strong> nella tre giorni della Mostra Mercato del Libro Antico e della Stampa Antica di <strong>Città di Castello</strong> (5 – 6 – 7 settembre 2025), nell’incantevole cornice di <strong>Palazzo Vitelli</strong> a Sant’Egidio. <strong>Sabato 6 settembre</strong>, in contemporanea con l’apertura degli stand, ci sarà il taglio del nastro della Mostra su un personaggio che ha segnato il secolo XVIII e la cui storia è ancora avvolta nel mistero. In cinque vetrine all’ingresso del palazzo sarà esposta una significativa mostra documentaria di volumi, incisioni, giornali e manifesti d’epoca, dal XVIII al XIX, secolo su <strong>Cagliostro</strong>.</p>
<p>Vi si potrà ammirare la prima edizione a stampa sul personaggio scritta da un illuminato di Baviera: <strong>Johann Joachim Christoph Bode</strong>. <em>“Ein paar Tröpflein aus dem Brunnen der Wahrheit. Ausgegossen vor dem neuen Thaumaturgen Caljostros.”, </em>Vorgebürge (Frankfurt, Brönner), 1781. Tradotto suona circa così: <em>“Poche gocce dal pozzo della verità versate davanti al nuovo taumaturgo Cagliostro.” </em>Un libro molto critico scritto da colui che sostituì <strong>Adam Weishaupt</strong> (nome in codice “Spartacus”) alla guida degli <strong>Illuminati di Baviera</strong>.</p>
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93386" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-.jpg" sizes="(max-width: 547px) 100vw, 547px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-.jpg 547w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra--179x300.jpg 179w" alt="" width="547" height="918" data-id="93386" /></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93387" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1024x931.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1024x931.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--300x273.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--768x698.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1536x1397.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro-.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="931" data-id="93387" /></figure>
</figure>
<p>In rappresentanza delle opere teatrali è stato scelto, tra i tanti in collezione, un rarissimo e integro manifesto a colori di grandi dimensioni di <strong>Jules Chéret</strong>, unico nel suo genere, in quanto l’altra unica copia mancante di buona parte dell’angolo superiore è oggi conservata nella Biblioteca Nazionale di Francia. <strong>Cagliostro</strong> vi è raffigurato nell’atto di aprirsi la camicia per mostrare ai convenuti armati di spade il motto <em>“Lilia Pedibus Destrue”</em>, ovvero distruggere i piedi ai “gigli”, chiaro riferimento simbolico alla monarchia francese. Non mancano anche oggetti antichi che arricchiscono e contestualizzano la mostra; si potrà ammirare, tra gli altri, un rarissimo grembiule massonico – cd. Voltaire in pelle, finemente incisa e dipinta a mano -, così chiamato perché in tutto uguale a quello (già appartenuto ad Helvetius) che <strong>Lalande</strong>, il Maestro Venerabile della Loggia “Le Nove Sorelle” di <strong>Parigi</strong>, cinse alla vita del grande filosofo.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93388" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-1002x1024.jpg" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-1002x1024.jpg 1002w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-293x300.jpg 293w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-768x785.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni.jpg 1025w" alt="" width="1002" height="1024" /></figure>
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<p>Ideatore e curatore dell’evento lo storico e collezionista <strong>Loris Di Giovanni</strong>, che, come dice il titolo dell’evento <strong>“Inchiostro Cagliostro”</strong>, esporrà la più grande collezione cartacea privata in Italia sul personaggio siciliano. Una collezione che nasce, come scriveva <strong>Italo Calvino</strong><em>“dal bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione”</em> e che lo storico e collezionista abruzzese ha deciso di rendere fruibile al pubblico in occasione della <strong>Mostra Mercato del Libro Antico</strong>, dove sarà presente in una duplice veste: come <strong>curatore dell’evento</strong> e come responsabile del dipartimento libri antichi e manoscritti della <strong>Casa d’Aste Capitolium Art di Brescia</strong>, per la prima volta presente a <strong>Città di Castello</strong> con una <em>preview</em> dell’asta di libri antichi e manoscritti che verrà esitata in autunno.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93395" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo.jpg" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo.jpg 619w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo-206x300.jpg 206w" alt="" width="619" height="900" /></figure>
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<p>Il percorso espositivo, diviso in cinque vetrine, traccerà una breve storia di <strong>Cagliostro</strong> evidenziando come il segreto del suo successo nel XVIII secolo risieda nel mistero entro cui si aggira la sua fama, quel certo fascino misterioso che emana dalle sue straordinarie avventure: dalle incredibili guarigioni procurate alle portentose predizioni fatte, ma anche da qualche piccola e grande truffa. Di lì il nome della mostra, dove “inchiostro” è da intendersi sia come materiale primario per la stampa, sia come una serie di “macchie” nella vita turbolenta del personaggio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-large wp-image-107585" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-724x1024.jpeg" alt="" width="724" height="1024" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-768x1086.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-1170x1655.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-585x827.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986.jpeg 1448w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></p>
<p>Ci sarà una vetrina dedicata al famoso scandalo della collana, una seconda al rapporto con la massoneria e l’alchimia, una terza al teatro e al cinema e alla cosiddetta fortuna di <strong>Cagliostro</strong> nei secoli, una quarta alle incision.</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>E <em>dulcis in fundo</em>, una quinta nella quale sarà esposto in anteprima nazionale un rarissimo e preziosissimo busto di Cagliostro in gesso da Houdon risalente alla fine del XVIII secolo, unico esemplare in <strong>Europa</strong>, essendo il busto in marmo e l’altro in terracotta conservati in due musei negli <strong>Stati Uniti</strong>. Avventuriero, truffatore, impostore, negromante, esoterista, medico, massone, “amico degli uomini”, comunque lo si voglia considerare e per quanto la verità della sua vita sia in gran parte sconosciuta, <strong>Cagliostro</strong> è stato sicuramente un libero pensatore in un’epoca che vedeva per la prima volta la libertà di pensiero come una conquista di civiltà.</p>
<p>Con <strong>Loris Di Giovanni</strong> taglieranno il nastro il presidente <strong>Fabio Nisi</strong>, il coordinatore e responsabile scientifico <strong>Giancarlo Mezzetti</strong> ed il presidente della Casa d’Aste Capitolium Art <strong>Giorgio Rusconi</strong>. Un’occasione da non perdere per i bibliofili che potranno visitare gli stand di oltre quaranta operatori di settore qualificati, italiani e stranieri, per ammirare opere di pregio in ambito bibliofilo, quali codici miniati, manoscritti, testi a stampa dal XVI al XXI secolo, incisioni antiche e moderne d’autore, cartografia rara e curiosità legate alla cartofilia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93396" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-975x1024.jpg" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-975x1024.jpg 975w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-286x300.jpg 286w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-768x806.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-1463x1536.jpg 1463w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello.jpg 1523w" alt="" width="975" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Questo XXV anniversario di prestigio, che vanta anche il primato di essere la manifestazione di settore più longeva in Italia senza interruzioni, avrà iniziative <em>a latere</em> esclusive, come conferenze, presentazioni di opere originali e mostre espositive, sia all’interno che all’esterno della mostra mercato. C’è poi il meraviglioso contesto urbano. <strong>Città di Castello</strong> è un autentico scrigno di storia e arte, incastonato nell’<strong>Alta Valle del Tevere</strong>, in Umbria. La sua bellezza non è solo nei monumenti, ma nel respiro culturale che si avverte passeggiando tra le sue vie, che raccontano una storia millenaria.</p>
<p>Anticamente nota come <em>Tifernum Tiberinum</em>, <strong>Città di Castello</strong> fu un fiorente municipio romano citato da <strong>Plinio il Giovane</strong>. Nel Medioevo, dopo la distruzione da parte degli Ostrogoti, fu ricostruita dal vescovo Florido. Nel Rinascimento, sotto la famiglia Vitelli che ne fece un centro artistico di primo piano, visse il suo massimo splendore.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93390" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio.jpg" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio.jpg 476w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio-300x212.jpg 300w" alt="" width="476" height="337" /></figure>
<p>Tra le bellezze artistiche e architettoniche di <strong>Città di Castello</strong> si citano: il <strong>Palazzo Vitelli alla Cannoniera</strong>, sede della Pinacoteca Comunale, che ospita opere di Raffaello, Luca Signorelli, Pomarancio e altri maestri; il <strong>Museo del Duomo</strong>: che custodisce capolavori di Pinturicchio e Rosso Fiorentino, oltre a preziosi oggetti sacri; la <strong>Collezioni Burri</strong>, con la quale l’artista <strong>Alberto Burri</strong> ha lasciato alla città due musei, il Palazzo Albizzini e gli Ex Seccatoi del Tabacco, con oltre 250 opere tra pittura, scultura e grafica; il <strong>Campanile cilindrico e Torre Civica</strong>, simboli medievali della città, che testimoniano l’influenza bizantina e la vivacità politica avuta dalla città nella sua storia. La città umbra è anche famosa per la <strong>tessitura artistica</strong>, la <strong>ceramica</strong> e la <strong>stampa tipografica</strong>, con laboratori di antica tradizione artigianale.</p>
<p><em>ORARI</em><br />
<em>Palazzo Vitelli a Sant’Egidio</em><br />
<em>Ingresso libero continuato 9.30-19.30 nei giorni di sabato 6 e domenica 7 settembre.</em><br />
<em>Solo venerdì 5 settembre dalle ore 13:00.</em></p>
<p><em>INFO</em><br />
<em>Tel. <a href="tel:075 855 5757 %E2%80%93 075">075 855 5757 – 075</a> <a href="tel:852 9346 %E2%80%93 338">852 9346 – 338</a> 9779751</em><br />
<em>libroanticocdc@gmail.com</em></p>
<p><a href="http://www.mostralibroantico.it www.cittadicastelloturismo.it">http://www.mostralibroantico.it www.cittadicastelloturismo.it</a></p>
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<figure class="alignleft size-large is-resized"><figcaption class="wp-element-caption">Goffredo Palmerini giornalista scrittore</figcaption></figure>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F21%2Finchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra%2F&amp;linkname=Inchiostro%20Cagliostro%3A%20Una%20storia%20avvolta%20nel%20mistero.%20La%20mostra" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F21%2Finchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra%2F&#038;title=Inchiostro%20Cagliostro%3A%20Una%20storia%20avvolta%20nel%20mistero.%20La%20mostra" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/21/inchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra/" data-a2a-title="Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/21/inchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra/">Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A mano libera”: quando l’animazione d’autore ridefinì l’arte italiana</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/01/a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 16:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Museo di Roma in Trastevere.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1329" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-300x156.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1024x532.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-768x399.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1536x797.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-2048x1063.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1920x997.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1170x607.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-585x304.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>“L’occhio ascolta più di quanto il pensiero comprenda.” — Jean Epstein, 1921 C’è stato un tempo in cui l’animazione non era ancora confinata in canoni industriali, in target commerciali o&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/01/a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana/">A mano libera”: quando l’animazione d’autore ridefinì l’arte italiana</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1329" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-300x156.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1024x532.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-768x399.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1536x797.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-2048x1063.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1920x997.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1170x607.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-585x304.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“</strong><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’occhio ascolta più di quanto il pensiero comprenda.”</i><br />
— <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Jean Epstein</em>, 1921</p>
</blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è stato un tempo in cui l’animazione non era ancora confinata in canoni industriali, in target commerciali o in estetiche precostituite. Un tempo in cui il gesto del disegnare fotogramma dopo fotogramma era <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">atto poetico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">impegno politico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sperimentazione visiva</strong>. Quel tempo – lungo vent’anni, dal 1957 al 1977 – è oggi oggetto di una straordinaria riscoperta grazie alla mostra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“A mano libera. Arte e cinema di animazione in Italia”</strong>, ospitata al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Museo di Roma in Trastevere</strong>.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un territorio vergine, tra arte e cinema</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel cuore pulsante della capitale, la mostra riporta alla luce un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">capitolo dimenticato</strong> della cultura italiana del Novecento. Un capitolo in cui l’animazione si fece <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">laboratorio libero</strong>, capace di assorbire stimoli dalle arti visive, dalla grafica editoriale, dalla musica d’avanguardia e dalla letteratura. Non esisteva ancora una vera industria dell’animazione nel Paese: e proprio in questa assenza di sistema, di regole e di aspettative, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">gli artisti trovarono uno spazio creativo straordinariamente fertile</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Erano tempi di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sperimentazione e disobbedienza formale</strong>, in cui il disegno si liberava dalle necessità della narrazione lineare per diventare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ritmo, suggestione, allegoria</strong>. Opere realizzate a budget minimo ma con un surplus di immaginazione. Film brevi, folgoranti, dove l’estetica non era mai subordinata alla tecnica, ma anzi si nutriva della sua imperfezione.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Gli artigiani dell’invisibile</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra documenta il lavoro di figure che oggi consideriamo seminali: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bruno Bozzetto</strong>, autore geniale capace di passare dalla satira politica all’astrazione visiva con una leggerezza invidiabile; <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Emanuele Luzzati</strong>, scenografo, illustratore e visionario, che insieme a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giulio Gianini</strong> ha firmato film d’animazione in stop motion che sono piccoli gioielli di artigianato visivo; e poi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Manfredo Manfredi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roberto Gavioli</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osvaldo Cavandoli</strong>, e altri ancora, meno noti ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">essenziali per comprendere la ricchezza di quel periodo</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questi autori <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non erano animatori nel senso classico del termine</strong>, ma piuttosto artisti che si avvicinavano al cinema come a una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">tela in movimento</strong>. Ogni opera era unica, irripetibile, spesso prodotta in solitudine, fuori dalle logiche di mercato. Filmati per la RAI, corti per festival internazionali, progetti didattici e persino pubblicità: tutto poteva essere terreno di sperimentazione.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Una mostra come archivio vivente</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“A mano libera” non è solo una rassegna di opere, ma un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">percorso immersivo tra visioni e materiali d’epoca</strong>. Si attraversano sale in cui i bozzetti originali si alternano a proiezioni d’archivio, storyboard minuziosi, suoni dissonanti, manifesti illustrati. Ogni elemento contribuisce a raccontare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una stagione di libertà e ingegno</strong>, in cui l’animazione non era ancora un genere, ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una possibilità espressiva</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra è anche un invito a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rivalutare il ruolo del corpo nell’arte visiva</strong>. L’animazione a mano libera – prima che l’informatica la rendesse digitale e prevedibile – è frutto di un gesto fisico, tangibile, faticoso. L’autore lascia una traccia reale, ripetuta migliaia di volte, per dare vita a qualcosa di effimero. In un mondo oggi dominato dalla velocità e dalla replicabilità, questo tipo di lavoro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riacquista un valore quasi sacro</strong>.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un’eredità viva</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sebbene il periodo si concluda simbolicamente nel 1977 – con l’arrivo di nuove tecnologie, di nuove produzioni seriali e di un’industria sempre più orientata alla televisione – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’eredità di quegli anni non è affatto morta</strong>. L’animazione d’autore italiana continua a vivere in festival, in scuole sperimentali, in progetti indipendenti. Ma per capirla davvero, occorre guardare a quella <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">radice artigianale, libera e irriducibile</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa mostra è un atto di memoria e insieme un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">manifesto per il futuro</strong>: per un cinema d’animazione che non smetta di osare, di cercare, di sbagliare, di meravigliare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perché come ricordava <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Jean Epstein</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il cinema è un linguaggio che parla con gli occhi</strong> e che solo attraverso la libertà del gesto può arrivare a toccare la profondità dell’ascolto. E quei pionieri italiani, con i loro film fragili e potenti, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ci hanno insegnato a guardare diversamente</strong>. Forse, anche a pensare meglio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per info:</p>
<p>https://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/mano-libera-arte-e-cinema-danimazione-1957-1977</p>
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		<title>LA FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO DEDICA UNA GRANDE MOSTRA ALLO SCULTORE ITALIANO EMANUELE GIANNELLI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/21/la-fabbrica-del-vapore-di-milano-dedica-una-grande-mostra-allo-scultore-italiano-emanuele-giannelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-fabbrica-del-vapore-di-milano-dedica-una-grande-mostra-allo-scultore-italiano-emanuele-giannelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 21:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Giannelli]]></category>
		<category><![CDATA[Fabbrica del vapore]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>EMANUELE GIANNELLI I L  C A O S   E   L’ U O M O CONTEMPORANEA TENSIONE  Con un testo inedito di Fabio Genovesi MILANO &#8211; FABBRICA DEL VAPORE Fino al&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">EMANUELE GIANNELLI</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">I L  C A O S   E   L’ U O M O</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">CONTEMPORANEA TENSIONE</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Con un testo inedito di Fabio Genovesi</span></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">MILANO &#8211; FABBRICA DEL VAPORE</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fino al 29 SETTEMBRE 2025</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“La mostra di Emanuele Giannelli alla Fabbrica del Vapore rappresenta un ulteriore tassello del percorso che il Comune di Milano sta portando avanti per valorizzare la produzione artistica contemporanea all’interno dei propri spazi culturali. Le opere di Giannelli, capaci di unire forza plastica e riflessione sul presente, trovano in Fabbrica del Vapore un contesto ideale per un confronto aperto con la città e con il pubblico. Questa mostra conferma il ruolo strategico della Fabbrica del Vapore come polo culturale multidisciplinare, luogo di sperimentazione, ricerca e dialogo tra linguaggi artistici diversi.” </span></em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Apre così alla personale di Emanuele Giannelli alla Fabbrica del Vapore l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Composta da 55 opere, di cui 18 monumentali, e suddivisa tra il grande piazzale e la Sala Bianca della Fabbrica del Vapore, la mostra EMANUELE GIANNELLI. Il Caos e l’Uomo. Contemporanea tensione si compone, inoltre, di una serie di contenuti multimediali inediti.</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Scultore italiano di fama internazionale, Emanuele Giannelli, è conosciuto per le sue sculture monumentali che hanno come soggetto l’uomo contemporaneo nel suo processo di ibridazione con la tecnologia e lo sviluppo tecnologico. Figure maschili che con i loro caratteri distintivi sono alla base della riflessione dell’artista: una riflessione che non è mai critica, ma che pone queste figure nel riflesso di uno specchio dell’arte volto a restituire una visione dell’umanità caratterizzata dal cambiamento e dall’adattamento della società in cui vive, ed è anche per questo che il titolo della mostra si concentra sulle parole “caos” e “uomo” in “contemporanea tensione”, un’esplicazione che vuole raccontare la cifra creativa e la visione da cui nascono le figure di Giannelli, e anche il loro essere possenti, imponenti, monumentali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105478" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La Fabbrica del Vapore di Milano, oggi polo culturale ed espositivo del Comune di Milano, nasce come complesso industriale di prodotti rotabili tranviari e ferroviari. La sua matrice di opificio industriale ben si coniuga con gli uomini di Giannelli che nascono come figli della rivoluzione industriale e tecnologica, indossano in molti casi occhialini da saldatore, segno inequivocabile della loro appartenenza all’epoca industriale, e altri sono la visione trasognata dei “colletti bianchi”. In questa direzione, la Fabbrica del Vapore, è uno spazio che esalta ancora di più questa essenza di modernità, contemporaneità e visionarietà delle opere di Giannelli.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105479" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Le sculture di Giannelli creeranno un percorso espositivo sorprendente, efficace ed esaustivo per il pubblico, che prevede l’installazione di circa cinquanta sculture, suddivise tra singole e gruppi scultorei. Anche l’allestimento è immaginato per offrire degli spazi di osservazione privilegiati ai visitatori, e l’intento è di creare un’atmosfera – tra allestimento e illuminazione &#8211; che consenta al pubblico di entrare nello spirito del luogo, dove l’invito è a fermarsi nello spazio dell’arte e a creare un dialogo con le figure di Giannelli e favorire una visita lenta e immersiva della mostra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’idea di esaltare il carattere dell’uomo e il caos in cui vive nell’attuale società contemporanea, la mostra presenta una serie di sculture e gruppi scultorei quali: i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Kiribati</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Korf</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sospesi</strong>; gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Stati di allerta; Mr. Arbitrium Mirrored</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Monkey Tribù; The Watcher</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dizzy; </strong>i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cacciatore di Batteri.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105481 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Particolarmente emblematico nel lavoro di Emanuele Giannelli è il concetto di “visionarietà” che parte dall’esigenza di raffigurare un uomo forte che con la sua anatomia in tensione e il suo sguardo celato al mondo reale, ma sempre rivolto a un mondo altro, è sempre colto nell’atto di compiere un pensiero e un’azione. I visionari di Giannelli guardano oltre, indagano per cogliere il nuovo, il non ancora realizzato: un nuovo confine o un nuovo orizzonte, così come è da sempre nella natura dell’uomo, mai pago e mai sazio di ciò che conosce o di ciò che possiede. È l’esaltazione della visionarietà, del sogno e dell’addivenire tra utopia e possibile realtà. Nell’epoca in cui si amplia sempre più l’immersione nel mondo virtuale rispetto al reale, i visionari di Giannelli, tema che l’artista indaga da molto tempo, sono il collegamento diretto alla dimensione immaginaria o ad una nuova dimensione del reale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come nessun altro scultore, Giannelli, vede l’uomo del suo tempo ibridato, intriso, ossessionato dalla tecnologia che si interpone tra il suo essere, il suo sentire, le sue emozioni e i suoi sentimenti, che vengono modificati, sostituiti e processati creando un’altra entità del vivere: quella immersa in ciò che accade oggi e ora, nel nostro tempo, e che non è giusta o sbagliata, perché l’artista non giudica, semplicemente osserva e fa osservare. Per Giannelli è necessario costruire un’umanità che conduca l’uomo al di fuori di quel processo che lo rende l’insignificante ingranaggio di un meccanismo industriale, in questo caso non c’è una “fabbrica” dell’uomo, ma una visione della diversità. Quella diversità che Erasmo da Rotterdam sintetizzò scrivendo che le idee migliori non sono figlie della ragione ma di una lucida e visionaria follia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione è stata riservata all’allestimento delle opere, sviluppato a partire dai principi di design umanistico che guidano il lavoro dei designer Paolo Nava e Luca Arosio del rinomato studio Nava + Arosio di Milano. Il percorso espositivo è stato concepito per coinvolgere attivamente lo spettatore, offrendogli la possibilità di vivere l’esperienza sia come osservatore consapevole, sia — qualora lo desiderasse — di diventare parte integrante dell’allestimento, trasformandosi in presenza attiva nello spazio. In questo modo, ogni visitatore può trovare un luogo in cui riflettere, emozionarsi o esprimere il proprio talento, in un dialogo aperto e personale con le opere di Giannelli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, gli stessi progettisti hanno introdotto il concetto di cambiamento emozionale della luce, creando un ambiente capace di trasformarsi tra l’illuminazione naturale del giorno e quella artificiale della sera. Il risultato è una duplice esperienza percettiva, che arricchisce le interpretazioni delle opere e offre allo spettatore emozioni differenti a seconda del momento della visita.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Questo è stato reso possibile grazie al progetto illuminotecnico di WAVE Light Studio del lighting designer Germano Monguzzi che grazie alla sponsorizzazione di PUK Italia Group  ha concepito degli effetti luminosi notturni, che caratterizzano le opere con una visione drammatica, coinvolgente e stupefacente delle singole figure e dei gruppi scultorei.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nella “sala Bianca” gli apparecchi di illuminazione sono di ILMAS, azienda specializzata nella produzione di apparecchi di illuminazione da interno, che con l’occasione presenta una nuova gamma di proiettori con ottiche dedicate all’arte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra di Milano alla Fabbrica del Vapore sarà eccezionalmente accompagnata da un testo inedito dello scrittore italiano Fabio Genovesi che racconterà la sua visione delle opere di Giannelli. In catalogo anche il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">e </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">della </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Direttrice della Fabbrica del Vapore, Maria Fratelli.</span></p>
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		<title>Anteprima. Fausto Pirandello in mostra a Parigi a 50 anni dalla morte. Conversando con Giovanna Carlino Pirandello</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/anteprima-fausto-pirandello-in-mostra-a-parigi-a-50-anni-dalla-morte-conversando-con-giovanna-carlino-pirandello/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=anteprima-fausto-pirandello-in-mostra-a-parigi-a-50-anni-dalla-morte-conversando-con-giovanna-carlino-pirandello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jun 2025 18:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fausto Pirandello]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8837.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8837.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8837-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_8837-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Mercoledì 11 giugno fino al 3 ottobre 2025. Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Il legame indissolubile tra il pittore Fausto e la capitale francese. Non solo arte. “Tutta l’intera&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/07/anteprima-fausto-pirandello-in-mostra-a-parigi-a-50-anni-dalla-morte-conversando-con-giovanna-carlino-pirandello/">Anteprima. Fausto Pirandello in mostra a Parigi a 50 anni dalla morte. Conversando con Giovanna Carlino Pirandello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mercoledì 11 giugno fino al 3 ottobre 2025. Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Il legame indissolubile tra il pittore Fausto e la capitale francese. Non solo arte. “Tutta l’intera esperienza è nella condizione umana”: così Fausto Pirandello, anticipatore delle più profonde tensioni introspettive della pittura del Novecento, rispondeva a un questionario del MoMA nel 1963. Sullo sfondo il padre di Fausto, il Premio Nobel per la Letteratura Luigi Pirandello</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Intervista di <em>Maria Sole Stancampiano </em></p>
<p>Roma, 7 giugno 2025 – “Per me è una grande emozione. Quasi un esame”. È commossa Giovanna Carlino Pirandello, moglie di Pierluigi Pirandello e presidente della fondazione intitolata al suocero, il pittore <strong>Fausto Pirandello</strong>, alla vigilia della partenza per Parigi dove inaugurerà la retrospettiva intitolata a “Fausto Pirandello. La pittura e la condizione umana” presso l’Istituto italiano di cultura in rue de Varenne 50. La mostra, nel cinquantesimo anniversario della morte di Fausto Pirandello (Roma 1899 -1975) sarà aperta da mercoledì 11 giugno fino al 3 ottobre.</p>
<p><strong>“È la prima esposizione su Fausto Pirandello </strong>dopo la morte di mio marito Pierluigi nel 2018. Per giunta all’estero. Mi sembra di giocare fuori casa.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-89453" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Giovanna-Carlino-Pirandello--768x1024.jpg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Giovanna-Carlino-Pirandello--768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Giovanna-Carlino-Pirandello--225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Giovanna-Carlino-Pirandello--1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Giovanna-Carlino-Pirandello-.jpg 1200w" alt="" width="768" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Giovanna Carlino Pirandello riceve nell’ottobre 2023 la medaglia d’oro della Renaissence francese all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</em></figcaption></figure>
</div>
<p>Mi manca tantissimo Pierluigi. Lui ha sempre desiderato rendere omaggio a suo padre proprio a Parigi”. Quasi sussurra la signora Giovanna ricordando il legame indissolubile tra il pittore Fausto e la capitale francese. Non solo arte. A Parigi nacque il 5 agosto 1928 suo marito Pierluigi, figlio primogenito di Fausto e della moglie Pompilia, la modella che aveva conosciuto ad Anticoli Corrado, “il paese dei pittori” alle porte di Roma, così in voga tra gli artisti agli inizi del Novecento. “Per questa ragione mio marito volle donare al Centro Pompidou di Parigi l’opera <em>Interno di mattina </em>del 1931, una complessa allegoria pittorica legata proprio alla sua nascita”.</p>
<p>Fu “un’entrata burrascosa nel mondo” quella di Pierluigi, ricorda Giovanna, specificando che sono le stesse parole usate dal marito. Perché il nonno Luigi, premio Nobel per la letteratura nel 1934, non seppe della nascita del nipote per due anni. D’altra parte neppure sapeva del matrimonio del figlio Fausto con Pompilia D’Aprile. Del trasferimento a Parigi sapeva. Lo aveva approvato e finanziato. “Sappi approfittare della libertà d’arte e di vita che ti ho donato”, scriveva all’ultimogenito Fausto. Voleva che il figlio completasse la formazione artistica iniziata a Roma nella città più cosmopolita dell’epoca, frequentata dai maggiori artisti dell’epoca: Picasso, Braque, Cézanne, Derain. Fausto venne in contatto con questo ambiente, in particolare con i cosiddetti <em>Italiens de Paris, </em>Capogrossi, Campigli, de Chirico, Tozzi e de Pisis.</p>
<p>Quando Luigi Pirandello nel 1930 seppe di avere un nipote, trasecolò. Ma mitigo’ l’amarezza intenerito dal nipote: “che questo bambino così bello, che ride così sano, non sia anche lui un infelice”, scrisse a Fausto.</p>
<p>C’è tutto il peso della “condizione umana” in questa affermazione. La coscienza di chi sapeva che nella vita si incontrano tante maschere e pochi volti. C’è la stirpe dei Pirandello. Non è un caso che l’estremo lascito di Fausto Pirandello sul letto di morte, poche parole vergate con grafia incerta e dirette ai figli Pierluigi e Antonio, siano un’ultima, solitaria testimonianza sulla vacuità della vita, sull’inutilità delle vanità che l’attraversano. “In un mare di morte, la vita è come quel po’ di spuma effimera che producono le onde”.</p>
<p>Non è un caso che la retrospettiva a Parigi sia intitolata, appunto, alla condizione umana. Un ritorno che si svolge attraverso oltre sessanta opere tra dipinti e lavori su carta. La mostra, curata da Manuel Carrera, storico dell’arte e direttore della Fondazione Fausto Pirandello, tratteggia il profilo di un artista prolifico e originale, capace con la sua ricerca solitaria e introspettiva di anticipare alcune delle più profonde tensioni della pittura del Novecento, da Lucian Freud ai figurativi contemporanei.</p>
<p>Il percorso della mostra si snoda attraverso cinque sezioni tematiche che guidano il visitatore all’interno di un universo pittorico, complesso e coerente.</p>
<p><strong>Il rapporto con Luigi Pirandello</strong></p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-70921" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Luigi-Pirandello-.jpg" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Luigi-Pirandello-.jpg 950w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Luigi-Pirandello--300x166.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Luigi-Pirandello--768x426.jpg 768w" alt="" width="950" height="527" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Luigi Pirandello </em></figcaption></figure>
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<p>La mostra si apre con una sezione dedicata al complesso e affascinante legame tra Fausto Pirandello e il padre Luigi, lo scrittore premio Nobel nel 1934. Nell’estate del ‘36, i due si ritrovarono ad Anticoli Corrado, il borgo-rifugio degli artisti vicino a Roma.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-28195" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-982x1024.jpg" sizes="(max-width: 982px) 100vw, 982px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-982x1024.jpg 982w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-288x300.jpg 288w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-768x801.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-1473x1536.jpg 1473w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/5071LuigiPirandello-1964x2048.jpg 1964w" alt="" width="982" height="1024" /></figure>
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<p>Anche Luigi si dilettava a dipingere. La convivenza tra il patriarca Luigi e Fausto segnò un momento di dialogo ma anche di differenziazione artistica e identitaria.</p>
<p><strong>Gli autoritratti</strong></p>
<p>La seconda sezione propone una selezione di autoritratti, genere nel quale Pirandello si cimenta per tutta la vita, a riprova della centralità dello sguardo su di sé nella sua ricerca artistica.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-89437" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-796x1024.jpeg" sizes="(max-width: 796px) 100vw, 796px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-796x1024.jpeg 796w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-233x300.jpeg 233w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-768x988.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-1194x1536.jpeg 1194w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-1592x2048.jpeg 1592w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/un_autoritratto_di_Fausto_Pirandello-copia-scaled.jpeg 1990w" alt="" width="796" height="1024" /></figure>
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<p>Già a partire dal 1921, l’autoritratto si configura non come esercizio accademico, ma come specchio dell’anima. Negli anni della guerra, ritratti veloci e introspettivi raccontano un’esistenza inquieta, mentre nel dopoguerra il volto dell’artista si fa via via più scomposto e allusivo. L’autoritratto è per Pirandello un esercizio di consapevolezza, un’esplorazione del tempo e della memoria attraverso la pittura.</p>
<p><strong>Fausto</strong> <strong>Pirandello e Parigi</strong></p>
<p>Il percorso della mostra prosegue con un focus sul soggiorno parigino di Fausto Pirandello assieme alla moglie. L’artista visse prima in rue Labrouste, poi nel XIV arrondissement in rue Bardinet. Fu un periodo di intensa scoperta e confronto con la modernità. Colpito dal Picasso neoclassico, sviluppò una pittura monumentale, fatta di nudi e nature morte intrisi di luce mediterranea.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-89447" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/opera_Fausto-Pirandello-donata-al_Centro_Pompidou-903x1024.jpeg" sizes="(max-width: 903px) 100vw, 903px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/opera_Fausto-Pirandello-donata-al_Centro_Pompidou-903x1024.jpeg 903w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/opera_Fausto-Pirandello-donata-al_Centro_Pompidou-265x300.jpeg 265w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/opera_Fausto-Pirandello-donata-al_Centro_Pompidou-768x871.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/opera_Fausto-Pirandello-donata-al_Centro_Pompidou.jpeg 1354w" alt="" width="903" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Opera di Fausto Pirandello donata al Centro Pompidou di Parigi </em></figcaption></figure>
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<p>La sua personale alla Galerie Vildrac nel 1929 suscitò reazioni contrastanti, ma segnò un’apertura verso il contesto europeo. La città fu per Pirandello anche il luogo di una profonda emancipazione esistenziale e artistica.</p>
<p><strong>L’indagine sulla “condizione umana”</strong></p>
<p>“Tutta l’intera esperienza è nella condizione umana”: così Fausto Pirandello rispondeva a un questionario del MoMA nel 1963. Un principio guida che attraversa l’intera opera. Nei nudi e nelle scene d’interno, spesso ambientate tra le mura domestiche o in luoghi marginali, Pirandello riversa tensioni interiori e inquietudine. Il corpo – soprattutto quello femminile – diventa il campo privilegiato di questa indagine, rappresentato senza idealizzazione, con un linguaggio materico e crudo. Dopo il ritorno da Parigi, i suoi corpi assumono qualità scultoree. Tra gli anni Trenta e Quaranta, il tono terroso domina la sua tavolozza. Anche quando la sua pittura si avvicina all’astrazione, resta saldo il legame con l’introspezione e l’umano.</p>
<p><strong>Forma e materia: la ricerca di un linguaggio</strong></p>
<p>Verso la metà degli anni Quaranta, la figurazione di Pirandello subisce una svolta decisiva. Abbandonato l’espressionismo più acceso, l’artista avvia una fase di sperimentazione che lo conduce verso una progressiva scomposizione cubista e, infine, verso una personale astrazione. Questo percorso emerge chiaramente dal confronto tra opere simili per soggetto ma differenti per resa formale, con cui si chiude la mostra. Dalla rappresentazione analitica degli esordi alla dissoluzione della forma degli anni Sessanta, si delinea un filo conduttore basato sull’introspezione e sull’uso di una pittura densa, a impasto. Una sottile dimensione onirica attraversa tutta la sua produzione, conferendole una coerenza profonda e persistente.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-89456" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello--1024x882.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello--1024x882.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello--300x258.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello--768x661.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello--1536x1323.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/06/Maria-Sole-Stancampiano-e-Pierluigi-Pirandello-.jpg 1599w" alt="" width="1024" height="882" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Maria Sole Stancampiano e Pierluigi Pirandello</em>(2014)</figcaption></figure>
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		<title>Alla Valle dei Templi successo per la mostra Tesori d’Italia – Il ‘900 delle Fondazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 19:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Tesori d’Italia – Il ‘900 delle Fondazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Valle dei Templi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="967" height="725" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Ingresso-Villa-Aurea-Valle-dei-Templi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Ingresso-Villa-Aurea-Valle-dei-Templi.jpg 967w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Ingresso-Villa-Aurea-Valle-dei-Templi-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Ingresso-Villa-Aurea-Valle-dei-Templi-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Ingresso-Villa-Aurea-Valle-dei-Templi-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 967px) 100vw, 967px" /></p>
<p>Ultime tre settimane per l’esposizione a Villa Aurea dedicata al secolo scorso. Dal 7 luglio al via la terza sessione dal titolo “Tesori d’arte dai musei nazionali”. Poi dal 7 luglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/06/alla-valle-dei-templi-successo-per-la-mostra-tesori-ditalia-il-900-delle-fondazioni/">Alla Valle dei Templi successo per la mostra Tesori d’Italia – Il ‘900 delle Fondazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Ultime tre settimane per l’esposizione a Villa Aurea dedicata al secolo scorso. </em><em>Dal 7 luglio al via la terza sessione dal titolo “</em><em>Tesori d’arte dai musei nazionali”. Poi dal 7 luglio  l’esposizione “Tesori d’arte dai musei nazionali” curata da Pierluigi Carofano, in programma a Villa Aurea sino al 30 novembre, e il concerto del maestro Riccardo Muti,  nello spazio antistante il Tempio della Concordia, diventeranno attrattori principali del programma estivo.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Agrigento, 6 giugno 2025 – </em></strong>Si avvia alla conclusione la mostra “<strong>Tesori d’Italia – Il ‘900 delle Fondazioni.</strong> <strong>Da Giorgio de Chirico a Lucio Fontana”</strong>, in corso a Villa Aurea della Valle dei Templi, promossa da Parco Archeologico e prodotta da Consorzio Progetto Museo. L’esposizione celebrativa di Agrigento capitale italiana della cultura resterà aperta sino al 29 giugno, poi, da lunedì 7 luglio, al via la terza ed ultima sessione del progetto che vedrà l’apertura della mostra “<strong>Tesori d’arte dai musei nazionali</strong>”, promossa dalla Regione Sicilia con il patrocinio della Direzione generale Musei del MIC.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ambizioso progetto suddiviso in tre sessioni, concepito secondo una logica visiva e territoriale, finalizzato a restituire, attraverso la selezione di un’opera per ciascuna delle venti regioni italiane, la ricchezza, la pluralità e la capillarità dell’arte e della storia italica, è risultato un elemento altamente attrattivo per il pubblico. Il confronto, infatti, tra i primi cinque mesi del 2024 e del 2025, ha indicato un incremento di visite. Proprio in questo contesto, l’esposizione “<strong>Tesori d’arte dai musei nazionali</strong>” curata da Pierluigi Carofano, in programma a Villa Aurea sino al 30 novembre, e il <strong>concerto del maestro Riccardo Muti</strong>, in programma nello spazio antistante il Tempio della Concordia, diventeranno attrattori principali, il 7 luglio p.v., del programma estivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra, con le ultime tre settimane in programma (chiusura il 29 giugno), <em>Il ‘900 delle Fondazioni. Da Giorgio de Chirico a Lucio Fontana, </em>presenta un percorso di 25 opere (tutti dipinti e 1 scultura) di 22 artisti in rappresentanza di tutte le 20 regioni italiane. Dal <strong><em>Naturalismo</em></strong> e al <strong><em>Verismo</em></strong><em>,</em> di Francesco Michetti (Abruzzo), Antonio Mancini (Lazio) e di Vincenzo Gemito (Campania) e di Giuseppe De Nittis (Puglia), al <strong><em>Divisionismo</em></strong> di Giuseppe Pellizza da Volpedo (Piemonte), di Angelo Barabino (Liguria) e di Umberto Boccioni (Calabria), passando  dal <strong><em>Secondo Futurismo</em></strong><em>,</em> di Fortunato Depero (Trentino) e di Ivo Pannaggi (Marche), alle <strong><em>visioni metafisiche</em></strong> di Giorgio Morandi (Emilia), Giorgio De Chirico (Italia), di Mario Sironi (Sardegna) e di Filippo de Pisis (Romagna). Proseguendo dal <strong><em>Neorealismo</em></strong> di Renato Guttuso (Sicilia), per il <strong><em>Cubismo</em></strong> di Gino Severini (Toscana), <strong>l’<em>Arte informale</em></strong> di Emilio Vedova (Veneto), di Afro Basaldella (Friuli-Venezia Giulia), e di Alberto Burri (Umbria), lo <strong><em>Spazialismo</em></strong> di Lucio Fontana (Lombardia) e, infine, il <strong><em>New Dada</em></strong> di Gino Marotta (Molise), Francesco Nex (Valle D’Aosta), fino all’<strong><em>Astrattismo</em></strong> di Carla Accardi (Basilicata).</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre, tra le opere che comporranno l’esposizione<strong> Tesori d’arte dai musei nazionali</strong>, figureranno le tavole quattrocentesche del Maestro di Castelsardo e Antonello da Messina, i capolavori cinquecenteschi di Perugino, Raffaello,</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-104705" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-300x177.jpg" alt="" width="484" height="286" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-300x177.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-1024x604.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-768x453.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-1170x690.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale-585x345.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/Raffaello-Miracolo-degli-Impiccati.-Pisa-Museo-Nazionale-di-Palazzo-Reale.jpg 1447w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" /></p>
<p><em>Raffaello, Miracolo degli Impiccati. Pisa, Museo Nazionale di Palazzo Reale</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Sebastiano del Piombo, Pordenone e Andrea Previtali, i dipinti del primo Seicento, con Tanzio da Varallo, Sassoferrato e Ludovico Carracci, fino alla grande pittura barocca di Giovanni Baglione, Luca Giordano, Francesco Fracanzano, Mattia Preti e Valerio Castello, alla grazia settecentesca di Pompeo Batoni, Nicola Maria Rossi e Paul Troger, fino al realismo ottocentesco di Filippo Palizzi e alle inquietudine novecentesche di Carlo Levi.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Il progetto, reso possibile dal lavoro del comitato scientifico presieduto dal Direttore generale Musei del MIC, professor Massimo Osanna, gode del patrocinio della Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e di Città di Agrigento.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong></p>
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