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	<title>Mostre. Arte Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Mostre. Arte Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>A BEAUTIFUL WORLD. Le immagini di Mario Testino in mostra a Roma, Palazzo Bonaparte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 16:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[a beautiful World]]></category>
		<category><![CDATA[mario Testino]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre. Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="390" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226.jpeg 390w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226-300x218.jpeg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></p>
<p>Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che abbiamo dimenticato: cosa eravamo. Dal PROSSIMO 25 MAGGIO a PALAZZO BONAPARTE di ROMA, ARTHEMISIA presenta in anteprima assoluta “/A&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che abbiamo dimenticato: cosa eravamo.</p>
<p>Dal PROSSIMO 25 MAGGIO a PALAZZO BONAPARTE di ROMA, ARTHEMISIA presenta in anteprima assoluta “/A BEAUTIFUL WORLD/”, il nuovo progetto ideato da<br />
MARIO TESTINO, uno dei più celebri fotografi contemporanei a livello<br />
internazionale.</p>
<p>Nato in Perù nel 1954 con origini irlandesi e italiane, MARIO TESTINO si trasferisce a Londra nel 1976 dove inizia a farsi un nome e a diventare uno dei fotografi di moda e ritrattisti più innovativi della sua generazione e<br />
le sue fotografie appaiono sulle principali riviste di moda del mondo.<br />
Punto di riferimento di altissimo rilievo nell&#8217;arte della moda, le sue immagini sono spesso diventate leggendarie come le persone che ha fotografato, da Kate Moss a Madonna, da Naomi Campbell a Diana /Princess of<br />
Wales./</p>
<p>Terence Pepper, curatore della fotografia alla National Portrait Gallery di<br />
Londra, lo ha definito il &#8220;John Singer Sargent dei nostri tempi&#8221;, mentre il direttore della galleria, Charles Saumarez Smith, parlando della retrospettiva da record &#8220;Mario Testino PORTRAITS&#8221; del 2002, ha sottolineato<br />
il rapporto forte tra l’opera di Testino e la tradizione dei ritrattisti di corte, da Holbein a Reynolds, da Goya a Rubens.</p>
<p>NEGLI ULTIMI SETTE ANNI, la sua ricerca di nuovi soggetti oltre i confini del mondo della moda ha portato la sua attenzione su un NUOVO PERCORSO CREATIVO. Già accennato nelle immagini nel 2007, ha trovato ispirazione<br />
nelle identità culturali e nel costume dei paesi in cui tipicamente ha ambientato i suoi servizi fotografici delle nuove collezioni.<br />
DAL 2017 HA ATTRAVERSATO PIù DI 30 PAESI, concentrando la sua arte sull&#8217;esplorazione dell&#8217;unicità culturale e tradizionale che ancora si<br />
trova in un mondo rapidamente globalizzato.<br />
“A BEAUTIFUL WORLD&#8221;attraverso CIRCA 70 OPERE &#8211; è la navigazione<br />
straordinariamente magica e sfumata di Testino tra le complessità e i contrasti dei nostri molteplici modi di appartenere: definizione di individualità e conformità, comunità ed esilio, rituali, idee di sé, nozioni di altro, di identità al di là dei canoni di genere, simboli della differenza culturale e icone di sistemi di credenze.</p>
<p>La mostra /“MARIO TESTINO./ /A BEAUTIFUL WORLD”/, col patrocinio del COMUNE DI ROMA, è prodotta e organizzata da ARTHEMISIA in collaborazione<br />
con DOMUS ARTIUM RESERVE, con il supporto dell’UZBEKISTAN ART AND CULTURE<br />
DEVELOPMENT FOUNDATION.</p>
<p>La mostra è curata dall&#8217;artista, scrittore e designer<br />
multidisciplinare PATRICK KINMONTH.<br />
Il progetto /A BEAUTIFUL WORLD/ supporta la missione di &#8220;The Great Balance&#8221;<br />
nella promozione del patrimonio culturale (<a href="http://www.thegreatbalance.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.thegreatbalance.org&amp;source=gmail&amp;ust=1716635316903000&amp;usg=AOvVaw3o8Q-NL3kPq5_8E7AuWrGP" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.thegreatbalance.org</a>[1]).</p>
<p>LA MOSTRA<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-88265" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/B6287085-CFEF-4042-97D3-7AA62FEC113D.jpeg" alt="" width="189" height="283" /><br />
Come ha spesso detto, Mario Testino è sempre stato mosso dall’istinto di far apparire le sue immagini spontanee, intime e immediate. &#8220;Gli occhi del<br />
mondo moderno, che sono diventati ossessionati dall&#8217;avvicinarsi il più possibile ai loro eroi, volevano sentire di essere letteralmente in grado di raggiungere e toccare l’attimo nelle immagini, quindi ho voluto trasferire l&#8217;emozione di un incontro ravvicinato e intimo con il soggetto nella fotografia che stavo scattando&#8221;.<br />
Meticolosamente pianificate ed eseguite, le sue fotografie hanno un’ingannevole nonchalance ed eleganza che ha ridefinito l&#8217;informalità nelle immagini di moda. Fresco e attuale, il suo lavoro ha provocato e soddisfatto i suoi seguaci e lo ha reso per decenni il creatore di campagne<br />
di moda ed editoriali che hanno sfidato le norme accettate con la loro creatività e il loro fascino.<br />
Ma, ispirato dal fotografo peruviano Martin Chambi Jimenez e dai suoi ritratti dei primi anni del XX secolo di donne peruviane a Cusco che indossano abiti tradizionali, Testino ha rivisitato in un modo tutto suo il soggetto a colori per documentare la continua ricchezza e l’evoluzione<br />
delle tradizioni del costume in Perù.<br />
Inizia così il nuovo progetto di Testino che ha cercato di registrare la straordinaria ricchezza della cultura del vestire in continua evoluzione accanto a una incombente tendenza all’omologazione, che cancella identità e comunità in ogni angolo del globo.<br />
Testino reagisce a questo conformismo cercando, ovunque vada, abiti e costumi originali e immutabili che descrivano approcci artistici unici legati al ruolo, all&#8217;identità e al potere di appartenenza, evidenziati da indizi visivi.<br />
Può trattarsi di una forma straordinaria di un cappello, o<br />
di un taglio specifico di un costume o di un abito modellato, creato e associato a un rituale, una festa, un luogo o un&#8217;usanza.<br />
Rivelando questa bellezza in luoghi insoliti, definendo efficacemente il modo in cui apparteniamo al nostro luogo di nascita e di vita, e includendo l&#8217;ornamento del corpo stesso, fino alla pelle e ai capelli, Testino ha catturato come rare farfalle immagini che definiscono chi siamo, a cosa<br />
apparteniamo e cosa rischiamo di perdere nel nostro bel mondo.</p>
<p>L’abito tradizionale come un codice a barre da leggere per<br />
“identificare” un popolo e portarne alla luce le caratteristiche più<br />
intime.<br />
È NEL VESTITO IL PUNTO FOCALE: IL VESTITO DECONTESTUALIZZATO PERCHé LA<br />
CONCENTRAZIONE SIA ANCORA DI PIù SU QUELLA SORTA DI SECONDA PELLE.</p>
<p>L’utilizzo del colore nelle sue fotografie è straordinario ed esalta<br />
ancor più l’aspetto esteriore e creativo di tradizioni assai diverse,<br />
che però in comune hanno qualcosa che non muta nel tempo: i costumi della<br />
tradizione.</p>
<p>Con appresso il suo studio portatile è riuscito infatti a far emergere<br />
nelle pose dei suoi personaggi, siano essi lottatori dell’Uzbekistan o no donne Turkane dell’Africa, quanto l’abbigliamento tradizionale sia capace di rivelare l’attaccamento intimo o nascosto, quasi inconsapevole,<br />
ai segni caratteristici delle origini.<br />
In questo suo viaggio/analisi Testino scorpora e isola l’identità dei<br />
suoi soggetti facendoli uscire dal loro ambiente, collocandoli nel suo studio portatile da cui prorompe comunque la loro appartenenza comunitaria attraverso gli abiti che indossano, quelli della loro storia.<br />
Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che<br />
abbiamo dimenticato: cosa eravamo.<br />
/“A beautiful world”/ più che un progetto lo si potrebbe definire una sfida.<br />
Un fotografo famoso che utilizza la sua arte e la sua sensibilità per scoprire attraverso viaggi ed introspezioni la <img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-88264" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/556E5A17-BA41-4F4E-B285-EFCD00198A82.jpeg" alt="" width="189" height="283" />natura intima di popoli diversi. Scoprirne le tradizioni nascoste, le attitudini riservate attraverso la fotografia che nel suo caso diventa un vero e proprio<br />
strumento di comprensione. Insomma, Testino scavalca il confine del suo mestiere ed utilizza elementi etnografici, per farci comprendere attraverso la lettura dei costumi tradizionali ciò che accomuna e differenzia i diversi popoli. Testino quasi un antropologo dell’estetica.</p>
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		<title>Al MacS, Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania, la personale di Alessio Deli, Anthropocene</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/10/al-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=al-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Maceroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jun 2021 18:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Deli]]></category>
		<category><![CDATA[MACS]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre. Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="850" height="1278" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F.jpeg 850w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F-681x1024.jpeg 681w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F-768x1155.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/4405FC57-79B2-4116-9E82-94DF7BC8173F-585x880.jpeg 585w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Alessio Deli è nato a Marino, in provincia di Roma, nel 1981.e si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara, specializzandosi in scultura.  I suoi lavori sono stati presentati&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/10/al-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene/">Al MacS, Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania, la personale di Alessio Deli, Anthropocene</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s7">
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Alessio Deli è nato a Marino, in provincia di Roma, nel 1981.</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> specializza</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ndosi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in scultura</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.  I suoi lavori sono stati presentati in numerose mostre personali e collettive e fanno parte di collezioni </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">permanenti di musei</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e istituzioni varie</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, fra cui il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Museo d’Arte Contemporanea Roberto Bilotti, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Rende,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">il</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">MAM</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Museo Arte e Mestieri della Provincia di Cosenza</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Università degli Studi di Roma La Sapienza</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e la </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Basilica S. Maria in Aracoeli, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Roma</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">La sua area di ricerca e di produzione artistica si è sviluppata e arricchita nell’ultimo decennio su tematiche di natura figurativa, s</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">oprattutto nelle</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> scultur</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">realizzate </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">attraverso</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> l’assemblaggio e la modellazione di materiali riciclati; </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">in una commistione con la</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> tradizione classica. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Una sintesi fra antico e moderno realizzata mediante</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">recupero di materiali poveri per </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">dar vita ad</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> opere nuove </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">attraverso le quali l</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">’artista </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">compila una sorta di campionatura del reale tramite ciò che è stato rifiutato dal sistema </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e al contempo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sottrae</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> gli stessi oggetti dall’oblio per reinserirli nel flusso del tempo umano</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">questo processo scaturisce un’analisi profonda del rapporto dell’uomo con il tempo, nella sua dimensione personale e collettiva</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">del</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">la memoria e</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> dell</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a storia, fino a risalire all’essenza primordiale dell’opera d’arte stessa.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Dopo l’anteprima virtuale dello scorso dicembre 2020, il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">MacS</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania, sotto la direzione di Giuseppina Napoli, presenta, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">dal</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> 12 giugno 2021 la mostra personale </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Anthropocene</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> a cura di Adriano </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Pricoco</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e Daniele Raneri </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Saranno esposte</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> una selezione di sei sculture, realizzate tra il 2010 e il 2019, che rappresentano una sintesi del lavoro svolto dall’artista negli ultimi dieci anni</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">che la direttrice </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Giuseppina Napoli, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">spera possano entrare in parte </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">nella collezione permanente del museo nella sezione artisti italiani</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Scrive </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">il curatore </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Adriano </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Pricoco</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">: “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L’opera di Alessio Deli, che accresce la già notevole collezione del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">MacS</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, è come un ponte fra la storia (il passato) e il presente (contemporaneo); un ponte fra un presente insostenibile e un futuro sostenibile. La solennizzazione di un&#8217;entità<img decoding="async" class="size-medium wp-image-42044 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC-186x300.jpeg" alt="" width="186" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC-186x300.jpeg 186w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC-636x1024.jpeg 636w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC-768x1236.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC-585x942.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/72187C34-435E-4F14-9485-6F84A6209EFC.jpeg 850w" sizes="(max-width: 186px) 100vw, 186px" /> sensibile o sovrasensibile non scandisce il trionfo dell&#8217;artificiale (come fosse un feticcio) sebbene finisca per affermarsi come una universalità astratta, prescinde da qualsiasi legame con una forma determinata e si riappropria di una dimensione immaginifica che, quasi debitrice ad un contesto onirico, crea quel ponte che sublima (o forse istintivamente produce) un processo catartico”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">L’altro curatore, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Daniele Raneri mette in evidenza come “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La Bellezza muliebre delle sculture di Deli, sebbene inficiata dalla natura terrena o dai rivolgimenti sociali, rimane imperturbata per giungere alla contemplazione. Eterea e intrisa di malinconia può trascendere il finito per giungere a un livello superiore che non è rintracciabile nel mondo delle cose e che va al di là del tempo e dello spazio terreno. Veramente in queste opere si coglie il più alto valore della scultura quando questa si pone l’obiettivo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di nobilitare l’esistenza e perseguire l’aumento del livello di consapevolezza dell&#8217;umanità. Ogni essere umano (e la società nel suo insieme) dovrà prepararsi e ristrutturarsi, se vuole evitare di stagnare nell&#8217;inarrestabile cammino involutivo. Quale modo migliore si può intraprendere se non il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">riscoprimento </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">delle forme femminili di spiritualità, delle immagini dimenticate dalla nostra società patriarcale che vanno recuperate”. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Anthropocene</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> di Alessio </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Deli</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,  </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">MacS</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> dal 12 giugno 2021.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F10%2Fal-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene%2F&amp;linkname=Al%20MacS%2C%20Museo%20di%20Arte%20Contemporanea%20Sicilia%20di%20Catania%2C%20la%20personale%20di%20Alessio%20Deli%2C%20Anthropocene" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F10%2Fal-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene%2F&#038;title=Al%20MacS%2C%20Museo%20di%20Arte%20Contemporanea%20Sicilia%20di%20Catania%2C%20la%20personale%20di%20Alessio%20Deli%2C%20Anthropocene" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/10/al-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene/" data-a2a-title="Al MacS, Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania, la personale di Alessio Deli, Anthropocene"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/10/al-macs-museo-di-arte-contemporanea-sicilia-di-catania-la-personale-di-alessio-deli-anthropocene/">Al MacS, Museo di Arte Contemporanea Sicilia di Catania, la personale di Alessio Deli, Anthropocene</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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