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		<title>Naufragi e Nuovi approdi. Dal Disastro della nave Concordia al futuro della protezione civile. Il Ricordo di Franco Gabrielli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 21:03:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>A dieci anni di distanza dal naufragio della CostaConcordia, la  lucida  ricostruzione  di Franco Gabrielli e la riflessione sul sistema di Protezione  civile Una lettera che suona come un presagio,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/31/naufragi-e-nuovi-approdi-dal-disastro-della-nave-concordia-al-futuro-della-protezione-civile-il-ricordo-di-franco-gabrielli/">Naufragi e Nuovi approdi. Dal Disastro della nave Concordia al futuro della protezione civile. Il Ricordo di Franco Gabrielli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/BCDA8B39-1C8B-4FAC-A80D-1963A05C97C8-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p class="p1"><strong><em><span class="s1">A dieci anni di distanza dal naufragio della CostaConcordia, </span><span class="s1">la  lucida<span class="Apple-converted-space">  </span>ricostruzione<span class="Apple-converted-space">  </span>di Franco Gabrielli e la riflessione sul sistema di Protezione<span class="Apple-converted-space">  </span>civile</span></em></strong></p>
<p>Una lettera che suona come un presagio, quella scritta da Guido Bertolaso nel novembre 2010 al suo successore:  con una  evocativa metafora l’allora capo della Protezione Civile paragonava  il dipartimento  “ad una splendida nave da crociera, un organismo di cui la pubblicità fa vedere solo i ponti soleggiati, la cabine e gli impianti sportivi … “Una nave solida, buona, ma anche piena di ammaccature e di colpi subiti”  e un mare da navigare diventato teatro di tempeste.</p>
<p>Poco più di un anno dopo, quando avvenne il disastro della Concordia, quelle parole suonarono come una profezia.</p>
<p>A raccontarlo nel decimo anniversario dal naufragio che causò 32 vittime è Franco Gabrielli, allora capo della Protezione Civile,  nel volume “Naufragi e Nuovi Approdi” ( Francesca Maffini, Baldini + Castoldi).  Un appassionato resoconto di fatti, decisioni, intuizioni che lo portarono a gestire, in un contesto politico in forte contrasto, una situazione estremamente dolorosa e delicata, senza precedenti e nessuna “letteratura” da poter prendere come riferimento.</p>
<p>Nella notte del  13  gennaio  2012  la Costa Concordia si  schiantava sugli scogli delle Scole,  proprio davanti all’ingresso dell’Isola del Giglio.</p>
<p>Gabrielli rievoca quelle terribili ore, le prime telefonate, e man mano che il tempo passava, la consapevolezza crescente dell’immane tragedia.   La nave adagiata su un fianco ospitava oltre 4.200 persone a bordo, decine e decine i dispersi.  Franco Gabrielli racconta la corsa contro il tempo per cercare i dispersi e le preocccupazioni legate al rischio ambientale. Nonostante il suo ruolo,potrà raggiungere  l’Isola del Giglio solo una settimana dopo, e non certo per sua volontà: per  assumere il comando delle operazioni dovette aspettare la nomina a commissario delegato del governo. Subendo i ritardi di una politica miope, che aveva limitato  il potere della protezione civile, accusata- all’epoca della gestione Bertolaso -di aver utilizzato le ordinanze in modo troppo disinvolto, sperperando fondi per la gestione di grandi eventi e manifestazioni sportive.</p>
<p>L’autore  racconta nel libro il benvenuto ricevuto  dai gigliesi al suo arrivo:  davanti all’hotel Bahamas uno striscione riportava:   “Gabrielli togli la nave, cazzo!”. Utilizzando la stessa frase rivolta dal Capo della Capitaneria di Porto Gregorio De Falco  al comandante Francesco Schettino, che aveva abbandonato la Concordia prima che tutti i passeggeri si fossero messi in sicurezza, i gigliesi  esprimevano con estrema chiarezza  le loro aspettative e allo stesso tempo la vergogna di una tragedia da cui volevano prendere le distanze.</p>
<p>Nella sua lucida ricostruzione, Franco Gabrielli non lesina nomi e cognomi, rendendo ancora più interessante la ricostruzione  di  una missione  difficilissima, dal recupero delle vittime alla gestione della minaccia ambientale rappresentata dal possibile versamento del carburante nell’arcipelago toscano.  Dal rebuckling, -la messa in verticale della nave &#8211; operazione che ha visto  il coinvolgimento di intere squadre di ingegneri,  allo spostamento, all’approdo verso il porto di Genova e alla demolizione  dell’enorme relitto. Ogni fase assume i contorni di un’impresa  epica, un grande sforzo corale  la cui riuscita nonostante calcoli e studi presentava sempre una  parte di incognite ,  un risultato  ottenuto  grazie alla solidarietà  e al lavoro incessante di tanti uomini che hanno messo a repentaglio la loro stessa sicurezza  nella delicata missione di salvare vite, di evitare il disastro ambientale, di dare un corpo ai famigliari dei dispersi,  di trasportare il relitto in un porto adeguato. Impresa resa possibile grazie al confronto leale  e al dialogo trasparente con tutti gli attori protagonisti, dai familiari delle vittime, ai gigliesi .  Pubblico e privato fianco a fianco per portare a termine la rimozione e la demolizione del relitto e restituire il loro mare ai Gigliesi.  Ma c’è anche il rovescio della medaglia:    Gabrielli esprime l’amarezza nel  dover fare i conti con la tipica mentalità italiana di &#8220;fare presto a scapito del fare bene&#8221;, delle  tante storture, del meschino prendere le distanze di molti , di una pressione mediatica  il cui sport preferito è spesso  quello di mettere in cattiva luce quanto fatto in nome del titolone da sparare sui giornali.   Una vicenda  che ha registrato  anche scarichi di responsabilità, lunghe trattative, rimpalli  e ritardi in nome di quell’atteggiamento del “cerchiobottaggio”   finalizzato a  salvaguardare i propri  interessi particolari e personali e  mantenere le proprie poltrone.  Gabrielli poteva essere il capro espiatorio a cui dare la colpa se le cose fossero andate male, un commissario delegato con un budget di soli 5 milioni di euro a fronte di una spesa di un miliardo di euro. Dopo 30 mesi, cio’che sembrava un percorso interamente in salita, irto di ostacoli e   incertezze  è diventato un esempio positivo, grazie al dialogo, alla trasparenza e all’assunzione di responsabilità. Una lezione appresa e di cui fare tesoro per il futuro del nostro Paese e della Protezione Civile.</p>
<p><b>Franco Gabrielli</b> (Viareggio, 1960) è attualmente Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri, autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Nella sua carriera ha ricoperto incarichi<br />
di vertice nel mondo della security, della safety e dell’intelligence. Entrato nella Polizia di Stato nell’85, si<br />
è distinto per meriti straordinari arrivando a ricoprire, nel 2005, la posizione di direttore del Servizio centrale antiterrorismo e nel 2006 di direttore del Sisde. Nel 2009, il Consiglio dei ministri lo nomina prefetto de L’Aquila e vicecommissario vicario per l’emergenza terremoto. In quella veste, gestirà anche la sicurezza del Vertice G8. Nel novembre 2010, assume l’incarico di capo dipartimento della Protezione civile e si occupa delle emergenze legate al sisma nella pianura padana del 2012 nonché, in qualità di commissario delegato dal Governo, delle operazioni per il recupero e la messa in sicurezza della Costa Concordia. Nel 2015 è nominato prefetto di Roma e nel 2016 capo della Polizia e direttore generale della Pubblica Sicurezza.</p>
<p>Con il contributo di <b>Francesca Maffini</b> (Angera, 1985), giornalista, attualmente capo ufficio stampa del ministero dell’Università e della Ricerca, è stata responsabile dell’ufficio stampa del dipartimento della Protezione civile dal 2011 al 2017.</p>
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		<title>Ottantuno anni fa l’affondamento dell’ Arandora Star, una pagina oscura della storia. A Casalattico (Fr) la commemorazione delle 446  vittime italiane</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/03/arandora-star-il-naufragio-di-ottantuno-anni-fa-una-pagina-oscura-della-storia-italo-inglese-a-casalattico-fr-la-commemorazione-delle-446-vittime-italiane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=arandora-star-il-naufragio-di-ottantuno-anni-fa-una-pagina-oscura-della-storia-italo-inglese-a-casalattico-fr-la-commemorazione-delle-446-vittime-italiane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Farinella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Aug 2021 05:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/59FCCEF3-0914-4556-B7FC-CF5F23C652CC-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Di Enzo Farinella &#8211; Università di Dublino “Riportare alla luce la verità sull’Arandora Star, restituire giustizia alle vittime innocenti della storia, e’ la missione dell’Associazione Italiana dei Carabinieri sez. Irlanda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/03/arandora-star-il-naufragio-di-ottantuno-anni-fa-una-pagina-oscura-della-storia-italo-inglese-a-casalattico-fr-la-commemorazione-delle-446-vittime-italiane/">Ottantuno anni fa l’affondamento dell’ Arandora Star, una pagina oscura della storia. A Casalattico (Fr) la commemorazione delle 446  vittime italiane</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di Enzo Farinella &#8211; Università di Dublino</p>
<p>“<b>Riportare</b><strong><em><span class="s5"><span class="s16"> alla luce la verità sull’</span><span class="s22">Arandora Star</span><span class="s16">, restituire giustizia alle vittime innocenti della storia, e’ la missione del</span><span class="s16">l</span><span class="s16">’</span><span class="s16">Associazione Italiana dei Carabinieri sez. Irlanda  di </span><span class="s16">Fran</span><span class="s16">c</span><span class="s16">esco Morelli, che ha organizzato l’evento. </span></span></em></strong><strong><em><span class="s5">S</span><span class="s5">abato 7 agosto alle ore 11.00</span><span class="s5">,</span><span class="s5"> in località La Macchia di Casalattico (FR)</span><span class="s5">sarà presentata una targa commemorativa della </span><span class="s5">tragedia avvenuta nella notte del 2 luglio 1940, nella quale persero la vita oltre 800 persone. Tra questi 446 erano italiani, </span></em></strong><strong><em><span class="s5">di cui cinque provenienti da questa cittadina che domina la Valcomino: Giuseppe Forte 43 anni, Antonio Fusco 31, Antonio Marsella 41, Filippo Marsella 43 e Antonio Di Vito 66.</span></em></strong></p>
<p><span class="s3">Qualcosa si muove a ricordo dell’</span><span class="s3">Arandora</span><span class="s3"> Star. Sembrerebbe che le 446 vittime, tutte insieme, vo</span><span class="s3">gliano</span><span class="s3"> ringraziare quanti si prodigano per riconoscere il loro grido supremo di “giustizia”</span><span class="s3">, come si evince dal romanzo storico </span><span class="s4">Quel che abisso</span><span class="s3"> tace di Maura Maffei</span><span class="s3">.<br />
</span><span class="s6">Casalattico conta appena 900 anime circa, ma d</span><span class="s6">’</span><span class="s6">estate si popola di migliaia di casalatticesi, sparsi nel mondo intero e in Irlanda in particolare</span><span class="s6">.<br />
L’<span class="s4">Associazione Nazionale Carabinieri sez. Irlanda” guidata da Francesco Morelli e’  l’</span><span class="s4">organizzatrice della manifestazione, in collaborazione con l’Associazione </span><span class="s4">Valcomino</span><span class="s4"> Senza Confini e Associazione Society.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="s6"><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-42762" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/74A3188E-83FB-4FF3-8AB7-7D2031DFAC26-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /><b>Francesc</b></span><b><span class="s6">o</span><span class="s6"> Morelli</span></b><span class="s6"><b> </b>ha fatto di </span><span class="s6"><b>Cashel</b></span><span class="s6"> in <b>Irlanda</b> &#8211;</span><span class="s6"> uno dei centri pi</span><span class="s6">ù </span><span class="s6">conosciuti di <b>Tipperary</b> e nel Medioevo una delle quattro diocesi del centro/sud </span><span class="s6">dell’isola &#8211; </span><span class="s6">la sede della sua </span><span class="s7">attività</span><span class="s6">.</span>   <span class="s7">Cashel</span><span class="s7">, nella </span><span class="s7">C</span><span class="s7">ontea di Tipperary</span><span class="s7">, ha ispirato</span><span class="s7"> anche</span> <span class="s7">la not</span><span class="s7">a</span><span class="s7"> canzone “</span><span class="s7">It’s</span><span class="s7"> long, long way to Tipperary”</span><span class="s7">, la nostalgica canzone che i soldati irlandesi cantavano alla fine della I Guerra Mondiale</span><span class="s7">.</span></p>
<p><span class="s7"><b>Chi  è Francesco Morelli</b><br />
</span><span class="s6">Ex carabiniere e dotato di grande spirito di solidariet</span><span class="s6">à</span><span class="s6">, Francesco ha donato quest</span><span class="s6">’</span><span class="s6">anno una lapide in memoria dei 446 italiani, periti nell-affondamento del</span><span class="s6">l</span><span class="s6"> Arandora Star, </span><span class="s6">un cruiser</span><span class="s6"> inglese da crociera</span><span class="s6">, adibito a scopi militari, il 2 luglio 1940, </span><span class="s6">inizio del suo viaggio di morte verso il Canada. Tale </span><span class="s8">lapide </span><span class="s8">s</span><span class="s8">i trova nel Cimitero di Termoncarragh</span><span class="s8">,</span><span class="s8"> Co. Mayo</span><span class="s8">,</span><span class="s8">Irland</span><span class="s8">a</span><span class="s8">, </span><span class="s8">eretta </span><span class="s8">in ricorrenza dell</span><span class="s8">’</span><span class="s8">81.mo anniversario di questo immane genocidio.<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-42768" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/0D7A2149-0B59-4F66-8AAC-497E6E426A1A-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></span></p>
<p class="s10"><span class="s7">Franco</span><span class="s7">, come lo chiamano gli irlandesi, </span><span class="s7">vive da molti anni a </span><span class="s7">Cashel dove </span><span class="s7">gestisce con la moglie un ristorante</span> <span class="s7">e la distribuzione </span><span class="s7">commerci</span><span class="s7">ale </span><span class="s7">sull’intero territorio irlandese di attrezzature per trekking, caccia, pesca e </span><span class="s7">altre </span><span class="s7">specializzazioni sportiv</span><span class="s7">e</span><span class="s7">. </span><span class="s7">N</span><span class="s7">egli spazi </span><span class="s7">liberi </span><span class="s7">tra le sue</span><span class="s7"> attività,</span><span class="s7"> si è concesso di rinverdire la nostalgia verso l’</span><span class="s7">A</span><span class="s7">rma dei Carabinieri, nel cui corpo milit</span><span class="s7">ò</span><span class="s7"> nei lontani tempi del servizio militare, costituendo in Irlanda </span><span class="s7">una sezione </span><span class="s7">molto attiva </span><span class="s7">dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri</span><span class="s7">, che, insieme </span><span class="s7">al gruppo “Arandora Star Valcomino” di Picinisco, </span><span class="s7">lavora per </span><span class="s7">rintracciare tutti i luoghi della costa nord irlandese dove</span><span class="s7">, dopo il 2 luglio del 1940, approdarono, spinte dalle correnti marine, molte delle salme delle vittime </span><b> </b></p>
<p class="s10"><b>La storia.</b></p>
<p class="s10"><span class="s7">Come si ricorder</span><span class="s7">à</span><span class="s7">, d</span><span class="s7">opo la dichiarazione di guerra del 10 giugno del 1940 da parte del governo fascista alla Francia e all’Inghilterra, in quest’ultimo paese si scatenò una gigantesca caccia all’uomo nei confronti delle migliaia di italiani c</span><span class="s7">he vi </span><span class="s7">r</span><span class="s7">i</span><span class="s7">si</span><span class="s7">e</span><span class="s7">de</span><span class="s7">vano, </span><span class="s7">emigrati di varie generazioni</span><span class="s7">,</span><span class="s7"> ormai stabilmente inseriti nella società inglese. Il rastrellamento fu rapido e brutale</span><span class="s7">. In</span><span class="s7"> migliaia </span><span class="s7">f</span><span class="s7">urono </span><span class="s7">internati </span><span class="s7">in campi di concentramento e tenuti in condizioni bestiali</span><span class="s7">. Tra questi figuravano </span><span class="s7">uomini fuggiti alle persecuzioni antisemite dei nazifascisti, persone aliene totalmente dalla politica, cittadini da decenni diventati fedeli sudditi di sua maestà britannica. Erano italiani o di origine italiana</span><span class="s7">. </span><span class="s7">Tanto bastava</span><span class="s7">. </span><span class="s7">Moltissimi provenivano dal</span><span class="s7">la Valcom</span><span class="s7">i</span><span class="s7">no</span><span class="s7">,</span><span class="s7"> Picinisco, Cassino, Casalattico, Villalatina, Atina,</span> <span class="s7">San Biagio S. Arpino, Arce e zone limitrofe</span><span class="s7">.</span></p>
<p class="s10"><span class="s7">I</span><span class="s7">n quella notte senza stelle del </span><span class="s7">2 luglio 1940</span><span class="s7">,</span><span class="s7"> circa 750 internati italiani furono imbarcati a Liverpool</span> <span class="s7">sul</span><span class="s7">l’Arandora Star</span><span class="s7">, insieme ad altrettanti prigionieri tedeschi ed austriaci</span> <span class="s12">con destinazione Canada</span><span class="s7">.</span><span class="s7"> Al largo della costa irlandese </span><span class="s7">il </span><span class="s13">sottomarrino </span><span class="s14">tedesco </span><span class="s15">Günter Prien</span><span class="s7">, di ritorno da una missione in Atlantico, con l’ultimo siluro a disposizione la colpì’. La nave affondo’ nel giro di poco tempo.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-42765 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CDE14846-768A-4244-8CA2-C4C68D69E75E-260x300.png" alt="" width="260" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CDE14846-768A-4244-8CA2-C4C68D69E75E-260x300.png 260w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CDE14846-768A-4244-8CA2-C4C68D69E75E-768x888.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CDE14846-768A-4244-8CA2-C4C68D69E75E-585x676.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CDE14846-768A-4244-8CA2-C4C68D69E75E.png 886w" sizes="(max-width: 260px) 100vw, 260px" /> </span></p>
<p class="s18"><span class="s16"><b>Le  responsabilità del Regno Unito</b><br />
G</span><span class="s16">ravi </span><span class="s16">le </span><span class="s16">responsabilità inglesi</span><span class="s16"> in questa tragedia</span><span class="s16">. Tra queste ricordiamo:<b> La </b></span><span class="s15"><b>Convenzione di Ginevra</b></span><span class="s17"><b> del 1929 non era stata rispettata.</b> Persone civili erano state abbandonate in  uno scenario di guerra, dopo essere state ingiustamente “internate”. Meraviglia che una nazione quale il Regno Unito, che si è dichiarata la “culla della democrazia”, possa usare  metodi selvaggi, quali l’internamento senza processo in periodi di guerra e di pace, come è successo nell’Irlanda del Nord fino a pochi anni fa. L’emblema della<b> </b></span><span class="s15"><b>Croce Rossa</b></span><span class="s15">,</span><span class="s17"> che avrebbe potuto indicare che </span><span class="s15">l’Arandora Star</span><span class="s17"> trasportava prigionieri di guerra</span><span class="s17">,</span><span class="s17"> non figurava sulla nave nè quello di altre associazioni umanitarie internazionali, contrariamente a </span><span class="s17">quanto previsto dalle convenzioni internazionali, un vero crimine di guerra.<br />
</span><span class="s14"><b>1.550 persone</b> – oltre il doppio di quante ne potesse contenere &#8211; vi si trovavano ammucchiate come sardine, quando affondò</span><span class="s16"> nell’Atlantico all’altezza delle coste irlandesi</span><span class="s14">.  <b>805 perirono in quella tragedia di cui </b></span><b><span class="s16">446 erano italiani</span><span class="s16"> che</span></b><span class="s16"><b> non avevano nulla a che fare con la Guerra.</b> 19 sono stati identificati come italiani e pietosamente sepolti dagli irlandesi, quando le loro salme giunsero ormai irriconoscibili sulle coste delle contee di Mayo, Sligo, Donegal, Antrim e Fermanagh. 29 cimiteri ospitano i resti di altri i</span><span class="s16">gnoti</span><span class="s16">.</span></p>
<p><b>Una tragedia dell’immigrazione, una pagina </b><b>oscura della storia mantenuta nell’oblio e </b><b>nel silenzio.</b></p>
<p class="s10"><span class="s7">Fino agli anni 2000 la vicenda è stata pressoché ignorata e tenuta all’oscuro del grande pubblico per una serie di circostanze anche di carattere internazionale, per sessanta anni le famiglie dei caduti, già vittime della costrizione ad emigrare, della crudeltà inglese, dell’ottusa indifferenza del governo fascista italiano, hanno dovuto subire la condanna del silenzio e dell’isolamento. Solo a partire dal 2000 una serie di ricerche storiche, di indagini giornalistiche e di mutate condizioni di politica internazionale hanno gettato luce sulla vicenda. Fondamentale in questo senso il lavoro di ricerca e i due volumi della ricercatrice </span><b><span class="s19">Serena Balestracci</span><span class="s7"> di Firenze</span></b><span class="s7"><b>,</b> il romanzo</span><span class="s7"> storico</span> <span class="s7">“</span><span class="s7">Quel che </span><span class="s7">abisso tace”</span> <span class="s12">(Parallelo45 Edizioni, 2019) </span><span class="s7">della scrittrice piemontese, </span><span class="s19"><b>Maura Maffei</b></span><span class="s7"><b> </b>e gli studi dell</span><span class="s7">&#8211;</span><span class="s7">irlandese </span><b><span class="s19">Michael </span><span class="s19">Kennedy</span></b><span class="s7"> della Royal Hiberrnian </span><span class="s7">Academy</span><span class="s7">. </span></p>
<p class="s10"><span class="s7">In questo quadro, l</span><span class="s7">a “missione”, che <b>l’Associazione nazionale Carabinieri</b></span><b><span class="s7">,</span><span class="s7"> sez</span><span class="s7">.</span><span class="s7"> Irlanda</span></b><span class="s7">,</span><span class="s7"> ha fatto propria, è quella di dedicarsi al recupero della memoria per quelle vittime del naufragio, alla cura ed alla custodia dei luoghi delle sepolture, pulendo, mettendo fiori, installando lapidi commemorative. </span><span class="s7">L</span><span class="s7">’iniziativa è stata ufficialmente salutata dal <b>Presidente della Repubblica Irlandese Michael D. Higgins</b> con un messaggio di grande sensibilità</span><span class="s7">, che riportiamo qui:</span></p>
<p><b>MESSAGGIO DEL PRESIDENTE D’IRLANDA <span class="s7">MICHAEL D. HIGGINS</span><span class="s7"> in occasione del</span><span class="s7">la </span><span class="s7">COMMEMORAZIONE DELLA TRAGEDIA DELL’ARANDORA STAR</span></b></p>
<p class="s10"><span class="s7">TERMONCARRAGH CEMETERY. CO.MAYO </span><span class="s7">DOMENICA</span><span class="s7">, </span><span class="s7">27 giugno 2021</span><span class="s7">.</span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-42763" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CC61657E-DD71-4C36-B0CF-B14669100DF2-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />“Nel ruolo di Presidente della Repubblica irlandese desidero unirmi alla comunità’ italiana e a tutti i suoi amici, in occasione dell</span><span class="s7">-inaugurazione </span><span class="s7">della lapide presso il cimitero di Termoncarragh (Mayo) in memoria delle 446 vittime italiane della tragedia dell’Arandora Star del 2 luglio 1940.</span></p>
<p class="s10"><span class="s7">Questa lapide si aggiunge ad altri memoriali presenti in territorio Britannico e in Italia in memoria della tragedia. Noi ricordiamo anche le vittime di nazionalità tedesca, austriaca e britannica che persero la vita nella tragedia. </span></p>
<p class="s10"><span class="s7">Alcune vittime della tragedia hanno trovato sepoltura nelle nostre coste o in altri luoghi di queste isole, dopo che le loro salme sono state spinte a terra dal mare nei giorni successivi alla tragedia. </span></p>
<p class="s10"><span class="s7">Negli ultimi anni gli storici sono riusciti a far luce alla sequenza degli eventi, ad essi la nostra gratitudine, poiché desideriamo non solo commemorare gli eventi del passato, ma conoscerli ed imparare da essi, ricordando gli effetti disastrosi del militarismo fuori controllo, dell’arroganza della conquista e del desiderio distruttivo del dominio, che hanno accecato per lungo tempo le nostre civiltà, ricordando sempre l’orrore, la morte, le sofferenze che i conflitti armati si lasciano dietro. </span></p>
<p class="s10">Vorrei segnalare tutti coloro che sono stati coinvolti in questa commemorazione, in particolare Franco Morelli, presidente dell’ANC sez Irlanda, per avermi invitato. Non posso essere presente fisicamente, lo sono con lo spirito per ricordare gli italiani e le altre vittime dell’Arandora Star.<br />
Colgo l’occasione per esprimere solidarietà ed amicizia a tutti gli italiani residenti in Irlanda, sia alle comunità residenti da lunga data, come quelle originarie della Valcomino, sia a quelle di recente arrivo che tanto contribuiscono allo sviluppo della società irlandese”.</p>
<p class="s18"><span class="s12">Anche i</span><span class="s12">l <b>Pres. </b></span><span class="s21"><b>Mattarella</b></span><span class="s12"> e RAI2Tg-Storie ne hanno recentemente parlato. </span></p>
<p class="s18"><span class="s16">Riportare alla luce la verità sull’</span><span class="s22"><b>Arandora Star</b></span><span class="s16">, restituire giustizia a queste vittime innocenti della storia, sono compiti che </span><span class="s16">l</span><span class="s16">’</span><span class="s16">Associazione Italiana dei Carabinieri di </span><span class="s16">Fran</span><span class="s16">c</span><span class="s16">esco Morelli </span><span class="s16">disimpegna</span><span class="s16">no</span><span class="s16"> in modo eccellente</span><span class="s16">. </span><span class="s16"><b>Casalattico</b>, che piange cinque suoi concittadini</span><span class="s16"> di questa tragedia</span><span class="s16">, </span><span class="s16">sarà orgogliosa di contribuire alla loro memoria, </span><span class="s16">il prossimo </span><span class="s16">7</span><span class="s16">agosto</span><span class="s16">.</span></p>
<p class="s18"><span class="s4">Dopo la rievocazione dell’evento e la benedizione della targa, l’”Associazione Nazionale Carabinieri sez. Irlanda”</span><span class="s4">,</span><span class="s4"> organizzatrice della manifestazione in collaborazione con l’Associazione </span><span class="s4">Valcomino</span><span class="s4"> Senza Confini e Associazione Society, offrirà’ ai convenuti un breakfast tipico irlandese.</span></p>
<p class="s27"><b><span class="s26">“Quel che abisso tace”. </span>Il romanzo Storico di Maura Maffei  sulla  tragedia dell’Arangona Star.</b></p>
<p class="s27"><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Il libro è scritto molto bene con pagine di lirismo e di pathos profondo che accompagnano ogni riga del racconto.</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">“Paura, fame, disprezzo verso i prigionieri  sono descritti dall’autrice in modo sincero, intenso, commosso, drammatico</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-42764 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/0B858F86-F4CE-4827-913C-6E7EE7F853A6-205x300.png" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/0B858F86-F4CE-4827-913C-6E7EE7F853A6-205x300.png 205w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/0B858F86-F4CE-4827-913C-6E7EE7F853A6.png 323w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></p>
<p class="s18"><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Ne proponiamo poche righe: </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">“Tutto era stato profanato, nel</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">l</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">o scorrere di poche ore. La dolce quiete della famiglia e dei ricordi, il profumo di spigo della camera da letto, l’azzardo dei sogni che a vent’anni non vogliono cedere… Perfino la luna lo schiaffeggiava di luce, nel buio che nessuna lampada scolorava. Attraverso la grata e il vetro opaco di polvere, si posava insolente sul muso tumefatto, violandone lo strupro dei lineamenti” (p. 25), scrive </span></span><span class="s22"><span class="bumpedFont15">Maura Maffei </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s22"><span class="bumpedFont15">Oscar</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">subito dopo il suo </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">internamento.</span></span></p>
<p class="s18"><span class="s22"><span class="bumpedFont15">Oscar</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">, il protagonista, è un </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">italo-</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">irlandese, nato da madre irlandese e papà italiano</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">, un espediente che dà all’autrice la possibilità di avvicinarsi alla cultura irlandese di cui ne ammira profondamente la storia.</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">Luoghi e persone dell’”Isola del</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">lo smeraldo</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">” vi vengono descritti con accuratezza.</span></span></p>
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<p>Leggi anche l’imtervista di Enzo Farinella a cura di Mimma Cucinotta.</p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="K5gKoWc4hE"><p><a href="https://www.lafrecciaweb.it/amp/2021/07/15/casalattico-fr-ricorda-i-446-italiani-periti-sullarandora-star-in-una-notte-senza-stelle-del-2-luglio-1940-messaggio-del-presidente-della-repubblica-dirlanda-higgins/">Casalattico (Fr) ricorda i 446 italiani periti sull’Arandora Star in una notte senza stelle del 2 luglio 1940. Messaggio del Presidente della Repubblica d’Irlanda Higgins</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Casalattico (Fr) ricorda i 446 italiani periti sull’Arandora Star in una notte senza stelle del 2 luglio 1940. Messaggio del Presidente della Repubblica d’Irlanda Higgins&#8221; &#8212; lafrecciaweb.it" src="https://www.lafrecciaweb.it/amp/2021/07/15/casalattico-fr-ricorda-i-446-italiani-periti-sullarandora-star-in-una-notte-senza-stelle-del-2-luglio-1940-messaggio-del-presidente-della-repubblica-dirlanda-higgins/embed/#?secret=x7073FFL18#?secret=K5gKoWc4hE" data-secret="K5gKoWc4hE" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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