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	<title>novecento Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Letteratura e ideologia: tra conformismo critico e rimozione degli scrittori nel Novecento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni Presidente Naz. Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 20:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="410" height="410" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39.jpeg 410w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/DABF35A2-15CB-401A-BA0B-C39FF668BD39-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 410px) 100vw, 410px" /></p>
<p>Idolatrare Pasolini e altri dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Cesare Pavese&#8230; Si può? Povera Patria mia&#8230; Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Idolatrare Pasolini e altri dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Cesare Pavese&#8230;</em><br />
<em>Si può? Povera Patria mia&#8230;</em></p>
<p>Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di coraggio. Dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Berto Ricci&#8230; Uno dei maestri del Novecento letterario resta Cesare Pavese. Procedo in modo a-sistematico.<br />
Perché Pavese? Subito detto. Pavese non amò Primo Levi. L&#8217;intoccabile Primo Levi. Ma non amò neppure Italo Calvino. Fu ripagato da Pasolini riscoperto dalla destra istituzionale che considerò Pavese uno scrittore provinciale.</p>
<p>-Vi spiego</p>
<p>Pavese-Primo Levi tra mito, testimonianza e critica al realismo dominante. Cesare Pavese si rifiutò di pubblicare il libro di Primo Levi:  “Se questo è un uomo” all’interno della collana di narrativa, poiché lo riteneva un libro di cronaca. Una mera cronaca senza letteratura. Non lo ha mai considerato un romanzo. Soltanto dopo la morte di Pavese venne pubblicato dalla Einaudi.<br />
Discutiamo dunque di letteratura del Novecento. Nel segno non solo della rilettura di quella storia che ci è stata imposta dai testi scolastici e universitari. Testi completamente affidati a modelli ideologici. Di discussione nel corso di questi anni ne abbiamo fatte tante, ma ci sono responsabilità sia istituzionali che di metodologia applicata alla pedagogia. La vera storia della letteratura italiana del Novecento non è quella che si fa studiare nei libri di testo – scuola superiore e università. È una letteratura “gestita” politicamente.<br />
Più volte sono entrato nel merito di ciò.<br />
Certo. Ma leggete un po’ i contemporanei: da Tondelli a Sanguineti (per risalire indietro e non ridiscendere) dall’autore di “Gomorra” a tutta una letteratura in odore di non letteratura vera.<br />
Nota dolente continuare a considerare grande scrittore Primo Levi. Considerare Pasolini un grande. E gli scrittori veri?<br />
Ma scusate: cosa hanno a che fare Pasolini e Mishima? Elogio alla non conoscenza!</p>
<p>-Invece di fare un&#8217;operazione intelligente su Papini Pavese Grisi Deledda Berto&#8230; Cosa si fa? Si riscopre Pasolini&#8230; Dio mio che ignoranza<br />
Sfido a trovare pagine su Giuseppe Berto, su Marcello Gallian, su Francesco Grisi, Diego Fabbri, Antonio Barolini, Ignazio Silone&#8230;<br />
Poi, la nota dolente è quella di continuare a considerare “grande” scrittore Primo Levi. Pagine di testimonianza e nient’altro. I suoi scritti non superato la testimonianza umana ma la letteratura ha una griglia simbolica e di “pensiero” di altra natura.<br />
Già il caso Moravia è ben altra faccenda. Un narratore e non uno scrittore. Molta subordinazione agli schemi calviniani. Un Italo Calvino che diventa scrittore in “Palamar” in “Se un viaggiatore…”.<br />
E prima? Ma niente di nuovo dopo Pavese. Pavese è la centralità di un Novecento di mezzo con una straordinaria valenza poetica e letteraria, ma non certamente quel Pavese antologizzato nei testi scolastici. L’antirealista Pavese è soprattutto lo scrittore che non accettò la Resistenza né come modello politico e tanto meno come espressione letteraria. Pavese è il mito e l’alchimia nella storia ma è anche lo scrittore che condanna chiaramente il comunismo e i risvolti di una Resistenza assassina (“Dialoghi con Leucò” e la “Casa in collina” sono il manifesto dell’antiresistenza. Semplice constatare ciò. Basta leggerlo con serenità e non antologizzarlo con giustificazioni banali.</p>
<p>-Lezioni di un realismo come vera forma di arte? Errore</p>
<p>Ma se Pavese è lo scrittore di mezzo del Novecento, che sostanzialmente spacca le visioni ideologiche, Corrado Alvaro è lo scrittore delle “memorie sommerse” che fa iniziare il suo percorso letterario, proprio nei primi anni del Novecento, con “L’uomo nel labirinto”. Siamo a livelli alti e non nella mediocre cronaca di un Primo Levi o nella superbia visione stilistica di Italo Calvino, che tutto deve al Pavese della coerenza, dello stile, dell’autenticità.<br />
Alvaro e Pavese avevano dietro dimensioni robuste: da una parte una visione musiliana e kafkiana e dall’altra la lezione eliadiana e vichiana ben ancorate alla tradizione letteraria e non ideologica. Bisogna rivendicare la letteratura vera e spogliarla dalla frenesia di un gramscismo che proviene da lezioni sovietiche di un realismo come vera forma di arte. Pavese è distante da ciò, come lo è Alvaro, come lo è Berto, come lo sono i contemporanei alti: Sgorlon e Bevilacqua. Qual può essere il ragionamento applicato nel centralizzare testimoni di scrittura come Primo Levi e non dare la giusta considerazione a veri scrittori come Giuseppe Berto?<br />
Mi devono spiegare perché si focalizza l’attenzione, il più delle volte, sulle contraddizioni di Sartre defilando in un paracadute Camus. Ci vogliono ragionamenti critici e non teatralizzazioni consociative. Ma sul versante cattolico  si sono resi conto che la storia della letteratura dimentica Diego Fabbri, Mario Pomilio, Francesco Grisi, Ignazio Silone del “Celestino V”, e più avanti Saviane, Salvalaggio, Battaglia? Si ha il coraggio di leggere e proporre Giuseppe Berto (l’autore de “Il male oscuro” e di “Anonimo veneziano” oltre che della “Gloria”) senza lasciarsi condizionare dal suo libro “Guerra in camicia nera”? Non ci credo. Si ha il coraggio di proporre Pavese come egli stesso ha scritto nella pagina introduttiva a “Dialoghi con Leucò”, ovvero di non essere uno scrittore realista?</p>
<p>-Generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti)</p>
<p>Si ha il coraggio di penetrare Calvino ponendosi davanti ad una lezione di letteratura marxista anche quando cerca di introdurci nella fiaba o nelle sue interpretazioni “americane”, che non offrono alcuna originalità e innovazione dopo le lezioni critiche debenettiane? Ci vuole coraggio e capacità anche nel tentare di sfidare luoghi conformati e conformistici. Primo Levi. Non mi dice nulla. Continuo a rileggere Giuseppe Berto. Non consiglio Italo Calvino perché è solo retorica letteraria. Rileggo i maestri come Pavese e Alvaro. Si può andare oltre. Ma prima bisogna lavorare epoche sugli scrittori e sui testi degli scrittori e non su indicazioni di terza mano. Bisogna spenderci una vita per potere essere certi di un pensiero e attraversare generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti). Io non smetto di tenere tra le mie mani il Camus de “Lo straniero” e di cestinare il Sartre de “La nausea”. Convinto sempre che la confessione può diventare un genere letterario (Maria Zambrano), ma nella confessione ci deve essere il mistero dell’arte. Bisogna ritornare alla letteratura vera, alla letteratura degli scrittori e non dei testimoni come Pasolini&#8230;<br />
Pavese aveva perfettamente ragione. Il nostro tempo ha torto.</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-111761 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-768x480.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-585x366.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2.jpg 817w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 09:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Buni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="758" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-1024x719.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-768x539.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/">Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione.  E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.</em></p></blockquote>
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<p>Il tempo ha la pazienza inviolabile del delirio. È l’arco di Ulisse nella potenza del divino. Quando gli dei muoiono noi tutti invecchiamo. La letteratura senza il mito è acrobazie di parole. Sancisce la fine della bellezza.<br />
Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.<br />
In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlo Michelstadter</figcaption></figure>
</div>
<p>C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia. Michelstädter ha conosciuto il diluvio e il deserto. Un destino errante in cui gli dei hanno toccato la morte.</p>
<p>….</p>
<p>Pierfranco <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="300" height="264" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei%2F&amp;linkname=Carlo%20Michelstaedter.%20Il%20linguaggio%20del%20tempo%20e%20la%20morte%20degli%20dei" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei%2F&#038;title=Carlo%20Michelstaedter.%20Il%20linguaggio%20del%20tempo%20e%20la%20morte%20degli%20dei" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/" data-a2a-title="Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/">Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Omaggio a Giuseppe Berto. Tra memoria e letteratura l’evento alla Sapienza di Roma</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/03/omaggio-a-giuseppe-berto-tra-memoria-e-letteratura-levento-alla-sapienza-di-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=omaggio-a-giuseppe-berto-tra-memoria-e-letteratura-levento-alla-sapienza-di-roma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2025 21:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Berto]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1240" height="1031" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3.jpeg 1240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3-300x249.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3-1024x851.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3-768x639.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3-1170x973.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/9da7476e-2efd-4047-9fda-add0b2dd85a3-585x486.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1240px) 100vw, 1240px" /></p>
<p>L’università La Sapienza di Roma ospita “Ricordando Berto”, una tavola rotonda dedicata a Giuseppe Berto, autore di Il male oscuro e La fantarca. L’evento,  nato nell’ambito  della rassegna Pallacorda. Gli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/03/omaggio-a-giuseppe-berto-tra-memoria-e-letteratura-levento-alla-sapienza-di-roma/">Omaggio a Giuseppe Berto. Tra memoria e letteratura l’evento alla Sapienza di Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">L’università La </span><span class="s2">Sapienza di Roma</span><span class="s1"> ospita </span><span class="s3">“Ricordando Berto”</span><span class="s1">, una tavola rotonda dedicata a </span><span class="s2">Giuseppe Berto</span><span class="s1">, autore di </span><span class="s3">Il male oscuro</span><span class="s1"> e </span><span class="s3">La fantarca</span><span class="s1">. L’evento,  nato nell’ambito  della rassegna </span><span class="s3">Pallacorda. Gli Stati Generali dell’Editoria</span><span class="s1">, riunirà studiosi ed esperti per approfondire l’eredità letteraria di uno degli autori più significativi del Novecento italiano. Appuntamento alla </span><span class="s2">Sala degli Affreschi </span><span class="s1">sabato </span><span class="s2">15 marzo 2025</span><span class="s1">.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-100196 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/7cc55d79-d132-4421-a7e3-a40d6a58569b-1-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sabato 15 marzo 2025, alle ore 18:00, la Sala degli Affreschi della Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma ospiterà un evento imperdibile per gli amanti della letteratura: “Ricordando Berto”, una tavola rotonda dedicata alla memoria di Giuseppe Berto, autore di capolavori come Il male oscuro e La fantarca.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’evento si inserisce nella rassegna “Pallacorda. Gli Stati Generali dell’Editoria”, organizzata da INCHIOSTRO, il Comitato Nazionale per la Promozione della Buona Lettura, con la direzione artistica di Nicola Argenti, Leonardo Floriani ed Elisa Zumpano.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La serata vedrà la partecipazione di <b>Antonia Berto</b>, <b>Pierfranco Bruni</b>, <b>Marco Mottolese</b>, <b>Valerio Rosa</b> e <b>Saverio Vita</b>, con la conduzione del giornalista <b>Pino Nano</b>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dalla sua città natale, Mogliano Veneto, fino a Capo Vaticano, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita., il percorso letterario e umano di Giuseppe Berto. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Berto è una delle figure più intense della letteratura italiana del Novecento. <b>Il male oscuro</b> (1964), vincitore del Premio Viareggio e del Premio Campiello, è un romanzo che esplora il rapporto tra psicanalisi, nevrosi e memoria familiare, con uno stile  e un flusso di coscienza paragonato a quello di grandi autori come Joyce e Faulkner.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dall’altro lato, <b>La fantarca</b> (1965) è una fiaba moderna, un’opera visionaria e distopica che mostra il lato più immaginifico dello scrittore. Entrambi i libri saranno al centro della discussione nella serata del <b>15 marzo</b>, offrendo spunti di riflessione su una produzione letteraria che continua a influenzare lettori e critici.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Robert Brasillach. Un poeta nella Francia degli anni Quaranta</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/20/robert-brasillach-un-poeta-nella-francia-degli-anni-quaranta/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=robert-brasillach-un-poeta-nella-francia-degli-anni-quaranta</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Nov 2024 13:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Brasillach]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-10.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-10.png 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-10-300x240.png 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Un poeta nella Francia degli anni Quaranta. Verso le celebrazioni degli Ottant&#8217;anni dalla morte Pierfranco Bruni &#160; Robert Brasillach verso gli 80 anni dalla morte.  Perché è stato ucciso? La&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un poeta nella Francia degli anni Quaranta. Verso le celebrazioni degli Ottant&#8217;anni dalla morte</p>
<p>Pierfranco Bruni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Robert Brasillach verso gli 80 anni dalla morte.  Perché è stato ucciso? La poesia muore sotto i colpi dei proiettili. Il viaggio tra i luoghi – pensieri – labirinti di Celine, di Mishima, di Brasillach, La Rochelle e poi Eliade, Horia Cioran, Berto infastidisce ancora.</p>
<p>Ma perché è stato ucciso un poeta? Un grande poeta. Unico. Robert Brasillach (Perpignan, 31 marzo 1909 – Forte di Montrouge, 6 febbraio 1945) ha una voce che si fa inquietudine e armonia. Si fa rapimento esistenziale e superamento di qualsiasi disperazione. Poetica dell’attesa della rivelazione pur fortemente consapevole dell’innocenza in un destino che accomuna sacrificio e fede. Un poeta fortemente cristiano che recitava:</p>
<p>“… O Signore, noi che siamo stati rinchiusi dietro queste porte,</p>
<p>E che siamo stati sbarrati con mille catenacci,</p>
<p>Noi per i quali i soldati di questa fortezza</p>
<p>Fanno risuonare i loro passi nel chiuso dei corridoi,</p>
<p>O Signore, Voi sapete che sdraiati sulla paglia</p>
<p>O sul duro cemento delle prigioni senza finestre</p>
<p>Abbiamo saputo trovare in noi stessi, sia quel che sia,</p>
<p>La speranza incrollabile dei tempi migliori.</p>
<p>Abbiamo ricordato gli antichi affetti</p>
<p>Abbiamo disegnato sul gesso dei muri</p>
<p>Le affascinanti immagini della nostra santa giovinezza</p>
<p>E i nostri Cuori senza rimorsi sanno che resteranno puri.</p>
<p>Fuori la stoltezza si bagna di rosso sangue,</p>
<p>E il nemico già si crede immortale</p>
<p>Ma egli solo spera nel lungo avvenire del suo potere.</p>
<p>E le sbarre, O Signore, non riescono a nasconderci il cielo.”</p>
<p>Una poesia che si raccoglie in una parola che sembra dettata come preghiera e si canta come se fosse una recita di rosario. Si tratta di una poetica, quella di Brasillach, che ha due punti di riferimento letterari ma anche due espressioni ontologiche.</p>
<p>Nel 1990 nella mia monografia – saggio dedicata a <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-96433" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5233-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5233-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5233-585x779.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5233.jpeg 749w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Brasillach (dal titolo“La voce e i destini”, Demetra) e nei numerosissimi saggi su “Letteratura e Fascismo”, cercai di sottolineare l’importanza del poeta e dello scrittore attraverso l’armonia della fede e della grazia anche attraverso i suoi scritti di saggistica, tra i quali il saggio importantissimo su Corneille, che traccia un profilo di una letteratura altamente europea.</p>
<p>Poesia della tensione ma anche della distinzione. Poesia del conforto ma anche della fede. E’ un cantico non dell’esperienza ma un poema unico battuto sulla corda di una religiosità quotidiana.</p>
<p>Dopo i romanzi e dopo la costruzione di alcuni straordinari e riusciti personaggi che raccontano avventure (da René e Florence a Fabrizio e Caterina dalle voci del tempo al gioco dei colori, da Giovanna D’Arco a Virgilio), dopo il dramma e il destino (che ha coinvolto Brasillach stesso in un comune destino con i suoi stessi personaggi) di quella stagione in cui la giovinezza era saper correre senza timore nella vita e nei sogni e in cui la giovinezza non era soltanto “una primavera di bellezza” ma l’ancoraggio ad un tempo che supera la storia e si fa appunto avventura e destino la poesia, come parola in versi e come poetica dell’essere o come poesia-vita, è riconquista del cuore dell’uomo.</p>
<p>Tutto ci parla e sul piano letterario affiora il poeta che sa del destino della poesia, che sa del destino del linguaggio che raggiunge le epoche nascoste e sa catturare i segreti. Appunto nelle ultime pagine poetiche Brasillach affida tutto alla parola. La parola stessa “scavata” nel cuore e nell’animo diventa la sola compagna del suo destino. E’ una poetica della distinzione perché in essa la parola non è soltanto uno strumento di comunicazione ma è soprattutto l’anima di un pensare che oltre la cronaca, oltre la tragedia, oltre la morte la rivelazione esiste. E la poesia si fa segno premonitore, gesto risolutore, superamento della realtà.</p>
<p>Al di là c’è sempre qualcosa che va oltre. E la poesia per Brasillach disegna la poetica non solo dell’attesa e siglando la voce del destino prepara non l’angoscia del domani ma la serenità del dopo. Brasillach non soffre con i suoi fantasmi: dai morti di febbraio al canto di Andrea Chènier, dai personaggi del Vangelo ad egli stesso personaggio. Ma è come se giocasse senza ritualità, senza nascondersi ma raccontandosi come avviene nei passaggi di Spoon River di Lee Masters.<br />
Proprio per questo è piuttosto una poesia della riconciliazione che sembra sottoscrivere un testamento sia esistenziale che spirituale. Un testamento di fede. Si pensi ai versi di “Getsemani”. La metafora del tradimento inquieta Brasillach. Ma ciò che trionfa è la figura di Lazzaro: “Tutto è possibile quando Voi volete, Signore./Il catenaccio viene tirato sulla soglia della prigione,/Il fucile s’abbassa davanti al bersaglio,/I morti già pianti escono dal sepolcro”.</p>
<p>Brasillach sa guardare la morte in faccia e senza timore ci lascia la sua “accettazione”. Ecco, tra l’altro, è una poesia dell’accettazione. Mai della disperazione. E il linguaggio dei suoi versi è sofferto sul piano espressivo perché ondeggia tra la recita e il diario. Versi raccolti come un diario. O un diario raccontato in versi. Ma la poesia è una lunga tensione tra la vita e l’attesa e riesce ad assorbire la straordinaria manifestazione di un incontro, che non è mai cortocircuito. L’attesa-speranza di Brasillach.</p>
<p>Sempre nel gioco infinito (e indissolubile) del tempo-memoria. Un tempo che non cancella i ricordi nel quotidiano ma i ricordi stessi si fanno metafora del sempre in quella metafisica del tempo che è rivelazione di una comunione che solo la poesia può partecipare e rendere vivibile. Tasselli di un mosaico che colorano il presente. Ma esiste il presente della poesia?</p>
<p>Esiste, invece, il viandante della poesia che approda non solo ai porti ungarettiani ma che riesce anche ad ancorarsi nel mare d’altura perché ciò è sublime, in tutto questo, non è la meditazione dell’atto poetico o la poesia stessa, bensì la contemplazione. Il poeta vive di dettagli, anzi la poesia è un dettaglio tra i ritagli di un incontro e tra lo sguardo della poesia e l’anima del poeta.</p>
<p>Nostalgia e riconciliazione sono, dunque, un ritornare al tempo primordiale dopo aver camminato tra le pareti di un labirinto. Nostalgia – tempo. Riconcialiazione – speranza. Ma non esiste una cultura inclusiva. O una cultura condivisa. Omologazione significherebbe. Ed io non condivido, non includo, non mi omologo.</p>
<p>Ci lascia questo pensiero:</p>
<p>“A trentacinque anni, prigioniero come Villon, incatenato come Cervantes, condannato come Andrea Chenier, prima dell’ora dei condannati, come altri in altri tempi, su questi fogli scarabocchiati inizio il mio testamento. Per sentenza, dei miei beni terreni mi si vuol togliere il possesso. È facile, non ho terre né tesori e i miei libri, le mie visioni possono essere dispersi al vento: amore e coraggio non sono soggetti a processo. Per prima cosa lascio l’anima mia a Dio suo creatore, né santa né pura, lo so, soltanto l’anima di un peccatore. Possano i Santi francesi, quelli della fiducia, dire egli non arrivò mai a peccare contro la speranza. Cosa donare alla mia patria se ella stessa mi ha scacciato? Ho creduto d’averla servita e l’amo sempre, anche oggi. Essa mi ha dato il mio paese, e la lingua che è stata mia. Io non posso che lasciarle qui il mio corpo, in terra sconsacrata”.</p>
<p>Brasillach resta la punta di diamante del Novecento poetico europeo. Un poeta nella coerenza, ucciso per essere stato coerente.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78252" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Pierfranco-Bruni.--1024x666.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Pierfranco-Bruni.--1024x666.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Pierfranco-Bruni.--300x195.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Pierfranco-Bruni.--768x500.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Pierfranco-Bruni.-.jpg 1256w" alt="" width="1024" height="666" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>La Terza Pagina di Alberto Bergamini. Il ruolo nei quotidiani italiani del primo novecento. L&#8217;eredità oggi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/06/la-terza-pagina-di-alberto-bergamini-il-ruolo-nei-quotidiani-italiani-del-primo-novecento-leredita-oggi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-terza-pagina-di-alberto-bergamini-il-ruolo-nei-quotidiani-italiani-del-primo-novecento-leredita-oggi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Saverio Vetere]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2024 22:36:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Bergamini]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Terza pagina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5083.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5083.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5083-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/IMG_5083-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Introdotta da“Il Giornale d’Italia“ fondato nel 1901da Alberto Bergamini, la terza pagina rappresentò una innovazione specialistica del settore culturale. Le trasformazioni fino ai giorni nostri. di Francesco Saverio Vetere *&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/06/la-terza-pagina-di-alberto-bergamini-il-ruolo-nei-quotidiani-italiani-del-primo-novecento-leredita-oggi/">La Terza Pagina di Alberto Bergamini. Il ruolo nei quotidiani italiani del primo novecento. L&#8217;eredità oggi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Introdotta da“Il Giornale d’Italia“ fondato nel 1901da Alberto Bergamini, la terza pagina rappresentò una innovazione specialistica del settore culturale. Le trasformazioni fino ai giorni nostri.</p>
<p>di <em>Francesco Saverio Vetere *</em></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>La “terza pagina” è stata una peculiarità del giornalismo italiano che ha avuto origine agli inizi del XX secolo. Introdotta da Alberto Bergamini nel 1901 con la fondazione de “<em>Il Giornale d’Italia</em>“, la terza pagina era dedicata interamente alla cultura, alla letteratura, all’arte e alle scienze umane. Questa innovazione rappresentò un’importante svolta nel modo in cui i quotidiani presentavano contenuti culturali ai lettori.</p>
<p>Nel corso del tempo, tuttavia, la terza pagina ha subito una trasformazione significativa, fino a perdere la sua forma originale. Di seguito, verranno esaminati i fattori che hanno contribuito a questa evoluzione e come la terza pagina si è adattata ai cambiamenti socio-culturali e tecnologici.</p>
<p><strong>Origini e funzione della terza pagina</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-77666" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Alberto_Bergamini-wikipedia-.jpg" sizes="(max-width: 414px) 100vw, 414px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Alberto_Bergamini-wikipedia-.jpg 414w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Alberto_Bergamini-wikipedia--300x256.jpg 300w" alt="" width="414" height="353" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Alberto Bergamini </em></figcaption></figure>
</div>
<p>La terza pagina nacque in un periodo in cui l’Italia stava cercando di affermare la propria identità culturale e nazionale. Alberto Bergamini, comprendendo l’importanza di elevare il livello culturale del pubblico, dedicò la terza pagina del suo quotidiano a temi culturali, distinguendola dalle prime due pagine focalizzate sulle notizie di attualità e politica.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-77670" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--715x1024.jpg" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--715x1024.jpg 715w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--209x300.jpg 209w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--768x1100.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--1072x1536.jpg 1072w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia--1430x2048.jpg 1430w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Giornale_dItalia-Terza_pagina-wikipedia-.jpg 1665w" alt="" width="715" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Questa sezione divenne un luogo di dibattito intellettuale e ospitò scritti di importanti figure letterarie e artistiche dell’epoca. La terza pagina non solo informava, ma educava i lettori, offrendo approfondimenti su letteratura, filosofia, arte e scienza. Presto, altri quotidiani italiani adottarono questo formato, rendendo la terza pagina una caratteristica standard della stampa nazionale.</p>
<p><strong>Il ruolo della terza pagina nella cultura italiana</strong></p>
<p>Durante gran parte del XX secolo, la terza pagina svolse un ruolo fondamentale nella diffusione della cultura in Italia. Divenne un punto di riferimento per intellettuali e artisti, contribuendo a formare l’opinione pubblica su questioni culturali e sociali. Attraverso saggi, recensioni e articoli, i giornali potevano variare i gusti e le tendenze culturali del Paese.</p>
<p>La terza pagina era anche un mezzo attraverso il quale i lettori potevano accedere a contenuti di alto livello senza la necessità di acquistare pubblicazioni specialistiche. In un’epoca in cui l’accesso all’istruzione e alla cultura era limitato per molte persone, questa sezione rappresentava una finestra sul mondo intellettuale.</p>
<p><strong>Fattori che hanno portato alla trasformazione</strong></p>
<ul>
<li>Evoluzione dei gusti e delle abitudini dei lettori: a partire dagli anni ’60 e ’70, la società italiana subì profondi cambiamenti. L’alfabetizzazione aumentò, e con essa la domanda di contenuti più diversificati. I lettori iniziarono a mostrare interesse per una gamma più ampia di argomenti, tra cui la cultura popolare, lo sport, la moda e l’intrattenimento.</li>
<li>Concorrenza dei nuovi media: l’avvento della televisione cambiò radicalmente il modo in cui le persone consumavano informazioni e intrattenimento. La TV divenne il mezzo principale per accedere a notizie e contenuti culturali, offrendo un’esperienza visiva immediata che i giornali non potevano eguagliare.</li>
<li>Innovazioni tecnologiche: l’introduzione di nuove tecnologie di stampa e la possibilità di inserire immagini a colori permise ai quotidiani di sperimentare nuovi formati e impaginazioni. Questo comportò una ristrutturazione delle sezioni del giornale, con una maggiore enfasi sugli elementi visivi e una presentazione più dinamica dei contenuti.</li>
<li>Influenza dei modelli editoriali internazionali: i giornali italiani iniziarono a ispirarsi ai modelli editoriali anglosassoni, che non prevedevano una sezione culturale confinata a una singola pagina, ma integravano i contenuti culturali in tutto il giornale o in supplementi specifici.</li>
<li>Cambiamenti economici e commerciali: la necessità di attrarre inserzionisti e di aumentare le vendite spinse i giornali a dedicare più spazio a contenuti considerazioni di maggiore appeal per un pubblico più ampio. Questo determinò una riduzione dello spazio dedicato ai contenuti culturali tradizionali.</li>
</ul>
<p><strong>La trasformazione graduale</strong></p>
<p>La trasformazione della terza pagina non avvenne in modo improvviso, ma fu un processo graduale:</p>
<ul>
<li>Anni ’70: iniziarono a comparire sezioni dedicate a nuovi argomenti, come l’economia, la tecnologia e lo sport, che acquisirono maggiore importanza all’interno dei quotidiani. I contenuti culturali iniziarono a essere distribuiti in altre parti del giornale.</li>
<li>Anni ’80: molti giornali introdussero supplementi culturali settimanali o mensili, separando i contenuti culturali dal quotidiano principale. Questo permise di approfondire i temi culturali in modo più esteso, ma allo stesso tempo ridusse la presenza quotidiana della cultura nelle pagine del giornale.</li>
<li>Anni ’90 e 2000: con l’avvento di Internet, l’accesso alle informazioni culturali divenne più immediato e personalizzato. I giornali dovettero adattarsi alla nuova realtà digitale, offrendo contenuti online e cercando nuove strategie per mantenere l’interesse dei lettori.</li>
</ul>
<p><strong>La fine della terza pagina tradizionale</strong></p>
<p>La terza pagina, intesa come sezione dedicata esclusivamente alla cultura nella posizione specifica all’interno del giornale, perse gradualmente la sua centralità. Non vi fu un’abolizione formale, ma una naturale evoluzione dovuta ai fattori sopra elencati.</p>
<p>I contenuti culturali vennero integrati in altre sezioni o trasferimento in inserti speciali. Alcuni giornali creano pagine tematiche su argomenti specifici, come l’arte, il cinema, la musica, offrendo una copertura più mirata e approfondita.</p>
<p><strong>L’eredità della terza pagina oggi</strong></p>
<p>Sebbene la terza pagina tradizionale non esista più nella sua forma originaria, l’eredità che ha lasciato è ancora viva:</p>
<ul>
<li>Continua presenza della cultura nei quotidiani: i giornali italiani continuano a dedicare ampio spazio alla cultura, riconoscendo la sua importanza per i lettori. Le sezioni culturali sono spesso arricchite con interviste, recensioni e approfondimenti.</li>
<li>Supplementi culturali: molti quotidiani pubblicano supplementi dedicati alla cultura, come ad esempio “<em>La Lettura</em>” del <em>Corriere della Sera</em> o “<em>Robinson</em>” di <em>La Repubblica</em>. Questi inserti offrono uno spazio esteso per contenuti culturali di qualità.</li>
<li>Integrazione con il digitale: i giornali hanno ampliato la loro presenza online, offrendo contenuti multimediali, video, podcast e articoli interattivi. Questo ha permesso di raggiungere un pubblico più vasto e di offrire nuove modalità di fruizione dei contenuti culturali.</li>
</ul>
<p><strong>Conclusioni</strong></p>
<p>La trasformazione della terza pagina riflette i cambiamenti avvenuti nella società italiana e nel mondo dell’informazione. Da simbolo di un giornalismo dedicato alla diffusione della cultura alta, la terza pagina ha ceduto il passo a un approccio più integrato e diversificato.</p>
<p>I giornali hanno dovuto adattarsi alle nuove esigenze dei lettori, alle innovazioni tecnologiche e alla concorrenza di altri media. Questo processo ha portato a una riorganizzazione dei contenuti, mantenendo comunque l’impegno nel promuovere la cultura.</p>
<p>La terza pagina resta un capitolo importante nella storia del giornalismo italiano, un esempio di come la stampa possa contribuire alla crescita culturale di un Paese. La sua evoluzione testimonia la capacità dei media di adattarsi e di rinnovarsi, pur mantenendo vivi i valori fondamentali dell’informazione e della cultura.</p>
<p><strong>Approfondimenti</strong></p>
<p>Per comprendere appieno la trasformazione della terza pagina, è utile considerare anche:</p>
<ul>
<li>Il ruolo degli intellettuali: nel passato, molti intellettuali collaboravano con i quotidiani attraverso la terza pagina. La loro presenza contribuiva ad elevare il dibattito pubblico. Con il tempo, gli intellettuali hanno trovato altri canali per esprimersi, come riviste specializzate, libri o media digitali.</li>
<li>La diversificazione dei media: l’avvento di radio, televisione e internet ha offerto nuove piattaforme per la diffusione della cultura. I giornali hanno dovuto ridefinire il proprio ruolo in questo ecosistema mediatico complesso.</li>
<li>Le sfide economiche: la crisi dell’editoria tradizionale ha imposto scelte difficili ai giornali, costretti a ridurre i costi ea ottimizzare le risorse. Questo ha influenzato anche la gestione degli spazi dedicati ai vari contenuti.</li>
</ul>
<p><strong>Il futuro della cultura nei quotidiani</strong></p>
<p>Nonostante le sfide, la cultura continua ad essere un elemento fondamentale nella quotidianità. L’attenzione si è spostata verso una maggiore interazione con i lettori, attraverso:</p>
<ul>
<li>Eventi e iniziative culturali: i giornali organizzano festival, premi letterari e incontri con autori, creando un legame diretto con il pubblico.</li>
<li>Contenuti multimediali: l’uso di video, podcast e social media arricchisce l’offerta culturale e raggiunge nuove fasce di pubblico.</li>
<li>Collaborazioni: partnership con istituzioni culturali, musei e università ampliano le prospettive e la qualità dei contenuti.</li>
</ul>
<p>In conclusione, la trasformazione della terza pagina non rappresenta la fine dell’impegno culturale dei quotidiani, ma una sua evoluzione. I giornali continuano a svolgere un ruolo importante nella diffusione della cultura, adattandosi ai cambiamenti e sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. (Fonte <a href="http://vetere.it/">http://Vetere.it</a> )</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*Segretario Generale e Presidente della Giunta Esecutiva dell’USPI Unione Stampa Periodica Italiana</p>
<p><strong>Photocover</strong>: <em>Giornale d’Italia, Alberto Bergamini da Wikipedia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A ottant&#8217;anni dalla uccisione di Giovanni Gentile. Il filosofo del Novecento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2024 07:12:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Gentile]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/33A66848-5360-4F74-9488-5B1F8EF9F356-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Si ridiscute di Giovanni Gentile a ottant&#8217;anni dalla uccisione. La politica non è solo un pensiero. Non è soltanto un’idea.  Pone al centro la dimensione di un umanesimo della cultura, in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/28/a-ottantanni-dalla-uccisione-di-giovanni-gentile-il-filosofo-del-novecento/">A ottant&#8217;anni dalla uccisione di Giovanni Gentile. Il filosofo del Novecento</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Si ridiscute di Giovanni Gentile a ottant&#8217;anni dalla uccisione. La politica non è solo un pensiero. Non è soltanto un’idea.  Pone al centro la dimensione di un umanesimo della cultura, in cui il concetto di Ragione può avere senso soltanto se interagisce con la visione storica di Tradizione.</i></p>
<p>Siamo a ottant&#8217;anni dalla uccisione di Giovanni Gentile. Il filosofo che fu ministro della Pubblica Istruzione e che portò l‘umanesimo al centro dell’esistere. La politica non è solo un pensiero. Non è soltanto un’idea. È un valore. Essendo tale antropologicamente pone al centro la dimensione di un umanesimo della cultura, in cui il concetto di Ragione può avere senso soltanto se interagisce con la visione storica di Tradizione. <br dir="auto" />Parlo di Tradizione, la quale fa costantemente i conti con una Memoria che interagisce con la Identità non di un paese, ma di una Nazione. Attenzione. Nazione e nazionalismo sono due termini completamente diversi e anche divergenti. Nazione è eredità di una civiltà filosofica e ontologica. Un significato e un significante che potrebbe anche essere considerato un percorso fenomenologico oltre Hegel stesso. Ed è certo che nella politica tout court ci sono delle filosofie che dialogano con una cultura che ha come principio portante un percorso metafisico o la metafisica. <br dir="auto" /><br dir="auto" />Si ridiscute di Giovanni Gentile a ottant&#8217;anni dalla uccisione. Oltre il pensiero unico e dentro un umanesimo vichiano che pone al centro l&#8217;uomo e la spiritualità in cui l&#8217;uomo non è solo Ragione ma eredità relisiosa. Ed essendo tale le “ragioni” storiche sono distanti dalla economia materializzata come “cosa” o come prassi. Non si è mai spiegato cosa significherebbe il termine “cosa”. Non è parte integrante né della filosofia idealista cosiddetta, storica e tanto meno di una filosofia metafisica oltre il moderno. In una dimensione del pensiero contemporaneo Gentile resta un punto di riferimento. È il filosofo! Il filosofo dell&#8217;immanenza. Giovanni Gentile era nato a Castelvetrano il 30 maggio del 1875 e morto ucviso a Firenze il 15 aprile del 1944.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Tra le sue opere vorrei ricordare soltanto: &#8220;La riforma della dialettica hegeliana&#8221;, &#8220;La filosofia della guerra&#8221;, &#8220;Teoria generale dello spirito come atto puro&#8221;, &#8220;I fondamenti della filosofia del diritto&#8221;, &#8220;Sistema di logica come teoria del conoscere&#8221;, &#8220;Guerra e fede&#8221;, &#8220;Dopo la vittoria&#8221;, &#8220;Discorsi di religione&#8221;, &#8220;Il modernismo e i rapporti tra religione e filosofia&#8221;, &#8220;Frammenti di storia della filosofia&#8221;, &#8220;La filosofia dell&#8217;arte&#8221;, &#8220;Introduzione alla filosofia&#8221;, &#8220;Genesi e struttura della società&#8221;, (uscito due anni dopo l&#8217;uccisione).<br dir="auto" /><br dir="auto" />Gli esercizi della pietanza filosofica &#8220;giustizialista&#8221; non appartengono alla Tradizione della cultura filosigica umanistica che trova in Maesilio Ficino e Vico, appunto, la via fondante tra intelligenza, ricerca e creatività. Il giustizialismo in filosofia è lezione di un  Robespierre che ha usato l’Illuminismo come bugia di una stagione &#8220;illuminata&#8221;. Finzione e massacro. La Tradizione è Cultura. La cultura filosofica è nel rinnovare la Tradizione del pensiero nel tempo dell’essere e del tempo. È un processo che nall’epoca moderna nasce appunto dai valori e non dalle ideologia. Siamo dentro Gentile e oltre lo stoicismo.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Il filosofo  non è ideologia. È idea nel Pensiero. Può piacere o meno ma i corsi e ricorsi da Vico a Gentile sono processi dentro l‘umanesimo dei popoli. La Tradizione è una civiltà che ha trovato proprio in Giovanni Gentile (il filosofo più importante del Novecento) quel punto di riferimento che ha portato nei processi del Pensiero stesso l’Uomo con la sua eredità, la sua identità, le sue appartenenze. <br dir="auto" /><br dir="auto" />Certo, resto, comunque, convinto che la Tradizione non significa conservazione. È un dato nuovamente antropologico. Io non sono un conservatore in termini politici.  Sono un tradizionalista che legge nella rivoluzione l’innovazione costante della Tradizione metafisica. L’uomo e le civiltà che trovarono nel Rinascimento il prolungamento dell’Umanesimo. La filosofia di Gentile è una tradizione metafisica e da quest dimensione la cultura è la reale espressione dei modelli dialettici che puntano ad un lessico che usa il valore ulteriore che è la Libertà nella conoscenza.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Parlare di democrazia è soggettivo, non oggettivo. È una parola elastica. Si elasticizza come meglio si crede. Popolare e democratico restano due termini a fiondare lo specchio degli uomini veramente liberi. Ma la Libertà è molto di più. È ben altro. Gentile è la cultura nel rispetto della libertà o meglio è il Pensiero nella cultura della libertà dell’uomo come Essere dell’umanesimo. Il resto è retorica antica di un ideologismo che non ha altro elemento se non la demagogia. Gentile è nel senso del metafisico che supera la storia per definire il pensiero come processo umano.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-85456" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/31B523C1-4D1B-4C7A-9B77-8D9DB1DFAD4D-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. @riproduzione riservata</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F28%2Fa-ottantanni-dalla-uccisione-di-giovanni-gentile-il-filosofo-del-novecento%2F&amp;linkname=A%20ottant%E2%80%99anni%20dalla%20uccisione%20di%20Giovanni%20Gentile.%20Il%20filosofo%20del%20Novecento" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F28%2Fa-ottantanni-dalla-uccisione-di-giovanni-gentile-il-filosofo-del-novecento%2F&#038;title=A%20ottant%E2%80%99anni%20dalla%20uccisione%20di%20Giovanni%20Gentile.%20Il%20filosofo%20del%20Novecento" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/28/a-ottantanni-dalla-uccisione-di-giovanni-gentile-il-filosofo-del-novecento/" data-a2a-title="A ottant’anni dalla uccisione di Giovanni Gentile. Il filosofo del Novecento"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/28/a-ottantanni-dalla-uccisione-di-giovanni-gentile-il-filosofo-del-novecento/">A ottant&#8217;anni dalla uccisione di Giovanni Gentile. Il filosofo del Novecento</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La Magna Grecia della letteratura italiana del Novecento  in un itinerario a Grottaglie (Ta)</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/15/la-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2024 06:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E4066E9-F330-4E06-8C48-C8D384897F90.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E4066E9-F330-4E06-8C48-C8D384897F90.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E4066E9-F330-4E06-8C48-C8D384897F90-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/15/la-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca/">La Magna Grecia della letteratura italiana del Novecento  in un itinerario a Grottaglie (Ta)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri costituisce un’eccezione nel panorama editoriale italiano, un anti-manuale.Venerdì 22 marzo la presentazione del saggio presso la Biblioteca Comunale G. Pignatelli di Grottaglie.</i></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-84779 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9-724x1024.jpeg 724w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9-768x1087.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9-585x828.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/EBFC405A-749B-468B-B582-CB25E0F823F9.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />Venerdì 22 marzo, dalle ore 16:30, presso la Biblioteca Comunale G. Pignatelli di Grottaglie, sita in <a href="https://www.google.com/maps/search/Viale+Senatore+Gaspare+Pignatelli+n%C2%B0+5?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Viale%2BSenatore%2BGaspare%2BPignatelli%2Bn%25C2%25B0%2B5?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1710537021056000&amp;usg=AOvVaw0q_R_f4FBxKa9HOl5jWcSh" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Viale Senatore Gaspare Pignatelli n° 5</a>, sarà presentato ufficialmente il saggio Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, II edizione, Passerino Editore.<br dir="auto" /><br dir="auto" />L’evento, totalmente gratuito, rappresenterà un’occasione per immergersi nella storia della letteratura novecentesca del meridione e di tutti quei territori che un tempo costituivano la Magna Grecia.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />Oggi più che mai è necessario ripensare alla storia letteraria della nostra nazione attraverso un approccio realmente unitario, che non si fermi alla solita triade Pirandello &#8211; Deledda &#8211; Quasimodo per il Novecento, ma si apra a tutti quegli autori del meridione che hanno dato un significativo contributo alla produzione letteraria del secolo scorso.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />Dove sono, dunque, gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri costituisce un’eccezione nel panorama editoriale italiano, un anti-manuale.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />Il saggio, che si compone di scritti critici anzitutto di Pierfranco Bruni, Micol Bruni e Marilena Cavallo e con un breve intervento di Rosaria Scialpi, curatrice allo stesso tempo del volume, ripercorre la più recente storia letteraria del meridione attraverso una lente d’ingrandimento unica: l’appartenenza alla Magna Grecia. Riscoprire una terra per riscoprirne l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.<br dir="auto" /><br dir="auto" /><br dir="auto" />Fra gli autori trattati nel saggio figurano: Spagnoletti, Carrieri, Grisi, Fornaro, Corti, Quasimodo, Pierri, Selvaggi, Tebano, Pinto, Viola, De Giorgio, Rasulo, Belli, Pavese, Alvaro, Scotellaro, Sinisgalli, Levi, Rinaldi, Riviello, Pasolini, Calabrò, Pascoli, Parrella, D’Arrigo, Piccoli, Tedeschi, Gatto, Rio, Valentino, Buttitta e Lippo.<br />
<br dir="auto" />Non mancano, infine, riferimenti a intellettuali di punta del panorama letterario italiano come Sciascia, Palazzeschi, Flora, Binni, Dante Alighieri, Serao, Bellonci e molti altri.</p>
<p>Dove:<br />
Biblioteca Comunale G. Pignatelli di Grottaglie, sita in Viale Senatore Gaspare Pignatelli n° 5<br />
Quando:<br />
22 marzo, a partire dalle ore 16:30<br />
Intervengono gli autori:<br />
Pierfranco Bruni<br />
Micol Bruni<br />
Marilena Cavallo<br />
La curatrice:<br />
Rosaria Scialpi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F15%2Fla-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca%2F&amp;linkname=La%20Magna%20Grecia%20della%20letteratura%20italiana%20del%20Novecento%20%20in%20un%20itinerario%20a%20Grottaglie%20%28Ta%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F15%2Fla-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca%2F&#038;title=La%20Magna%20Grecia%20della%20letteratura%20italiana%20del%20Novecento%20%20in%20un%20itinerario%20a%20Grottaglie%20%28Ta%29" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/15/la-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca/" data-a2a-title="La Magna Grecia della letteratura italiana del Novecento  in un itinerario a Grottaglie (Ta)"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/15/la-magna-grecia-della-letteratura-italiana-del-novecento-in-un-itinerario-a-grottaglie-taranto-il-22-marzo-in-biblioteca/">La Magna Grecia della letteratura italiana del Novecento  in un itinerario a Grottaglie (Ta)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Oct 2023 07:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1079" height="1076" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF.jpeg 1079w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-1024x1021.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-768x766.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/6EF6593F-8A87-4CD3-872E-35E753EE97FF-585x583.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></p>
<p>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, oggi alla sua seconda edizione, rivista e ampliata, è un volume unico nel suo genere e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/28/sulle-sponde-della-magna-grecia-la-necessita-di-una-linea-meridionale/">SULLE SPONDE DELLA MAGNA GRECIA: LA NECESSITÀ DI UNA LINEA  MERIDIONALE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, oggi</em> <em>alla sua seconda edizione, rivista e ampliata, è un volume unico nel suo genere e si propone di</em> <em>ricostruire la storia letteraria del Novecento con uno sguardo su territori spesso trascurati</em> <em>dalla manualistica.</em></p>
<p>Era il 1954, quando <strong>Vittorio Bodini</strong> individuava già una cesura all’interno dell’Ermetismo e parlava<br />
pertanto di una linea fiorentina e di una linea meridionale. Da allora, le differenze fra nord e sud<br />
sono andate accentuandosi e la cosiddetta questione meridionale ha investito anche il mondo<br />
letterario.<br />
Ne è derivata una assenza, più o meno marcata a seconda delle edizioni, di autori del meridione<br />
all’interno dei manuali scolastici. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-79113" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-150x150.png" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/E1EA543C-783D-46D4-9814-FEA0FA7C4888-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><br />
Fatta eccezione per i soliti noti e grandi nomi del Novecento, fra<br />
cui spicca senza dubbio <strong>Pirandello</strong> per spazio occupato, agli autori del sud sono dedicate poche<br />
pagine, se non addirittura paragrafi; a tal proposito, si possono citare <strong>due vincitori del Nobel</strong> come<br />
<strong>Deledda e Quasimodo</strong>. Per loro qualche estratto e un paio di paragrafi.<br />
Ma come porre rimedio a questo atteggiamento?<br />
Come dare il giusto spazio agli autori di quella che, un tempo, fu la Magna Grecia?<br />
Per arginare questa tendenza è necessario tracciare <strong>una linea meridionale</strong> e riconoscerne<br />
l’importanza accanto – e mai in conflitto – a quella lombarda, a quella ligure e a quella toscana. Una<br />
visione organica e adesa quanto più possibile al magmatico reale patrimonio letterario italiano è<br />
possibile solo se si approfondisce la conoscenza della produzione peninsulare e insulare tutta, senza<br />
esclusione alcuna. Questo è uno degli obiettivi di <strong>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento</strong><br />
<strong>di Spagnoletti, Carrieri, Grisi</strong> e gli altri, di <strong>Pierfranco Bruni, Micol Bruni e Marilena Cavallo</strong>, a<br />
cura di <strong>Rosaria Scialpi</strong> e edito da <strong>Passerino Editore</strong>.<br />
Il saggio, che ha i contorni di un anti-manuale, scandisce l<strong>a storia letteraria del Novecento italiano</strong><br />
riportando il meridione all’interno del dibattito critico-letterario, senza indugiare in localismi e in<br />
schemi ormai vetusti e disancorati dal reale.<br />
Sulle sponde della Magna Grecia, allora, non ha intenzione di riproporre l’immagine di un sud da<br />
cartolina, fertile e da bozzetto idilliaco così come non cede a paternalismi e/o vittimismi legati alla<br />
questione meridionale – già ampiamente e abbastanza efficacemente esplorata da <strong>Gramsci</strong> in passato – e alla posizione dello scrittore in questo contesto.</p>
<p>Sono lontani i tempi in cui l’unica voce ad avere monopolio della visione del sud era Cristo si è fermato a Eboli. Sulle sponde della Magna Grecia, e questa nuova edizione nello specifico, offre, semmai, una narrazione realistica dei<br />
luoghi ma soprattutto di chi ha contraddistinto il Novecento letterario del sud, essendovi nato<br />
o essendosi inestricabilmente legato ad esso.</p>
<p>Un approccio, questo, che si è rivelato imperativo per un territorio – quello della Magna Grecia – con una storia composita e riccamente variegata, a sua volta sorretta da una parola d’ordine: <strong>incontro</strong>.<br />
Incontri di popoli, persone, lingue che si fondono e contaminazioni di idee. Questa è la <strong>Magna</strong><br />
<strong>Grecia</strong> e questa è ancor di più quella del Novecento, dove <strong>D’Annunzio</strong> incontra <strong>Grottaglie</strong>, il<br />
cinema di <strong>Rodolfo Valentino</strong> incontra la parola poetica, <strong>Pinto e Spagnoletti</strong> conoscono <strong>Dante</strong> e lo<br />
ascoltano, il presente incontra il passato mitico, il contingente concreto abbraccia la dimensione<br />
onirica e della sospensione del reale.<br />
I contorni sfumano.<br />
Si frantumano le immagini.<br />
L’oriente e l’occidente non sono che riferimenti convenzionali quando si congiungono.<br />
Si sposano il passato e il presente.<br />
Le identità si fondono e tessono ragnatele di pensieri.<br />
Ci si radica. Si appartiene.<br />
Il resto è storia e letteratura.<br />
Una storia letteraria spesso stemperata, trascurata, vilipesa, taciuta&#8230; ma che trova nelle pagine di<br />
questo volume spazio per vibrare, interrogare e forse provocare.</p>
<p>Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri, Passerino<br />
Editore, 2023, II edizione rivista e ampliata, è disponibile in cartaceo e in ebook.<br />
Qui il video trailer del libro:<br />
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		<title>Pierfranco Bruni da Omero ad Eleonora Duse nella metafisica del Mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Sep 2023 21:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Duse]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Omero]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F26F732F-C193-44E6-AF64-FA353D996AA2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Di Franca De Santis Pierfranco Bruni è un vero poeta nel quadro delle sperimentazioni di un nuovo novecento, nasce infatti come poeta nel 1973 ed inizia subito un percorso di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Di Franca De Santis</b></p>
<p>Pierfranco Bruni è un vero poeta nel quadro delle sperimentazioni di un nuovo novecento, nasce infatti come poeta nel 1973 ed inizia subito un percorso di intreccio nella letteratura attraverso filosofia ed antropologia tenendo saldo il filo tra eredità, tradizione ed identità analizzato tra la lingua, il mito, le metafore e le varie culture, ponendo delle sottolineature per delle analisi critiche.<br dir="auto" />Fra i suoi testi pubblicati ne ho scelto solo alcuni per delineare una linea marcante.</p>
<p>“Il canto di Nessuno”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-77233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/2A1BA724-9574-4CE7-8E11-E4DC6B7C957A-190x300.png" alt="" width="190" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/2A1BA724-9574-4CE7-8E11-E4DC6B7C957A-190x300.png 190w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/2A1BA724-9574-4CE7-8E11-E4DC6B7C957A.png 289w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /></p>
<p>Ulisse nel labirinto dell’Occidente diventa una metafora ed è una metafora, anche perché geograficizzando questo modello dell’erranza di Ulisse, non si può tornare nella storia, perché Ulisse non è storia. Ulisse è mito ma la metafora del viaggio, che in fondo è proprio questo, ci deve insegnare a capire che viaggiando si acquisisce la consapevolezza di essere uomini, popolo, civiltà.</p>
<p>“<b>Nelle notti di Ovidio</b>”. In questo libro l’autore si <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-77234" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/59CEA1C7-0A5F-4846-8B38-6BFCB5FD10B5-206x300.png" alt="" width="206" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/59CEA1C7-0A5F-4846-8B38-6BFCB5FD10B5-206x300.png 206w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/59CEA1C7-0A5F-4846-8B38-6BFCB5FD10B5.png 536w" sizes="(max-width: 206px) 100vw, 206px" />confronta con Ovidio attraverso quelle opere e quegli scrittori he hanno lavorato su Ovidio non tenendo affatto conto del loro pensiero e cercando di sottolineare l’importanza della cultura ovidiana rispetto alla cultura di un Mediterraneo moderno. Il pensiero abbraccia un percorso chiaramente comparato. Il mediterraneo culturale e geopolitico non si fa solo con la cultura latina, bensì co una cultura che abbraccia il mondo greco e quello arabo.<br dir="auto" />“Il tragico e la Follia” dedicato a Pirandello. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-77228 alignnone" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/E7CC4354-19CD-41A6-B179-5D5BB03389EC.png" alt="" width="200" height="277" /></p>
<p>Luigi Pirandello è il primo autore moderno, contemporaneo che porta in scena il mediterraneo. Sono tre o quattro quegli autori che hanno raccolto l’eredità di Pirandello, <b>Eduardo De Filippo, Totò e Massimo Troisi</b>. Questi sono autori, registi che hanno il teatro nel sangue. Il teatro diventa vita vissuta soprattutto mettendo insieme la cultura napoletana e la cultura siciliana. L’improvvisazione è un vero e proprio radicamento mediterraneo perché si recita sia in termini goliardici che in termini di favola.<br dir="auto" />“<b>Sulle sponde della Magna Grecia</b>” ripercorre la più <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-77229" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/0845EFAA-EFE7-44DC-AB58-201B9F362D15.png" alt="" width="194" height="259" />recente storia letteraria del meridione attraverso una lente di ingrandimento: proprio l’appartenenza alla Magna Grecia si prefigge di riscoprire una terra per riscoprirne l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra storia collettiva e ricordi. È questo un testo che colma una lacuna fra ‘800 e ‘900 per quanto accade a molti autori e autrici del meridione italiano, senza tralasciare il rapporto che D’Annunzio ebbe con il meridione.<br dir="auto" />Da qui il passaggio al saggio principe “<b>IL SOTTOSUOLO DEI DEMONI Filosofia e Dissolvenza</b>”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-77230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/7F99B147-88B2-46B6-AB66-CCF15CF9DCC3-200x300.png" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/7F99B147-88B2-46B6-AB66-CCF15CF9DCC3-200x300.png 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/7F99B147-88B2-46B6-AB66-CCF15CF9DCC3.png 272w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /><br />
In questo suo volume polifonico, Pierfranco Bruni riesce mirabilmente a mettere in correlazione la molteplicità delle sue riflessioni sull’influenza del Mithos, dei culti misterici, della sapienza biblica, nonché dello spirito dionisiaco del dramma greco sulla cultura filosofica e sulla produzione letteraria mondiale dal romanticismo ai nostri giorni.</p>
<p>La strenua ricerca dei simboli e delle figure mitopoietiche che dalle antiche religioni e filosofie proiettano il loro fascino sugli spiriti inquieti dei pensatori contemporanei. A partire dall’introduzione dell’opera si entra nell’anima del poeta-vate Gabriele D’Annunzio, e qui è d’obbligo citare il volume, pubblicato antecedentemente<br dir="auto" />“<b>Io ho quel che ho donato</b>”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-77231" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/5B245649-5E53-4BEE-A400-9FCF0EFFF9C2.png" alt="" width="200" height="284" />Qui Pierfranco Bruni ha indagato tra le pagine e nella vita di D’Annunzio tracciando delle linee originali e portando sullo scenario letterario una lettura innovativa, coraggiosa e ricca di importanti stimoli. È considerato un saggio che apre delle prospettive nuove ad un D’Annunzio dentro tutto il Novecento tra letteratura, estetica e antropologia e scava nel “nascosto” letterario e umano di Gabriele.<br dir="auto" />Dal saggio al romanzo, perché come romanzo va letto “<b>Con le sue labbra le suggella le labbra spiranti</b>”. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-77232" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/F503BCCA-D5AF-481D-AA0B-C3B17F6643A1.png" alt="" width="184" height="274" /><br />
<b>Eleonora Duse, Sarah Bernhard, Marta Abba, Mata Hari.</b> Sono le quattro donne che Pierfranco Bruni racconta in uno scendere negli inferi dell’angoscia e nel risalire a cercare le stelle. Al centro Gabriele D’Annunzio che ripropone Francesca da Rimini investendo il personaggio di Eleonora Duse. Dante qui abita Gabriele. Ma è l’amore che scava fossati e solleva luci. Francesca è un ulteriore personaggio che metaforizza Eleonora Duse. Il D’Annunzio del “Notturno” vibra in questo romanzo. Un libro dolcissimo nel quale si racconta la storia di un amore che ha segnato non solo la vita dello scrittore e dell’attrice ma della storia del teatro e della letteratura del primo Novecento. Porta come sottotitolo: “Eleonora e Gabriele”. Tra finzioni e maschere il gioco del dialogare diventa una potentissima esaltazione lirica.</p>
<p>————</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-77036 size-thumbnail lazyloaded" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-150x150.jpeg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-300x297.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-768x761.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A.jpeg 828w" alt="" width="150" height="150" data-srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-300x297.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-768x761.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A.jpeg 828w" data-src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/B0C371EB-5961-41CD-9712-8DFA20EF6C4A-150x150.jpeg" data-sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni,</strong>nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F09%2F28%2Fpierfranco-bruni-da-omero-ad-eleonora-duse-nella-metafisica-del-mediterraneo%2F&amp;linkname=Pierfranco%20Bruni%20da%20Omero%20ad%20Eleonora%20Duse%20nella%20metafisica%20del%20Mediterraneo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F09%2F28%2Fpierfranco-bruni-da-omero-ad-eleonora-duse-nella-metafisica-del-mediterraneo%2F&#038;title=Pierfranco%20Bruni%20da%20Omero%20ad%20Eleonora%20Duse%20nella%20metafisica%20del%20Mediterraneo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/28/pierfranco-bruni-da-omero-ad-eleonora-duse-nella-metafisica-del-mediterraneo/" data-a2a-title="Pierfranco Bruni da Omero ad Eleonora Duse nella metafisica del Mediterraneo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/28/pierfranco-bruni-da-omero-ad-eleonora-duse-nella-metafisica-del-mediterraneo/">Pierfranco Bruni da Omero ad Eleonora Duse nella metafisica del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Un viaggio letterario in Magna Grecia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-viaggio-letterario-in-magna-grecia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 04:42:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[magna grecia]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="375" height="253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621.jpeg 375w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/6DDC59D3-F561-4402-B1C5-92AA74153621-300x202.jpeg 300w" sizes="(max-width: 375px) 100vw, 375px" /></p>
<p>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/">Un viaggio letterario in Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>« Sulle Sponde della Magna Grecia ». Il saggio di  Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e’  un originale percorso di letteratura del Novecento: da Spagnoletti a Quasimodo a Francesco Grisi per riscoprire una terra,  l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>  A cura di <b>Rosaria Scialpi</b></i></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dove sono gli scrittori e le scrittrici del meridione che hanno caratterizzato il Novecento letterario? Non nei manuali. Per questa ragione, Sulle sponde della Magna Grecia – Il Novecento di Spagnoletti, Carrieri, Grisi e gli altri costituisce un’eccezione nel panorama editoriale italiano.<br dir="auto" />Il saggio, che parte da un vero e proprio progetto sul Mediterraneo, scritto a quattro mani da Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo e a cura di Rosaria Scialpi,  ripercorre la più recente storia letteraria del meridione attraverso una lente d’ingrandimento unica: l’appartenenza alla Magna Grecia. Riscoprire una terra per riscoprirne l’identità plurima e composita, per riscoprirsi fra memorie e storie, fra Storia collettiva e ricordi.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" /><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-73957 size-medium alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/551E3FE9-0F2A-4C73-8BF7-A266625D5AED.jpeg 375w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Fra gli autori di cui Bruni e Cavallo hanno affrontato puntuali interventi critici e storico-letterari: Giacinto Spagnoletti, Raffaele Carrieri, Francesco Grisi, Cosimo Fornaro, Maria Corti, Salvatore Quasimodo, Michele Pierri, Giuseppe Selvaggi, Nerio Tebano, Pasquale Pinto, Cesare Giulio Viola, Emanuele De Giorgio, Pio Rasulo e Carlo Belli. Personaggi ai quali sono stati dedicati degli appuntamenti in RAI.<br dir="auto" />Nel volume, che consta di 276 pagine, non solo grande attenzione è riservata al territorio tarantino in particolare, ma emerge, mediante ricordi familiari e studio delle fonti, un rapporto del tutto inedito di D’Annunzio con Grottaglie. Inoltre, per gentile concessione di Bruni e del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi, all’interno del saggio sono presenti ben 13 poesie postume di Francesco Grisi che costituiscono la plaquette Se camminando – Tra le vie di Grottaglie, Taranto e Martina Franca. Non mancano, infine, riferimenti a intellettuali di punta del panorama letterario italiano come Pavese, Sciascia, Palazzeschi, Flora, Binni, Dante Alighieri, Serao, Maria Bellonci e molti altri. Il lavoro curato da Rosaria Scialpi è un vero e proprio unicum.<br dir="auto" />Il volume, pubblicato da Passerino Editore, è disponibile anche in formato ebook .</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br dir="auto" />GLI AUTORI<br dir="auto" /><br dir="auto" />Pierfranco Bruni è nato in Calabria, terra a cui è profondamente legato, ma vive in Puglia da decenni. È presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Scrittore prolifico, ha scritto saggi, poesie e romanzi ed è stato candidato due volte al Nobel per la Letteratura. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche. Bruni è inoltre stato Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Marilena Cavallo è nata in Puglia. Docente di Lettere nei licei, è studiosa di problematiche relative alla letteratura del Novecento europeo con un focus sul Mediterraneo e autori come Penna, Pavese e Carrieri. Ha partecipato a numerosi convegni, pubblicato libri di diverso genere e fa parte di giurie di premi culturali.<br dir="auto" /><br dir="auto" />LA CURATRICE<br dir="auto" /><br dir="auto" />Rosaria Scialpi è nata a Taranto nel 1996. Laureata in Lettere moderne con lode, ha scritto articoli per riviste scientifiche, collaborato con testate giornalistiche del territorio pugliese e ha curato la comunicazione di un festival letterario. Fra i suoi scritti: Lembi di verità (L’Erudita, 2022), vincitore del Premio Saffo poesia giovane e del Premio Troccoli Magna Graecia, e La trilogia del Nostos (Pellegrini, 2023). Alcuni suoi racconti appaiono in antologie.</div>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&amp;linkname=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F07%2F10%2Fun-viaggio-letterario-in-magna-grecia%2F&#038;title=Un%20viaggio%20letterario%20in%20Magna%20Grecia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/" data-a2a-title="Un viaggio letterario in Magna Grecia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/10/un-viaggio-letterario-in-magna-grecia/">Un viaggio letterario in Magna Grecia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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