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	<title>nazismo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La storia del binario 21: emblema dell’indifferenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 15:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Di Antonella La Mantia Come l’indifferenza e il silenzio uccisero migliaia di ebrei, dissidenti politici e partigiani Tra il 1943 e il 1945 lontano dagli occhi e sotto quella che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/25/la-storia-del-binario-21-emblema-dellindifferenza/">La storia del binario 21: emblema dell’indifferenza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Di Antonella La Mantia</b><br />
Come l’indifferenza e il silenzio uccisero migliaia di ebrei, dissidenti politici e partigiani</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Tra il 1943 e il 1945 lontano dagli occhi e sotto quella che sembrava apparentemente una normale stazione centinai di deportati, uomini, donne e bambini, venivano caricati a forza su vagoni merci. Strappati dalla loro vita e privati della loro identità, erano trasportati nei campi di concentramento, sterminio, raccolta e smistamento.</p>
<p>Il memoriale della Shoah di Milano sorge in un’area della Stazione Centrale a cui si aveva accesso diretto da via Ferrante Aporti, situata al di sotto dei binari ferroviari ordinari e originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali. Per raggiungerlo basta costeggiare piazza Luigi di Savoia al di fuori della stazione, raggiungendo la porta di via Ferrante Aporti.</p>
<p>La sua posizione nascosta, al di sotto del manto stradale, permetteva all’esercito di eseguire nella maniera più discreta e nascosta possibile le partenze.</p>
<p>Una volta pieno, il vagone veniva sollevato silenziosamente con un montavagone tra i binari 18 e 19, appartenenti alla “vera” stazione dei tempi, dove veniva agganciato al carro locomotore per poi partire verso i campi di destinazione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52435" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1.jpg 1536w" alt="" width="292" height="389" /><figcaption class="wp-element-caption">Photocredit @antonellalamantia</figcaption></figure>
</div>
<p>In ciascuno dei vagoni appartenenti ai ventitré treni che partirono dal binario, vennero caricate e stipate con forza, usando calci, pugni e bastonate, dalle 50 alle 80 persone. Privi di finestre, cibo e acqua uomini, donne e bambini erano trattati come degli animali (se non peggio). Durante i 7 giorni di viaggio erano costretti a procurarsi bagni e letti di fortuna, cercando di creare con unghie e mani delle fessure per poter respirare.</p>
<p>Partire era considerata una condanna a morte non annunciata. Famiglie vennero separate, storie d’amore spezzate, donne incinte costrette a dare alla luce i propri figli in condizioni disumane; questa era la realtà dell’epoca.</p>
<p>All’ingresso del memoriale è presente una grande scritta, simbolo del silenzio del genere umano e una delle principali cause del patimento di questa povera gente: INDIFFERENZA. Termine di cui purtroppo alcune persone sono ancora schiave. Alcuni cittadini milanesi alla mia domanda “sa dove si trova il memoriale?” mi hanno confidato di non conoscerne neanche l’esistenza, sebbene ormai sia un simbolo della Shoah.</p>
<p>Il cuore della struttura sono i 4 carri merci situati al centro dell’edificio, il cui senso di oppressione causato dalla loro piccolezza non lascia spazio neanche a un respiro. <em>I miei parenti di Veroli, Rizzi Virginia nipote, nonno Michele coniugato con Spicchino Regina deportato il 5 aprile del 1944</em>, così recita una delle tante lettere affisse sul legno del vagone. I parenti di coloro la cui vita venne strappata cercarono e cercano in tutti i modi di non cancellarne il ricordo, salvandone la memoria.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-52436" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera.jpg 1536w" alt="" width="315" height="419" /><figcaption class="wp-element-caption">Photocredit @antonellalamantia</figcaption></figure>
</div>
<p>La parte più suggestiva del memoriale è il Muro dei Nomi. Una lunga parete su cui vengono proiettati i nomi di tutti i deportati che lasciarono la propria vita su quei vagoni e in quella spettrale stazione. Tra questi sono evidenziati quelli delle persone che riuscirono a fare ritorno dai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Purtroppo, sono solo 27 quelli ad illuminarsi <em>[dati forniti dalla Fondazione CDEC, Centro di Documentazione Ebraica, Milano].</em></p>
<p>Questo il luogo dove ebbe tristemente inizio l’orrore della Shoah a Milano in cui, per anni, molte furono le persone costrette a partire e pochissime quelle a tornare. Tra i superstiti ricordiamo Liliana Segre, che il 19 gennaio del 2018 venne nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Mattarella.</p>
<p>Il binario 21 è percepito <em>come debito doveroso verso chi non è più tornato dai viaggi verso lo sterminio, ma un luogo vivo per chi avrà domani la responsabilità di migliorare la società e i rapporti umani </em>[Yad Vashem, Ente nazionale per la Memoria della Shoah].</p>
<p>Oggi è diventato un museo della memoria, una testimonianza di una delle pagine più buie del Novecento e del suo degrado, di cui la Shoah ne è il massimo esempio. Il suo compito è proprio questo: sconfiggere l’indifferenza e l’ignoranza, impedendo che atrocità simili si ripetano.</p>
</div>
<p>Photocover @antonellalamantia</p>
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		<title>Riconciliazione a Filetto (L’Aquila), con gli auspici del Presidente tedesco Steinmeier e del cardinale Marx</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/14/riconciliazione-a-filetto-laquila-con-gli-auspici-del-presidente-tedesco-steinmeier-e-del-cardinale-marx/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=riconciliazione-a-filetto-laquila-con-gli-auspici-del-presidente-tedesco-steinmeier-e-del-cardinale-marx</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2022 05:40:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1922" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-1024x769.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-768x577.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-1536x1153.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-2048x1538.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-1920x1442.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-1170x879.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A1960AC6-49EB-4DE1-BFB9-8A61332DD7D5-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Antonio Bini  La commemorazione del 78° anniversario dell&#8217;eccidio di Filetto da parte dell&#8217;esercito nazista il 7 giugno 1944. Quest&#8217;anno, per la prima volta,  la presenza di  una delegazione tedesca si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/14/riconciliazione-a-filetto-laquila-con-gli-auspici-del-presidente-tedesco-steinmeier-e-del-cardinale-marx/">Riconciliazione a Filetto (L’Aquila), con gli auspici del Presidente tedesco Steinmeier e del cardinale Marx</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><i>di Antonio Bini</i></strong></p>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> La commemorazione del 78° anniversario dell&#8217;eccidio di Filetto da parte dell&#8217;esercito nazista il 7 giugno 1944.</div>
<div data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quest&#8217;anno, per la prima volta,  la presenza di  una delegazione tedesca si inserisce nell’ambito del percorso di chiarimento e di pacificazione tra Germania e Italia,  a distanza di 77 anni dalla fine della seconda guerra mondiale ed in particolare delle barbarie compiute dal nazismo.</div>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><br />
L’AQUILA &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a piccola comunità abruzzese </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Filetto</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, frazione del comune dell’Aquila, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha accolto  </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Rainer</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Schnitzer</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">borgomastro di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Pöcking</b></span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">giunt</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in Abruzzo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per partecipare alla commemorazione di 17 </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">civili </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">uccisi per rappresaglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">7 giugno 1944</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, dopo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’uccisione di un tedesco</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> nel corso di uno scontro a fuoco con un gruppo di partigiani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> della banda “<b>Giovanni Di Vincenzo</b>”.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Accompagnava </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Schnitzer</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> una </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">qualificata delegazione, comprensiva di </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Wolfram </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Staufenberg</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Albert </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Luppart</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, rispettivamente, secondo e terzo sindaco</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> della cittadina bavarese.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Quella di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Filetto</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è una </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vicenda</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">intricata </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che racchiude molteplici </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">aspetti umani e storici. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il dramma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">è stato s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">empre </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">intensamente dalla piccola comunità, che soffrì anche la devastazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> l’incendio di molte case</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, razzie e furti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">C</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i vollero due giorni per spegnere l’incendio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">el </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">povero </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">aese </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di montagna, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a 1.070 m. di altezza, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">situato a 18 km da </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">L’Aquila,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che allora contava 650 abitanti, in genere </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">pastori e contadini</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">olti per sopravvivere alla miseria </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">emigrarono.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Oggi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono rimaste </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">poco più di cento </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">persone</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, inevitabilmente legate a quei morti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l paese si sentì estraneo all’uccisione del</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">militare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tedesco perché non avvenuto per mano di uno della comunità che fino ad allora aveva stabilito buoni rapporti con tedeschi che vivevano a </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, tanto che viene tuttora ricordato come uno di loro il maresciallo </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Hermann </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Schafer</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, responsabile del presidio che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> nel tentativo di fermare l’inizio della rappresaglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> venne ucciso da un commilitone</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, tra quelli giunti in forze da </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Paganica</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e altri centri. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Peraltro, precedentemente non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">erano mancati </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gravi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">episodi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Tra questi si segnala l’uccisione a freddo, nel novembre 1943, di un pastore quindicenne al pascolo nei pressi del paese.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nel 1969 la storia dell’eccidio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iemerse improvvisamente dall’oblio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per effetto di un articolo pubblicato dal settimanale </span></span><b><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Der</span></span> <span class="s14"><span class="bumpedFont15">Spiegel</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b> </b>del 7 luglio 1969 dal titolo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> “Crimini di guerra. Il vescovo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Piombo teutonico”, che metteva in evidenza il passato del capitano </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Matthias</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">presentato come criminale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">che dopo il ritorno in Germania entrò in seminario per diventare sacerdote nel 1949. Una scelta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">conseguente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">al tormento seguito alle vicende della guerra e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella strage. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La consacrazione a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vescovo e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quindi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">v</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">icario dell’arcivescovo di Monaco di Baviera, cardinale </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Julius </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Döpfner</span></span></b><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>,</b> suo sostenitore,</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">trasformò</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">mons</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">. </span></span><b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Matthias</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span> </b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">in</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">un </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">bersagli</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> dei media.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Del paese abruzzese</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, in realtà,</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> interessava molto meno.</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">La lettura del</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">la stampa dell’epoca e </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">del</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">saggio “</span></span><span class="s15"><span class="bumpedFont15">Morte a Filetto</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">”, ed. Mursia, Milano, 1970, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">curato da</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">l </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Aldo Rasero</b></span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, maggiore degli alpini e comandante partigiano</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> nell’area</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">si </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">percepisce </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">una strumentalizzazione dell’eccidio contro la chiesa tedesca. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Se fosse rimasto un semplice sacerdote forse non si sarebbe più parlato dell’ex capitano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Non è questa la sede per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">andare oltre ad un accenno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quelle vicende, ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> opportuno segnalare come da fonti tedesche ri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">prese </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’autorevole</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> saggio di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Costantino Felice</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>,</b> </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Dalla Maiella alle Alpi: guerra e resistenza in Abruzzo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ed. Donzelli, Roma, 2014</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’ordine </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">del maggiore, poi generale, </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Hans </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Boelsen</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span></b> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">di “incendiare il paese e fucilare tutti gli abitanti maschi”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">venne rifiutato, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tanto da essere stato minacciato di morte</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">A quel punto l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a sorte dei filettesi era segnata. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Seguì un ordine u</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fficiale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Defregger</b></span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">delegò al sottotenente </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Paul </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ehlert</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, il quale avrebbe a sua volta delegato un caporal maggiore, rimasto anonimo, che mise in atto la strage.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">are </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><strong><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span></strong><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, che non era presente, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">bbia</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">cerca</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">to </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di ridurre </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il numero delle vittime rispetto a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">llo sterminio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">voluto d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Hans </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Boelsen</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">primo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> responsabile della strage, che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si ripeté </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">solo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quattro</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> giorni dopo, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ordinando </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> massacro nella vicina frazione di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Onna</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.  Una vicenda </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dimenticata </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che riemerse solo dopo il terremoto del 2009 che sconvolse la piccola frazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> provocando morti e distruzioni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, che non </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lasciarono indifferente la Germania</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sanguinario </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Boelsen</b></span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il 22 giugno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">1944 </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si macchiò</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">anche della strage di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Gubbio</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dove</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> furono assassinati 40 civili. </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Der</span></span> <span class="s14"><span class="bumpedFont15">Spiegel</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e altri media ignorarono il ruolo determinante di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Boelsen</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, deceduto nel 1960.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">media </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si occu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">arono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di quel tragico </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">eccidio avvenuto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in quel “paesetto montano” (</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Der</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Spiegel</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, con </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">molti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">g</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iornalisti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">he </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cercarono invano di intervistare mons. <b>Defregger</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e lo stesso card. </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Döpfner</b></span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Una cortina di</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">silenzio si </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">innalzò </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">da parte della chiesa bavarese. Solo qualche dichiarazione si riuscì a strappare a </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Defregger</b></span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> pressato da giornalisti e t</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">v</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> che parlò di quella drammatica vicenda come di “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un terribile peso per la sua anima</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a consegna del silenzio si estese </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">addirittura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla chiesa bavarese a quella aquilana.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Tanto si evince dall’articolo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Gian Franco </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Vené</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b> </b>pubblicato su L’Europeo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">del 14 agosto 1969</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. Il giornalista </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">incontrò i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l parroco di Filetto, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">don <b>Demetrio Gianfranceschi</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chiar</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ì</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: “</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Il mio vescovo mi ha chiesto il silenzio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si saprà invece che il parroco </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">era impegnato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">affinché tra i filettesi emergesse il desiderio d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ella riconciliazione. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ricevette </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">anche l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a toccante </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lettera </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">di </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Berta</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Schreiner</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vedova del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sergente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rimasto ucciso, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> 25 anni </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dopo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">la morte del marito</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> <b>Adolf</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> insieme ai figli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, <b>Rudolf</b>, <b>Manfred</b> e <b>Hans</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> scri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sse</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> di perdonare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chi aveva colpito a morte il marito. <b>Don Demetrio</b> s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i recò anche a Monaco insieme ad alcuni parenti delle vittime</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per incontrare </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lo stesso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Defregger</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che aveva </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">già </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dato la sua disponibilità a dimettersi da vescovo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">La </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">scelta del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">silenzio </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in ambito pubblico</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">fu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> da ritenere inopportun</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">tanto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per i familiari dei civili morti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">er l’immagine della chiesa bavarese</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per lo stesso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> filettesi non intesero concedere alcun perdono </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">enza un segno di pentimento, senza una richiesta di perdono e una parola di pietà per i morti.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Anche in quelle settimane</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> in cui la vicenda era </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">all’attenzione </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i media internazionali</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e poi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">durante la lavorazione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> del film “</span></span><b><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Quel giorno </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">D</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">io non c’era</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Der</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Tag, an </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dem</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Gott</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nicht</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> da war), di </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Osvaldo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Civirani</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, l</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a piccola comunità rimase </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dignitosamente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">chiusa nel suo dolore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, non desiderando alcuna notorietà per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">quella</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> tragedia.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Dopo la morte di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Defregger</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, avvenuta nel 1995, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il comune di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"><b>Pöcking</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cittadina di 5600 abitanti </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">sul lago di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"><b>Starnberg</b></span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dove </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’ex capitano visse appartato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in una proprietà di famiglia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> decise di dedicargli </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">una </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">piccola strada </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vicina </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">al cimitero</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">per ricordare i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l religioso che era stato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">rispettato e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">stimato dalla popolazione.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Lo scorso anno la storica </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Marita Krauss</b>,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> scrivendo un saggio sulla storia della cittadina segnalò al sindaco come quella denominazione fosse </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">discutibile per il controverso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">passato</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">del vescovo. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Da qui la decisione del sindaco di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">avvia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> contatti con </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Giovanni Altobelli</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">prof. <b>Domenico </b></span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Cupillari</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, presidente del Centro </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Sociale per </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Anziani di Filetto per sondare la possibilità di vedere accolta una delegazione guidata dallo stesso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">borgomastro</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> in occasione della commemorazione del 7 giugno. </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Il prof. </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Cupillari</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> promosse un’assemblea che valutò positivamente </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">la richiesta.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">L’</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">anniversario è stato quindi celebrato insieme alla rappresentanza tedesca</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con la partecipazione de</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lla <img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-55090" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-283x300.jpeg" alt="" width="283" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-283x300.jpeg 283w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-967x1024.jpeg 967w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-768x813.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-1450x1536.jpeg 1450w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-1170x1239.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092-585x620.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/F42B3D42-7EDD-4749-9BEE-8A2648753092.jpeg 1827w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" />sezione </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>alpini di Camarda</b>, dalla delegazione <b>dell’ANPI</b> <b>dell’Aquila</b> e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">del consigliere <b>Leonardo </b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Scimia</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">su delega del sindaco dell’Aquila. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La celebrazione della messa è stata presieduta da </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">don <b>Domenico Marcocci</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, nativo di Filetto. Nella sua omelia ha sottolineato i valori </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">universali </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">della pace e del perdono</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, facendo notare ai presenti che il calice con cui celebrava messa</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">era stato donato dalla </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Arcid</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iocesi di Monaco. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">A seguire si è formato un corteo verso il cimitero </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">preceduto dagli alpini </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">poi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sostato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">davanti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l modesto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">monumento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che ricorda l’eccidio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">realizzato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">grazie ai</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> denari inviati dagli emigrati in America</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<div id="attachment_55091" style="width: 248px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-55091" class="wp-image-55091 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-238x300.jpeg" alt="" width="238" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-238x300.jpeg 238w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-813x1024.jpeg 813w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-768x968.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-1219x1536.jpeg 1219w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-1625x2048.jpeg 1625w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-1920x2419.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-1170x1474.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-585x737.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/74FABF82-BDAE-4E45-B1CB-06C59FC28EC3-scaled.jpeg 2032w" sizes="(max-width: 238px) 100vw, 238px" /><p id="caption-attachment-55091" class="wp-caption-text">la giornalista Sandra Sedlmaier traduce in italiano l’intervento di Rainer Schnitzer</p></div>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Dopo le note del silenzio, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l sindaco </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Rainer</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Schnitzer</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b> </b>ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">deposto una corona d’alloro, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con il picchetto di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">due carabinieri, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">per poi s</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">aluta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">re</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> i presenti</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> spiegando che da bambino era stato chierichetto di mons. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defragger</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e che a distanza d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i anni ha capito che l’ex capitano non si era mai recato a Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> né aveva chiesto perdono. Con voce commossa ha detto: “</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Questo gesto lo vogliamo recuperare oggi. Siamo qui per commemorare e onorare le vittime</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.  Un gesto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sentito</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">accompagnato </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dagli applausi e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">seguito </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla lettura dei </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messaggi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">del presidente della Repubblica</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> federale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> tedesca </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e del cardinale di Monaco di Baviera, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diretti al sindaco di </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Pöcking</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> alla comunità di Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">letti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in italiano</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla prof.ssa </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Monika </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Hutmacher</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e dalla giornalista </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Sandra </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Sedlmaier</span></span></b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s13"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Al termine della lettura </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il sindaco h</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricev</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">uto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’abbraccio del </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">giovane </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">segretario dell’ANPI </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Tommaso </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Cotellessa</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che gli ha donato il suo fazzoletto tricolore.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">A seguire i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l pranzo preparato dalle donne e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">da</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">gli uomini di Filetto. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iatti </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e bicchieri </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono di plastica, le panche spartane, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il calore umano</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e la sincera ospitalità della gente di Filetto</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">senza pari</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Palpabile l’impegno della v. presidente del Centro Sociale per Anziani, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Antonella Marinelli</b></span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, impegnata in prima persona</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> dopo la scomparsa del prof. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Cupillari</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, avvenuta i primi di maggio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nemmeno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">un manifesto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">segnal</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">to </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">lo storico evento</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">stato volutamente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">vissuto in forma intima, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ma non per questo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">meno </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">solenne, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">dalla sola piccola comunità.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Tornando a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">messaggi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, p</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">arole nette quelle </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">espresse </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l presidente </span></span><b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Frank-Walter </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Steinmeirer</span></span></b> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">che ha</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> scritto c</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ome </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“sappiamo sempre troppo poco dei crimini tedeschi commessi in Italia. Le vittime, i loro discendenti, i superstiti hanno il diritto di non essere dimenticati”, ammettendo di sentire </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">“</span></span><b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">vergogna di fronte a crimini come quello di Filetto</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">ma anche gratitudine per il fatto che le nostre amiche ed i nostri amici italiani accettino così generosamente le nost</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">r</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e richieste di perdon</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">o e </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ch</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> ci invitino a piangere per le vittime insieme a loro.</span></span></b><span class="s10"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il suo messaggio va </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">anche </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">oltre l’eccidio di Filetto e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> fa pensare alla scia di sangue lasciata dai tedeschi in Abruzzo e in Italia.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Ma </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">un </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">rilievo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">specifico </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">assume </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">la lettera</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">del </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">cardinale </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Reinhard Marx</span></span> </b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diretta </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">ai </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">cari </span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">cittadini di Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">letta anche in chiesa, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">in cui, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">interrompe</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> il lungo silenzio della chiesa bavarese,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ricorda</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> &#8211;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">alludendo all’Ucraina</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“come il significato della guerra ci appare ancora una volta terribilmente chiaro”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">esprime</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ndo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il desiderio di essere </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">idealmente </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">con loro </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“nella commemorazione delle vittime innocenti, nelle sofferenze inflitte e nel rispetto di un faticoso percorso di comprensione tra tedeschi e italiani</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il cardinale n</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">on evita di entrare nel merito della vicenda di mons. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Defregger</b></span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">ponendosi </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">l’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">angoscioso </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">interrogativo “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">se non ci fosse una via d’uscita dal dilemma in cui si trovava</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">” che</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> resta senza risposta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, ammettendo comunque come </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sia necessario “esaminare criticamente il comportamento del vescovo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> prima e dopo il suo percorso religioso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e fare i conti con esso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">E con la storia.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il lungo e travagliato cammino verso la pace e la riconciliazione è venuto a compiersi quando</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">il paese è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ormai </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">spopolato</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, come tanti paesi della montagna abruzzese, mentre </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">molti di quelli che avrebbero desiderato partecipare a</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> questo atteso</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> momento </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">no</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">n ci sono più.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ccorre dare merito al sindaco </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Rainer</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Schnitzer</span></span></b><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> per aver promosso l’incontro e cercato di coinvolgere </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nell’inizia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">t</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">iva </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">così importanti livelli istituzionali in Germania</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">quando è </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">riemerso ancora una volta il passato d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ell’ex vescovo.</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Proprio per la stima e la </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">sua </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">conoscenza </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">diretta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha sentito di farsi umilmente carico della richiesta di perdono in luogo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">el vescovo</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">innanzi alla comunità di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Filetto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, mentre come borgomastro, ha inteso dare un segnale pubblico di attenzione che rendesse concreto e attuale il desiderio di pace tra Italia e Germania per una nuova cultura della memoria, dopo il nazismo e le tragedie della seconda guerra mondiale. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Un gesto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ncomiabile</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, non solo perché non era tenuto a farlo, ma ancor più perché del</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">la seconda vita di</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Defregger</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> aveva ed ha tuttora un ricordo positivo, di persona carismatica e</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> efficace predicatore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che rimarrà senz’altro nella sua sfera personale</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> e forse di molte altre persone</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.  A</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> livello pubblico ha </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">annunciato che in un prossimo consiglio comunale informerà della visita a Filetto e avanzerà la proposta di revocare la denominazione della strada.</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> Una storia esemplare che induce a riflettere. </span></span></p>
<p class="s13">photo cover:</p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">da sinistra: Antonella Marinelli, v. presidente Centro Sociale Anziani di Filetto, Wolfram Staufenberg, v. sindaco, don Domenico Marcocci, Tommaso Cotellessa (ANPI L’Aquila), Leonardo Scimia (Comune L’Aquila), Rainer Schnitzer, borgomastro di Pöcking</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/06/14/riconciliazione-a-filetto-laquila-con-gli-auspici-del-presidente-tedesco-steinmeier-e-del-cardinale-marx/">Riconciliazione a Filetto (L’Aquila), con gli auspici del Presidente tedesco Steinmeier e del cardinale Marx</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Sophie Scholl, sei volantini sfidano il Führer. Decapitata a 21 anni con il gruppo della ’Weiße Rose’. L’Europa la ricorda il 9 maggio 2021 a cento anni dalla nascita</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/30/sophie-scholl-sei-volantini-sfidano-il-fuhrer-decapitata-a-21-anni-con-il-gruppo-della-weise-rose-leuropa-la-ricorda-il-9-maggio-2021-a-cento-anni-dalla-nascita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sophie-scholl-sei-volantini-sfidano-il-fuhrer-decapitata-a-21-anni-con-il-gruppo-della-weise-rose-leuropa-la-ricorda-il-9-maggio-2021-a-cento-anni-dalla-nascita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 05:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[rosa bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Sophie Scholl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="300" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-scholl-...1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-scholl-...1-1.jpg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-scholl-...1-1-300x150.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-scholl-...1-1-585x293.jpg 585w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L’Unione europea dedicherà a Sophie Scholl un edificio del Parlamento europeo a Bruxelles, rendendo omaggio al sacrificio della giovane studentessa tedesca, giustiziata il 22 febbraio 1943 con il fratello Hans&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/30/sophie-scholl-sei-volantini-sfidano-il-fuhrer-decapitata-a-21-anni-con-il-gruppo-della-weise-rose-leuropa-la-ricorda-il-9-maggio-2021-a-cento-anni-dalla-nascita/">Sophie Scholl, sei volantini sfidano il Führer. Decapitata a 21 anni con il gruppo della ’Weiße Rose’. L’Europa la ricorda il 9 maggio 2021 a cento anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L’Unione europea dedicherà a Sophie Scholl un edificio del Parlamento europeo a Bruxelles, rendendo omaggio al sacrificio della giovane studentessa tedesca, giustiziata il 22 febbraio 1943 con il fratello Hans e Christoph Probst. Falcidiati qualche mese dopo anche Alexander Schmorell, Willi Graf e il loro professore di filosofia, Kurt Huber, tutti appartenenti al movimento di resistenza pacifica al Nazionalsocialismo la ‘’Weiße Rose’’(Rosa Bianca). Denunciarono gli orridi crimini consumati contro gli ebrei, la morte di trecentomila ebrei polacchi assassinati nel più bestiale dei modi dopo l’occupazione del Paese. Una incitazione a riflettere su un problema che riguardava profondamente tutti. una questione che richiamava i tedeschi alla corresponsabilità. Un affondo sull’inerte atteggiamento della popolazione responsabile e colpevole essa stessa di aver dato a ‘’questi uomini oscuri la possibilità di agire così…’’</em></strong></p>
<p><em>Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c’è quasi nessuno disposto a dare sè stesso individualmente per una giusta causa? È una giornata di sole così bella, e devo andare, ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all’azione</em>’’ queste le ultime parole sussurrate al limite dello stremo da<strong> Sophie Scholl </strong>prima che la gelida macchina del terrore tranciasse la sua vita, ad appena 21 anni. Nel cortile del carcere Stadelheim a Monaco, il 22 febbraio 1943, giunta al cospetto del boia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Reichhart">Johann Reichhart</a>, con una gamba fratturata i segni delle torture subite durante i giorni di prigionia, Sophie Scholl fu giustiziata con la ghigliottina, per alto tradimento contro il Terzo Reich e il Führer. Lo stesso giorno vennero decapitati insieme alla ragazza il fratello <strong>Hans,</strong> poco più grande e l’amico <strong>Christoph Probst.</strong> Due mesi dopo, morirono anche <strong>Alexander Schmorell,</strong> <strong>Willi Graf </strong>e il loro professore di filosofia, <strong>Kurt Huber. </strong>Un sommario processo e una sentenza emessa dal Tribunale del popolo di Monaco di Baviera, presieduto dal giudice-boia di Hitler, Roland Freiser, misero spietatamente fine all’anelito di libertà di quel gruppo di giovani studenti universitari antimilitaristi,  cristiani nella diversità delle confessioni religiose, protestanti, evangelici e cattolici , animati da umanità e giustizia, appartenenti al movimento di resistenza pacifica al Nazionalsocialismo  la <strong>‘’Weiße Rose’’</strong>(Rosa Bianca), che avevano osato sfidare il regime nazista.  ‘<i>’Non c’è nulla di più indegno per un popolo civile che lasciarsi “governare”, senza alcuna opposizione, da una cricca di irresponsabili dominati dai propri istinti. Non è forse vero che ogni onesto tedesco oggi si vergogna del suo governo? … Se il popolo tedesco è già così corrotto e deteriorato nella sua più intima essenza, da rinunciare, senza alzare neppure una mano ……al bene supremo che un uomo possiede e che lo eleva al di sopra di ogni creatura, ovvero alla libera volontà; se rinuncia alla libertà dell’uomo di intervenire sul corso della storia e sottoporlo alle proprie decisioni razionali; se i tedeschi, così privi di ogni individualità, sono ormai diventati una massa tanto insulsa e vile, allora davvero meritano la rovina’ … Se ognuno aspetta che sia l’altro ad iniziare, i messaggeri dellaNemesi vendicatrice si avvicineranno sempre di più, senza limiti, e allora anche l’ultima vittima sarà stata gettata senza senso nelle fauci del demone insaziabile</i>’’. Declamava così in alcune sue parti il testo del primo, di sei volantini clandestinamente sparsi e replicati in centinaia tra Austria e Germania nel 1942 e nelle prime settimane del 1943 che facendo appello a grandi ideali di democrazia e Libertà raccontavano l’infamia orrida dei crimini più orribili consumati in quegli anni contro gli ebrei. Veniva sottolineata una visione chiarissima dell’impossibilità di intendersi con il <i>nazionalsocialismo sul piano spirituale, perché esso non è spirituale</i>. Una realtà che, agli occhi di Sophie, del fratello Hans e dell’intero gruppo di giovani, offriva un’immagine completamente diversa. Già al suo primo apparire, la politica Hitleriana <i>era indirizzata all’inganno del prossimo.</i> Un movimento al suo sorgere <i>già profondamente corrotto che intendeva salvarsi solo attraverso continue menzogne</i>. ‘<b><i>’E’ incredibile come si debba ingannare un popolo per poterlo governare’’</i></b>. Nel secondo volantino la ‘<b>’</b><b>Weiße Rose</b><b><i>’’</i></b> rimarcava quanto scrivesse lo stesso Adolf Hitler in una delle prime edizioni del suo libro ‘Mein Kampf’ (La mia battaglia) una sorta di autobiografia pubblicata nel 1925, di esposizione del pensiero politico-programmatico del Partito nazionalsocialista, commentato da <i>Sophie Scholl:</i>. <i>il </i><i> “suo” libro (un libro che è stato scritto nel peggiore tedesco che io abbia mai letto; e, ciò nonostante è stato elevato al rango della Bibbia dal popolo dei poeti e dei pensatori).</i> Pur non pronunciandosi in difesa della questione ebraica, per loro stessa asserzione, Sophie Scholl e il gruppo della ‘Rosa Bianca’ denunciarono la morte di <b><i>trecentomila ebrei polacchi assassinati</i> <i>nel più bestiale dei modi </i></b>dopo l’occupazione del Paese. Una incitazione a riflettere su un problema che riguardava profondamente tutti i cittadini cristiani e non, una questione che richiamava i tedeschi alla <b>corresponsabilità. Un affondo sull’inerte atteggiamento della popolazione</b> responsabile e <b>colpevole </b>essa stessa di aver dato a ‘<i>’questi uomini oscuri la possibilità di agire così; essi sopportano questo “governo” che ha assunto su di sé una colpa infinita, certo, ma, soprattutto, essi stessi sono responsabili del fatto che tale governo ha potuto avere origine</i>!… Con infinito coraggio i giovanissimi attivisti tentarono di penetrare l’animo della gente e incitarla ad affrontare il dramma perché mai nessuno mai avrebbe potuto dirsi estraneo.<i> ‘<b>’Ciascuno è colpevole, colpevole, colpevole! </b></i><b> </b>‘’ <i>Perché il popolo tedesco è così inerte dinanzi a questi crimini, tanto orrendi e disumani? Quasi nessuno ci riflette. Qui noi vediamo il più orrendo delitto contro la dignità umana, un delitto che non ha confronti in tutta la storia dell’umanità. Anche gli ebrei sono uomini, qualunque sia la posizione che si vuole assumere sulla questione ebraica; e tutto questo è stato perpetrato contro degli uomini. Forse qualcuno dice che gli ebrei hanno meritato questo destino; questa affermazione sarebbe una mostruosa presunzione; ma, ammesso che qualcuno lo affermi, quale posizione assumerebbe in relazione al fatto che l’intera gioventù aristocratica polacca è stata sterminata (voglia Dio che ciò non sia ancora compiuto!)? In che modo, sono stati deportati in Germania, nei campi di concentramento per i lavori forzati, tutti i giovani tra i quindici e i venti anni, discendenti maschi di nobili casate; e in Norvegia, nei bordelli delle SS, tutte le ragazze della stessa età …..<b>È questo il segno che i tedeschi sono abbrutiti nei loro più intimi sentimenti umani? </b>….. Sembra così e così certamente è se i tedeschi non usciranno finalmente da questo torpore, se non protesteranno, dovunque e ogni volta che potranno, contro questa cricca di criminali, se non parteciperanno al dolore di queste centinaia di migliaia di vittime. E dovranno provare non solo compassione per questo dolore, no, ma molto di più: corresponsabilità. Ma egli non potrà dirsi estraneo: ciascuno è colpevole, colpevole, colpevole!</i> Dal sesto volantino del movimento della resistenza in Germania campeggia un <b><i>Appello a tutti i tedeschi!</i></b> sul volgere della  fine sicura della guerra. Ad Est le armate retrocedevano senza sosta, ad Ovest era attesa l’invasione, mentre come nel 1918, il governo tedesco tentava di deviare tutta l’attenzione sul crescente pericolo rappresentato dai sottomarini.  ‘’<i>Con certezza matematica Hitler conduce il popolo tedesco alla rovina. Hitler non può vincere la guerra, può solo prolungarla! ‘’</i>I sei Volantini del movimento della resistenza in Germania, decretarono la morte del minuto gruppo che aveva dato vita alla <b><i>Rosa Bianca</i></b> di resistenza pacifista al regime nazista, cui appartenevano oltre ai fratelli Sophie e Hans Scholl anche Alexander Schmorell, Willi Graf, tutti studenti dell’Università di Monaco e il loro professore di filosofia Kurt Huber, contro i quali si abbattè la violenza omicida della Germania nazionalsocialista. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-33375 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/rosa-bianca-..gruppoi.jpg" alt="" width="373" height="336" />Un gruppo di giovani fortemente integro e coerente fino all’ultimo alito di vita orrendamente falcidiata dalla morte nel segno eroico del coraggio e dell’azione verso <b><i>crimini che non hanno confronti in tutta la storia dell’umanità.</i></b><i> </i>Precorritori del tempo e forti nelle idee, immaginarono l’Europa del futuro, federalista, solidale, inclusiva, integrata, fondata su una economia sostenibile capace di affrancare la classe dei lavoratori.  ‘<i>’Ogni potere centralizzato, come quello che lo Stato prussiano ha cercato di esercitare in Germania ed in Europa, deve essere soffocato sul nascere. La Germania del futuro può essere soltanto federalista. Oggi, solo un sano ordinamento federalista può dare ancora nuova vita all’Europa indebolita. Con un ragionevole socialismo, la classe dei lavoratori deve essere liberata dalla sua condizione di profonda schiavitù. L’illusione di una economia autarchica deve scomparire dall’Europa. Ogni popolo, ogni individuo ha diritto ai beni del mondo<b>! Libertà di parola, libertà di religione, difesa del singolo cittadino dall’arbitrio della violenza di Stati criminali: questi sono i fondamenti della nuova Europa</b></i>’’ (Dal quinto Volantino della Rosa Bianca) <b>A cento anni dalla nascita</b>, il<b> 9 marzo 2021 </b>l’<b>Unione europea </b>dedicherà<b> a </b><b>Sophie Scholl </b><b>un edificio del <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-33378 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-Scholl.jpg" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-Scholl.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Sophie-Scholl-150x150.jpg 150w" alt="" width="292" height="292" />Parlamento europeo, </b>in Rue Wiertz 30-50 a Bruxelles, rendendo omaggio al sacrificio della giovane studentessa tedesca decapitata in nome della libertà, della pace e dei diritti umani<b>. </b>Ad annunciarlo nel corso della Giornata internazionale della donna, la presidenza dell’Europarlamento. Lo stesso giorno, nel cuore del quartiere europeo di Bruxelles, insieme alla giovane attivista, il fratello <strong>Hans,  Christoph Probst, </strong><strong>Alexander Schmorell, Willi Graf e Kurt Huber</strong> saranno celebrati come oppositori alle atrocità della dittatura nazista. <b> </b> <b>Contesto </b><b>Sophie Scholl</b><b>, </b>nata il 9 maggio 1921 a Forchtenberg in Germania da una famiglia liberale evangelica di Ulm, Incontrò il mondo cattolico ad Augsburg e a Monaco confrontandosi con il filosofo della cultura Theodor Haecker e con il fondatore del giornale cattolico Hochland, Carl Muth. La famiglia etra politicamente attiva, il padre, sindaco di Forchtenberg venne arrestato nel 1942 per aver criticato pubblicamente la politica di Hitler. Sophie con il fratello Hans, le sorelle Inge ed Elisabeth, seguirono il percorso degli adolescenti tedeschi, in quel momento catturati dal travolgente messaggio del Führer entrando a far parte della <i>Hitler Jugend</i>, ovvero Gioventù Hitleriana. Ben presto Sophie si rese conto quanto illusoria, fortemente pericolose e menzognera fossero le promesse della politica del Terzo Reich e decise malgrado la giovanissima età di orientare le sue idee verso l’antinazismo. Eclettica, amante dell’arte e della letteratura, conseguì il diploma di maestra d’asilo e nel 1942 iniziò a frequentare l’Università di Monaco. La vita universitaria si svolgeva in un clima sospetto e incombente.  Delatori appartenenti all’<i>Associazione degli studenti nazionalsocialisti, </i>quasi penetrante gli spazi rappresentavano un rischio per gli studenti non allineati perfettamente al regime nazista. Sophie, inizia a frequentare l’ambiente del fratello studente di Medicina e a riflettere sul comportamento di un credente cristiano di fronte alla dittatura, comprendendo l’urgenza di opporre resistenza ad un regime torbido e oscuro. La storia della ragazza racconta che giorno, durante una lezione universitaria, si imbattè in uno scritto lasciato a caso sotto il banco, il pensiero del foglio coincideva esattamente con le proprie idee e quelle del fratello Hans. Qualche mese dopo, nel 1942, anno dell’arresto del padre, attraverso un giro di amicizie Sophie entra a far parte nella “<strong>Rosa Bianca</strong>”, formato da un gruppo di studenti universitari che manifestavano volontà a resistere ed opporsi pacificamente al nazismo.  Sophie per la sua esuberanza e concretezza nell’azione, diviene così parte attiva del gruppo, scrive e diffonde volantini che incitano alla resistenza <b>non violenta</b> contro il Terzo Reich. In quegli anni leggere e ancor più scrivere volantini senza essere autorizzati dalla Gestapo, era reato.Libertà solidarietà e dignità umana, animavano lo spirito degli studenti universitari, antinazisti e antimilitaristi, tutti cristiani nella diversità delle confessioni religiose, protestanti ed evangelici, il gruppo era composto dai fratelli <b>Sophie e Hans Scholl,  Alexander Schmorell, Christoph Probst, Willi Graf, </b>e il professor<b>Kurt Huber</b> docente di filosofia. La piccola comunità elaborava concetti trasferendoli su <b>volantini </b>che avrebbero dovuto motivare sollecitando i cittadini tedeschi a respingere le imposizioni inique e inumane della dittatura, attraverso la <b>resistenza non violenta</b> contro la Germania nazionalsocialista di Hitler. Nelle ore che precedettero il momento cruciale della loro esistenza Sophie e Hans Scholl si prepararono alla diffusione dei volantini stampati ed elaborati nelle ultime notti. Riempita una valigia si recarono all’Università per la distribuzione prima dell’inizio delle lezioni..Dalle aule ai corridoi al secondo piano dello stabile accademico. E fu nell’atrio che l’addetto alla sorveglianza scorse i loro movimenti e chiuse le porte d’ingresso informò repentinamente la Polizia segreta della Germania nazista <b>Geheime Staatspolizei (Gestapo</b>), I fratelli School furono arrestati e condotti a palazzo Wittelsbach, famigerata sede della Gestapo. Fuori dal mondo sottoposti ad interrogatori ininterrotti per giorni e notti, Sophie e Hans non conoscevano la sorte degli altri amici del gruppo. Solo casualmente in cella, seppero dell’arresto dei loro compagni. Serenità e lucidità accompagnarono gli imputati nel giorno dell’udienza del processo falsato. “Sono in tanti a pensare quello che noi abbiamo detto e scritto; solo che non osano esprimerlo a parole” una frase ardita espressa da Sophie intervenuta al processo che non costituì affatto un’aggravante della sua posizione perché nulla sarebbe cambiato pur con espressioni diverse. Il Tribunale pronunciò la condanna a morte. I fratelli Scholl sarebbero stati ghigliottinati. <img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-33386 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Tomba-di-Hans-e-Sophie-Scholl-300x166.jpg" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Tomba-di-Hans-e-Sophie-Scholl-300x166.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/04/Tomba-di-Hans-e-Sophie-Scholl.jpg 400w" alt="" width="502" height="278" />La condanna fu eseguita nella struttura carceraria destinata alle esecuzioni capitali, la prigione di Monaco-Stadelheim, nei pressi della foresta di Perlach dove nel 1974 lo scultore William Breitsameter ha realizzato un’opera d’arte in memoria del sacrificio di Sophie e Hans School. Le salme degli esponenti della “Weiße Rose” riposano nel cimitero di Friedhof am Perlacher Forst. <strong>S</strong>ophie Scholl, tomba 73-1-18/19<br />
Hans Scholl, tomba 73-1-18/19<br />
Christoph Probst, tomba 73-1-18/19<br />
Alexander Schmorell, tomba 76-1-26</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/04/30/sophie-scholl-sei-volantini-sfidano-il-fuhrer-decapitata-a-21-anni-con-il-gruppo-della-weise-rose-leuropa-la-ricorda-il-9-maggio-2021-a-cento-anni-dalla-nascita/">Sophie Scholl, sei volantini sfidano il Führer. Decapitata a 21 anni con il gruppo della ’Weiße Rose’. L’Europa la ricorda il 9 maggio 2021 a cento anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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