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	<title>Ott Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
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		<title>USPI informa: News, tecnologia e progresso: OTT responsabili di editoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="657" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-300x167.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-1024x571.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-768x428.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-1170x652.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-585x326.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Di Tania Sabbatini  A 40 anni di distanza dal primo collegamento a Internet, a Pisa si raccolgono esperti e cariche politiche per celebrare un passaggio storico e fare il punto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Tania Sabbatini </strong></p>
<p>A 40 anni di distanza dal primo collegamento a Internet, a Pisa si raccolgono esperti e cariche politiche per celebrare un passaggio storico e fare il punto della situazione di oggi.</p>
<p>L’<strong><a href="https://www.cnr.it/it/evento/20509/40-anni-di-internet-in-italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontro</a></strong> non solo ha celebrato l’<strong>evoluzione di <a href="https://notiziario.uspi.it/agcom-osservatorio-sistema-informazione-internet-primo-canale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Internet</a></strong>, ma anche un’analisi delle sue origini e i possibili futuri sviluppi a cui andiamo incontro. Tematiche sollevate a riguardo comprendono infatti l’Intelligenza Artificiale (<strong>IA</strong>), le tecnologie quantistiche, i nuovi modelli di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lia-lavorera-per-noi-google-presenta-nuovi-strumenti-di-ricerca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">query </a></strong>e l’<strong>impatto </strong>che tutto questo ha avuto e avrà nel <strong>campo editoriale</strong>.</p>
<p>Intervenuto in questo contesto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, <strong>Alberto Barachini</strong>. Pisa, afferma il sottosegretario, è stato un luogo storico per l’<strong>avvento del web</strong>. Dagli impieghi  per risolvere problematiche lavorative all’utilità nella vita quotidiana, <strong>Internet </strong>è sempre più <strong>parte integrante delle vite dei cittadini</strong>.</p>
<p>Tuttavia, con il tempo ci si è resi conto che, è vero, “Internet ha cambiato la vita di tutti, ma è controllata da troppo pochi”.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Nuovo giro di boa</strong></h4>
<p>Per l’informazione Internet ha segnato una <strong>rivoluzione </strong>non solo nella produzione, ma anche e soprattutto nella ricerca di notizie e nella loro distribuzione. Il web ha cambiato il <strong>gioco di potere</strong> tra <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/comscore-trend-positivo-a-marzo-news-e-audience-crescono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">audience </a></strong>e <strong>editori </strong>e ha dato forma a nuovi modelli di giornalismo.</p>
<p>Nuovi modelli di giornalismo che si sono formati soprattutto in un contesto in cui gli OTT tengono le redini dei contenuti online. Cambia così il rapporto tra <strong>informazioni</strong>, <strong>contenuti </strong>e <strong>OTT</strong>, che diventa sempre meno collaborativo e trasparente.</p>
<p>“Dobbiamo aiutare i cittadini a comprendere la differenza tra un’<strong>informazione prodotta dalle persone </strong>con costi e fatica, alla ricerca delle fonti accreditate, e la distribuzione delle <strong>pillole di informazione</strong>”.</p>
<p>Le cosiddette “pillole di informazione” sono per esempio gli snippet forniti dai <strong>motori di ricerca</strong>, dai riassunti prodotti dalle <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ue-bozza-del-codice-di-condotta-sulla-marcatura-di-contenuti-ia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IA</a></strong>, dalle piattaforme <strong>social </strong>“che spesso utilizzano la stessa fonte che è stata trovata dai giornalisti, lavorata dai giornalisti, e che poi però viene distribuita in maniera gratuita”.</p>
<p>Con una <strong>catena di montaggio delle news online</strong> che sfrutta senza alcun pagamento l’industria delle notizie, come può l’editoria continuare a svolgere il suo lavoro di baluardo della democrazia, di fact-checking, di informare i cittadini?</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Soluzione di compartecipazione</strong></h4>
<p>“Sicuramente bisogna difendere il <strong>diritto d’autore</strong> e chi produce informazione, che è un bene costoso e raro, molto più di quanto si pensi, affinché i grandi Over-The-Top di Internet si rendano responsabili del <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ott-proposte-per-riconoscere-i-costi-di-produzione-delle-notizie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">futuro dell’editoria</a></strong>”.</p>
<p>Per quanto le <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ue-contro-google-indagine-su-possibile-violazione-dma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni </a></strong>fioccano in ogni Paese europeo, negli ultimi 40 anni di storia del “moderno” giornalismo la situazione non è cambiata, migliorando. Barachini infatti propone piuttosto che un “percorso punitivo” una loro “<strong>partecipazione alla produzione</strong>dei contenuti informativi”.</p>
<p>“Occorre tornare a <strong>valorizzare l’informazione tradizionale</strong>, quella <strong>professionale</strong>, quella dei giornalisti, difendere il diritto d’autore e lavorare in Europa perché i grandi over the top si rendano responsabili del futuro dell’editoria”, conclude Barachini.</p>
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		<title>Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 22:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d’autore]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1024x576.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-768x432.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1170x658.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>di Tania Sabatini “L’editoria vive una fase critica legata alle risorse. Nel mondo, tre OTT detengono oltre l’80% della raccolta pubblicitaria globale”. Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/01/uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga/">Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Tania Sabatini</b></p>
<p>“L’editoria vive una <strong>fase critica</strong> legata alle risorse. Nel mondo, tre <strong>OTT </strong>detengono oltre l’<strong>80% della raccolta pubblicitaria</strong> globale”.</p>
<p>Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra uno snodo fondamentale del settore editoriale e della sua economia. Ai microfoni di Radio24 parla della <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/barachini-crisi-editoria-ma-non-giornalismo-servono-aiuti-e-fiducia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi </a>del sistema</strong>, della difficoltà di editori e giornalisti di far rispettare il loro lavoro in un mondo regolato dagli Over-The-Top (OTT) e del problema di <strong>copyright </strong>sempre più pressante.</p>
<p>Tutte problematiche che affliggono la<strong> stampa digitale</strong> di tutti i Paesi del mondo, ma che vediamo da vicino le conseguenze anche qui in Italia. “L’erosione” infatti, come la chiama Marano, “è ormai inarrestabile” anche nel nostro Paese. “Entro due o tre anni rischiamo che oltre 600 milioni di euro si spostino ulteriormente verso le piattaforme. Questo significa una crisi conclamata non solo per gli editori, ma per il <strong>lavoro </strong>dei giornalisti, per la <strong>libertà di informazione</strong> e per il <strong>pluralismo</strong>”.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Copyright: un diritto sfuggente </strong></h4>
<p>L’Europa e l’Italia hanno le loro <strong>leggi sul copyright</strong>, per farlo rispettare e per essere rispettato. Già dal 1886, con la <strong><a href="https://www.interlex.it/testi/convberna.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione di Berna</a></strong>, si è instaurata l’importanza del copyright in Europa. La normativa stipulata a Berna è stata poi rivisitata e aggiornata in questo ultimo secolo e mezzo, fino ad arrivare alla sua ultima stesura del 1971. Un’attenzione tutta europea che poi ha visto la sua concretizzazione con molte <strong>norme </strong>e <strong><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/copyright-legislation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttive </a></strong>volte anche all’aspetto digitale già a cavallo tra i due secoli.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, la prima normativa di riferimento che abbiamo è la <strong><a href="https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/06/26/legge-sul-diritto-d-autore" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge del 22 aprile 1941, n. 633</a></strong>, sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Una legge che poi si è evoluta, o meglio espansa anche ad altri ambiti ed esercizi anche grazie all’armonizzazione con le direttive Ue. Recentemente approvata la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:31993L0098" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva CEE n.2019/790/UE</a></strong>, che riguarda i diritti d’autore nel mercato unico digitale.</p>
<p>La nuova <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-sotto-indagine-ue-danni-a-piccoli-editori-su-search/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine </a></strong>che l’Ue ha avviato nei confronti di <strong>Google </strong>sul suo motore di ricerca va ad incastrarsi esattamente nella terra di mezzo tra l’editoria, l’economia di un settore fondamentale alla democrazia e al copyright, con annessa problematica dell’equo compenso.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’indagine Ue vs la policy di Google Search</strong></h4>
<p>Il sospetto di una <strong>recessione dei piccoli editori </strong>e delle loro news nell’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lia-cambia-il-mondo-della-visibilita-digitale-dalla-seo-alla-geo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">algoritmo </a></strong>di Google andrebbe a toccare il <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-agcom-a-gedi-spetta-equo-compenso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento equo </a></strong>imposto dal Digital Markets Act (DMA).</p>
<p>Questa <strong>discriminazione dei contenuti </strong>è non solo un problema di algoritmi, ma anche dalle nuove modalità di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ia-e-giornalismo-ce-spazio-per-i-piccoli-editori-nel-mondo-dellia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intelligenza Artificiale </a></strong>(IA) applicate al Search di Google. L’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-ai-overviews-sta-cambiando-il-modo-di-fare-ricerca-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Overviews</a></strong> e l’<strong>AI Mode</strong> di Google, infatti, riuscirebbero a leggere tra i video e gli articoli online e creare un riassunto fornito direttamente all’utente. Fenomeno che quindi fa <strong>perdere </strong>spesso e volentieri <strong>visualizzazioni </strong>ai siti d’informazione. Secondo una recente <strong><a href="https://www.avantgrade.com/intelligenza-artificiale/il-crollo-del-traffico-organico-la-rivoluzione-di-google-con-ai-overview" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi </a></strong>di avantgrade.com, organizzazione di studio di IA e innovazione digitale strategica, hanno stimato delle<strong> perdite di traffico </strong>tra il<strong> 10% </strong>e il <strong>20%</strong> con alcune punte di <strong>40%</strong> in alcuni settori. Nonostante questo, sembra che gli errori che occasionalmente le IA ancora compiono, spingano gli utenti a cercare conferme su siti, che quindi oramai hanno la funzione di approfondimento. Visto che le <strong>fonti </strong>più citate dalle IA sembrano essere Wikipedia, YouTube e Reddit.</p>
<p>“Il problema del copyright riguarda il lavoro di ogni giornalista e di ogni editore” sottolinea ancora Antonio Marano. Una chiamata per le istituzioni dunque a regolare per garantire la giusta <strong>convivenza tra digitale, IA e mercato editoriale</strong>. Altrimenti, “quando un articolo viene utilizzato dall’IA per elaborare risposte nelle ricerche, di fatto quel contenuto viene ceduto, senza che vi sia un riconoscimento dei diritti autoriali, che rappresentano l’asset strategico del mestiere”.</p>
<p>Non può e non deve essere “accettabile che questa ricchezza [di editori, radio e tv] venga prelevata senza riconoscere alcun ritorno. Le <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/australia-remunerazione-contenuti-gli-ott-paghino-anche-i-piccoli-editori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Big Tech</a></strong> non seguono le stesse regole degli editori: non hanno sedi legali nel nostro Paese, non pagano giornalisti, non rispondono civilmente o penalmente su ciò che pubblicano. Questa è <strong>concorrenza sleale</strong>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/01/uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga/">Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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