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	<title>Nicole Gravier Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>PARIGI–ROMA: SGUARDI AL FEMMINILE-   le mostre di Agnès Varda e Nicole Gravier</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma i due percorsi espositivi confermano la vocazione di Accademia di Francia a Roma Villa Medici come luogo di ricerca e dialogo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Per il <strong>settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma i due percorsi espositivi </strong>confermano la vocazione di <strong>Accademia di Francia a Roma Villa Medici</strong> come luogo di ricerca e dialogo tra arti, città e linguaggi. Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026</em></h4>
<p>Dal <strong>25 febbraio 2026</strong> l&#8217;Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici apre al pubblico <strong>due mostre</strong> che, con linguaggi diversi ma complementari, attraversano il rapporto tra <strong>immagini e immaginario</strong>, tra <strong>vita quotidiana e rappresentazione</strong>, tra <strong>sguardo femminile</strong> e dispositivi della cultura di massa. Da una parte la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’opera fotografica di <strong>Agnès Varda (1928–2019)</strong>, intitolata <em><strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong></em> (25 febbraio – 25 maggio 2026), omaggio che si inserisce nelle celebrazioni per il <strong>settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma (1956–2026)</strong>. Dall’altra <em><strong>Nicole Gravier. Fotoromanzo</strong></em>(25 febbraio – 4 maggio 2026), prima mostra istituzionale in Italia dell’artista francese che ha fatto del <em>détournement</em> e della decostruzione degli stereotipi mediatici una pratica pionieristica, con un lavoro che trova un’eco diretta nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta.<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-117767 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2.jpeg" alt="" width="435" height="290" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2.jpeg 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></p>
<p>Il doppio appuntamento conferma la vocazione di <strong>Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong> come luogo di ricerca e di dialogo tra arti, città e linguaggi: la fotografia come campo di sperimentazione e memoria, il cinema come estensione naturale dello sguardo, l’immagine popolare come terreno di conflitto e consapevolezza. Due percorsi che invitano il pubblico a interrogarsi su come si costruiscono le narrazioni visive e su come, a partire da un dettaglio, da un volto, da una posa o da una didascalia, si possa raccontare un’epoca.</p>
<p><em><strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong></em></p>
<p><strong>25 febbraio – 25 maggio 2026</strong></p>
<p><strong><em>La Parigi di Agnès Varda</em></strong></p>
<p>Curatrice: Anne de Mondenard, musée Carnavalet – Histoire de Paris.</p>
<p>Con la collaborazione eccezionale del musée Carnavalet – Histoire de Paris, Paris Musées e Rosalie Varda.</p>
<p><strong><em>L’Italia di Agnès Varda</em></strong></p>
<p>Curatrice: Carole Sandrin, Institut pour la photographie.</p>
<p>In coproduzione con l’Institut pour la photographie des Hauts-de-France, sulla base del fondo fotografico e degli archivi della Succession Agnès Varda.</p>
<p>Con <strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong>, Villa Medici rende omaggio all’artista e regista attraverso la <strong>prima grande retrospettiva italiana</strong> dedicata alla sua opera fotografica. È un invito a entrare in un universo in cui <strong>fotografia e cinema</strong> si richiamano costantemente, non come discipline separate ma come forme comunicanti di una stessa “scrittura per immagini”: la fotografia come taccuino, come prova, come gesto di osservazione; il cinema come eco e sviluppo narrativo di quel medesimo sguardo.<img decoding="async" class="size-full wp-image-117764 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5.jpg" alt="" width="246" height="353" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5.jpg 246w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5-209x300.jpg 209w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /></p>
<p>Il cuore simbolico della mostra è <strong>Parigi</strong>, e più precisamente il <strong>cortile-atelier di rue Daguerre</strong>, luogo di vita, di lavoro e di sperimentazione per quasi sette decenni, spazio inscindibile dall’identità artistica di Varda. Intorno a quel cortile &#8211; trasformato in studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954 &#8211; si costruisce un racconto che mette in scena una Parigi vissuta “dal basso”: il quartiere, le strade, i volti, le presenze marginali, le relazioni, l’ironia, la tenerezza e, insieme, la precisione con cui Varda sa cogliere il tempo storico nella trama della quotidianità.</p>
<p>Accanto agli anni parigini, il percorso si apre a un’altra geografia decisiva: <strong>l’Italia</strong>, vissuta e osservata da Varda in momenti cruciali della sua formazione e della sua maturità. Le fotografie realizzate durante i viaggi da <strong>Venezia a Roma</strong>, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici, risuonano come un controcampo che mette in luce la sua capacità di abitare i luoghi senza mai ridurli a scenario. Sono immagini in cui il pittoresco si intreccia con l’intelligenza compositiva, con un’attenzione quasi grafica per <strong>ombre, contrasti, geometrie</strong>, e con quella curiosità che la spinge a cercare &#8211; sempre &#8211; ciò che passa inosservato.</p>
<p>La mostra mette in dialogo l’opera della fotografa con quella della cineasta attraverso un insieme di <strong>130 stampe originali</strong>, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. Il progetto nasce dal <strong>musée Carnavalet – Histoire de Paris</strong> (presentato a Parigi dal <strong>9 aprile al 24 agosto 2025</strong>) ed è curato da <strong>Anne de Mondenard</strong> con <strong>Paris Musées</strong>, con la collaborazione eccezionale del <strong>musée Carnavalet – Histoire de Paris</strong>, <strong>Paris Musées</strong> e <strong>Rosalie Varda</strong>. L’approfondimento dedicato all’Italia è curato da <strong>Carole Sandrin</strong> ed è realizzato in coproduzione con l’<strong>Institut pour la photographie des Hauts-de-France</strong>, sulla base del fondo fotografico e degli archivi della <strong>Succession Agnès Varda</strong>. Alla base del percorso, un lavoro di ricerca durato oltre due anni, costruito sul fondo fotografico di Varda e sugli archivi di <strong>Ciné-Tamaris</strong>, la società di produzione da lei fondata e oggi diretta dai figli <strong>Rosalie Varda</strong> e <strong>Mathieu Demy</strong>.</p>
<p>Il racconto espositivo è articolato in <strong>nove capitoli</strong>, che compongono una biografia per immagini, fatta di luoghi e di ossessioni poetiche: dagli esordi e dai primi paesaggi parigini (“Prima di rue Daguerre”) all’approdo nel suo spazio-mondo (“Il cortile di rue Daguerre”); dalla Parigi del dopoguerra attraversata con ironia e una sottile vena enigmatica (“Drôle de Paris”) alla pratica del reportage come regia e messa in scena (“Foto-scrittura”); fino alla città che diventa specchio emotivo e politico (“La città in eco”), e alla costante attenzione per <strong>donne e vite marginali</strong> (“Donne, persone”). Un focus speciale, naturalmente, è dedicato a <strong>“L’Italia”</strong>: il viaggio del 1959 tra Venezia e dintorni, con i suoi motivi ricorrenti e le sue scoperte visive; e il 1963 romano, quando Varda arriva con tre macchine fotografiche per ritrarre <strong>Luchino Visconti</strong>, appena insignito della Palma d’oro per <em>Il Gattopardo</em>, e visita <strong>Jean-Luc Godard</strong> sul set del <em>Disprezzo</em>, fotografando <strong>Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli</strong>. Il percorso si conclude con la trasformazione del cortile in corte-giardino (“La corte-giardino”), fino al modo in cui il suo sguardo attraversa lo spazio urbano tra finzione, documentario e frammenti di prova (“Viaggio in città”).</p>
<p>Nel dialogo con le fotografie e i film di Varda, la mostra riunisce inoltre opere di artisti come <strong>Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr</strong>, restituendo la rete di relazioni artistiche e l’orizzonte culturale in cui lo sguardo di Varda si è formato e continuamente reinventato.</p>
<p>A completare e ampliare questo omaggio, l’opera di Agnès Varda sarà protagonista anche di una grande esposizione in Italia che dialoga direttamente con il progetto romano: <em><strong>Viva Varda! Il cinema è donna</strong></em>, alla <strong>Galleria Modernissimo di Bologna</strong> <strong>dal</strong><strong>5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027</strong>, una mostra monografica su <strong>1.200 mq</strong> dedicata alla cineasta, fotografa e artista, prodotta dalla <strong>Cineteca di Bologna</strong> e <strong>La Cinémathèque française</strong>, a cura di <strong>Florence Tissot</strong> con la direzione artistica di <strong>Rosalie Varda</strong>, in collaborazione con <strong>Ciné-Tamaris</strong>. Nel periodo di apertura, la Cineteca curerà anche al <strong>Cinema Modernissimo</strong> una <strong>retrospettiva completa</strong> delle opere di Varda, affiancata dalla pubblicazione, per le <strong>Edizioni Cineteca di Bologna</strong>, della traduzione italiana del volume <em><strong>Agnès Varda</strong></em> di <strong>Laure Adler</strong> (Gallimard, con il sostegno di Chanel).</p>
<p><strong>Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-117779 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53.png" alt="" width="448" height="306" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53.png 448w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53-300x205.png 300w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede presso Villa Medici, una villa del XVI secolo circondata da un parco di 7 ettari che sorge sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. Ente pubblico nazionale dipendente dal Ministero della Cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici adempie oggi a tre missioni complementari: accogliere artisti, creatori e ricercatori di alto livello in residenza per soggiorni lunghi – della durata di un anno –, o più brevi; realizzare una programmazione culturale e artistica che integri tutti i campi delle arti e della creazione e che si rivolga a un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il suo patrimonio architettonico e paesaggistico e le sue collezioni.</p>
<p>Il direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è Sam Stourdzé.</p>
<p><strong>L’Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici è un ente del Ministero della Cultura Francese.</strong></p>
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		<title>FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 11:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Nicole Gravier]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1772" height="1176" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328.jpeg 1772w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-300x199.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1024x680.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-768x510.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1536x1019.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-1170x776.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-585x388.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2328-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1772px) 100vw, 1772px" /></p>
<p>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026 Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma  L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/04/fotoromanzo-la-mostra-di-nicole-gravier-a-villa-medici/">FOTOROMANZO: la mostra di Nicole Gravier a Villa Medici</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Dal 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong>Con il sostegno della galleria ERMES ERMES, Roma<em> </em></strong></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L&#8217;esposizione aprirà in contemporanea alla mostra fotografica </em>Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">, in un dialogo comune sulle narrazioni nascoste del quotidiano, sul ruolo del femminile nella società e sulle sue rappresentazioni</em></strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Dal<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"> 25 febbraio al 4 maggio 2026</strong>, l&#8217;Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici presenta <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fotoromanzo</em></strong>, la prima mostra istituzionale in Italia dell&#8217;artista francese <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier</strong>, pioniera del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement </em>visivo di immagini mediatiche.</p>
<p>Nata ad Arles nel 1949, Nicole Gravier utilizza la fotografia per analizzare e decostruire gli stereotipi della comunicazione di massa. Stabilitasi in Italia all&#8217;inizio degli anni Settanta, prima a Roma e poi a Milano, si interessa in modo particolare all&#8217;influenza del fotoromanzo nella cultura popolare.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nella serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Fotoromanzi</em>, l&#8217;artista si appropria dei codici del fotoromanzo italiano degli anni &#8217;70 attraverso messe in scena che stravolgono con ironia le pose ripetitive, i comportamenti stereotipati e i cliché del genere. Il suo lavoro invita a decostruire la narrazione patriarcale delle immagini, fondata sulla subordinazione delle donne e sull&#8217;ideale di realizzazione attraverso l&#8217;amore e il matrimonio.</p>
<p>La serie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Miti &amp; Cliché: Pubblicità</em> prosegue questo percorso manipolando le immagini della cultura di massa, in particolare della moda e della stampa femminile. L&#8217;artista demistifica i modelli normativi di felicità, bellezza e successo veicolati da una società ancora ampiamente intrisa di conformismo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Attraverso codici stilistici al contempo ironici e sottili, Nicole Gravier rivendica posizioni socio-politiche decise. Il suo lavoro si iscrive nella corrente dell&#8217;arte &#8220;semiotica&#8221;. Come Roland Barthes in <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Frammenti di un discorso amoroso</em> (1976), Nicole Gravier interroga il modo in cui i segni producono significato, fabbricano miti e si prestano al <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">détournement</em>. Ritagliando, ricomponendo, rielaborando e disturbando le immagini, l&#8217;artista mette in evidenza i luoghi comuni delle narrazioni visive, mette in crisi il testo e rivela con umorismo i processi di fabbricazione della finzione del femminile. Il suo gesto porta alla luce i meccanismi della dominazione simbolica e invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che crede di vedere. Il suo lavoro trova un&#8217;eco particolare nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta, che mette in discussione il potere del linguaggio e dell&#8217;immagine sulla scia di artiste e teoriche come Carla Lonzi, Mirella Bentivoglio e Tomaso Binga.</p>
<p>Presentata a Villa Medici in parallelo alla mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Agnès Varda, Qui e là, Tra Parigi e Roma</em>, l&#8217;opera di Nicole Gravier dialoga con quella di Agnès Varda in una comune attenzione alle narrazioni nascoste del quotidiano, al ruolo del femminile nella società e alle sue rappresentazioni.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117112 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg" alt="" width="241" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327-241x300.jpeg 241w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2327.jpeg 552w" sizes="(max-width: 241px) 100vw, 241px" />Nicole Gravier</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Nicole Gravier (1949, Arles) è un’artista francese post-concettuale. Fin dagli anni Settanta, realizza diverse serie di lavori fotografici analizzando e decodificando gli stereotipi e i luoghi comuni dei nuovi media (le cabine fototessera, le cartoline, i fotoromanzi, la moda e la pubblicità) e delle riviste femminili, così come gli stereotipi culturali del mondo dell’arte, utilizzando il processo di appropriazione di immagini cliché e introducendo ironicamente un discorso intimista e autobiografico. Diplomata alle Belle Arti di Aix-en-Provence e all’Accademia di Brera a Milano, ha insegnato nelle accademie di Firenze, Napoli e Milano fino al 2019. Vive e lavora attualmente ad Arles.</p>
<p>La mostra è presentata col sostegno di ERMES ERMES</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117071 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-768x513.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_8928.jpeg 1500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede presso Villa Medici, una villa del XVI secolo circondata da un parco di 7 ettari che sorge sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. Ente pubblico nazionale dipendente dal Ministero della Cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici adempie oggi a tre missioni complementari: accogliere artisti, creatori e ricercatori di alto livello in residenza per soggiorni lunghi – della durata di un anno –, o più brevi; realizzare una programmazione culturale e artistica che integri tutti i campi delle arti e della creazione e che si rivolga a un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il suo patrimonio architettonico e paesaggistico e le sue collezioni.</p>
<p>Il direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Sam Stourdzé</a>.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">L’Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici è un ente del Ministero della Cultura Francese.</strong></p>
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