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		<title>Panthère Noire di Giovanni Raspini: la mostra di gioielli a Palazzo Colonna dal 12 al 14 giugno 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 19:02:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-scaled.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-240x300.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-819x1024.jpeg 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-768x960.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-1920x2400.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-1170x1463.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4142-585x731.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Un viaggio itinerante tra gioielli unici, sculture monumentali e il fascino eterno del bestiario felino Un grande progetto creativo dedicato all’eterna bellezza dei felini: Panthère Noire / Gioielli da un&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/07/panthere-noire-di-giovanni-raspini-la-mostra-di-gioielli-a-palazzo-colonna-dal-12-al-14-giugno-2026/">Panthère Noire di Giovanni Raspini: la mostra di gioielli a Palazzo Colonna dal 12 al 14 giugno 2026</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"><i>Un viaggio itinerante tra gioielli unici, sculture monumentali e il fascino eterno del bestiario felino</i></span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Un grande progetto creativo dedicato all’eterna bellezza dei felini: </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Panthère Noire / Gioielli da un bestiario felino</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> è la nuova sfida stilistica di Giovanni Raspini. Una mostra-evento che attraverserà l’Italia da maggio a ottobre 2026, esponendo 28 creazioni di alta gioielleria — collane, bracciali, anelli e orecchini in argento, bronzo e gemme. Tra queste, spiccano 22 pezzi unici e 6 creazioni, riunite in due parure destinate alla vendita, tutte accomunate da una potente ispirazione animalier. Pantere, tigri, leopardi, leoni e ghepardi: l’eleganza di questi predatori affascina il designer toscano, spronandololo a creare manufatti iconici dal tratto forte e naturalistico. Grazie all&#8217;antica tecnica della </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">fusione a cera persa</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, i gioielli offrono forme plastiche e texture inimitabili. Panthère Noire è un omaggio sfarzoso per dare nuova vita a quel “bestiario” che da millenni attraversa, con forza ed eleganza, la storia del gioiello.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Le tappe della mostra</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Tre le tappe del progetto, in tre capitali italiane della bellezza e dell’arte: Milano, Roma e Firenze. A Milano l’evento di inaugurazione si è tenuto giovedì 21 maggio negli eleganti spazi della Residenza Vignale: la mostra, poi, è rimasta aperta al pubblico gratuitamente dal 22 al 31 maggio. </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">La Coffee House di Palazzo Colonna ospiterà la tappa romana con apertura gratuita al pubblico dal 12 al 14 dello stesso mese. </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Per Firenze è stata scelta la location di punta di Giovanni Raspini, quella Loggia Rucellai che è allo stesso tempo un capolavoro di architettura rinascimentale, ma anche spazio contemporaneo e concept store del brand toscano. Qui </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Panthère Noire </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">sarà inaugurata giovedì 24 settembre e rimarrà aperta dal 25 settembre al 4 ottobre, con ingresso gratuito anche in questo caso.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">L’istinto animalier e le radici storiche</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">“Il mio </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">istinto animalier</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">”, racconta Giovanni Raspini, “è nato ammirando i meravigliosi gioielli che orefici sconosciuti hanno dedicato ai felini nel corso dei millenni. Ricordo benissimo un bracciale Ittita in oro che vidi tanti anni fa al museo di Ankara, in Turchia. Due protomi leonine unite da un semicerchio: una bellezza così semplice ed efficace da risultare modernissima. E d’altra parte, almeno dal secondo millennio a.C. in ogni parte del mondo i creatori di gioielli si sono confrontati con l’eleganza misteriosa dei felini, quasi a voler addomesticare in un manufatto prezioso l’aggressività e la forza straordinaria di questi eleganti animali. Un gesto apotropaico che trova la sua acme nella storia di Ercole che sconfigge il leone di Nemea, indossandone poi la pelle come invincibile mantello”.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">I Fenici, i Greci, i Romani, ma anche gli orafi dell’Asia antica sono sempre stati ispirati dalla bellezza preziosa dei felini. La rinascita moderna del gioiello animalier è però legata allo sviluppo delle grandi maison ottocentesche: ciò aprì la strada all’alta gioielleria di stampo borghese, di cui Parigi fu il centro indiscusso. La pantera e il suo mantello si imposero come elemento decorativo già durante la Belle Époque, usati assieme a quelli del leopardo e della zebra. Grazie alle influenze orientaleggianti e alla nascente passione per i viaggi, quei meravigliosi animali diventarono di gran moda. Ma il vero punto di svolta per il gioiello felino fu il 1914, quando i disegnatori del gioielliere Louis Cartier trovarono nella pelle di pantera l’ispirazione astratta per le loro creazioni. Nel periodo dell’Art Déco, i felini quali pantere e leopardi divennero protagonisti iconici della grande gioielleria. </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Nel caso di Giovanni Raspini, ciò che rende unici e identitari gli animali di </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Panthère Noire</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> è la continua e profonda ricerca di variazioni stilistiche sul tema del bestiario felino. Gioielli che nascono da una fantasia libera e feconda, sperimentando soluzioni creative sorprendenti fra protomi feline, zanne, texture di pellicce, artigli, ma anche decori vegetali e floreali abbelliti da pietre e gemme coloratissime. <img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-124804 size-medium alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-240x300.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-819x1024.jpeg 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-768x960.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-1920x2400.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-1170x1463.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-585x731.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4144-scaled.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /><br />
Questo, naturalmente, grazie alla grande padronanza artigianale del brand, che vanta nel suo DNA una forte sensibilità naturalistica e di stampo organico, con l’utilizzo prioritario di tecniche tradizionali messe in atto da veri maestri dell’arte orafa.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Le opere protagoniste </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Fra i pezzi più significativi, citiamo la </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">collana Panthère Noire</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, protagonista della mostra, importante e iconica nel suo registro stilistico, tendente al nero profondo. Realizzata in bronzo bianco brunito e bronzo smaltato, arricchita da grandi gemme in onice nera e piume dello stesso colore, essa presenta al centro una bellissima testa di pantera mostrata in primo piano.</span></p>
<p>La collana <span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Snow Leopard</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667"> è invece una vera esplosione di luce.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-124806" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-240x300.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-819x1024.jpeg 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-768x960.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-1920x2400.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-1170x1463.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-585x731.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4143-scaled.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" /> </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Rappresenta un leopardo delle nevi adagiato su un letto di neve e ghiaccio, che nella suggestione offerta da Giovanni Raspini è formato da luminosissimi quarzi di cristallo di rocca. Imponente la </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">collana Tigre</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, che rappresenta il felino più grande e pericoloso. Presenta al centro l’animale, plasticamente disteso, circondato da una foresta tropicale dove si arrampicano anche delle scimmiette. Viene realizzata in bronzo brunito e bronzobianco brunito, con gemme in quarzo idrotermale, agata muschiata e madreperla. Coloratissima e dalla forma particolare è la </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">collana Ghepardi</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, in bronzo dorato smaltato, agata verde e corniola. Due di questi velocissimi felini sono rappresentati al centro, in basso, mentre grandi pietre dure in taglio cabochon circondano e arricchiscono la struttura. Molto interessante è anche la </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">collana Black and Gold</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, che mostra due felini, quasi in contrapposizione, appoggiati su grandi quarzi di cristallo di rocca: uno chiaro e color oro, l’altro grigio e più scuro. Altri decori rotondeggianti, sempre in quarzo trasparente, alternati ad elementi vegetali, vanno a completare l’indosso del gioiello. </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Per arricchire ulteriormente il mondo di </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Panthère Noire</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, Giovanni Raspini ha progettato anche due parure riproducibili, parte integrante della mostra, che saranno anche disponibili alla vendita. Per la prima volta il brand toscano rende acquistabili dei pezzi di gioielleria direttamente ispirati e facenti parte di un evento speciale, in una sorta di “ponte” fra la creatività assoluta di Giovanni Raspini e l’anima commerciale dell’azienda. La prima proposta è declinata in una collana ed un bracciale, in bronzo placcato oro 18 kt, che rappresentano una maestosa pantera adagiata su un grande pavé di gemme incastonate. Tante pietre di taglio e dimensioni diverse, sia naturali che sintetiche &#8211; nelle varie nuances del blu, dell’azzurro e del verde acqua &#8211; incorniciano il felino regalandogli colore e una luce intensissima. Evocativo il nome scelto per la parure: </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Panthère Mirage Blue</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">. La seconda parure, </span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Leopardo Jungle</span><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">, è invece composta da quattro pezzi: una collana, orecchini, un anello e un bracciale. Tutte le creazioni sono in argento brunito e hanno come protagonista un bellissimo leopardo, dalla texture scultorea, circondato da elementi organici floreali e tropicali. Anche in questo caso, molte gemme, nelle nuances dal verde al rosa antico, e perle d’acqua dolce decorano i gioielli regalando luce e tanto colore.</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Le Guardiane della Mostra</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">A corollario dei gioielli di Panthère Noire, il designer toscano ha voluto creare due grandi ed iconiche pantere nere in bronzo a grandezza naturale, che accoglieranno i visitatori come ambasciatrici della mostra e li indirizzeranno verso i pezzi unici. </span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Disegnate e progettate da Giovanni Raspini, le pantere rivestono una duplice valenza: da un lato risultano le vere ispiratrici dei gioielli in mostra, dall’altro indossano a loro volta gioielli animalier dedicati. Le due sculture, di stile figurativo e realistico, misurano 160 centimetri per 70 e pesano 65 chilogrammi ognuna. Sono state realizzate &#8211; con la tecnica tradizionale della fusione a cera persa &#8211; dallo scultore Lucio Minigrilli, già autore di significative opere animalier, e dalla capo modellista del brand Erika Corsi, che si è occupata dei gioielli che le adornano. Le pantere sono rifinite con una patina “bronzo classico”, che conferisce fascino ed un meraviglioso effetto brunito e lucido. Solo gli occhi e gli artigli sono stati ripuliti dalla patina: i primi per evidenziare l’iride giallo intenso della pantera che spicca rispetto al manto nero. Le pantere indossano ciascuna una grande collana e quattro bracciali posti sulle caviglie: i gioielli sono sempre realizzati in bronzo fuso a cera persa, quindi dorati e impreziositi da grandi gemme incastonate.</span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">INFO MOSTRA</span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Coffee House di Palazzo Colonna- <a href="https://www.google.com/maps/search/P.za+dei+Santi+Apostoli+67,+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/P.za%2Bdei%2BSanti%2BApostoli%2B67,%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1780944692681000&amp;usg=AOvVaw3xi_9QlK4G8pa1pmV_G8UL" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666667">P.za dei Santi Apostoli 67, Roma</a></span></p>
<p dir="ltr"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666667">Dal 12 al 14 giugno ingresso libero dalle 11 alle 20</span></p>
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		<title>Palazzo Bonaparte: oltre 80mila visitatori in un mese Hokusai conquista tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 06:07:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Hokusai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3476-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Successo travolgente per la  mostra dedicata a Katsushika Hokusai che  si conferma come uno degli eventi culturali più straordinari dell’anno. Fino al 29 giugno 2026 Palazzo Bonaparte, Roma Roma, 5&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/06/palazzo-bonaparte-oltre-80mila-visitatori-in-un-mese-hokusai-conquista-tutti/">Palazzo Bonaparte: oltre 80mila visitatori in un mese Hokusai conquista tutti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p2"><em><span class="s2">Successo travolgente per la  mostra dedicata a Katsushika Hokusai che  si conferma come uno degli eventi culturali più straordinari dell’anno. Fino al 29 giugno 2026 Palazzo Bonaparte, Roma</span></em></p>
<p class="p2"><span class="s3">Roma, 5 maggio 2026</span><span class="s4"> – A un mese dall’apertura, la grande mostra dedicata a </span><span class="s5">Katsushika Hokusai</span><span class="s4"> a</span><span class="s5">Palazzo Bonaparte</span><span class="s4"> si conferma come uno degli eventi culturali più straordinari dell’anno, registrando un successo di pubblico oltre ogni aspettativa.<br />
</span><span class="s5">Dal 27 marzo 2026 a oggi</span><span class="s4">, sono già </span><span class="s5">oltre 80.000 i visitatori</span><span class="s4">che hanno varcato le porte dello storico palazzo romano, attratti dal fascino senza tempo del maestro giapponese.</span></p>
<p>Un risultato che si traduce ogni giorno in lunghe file all’ingresso e in tempi di attesa prolungati, segno tangibile dell’enorme interesse suscitato dall’esposizione. Fin dalle prime ore del mattino, Palazzo Bonaparte è animato da un flusso continuo di visitatori, desiderosi di immergersi nel mondo fluttuante dell’Ukiyo-e e nelle visioni potenti e poetiche di Hokusai.</p>
<p><span class="s3">«Sapevamo che il pubblico avrebbe amato questa mostra, ma i numeri sono molto al di là delle nostre aspettative. – </span><span class="s4">dichiara </span><span class="s5"><b>Iole Siena</b>, Presidente di Arthemisia</span><span class="s3"> – Non è certo la prima mostra sull’arte giapponese a Roma e in Italia, ma da quanto scrivono i visitatori, l’insieme di opere straordinarie e di un allestimento curato, elegante e ricco di informazioni segna la differenza tra questa mostra e le altre. Le lunghe file e l’entusiasmo che vediamo ogni giorno sono anche la dimostrazione concreta di un amore diffuso per la cultura e per il fascino intramontabile del Giappone.».<img decoding="async" class="size-medium wp-image-121226 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3475-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p class="p2"><span class="s3">«Il successo travolgente di questa mostra, capace di attrarre ben 80.000 visitatori solo nel primo mese, risiede non solo nell’indubbio prestigio e notevole valore artistico delle opere, ma nella straordinaria qualità estetica dell’esposizione. </span><span class="s4">– afferma la </span><span class="s5">Prof.ssa <b>Alessandra Taccone</b>, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro &#8211; Internazionale</span><span class="s4">, main partner della mostra</span> <span class="s4">– </span><span class="s3">Il pubblico ha premiato un allestimento immersivo, fiore all&#8217;occhiello di tutti i progetti che realizziamo in partnership con Arthemisia e Generali, capace di restituire pienamente l’atmosfera del periodo Edo in un racconto che unisce estetica e spiritualità. Un indubbio punto di forza risiede, a mio parere, nell&#8217;inedito confronto tra l’armonia di Hokusai e quella di Antonio Canova: vedere il suo Marte pacificatore dialogare con il Maestro giapponese rappresenta la sintesi della missione della Fondazione Terzo Pilastro, specialmente in un’epoca di conflitti qual è l’attuale. Si tratta di quella “diplomazia della bellezza” che, nel solco del cammino tracciato dall’indimenticabile Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, mio illustre predecessore, considera e promuove l’arte e la cultura come linguaggio universale di pace, in grado di abbattere ogni barriera.»<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-121225" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3477-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3477-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3477.jpeg 504w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p><span class="s5">La mostra, la più grande mai dedicata in Italia all’artista</span><span class="s4">, si conferma capace di parlare a un pubblico ampio e trasversale: adulti, famiglie, giovani e bambini si lasciano affascinare da un percorso espositivo ricco e coinvolgente, in cui </span><span class="s5">oltre 200 opere</span><span class="s4">raccontano l’universo creativo di uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Il Giappone di Hokusai, con i suoi paesaggi iconici, la natura in movimento e la delicatezza della vita quotidiana, esercita un’attrazione irresistibile, capace di coinvolgere visitatori di ogni età.</span></p>
<p class="p2"><span class="s4">Dalle celebri serie delle </span><span class="s3">Trentasei Vedute del Monte Fuji</span><span class="s4"> e delle </span><span class="s3">Cinquantatré stazioni del Tōkaidō</span><span class="s4">, fino alla leggendaria </span><span class="s3">Grande Onda di Kanagawa</span><span class="s4"> e ai sorprendenti Manga, il pubblico si muove tra capolavori senza tempo e scoperte inattese, in un dialogo continuo tra arte, cultura e immaginario.<br />
L’esposizione, realizzata in collaborazione con il </span><span class="s5"><b>Museo Nazionale di Cracovia</b></span><span class="s4"> e curata da </span><span class="s5"><b>Beata Romanowicz</b></span><span class="s4">, offre una chiave di lettura affascinante dell’opera di Hokusai, mettendo al centro non solo la monumentalità della natura, ma anche la presenza umana, i gesti quotidiani e una sorprendente leggerezza espressiva.<br />
Accanto ai capolavori del maestro, il percorso si arricchisce di oltre 180 pezzi tra libri rari e oggetti della tradizione giapponese – laccature, smalti, armature, strumenti musicali e costumi – che contribuiscono a creare un’esperienza immersiva e coinvolgente.</span></p>
<p>A confermare il valore dell’iniziativa è anche il suo ruolo simbolico nell’ambito del <span class="s5"><b>160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone</b></span><span class="s4">, di cui la mostra rappresenta uno degli appuntamenti culturali più significativi.</span></p>
<p>A un mese dall’inaugurazione, il successo di Hokusai a Palazzo Bonaparte non accenna a diminuire, confermandosi come un ponte vivo e vibrante tra Oriente e Occidente, capace di affascinare e unire pubblici diversi sotto il segno universale della grande arte.</p>
<p>Promossa dal <span class="s5">Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati</span><span class="s4">, con il patrocinio del </span><span class="s5">Ministero della Cultura</span><span class="s4">, dell’</span><span class="s5">Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma</span><span class="s4">, dell’</span><span class="s5">Ambasciata del Giappone in Italia</span><span class="s4">, dell’</span><span class="s5">Istituto Giapponese di Cultura</span><span class="s4">, della </span><span class="s5">Regione Lazio</span><span class="s4"> e del </span><span class="s5">Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</span><span class="s4">, la mostra è realizzata in collaborazione con il </span><span class="s5">Museo Nazionale di Cracovia</span><span class="s4">, è prodotta e organizzata da </span><span class="s5">Arthemisia</span><span class="s4"> ed è curata da </span><span class="s5">Beata Romanowicz</span><span class="s4">con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti testuali, audiovisivi e divulgativi di</span><span class="s5">Francesca Villanti</span><span class="s4">.</span></p>
<p class="p2"><span class="s4"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Main partner</i> dell’esposizione è<i> </i>la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale</b>, con <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Cultura e Arte</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Poema</b>.</span></p>
<p>La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sponsor </i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Generali Valore Cultura</b>,<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Atac</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Frecciarossa Treno Ufficiale</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">radio partner </i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dimensione Suono Soft</b> e <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sponsor tecnico</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ferrari Trento</b>.<br />
Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Moebius</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p2">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/06/palazzo-bonaparte-oltre-80mila-visitatori-in-un-mese-hokusai-conquista-tutti/">Palazzo Bonaparte: oltre 80mila visitatori in un mese Hokusai conquista tutti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma. Al Mattatoio &#8220;con qualche parte della terra&#8221;  la mostra di Vincenzo Scolamiero</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 19:05:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Con qualche parte della terra]]></category>
		<category><![CDATA[Mattatoio]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Scolamiero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="1680" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date.jpg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-214x300.jpg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-731x1024.jpg 731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-768x1075.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-1097x1536.jpg 1097w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-1170x1638.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Scolamiero_save-the-date-585x819.jpg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/roma-al-mattatoio-con-qualche-parte-della-terra-la-mostra-di-vincenzo-scolamiero/">Roma. Al Mattatoio &#8220;con qualche parte della terra&#8221;  la mostra di Vincenzo Scolamiero</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 </strong>il<strong> Mattatoio di Roma</strong> presenta la mostra <strong>Vincenzo Scolamiero.</strong> <strong>Con qualche parte della terra</strong>, promossa da <strong>Assessorato alla Cultura di Roma Capitale</strong>, <strong>Azienda Speciale Palaexpo</strong> e <strong>Fondazione Mattatoio di Roma – Città delle Arti</strong>, con il patrocinio dell’<strong>Accademia di Belle Arti di Roma </strong>e dall’<strong>AICA</strong>, Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.</p>
<p>Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con <strong>Twiceout</strong>.</p>
<p>Il progetto espositivo ripercorre quindici anni di ricerca pittorica di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Questo ampio arco temporale permette di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.</p>
<p>L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita.</p>
<p>Il titolo <strong>Con qualche parte della terra</strong>, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-119071" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1024x515.jpg" alt="" width="1024" height="515" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1024x515.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-300x151.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-768x386.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-1170x588.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1-585x294.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Orointorno-2019-inchiostro-di-china-e-pigmenti-su-tela-cm-100x200-1.jpg 1188w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L’inizio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia. Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glück, Luigi Nono.</p>
<p>L’allestimento è concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione.</p>
<p>La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da De Luca Editori d’Arte, con i testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.</p>
<p><strong>Vincenzo Scolamiero</strong> (1956, Sant&#8217;Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-119072 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-300x291.jpg" alt="" width="300" height="291" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-300x291.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-1024x994.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-768x745.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3-585x568.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Ritratto_3.jpg 1056w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano, la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011), è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).</p>
<p><strong>Maria Vittoria Pinotti </strong>(1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni                                      </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Vincenzo Scolamiero </em></p>
<p><em>Con qualche parte della terra </em></p>
<p>1° aprile 2026 – 17 maggio 2026</p>
<p>Mattatoio di Roma, Padiglione 9a</p>
<p>Piazza Orazio Giustiniani 4 &#8211; Roma</p>
<p><strong>Ingresso gratuito</strong></p>
<p><strong>Opening e anteprima della mostra</strong></p>
<p>31 marzo, ore 18:00</p>
<h2>Orari</h2>
<p>Dal martedì alla domenica<br />
dalle ore 11.00 alle 20.00</p>
<p>lunedì chiuso</p>
<p>L’ingresso è consentito<br />
fino a un’ora prima della chiusura</p>
<h2>Info</h2>
<p>www.mattatoioroma.it</p>
<p>Facebook: @mattatoioroma Instagram:@mattatoio #MattatoioRoma</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 11:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Gravier]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1772" height="1176" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg 1772w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1024x680.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-768x510.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1536x1019.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1170x776.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p>
<p>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026 Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma  L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/">FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma<em> </em></strong></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica </em>Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">, in un dialogo comune sulle narrazioni nascoste del quotidiano, sul ruolo del femminile nella società e sulle sue rappresentazioni</em></strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Dal<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"> 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong>, l&#8217;Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici presenta <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fotoromanzo</em></strong>, la prima mostra istituzionale in Italia dell&#8217;artista francese <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier</strong>, pioniera del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement </em>visivo di immagini mediatiche.</p>
<p>Nata ad Arles nel 1949, Nicole Gravier utilizza la fotografia per analizzare e decostruire gli stereotipi della comunicazione di massa. Stabilitasi in Italia all&#8217;inizio degli anni Settanta, prima a Roma e poi a Milano, si interessa in modo particolare all&#8217;influenza del fotoromanzo nella cultura popolare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nella serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Fotoromanzi</em>, l&#8217;artista si appropria dei codici del fotoromanzo italiano degli anni &#8217;70 attraverso messe in scena che stravolgono con ironia le pose ripetitive, i comportamenti stereotipati e i cliché del genere. Il suo lavoro invita a decostruire la narrazione patriarcale delle immagini, fondata sulla subordinazione delle donne e sull&#8217;ideale di realizzazione attraverso l&#8217;amore e il matrimonio.</p>
<p>La serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Pubblicità</em> prosegue questo percorso manipolando le immagini della cultura di massa, in particolare della moda e della stampa femminile. L&#8217;artista demistifica i modelli normativi di felicità, bellezza e successo veicolati da una società ancora ampiamente intrisa di conformismo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Attraverso codici stilistici al contempo ironici e sottili, Nicole Gravier rivendica posizioni socio-politiche decise. Il suo lavoro si iscrive nella corrente dell&#8217;arte &#8220;semiotica&#8221;. Come Roland Barthes in <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Frammenti di un discorso amoroso</em> (1976), Nicole Gravier interroga il modo in cui i segni producono significato, fabbricano miti e si prestano al <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement</em>. Ritagliando, ricomponendo, rielaborando e disturbando le immagini, l&#8217;artista mette in evidenza i luoghi comuni delle narrazioni visive, mette in crisi il testo e rivela con umorismo i processi di fabbricazione della finzione del femminile. Il suo gesto porta alla luce i meccanismi della dominazione simbolica e invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che crede di vedere. Il suo lavoro trova un&#8217;eco particolare nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta, che mette in discussione il potere del linguaggio e dell&#8217;immagine sulla scia di artiste e teoriche come Carla Lonzi, Mirella Bentivoglio e Tomaso Binga.</p>
<p>Presentata a Villa Medici in parallelo alla mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma</em>, l&#8217;opera di Nicole Gravier dialoga con quella di Agnès Varda in una comune attenzione alle narrazioni nascoste del quotidiano, al ruolo del femminile nella società e alle sue rappresentazioni.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117112 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg" alt="" width="241" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg 241w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327.jpeg 552w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" />Nicole Gravier</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier (1949, Arles) è un’artista francese post-concettuale. Fin dagli anni Settanta, realizza diverse serie di lavori fotografici analizzando e decodificando gli stereotipi e i luoghi comuni dei nuovi media (le cabine fototessera, le cartoline, i fotoromanzi, la moda e la pubblicità) e delle riviste femminili, così come gli stereotipi culturali del mondo dell’arte, utilizzando il processo di appropriazione di immagini cliché e introducendo ironicamente un discorso intimista e autobiografico. Diplomata alle Belle Arti di Aix-en-Provence e all’Accademia di Brera a Milano, ha insegnato nelle accademie di Firenze, Napoli e Milano fino al 2019. Vive e lavora attualmente ad Arles.</p>
<p>La mostra è presentata col sostegno di ERMES ERMES</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117071 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-768x513.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede presso Villa Medici, una villa del XVI secolo circondata da un parco di 7 ettari che sorge sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. Ente pubblico nazionale dipendente dal Ministero della Cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici adempie oggi a tre missioni complementari: accogliere artisti, creatori e ricercatori di alto livello in residenza per soggiorni lunghi – della durata di un anno –, o più brevi; realizzare una programmazione culturale e artistica che integri tutti i campi delle arti e della creazione e che si rivolga a un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il suo patrimonio architettonico e paesaggistico e le sue collezioni.</p>
<p>Il direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Sam Stourdzé</a>.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L’Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici è un ente del Ministero della Cultura Francese.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/">FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Successo per la mostra Talismani &#8211; il ritmo della mia città -di Tony Esposito</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/09/successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=successo-per-la-mostra-talismani-il-ritmo-della-mia-citta-di-tony-esposit</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Licordari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 20:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Esposito]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978.png 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1978-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Roma. Nello spazio espositivo la Vaccheria, tra  simbolismo partenopeo e tradizioni e credenze africane il poliedrico artista Tony Esposito ha presentato le sue opere: un susseguirsi di meraviglia ed esplorazione,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Roma. Nello spazio espositivo la Vaccheria, tra  simbolismo partenopeo e tradizioni e credenze africane il poliedrico artista Tony Esposito ha presentato le sue opere: un susseguirsi di meraviglia ed esplorazione, di novità e stupore verso un mondo che trascende dalla realtà in una rocambolesca imprevedibile armonia<br />
</i></b></p>
<p class="p1"><span class="s1"><br />
Si è conclusa domenica 4 gennaio 2026 la Mostra dell’artista <b>Tony Esposito</b> inaugurata il 15 novembre 2025 presso lo spazio espositivo: “LA VACCHERIA” dell’Eur, a Roma. La Vaccheria è un luogo unico che fonde passato, presente e futuro. Con oltre 1.900 metri quadrati di spazi espositivi, questo edificio storico trasformato in polo culturale offre un’esperienza immersiva che unisce arte, cultura e creatività. Nata nel XVIII secolo come parte della Fattoria del Castellaccio, La Vaccheria è stata rigenerata grazie alla visione dell’amministrazione del Municipio IX che ha riaperto lo spazio dopo anni di chiusura. L’antica Vaccheria è oggi un moderno centro culturale che accoglie mostre e installazioni, creando un ponte tra tradizione e innovazione, è il simbolo di una rinascita resa possibile dalla visione dell’amministrazione che con l’attuale Presidente, <b>Titti Di Salvo,</b> rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa diventare motore di crescita sociale e urbana.In questa cornice così particolare l’artista Tony Esposito ha esposto le sue opere: non solo dipinti, ma anche composizioni e scenografie.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115716 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-300x206.png" alt="" width="300" height="206" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-300x206.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1024x702.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-768x526.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1536x1053.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-2048x1403.png 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1920x1316.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-1170x802.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1976-585x401.png 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Una grande struttura posta al piano terra, una sorta di arco trionfale, interamente  dipinto dall’artista  prelude l’atmosfera magica sensoriale  in cui il visitatore è avvolto man mano che si procede verso il piano superiore dove si apre un varco  verso un’altra dimensione: i suoni dolci e ritmici dell’Africa proiettati su un grande schermo, le pareti completamente coperte da scenografie gigantesche dipinte con un altro grande pittore: lo statunitense <b>Mark Kostabi</b> amico e collaboratore di Tony Esposito, teli africani dai mille e sgargianti colori e tamburi a scandire tutto il perimetro della mostra; un’emozione da togliere il fiato. Quasi senza accorgersene sospinti da tutte queste sensazioni contrastanti e uniche si entra nel mondo di <b>Tony Esposito</b>; un mondo complesso che unisce il <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115724 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-254x300.png" alt="" width="254" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-254x300.png 254w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-866x1024.png 866w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-768x908.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1298x1536.png 1298w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1731x2048.png 1731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1920x2271.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-1170x1384.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977-585x692.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1977.png 1968w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" />simbolismo partenopeo alle tradizioni e credenze africane: quindi amuleti, segni magici, tamburi, tribù e poi ancora messaggi sociali, intrisi di umanità e speranza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> Un susseguirsi  di meraviglia ed esplorazione, di novità e stupore verso un mondo che trascende dalla realtà in una rocambolesca imprevedibile armonia. Elemento di grande innovazione le cornici : anch’esse delle opere d’arte, adornate da elementi baroccheggianti ,da segni e da iscrizioni insomma delle opere d’arte sulle opere d’arte. La mostra del maestro <b>Esposito</b> è un percorso dell’anima, in cui ci si immerge e dove il tempo non esiste….solo un turbinio di sensi, di emozioni e di sentimenti tutti a colori.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Complimenti all’artista Esposito che ancora una volta ci ha stupito in un ambito a noi sconosciuto dimostrando che essere artisti poliedrici è possibile. Ci auguriamo che il maestro torni a esporre le sue opere in una nuova mostra che forse sarebbe più giusto chiamare UNA BELLISSIMA INSOLITA AVVENTURA . </span></p>
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		<item>
		<title>Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 16:41:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[evento]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Battiato. Un’altra vita]]></category>
		<category><![CDATA[Maxxi]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2000" height="1312" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716.jpeg 2000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-300x197.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1024x672.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-768x504.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1536x1008.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1920x1260.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-1170x768.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1716-585x384.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></p>
<p>Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026 al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti che ha scritto in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/">Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026 al </strong><strong>MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo </strong><strong>la mostra-evento nel segno di uno dei più amati artisti </strong><strong>che ha scritto in modo unico e innovativo la storia della musica italiana</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Roma, 23 dicembre 2025 </span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">– <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal 31 gennaio al 26 aprile 2026</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lo Spazio Extra del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo </strong>accoglie un viaggio unico: <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Franco Battiato. Un’altra vita</em></strong>, una mostra-evento che celebra, a cinque anni dalla scomparsa, il genio umano e musicale di un artista senza eguali nella storia della musica italiana.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Coprodotta dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Cultura</strong>e dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">MAXXI</strong></span> <strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Museo nazionale delle arti del XXI secolo</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, a cura di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giorgio Calcara</strong> con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazia Cristina Battiato</strong> è organizzata da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alessandro Nicosia</strong> in collaborazione con la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fondazione Franco Battiato ETS</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra ricordi e materiali inediti, il visitatore percorre la vita di Battiato in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un’esperienza intensa e toccante, oltre la musica, oltre il tempo</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Cantautore, musicista, poeta, filosofo, intellettuale: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ogni sfaccettatura del suo talento risuona nella mostra</strong>. Dall’avanguardia al pop, dall’elettronica alla mistica, </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Battiato ha trasformato la canzone italiana, creando testi evocativi, armonie perfette, melodie immortali.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sette sezioni raccontano la sua vita e la sua arte</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">: 1. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’inizio</em> (dalla Sicilia a Milano), 2. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sperimentare</em> (dall’acustica all’elettronica), 3. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il successo</em>(dall’avanguardia al pop), 4. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mistica</em> (tra Oriente e Occidente), 5. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’uomo </em>(ritorno alle origini), 6. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Maestro</em>, 7. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal suono all’immagine</em> (il cinema di Battiato).</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Al centro della sala, uno spazio ottagonale, eco dell’ottava musicale, cuore pulsante della mostra, dove un sistema di ascolto avvolge il visitatore in un’esperienza sonora immersiva.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra copertine di album, poster storici, fotografie e cimeli rari, la mostra restituisce la poliedricità di Battiato: innovatore, sperimentatore, precursore di stili.</p>
<p style="font-weight: 400;">Accanto all’universo musicale, prende vita il côté pittorico originale, con sfondi dorati e visioni cariche di simboli e archetipi, che evocano un preciso gusto allegorico mediorientale, amato da sempre dal Maestro siciliano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-115228 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-300x173.jpeg" alt="" width="300" height="173" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-300x173.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1024x590.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-768x442.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1536x885.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1920x1106.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-1170x674.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717-585x337.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1717.jpeg 1924w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nelle ultime due decadi della sua produzione, emerge la dimensione cinematografica: lungometraggi narrativi e documentari che raccontano le sue ricerche artistiche e spirituali, organici alla sua matrice musicale e in dialogo con la contemporaneità.</p>
<p style="font-weight: 400;">La mostra, che sarà accompagnata da momenti di approfondimento e da un catalogo dedicato, rende omaggio alla vita che trascende la morte, all’anima delicata e luminosa di uno dei più grandi geni italiani contemporanei, invitando il pubblico a ritrovare e riabbracciare, attraverso le sue opere, quel centro di gravità permanente che, in fondo, tutti cerchiamo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Photocredits:  immagine di copertina: Fondazione Franco Battiato.</p>
<p>Immagine nell’articolo:  foto di Alessio Pizzicannella  -Fondazione Franco Battiato</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/franco-battiato-unaltra-vita-lesposizione-dedicata-allartista/">Franco Battiato. Un’altra vita. L’esposizione dedicata all’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L’esordio fotografico di Fabrizio Catalano. La ricerca di un regista  fuori dagli schemi. L’intervista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/10/lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 21:10:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo-6-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Per la prima volta, il regista e autore teatrale  espone pubblicamente le sue fotografie, scatti inediti, non ritoccati, frutto di decenni di viaggi intorno al mondo e riflessioni. Alla Borgo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per la prima volta, il regista e autore teatrale  espone pubblicamente le sue fotografie, scatti inediti, non ritoccati, frutto di decenni di viaggi intorno al mondo e riflessioni. Alla Borgo Pio Art Gallery di Roma,  un denso percorso collettivo, che intreccia poesia visiva, testimonianza e indagine di un &#8220;cacciatore di nubi&#8221;. Voce indipendente non omologante resistente alla banalità di Fabrizio Catalano</em></p>
<p>Roma, 9 sett. 2025  – Un’esposizione intensa, autentica, in cui l’immagine si fa racconto e testimonianza, specchio del pensiero indipendente e della sensibilità estetica di un autore “irregolare”.</p>
<p>Per la prima volta, <strong>Fabrizio Catalano</strong>, regista, autore teatrale intellettuale poliedrico,  espone pubblicamente le sue fotografie in una mostra allestita in uno spazio espositivo nel cuore di Roma.</p>
<p>Il percorso d’arte alla Borgo Pio Art Gallery presenta una selezione di scatti inediti  non ritoccati, raccolti in decenni di viaggi tra paesaggi e orizzonti intorno al mondo.<br />
Una mostra – visitabile fino a gennaio 2026 – che unisce poesia visiva e impegno civile, nello spirito libero e anticonformista di una delle voci più originali della cultura italiana contemporanea.</p>
<div class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-108098" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238-284x300.jpeg" alt="" width="284" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238-284x300.jpeg 284w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0238.jpeg 311w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></div>
<p>Con alle spalle una carriera trentennale, Fabrizio Catalano è noto per il suo impegno nel teatro e nel cinema, dove ha firmato regie ispirate a grandi opere letterarie e civili. Tra queste si distingue “<a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">Todo modo”,</a> trasposizione teatrale del celebre romanzo di Leonardo Sciascia,  figura centrale nella cultura italiana del Novecento, che di Catalano fu il nonno. Opera che denuncia il potere corrotto e l’ambiguità morale, oggi più che mai  attuale.  Non meno significativa è la messinscena <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">de “La scomparsa di Majorana</a>”, dove il mistero della sparizione del fisico siciliano diventa riflessione etica e politica.</p>
<p>Dei recenti lavori la <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">docufiction “<strong>Irregular</strong>”,</a>girata in Bolivia, emerge tra i progetti cinematografici di analisi sociale  più significativi di Fabrizio Catalano. La pellicola indaga le crisi della società contemporanea in un paese dove  – come scrisse la giornalista <strong>Maria Pia Farinella</strong>  già capo redattore Rai  –  “realismo magico e dimensione spirituale dell’esistenza si intrecciano negli accadimenti quotidiani”.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-84931" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano-.jpg" sizes="(max-width: 725px) 100vw, 725px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano-.jpg 725w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/03/Leonardo-Sciascia-il-nipote-Fabrizio-Catalano--300x138.jpg 300w" alt="" width="725" height="334" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabrizio Catalano con il nonno Leonardo Sciascia</figcaption></figure>
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<p>Nel saggio Farinella si sofferma con l’abilità che le è consueta, anche sul legame profondo tra il regista e  Leonardo Sciascia, il nonno: “ un nonno così speciale e così normale” e come in Bolivia Catalano abbia trovato “una dimensione umana possibile”. Un profilo tracciato con cura e lucidità che restituisce al lettore la complessità del regista e il legame profondo tra memoria, eredità e impegno professionale.</p>
<p>Intellettuale eclettico, Catalano appassionato di Philippe Ariès, medievista francese e pensatore del tragico è anche traduttore della  poesia simbolista dal francese. Recentissima la prima versione italiana de “<a href="https://www.paeseitaliapress.it/editoriale/2025/07/02/la-canzone-di-eva-di-charles-van-lerberghe-1904/">Les chanson d’Ève” </a>(La<strong>canzone di Eva) </strong>di Charles Van Lerberghe, musicata da Fauré.</p>
<p>Ma è proprio attraverso la fotografia che oggi Catalano sembra voler rivelare un altro lato di sé. Insieme a percorsi espositivi di autori diversi, la mostra a Borgo Pio Art Gallery,  situata  a due passi dal Vaticano, si configura come un viaggio visivo e interiore  dove lo sguardo di Fabrizio Catalano “cacciatore di nubi”  attraversa paesaggi, luci e silenzi, tentando di catturare frammenti di verità e bellezza. Con questa esposizione l’autore  prosegue il percorso epistemologico diretto ad interrogare il nostro tempo con la delicatezza di un’artista ma pure con disincanto com’è proprio di Catalano,  confermando  il suo ruolo di osservatore  indignato ma mai rassegnato, sempre alla ricerca di un linguaggio che sappia restituire dignità alle idee e libertà al pensiero.</p>
<p><strong>Abbiamo incontrato il regista</strong>  per parlare di questa nuova avventura visiva, del suo legame con la fotografia e del fil rouge che unisce il suo lavoro tra pensiero critico e arte.</p>
<p><strong>Fabrizio Catalano, questa è la sua prima mostra fotografica. Cosa l’ha spinta a compiere questo passo ora, dopo tanti anni di lavoro in altri ambiti letterari e di indagine sociale ?</strong></p>
<p>“Per decenni non ho mai valutato la possibilità di esporre le mie fotografie. Per me la fotografia era un terreno di gioco, uno spazio per sperimentare. Ricordo che da ragazzo, durante un’eclissi parziale di sole, scattai delle immagini in cui i colori sembravano risucchiati, quasi spettrali. Mi ricordavano, in modo ingenuo ma suggestivo, i disegni di Léon Spilliaert, quel pittore belga che mescolava carboncino e inchiostro di china. Sono cresciuto circondato da fotografi, anche noti: a casa dei miei nonni materni passavano in tanti. Mio padre stesso ha scattato foto poi pubblicate. Ma per me, inizialmente, era solo un modo per immaginare inquadrature da cinema”.</p>
<p><strong>E quando ha iniziato a considerare la fotografia come un mezzo espressivo autonomo?</strong></p>
<p>” Durante gli anni al Centro Sperimentale di Cinematografia. In un’esercitazione ci diedero una macchina fotografica con rullino, sette scatti a testa. Io fui l’unico a ritrarre esseri umani: sette ragazze che studiavano recitazione. I ritratti erano vagamente sottoesposti, volevo ricreare quella luminosità ovattata delle pitture olandesi del Seicento. Poi, negli anni successivi, ho continuato a fotografare: volti, corpi, paesaggi. Ma sempre seguendo un’ossessione precisa: la luce. E da lì, inevitabilmente, i cieli sono diventati un’attrazione continua.</p>
<p><strong>Nella mostra alla Borgo Pio Art Gallery sono esposti anche cieli di luoghi lontani. Ci racconta questa ricerca?</strong></p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94223" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--569x1024.jpg" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--569x1024.jpg 569w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--167x300.jpg 167w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--768x1382.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma--854x1536.jpg 854w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Regista-Fabrizio-Catalano-in-mostra-a-Roma-.jpg 1080w" alt="" width="569" height="1024" /></figure>
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<p>” I cieli sono diventati per me quasi una necessità espressiva. Li ho cercati ovunque: in Bolivia, Ciad, Madagascar, Sicilia, ma anche dalle finestre di casa mia a Roma, dove ho la fortuna di avere una visuale libera da edifici. Mi definiscono un “cacciatore di nubi”, ed è un’immagine che accetto volentieri. Perché in quelle forme effimere, cangianti, c’è qualcosa di poetico e allo stesso tempo lucido: raccontano un mondo fragile, sorprendente, che resiste alla banalità e all’omologazione”.</p>
<p><strong>Tra le immagini in mostra, un ritratto a lume di candela. Chi è la protagonista e qual è la storia dietro quello scatto?</strong></p>
<p>“È Fátima Lazarte, attrice con cui ho girato il film Irregular in Bolivia. Quel ritratto non era previsto, è nato durante le riprese, con la sola luce di una candela. C’era una vibrazione intima, quasi pittorica. Mi affascina cogliere la luce sul volto umano, nei suoi passaggi più delicati. In quel caso, la scena sembrava uscita da un quadro caravaggesco. Anche questa immagine è in mostra alla galleria”.</p>
<p><strong>Il suo percorso, però, non si ferma alla regia o alla fotografia. È anche autore di saggi, traduttore e scrittore. Come si integrano queste esperienze?</strong></p>
<p>“Tutto nasce da un’attenzione per la parola e  il dettaglio, che ho ereditato anche dal mio lavoro sul pensiero simbolista e visionario. Ho tradotto dal francese autori come Rodenbach, Verhaeren, Villiers de l’Isle-Adam e Van Lerberghe. Proprio quest’ultimo è l’autore di La canzone di Eva, un poema di rara bellezza che ho pubblicato in prima edizione italiana. Era stato musicato da Gabriel Fauré e altri grandi compositori. Tradurre questi testi è stato, per me, come restituire loro la luce originaria”.</p>
<p><strong>Il legame con suo nonno, Leonardo Sciascia, ha avuto un peso nel suo percorso artistico?</strong></p>
<p>“Immenso. Ho portato in scena alcune delle sue opere più emblematiche, come Todo modo e La scomparsa di Majorana. La drammaturgia, in quei casi, è diventata uno strumento per interrogare la giustizia, il mistero, la verità. Temi centrali nella sua produzione letteraria. Ho sempre cercato di trasformare quelle storie in uno specchio del nostro tempo, un invito alla riflessione politica e civile.</p>
<p><strong>Lei parla spesso della necessità di “vedere ciò che gli altri non vedono”. Che cosa intende esattamente?</strong></p>
<p>” Qualche tempo fa, alla Piramide Cestia, vidi un gheppio appollaiato su un fianco della struttura. Mi fermai sul marciapiede a guardarlo. Ero curioso di vedere se qualcuno si sarebbe fermato, almeno per capire cosa stesse osservando questo “scimunito”, come direbbe Sciascia. Nessuno si è fermato. Nessuno ha nemmeno rallentato. Quella scena, nella sua semplicità, era una rappresentazione plastica di un’umanità che marcia ignara verso il baratro. Per me, la poesia dei piccoli momenti può ancora salvarci. Ma dobbiamo imparare a guardare”.</p>
<p><strong>La sua mostra si inserisce in un contesto artistico molto variegato. Cosa significa per lei esporsi oggi, nel panorama contemporaneo?</strong></p>
<p>“Significa assumersi una responsabilità. In un mondo in cui tutto viene velocemente consumato e dimenticato, esporsi con opere che non cedono alla manipolazione è un atto radicale. Gli scatti che ho scelto raccontano un mondo che resiste: fragile, sì, ma carico di senso. E credo che sia ancora possibile un’arte che si muove tra la parola, l’immagine, la memoria e l’impegno civile, senza rinunciare alla bellezza”.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94228" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Fabrizio-Catalano-2-scaled-1-2048x1366.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="683" /></figure>
<p>Con questa prima mostra fotografica, Fabrizio Catalano si conferma una delle voci più originali e indipendenti della scena culturale italiana. Capace di spaziare con coerenza tra cinema, teatro, letteratura, traduzione e ora anche fotografia, il suo sguardo non smette di cercare e di interrogare. La mostra è un viaggio visivo e interiore, un invito a rallentare, osservare, pensare. Perché, come suggerisce l’autore , è “nella poesia dei dettagli che forse risiede ancora una possibilità di salvezza”.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-94216" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma-.jpg" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma-.jpg 546w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Borgo-Pio-Art-Gallery-Roma--300x203.jpg 300w" alt="" width="546" height="370" /></figure>
</div>
<p>Borgo Pio Art Gallery</p>
<p>via degli Ombrellari, 2 Roma</p>
<p>Mostra Fabrizio Catalano finissage gennaio 2026</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>@<strong>Riproduzione Riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/10/lesordio-fotografico-di-fabrizio-catalano-la-ricerca-di-un-regista-fuori-dagli-schemi-lintervista/">L’esordio fotografico di Fabrizio Catalano. La ricerca di un regista  fuori dagli schemi. L’intervista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2025 13:07:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cagliostro]]></category>
		<category><![CDATA[citta’ Di Castello]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Untitled-design-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Dal 5 al 7 settembre 2025 la più grande collezione in Europa sul conte Cagliostro arricchirà gli eventi della XXV Mostra Mercato del Libro Antico di Città di Castello a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/21/inchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra/">Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 5 al 7 settembre 2025 la più grande collezione in Europa sul conte Cagliostro arricchirà gli eventi della XXV Mostra Mercato del Libro Antico di Città di Castello a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Ideatore e curatore dell&#8217;evento lo storico e collezionista Loris Di Giovanni</em></p>
<p>Appuntamento imperdibile per gli appassionati e studiosi del <strong>Conte di Cagliostro</strong> nella tre giorni della Mostra Mercato del Libro Antico e della Stampa Antica di <strong>Città di Castello</strong> (5 – 6 – 7 settembre 2025), nell’incantevole cornice di <strong>Palazzo Vitelli</strong> a Sant’Egidio. <strong>Sabato 6 settembre</strong>, in contemporanea con l’apertura degli stand, ci sarà il taglio del nastro della Mostra su un personaggio che ha segnato il secolo XVIII e la cui storia è ancora avvolta nel mistero. In cinque vetrine all’ingresso del palazzo sarà esposta una significativa mostra documentaria di volumi, incisioni, giornali e manifesti d’epoca, dal XVIII al XIX, secolo su <strong>Cagliostro</strong>.</p>
<p>Vi si potrà ammirare la prima edizione a stampa sul personaggio scritta da un illuminato di Baviera: <strong>Johann Joachim Christoph Bode</strong>. <em>“Ein paar Tröpflein aus dem Brunnen der Wahrheit. Ausgegossen vor dem neuen Thaumaturgen Caljostros.”, </em>Vorgebürge (Frankfurt, Brönner), 1781. Tradotto suona circa così: <em>“Poche gocce dal pozzo della verità versate davanti al nuovo taumaturgo Cagliostro.” </em>Un libro molto critico scritto da colui che sostituì <strong>Adam Weishaupt</strong> (nome in codice “Spartacus”) alla guida degli <strong>Illuminati di Baviera</strong>.</p>
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93386" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-.jpg" sizes="(max-width: 547px) 100vw, 547px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-.jpg 547w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra--179x300.jpg 179w" alt="" width="547" height="918" data-id="93386" /></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93387" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1024x931.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1024x931.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--300x273.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--768x698.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro--1536x1397.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Mostra-inchiostro-Cagliostro-.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="931" data-id="93387" /></figure>
</figure>
<p>In rappresentanza delle opere teatrali è stato scelto, tra i tanti in collezione, un rarissimo e integro manifesto a colori di grandi dimensioni di <strong>Jules Chéret</strong>, unico nel suo genere, in quanto l’altra unica copia mancante di buona parte dell’angolo superiore è oggi conservata nella Biblioteca Nazionale di Francia. <strong>Cagliostro</strong> vi è raffigurato nell’atto di aprirsi la camicia per mostrare ai convenuti armati di spade il motto <em>“Lilia Pedibus Destrue”</em>, ovvero distruggere i piedi ai “gigli”, chiaro riferimento simbolico alla monarchia francese. Non mancano anche oggetti antichi che arricchiscono e contestualizzano la mostra; si potrà ammirare, tra gli altri, un rarissimo grembiule massonico – cd. Voltaire in pelle, finemente incisa e dipinta a mano -, così chiamato perché in tutto uguale a quello (già appartenuto ad Helvetius) che <strong>Lalande</strong>, il Maestro Venerabile della Loggia “Le Nove Sorelle” di <strong>Parigi</strong>, cinse alla vita del grande filosofo.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93388" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-1002x1024.jpg" sizes="(max-width: 1002px) 100vw, 1002px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-1002x1024.jpg 1002w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-293x300.jpg 293w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni-768x785.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Loris-Di-Giovanni.jpg 1025w" alt="" width="1002" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Ideatore e curatore dell’evento lo storico e collezionista <strong>Loris Di Giovanni</strong>, che, come dice il titolo dell’evento <strong>“Inchiostro Cagliostro”</strong>, esporrà la più grande collezione cartacea privata in Italia sul personaggio siciliano. Una collezione che nasce, come scriveva <strong>Italo Calvino</strong><em>“dal bisogno di trasformare lo scorrere della propria esistenza in una serie di oggetti salvati dalla dispersione”</em> e che lo storico e collezionista abruzzese ha deciso di rendere fruibile al pubblico in occasione della <strong>Mostra Mercato del Libro Antico</strong>, dove sarà presente in una duplice veste: come <strong>curatore dell’evento</strong> e come responsabile del dipartimento libri antichi e manoscritti della <strong>Casa d’Aste Capitolium Art di Brescia</strong>, per la prima volta presente a <strong>Città di Castello</strong> con una <em>preview</em> dell’asta di libri antichi e manoscritti che verrà esitata in autunno.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93395" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo.jpg" sizes="(max-width: 619px) 100vw, 619px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo.jpg 619w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Cagliostro-Giuseppe-balsamo-206x300.jpg 206w" alt="" width="619" height="900" /></figure>
</div>
<p>Il percorso espositivo, diviso in cinque vetrine, traccerà una breve storia di <strong>Cagliostro</strong> evidenziando come il segreto del suo successo nel XVIII secolo risieda nel mistero entro cui si aggira la sua fama, quel certo fascino misterioso che emana dalle sue straordinarie avventure: dalle incredibili guarigioni procurate alle portentose predizioni fatte, ma anche da qualche piccola e grande truffa. Di lì il nome della mostra, dove “inchiostro” è da intendersi sia come materiale primario per la stampa, sia come una serie di “macchie” nella vita turbolenta del personaggio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-large wp-image-107585" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-724x1024.jpeg" alt="" width="724" height="1024" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-768x1086.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-1170x1655.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986-585x827.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9986.jpeg 1448w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></p>
<p>Ci sarà una vetrina dedicata al famoso scandalo della collana, una seconda al rapporto con la massoneria e l’alchimia, una terza al teatro e al cinema e alla cosiddetta fortuna di <strong>Cagliostro</strong> nei secoli, una quarta alle incision.</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p>E <em>dulcis in fundo</em>, una quinta nella quale sarà esposto in anteprima nazionale un rarissimo e preziosissimo busto di Cagliostro in gesso da Houdon risalente alla fine del XVIII secolo, unico esemplare in <strong>Europa</strong>, essendo il busto in marmo e l’altro in terracotta conservati in due musei negli <strong>Stati Uniti</strong>. Avventuriero, truffatore, impostore, negromante, esoterista, medico, massone, “amico degli uomini”, comunque lo si voglia considerare e per quanto la verità della sua vita sia in gran parte sconosciuta, <strong>Cagliostro</strong> è stato sicuramente un libero pensatore in un’epoca che vedeva per la prima volta la libertà di pensiero come una conquista di civiltà.</p>
<p>Con <strong>Loris Di Giovanni</strong> taglieranno il nastro il presidente <strong>Fabio Nisi</strong>, il coordinatore e responsabile scientifico <strong>Giancarlo Mezzetti</strong> ed il presidente della Casa d’Aste Capitolium Art <strong>Giorgio Rusconi</strong>. Un’occasione da non perdere per i bibliofili che potranno visitare gli stand di oltre quaranta operatori di settore qualificati, italiani e stranieri, per ammirare opere di pregio in ambito bibliofilo, quali codici miniati, manoscritti, testi a stampa dal XVI al XXI secolo, incisioni antiche e moderne d’autore, cartografia rara e curiosità legate alla cartofilia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93396" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-975x1024.jpg" sizes="(max-width: 975px) 100vw, 975px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-975x1024.jpg 975w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-286x300.jpg 286w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-768x806.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello-1463x1536.jpg 1463w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Inchiostro-Cagliostro-mostra-citta-di-casrello.jpg 1523w" alt="" width="975" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Questo XXV anniversario di prestigio, che vanta anche il primato di essere la manifestazione di settore più longeva in Italia senza interruzioni, avrà iniziative <em>a latere</em> esclusive, come conferenze, presentazioni di opere originali e mostre espositive, sia all’interno che all’esterno della mostra mercato. C’è poi il meraviglioso contesto urbano. <strong>Città di Castello</strong> è un autentico scrigno di storia e arte, incastonato nell’<strong>Alta Valle del Tevere</strong>, in Umbria. La sua bellezza non è solo nei monumenti, ma nel respiro culturale che si avverte passeggiando tra le sue vie, che raccontano una storia millenaria.</p>
<p>Anticamente nota come <em>Tifernum Tiberinum</em>, <strong>Città di Castello</strong> fu un fiorente municipio romano citato da <strong>Plinio il Giovane</strong>. Nel Medioevo, dopo la distruzione da parte degli Ostrogoti, fu ricostruita dal vescovo Florido. Nel Rinascimento, sotto la famiglia Vitelli che ne fece un centro artistico di primo piano, visse il suo massimo splendore.</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93390" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio.jpg" sizes="(max-width: 476px) 100vw, 476px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio.jpg 476w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Citta-di-Castello-Palazzo-Vitelli-a-SantEgidio-300x212.jpg 300w" alt="" width="476" height="337" /></figure>
<p>Tra le bellezze artistiche e architettoniche di <strong>Città di Castello</strong> si citano: il <strong>Palazzo Vitelli alla Cannoniera</strong>, sede della Pinacoteca Comunale, che ospita opere di Raffaello, Luca Signorelli, Pomarancio e altri maestri; il <strong>Museo del Duomo</strong>: che custodisce capolavori di Pinturicchio e Rosso Fiorentino, oltre a preziosi oggetti sacri; la <strong>Collezioni Burri</strong>, con la quale l’artista <strong>Alberto Burri</strong> ha lasciato alla città due musei, il Palazzo Albizzini e gli Ex Seccatoi del Tabacco, con oltre 250 opere tra pittura, scultura e grafica; il <strong>Campanile cilindrico e Torre Civica</strong>, simboli medievali della città, che testimoniano l’influenza bizantina e la vivacità politica avuta dalla città nella sua storia. La città umbra è anche famosa per la <strong>tessitura artistica</strong>, la <strong>ceramica</strong> e la <strong>stampa tipografica</strong>, con laboratori di antica tradizione artigianale.</p>
<p><em>ORARI</em><br />
<em>Palazzo Vitelli a Sant’Egidio</em><br />
<em>Ingresso libero continuato 9.30-19.30 nei giorni di sabato 6 e domenica 7 settembre.</em><br />
<em>Solo venerdì 5 settembre dalle ore 13:00.</em></p>
<p><em>INFO</em><br />
<em>Tel. <a href="tel:075 855 5757 %E2%80%93 075">075 855 5757 – 075</a> <a href="tel:852 9346 %E2%80%93 338">852 9346 – 338</a> 9779751</em><br />
<em>libroanticocdc@gmail.com</em></p>
<p><a href="http://www.mostralibroantico.it www.cittadicastelloturismo.it">http://www.mostralibroantico.it www.cittadicastelloturismo.it</a></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><figcaption class="wp-element-caption">Goffredo Palmerini giornalista scrittore</figcaption></figure>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/21/inchiostro-cagliostro-una-storia-avvolta-nel-mistero-la-mostra/">Inchiostro Cagliostro: Una storia avvolta nel mistero. La mostra</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A mano libera”: quando l’animazione d’autore ridefinì l’arte italiana</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/01/a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2025 16:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Museo di Roma in Trastevere.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1329" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-300x156.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1024x532.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-768x399.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1536x797.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-2048x1063.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1920x997.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1170x607.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-585x304.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>“L’occhio ascolta più di quanto il pensiero comprenda.” — Jean Epstein, 1921 C’è stato un tempo in cui l’animazione non era ancora confinata in canoni industriali, in target commerciali o&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/01/a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana/">A mano libera”: quando l’animazione d’autore ridefinì l’arte italiana</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1329" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-300x156.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1024x532.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-768x399.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1536x797.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-2048x1063.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1920x997.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-1170x607.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9705-585x304.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“</strong><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’occhio ascolta più di quanto il pensiero comprenda.”</i><br />
— <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Jean Epstein</em>, 1921</p>
</blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">C’è stato un tempo in cui l’animazione non era ancora confinata in canoni industriali, in target commerciali o in estetiche precostituite. Un tempo in cui il gesto del disegnare fotogramma dopo fotogramma era <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">atto poetico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">impegno politico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sperimentazione visiva</strong>. Quel tempo – lungo vent’anni, dal 1957 al 1977 – è oggi oggetto di una straordinaria riscoperta grazie alla mostra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“A mano libera. Arte e cinema di animazione in Italia”</strong>, ospitata al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Museo di Roma in Trastevere</strong>.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un territorio vergine, tra arte e cinema</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel cuore pulsante della capitale, la mostra riporta alla luce un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">capitolo dimenticato</strong> della cultura italiana del Novecento. Un capitolo in cui l’animazione si fece <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">laboratorio libero</strong>, capace di assorbire stimoli dalle arti visive, dalla grafica editoriale, dalla musica d’avanguardia e dalla letteratura. Non esisteva ancora una vera industria dell’animazione nel Paese: e proprio in questa assenza di sistema, di regole e di aspettative, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">gli artisti trovarono uno spazio creativo straordinariamente fertile</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Erano tempi di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sperimentazione e disobbedienza formale</strong>, in cui il disegno si liberava dalle necessità della narrazione lineare per diventare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ritmo, suggestione, allegoria</strong>. Opere realizzate a budget minimo ma con un surplus di immaginazione. Film brevi, folgoranti, dove l’estetica non era mai subordinata alla tecnica, ma anzi si nutriva della sua imperfezione.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Gli artigiani dell’invisibile</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra documenta il lavoro di figure che oggi consideriamo seminali: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bruno Bozzetto</strong>, autore geniale capace di passare dalla satira politica all’astrazione visiva con una leggerezza invidiabile; <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Emanuele Luzzati</strong>, scenografo, illustratore e visionario, che insieme a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giulio Gianini</strong> ha firmato film d’animazione in stop motion che sono piccoli gioielli di artigianato visivo; e poi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Manfredo Manfredi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roberto Gavioli</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osvaldo Cavandoli</strong>, e altri ancora, meno noti ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">essenziali per comprendere la ricchezza di quel periodo</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questi autori <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non erano animatori nel senso classico del termine</strong>, ma piuttosto artisti che si avvicinavano al cinema come a una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">tela in movimento</strong>. Ogni opera era unica, irripetibile, spesso prodotta in solitudine, fuori dalle logiche di mercato. Filmati per la RAI, corti per festival internazionali, progetti didattici e persino pubblicità: tutto poteva essere terreno di sperimentazione.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Una mostra come archivio vivente</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“A mano libera” non è solo una rassegna di opere, ma un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">percorso immersivo tra visioni e materiali d’epoca</strong>. Si attraversano sale in cui i bozzetti originali si alternano a proiezioni d’archivio, storyboard minuziosi, suoni dissonanti, manifesti illustrati. Ogni elemento contribuisce a raccontare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una stagione di libertà e ingegno</strong>, in cui l’animazione non era ancora un genere, ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una possibilità espressiva</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra è anche un invito a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rivalutare il ruolo del corpo nell’arte visiva</strong>. L’animazione a mano libera – prima che l’informatica la rendesse digitale e prevedibile – è frutto di un gesto fisico, tangibile, faticoso. L’autore lascia una traccia reale, ripetuta migliaia di volte, per dare vita a qualcosa di effimero. In un mondo oggi dominato dalla velocità e dalla replicabilità, questo tipo di lavoro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riacquista un valore quasi sacro</strong>.</p>
<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Un’eredità viva</h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sebbene il periodo si concluda simbolicamente nel 1977 – con l’arrivo di nuove tecnologie, di nuove produzioni seriali e di un’industria sempre più orientata alla televisione – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’eredità di quegli anni non è affatto morta</strong>. L’animazione d’autore italiana continua a vivere in festival, in scuole sperimentali, in progetti indipendenti. Ma per capirla davvero, occorre guardare a quella <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">radice artigianale, libera e irriducibile</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa mostra è un atto di memoria e insieme un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">manifesto per il futuro</strong>: per un cinema d’animazione che non smetta di osare, di cercare, di sbagliare, di meravigliare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perché come ricordava <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Jean Epstein</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il cinema è un linguaggio che parla con gli occhi</strong> e che solo attraverso la libertà del gesto può arrivare a toccare la profondità dell’ascolto. E quei pionieri italiani, con i loro film fragili e potenti, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ci hanno insegnato a guardare diversamente</strong>. Forse, anche a pensare meglio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per info:</p>
<p>https://www.museodiromaintrastevere.it/it/mostra-evento/mano-libera-arte-e-cinema-danimazione-1957-1977</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/01/a-mano-libera-quando-lanimazione-dautore-ridefini-larte-italiana/">A mano libera”: quando l’animazione d’autore ridefinì l’arte italiana</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>LA FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO DEDICA UNA GRANDE MOSTRA ALLO SCULTORE ITALIANO EMANUELE GIANNELLI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/21/la-fabbrica-del-vapore-di-milano-dedica-una-grande-mostra-allo-scultore-italiano-emanuele-giannelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-fabbrica-del-vapore-di-milano-dedica-una-grande-mostra-allo-scultore-italiano-emanuele-giannelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jun 2025 21:24:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele Giannelli]]></category>
		<category><![CDATA[Fabbrica del vapore]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9175-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>EMANUELE GIANNELLI I L  C A O S   E   L’ U O M O CONTEMPORANEA TENSIONE  Con un testo inedito di Fabio Genovesi MILANO &#8211; FABBRICA DEL VAPORE Fino al&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="18pt" data-originalcomputedfontsize="24">EMANUELE GIANNELLI</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">I L  C A O S   E   L’ U O M O</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">CONTEMPORANEA TENSIONE</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Con un testo inedito di Fabio Genovesi</span></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">MILANO &#8211; FABBRICA DEL VAPORE</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fino al 29 SETTEMBRE 2025</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“La mostra di Emanuele Giannelli alla Fabbrica del Vapore rappresenta un ulteriore tassello del percorso che il Comune di Milano sta portando avanti per valorizzare la produzione artistica contemporanea all’interno dei propri spazi culturali. Le opere di Giannelli, capaci di unire forza plastica e riflessione sul presente, trovano in Fabbrica del Vapore un contesto ideale per un confronto aperto con la città e con il pubblico. Questa mostra conferma il ruolo strategico della Fabbrica del Vapore come polo culturale multidisciplinare, luogo di sperimentazione, ricerca e dialogo tra linguaggi artistici diversi.” </span></em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Apre così alla personale di Emanuele Giannelli alla Fabbrica del Vapore l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Composta da 55 opere, di cui 18 monumentali, e suddivisa tra il grande piazzale e la Sala Bianca della Fabbrica del Vapore, la mostra EMANUELE GIANNELLI. Il Caos e l’Uomo. Contemporanea tensione si compone, inoltre, di una serie di contenuti multimediali inediti.</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Scultore italiano di fama internazionale, Emanuele Giannelli, è conosciuto per le sue sculture monumentali che hanno come soggetto l’uomo contemporaneo nel suo processo di ibridazione con la tecnologia e lo sviluppo tecnologico. Figure maschili che con i loro caratteri distintivi sono alla base della riflessione dell’artista: una riflessione che non è mai critica, ma che pone queste figure nel riflesso di uno specchio dell’arte volto a restituire una visione dell’umanità caratterizzata dal cambiamento e dall’adattamento della società in cui vive, ed è anche per questo che il titolo della mostra si concentra sulle parole “caos” e “uomo” in “contemporanea tensione”, un’esplicazione che vuole raccontare la cifra creativa e la visione da cui nascono le figure di Giannelli, e anche il loro essere possenti, imponenti, monumentali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105478" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9173.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">La Fabbrica del Vapore di Milano, oggi polo culturale ed espositivo del Comune di Milano, nasce come complesso industriale di prodotti rotabili tranviari e ferroviari. La sua matrice di opificio industriale ben si coniuga con gli uomini di Giannelli che nascono come figli della rivoluzione industriale e tecnologica, indossano in molti casi occhialini da saldatore, segno inequivocabile della loro appartenenza all’epoca industriale, e altri sono la visione trasognata dei “colletti bianchi”. In questa direzione, la Fabbrica del Vapore, è uno spazio che esalta ancora di più questa essenza di modernità, contemporaneità e visionarietà delle opere di Giannelli.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105479" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174-585x439.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9174.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Le sculture di Giannelli creeranno un percorso espositivo sorprendente, efficace ed esaustivo per il pubblico, che prevede l’installazione di circa cinquanta sculture, suddivise tra singole e gruppi scultorei. Anche l’allestimento è immaginato per offrire degli spazi di osservazione privilegiati ai visitatori, e l’intento è di creare un’atmosfera – tra allestimento e illuminazione &#8211; che consenta al pubblico di entrare nello spirito del luogo, dove l’invito è a fermarsi nello spazio dell’arte e a creare un dialogo con le figure di Giannelli e favorire una visita lenta e immersiva della mostra.</p>
<p style="font-weight: 400;">Con l’idea di esaltare il carattere dell’uomo e il caos in cui vive nell’attuale società contemporanea, la mostra presenta una serie di sculture e gruppi scultorei quali: i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Kiribati</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Korf</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sospesi</strong>; gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Stati di allerta; Mr. Arbitrium Mirrored</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Monkey Tribù; The Watcher</strong>; i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dizzy; </strong>i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cacciatore di Batteri.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9176.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105481 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/IMG_9177.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Particolarmente emblematico nel lavoro di Emanuele Giannelli è il concetto di “visionarietà” che parte dall’esigenza di raffigurare un uomo forte che con la sua anatomia in tensione e il suo sguardo celato al mondo reale, ma sempre rivolto a un mondo altro, è sempre colto nell’atto di compiere un pensiero e un’azione. I visionari di Giannelli guardano oltre, indagano per cogliere il nuovo, il non ancora realizzato: un nuovo confine o un nuovo orizzonte, così come è da sempre nella natura dell’uomo, mai pago e mai sazio di ciò che conosce o di ciò che possiede. È l’esaltazione della visionarietà, del sogno e dell’addivenire tra utopia e possibile realtà. Nell’epoca in cui si amplia sempre più l’immersione nel mondo virtuale rispetto al reale, i visionari di Giannelli, tema che l’artista indaga da molto tempo, sono il collegamento diretto alla dimensione immaginaria o ad una nuova dimensione del reale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Come nessun altro scultore, Giannelli, vede l’uomo del suo tempo ibridato, intriso, ossessionato dalla tecnologia che si interpone tra il suo essere, il suo sentire, le sue emozioni e i suoi sentimenti, che vengono modificati, sostituiti e processati creando un’altra entità del vivere: quella immersa in ciò che accade oggi e ora, nel nostro tempo, e che non è giusta o sbagliata, perché l’artista non giudica, semplicemente osserva e fa osservare. Per Giannelli è necessario costruire un’umanità che conduca l’uomo al di fuori di quel processo che lo rende l’insignificante ingranaggio di un meccanismo industriale, in questo caso non c’è una “fabbrica” dell’uomo, ma una visione della diversità. Quella diversità che Erasmo da Rotterdam sintetizzò scrivendo che le idee migliori non sono figlie della ragione ma di una lucida e visionaria follia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Particolare attenzione è stata riservata all’allestimento delle opere, sviluppato a partire dai principi di design umanistico che guidano il lavoro dei designer Paolo Nava e Luca Arosio del rinomato studio Nava + Arosio di Milano. Il percorso espositivo è stato concepito per coinvolgere attivamente lo spettatore, offrendogli la possibilità di vivere l’esperienza sia come osservatore consapevole, sia — qualora lo desiderasse — di diventare parte integrante dell’allestimento, trasformandosi in presenza attiva nello spazio. In questo modo, ogni visitatore può trovare un luogo in cui riflettere, emozionarsi o esprimere il proprio talento, in un dialogo aperto e personale con le opere di Giannelli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, gli stessi progettisti hanno introdotto il concetto di cambiamento emozionale della luce, creando un ambiente capace di trasformarsi tra l’illuminazione naturale del giorno e quella artificiale della sera. Il risultato è una duplice esperienza percettiva, che arricchisce le interpretazioni delle opere e offre allo spettatore emozioni differenti a seconda del momento della visita.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Questo è stato reso possibile grazie al progetto illuminotecnico di WAVE Light Studio del lighting designer Germano Monguzzi che grazie alla sponsorizzazione di PUK Italia Group  ha concepito degli effetti luminosi notturni, che caratterizzano le opere con una visione drammatica, coinvolgente e stupefacente delle singole figure e dei gruppi scultorei.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nella “sala Bianca” gli apparecchi di illuminazione sono di ILMAS, azienda specializzata nella produzione di apparecchi di illuminazione da interno, che con l’occasione presenta una nuova gamma di proiettori con ottiche dedicate all’arte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra di Milano alla Fabbrica del Vapore sarà eccezionalmente accompagnata da un testo inedito dello scrittore italiano Fabio Genovesi che racconterà la sua visione delle opere di Giannelli. In catalogo anche il saluto dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">e </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">della </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Direttrice della Fabbrica del Vapore, Maria Fratelli.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/21/la-fabbrica-del-vapore-di-milano-dedica-una-grande-mostra-allo-scultore-italiano-emanuele-giannelli/">LA FABBRICA DEL VAPORE DI MILANO DEDICA UNA GRANDE MOSTRA ALLO SCULTORE ITALIANO EMANUELE GIANNELLI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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