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	<title>Pakistan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Fuoco tra le Montagne: l’India colpisce il Pakistan e riapre il fronte del Kashmir</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 06:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>&#8220;La miglior vendetta è essere diversi da chi ha causato il danno.&#8221; — Marco Aurelio 1. Un nuovo capitolo di una lunga ostilità Nella notte tra il 6 e il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/07/fuoco-tra-le-montagne-lindia-colpisce-il-pakistan-e-riapre-il-fronte-del-kashmir/">Fuoco tra le Montagne: l’India colpisce il Pakistan e riapre il fronte del Kashmir</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/Untitled-design-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;La miglior vendetta è essere diversi da chi ha causato il danno.&#8221;</em><br />
— Marco Aurelio</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">1. Un nuovo capitolo di una lunga ostilità</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nella notte tra il 6 e il 7 maggio 2025, l’Asia meridionale è sprofondata in una nuova crisi armata. L’India ha compiuto una serie di raid aerei su nove obiettivi strategici in territorio pakistano, tra cui località chiave nel Kashmir sotto controllo di Islamabad e nella provincia del Punjab. L’operazione, battezzata <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sindoor</em>, è stata presentata da Nuova Delhi come una “risposta necessaria” all’attentato terroristico del 22 aprile, costato la vita a 26 pellegrini indù nel distretto di Pahalgam, nello Jammu e Kashmir indiano.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’India attribuisce l’attacco ai soliti sospetti: i gruppi Jaish-e-Mohammed e Lashkar-e-Taiba, da anni al centro di accuse di connivenza con le agenzie pakistane, in particolare l’ISI (Inter-Services Intelligence). A detta del Ministero della Difesa indiano, l’intelligence raccolta era “inequivocabile” e “imponeva un’azione diretta per impedire ulteriori stragi”.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">2. La risposta del Pakistan: tra difesa e sfida</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Pakistan ha immediatamente reagito, definendo i raid “una flagrante violazione della sovranità nazionale” e “un atto di guerra senza giustificazione”. Secondo le autorità locali, i bombardamenti hanno colpito anche aree civili: almeno 26 morti, decine di feriti, tra cui donne e bambini, due moschee distrutte. La versione indiana, al contrario, parla di un’azione “chirurgica” su centri di addestramento e depositi logistici, priva di danni collaterali significativi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Islamabad ha risposto intensificando l’attività militare lungo la Linea di Controllo (LoC), bombardando postazioni indiane e abbattendo — secondo sue fonti — almeno cinque jet nemici. I dati restano controversi, ma il fatto certo è che si è tornati a uno scontro aperto su più fronti.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">3. Lo spettro nucleare e la fragilità diplomatica</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ciò che distingue la crisi attuale da altre tensioni precedenti è la totale rottura del canale diplomatico. Entrambi i Paesi hanno richiamato gli ambasciatori e congelato i colloqui su sicurezza, commercio e gestione delle risorse idriche. In particolare, la sospensione del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Trattato delle Acque dell’Indo</em> — firmato nel 1960 sotto l’egida della Banca Mondiale — rappresenta un segnale estremamente allarmante: controllare il flusso dell’acqua, in una regione già provata dal cambiamento climatico, potrebbe diventare una leva strategica devastante.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora più inquietante è l’ombra dell’atomica. Sia India che Pakistan possiedono arsenali nucleari operativi. Le dottrine militari di entrambi includono la possibilità di un primo utilizzo in caso di minaccia esistenziale. Sebbene al momento non vi siano segnali di mobilitazione nucleare, il clima politico e l’assenza di mediazione fanno temere un’escalation fuori controllo.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">4. Il ruolo della comunità internazionale</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La comunità internazionale si è mostrata preoccupata ma finora poco incisiva. Gli Stati Uniti hanno invitato “alla de-escalation immediata”, ma sono divisi internamente tra il sostegno strategico all’India e la necessità di non alienarsi il Pakistan, importante nella questione afghana e nei rapporti con la Cina. Pechino ha espresso “preoccupazione per la stabilità regionale” ma ha evitato condanne esplicite. L’Unione Europea ha lanciato appelli alla moderazione, senza però proporre iniziative diplomatiche concrete.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ONU, da parte sua, ha convocato una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, ma le divergenze tra i membri permanenti rischiano di renderla un’occasione sterile.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">5. Un conflitto senza vincitori</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Kashmir si conferma ancora una volta una delle regioni più instabili e pericolose del pianeta. Dai tempi della Partizione del 1947, che vide la nascita di India e Pakistan tra sangue e migrazioni forzate, quest’area è contesa, divisa e sfruttata da ambedue le nazioni come terreno di affermazione patriottica e religiosa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le vittime, ancora una volta, sono i civili: famiglie che vivono sotto la minaccia costante del fuoco incrociato, bambini cresciuti tra filo spinato, checkpoint e sirene antiaeree. L’illusione di una pace duratura, già fragile dopo la revoca dell’autonomia del Kashmir indiano nel 2019, si allontana ancora.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">6. Prospettive: cosa accadrà ora</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il futuro immediato dipenderà dalla capacità di contenimento degli attori globali e, soprattutto, dalla volontà politica delle leadership di Modi e Sharif. Se prevarrà la logica della forza, la regione potrebbe piombare in un conflitto ben più esteso. Se invece si troverà spazio per il dialogo — magari con la mediazione di attori terzi come l’Arabia Saudita, la Turchia o l’Iran — potrebbe aprirsi uno spiraglio per una tregua.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al momento, però, le armi parlano più delle parole. E la lezione di Marco Aurelio, che esorta a reagire con dignità e non con vendetta, resta drammaticamente disattesa.</p>
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		<title>Medio Oriente in fiamme. Da Gaza al Pakistan, il conflitto si allarga?</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/18/medio-oriente-in-fiamme-da-gaza-al-pakistan-il-conflitto-si-allarga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=medio-oriente-in-fiamme-da-gaza-al-pakistan-il-conflitto-si-allarga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2024 20:13:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dai raid angloamericani sullo Yemen alla risposta dell’Iran che in meno di 48 ore ha colpito obiettivi in Pakistan, Iraq e Siria. Quali sviluppi dell’escalation in corso? Dai raid angloamericani&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/18/medio-oriente-in-fiamme-da-gaza-al-pakistan-il-conflitto-si-allarga/">Medio Oriente in fiamme. Da Gaza al Pakistan, il conflitto si allarga?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/53CA0957-2616-42F7-BF35-65E190CEE884-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dai raid angloamericani sullo Yemen alla risposta dell’Iran che in meno di 48 ore ha colpito obiettivi in Pakistan, Iraq e Siria. Quali sviluppi dell’escalation in corso?</em></p>
<p>Dai raid angloamericani sullo Yemen alla risposta dell’Iran che in meno di 48 ore ha colpito obiettivi in <strong>Pakistan</strong>, <strong>Iraq</strong> e <strong>Siria</strong>, “infuocando” di fatto il <strong>Medio Oriente</strong> e non solo. Da Gaza a Teheran, l’<strong>escalation è già realtà</strong>. Solo pochi giorni fa si registrava la solidarietà degli <strong>Houthi</strong> nello <strong>Yemen </strong>nei confronti di <strong>Hamas</strong> e l’ostilità verso <strong>Israele</strong>, segnale di un forte legame delle azioni yemenite con il conflitto in corso a <strong>Gaza</strong>. Sì, si sono aperti più fronti e le azioni dell’Iran sono l’evidenza.</p>
<p><strong>Analizziamo quanto accaduto nelle ultime ore.</strong> Il ministero degli Esteri pakistano ha accusato la Repubblica islamica di aver ucciso dei civili nella regione frontaliera del <strong>Belucistan</strong>, “in violazione dello spazio aereo e della sovranità pakistana”. Teheran – i cui rapporti con Islamabad sono tesi – ha dichiarato che i suoi missili hanno raggiunto basi di un gruppo militante sunnita, <strong>Jaish al-Adl</strong>(Esercito della giustizia). Attacco, questo, che arriva all’indomani di due raid in Siria e Iraq, sulla scorta del doppio attentato suicida nella città di <strong>Kerman</strong> il 3 gennaio che ha ucciso più di 80 iraniani ed è stato rivendicato dallo Stato Islamico (IS). Intanto l’esercito americano è tornato a colpire i ribelli filoiraniani in Yemen, mentre Israele ha lanciato un attacco contro i miliziani di <strong>Hezbollah</strong> nel sud del <strong>Libano</strong>. Evidenze, queste, di come il conflitto si stia allargando e, di fatto, sta coinvolgendo sempre più attori nella regione.</p>
<p><strong>Yemen</strong>. Gli attacchi iraniani, come detto, su Pakistan, Siria e Iraq arrivano pochi giorni dopo i bombardamenti angloamericani nello Yemen in conseguenza delle azioni contro le navi commerciali in transito nel <strong>Mar Rosso</strong> ad opera dei ribelli yementi Houthi, sostenuti dall’Iran, che dichiarano di agire contro gli interessi israeliani e in solidarietà con i palestinesi a Gaza. Ieri <strong>Biden</strong> ha annunciato l’intenzione di reinserire gli Houthi nella lista delle organizzazioni terroristiche globali.</p>
<p><strong>Gaza</strong>. Il conflitto prosegue, le forze israeliane si sarebbero ritirate dall’area vicina al più grande ospedale di Khan Younis, nel sud della Striscia, dopo che il loro avvicinamento aveva scatenato il panico tra le persone che vi si rifugiavano. Inoltre, militanti palestinesi hanno lanciato 25 razzi contro la città israeliana di Netivot senza causare vittime.</p>
<p><strong>Quali sviluppi dell’escalation in corso?</strong> Le utile ore hanno segnato una dimostrazione di forza da parte della Repubblica islamica iraniana. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amir-Abdollahian è stato molto diretto: “Se il genocidio a Gaza si ferma, ciò porterà alla fine di altre crisi e attacchi nella regione”. Da Davos il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, principe Faisal bin Farhan, ha detto che “la priorità deve essere la de-escalation nel Mar Rosso e nell’intera regione attraverso il cessate il fuoco a Gaza”.</p>
<p>Insomma, per mesi l’establishment dell’Iran ha sconfessato il proprio coinvolgimento negli attacchi effettuati dai suoi alleati regionali. Ieri invece, in poche ore, Teheran ha colpito obiettivi in Siria, Iraq e Pakistan. Se da un lato la scelta di colpire la Siria consente all’Iran di centrare lo Stato islamico (IS) – provando a mitigare la rabbia interna dopo l’attacco terroristico di Kerman –  diversa è la questione legata al Pakistan, che esaspera di certo i già non facili equilibri regionali lungo il confine tra i due paesi.  Intanto diverse esplosioni si sono verificate intorno alla città di Savaran, nella provincia di Sistan-Baluchistan in Iran. La città è stata colpita da missili e droni provenienti dal Pakistan. L’attacco ha provocato diversi feriti, come ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, proprio questa mattina.</p>
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		<title>Pakistan: l&#8217;UE stanzia 30 milioni di € in aiuti umanitari e il Commissario Lenarčič visita il paese</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/05/pakistan-lue-stanzia-30-milioni-di-e-in-aiuti-umanitari-e-il-commissario-lenarcic-visita-il-paese/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pakistan-lue-stanzia-30-milioni-di-e-in-aiuti-umanitari-e-il-commissario-lenarcic-visita-il-paese</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2022 04:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Questa settimana il Commissario per la Gestione delle crisi, JanezLenarčič, è in visita in Pakistan a seguito della spaventosa inondazione che ha portato a un rapido deterioramento della situazione umanitaria.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/05/pakistan-lue-stanzia-30-milioni-di-e-in-aiuti-umanitari-e-il-commissario-lenarcic-visita-il-paese/">Pakistan: l&#8217;UE stanzia 30 milioni di € in aiuti umanitari e il Commissario Lenarčič visita il paese</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="400" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/3E3229C9-C0D9-4FD3-8AEC-8B31E36F8A14-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa settimana il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lenarčič</strong>, è in visita in Pakistan a seguito della spaventosa inondazione che ha portato a un rapido deterioramento della situazione umanitaria.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Durante la visita, il Commissario ha annunciato che l’UE destinerà al Pakistan 30 milioni di € in nuovi aiuti umanitari. Il nuovo finanziamento è destinato a far fronte a necessità urgenti quali l&#8217;alloggio, l&#8217;acqua e i servizi igienico-sanitari, l’alimentazione e la nutrizione, la salute, la protezione, l&#8217;istruzione in situazioni di emergenza e l&#8217;assistenza in denaro, concentrandosi sulle zone più colpite del paese, in particolare il Sindh, il Belucistan, il Punjab e la provincia della Frontiera del Nord Ovest. Data la portata della crisi, si darà risposta anche alle necessità di sostegno psicologico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Commissario <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lenarčič</strong> ha dichiarato: &#8220;<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La popolazione pakistana sta subendo le conseguenze devastanti di un&#8217;emergenza alluvionale senza precedenti. Il nostro pensiero va a chiunque abbia perso familiari, amici o la propria casa. In molti inoltre hanno perso i propri mezzi di sussistenza. Con questo nuovo finanziamento, l&#8217;UE ribadisce il costante sostegno al Pakistan ed è al fianco dei più vulnerabili per aiutarli a soddisfare i bisogni essenziali. Ancora una volta, però, la natura ci ha ricordato gli effetti del riscaldamento globale. Integrare la preparazione alle catastrofi e la loro prevenzione nei progetti finanziati dall&#8217;UE rimarrà pertanto la nostra priorità assoluta nell&#8217;ambito dell&#8217;assistenza umanitaria.</em>&#8220;</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel corso della visita, il Commissario ha incontrato il Primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, la Ministra degli Affari esteri, Hina Rabbani Khar, e vari rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite. Ha inoltre visitato l&#8217;impianto di depurazione delle acque inviato dalla Danimarca tramite il meccanismo di protezione civile dell&#8217;Unione europea e un progetto finanziato dall&#8217;UE a sostegno della risposta alle inondazioni in una delle zone più colpite della provincia del Sindh.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Un altro traguardo per Malala: la laurea all’Università di Oxford</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Caputo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2020 13:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/06/E6E7B25D-BD9B-48B3-976B-3752A0A0B3E2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ancora una volta la giovane attivista pakistana ci regala un sogno realizzato Regno Unito- Malala Yousafzai si laurea all’Università di Oxford, un altro sogno realizzato che è anche un grande&#8230;</p>
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<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Regno Unito- </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Malala Yousafzai</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> si laurea all’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Università di Oxford</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, un altro sogno realizzato che è anche un grande incoraggiamento per tutti noi. Malala ha oggi 22 anni ma da oltre dieci anni  il suo nome è celebre ed è sinonimo di lotta per i diritti umani e in particolare per l’istruzione femminile. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Malala è nata nel 1997 a Mingora, nel distretto dello Swat in </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Pakistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Qui i talebani, tra le altre cose, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">vietano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a bambine e ragazze la possibilità di andare a scuola. Ha solo </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">11 anni ma decide di raccontare quello che succede attraverso un </span></span><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7834402.stm"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">blog </span></span></a><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7834402.stm"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">su la</span></span></a><a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/south_asia/7834402.stm"><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> BBC</span></span></a><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Questo le costa una condanna a morte.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il 9 ottobre 2012, poco più che quindicenne, si trova su un autobus con altri compagni di scuola quando un gruppo armato fa irruzione sul mezzo. Malala viene raggiunta da pallottole alla testa e al collo e lotta tra la vita e la morte. Viene ricoverata all’ospedale militare di Peshawar dove subisce una delicata operazione chirurgica. Nel frattempo il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">leader dei talebani</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ha rivendicato l’attacco e minacciato di renderla oggetto di altri attentati se fosse sopravvissuta. Malala viene trasferita in un ospedale di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Birmingham</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in Inghilterra, dove riesce miracolosamente a riprendersi.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">In meno di un anno è di nuovo in piedi ed è al </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> a New York. È il 12 luglio 2013, il suo sedicesimo compleanno, e lei indossa uno scialle appartenuto a </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Benazir Bhutto</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, l’ex premier pakistana assassinata da Al Qaeda nel 2007.  </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Durante il suo discorso ha detto: “</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Cari amici, il 9 ottobre 2012, i talebani mi hanno sparato sul lato sinistro della fronte. Hanno sparato ai miei amici, anche. Pensavano che i proiettili ci avrebbero messi a tacere, ma hanno fallito. Anzi, dal silenzio sono spuntate migliaia di voci. I terroristi pensavano di cambiare i miei obiettivi e fermare le mie ambizioni. Ma nulla è cambiato nella mia vita, tranne questo: debolezza, paura e disperazione sono morte; forza, energia e coraggio sono nati. Io sono la stessa Malala. Le mie ambizioni sono le stesse. Le mie speranze sono le stesse. E i miei sogni sono gli stessi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”.</span></span></p>
<p><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Ha poi aggiunto che lei non era là per giurare vendetta contro nessuno e che non provava odio neanche per chi aveva cercato di strapparla alla vita, lei era là per sostenere il diritto all’istruzione di tutti i bambini del mondo. Infatti ha proseguito: “&#8230;</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ci rendiamo conto dell&#8217;importanza della luce quando vediamo le tenebre. Ci rendiamo conto dell&#8217;importanza della nostra voce quando ci mettono a tacere. Allo stesso modo, quando eravamo in Swat, nel Nord del Pakistan, abbiamo capito l&#8217;importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi. Il saggio proverbio &#8220;La penna è più potente della spada&#8221; dice la verità. Gli estremisti hanno paura dei libri e delle penne. Il potere dell&#8217;educazione li spaventa. Hanno paura delle donne. Il potere della voce delle donne li spaventa. Questo è il motivo per cui hanno ucciso 14 studenti innocenti nel recente attentato a Quetta. Ed è per questo che uccidono le insegnanti donne. Questo è il motivo per cui ogni giorno fanno saltare le scuole: perché hanno paura del cambiamento e dell&#8217;uguaglianza che porteremo nella nostra società</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.”</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quello stesso anno fu candidata al </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">premio Nobel per la pace</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che le viene conferito il 10 ottobre 2014. Malala ha diciassette anni ed è la più giovane vincitrice di un premio Nobel della storia.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel 2017 si iscrive all’Università di Oxford e ieri sul suo profilo Twitter scrive con gioia di aver completato il suo percorso di studi in Filosofia, Politica ed Economia. Un sogno realizzato.<br />
</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Malala non è una ragazza con poteri speciali, è una giovane ventenne, una persona comune. Nel libro “</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Io sono Malala</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” s</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">critto dalla giornalista inglese </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Christina Lamb</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">, oltre a raccontare la sua esperienza, ci parla anche di passioni tipiche della sua età, come quella per il cantante </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Justin Bieber</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. Nel suo post su Twitter scrive che dopo aver raggiunto questo traguardo vuole leggere, guardare Netflix e dormire. Malala ci insegna che sono proprio le persone comuni a portare avanti le grandi rivoluzioni e a cambiare in meglio il mondo in cui viviamo.  Grazie Malala.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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