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	<title>Nino Rota Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Nino Rota, il genio nascosto: Bari riscopre il compositore delle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 13:09:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="668" height="339" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_7858.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_7858.jpeg 668w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_7858-300x152.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_7858-585x297.jpeg 585w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></p>
<p>Bari riscopre Nino Rota compositore delle indimenticabili colonne sonore di Fellini e Coppola. Un ritrovamento nell&#8217;archivio del Conservatorio ha riportato alla luce opere dimenticate, tra cui una Messa da Requiem&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bari riscopre Nino Rota compositore delle indimenticabili colonne sonore di Fellini e Coppola. Un ritrovamento nell&#8217;archivio del Conservatorio ha riportato alla luce opere dimenticate, tra cui una Messa da Requiem scritta a 12 anni. Grazie a un lungo lavoro di ricostruzione, l’opera ha finalmente visto la luce al Teatro Petruzzelli. Un nuovo libro biografico ne esplora il legame con la città e l’impatto sulla musica, confermando Rota come un artista che ha saputo unire tradizione e innovazione.</em></p>
<p>Antonella La Mantia</p>
<p><strong>Nino Rota</strong> è uno di quei compositori che conosci anche se non sai di conoscerlo. Le sue colonne sonore hanno segnato indelebilmente il cinema, da La dolce vita a Amarcord, fino a Il Padrino, per il quale vinse un Oscar. Ma Rota non è stato solo il c<strong>ompositore delle grandi pellicole</strong>, è stato anche un instancabile didatta e un pilastro della musica a Bari, dove ha vissuto e lavorato per gran parte della sua carriera.</p>
<p>Al secolo Giovanni Rota Rinaldi, nato a Milano nel 1911, si trasferì a Bari nel 1937 per insegnare al Conservatorio “Niccolò Piccinni”, dove la sua carriera prese slancio. Nel 1950 diventò direttore dell’istituto, ricoprendo questo ruolo fino al 1978, e contribuendo alla formazione di generazioni di musicisti che hanno arricchito la scena musicale barese.</p>
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<figure class="alignright size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-86325" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Rota-eta-12-anni.jpeg" alt="" width="220" height="263" /><figcaption class="wp-element-caption">Nino Rota all’età di 12 anni</figcaption></figure>
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<p>Oltre alle sue<strong>celebri colonne sonore</strong>, Rota era un vero prodigio musicale fin dalla gioventù. A soli 12 anni scrisse una Messa da Requiem per doppio coro e organo in memoria del padre, un’opera che è stata recentemente riscoperta, aggiungendo un <strong>nuovo capitolo alla sua storia a Bari</strong>. Durante un lavoro di riordino degli archivi del Conservatorio, è emersa la partitura della composizione, mai eseguita prima. Il componimento è stato presentato in prima mondiale il 8 ottobre 2023 nella Cattedrale di Bari, un evento che ha commosso la città, sotto la direzione di Jonathan Hirsh.</p>
<p>Non solo la <strong>Messa da Requiem</strong>, ma anche altre composizioni fino a quel momento sconosciute sono state ritrovate nel faldone d’archivio. Nonostante manchino alcune partiture, grazie a un lungo lavoro di ricostruzione durato dieci mesi, l’opera è tornata in scena al<strong> Teatro Petruzzelli</strong>, rivelando un lato di Rota meno conosciuto, ma altrettanto<strong> affascinante e sperimentale</strong>. Questo ritrovamento ha risvegliato un interesse nuovo per la sua figura e per il suo legame con Bari, che non si è mai limitato alla sua carriera di compositore, ma anche alla sua attività di docente e mentore.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-86326" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Teatro-Petruzelli-1.jpeg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Teatro-Petruzelli-1.jpeg 960w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Teatro-Petruzelli-1-300x200.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Teatro-Petruzelli-1-768x512.jpeg 768w" alt="" width="960" height="640" /><figcaption class="wp-element-caption">Teatro Petruzelli di Bari</figcaption></figure>
</div>
<p>Per comprendere appieno l’eredità da lui lasciata, è uscito nel novembre 2024 il <strong>libro Nino Rota di Francesco Lombardi</strong>, che ripercorre la sua carriera e il suo impatto sul mondo della musica. Il volume esplora la sua collaborazione con registi come Fellini e Coppola, ma anche i suoi lavori più intimi, con una particolare attenzione al suo approccio didattico e alla sua capacità di fondere tradizione e innovazione. Le riflessioni contenute nel libro ci mostrano un uomo che non faceva distinzioni tra la musica “alta” e quella “bassa”, che scriveva incessantemente senza mai smettere di sperimentare.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-86337" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Nino-Rota-compositore.jpg" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Nino-Rota-compositore.jpg 390w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Nino-Rota-compositore-300x200.jpg 300w" alt="" width="390" height="260" /><figcaption class="wp-element-caption">Nino Rota</figcaption></figure>
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<p>Il legame tra il compositore e Bari è più che mai forte e tangibile. Oltre ai suoi lavori, la città ne ha celebrato la figura anche con eventi pubblici, come l’esecuzione della Cantata per baritono, coro e orchestra “Roma Capomunni”, che ha visto il coinvolgimento di orchestre e solisti locali. Bari ha anche restaurato il pianoforte a mezza coda appartenuto al compositore, <strong>simbolo di un lascito musicale</strong> che continua a vivere tra le mura del Conservatorio e nelle generazioni di musicisti che ha ispirato.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-86328" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Spartito-x-Nino-Rota-1-e1744303440144.jpeg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Spartito-x-Nino-Rota-1-e1744303440144.jpeg 960w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Spartito-x-Nino-Rota-1-e1744303440144-300x169.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Spartito-x-Nino-Rota-1-e1744303440144-768x432.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Spartito-x-Nino-Rota-1-e1744303440144-678x381.jpeg 678w" alt="" width="960" height="540" /></figure>
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<p>Oggi, più che mai, <strong>Bari celebra Nino Rota</strong> non solo come uno dei più grandi compositori italiani, ma come un’artista che ha saputo intrecciare la sua vita con la città, lasciando un segno indelebile nella sua storia culturale.<br />
Le scoperte recenti, unite alla pubblicazione del libro e alle commemorazioni, ci ricordano che Rota non è solo un nome nei titoli di coda, ma un artista senza tempo, capace di emozionare e ispirare.<br />
Chissà, tra le carte d’archivio del Conservatorio, potrebbero esserci ancora altre sorprese<strong> in attesa di essere scoperte.</strong></p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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