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		<title>La storia del binario 21: emblema dell’indifferenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2023 15:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Binario 21]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/ABF251FE-EF38-4C18-B62D-7AD8055DD382-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Di Antonella La Mantia Come l’indifferenza e il silenzio uccisero migliaia di ebrei, dissidenti politici e partigiani Tra il 1943 e il 1945 lontano dagli occhi e sotto quella che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Di Antonella La Mantia</b><br />
Come l’indifferenza e il silenzio uccisero migliaia di ebrei, dissidenti politici e partigiani</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Tra il 1943 e il 1945 lontano dagli occhi e sotto quella che sembrava apparentemente una normale stazione centinai di deportati, uomini, donne e bambini, venivano caricati a forza su vagoni merci. Strappati dalla loro vita e privati della loro identità, erano trasportati nei campi di concentramento, sterminio, raccolta e smistamento.</p>
<p>Il memoriale della Shoah di Milano sorge in un’area della Stazione Centrale a cui si aveva accesso diretto da via Ferrante Aporti, situata al di sotto dei binari ferroviari ordinari e originariamente adibita al carico e scarico dei vagoni postali. Per raggiungerlo basta costeggiare piazza Luigi di Savoia al di fuori della stazione, raggiungendo la porta di via Ferrante Aporti.</p>
<p>La sua posizione nascosta, al di sotto del manto stradale, permetteva all’esercito di eseguire nella maniera più discreta e nascosta possibile le partenze.</p>
<p>Una volta pieno, il vagone veniva sollevato silenziosamente con un montavagone tra i binari 18 e 19, appartenenti alla “vera” stazione dei tempi, dove veniva agganciato al carro locomotore per poi partire verso i campi di destinazione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52435" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/binario-1.jpg 1536w" alt="" width="292" height="389" /><figcaption class="wp-element-caption">Photocredit @antonellalamantia</figcaption></figure>
</div>
<p>In ciascuno dei vagoni appartenenti ai ventitré treni che partirono dal binario, vennero caricate e stipate con forza, usando calci, pugni e bastonate, dalle 50 alle 80 persone. Privi di finestre, cibo e acqua uomini, donne e bambini erano trattati come degli animali (se non peggio). Durante i 7 giorni di viaggio erano costretti a procurarsi bagni e letti di fortuna, cercando di creare con unghie e mani delle fessure per poter respirare.</p>
<p>Partire era considerata una condanna a morte non annunciata. Famiglie vennero separate, storie d’amore spezzate, donne incinte costrette a dare alla luce i propri figli in condizioni disumane; questa era la realtà dell’epoca.</p>
<p>All’ingresso del memoriale è presente una grande scritta, simbolo del silenzio del genere umano e una delle principali cause del patimento di questa povera gente: INDIFFERENZA. Termine di cui purtroppo alcune persone sono ancora schiave. Alcuni cittadini milanesi alla mia domanda “sa dove si trova il memoriale?” mi hanno confidato di non conoscerne neanche l’esistenza, sebbene ormai sia un simbolo della Shoah.</p>
<p>Il cuore della struttura sono i 4 carri merci situati al centro dell’edificio, il cui senso di oppressione causato dalla loro piccolezza non lascia spazio neanche a un respiro. <em>I miei parenti di Veroli, Rizzi Virginia nipote, nonno Michele coniugato con Spicchino Regina deportato il 5 aprile del 1944</em>, così recita una delle tante lettere affisse sul legno del vagone. I parenti di coloro la cui vita venne strappata cercarono e cercano in tutti i modi di non cancellarne il ricordo, salvandone la memoria.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-52436" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/02/lettera.jpg 1536w" alt="" width="315" height="419" /><figcaption class="wp-element-caption">Photocredit @antonellalamantia</figcaption></figure>
</div>
<p>La parte più suggestiva del memoriale è il Muro dei Nomi. Una lunga parete su cui vengono proiettati i nomi di tutti i deportati che lasciarono la propria vita su quei vagoni e in quella spettrale stazione. Tra questi sono evidenziati quelli delle persone che riuscirono a fare ritorno dai campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Purtroppo, sono solo 27 quelli ad illuminarsi <em>[dati forniti dalla Fondazione CDEC, Centro di Documentazione Ebraica, Milano].</em></p>
<p>Questo il luogo dove ebbe tristemente inizio l’orrore della Shoah a Milano in cui, per anni, molte furono le persone costrette a partire e pochissime quelle a tornare. Tra i superstiti ricordiamo Liliana Segre, che il 19 gennaio del 2018 venne nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Mattarella.</p>
<p>Il binario 21 è percepito <em>come debito doveroso verso chi non è più tornato dai viaggi verso lo sterminio, ma un luogo vivo per chi avrà domani la responsabilità di migliorare la società e i rapporti umani </em>[Yad Vashem, Ente nazionale per la Memoria della Shoah].</p>
<p>Oggi è diventato un museo della memoria, una testimonianza di una delle pagine più buie del Novecento e del suo degrado, di cui la Shoah ne è il massimo esempio. Il suo compito è proprio questo: sconfiggere l’indifferenza e l’ignoranza, impedendo che atrocità simili si ripetano.</p>
</div>
<p>Photocover @antonellalamantia</p>
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		<title>Wisława Szymborska, l’Odio, la storia arrotonda gli scheletri allo zero … comprendere il male assoluto con le rime della poetessa polacca</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/27/wislawa-szymborska-lodio-la-storia-arrotonda-gli-scheletri-allo-zero-comprendere-il-male-assoluto-con-le-rime-della-poetessa-polacca/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=wislawa-szymborska-lodio-la-storia-arrotonda-gli-scheletri-allo-zero-comprendere-il-male-assoluto-con-le-rime-della-poetessa-polacca</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2022 22:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[Wisława Szymborska]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/781ED2FF-C782-44E8-A76C-2B18795FAC42.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/781ED2FF-C782-44E8-A76C-2B18795FAC42.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/781ED2FF-C782-44E8-A76C-2B18795FAC42-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/781ED2FF-C782-44E8-A76C-2B18795FAC42-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>la polverizzazione di vite nell’oblio di uno sterminio di massa: nella Giornata della Memoria i versi del Premio Nobel 1996 per la Letteratura. Rime liriche che descrivono con lucida sfida&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/27/wislawa-szymborska-lodio-la-storia-arrotonda-gli-scheletri-allo-zero-comprendere-il-male-assoluto-con-le-rime-della-poetessa-polacca/">Wisława Szymborska, l’Odio, la storia arrotonda gli scheletri allo zero … comprendere il male assoluto con le rime della poetessa polacca</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>la polverizzazione di vite nell’oblio di uno sterminio di massa: nella Giornata della Memoria i versi del Premio Nobel 1996 per la Letteratura. Rime liriche che descrivono con lucida sfida gli strali velenifici della pulsione più schiacciante dell’animo umano.</em></p>
<h2><strong>L’Odio</strong></h2>
<p><em>Guardate com’è sempre efficiente,<br />
come si mantiene in forma<br />
nel nostro secolo l’odio.<br />
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.<br />
Come gli è facile avventarsi, agguantare.</em></p>
<p><em>Non è come gli altri sentimenti.<br />
Insieme più vecchio e più giovane di loro.<br />
Da solo genera le cause<br />
che lo fanno nascere.<br />
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.<br />
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.</em></p>
<p><em>Religione o non religione –<br />
purché ci si inginocchi per il via<br />
Patria o no –<br />
purché si scatti alla partenza.<br />
Anche la giustizia va bene all’inizio.<br />
Poi corre tutto solo.<br />
L’odio. L’odio.<br />
Una smorfia di estasi amorosa<br />
gli deforma il viso.</em></p>
<h4>
<strong>Sempre energico, avvolto da una coltre di funesta maledizione è il più performante degli impulsi umani. Generatore di esplosivi contrasti abbaglia la mente e il cuore soffocandoli in una immensa e dolorosa dannazione. L’odio.</strong></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Galleggia immondo maleficamente, sovrastando sentimenti e fratellanza favorisce insane gesta, consegnando alla storia lacerazioni profonde e crimini contro l’Umanità. Letterati e poeti hanno esaminato l’odio mentre, con fare insinuante nelle piaghe sociali, sanitarie come le pandemie e crisi politiche, provoca squarci sottili e perversi, suscitando avversione verso l’altro, verso il <em>diverso.</em></p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-41430" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1-1024x701.jpg" sizes="(max-width: 432px) 100vw, 432px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1-1024x701.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1-300x206.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1-768x526.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1-1536x1052.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Wislawa-Szymborska-1.jpg 1600w" alt="" width="432" height="295" /></figure>
</div>
<p>A raccontare  ‘’L’Odio’’ la poetessa polacca <strong>Wisława Szymborska</strong>, rime liriche per descrivere con lucida sfida gli strali velenifici della pulsione più schiacciante dell’animo umano. Versi vibranti che, nella Giornata della Memoria, restituiscono la comprensione profonda del male assoluto.</p>
<p>Nelle sezioni di Auschwitz e  Birkenau all’interno del complesso di Auschwitz, adibite a campo di sterminio, dove si trovavano le camere a gas, dal 1933 al 1945, due terzi del popolo ebraico europeo, furono cancellati dall’orrore nazista, dalla esaltazione della violenza, dalla celebrazione del male nell’odio.</p>
<p>Esistenze polverizzate nell’oscuro silenzio della morte all’interno di uno sterminio di massa, simbolicamente spiegato dall’<em>arrotondamento degli scheletri</em>  in <strong>Campo di fame presso Jaslo</strong>, altra poesia lirica di da Wisława Szymborska. Una superba metafora della poetessa Premio Nobel 1996 per la Letteratura, per spiegare il dissolvimento di vite nell’oblio di un genocidio.</p>
<p><strong>Campo di fame presso Jaslo</strong></p>
<p><em>Scrivilo. Scrivilo. Con inchiostro comune<br />
su carta comune: non gli fu dato da mangiare,<br />
morirono tutti di fame. </em>Tutti? Quanti?È un grande prato. Quant’erba<br />
è toccata a testa?<em> Scrivi: non lo so.<br />
La storia arrotonda gli scheletri allo zero.<br />
Mille e uno fa sempre mille.<br />
Quell’uno è come se non fosse mai esistito:<br />
un feto immaginario, una culla vuota,<br />
un sillabario aperto per nessuno,<br />
aria che ride, grida e cresce,<br />
scala per un vuoto che corre giù in giardino,<br />
posto di nessuno nella fila.</em></p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-41428" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/szymborska.jpg" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/szymborska.jpg 625w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/szymborska-300x218.jpg 300w" alt="" width="268" height="195" /></figure>
</div>
<p><strong>Wislawa Szymborska (K</strong>órnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) è stata una poetessa e saggista polacca.</p>
<p>Premiata con il Nobel nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, considerata, la più importante poetessa polacca degli ultimi anni. Introspezione intellettuale, arguzia sintetica succinta ed elegante scelta delle parole, caratterizzano lo stile della Szymborska. In un’occasione la poetessa, ironicamente osservò intervenendo sulla poesia <em>Ad alcuni piace la poesia</em> (<em>Niektorzy lubią poezje</em>), che la poesia piace a non più di due persone su mille.</p>
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