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	<title>occidente Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Trump tratta con Putin sul gasolio e incrina la linea occidentale sull’Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:24:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[gasolio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Gli analisti invitano alla cautela: dalle forniture russe alla tregua energetica ancora da verificare, le contraddizioni di Trump riaprono il confronto sulla guerra, sulle responsabilità dell’Europa e sulle ambiguità della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5967-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Gli analisti invitano alla cautela: dalle forniture russe alla tregua energetica ancora da verificare, le contraddizioni di Trump riaprono il confronto sulla guerra, sulle responsabilità dell’Europa e sulle ambiguità della &#8220;democrazia americana esportata&#8221;. L’attualità della satira di Giorgio Gaber e il difficile cammino verso una pace che richiede autonomia politica e diplomatica</em></p>
<p>12 Ott. 2026 – <strong>Donald Trump tratta con Vladimir Putin sulle forniture di gasolio russo </strong>e imprime una nuova svolta alla politica americana sulla guerra in Ucraina. Dopo gli anni della presidenza di Joe Biden, durante i quali Washington ha guidato il sostegno militare e finanziario a Kiev coinvolgendo gli alleati europei, la decisione di allentare le restrizioni sulle esportazioni energetiche russe evidenzia le contraddizioni della strategia statunitense. Gli interessi economici interni sembrano prevalere sugli impegni politici assunti in precedenza, riaprendo il dibattito sulla credibilità degli Stati Uniti e sulle responsabilità di un’Europa che ha sostenuto l’Ucraina con risorse ingenti senza riuscire a costruire una propria iniziativa diplomatica altrettanto incisiva.<br />
<strong>Il 9 ottobre Trump ha annunciato un’intesa</strong> per immettere sui mercati americano e internazionale oltre 300 mila tonnellate di gasolio russo, con ulteriori quantitativi previsti a novembre e nei mesi successivi. Secondo le ricostruzioni di <strong>Reuters</strong> e del <strong>Financial Times</strong>, il piano comprende altre <strong>500 mila tonnellate a novembre</strong>, un milione in una fase successiva e possibili forniture aggiuntive. Per agevolare l’operazione, l’amministrazione statunitense ha introdotto una deroga temporanea alle restrizioni sulle esportazioni russe di gasolio. L’obiettivo dichiarato è contenere il costo dei carburanti negli Stati Uniti, aumentato nel contesto della crisi energetica legata alla guerra con l’Iran.<br />
<strong>Le prime valutazioni degli analisti invitano tuttavia alla cautela</strong>. Reuters ha osservato il 12 ottobre che l’effetto dell’accordo sui prezzi potrebbe essere limitato, anche perché la capacità di raffinazione russa è stata danneggiata dagli attacchi ucraini e le quantità annunciate restano contenute rispetto alle dimensioni del mercato internazionale. Il calo registrato dai contratti sul gasolio dopo l’annuncio non dimostra, da solo, che le forniture si tradurranno in un beneficio significativo per i consumatori. Anche il Financial Times ha segnalato dubbi sulla possibilità che Mosca riesca a rispettare tempi e volumi previsti.<br />
La questione è politica prima ancora che commerciale. Se gli scambi con Mosca tornano convenienti quando aumentano i costi energetici americani, su quali principi si fonda la strategia finora richiesta agli alleati? Trump rivendica il pragmatismo della propria scelta, ma il ritorno del gasolio russo sui mercati mostra quanto rapidamente le dichiarazioni di principio possano cedere il passo alle esigenze economiche interne. La pressione esercitata sul Cremlino rischia così di perdere coerenza proprio quando gli Stati Uniti decidono di riaprire uno spazio commerciale che avevano contribuito a restringere.<br />
Le <strong>critiche</strong> non provengono soltanto da <strong>Kiev</strong> o dai governi europei. Come ha riferito <strong>l’Associated Press il 12 ottobre</strong>, <strong>sei senatori statunitensi</strong>, appartenenti sia al Partito repubblicano sia a quello democratico, hanno chiesto a Trump di revocare la decisione, sostenendo che l’apertura al gasolio russo contraddice la politica delle sanzioni e rischia di sostenere indirettamente le risorse economiche di Mosca mentre la guerra continua. <strong>La contestazione</strong> riguarda dunque anche l’efficacia e la coerenza della strategia americana, oltre ai rapporti con gli alleati.</p>
<p><strong>Questa contraddizione, tuttavia, non nasce con Trump</strong>. Gli Stati Uniti hanno a lungo presentato i propri interventi internazionali come strumenti di difesa della libertà e di promozione della democrazia. <strong>La storia restituisce anche un bilancio più problematico</strong>, segnato da guerre devastanti, instabilità e obiettivi politici rimasti incompiuti. <strong>L’invasione dell’Iraq del 2003,</strong> avviata sotto la presidenza di <strong>George W. Bush</strong>, fu giustificata anche con accuse sulla presenza di armi di distruzione di massa che non furono trovate. Resta uno degli esempi più gravi delle conseguenze di una guerra fondata su presupposti rivelatisi infondati. <strong>L’Afghanistan rappresenta un’altra ferita aperta</strong>. L’intervento militare iniziò nel <strong>2001</strong>, durante la presidenza sempre di George W. Bush, e proseguì sotto i suoi successori, <strong>Barack Obama, Donald Trump</strong> e <strong>Joe</strong> <strong>Biden</strong>. Dopo <strong>vent’anni di presenza militare</strong> occidentale, il <strong>ritiro del 2021</strong>, deciso da Biden in attuazione dell’accordo negoziato dall’amministrazione Trump con i talebani nel <strong>2020</strong>, si concluse con il <strong>ritorno dei talebani al potere</strong> e il collasso del governo sostenuto da Washington.</p>
<p>La distanza tra i principi democratici proclamati da Washington e la realtà delle sue scelte internazionali appare ancora più evidente con l’operazione militare statunitense in <strong>Venezuela</strong> del <strong>3 gennaio 2026</strong>, culminata nella cattura di <strong>Nicolás Maduro</strong>, e con la <strong>guerra contro l’Iran</strong>, iniziata il <strong>28 febbraio</strong> con gli <strong>attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele.</strong></p>
<p><strong>Reuters ha documentato l’avvio dell’operazione contro l’Iran</strong> e, nei giorni scorsi, ha riferito che il conflitto resta aperto, mentre proseguono i tentativi di negoziato.<br />
Il <strong>rapporto privilegiato tra Trump e Benjamin Netanyahu </strong>ha accompagnato un’escalation dalle conseguenze umane e geopolitiche gravissime. Dall’Iraq all’Afghanistan, fino al Venezuela e all’Iran, si ripropone una logica che invoca la sicurezza per legittimare l’uso della forza, mettendo a rischio la sovranità degli Stati e aggravando l’instabilità internazionale. Quando le armi prevalgono sulla diplomazia e il diritto internazionale viene subordinato agli interessi delle grandi potenze, i principi proclamati rischiano di trasformarsi in strumenti di giustificazione del potere.<br />
<strong>In questa contraddizione  mantiene tutta la sua attualità il monologo L’America</strong>, scritto da <strong>Giorgio Gaber</strong> con <strong>Sandro Luporini </strong>nel <strong>1995</strong>. Con la sua <strong>satira</strong> sulla <strong>pretesa degli Stati Uniti di presentarsi come promotori ed esportatori della democrazia</strong>, Gaber metteva in discussione una narrazione che gli interventi militari e i loro esiti avrebbero continuato a smentire. <strong>A distanza di oltre trent’anni,</strong> le guerre e le loro conseguenze sottolineano quanto possa essere profonda la distanza tra le promesse di liberazione e la <strong>realtà</strong>lasciata <strong>sconsiderevolmente sul campo</strong> . La presidenza Trump accentua questo divario, ma non ne rappresenta l’origine.<br />
La stessa autonomia di giudizio deve valere per l’Ucraina. <strong>L’aggressione russa resta una responsabilità</strong>. Condannare l’invasione, tuttavia, <strong>non significa approvare ogni decisione del presidente ucraino</strong> né sostenere senza limiti una strategia militare il cui esito rimane incerto. Le decisioni del governo di Zelensky  devono poter essere discusse e valutate, come quelle di qualsiasi altro leader politico.<br />
Il sostegno militare fornito dall’Unione europea, dall’Italia e dagli altri Paesi occidentali pone interrogativi che non possono essere liquidati come cedimenti alla propaganda russa. <strong>Quante risorse sono state destinate agli armamenti? Quali risultati sono stati raggiunti? Quale strategia diplomatica accompagna gli aiuti? E soprattutto, quali condizioni potrebbero consentire di passare dalla guerra a un negoziato credibile?</strong><br />
Sempre più si delinea l’impressione che <strong>l’Europa abbia seguito troppo spesso le priorità strategiche di Washington, </strong>accettando costi economici e politici considerevoli senza riuscire a elaborare una linea diplomatica autonoma. Il sostegno a Kiev può essere motivato dalla difesa della sovranità ucraina, ma non dovrebbe trasformarsi in un assegno in bianco alle scelte militari del governo Zelensky né alle oscillazioni della Casa Bianca. Una politica europea efficace dovrebbe puntare alla sicurezza del continente e alla ricerca di condizioni concrete per una pace giusta e duratura.<br />
<strong>La contraddizione americana emerge</strong> con particolare evidenza <strong>proprio in questi giorni</strong>. Mentre per anni Washington ha chiesto agli alleati di mantenere la pressione sulla Russia, <strong>Trump adesso tratta direttamente con Putin </strong>quando il mercato energetico e le esigenze interne degli Stati Uniti lo richiedono. L’intesa sul gasolio rischia di indebolire la pressione economica su Mosca senza garantire, almeno per ora, progressi concreti verso la fine delle ostilità. Il presidente americano ha presentato l’operazione come una risposta al caro carburanti, ma le riserve espresse da analisti e parlamentari statunitensi mostrano che i benefici attesi restano incerti.<br />
<strong>Per l’Italia, l’accordo non garantisce </strong>una riduzione immediata del prezzo del diesel. L’effettivo arrivo delle forniture, l’andamento dei mercati internazionali, i costi di distribuzione e la fiscalità concorrono a determinare il prezzo finale. <strong>Un eventuale beneficio per famiglie e imprese</strong> resta quindi da verificare. <strong>Sul piano politico,</strong> invece, la questione è già concreta. Roma deve contribuire a una politica europea capace di valutare costi, risultati e prospettive diplomatiche senza dipendere automaticamente dalle decisioni americane.<br />
<strong>L’11 ottobre Trump ha inoltre annunciato</strong> sui social una tregua energetica tra Russia e Ucraina, sostenendo che entrambe le parti avessero accettato di interrompere gli attacchi alle rispettive infrastrutture. L’annuncio, tuttavia, non è stato accompagnato da dettagli sulle condizioni e sulle modalità di attuazione e non ha ricevuto una conferma reciproca. <strong>Il giorno successivo, il presidente ucraino Zelensky</strong> ha denunciato la prosecuzione degli attacchi russi contro le infrastrutture energetiche, compreso un impianto nell’area di <strong>Kharkiv</strong>. Secondo l’Associated Press, il <strong>Cremlino</strong> non aveva confermato l’intesa e il <strong>portavoce Dmitrij Peskov</strong> aveva dichiarato che i contatti erano ancora in corso. <strong>Kiev</strong> si è detta disponibile a sospendere gli attacchi contro gli impianti energetici russi se <strong>Mosca</strong> farà altrettanto. In assenza di un accordo confermato da entrambe le parti e di garanzie verificabili, non è possibile considerare la tregua un risultato diplomatico consolidato, secondo quanto diffuso da  Associated Press, l’11 e il 12 ottobre.<br />
L’accostamento tra l’accordo commerciale sul gasolio e l’annuncio della tregua è politicamente significativo. <strong>Da una parte, Washington apre uno spazio alle forniture russe</strong> con l’obiettivo di contenere i prezzi; <strong>dall’altra, Trump </strong>presenta come raggiunta <strong>un’intesa</strong> che, <strong>almeno al 12 ottobre, non risulta confermata da Mosca </strong>e non ha fermato gli attacchi segnalati da Kiev. La diplomazia richiede accordi verificabili, impegni reciproci e meccanismi di attuazione. Gli annunci presidenziali, da soli, non bastano a dimostrare che le condizioni per la pace siano cambiate.<br />
Gli scenari restano aperti. L’intesa sul gasolio potrebbe produrre benefici limitati sui prezzi e offrire nuove entrate a Mosca. Potrebbe anche diventare un punto di partenza per una trattativa più ampia, purché le aperture commerciali siano accompagnate da impegni reciproci e passi concreti verso la fine delle ostilità. <strong>Se invece Washington</strong>continuerà a modificare unilateralmente la propria linea, <strong>l’Europa</strong> rischierà di trovarsi ancora una volta esposta alle decisioni di un <strong>alleato che privilegia i propri interessi nazionali.</strong><br />
La pace non può essere affidata alla propaganda di una potenza né al prolungamento indefinito del conflitto.<br />
<strong>La vera prova per l’Europa e per l’Italia</strong> è recuperare <strong>autonomia politica</strong> e capacità <strong>negoziale</strong>. La democrazia perde credibilità quando viene invocata per giustificare gli interessi dei più forti e accantonata quando entra in conflitto con le convenienze economiche. Quanto alla pace, l’orizzonte resta incerto. Sarà difficile avvicinarla finché le grandi potenze continueranno a subordinare la ricerca di una soluzione politica ai propri vantaggi strategici ed economici. <strong>Per l’Europa, sottrarsi a questa logica</strong> significherebbe assumersi finalmente la responsabilità di una politica estera autonoma, capace di difendere i propri interessi e di lavorare concretamente per la fine della guerra.<br />
@Riproduzione riservata</p>
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		<title>L’Occidente ha ancora la dignità identitaria greco latina?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Dec 2024 11:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-design.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Untitled-design-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Abbiamo bisogno di una identità forte, di un’appartenenza sicura. Di una profondità insita nella memoria delle civiltà. Non entrano in crisi le civiltà. Sono le culture che si frantumano. L’analisi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/12/31/loccidente-ha-ancora-la-dignita-identitaria-greco-latina/">L’Occidente ha ancora la dignità identitaria greco latina?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Abbiamo bisogno di una identità forte, di un’appartenenza sicura. Di una profondità insita nella memoria delle civiltà. Non entrano in crisi le civiltà. Sono le culture che si frantumano.</p></blockquote>
<p><i>L’analisi  di Pierfranco  Bruni sulla crisi d’identità dell’Occidente, segnata da<span class="s1">“una politica senza storia e senza cultura delle conoscenze”. L’antropologo  indica  nella riscoperta della civiltà greco-latina la via per difendere “la profondità della storia” e preservare un senso autentico di appartenenza e memoria.</span></i></p>
<p>C’è un tempo in cui le identità sembrano affievolirsi. Una debolezza che fa alla pari con la leggerezza con dei distingui particolari. Nella debolezza si cede. Nella leggerezza si è banali. O meglio questo è il rischio.</p>
<p>Direi, un rischio già superato per essere gia dentro questo emisfero. Quando si inneggia a un elogio della leggerezza non ci si rende conto che si entra nel cretinismo. Nulla è leggero ma può essere debole.<br />
Abbiamo bisogno di una identità forte. Di una appartenenza sicura. Di una profondità insita nella memoria delle civiltà. Non entrano in crisi le civiltà. Sono le culture che si frantumano. Quanto stiamo vivendo in questi mesi ci offre un immaginario in cui le rovine e le macerie si trovano in ogni angolo.<br />
Mancano figure e riferimenti autentici. Manca una filosofia nella metafisica dell’essere. Siamo spersi. Sperduti. Si giunge ai conflitti proprio quando si è in presenza di identità deboli. Non il contrario.<br />
Ci sono appartenenze che si cerca di spartire e rendere fragili. Se esistessero ancora personalità come Ida Magli e Oriana Fallaci non avrebbero paura a sottolineare una verità in un mondo europeo fallito e tenuto insieme soltanto dai banchieri. Non avrebbero paura a sottolineare l’intreccio tra le ricchezze diffuse e gli ambienti ebraici. Non temerebbero a sottolineare il fallimento di un Occidente che si illude di mantenere in piedi le civiltà senza una distinzione delle Storie. Non temerebbero ad affrontare la questione palestinese con gli strumenti americani e l’esuberanza delle banche mondiali.<br />
Sappiamo che la moneta cosiddetta “unitaria” di una parte dell’Europa (ovvero l’euro) ha distrutto le vere appartenenze creando un miscuglio di realtà senza eredità comuni.<br />
Gli Orienti, che studio sul piano antropologico, hanno una forza unitaria pur in una disarmonia e disorganicità di modelli ma sono uniti da una identità comune.<br />
L’Occidente è uno spacco nella storia. Cosa hanno a che fare le eredità latine e greche con quelle germaniche. Siamo figli di un Occidente che ha legato la Grecia a Roma con uno sguardo attento al Mediterraneo.<br />
Oggi tutto è mediterraneità senza il Mediterraneo. Se l’Ucraina è Europa la Russia è Asia? Se la Striscia di Gaza è nel Mediterraneo i due popoli Israele e Palestina cosa sono?<br />
Assistiamo da tempo a una politica senza storia e senza cultura delle conoscenze. Dopo l’Occidente cosa arriverà? Una domanda che spesso si è posta Ida Magli. Il velo arabo non è ammissibile in un Occidente latino ci avrebbe detto Oriani Fallaci.<br />
Il velo è la resistenza a una appartenenza, giustamente. Ma la nostra eredità appartenenza identità pensiamo ancora di tutelarla con i mercati?<br />
C’è una antropologia che non è folclore ma civiltà delle memorie da difendere. Quando si capirà, possiamo comprendere noi e anche gli altri. I confini si difendono prima di tutto con la profondità della storia e la difesa della propria civiltà.<br />
Una politica senza cultura e senza storia è una spartizione. “Ricordati questo: c’è una adeguata dignità e misura da osservare nell’esecuzione di ogni atto della vita”. Ci ha insegnato Marco Aurelio. Saremo capaci come Occidente ad avere questa dignità? Una dignità che ha la sua eredità in una civiltà greco latina.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. <img decoding="async" class="alignright wp-image-98044 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_4148-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Santo Gioffrè presenta a Lecce il suo romanzo “Fadia”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 05:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fadia]]></category>
		<category><![CDATA[Lecce]]></category>
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		<category><![CDATA[occidente]]></category>
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		<category><![CDATA[rapporti oriente]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Santo Gioffre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="536" height="763" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/5346223C-06BB-44A2-8E71-A9858E78227E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/5346223C-06BB-44A2-8E71-A9858E78227E.jpeg 536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/5346223C-06BB-44A2-8E71-A9858E78227E-211x300.jpeg 211w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></p>
<p>LECCE &#8211; Venerdì 5 agosto, alle ore 18:30, sarà presente a Lecce, nella storica sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso nota anche come galleria Maccagnani (Corso Vittorio Emanuele II,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/30/santo-gioffre-presenta-a-lecce-il-suo-romanzo-fadia/">Santo Gioffrè presenta a Lecce il suo romanzo “Fadia”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">LECCE &#8211; </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Venerdì 5</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">agosto</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> alle ore 1</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">8:30</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> sarà presente a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Lecce</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, nella storica </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">sede della </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">S</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ocietà O</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">peraia</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">di Mutuo Soccorso </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">nota anche come </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">galleria </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Maccagnani</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">(</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Corso Vittorio Emanuele II</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, 58)</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, lo scrittore </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Santo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Gioffrè</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. E</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ccellente romanziere e personalità politica</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> calabrese,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> per primo denunciò il malaffare della sanità calabra quando fu presidente dell&#8217;Asp di </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Reggio Calabria</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. P</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">resenterà il suo romanzo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Fadia</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, edito da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Castelvecchi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><img decoding="async" class="alignright wp-image-57528" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/55C2DC90-C253-4FB4-94CC-B00F59668441-300x203.jpeg" alt="" width="200" height="135" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/55C2DC90-C253-4FB4-94CC-B00F59668441-300x203.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/55C2DC90-C253-4FB4-94CC-B00F59668441.jpeg 490w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />L&#8217;ultima fatica letteraria del medico scrittore calabrese apre scenari di profonda riflessione sui rapporti tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e materialismo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> E soprattutto diventa viati</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">co alla riflessione individuale</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">La microstoria e la </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">macrostoria</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> si intersecano portando il lettore a rispolverare l&#8217;immaginario di due civiltà che si incontrano e si riscoprono affini. Al centro di questa vicenda umana ed esistenziale c&#8217;è una profonda storia d&#8217;amore </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a sottolineare come l&#8217;amore sia</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> motore imprescindibile nella nostra esistenza.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">I saluti del presidente </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ugo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Petracca</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> apriranno la serata, organizzata da </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Regina Resta</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, presidente dell</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">associazione culturale internazionale </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Verbumlandiart</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in collaborazione con la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">galleria </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Maccagnani</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">L&#8217;autore sarà brevemente introdotto da </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Claudia Piccinno</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e il professore </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Luigi Grasso</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> modererà la conversazione.</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">L&#8217;incontro avverrà nella sala di rappresentanza</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> della galleria</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Santo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Gioffrè</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> è nato nel 1954 a </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Seminara</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">in provincia di Reggio Calabria, paese</span></span><a name="_GoBack"></a> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">che ha ispirato </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">le sue ricerche storiche e la sua narrativa.</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">aurea</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">to</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> in medicina e chirurgia </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">presso </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">l&#8217;</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Università di Messina</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> nel 1981</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> si </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">è </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">specializza</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">to</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> in ginecologia ed ostetricia nella </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">medesima</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> università. </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Attivo nella vita politica e sociale, è</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> stato eletto più volte consigliere al Comune di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Seminara</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> e, dal 1994, due volte Consig</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">liere provinciale, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ricop</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">rendo anche</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> la carica </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">di</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">assessore alla cultura della </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">rovincia di Reggio Calabria.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Nel 1999 </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ha </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">pubblica</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">to</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">suo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">primo romanzo storico </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Gli Spinelli e le Nobili Famiglie di Seminara,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ambientato </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">nel periodo del terremoto del 1783</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> ma il successo arriva </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">nel 2008</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">con</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Artemisia Sanchez</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, da cui è stata tratta anche una serie televisiva trasmessa dalla Rai</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Nel 2015 viene nomin</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ato dalla giunta Oliverio </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">quale</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> C</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ommissario straordinario dell&#8217;ASP di Reggio Calabria. È stato il primo a denunciare le anomalie dei pagamenti all&#8217;ASP di Reggio Calabria</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">che porter</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">anno</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> la stessa azienda sanitaria ad essere sciolta per infiltrazione mafiosa.</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ha pubblicato, oltre alle due citate, le seguenti opere: </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Leonzio Pilato</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> (2007), </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">La terra rossa (</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">2010), </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Il Gran </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Capitán</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e il mistero della Madonna nera</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">(2014), </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">L&#8217;opera degli ulivi</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">(2018) e </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Fadia</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">nel 2022</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Russia e Ucraina, una pace possibile? Sì, ma solo riscoprendo le radici comuni dei due popoli, secondo il libro di Gaetano Colonna</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/25/russia-e-ucraina-una-pace-possibile-si-ma-solo-riscoprendo-le-radici-comuni-dei-due-popoli-secondo-il-libro-di-gaetano-colonna/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=russia-e-ucraina-una-pace-possibile-si-ma-solo-riscoprendo-le-radici-comuni-dei-due-popoli-secondo-il-libro-di-gaetano-colonna</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2022 17:57:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="421" height="609" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38.png 421w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38-207x300.png 207w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></p>
<p>Nel libro &#8220;Ucraina tra Russia e Occidente. Un&#8217;identità contesa&#8221;, l&#8217;autore Gaetano Colonna, dottore di ricerca in storia antica e insegnante di storia nelle scuole superiori, ripercorre gli eventi storici che hanno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/25/russia-e-ucraina-una-pace-possibile-si-ma-solo-riscoprendo-le-radici-comuni-dei-due-popoli-secondo-il-libro-di-gaetano-colonna/">Russia e Ucraina, una pace possibile? Sì, ma solo riscoprendo le radici comuni dei due popoli, secondo il libro di Gaetano Colonna</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="421" height="609" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38.png 421w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/F5495D63-6162-44DE-9FB6-061CE86D8A38-207x300.png 207w" sizes="(max-width: 421px) 100vw, 421px" /></p><p><span style="font-family: Roboto, RobotoDraft, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">Nel libro </i></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">&#8220;</span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">Ucraina tra Russia e Occidente. Un&#8217;identità contesa&#8221;, l&#8217;autore Gaetano Colonna, dottore di ricerca in storia antica e insegnante di storia nelle scuole superiori, ripercorre gli eventi storici che hanno condotto allo scoppio del conflitto e descrive una possibile via per la pace. L&#8217;autore, con linguaggio semplice e con occhio super partes, ripropone la storia degli ultimi cento anni di relazioni fra Russia e Ucraina, due nazioni così unite dalle stesse radici culturali, ma in conflitto per differenti spinte politiche.</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Roboto, RobotoDraft, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"> Il libro </span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">&#8220;</b></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">Ucraina tra Russia e Occidente. Un&#8217;identità contesa</b></i></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">&#8220;</b></span> <span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">di </span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">Gaetano Colonna</b></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">, edito da Edilibri e già alla seconda edizione,</span> <span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">è una lettura lucida e spassionata della guerra in atto, che considera i popoli più che i governi, i punti di contatto e di convergenza più che quelli di distanza e di contrasto, per indicare la possibile risoluzione di una guerra violenta, anacronistica, inaccettabile e che non conviene a nessuno, occidente compreso.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Roboto, RobotoDraft, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">Uno &#8220;strumento di lavoro&#8221;, come lo ha definito il grande storico </span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">Franco Cardini</b></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">, utile a comprendere gli accadimenti, smontando </span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">fake news</i></span> <span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">alimentate dalla scarsa conoscenza della storia contemporanea e dall&#8217;ondata emotiva.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">La pace è quindi possibile? Quando finirà il conflitto? Il ruolo della comunità internazionale è cruciale per agevolare tutto questo? Quanto incidono, oggi, posizioni politiche ed economiche dei Paesi occidentali nel favorire il processo di pace? E l&#8217;Italia potrebbe giocare ancora un ruolo decisivo come promotore del dialogo?</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">Sono queste le domande a cui l&#8217;autore cerca di rispondere, ponendo la storia come vera cronista, raccontando i fatti più recenti, gli assetti geopolitici stabiliti dopo la seconda Guerra mondiale e dopo la Guerra Fredda, le questioni energetiche, i rapporti tra Europa Occidentale/Nato/Usa degli ultimi decenni, e le repentine crisi emerse nel dialogo internazionale dopo la pandemia.</span></p>
<p><span style="font-family: Roboto, RobotoDraft, Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">«L&#8217;identità nazionale di un popolo</i></span> <span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">&#8211; spiega Colonna &#8211; </span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">anche nel caso dell&#8217;Ucraina è un fatto prima di tutto culturale e ideale, spirituale insomma, non politico. Se davvero si vuole la pace, Russia e Ucraina possono su questo terreno trovare un punto d&#8217;incontro, visti i loro forti legami linguistici, storici, artistici, religiosi. Concedendo invece sul piano politico la reciproca massima autonomia amministrativa e organizzativa nei territori oggi contesi. Così come cercando di favorire accordi chiari e stabili fra gli operatori economici, data la sostanziale complementarietà fra le economie dei due Paesi. Il ruolo di attori esterni non può che essere negativo qualora essi spingano l&#8217;Ucraina a schierarsi con l&#8217;Occidente in forte, evidente contrapposizione alla Russia. Anche l&#8217;Italia, che storicamente può vantare rapporti cordiali e legami culturali con entrambi i Paesi &#8211; </i></span><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">conclude l&#8217;autore</span> <span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333015441895">&#8211; potrebbe svolgere un ruolo importante per raggiungere la pace, se abbandonasse la rigidità che caratterizza la sua attuale politica».</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana, Helvetica, Arial;">Il dramma che l&#8217;Ucraina sta oggi affrontando &#8211; si legge &#8211; è connesso in profondità alla storia europea e al suo speciale rapporto con i popoli slavi, in primo luogo con la Russia. Il dramma ucraino è quello di un&#8217;identità contesa fra potenze che difendono la propria consolidata egemonia mondiale e potenze, come la Russia e la Cina, che vogliono affermare un proprio ruolo: un confronto davanti al quale l&#8217;Europa mostra tutta la propria fragilità. Il libro è quindi un&#8217;occasione anche per ripensare l&#8217;identità europea e la prospettiva unitaria del continente, superando logiche di potenza con cui si continuano a concepire i rapporti fra i popoli, per porre invece le condizioni per una pace giusta, in grado di risolvere un conflitto del tutto anacronistico, che mette a repentaglio non solo le vite di civili senza colpa, da entrambe le parti, ma anche il futuro dei popoli europei.</span></p>
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