<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Osservatorio nazionale amianto Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/osservatorio-nazionale-amianto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/osservatorio-nazionale-amianto/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 16:01:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.10</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Osservatorio nazionale amianto Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/osservatorio-nazionale-amianto/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Trasportava l’amianto della Fibronit di Bari, muore di mesotelioma: la vedova vince la battaglia contro l’INAIL</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/08/trasportava-lamianto-della-fibronit-di-bari-muore-di-mesotelioma-la-vedova-vince-la-battaglia-contro-linail/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=trasportava-lamianto-della-fibronit-di-bari-muore-di-mesotelioma-la-vedova-vince-la-battaglia-contro-linail</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 16:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[condanna Inail]]></category>
		<category><![CDATA[Mesotelioma]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza definitiva]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale di Potenza]]></category>
		<category><![CDATA[vittima]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=129266</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Definitiva la sentenza del Tribunale di Potenza: riconosce l’esposizione professionale e condanna l’ente a risarcire la vedova 8 ottobre 2026 – Per anni aveva lavorato a Bari a contatto con&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/08/trasportava-lamianto-della-fibronit-di-bari-muore-di-mesotelioma-la-vedova-vince-la-battaglia-contro-linail/">Trasportava l’amianto della Fibronit di Bari, muore di mesotelioma: la vedova vince la battaglia contro l’INAIL</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>Definitiva la sentenza del Tribunale di Potenza: riconosce l’esposizione professionale e condanna l’ente a risarcire la vedova</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">8 ottobre 2026 – Per anni <strong>aveva lavorato a Bari a contatto con l’amianto</strong>: prima come <strong>autista</strong>, occupandosi del <strong>trasporto e della movimentazione</strong> di <strong>materiali in amianto prodotti dalla Fibronit di Bari</strong> e, successivamente, <strong>esposto al cancerogeno svolgendo la stessa attività presso la cementifera barese S.A.M.I. </strong>Una <strong>lunga storia di esposizione professionale</strong>, iniziata già negli anni precedenti nelle <strong>fonderie FIAT di Mirafiori</strong>, riconosciuta dal <strong>Tribunale di Potenza</strong> nella sentenza oggi <strong>definitiva</strong>, che <strong>ha accertato il legame tra le fibre respirate durante la vita lavorativa</strong> e il <strong>mesotelioma pleurico</strong> che lo ha portato alla morte nel 2018. A <strong>ottenere giustizia è stata la moglie</strong> dell’operaio, che <strong>per dieci anni ha continuato la battaglia contro l’INAIL iniziata dal marito quando era ancora in vita</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Complessivamente il Tribunale ha accertato <strong>16 anni e 7 mesi di esposizione professionale</strong>, ricostruendo un lungo <strong>percorso lavorativo segnato dal contatto con il cancerogeno</strong>. Quando nel 2016 gli venne <strong>diagnosticato il mesotelioma</strong>, <strong>il lavoratore chiese all’INAIL il riconoscimento della malattia professionale</strong>, ma la richiesta <strong>venne respinta</strong> perché l’Istituto <strong>riteneva insufficiente la documentazione prodotta</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo la sua morte, avvenuta nel giugno 2018, <strong>la moglie</strong>, attualmente residente nel Potentino,<strong> ha scelto di portare avanti fino in fondo la battaglia che lui aveva iniziato quando era ancora in vita</strong>. Ma anche la nuova domanda venne respinta e nel 2021 la donna, assistita dall’<strong>avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, decise di rivolgersi al Tribunale. Una battaglia diventata per lei anche <strong>una questione di memoria e di giustizia</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso del processo, le testimonianze e gli accertamenti hanno confermato l’esposizione e il <strong>nesso causale con il mesotelioma</strong>. <strong>A dieci anni dall’inizio di quel percorso</strong>, la battaglia portata avanti dalla vedova si è conclusa con la <strong>sentenza definitiva del Tribunale di Potenza</strong>, che ha condannato l’INAIL a riconoscere <strong>quanto dovuto</strong>. Secondo i calcoli dell’ONA, <strong>gli arretrati ammontano a circa 150 mila euro</strong>, mentre alla vedova spetta <strong>una rendita ai superstiti di circa 1.500 euro al mese</strong>, oltre alle maggiorazioni previste dal <strong>Fondo per le vittime dell’amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>La giustizia è arrivata, anche se dopo dieci anni, perché una vedova ha trovato la forza di portare avanti da sola la battaglia iniziata insieme a suo marito. Una sentenza che restituisce alla donna un diritto e, insieme, rende giustizia alla sua memoria </em>– dichiara <strong>Bonanni</strong> –. <em>È inaccettabile che al dolore per la perdita si aggiunga il peso di anni trascorsi a dimostrare ciò che avrebbe dovuto essere riconosciuto molto prima. La tutela delle vittime dell’amianto deve essere concreta e tempestiva, perché dietro ogni pratica ci sono persone, famiglie e vite che non possono aspettare</em>».</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre un servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde <strong>800 034 294</strong> e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1791561404485000&amp;usg=AOvVaw3Kzxvf96Ucxcp_zFiy_q64"><strong>www.osservatorioamianto.it</strong></a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/08/trasportava-lamianto-della-fibronit-di-bari-muore-di-mesotelioma-la-vedova-vince-la-battaglia-contro-linail/">Trasportava l’amianto della Fibronit di Bari, muore di mesotelioma: la vedova vince la battaglia contro l’INAIL</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">129266</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tumore a 34 anni dopo le missioni all’estero, il TAR condanna il Ministero: vittoria per carabiniere cagliaritano</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/30/tumore-a-34-anni-dopo-le-missioni-allestero-il-tar-condanna-il-ministero-vittoria-per-carabiniere-cagliaritano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tumore-a-34-anni-dopo-le-missioni-allestero-il-tar-condanna-il-ministero-vittoria-per-carabiniere-cagliaritano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 09:20:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Condanna TAR]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria carabiniere cagliaritano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=128729</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643.jpeg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Cesare Salvo ha servito in Kosovo, Etiopia-Eritrea e Albania. Per il TAR il Ministero della Difesa non ha dimostrato l’adozione delle necessarie misure di protezione 30 settembre 2026 – Aveva&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/30/tumore-a-34-anni-dopo-le-missioni-allestero-il-tar-condanna-il-ministero-vittoria-per-carabiniere-cagliaritano/">Tumore a 34 anni dopo le missioni all’estero, il TAR condanna il Ministero: vittoria per carabiniere cagliaritano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643.jpeg 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_5643-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cesare Salvo ha servito in Kosovo, Etiopia-Eritrea e Albania. Per il TAR il Ministero della Difesa non ha dimostrato l’adozione delle necessarie misure di protezione</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">30 settembre 2026</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Aveva 34 anni quando la sua vita è cambiata con una diagnosi di tumore</strong>. Alle spalle, il cagliaritano <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cesare Salvo</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">militare dell’Arma dei Carabinieri</strong>, aveva già <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">tre missioni all’estero</strong>, in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Kosovo</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Etiopia-Eritrea</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Albania</strong>. Poi gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">interventi chirurgici</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">cinque cicli di chemioterapia</strong> e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">paura di non sopravvivere</strong>. A distanza di vent’anni da quella diagnosi, il TAR Sardegna ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconosciuto la responsabilità del Ministero della Difesa</strong> per la patologia tumorale che lo ha colpito e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha disposto il risarcimento dei danni</strong>. Al centro della sentenza ci sono le condizioni nelle quali il militare ha prestato servizio. Il TAR considera accertato che Salvo sia stato inviato anche in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">zone caratterizzate dall’utilizzo di armamenti all’uranio impoverito</strong> e dalla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">presenza di ordigni bellici pesanti</strong> e rileva che, per quanto risulta dagli atti, abbia operato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">senza specifici mezzi di protezione e senza che fossero effettivamente adottate le necessarie misure di prevenzione</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il quadro ricostruito</strong>nel giudizio è quello di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">un’esposizione a molteplici fattori di rischio</strong>. La consulenza tecnica acquisita dai giudici richiama anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">metalli pesanti, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, amianto e altre sostanze tossiche</strong>, insieme alle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">condizioni estreme delle missioni</strong>, segnate da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">stress prolungato</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ipervigilanza </strong>e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">costante rischio per l’incolumità personale</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il consulente nominato dal Tribunale ha ritenuto che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il servizio prestato nell’Arma</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">abbia avuto un</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ruolo determinante nella manifestazione della malattia</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La patologia e la paura di non sopravvivere &#8211; </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dietro l’accertamento giudiziario c’è però una vicenda personale durata vent’anni. Nel luglio 2006 arriva la diagnosi. Salvo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">affronta gli interventi e la chemioterapia, con conseguenze che incidono profondamente sulla sua vita</strong>. La stessa consulenza tecnica <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">descrive una sofferenza significativa</strong> e ricorda il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">timore per la propria sopravvivenza</strong>vissuto nel momento in cui si è trovato ad affrontare la malattia. Nel 2011 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la patologia viene riconosciuta dipendente da causa di servizio</strong> e nel 2015 Salvo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ottiene lo status</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Vittima del Dovere</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il TAR: non dimostrate le necessarie misure di protezione &#8211; </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nel giudizio <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il Ministero ha contestato l’esposizione e la correlazione tra i fattori ambientali e la patologia</strong>. Ma per il TAR <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">gli elementi raccolti sono sufficienti a riconoscere la responsabilità dell’Amministrazione</strong>. In particolare, secondo i giudici, il Ministero <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">non ha fornito la prova di aver predisposto le indispensabili misure di protezione</strong> necessarie a garantire lo svolgimento delle attività operative nel rispetto degli standard di sicurezza. Sulla base dei criteri fissati dai giudici, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il risarcimento che il Ministero della Difesa dovrà riconoscere supera i 262mila euro</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Un militare sa che una missione può comportare pericoli e li affronta perché ha scelto di servire lo Stato,</em> – afferma l’avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, presidente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale del militare &#8211;  <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ma questo non significa che debba accettare anche rischi che possono e devono essere prevenuti. È qui che questa sentenza assume un significato che va oltre il caso di Cesare Salvo: chi serve il Paese ha diritto a sapere a cosa viene esposto e ad avere tutte le protezioni che le conoscenze disponibili rendono possibili</em></span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">»</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">. «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per troppo tempo molti militari hanno dovuto combattere una seconda battaglia dopo essere tornati dalle missioni</em> – sottolinea &#8211; <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">prima contro la malattia e poi per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. La sicurezza non può arrivare dopo, quando il danno si è già verificato. Deve precedere la missione, accompagnarla e continuare anche al rientro. È questa la tutela che lo Stato deve a chi lo serve</em>». L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800034294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1790843854666000&amp;usg=AOvVaw19roEMSsJKlR1gOAT_XPuf">www.osservatorioamianto.it</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/30/tumore-a-34-anni-dopo-le-missioni-allestero-il-tar-condanna-il-ministero-vittoria-per-carabiniere-cagliaritano/">Tumore a 34 anni dopo le missioni all’estero, il TAR condanna il Ministero: vittoria per carabiniere cagliaritano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">128729</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ezio Bonanni a Roccagorga: dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/ezio-bonanni-a-roccagorga-dalla-memoria-delleccidio-alla-battaglia-per-ambiente-salute-e-giustizia-sociale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ezio-bonanni-a-roccagorga-dalla-memoria-delleccidio-alla-battaglia-per-ambiente-salute-e-giustizia-sociale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 09:20:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Roccagorga]]></category>
		<category><![CDATA[tutela vittime dell'amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=128340</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3.jpg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ezio Bonanni a Roccagorga: dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale Alla Festa dell’Avanti! 2026 il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto richiama le radici della sua terra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/ezio-bonanni-a-roccagorga-dalla-memoria-delleccidio-alla-battaglia-per-ambiente-salute-e-giustizia-sociale/">Ezio Bonanni a Roccagorga: dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3.jpg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/EZIO-BONANNI-3-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong>Ezio Bonanni a Roccagorga: dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alla Festa dell’Avanti! 2026 il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto richiama le radici della sua terra e lega la memoria del 1913 alle sfide di oggi: «L’interesse della comunità deve venire prima delle contrapposizioni»</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dalla memoria di una comunità che ha pagato con il sangue la propria richiesta di giustizia sociale alle battaglie contemporanee per la tutela della salute, dell’ambiente e della dignità del lavoro. È questo il filo che <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e presidente onorario del PSI, ha scelto per il suo intervento alla seconda giornata della <strong>Festa dell’Avanti! 2026</strong>, organizzata dal Partito Socialista Italiano a Roccagorga, in provincia di Latina.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per Bonanni l’appuntamento ha avuto anche un significato personale. Nato proprio a Roccagorga e da anni impegnato sul fronte giudiziario nella tutela delle vittime dell’amianto, dell’uranio impoverito e di altri agenti cancerogeni, l’avvocato è tornato alle proprie origini per costruire un parallelismo tra passato e presente, partendo dall’<strong>eccidio del 6 gennaio 1913</strong>, una delle pagine più drammatiche della storia della cittadina lepina.</p>
<p style="font-weight: 400;">Una memoria che Bonanni ha voluto rileggere non come semplice commemorazione, ma come richiamo alla responsabilità del presente. Nel suo intervento ha ricordato la lunga storia di Roccagorga e di una comunità cresciuta intorno ai valori del lavoro, della solidarietà e di una concezione collettiva della libertà, collegandola alla necessità di continuare oggi a difendere la persona di fronte ai rischi ambientali e professionali.</p>
<p style="font-weight: 400;">È su questo terreno che si inserisce il suo impegno contro l’amianto e gli altri cancerogeni, portato avanti attraverso l’attività dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e una lunga azione giudiziaria a tutela di lavoratori, cittadini e appartenenti alle Forze Armate esposti a sostanze nocive. Un percorso nel quale la difesa dell’ambiente non può essere separata, nella visione di Bonanni, dal diritto alla salute e dalla protezione sociale. Il suo impegno legale in materia di amianto e uranio impoverito è documentato anche dall&#8217;attività dell&#8217;ONA.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il riferimento storico più forte è stato quello alla strage del 1913, quando una manifestazione popolare a Roccagorga fu repressa nel sangue. Bonanni ha ricordato le vittime, tra le quali anche un bambino, e la donna uccisa mentre portava con sé la bandiera italiana, individuando in quella pagina una testimonianza del prezzo pagato dalla comunità per rivendicare libertà e giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Da qui anche il richiamo a <strong>Sandro Pertini</strong> e a una concezione della libertà inscindibile dalla giustizia sociale e dal progresso dell&#8217;intera collettività. Per Bonanni, la memoria assume valore proprio quando riesce a parlare al presente e a indicare una responsabilità comune nei confronti delle nuove generazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il presidente dell’ONA ha quindi rivolto l’attenzione al futuro del territorio, auspicando un impegno condiviso delle diverse forze politiche per lo sviluppo delle comunità dei <strong>Monti Lepini e dell’intera provincia di Latina</strong>, superando contrapposizioni che rischiano di ostacolare obiettivi di interesse generale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il confronto della seconda giornata, moderato dallo stesso Bonanni insieme alla giornalista Rai <strong>Angelica Fiore</strong>, ha visto la presenza e la partecipazione, tra gli altri, del segretario nazionale del PSI <strong>Enzo Maraio</strong>, di <strong>Gian Franco Schietroma</strong>, del segretario provinciale <strong>Domenico Guidi</strong>, della sindaca di Roccagorga <strong>Carla Amici</strong>, di <strong>Lubiana Restaini</strong>, <strong>Onorato Nardacci</strong> e dell’esperto di intelligenza artificiale <strong>Jampier Pellorca</strong>. Al centro dell&#8217;incontro temi che hanno attraversato ambiente, lavoro, innovazione tecnologica, sviluppo economico e giustizia sociale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel luogo delle sue origini, Bonanni ha così ricondotto questioni apparentemente lontane a un unico principio: <strong>il progresso non può essere misurato soltanto attraverso lo sviluppo economico, ma deve tradursi nella tutela della vita, della salute, del lavoro e della dignità delle persone</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/22/ezio-bonanni-a-roccagorga-dalla-memoria-delleccidio-alla-battaglia-per-ambiente-salute-e-giustizia-sociale/">Ezio Bonanni a Roccagorga: dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">128340</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Amianto in Marina, muore di mesotelioma: Tribunale di Roma riconosce il danno affettivo ed economico alla famiglia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/12/amianto-in-marina-muore-di-mesotelioma-tribunale-di-roma-riconosce-il-danno-affettivo-ed-economico-alla-famiglia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-in-marina-muore-di-mesotelioma-tribunale-di-roma-riconosce-il-danno-affettivo-ed-economico-alla-famiglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 17:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Mesotelioma]]></category>
		<category><![CDATA[ONA]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=127998</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Oltre 860mila euro di risarcimento. Il Ministero della Difesa impugna la sentenza &#160; 11 settembre 2026– Muore per un mesotelioma pleurico maligno dopo aver lavorato per quasi diciannove anni nella Marina Militare in ambienti nei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/12/amianto-in-marina-muore-di-mesotelioma-tribunale-di-roma-riconosce-il-danno-affettivo-ed-economico-alla-famiglia/">Amianto in Marina, muore di mesotelioma: Tribunale di Roma riconosce il danno affettivo ed economico alla famiglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/amianto-killer-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Oltre 860mila euro di risarcimento. Il Ministero della Difesa impugna la sentenza</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>11 settembre 2026– Muore per un <strong>mesotelioma pleurico maligno</strong> dopo aver lavorato per quasi <strong>diciannove anni nella Marina Militare</strong> in <strong>ambienti nei quali era presente amianto</strong>. Oggi la sua storia è al centro di una sentenza del <strong>Tribunale di Roma</strong>, che in primo grado <strong>ha accertato la responsabilità del Ministero della Difesa</strong> e disposto in favore della moglie e dei due figli un <strong>risarcimento complessivo di oltre 860mila euro</strong>. La <strong>decisione è stata appena impugnata</strong>.</p>
<p>C.C., che viveva con la famiglia a <strong>Valmontone </strong>(Rm), aveva prestato servizio nella Marina Militare con il <strong>grado di sottufficiale</strong> e <strong>mansioni di elettricista</strong>. Nel corso della sua lunga carriera aveva operato <strong>a bordo di diverse unità navali e presso strutture della Marina, tra cui Mariscuole e Marispedal</strong>, occupandosi del controllo, della riparazione e della manutenzione degli impianti elettrici e della relativa componentistica.</p>
<p>È proprio <strong>in quegli ambienti di lavoro</strong> che, secondo quanto ricostruito nel giudizio, <strong>entrò ripetutamente in contatto con polveri e fibre di amianto</strong>. La sentenza <strong>ricostruisce un’esposizione protratta nel tempo</strong> e rileva che <strong>non è stata fornita la prova dell’adozione di misure adeguate a proteggere il militare dal rischio</strong>.</p>
<p>La malattia si manifestò molti anni dopo. Nei primi mesi del <strong>2015</strong> comparvero i primi sintomi e il <strong>6 marzo dello stesso anno</strong> gli venne diagnosticato un <strong>mesotelioma pleurico maligno</strong>. Da quel momento iniziò un <strong>lungo percorso di cure durato oltre cinque anni</strong>, fino alla morte nell’ottobre del 2020.</p>
<p>Il <strong>legame tra la patologia e il servizio prestato nella Marina</strong> era stato <strong>già accertato</strong> quando C.C. era ancora in vita: nel 2018 gli era stato <strong>riconosciuto lo status di vittima del dovere</strong>.</p>
<p>Dopo la sua morte, la moglie e i figli hanno <strong>chiesto il risarcimento dei danni subiti per la perdita del loro congiunto</strong>. Il <strong>Tribunale di Roma ha accolto la domanda</strong>, riconoscendo, per la vedova, anche <strong>il danno economico derivante dal venir meno del contributo che il marito avrebbe continuato ad assicurare alla famiglia</strong>.</p>
<p>«<em>Dietro questa sentenza non ci sono soltanto cifre, ma la storia di una famiglia che ha perso un marito e un padre dopo cinque anni segnati dalla malattia e dalle cure. La decisione del Tribunale mette in luce anche un aspetto troppo spesso dimenticato: quando una persona si ammala e poi muore, alla sofferenza si aggiungono conseguenze economiche concrete per chi resta, che in questo caso il giudice ha espressamente considerato</em>», dichiara l’avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA offre servizio di consulenza tramite il numero verde <strong>800 034 294</strong> e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/12/amianto-in-marina-muore-di-mesotelioma-tribunale-di-roma-riconosce-il-danno-affettivo-ed-economico-alla-famiglia/">Amianto in Marina, muore di mesotelioma: Tribunale di Roma riconosce il danno affettivo ed economico alla famiglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">127998</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Amianto, esposto nell’Esercito e nei Vigili del Fuoco: muore di mesotelioma, i Ministeri Difesa e Interno condannati fanno appello</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/04/amianto-esposto-nellesercito-e-nei-vigili-del-fuoco-muore-di-mesotelioma-i-ministeri-difesa-e-interno-condannati-fanno-appello/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-esposto-nellesercito-e-nei-vigili-del-fuoco-muore-di-mesotelioma-i-ministeri-difesa-e-interno-condannati-fanno-appello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 11:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ONA]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=127512</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il Tribunale di Catania lo aveva riconosciuto equiparato a vittima del dovere. Bonanni (ONA): «Un accanimento che manca di rispetto a chi ha servito lo Stato»   4 settembre 2026&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/04/amianto-esposto-nellesercito-e-nei-vigili-del-fuoco-muore-di-mesotelioma-i-ministeri-difesa-e-interno-condannati-fanno-appello/">Amianto, esposto nell’Esercito e nei Vigili del Fuoco: muore di mesotelioma, i Ministeri Difesa e Interno condannati fanno appello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/IMG_9198-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Tribunale di Catania lo aveva riconosciuto equiparato a vittima del dovere. </span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Bonanni (ONA): «Un accanimento che manca di rispetto a chi ha servito lo Stato»</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">4 settembre 2026 &#8211; </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Prima <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’esposizione all’amianto durante il servizio militare nell’Esercito</strong>, poi quella subita nei <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">quasi quarant’anni trascorsi nei Vigili del Fuoco di Catania</strong>. Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">doppia esposizione al cancerogeno</strong> che, secondo il<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Tribunale di Catania</strong>, ha contribuito in maniera determinante all’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">insorgenza del mesotelioma pleurico che ha provocato la morte a 72 anni del catanese C.R.L.M</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ma la battaglia giudiziaria non è finita: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il Ministero della Difesa e il Ministero dell’Interno </strong>hanno <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">impugnato la sentenza </strong>che lo aveva<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> riconosciuto equiparato a vittima del dovere </strong>e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">condannato in solido le due amministrazioni al pagamento dei benefici alla vedova.</strong></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La decisione contestata è la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">sentenza n. 1935/2026</strong>, pubblicata il 29 aprile scorso, con la quale il Tribunale di Catania <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">aveva accolto in larga parte il ricorso proseguito</strong>, dopo la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">morte dell’uomo</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dalla vedova</strong>, assistita dall’avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, Presidente dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. Il giudice aveva <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconosciuto il nesso tra l’esposizione all’amianto</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">subita </strong>durante il servizio nell’Esercito e nei Vigili del Fuoco e il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mesotelioma che ne ha causato la morte</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dall’Esercito ai Vigili del Fuoco, una doppia esposizione durata decenni </span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">&#8211; Il primo periodo ricostruito dal Tribunale risale al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">servizio militare di leva </strong>durante il quale, come <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“marconista carro”</strong>, operò <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">anche all’interno dei mezzi militari</strong>. La sentenza<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> richiama l’utilizzo</strong>, durante le esercitazioni, di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dotazioni contenenti amianto</strong> e la presenza del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">minerale negli ambienti</strong>, negli apparati radio, nei mezzi di trasporto e in altre componenti utilizzate all’epoca. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Quella, però, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">fu soltanto la prima fase dell’esposizione</strong>. Per i successivi 40 anni <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L.M. lavorò infatti </strong>presso il<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catania</strong>, inizialmente nell’Ufficio rimessa, e successivamente nelle attività di riparazione e manutenzione di veicoli e attrezzature tecniche. Un lavoro svolto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">quotidianamente a contatto con i mezzi che</strong>, secondo quanto ricostruito nel giudizio, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">determinò una seconda e prolungata esposizione all’amianto</strong>. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il 16 dicembre 2019 arrivò la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">diagnosi</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mesotelioma pleurico epitelioide</strong>. L.M. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">morì quattro anni dopo</strong>, il 28 dicembre 2023. A ricostruire il legame tra la malattia e quella lunga storia di esposizione sono state la documentazione acquisita, le testimonianze e la consulenza tecnica d’ufficio. Sulla base di questi elementi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il Tribunale ha riconosciuto che l’amianto respirato durante le attività di servizio ha avuto</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">almeno un ruolo concausale determinante nell’insorgenza del mesotelioma</strong>, rilevando inoltre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">l’assenza di fattori estranei all’attività o all’ambiente lavorativo</strong> che, da soli, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">potessero spiegare la malattia</strong>. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nella decisione emerge anche il tema della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">mancata prevenzione</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Tribunale evidenzia</strong> che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">le amministrazioni non hanno dimostrato di aver adottato adeguate e sufficienti misure</strong>contro il rischio amianto, come sistemi di aspirazione <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">o specifici dispositivi di protezione personale</strong>. Non risulta inoltre che L.M. fosse stato adeguatamente informato dei rischi né dotato, almeno fino agli ultimi anni Novanta, di specifiche protezioni dalle sostanze cancerogene. Il provvedimento rileva anche che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">non sarebbe stato sottoposto a una specifica sorveglianza sanitaria per l’esposizione ad agenti cancerogeni</strong>. «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dietro ogni causa ci sono vite distrutte e famiglie che hanno già pagato un prezzo altissimo. E quando a essere colpito è un uomo che ha speso la propria vita al servizio dello Stato, continuare ad opporsi al riconoscimento dei suoi diritti significa infliggere alla sua famiglia un’ulteriore sofferenza. Questo accanimento è una grave mancanza di rispetto verso un servitore dello Stato e verso chi oggi ne porta il dolore e l’assenza. Le istituzioni dovrebbero essere le prime a riconoscere il sacrificio dei propri uomini, non costringere le loro famiglie a estenuanti battaglie per ottenere giustizia</em>», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Con l’impugnazione della sentenza, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la vicenda giudiziaria prosegue ora in appello</strong>, dove l’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà ad assistere la vedova per la conferma del riconoscimento ottenuto in primo grado.</span> <span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1788594281577000&amp;usg=AOvVaw2yfpFpmj_2fbshcCyEYR5Z" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">www.osservatorioamianto.it</a></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/04/amianto-esposto-nellesercito-e-nei-vigili-del-fuoco-muore-di-mesotelioma-i-ministeri-difesa-e-interno-condannati-fanno-appello/">Amianto, esposto nell’Esercito e nei Vigili del Fuoco: muore di mesotelioma, i Ministeri Difesa e Interno condannati fanno appello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">127512</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/27/il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Mesotelioma]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=127249</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p>
<p>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia non si ferma e chiede il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/27/il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia/">Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p><p><strong>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia</strong> <strong>non si ferma e chiede il pieno riconoscimento del danno.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>27 agosto 2026 &#8211; Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi <strong>Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci</strong>, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio. Un risultato importante per la figlia, che <strong>ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre</strong>. “<em>Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L&#8217;ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui</em>”, racconta Benedetta. <strong>Luigi Ricci</strong> viveva a Roma, e dal <strong>settembre 1960 al dicembre 1966</strong> aveva prestato servizio nella Marina Militare come <strong>meccanico elettricista</strong>, prima a terra presso <strong>La Maddalena</strong> e poi a bordo di <strong>Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli</strong>. Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, <strong>entrò in contatto con polveri e fibre di amianto</strong>. <strong>Un&#8217;esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi</strong>, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia. Il <strong>12 agosto 2019</strong> a Ricci viene diagnosticato un <strong>mesotelioma maligno epitelioide</strong>. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il <strong>20 dicembre 2021</strong>. Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il <strong>Comitato di Verifica per le Cause di Servizio</strong> riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. È su questa storia che interviene la <strong>sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma</strong>. Il giudice ritiene <strong>provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto </strong>durante il servizio nella Marina <strong>e la patologia</strong> che <strong>ha portato Luigi Ricci alla morte</strong>, <strong>riconoscendo la responsabilità</strong> del <strong>Ministero della Difesa</strong>per la <strong>mancata adozione delle necessarie misure di protezione</strong>. A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa <strong>410.000 euro</strong>, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, <strong>280.000 euro</strong> riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede. Per la perdita del padre il Tribunale <strong>aveva invece quantificato il danno di Benedetta</strong> in <strong>259.857 euro</strong>, decidendo poi di <strong>dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza</strong>. Ed è soltanto qui che <strong>la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale</strong>. Perché dopo che <strong>il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza</strong> sulla parte risarcitoria <strong>chiedendo una riduzione delle somme liquidate</strong>, Benedetta <strong>ha deciso di impugnare il dimezzamento</strong> <strong>chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre</strong>.</p>
<p>“<em>È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all&#8217;assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un&#8217;assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento</em>”, spiega Benedetta.</p>
<p><em>«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro»</em>, dichiara l’<strong>avv. Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale di Benedetta Ricci &#8211; <em>«Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello</em>», conclude Bonanni.</p>
<p>Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1787920331765000&amp;usg=AOvVaw32DKWjtgqOQJQDtS3Dk7LV">www.osservatorioamianto.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/27/il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia/">Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">127249</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 18:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[ONA]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=127110</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/amianto-lavoro-e1787336858909.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Esposto alla Procura di Pavia per la morte dell&#8217;ex ferroviere Gianni Oliva Ezio Bonanni (ONA): “Fare giustizia significa tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/">Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Esposto alla Procura di Pavia per la morte dell&#8217;ex ferroviere Gianni Oliva</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ezio Bonanni (ONA): <em>“Fare giustizia significa tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha perso la vita a causa del proprio lavoro. È un impegno che riguarda l&#8217;intera collettività”</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">19 agosto 2026 &#8211; Gianni Oliva per quasi <strong>trent&#8217;anni</strong> ha lavorato nelle <strong>Officine Grandi Riparazioni di Voghera</strong>, contribuendo alla manutenzione del materiale rotabile ferroviario. Oggi, a distanza di oltre due anni dalla sua scomparsa, <strong>il figlio Gianluca per fare piena luce sulle cause della morte del padre</strong>, <strong>deceduto il 9 maggio 2024 a Pavia</strong> a causa di un <strong>mesotelioma pleurico maligno</strong>, assistito dall&#8217;avvocato <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell&#8217;<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, ha presentato un <strong>esposto alla Procura della Repubblica di Pavia</strong> con la richiesta che <strong>vengano accertate eventuali responsabilità penali</strong> legate <strong>all&#8217;esposizione all&#8217;amianto durante l&#8217;attività lavorativa svolta dal padre</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">«<em>Mio padre ha dedicato gran parte della sua vita al lavoro, che svolgeva con amore e dignità ogni giorno. Vederlo affrontare una malattia devastante come il mesotelioma è stato un dolore immenso, che nessuna famiglia dovrebbe vivere. Con questo esposto non cerco vendetta, ma verità e giustizia. Lo devo a lui, alla sua memoria e a tutte le persone che hanno lavorato in quegli ambienti e che ancora oggi convivono con la paura di ammalarsi. Mi auguro che venga accertata ogni responsabilità, affinché tragedie come questa non vengano mai dimenticate e nessun&#8217;altra famiglia debba affrontare lo stesso dolore</em>», spiega <strong>Gianluca Oliva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;atto <strong>chiede alla Procura</strong> di individuare <strong>le persone che</strong>, nel corso degli anni, <strong>hanno ricoperto ruoli di responsabilità nella gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori</strong> all&#8217;interno delle<strong> Ferrovie dello Stato e di Trenitalia</strong> e di verificare, all&#8217;esito delle indagini, l&#8217;eventuale configurabilità di indizi di <strong>reato</strong>, tra cui profili di <strong>omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro</strong>, oltre ad altre fattispecie che gli inquirenti riterranno eventualmente sussistenti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vita trascorsa nelle Officine Grandi Riparazioni </strong>&#8211; Gianni Oliva <strong>aveva iniziato a lavorare nelle Ferrovie dello</strong></p>
<div id="attachment_127113" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-127113" class="wp-image-127113 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-300x197.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-1024x671.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-768x504.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-1170x767.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-780x516.jpg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1-585x384.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/Gianni-Oliva-con-la-moglie-Ivana-1.jpg 1266w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-127113" class="wp-caption-text">Gianni Oliva con la moglie Ivana</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Stato il 15 maggio 1974 presso l&#8217;OGR di Voghera</strong>. Prima operaio addetto alla verniciatura, poi primo tecnico della manutenzione, ha operato fino al 2003 nella revisione e manutenzione di carrozze ferroviarie, locomotive e altro materiale rotabile.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo quanto ricostruito nell’istanza, <strong>proprio in quegli anni l&#8217;amianto era largamente impiegato nella coibentazione delle carrozze ferroviarie</strong>, nelle <strong>guarnizioni</strong>, nei <strong>pannelli isolanti</strong>, nei <strong>rivestimenti</strong>, negli <strong>impianti frenanti</strong> e in numerosi altri componenti. Durante le lavorazioni di smontaggio, manutenzione, riparazione, verniciatura e pulizia, l<strong>e fibre si sarebbero disperse negli ambienti di lavoro</strong>, <strong>esponendo</strong> <strong>non solo gli addetti</strong> direttamente <strong>impegnati sulle lavorazioni</strong>, ma <strong>tutti i lavoratori presenti nei reparti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Gli elementi più significativi posti <strong>a fondamento dell’esposto</strong> sono rappresentati dalla <strong>certificazione</strong> <strong>INAIL</strong>, e del <strong>Centro Operativo Regionale della Lombardia del Registro Nazionale dei Mesoteliomi</strong>, che ha classificato il caso di Gianni Oliva come <strong>&#8220;mesotelioma maligno pleurico certo ad eziologia professionale certa&#8221;</strong>. Nella documentazione del COR, <strong>l&#8217;attività espositiva è individuata nella manutenzione di carrozze e locomotive svolta tra il 1975 e il 2003</strong>. Per il figlio Gianluca e per il collegio difensivo, <strong>questa certificazione</strong> rappresenta un <strong>importante riscontro tecnico e istituzionale del legame tra l&#8217;attività lavorativa svolta</strong> e <strong>la patologia che ha causato il decesso dell&#8217;ex ferroviere</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Le omissioni denunciate </strong>&#8211; Secondo l’istanza, nelle OGR di Voghera <strong>non sarebbero state adottate, per un lungo periodo, misure adeguate per prevenire o limitare l&#8217;esposizione dei lavoratori alle fibre di amianto</strong>. Tra gli aspetti evidenziati figurano la presunta <strong>assenza di efficaci sistemi di aspirazione e ventilazione</strong>, la <strong>carenza di dispositivi di protezione individuale</strong> e <strong>l&#8217;insufficiente sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I precedenti giudiziari </strong>&#8211; <strong>A sostegno della richiesta di approfondimento investigativo</strong>, l’esposto richiama alcune importanti <strong>pronunce della magistratura in materia di esposizione all&#8217;amianto nelle officine ferroviarie</strong>. Tra queste, la sentenza della Corte di Cassazione n. 5037 del 6 febbraio 2001, relativa alle OGR di Torino, nella quale <strong>vennero accertati l&#8217;utilizzo diffuso dell&#8217;amianto e le gravi condizioni di esposizione dei lavoratori</strong>, nonché la <strong>sentenza del Tribunale di Torino </strong>n. 1291 del 1° aprile 2025, riguardante il <strong>decesso di dieci lavoratori colpiti da mesotelioma pleurico maligno</strong>. Precedenti che <strong>presentano significative analogie con il contesto lavorativo delle OGR di Voghera</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Questa storia non è un caso isolato. È una delle tante vicende che raccontano il prezzo pagato da migliaia di lavoratori che, per decenni, sono stati esposti all&#8217;amianto senza essere adeguatamente informati e protetti. Ogni procedimento giudiziario serve certamente ad accertare eventuali responsabilità individuali, ma ha anche un valore più ampio: restituire dignità alle vittime e impedire che la memoria di queste tragedie venga archiviata insieme ai fascicoli processuali.</em> <em>Fare giustizia significa accertare la verità, tutelare chi è ancora esposto e rendere il giusto rispetto a chi ha perso la vita a causa del proprio lavoro. È un impegno che riguarda l&#8217;intera collettività, non soltanto una singola famiglia</em>” dichiara <strong>Bonanni</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1787421664993000&amp;usg=AOvVaw2uTy5UFDX_WH5vWCChI0a6">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/19/amianto-nelle-ogr-di-voghera-il-figlio-chiede-giustizia-per-il-padre-morto-di-mesotelioma/">Amianto nelle OGR di Voghera, il figlio chiede giustizia per il padre morto di mesotelioma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">127110</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:35:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Fs]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<category><![CDATA[vittime amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=126915</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p>
<p>Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer 10 agosto 2026 – Il mesotelioma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/">Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1344" height="796" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931.jpeg 1344w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-300x178.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1024x606.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-768x455.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-1170x693.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4931-585x346.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1344px) 100vw, 1344px" /></p><p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso riaccende i riflettori sull&#8217;eredità dell&#8217;amianto nelle FS e sulla tutela di chi potrebbe essere stato esposto per anni alle stesse fibre killer</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">10 agosto 2026 – Il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mesotelioma causato dall’esposizione all’amianto gli ha lasciato poco più di un mese</strong>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">diagnosi arriva il 3 settembre 2025</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la morte l&#8217;8 ottobre </strong>a soli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">66 anni</strong>. Dietro quei<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> trentacinque giorni</strong>c&#8217;è però una<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> storia iniziata molti anni prima</strong>, tra le<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Officine Grandi Riparazioni di Torino </strong>e la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rete ferroviaria piemontese</strong>, dove <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vincenzo Faggiani </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">trascorso l&#8217;intera vita lavorativa</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">suo figlio Aldo ha deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, assistito dall&#8217;avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, Presidente dell&#8217;<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;obiettivo </strong>non è soltanto<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> chiedere giustizia</strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la morte del padre</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ma verificare se altri lavoratori possano essere stati esposti agli stessi rischi e contribuire a evitare nuove tragedie</strong>. La storia di Vincenzo attraversa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">quasi quarant&#8217;anni di lavoro nelle Ferrovie dello Stato</strong>. Dal 1979 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha operato nelle OGR di Torino</strong>, dove partecipava allo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">smontaggio dei rotabili ferroviari</strong> in ambienti nei quali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la presenza di amianto è stata già accertata da numerose sentenze</strong>. Successivamente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha lavorato lungo la rete ferroviaria torinese</strong> fino al pensionamento, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">continuando a svolgere mansioni</strong> che, secondo la ricostruzione contenuta nell&#8217;esposto, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">lo hanno mantenuto</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esposto alla fibra killer</strong>. Dopo la diagnosi, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i successivi accertamenti</strong>istituzionali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno confermato</strong> il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nesso tra la malattia e l&#8217;attività lavorativa</strong>: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l&#8217;INAIL ha riconosciuto la malattia professionale </strong>con invalidità del 100% e il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">COR Piemonte </strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">certificato l&#8217;origine occupazionale</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">della malattia</strong>attribuendo al caso<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> il massimo livello di certezza previsto dal ReNaM </strong>(Registro Nazionale dei Mesoteliomi).</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’esposto depositato alla Procura della Repubblica di Torino</strong>, Aldo Faggiani chiede che vengano<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> accertate </strong>le eventuali<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">responsabilità legate alla morte del padre e se altri lavoratori potrebbero aver subito analoghe esposizioni.</strong> La denuncia richiama anche il quadro già delineato dalla magistratura torinese, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">negli anni ha accertato responsabilità penali per casi di esposizione all&#8217;amianto nelle Ferrovie dello Stato</strong>, compresa la recente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sentenza del Tribunale di Torino n. 1291/2025</strong>. Sarà ora la Procura a valutare se <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sussistono profili di rilevanza penale</strong>, e a fare piena luce su eventuali ulteriori situazioni di rischio per altri lavoratori esposti. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mio padre ha lavorato per trentanove anni nelle Ferrovie dello Stato e oggi non c&#8217;è più a causa del mesotelioma. Chiediamo giustizia per lui, ma soprattutto vogliamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto, perché nessun&#8217;altra famiglia debba vivere un dolore come il nostro e perché tutti i lavoratori eventualmente esposti possano essere tutelati”</em>, afferma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Aldo Faggiani</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La vicenda si inserisce in unquadro già oggetto di<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> importanti pronunce della magistratura torinese</strong>, che negli anni hanno<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">accertato la presenza del rischio amianto in alcuni ambienti di lavoro delle Ferrovie dello Stato</strong>. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La nuova iniziativa giudiziaria</strong> punta ora a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">verificare ogni eventuale responsabilità con riferimento al caso di Vincenzo Faggiani </strong>e a r<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">afforzare le attività di prevenzione e tutela per tutti i lavoratori potenzialmente coinvolti</strong>. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dietro ogni vittima dell&#8217;amianto non c&#8217;è soltanto una tragedia familiare, ma un dovere collettivo di verità. La morte di Vincenzo Faggiani non può essere archiviata come l&#8217;ennesimo caso di mesotelioma</em>” &#8211; sottolinea Bonanni. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quando una malattia professionale viene riconosciuta dagli organi competenti, è doveroso verificare fino in fondo come sia potuta accadere e se altri lavoratori abbiano corso o continuino a correre gli stessi rischi. Significa verificare se necessitano di controlli sanitari per impedire che esposizioni analoghe possano continuare a produrre nuove vittime. La prevenzione nasce dall&#8217;accertamento dei fatti</em>”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1786435879879000&amp;usg=AOvVaw31gckd5nSNXqrbIFBVPXa-" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.<wbr />it</a>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Photocover: Vincenzo Faggiani con il figlio Aldo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/10/dopo-quarantanni-nelle-ferrovie-muore-di-mesotelioma-un-mese-dopo-la-diagnosi-presentato-esposto-alla-procura-di-torino-per-la-morte-di-vincenzo-faggiani/">Dopo quarant’anni nelle Ferrovie muore di mesotelioma un mese dopo la diagnosi: presentato esposto alla Procura di Torino per la morte di Vincenzo Faggiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">126915</post-id>	</item>
		<item>
		<title>VITTIME DEL DOVERE, STOP ALLA DISCRIMINAZIONE ORFANI NON A CARICO FISCALE: CORTE D&#8217;APPELLO DI PALERMO DÀ RAGIONE A FABIO BARONE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/23/vittime-del-dovere-stop-alla-discriminazione-orfani-non-a-carico-fiscale-corte-dappello-di-palermo-da-ragione-a-fabio-barone/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=vittime-del-dovere-stop-alla-discriminazione-orfani-non-a-carico-fiscale-corte-dappello-di-palermo-da-ragione-a-fabio-barone</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 15:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=116440</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1.jpeg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-300x276.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-768x707.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-585x539.jpeg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Applicato il principio delle Sezioni Unite: stop alla discriminazione degli orfani non a carico fiscale Palermo, 22 gennaio 2026 – Importante decisione della Corte d’Appello di Palermo in materia di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/23/vittime-del-dovere-stop-alla-discriminazione-orfani-non-a-carico-fiscale-corte-dappello-di-palermo-da-ragione-a-fabio-barone/">VITTIME DEL DOVERE, STOP ALLA DISCRIMINAZIONE ORFANI NON A CARICO FISCALE: CORTE D&#8217;APPELLO DI PALERMO DÀ RAGIONE A FABIO BARONE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1.jpeg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-300x276.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-768x707.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_0131-1-585x539.jpeg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Applicato il principio delle Sezioni Unite: stop alla discriminazione degli orfani non a carico fiscale</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Palermo, 22 gennaio 2026 – Importante decisione della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Corte d’Appello di Palermo</strong> in materia di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">tutela dei familiari delle vittime del dovere</strong>. Con una sentenza pronunciata il 22 gennaio 2026, la Sezione lavoro ha accolto l’appello di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fabio Barone</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> figlio della Vittima del Dovere</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Biagio Barone</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">deceduto per un carcinoma renale</strong> causato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dall’esposizione a sostanze cancerogene</strong> e tossico nocive, riconoscendo il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">diritto ai benefici previsti dalla legge</strong> anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">in assenza del requisito del carico fiscale</strong> e condannato il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ministeri della Difesa</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dell’Interno</strong> a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconoscere le provvidenze economiche </strong>spettanti agli orfani di vittime del dovere, superando una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">interpretazione restrittiva che per anni ha escluso numerosi familiari da tali tutele</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La vicenda giudiziaria – </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Barone, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">trapanese</strong> di 34 anni, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">rimasto orfano a 27</strong>, aveva chiesto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riconoscimento dei benefici </strong>previsti dalla normativa speciale <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">a tutela dei familiari dei servitori dello Stato deceduti in servizio</strong>. La sua <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">domanda era stata inizialmente respinta</strong> sul presupposto che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">non fosse fiscalmente a carico del padre</strong> al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">momento del decesso</strong>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Corte d’Appello di Palermo</strong> ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">riformato la sentenza</strong> di primo grado<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> del Tribunale di Trapani</strong> riconoscendo che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la condizione del carico fiscale non può essere utilizzata per negare diritti che la legge riconosce agli orfani in quanto tali</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nel dispositivo, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la Corte ha stabilito</strong> il diritto di Fabio Barone all’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">assegno vitalizio mensile di 500 euro</strong>, con decorrenza dal novembre 2019; il riconoscimento degli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ulteriori benefici economici e previdenziali</strong> previsti per gli orfani di vittime del dovere; l’obbligo per il Ministero dell’Interno di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">aggiornare la graduatoria unica nazionale</strong>, inserendo il suo nominativo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il richiamo alla Cassazione: fine delle discriminazioni</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La decisione della Corte d’Appello <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">si inserisce nel solco tracciato dalla storica pronuncia</strong> delle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Corte di Cassazione – Sezioni Unite del 30 dicembre 2025</strong>, che ha posto fine a un contrasto giurisprudenziale durato anni. Con quella sentenza, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">la Cassazione ha chiarito un principio fondamentale</strong>: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">gli orfani delle vittime del dovere hanno diritto all’assegno vitalizio anche se economicamente autonomi e non a carico fiscale</strong>, a partire dal 1° gennaio 2008. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una interpretazione definitiva</strong> che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">ha eliminato una discriminazione ingiustificata</strong> e ha reso uniforme l’applicazione della legge su tutto il territorio nazionale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa sentenza</em> <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">rappresenta una vittoria di giustizia e di civiltà.</em> – dichiara l’avv. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ezio Bonanni</strong>, legale di Barone e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Vittime del Dovere</strong> – <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Per anni i Ministeri hanno opposto un muro contro gli orfani non fiscalmente a carico, negando diritti riconosciuti dalla legge. Oggi, grazie all’intervento delle Sezioni Unite e alla decisione della Corte d’Appello di Palermo, questa discriminazione viene finalmente superata</em>. </span><em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Confidiamo che il Ministro Crosetto voglia dare seguito alla decisione della Magistratura, superando definitivamente una lettura discriminatoria che ha penalizzato gli orfani di vittime del dovere e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato</span></em><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La pronuncia apre la strada al riconoscimento dei benefici per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">tutti gli orfani</strong>, indipendentemente dalla loro condizione economica al momento della morte del genitore. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tutti gli orfani e i loro familiari possono ora richiedere l’assistenza gratuita dell’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1769245343920000&amp;usg=AOvVaw1VV5Y6Y9W9U36y01irFW66" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">www.osservatorioamianto.it</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/23/vittime-del-dovere-stop-alla-discriminazione-orfani-non-a-carico-fiscale-corte-dappello-di-palermo-da-ragione-a-fabio-barone/">VITTIME DEL DOVERE, STOP ALLA DISCRIMINAZIONE ORFANI NON A CARICO FISCALE: CORTE D&#8217;APPELLO DI PALERMO DÀ RAGIONE A FABIO BARONE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116440</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Amianto nello stabilimento Sacelit di Volla: il tribunale di Nola condanna l’INPS  Riconosciuta rivalutazione contributiva a operaio per 15 anni di esposizione con indennizzo di 150mila euro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/11/amianto-nello-stabilimento-sacelit-di-volla-il-tribunale-di-nola-condanna-linps-riconosciuta-rivalutazione-contributiva-a-operaio-per-15-anni-di-esposizione-con-indennizzo-di-150mila-euro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nello-stabilimento-sacelit-di-volla-il-tribunale-di-nola-condanna-linps-riconosciuta-rivalutazione-contributiva-a-operaio-per-15-anni-di-esposizione-con-indennizzo-di-150mila-euro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 11:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio nazionale amianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=114644</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>11 dicembre 2025 &#8211; Una decisione di forte rilievo arriva dal Tribunale di Nola, che ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore M.B., riconoscendo il diritto alla maggiorazione contributiva per 15 anni di esposizione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/11/amianto-nello-stabilimento-sacelit-di-volla-il-tribunale-di-nola-condanna-linps-riconosciuta-rivalutazione-contributiva-a-operaio-per-15-anni-di-esposizione-con-indennizzo-di-150mila-euro/">Amianto nello stabilimento Sacelit di Volla: il tribunale di Nola condanna l’INPS  Riconosciuta rivalutazione contributiva a operaio per 15 anni di esposizione con indennizzo di 150mila euro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p style="font-weight: 400;">11 dicembre 2025 &#8211; Una decisione di forte rilievo arriva dal Tribunale di Nola, che ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore <strong>M.B.</strong>, riconoscendo il diritto alla <strong>maggiorazione contributiva</strong> per <strong>15 anni di esposizione all’amianto</strong> nello stabilimento <strong>Sacelit di Volla</strong> con un indennizzo (calcolo ONA) di <strong>150mila euro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per anni lo stabilimento ha rappresentato uno dei simboli più controversi dell’industrializzazione campana: un luogo che <strong>garantiva lavoro e reddito a centinaia di famiglie</strong>, ma che allo stesso tempo nascondeva una minaccia silenziosa. Nelle sue linee produttive, dove si tagliavano e modellavano lastre e tubazioni, <strong>l’amianto si disperdeva nell’aria come una polvere invisibile</strong>. Per i lavoratori era <strong>parte della quotidianità</strong>: entrava nei polmoni, si posava sugli abiti, li seguiva fino a casa. Nessuno immaginava che quelle fibre, considerate innocue o “necessarie alla produzione”, <strong>avrebbero segnato il destino di un’intera generazione</strong>. E a distanza di decenni, mentre il sito è ormai un ricordo industriale, le conseguenze <strong>continuano a emergere nelle diagnosi</strong>, nei procedimenti giudiziari, nelle storie dei lavoratori che ancora cercano giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">La pronuncia del tribunale obbliga l’<strong>INPS</strong> alla ricostituzione della posizione contributiva del ricorrente, con significativi riflessi sulla futura prestazione pensionistica.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una decisione che fa giurisprudenza nel contesto delle esposizioni a rischio </strong>&#8211;<strong> </strong>Il Tribunale ha accertato che M.B., impiegato prima presso <strong>Laudiero Sifi S.p.A.</strong> e successivamente presso <strong>Nuova Sacelit S.p.A.</strong>, ha svolto per anni mansioni caratterizzate da <strong>manipolazione, contatto diretto e lavorazioni con cemento-amianto</strong>. Dichiarazioni aziendali e documentazione tecnica hanno confermato che, tra il <strong>1978 e il 1993</strong>, il lavoratore era coinvolto nelle fasi di <strong>produzione</strong>, <strong>finissaggio, commercializzazione e taglio</strong> di materiali contenenti amianto, nonché nelle operazioni di <strong>bonifica</strong> del sito. Il riconoscimento da parte dell’INAIL di una lesione alla salute, seppur minima, è stato decisivo: la legge infatti prevede che, <strong>in presenza di una malattia legata all’amianto</strong>, il lavoratore abbia diritto a un <strong>aumento figurativo dei contributi</strong>, in questo caso per i 15 anni in cui l’esposizione è stata accertata. L’INPS dovrà ora <strong>ricostruire la sua posizione contributiva</strong> e <strong>contribuire alle spese legali del procedimento</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Questa vicenda non riguarda solo un singolo lavoratore, ma un pezzo della nostra storia industriale che per troppo tempo è stato ignorato. Le fabbriche come la Sacelit hanno contribuito alla crescita economica del Paese, ma spesso a un prezzo pagato interamente dai lavoratori. Il riconoscimento ottenuto oggi dimostra che la verità, quando sostenuta con determinazione, riesce ancora a emergere nonostante gli anni trascorsi</em>” &#8211; dichiara l’Avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, legale del lavoratore e Presidente <strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, che sottolinea &#8211; <em>è fondamentale che le istituzioni comprendano che la tutela delle vittime dell’amianto non è un atto di generosità, ma un dovere morale e civile. Continueremo a batterci affinché nessuno sia costretto a lottare da solo per ottenere ciò che gli spetta</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1765712485643000&amp;usg=AOvVaw3p37PmbhpAkIDp-nFJRXtO">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/11/amianto-nello-stabilimento-sacelit-di-volla-il-tribunale-di-nola-condanna-linps-riconosciuta-rivalutazione-contributiva-a-operaio-per-15-anni-di-esposizione-con-indennizzo-di-150mila-euro/">Amianto nello stabilimento Sacelit di Volla: il tribunale di Nola condanna l’INPS  Riconosciuta rivalutazione contributiva a operaio per 15 anni di esposizione con indennizzo di 150mila euro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">114644</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
