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	<title>Palazzo Bonaparte Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 15:18:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="534" height="300" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed.png 534w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></p>
<p>Roma, 19 dicembre 2025 – A pochi mesi dall’apertura, la grande retrospettiva “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” in corso a Palazzo Bonaparte si afferma come una delle esposizioni più visitate e apprezzate&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Roma, 19 dicembre 2025</i> – A pochi mesi dall’apertura, la grande retrospettiva <b><i>“Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”</i></b> in corso a <b>Palazzo Bonaparte</b> si afferma come una delle esposizioni più visitate e apprezzate della stagione culturale romana, registrando numeri eccezionali in un periodo di altissima offerta museale ed espositiva nella Capitale.</p>
<p>Dall’inaugurazione dell’8 ottobre 2025, la mostra ha accolto <b>oltre 90.000 visitatori</b>, confermandosi un punto di riferimento per appassionati, studiosi e pubblico generalista. L’affluenza internazionale è particolarmente significativa: il 38% dei visitatori proviene dall’estero, con una forte presenza di turisti provenienti da Francia, Stati Uniti, Spagna, Germania e Giappone, segno dell’attrazione globale esercitata dal Maestro dell’Art Nouveau.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115032" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA.png 534w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115033" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE.png 534w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’interesse del pubblico italiano resta altissimo, con oltre 55.000 visitatori nazionali, distribuiti tra residenti, turisti e visitatori da fuori regione, attratti dalla qualità scientifica del progetto espositivo e dal fascino intramontabile dell’universo estetico di Mucha.</p>
<p>Particolarmente rilevante è la partecipazione delle nuove generazioni: più di 10.000 studenti hanno già visitato la mostra attraverso percorsi didattici, laboratori e attività di approfondimento, mentre tantissimi gruppi organizzati – tra associazioni culturali, università, enti e gruppi turistici – hanno scelto l’esposizione come tappa privilegiata della loro visita a Roma.</p>
<p>Il programma di mediazione culturale ha registrato risultati senza precedenti con numerosissime visite guidate, sia pubbliche sia private, mentre gli eventi serali e le aperture riservate hanno fatto registrare il tutto esaurito in più occasioni, confermando la capacità della mostra di parlare a un pubblico trasversale, capace di riconoscere nella poetica di Mucha un linguaggio raffinato, elegante e sorprendentemente contemporaneo.</p>
<p>Anche la critica ha accolto con entusiasmo il progetto, elogiandone la ricchezza delle opere, la qualità del percorso curatoriale e l’approccio che, accanto alle celebri icone dell’Art Nouveau, restituisce la profondità spirituale, simbolica e politica della produzione di Mucha. Numerosi articoli su quotidiani nazionali, testate internazionali e riviste specializzate hanno contribuito a consolidarne il prestigio, rendendo la mostra uno degli appuntamenti imperdibili dell’autunno-inverno 2025–2026.</p>
<p><i>“Siamo profondamente orgogliosi del successo straordinario di questa mostra, che dimostra quanto il pubblico italiano e internazionale continui a cercare nell’arte un’esperienza di meraviglia, eleganza e ispirazione. Mucha, con la sua raffinatezza senza tempo e la sua forza innovativa, parla ancora oggi con sorprendente attualità. Questo entusiasmo del pubblico conferma la missione di Arthemisia: rendere l’arte accessibile, emozionante e capace di creare connessioni autentiche. Roma, in un momento particolarmente ricco di proposte culturali, ci mostra ancora una volta quanto sia viva la sua sete di bellezza”</i> – dichiara <b>Iole Siena</b>, Presidente di Arthemisia</p>
<p>Infatti, nonostante la ricchissima offerta culturale presente in città questo autunno, “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” continua a distinguersi per la sua capacità di coinvolgere un pubblico vasto, diversificato e intergenerazionale, riaffermando il ruolo di Palazzo Bonaparte come punto di riferimento dell’attività espositiva nel cuore della Capitale che, per il 2026, si prepara, a essere teatro di due mostre straordinarie: in primavera – in occasione dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone – la più completa mostra mai dedicata in Italia ad <b>Hokusai</b>, il più grande pittore e incisore giapponese e, in autunno, un&#8217;eccezionale esposizione su <b>Kandinsky</b>, padre fondatore dell&#8217;astrattismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F19%2Fsuccesso-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori%2F&amp;linkname=Successo%20straordinario%20per%20la%20mostra%20dedicata%20ad%20Alphonse%20Mucha%3Agi%C3%A0%20oltre%2090mila%20visitatori" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F19%2Fsuccesso-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori%2F&#038;title=Successo%20straordinario%20per%20la%20mostra%20dedicata%20ad%20Alphonse%20Mucha%3Agi%C3%A0%20oltre%2090mila%20visitatori" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori/" data-a2a-title="Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori/">Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;ELLIOTT ERWITT. Icons&#8221;  la mostra a  Roma, Palazzo Bonaparte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 14:40:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="424" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8.jpg 424w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<p>Palazzo Bonaparte  apre le porte a un viaggio tra le immagini più iconiche della fotografia del Novecento: arriva a Roma “Elliott Erwitt. Icons”, la grande mostra dedicata al maestro dell’ironia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/29/elliott-erwitt-icons-la-mostra-a-roma-palazzo-bonaparte/">&#8220;ELLIOTT ERWITT. Icons&#8221;  la mostra a  Roma, Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Palazzo Bonaparte  apre le porte a un viaggio tra le immagini più iconiche della fotografia del Novecento: arriva a Roma “Elliott Erwitt. Icons”, la grande mostra dedicata al maestro dell’ironia e dell’empatia visiva. Con oltre 80 celebri scatti, l’esposizione racconta l’universo di uno dei maestri più importanti della fotografia contemporanea, il fotografo che ha trasformato la vita quotidiana in poesia visiva, capace di farci sorridere, riflettere, emozionare.</em><br />
<em>Con uno stile inconfondibile – irriverente, poetico, profondamente umano – Erwitt ha saputo catturare la leggerezza della gioia di vivere, diventando lo sguardo più ironico e toccante della commedia umana. Dal </em><em>28 giugno al  21 settembre 2025.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><br />
</em>Dal 28 giugno al 21 settembre 2025, <strong>Palazzo Bonaparte</strong> accoglie <strong>lo sguardo più ironico e disarmante della fotografia del Novecento</strong>: <strong>ELLIOTT ERWITT</strong>.<br />
Un’esposizione che è molto più di una mostra: è un invito a osservare il mondo con leggerezza, empatia e meraviglia.</p>
<p>Un evento imperdibile, che racconta – attraverso <strong>oltre 80 scatti iconici</strong> – la lunga e brillante carriera di un artista capace di cogliere l’anima del Novecento e di trasformare attimi ordinari in immagini indimenticabili, con uno sguardo profondamente umano ma sempre sorprendente.<br />
In mostra a Roma <strong>icone di un’epoca</strong>, di un modo di guardare il mondo con leggerezza e intelligenza. “Icons” perché <strong>ogni scatto di Erwitt è diventato un simbolo</strong>, della sua poetica e della nostra stessa memoria collettiva.<img decoding="async" class=" wp-image-105857 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-300x201.jpg" alt="" width="327" height="219" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7.jpg 423w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105859" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9-300x221.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9.jpg 385w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Elliott Erwitt è stato – ed è – un protagonista assoluto della cultura visiva del nostro tempo. Le sue immagini, i suoi libri, i reportage, le illustrazioni e le campagne pubblicitarie hanno attraversato i decenni, apparendo su testate internazionali e influenzando generazioni di fotografi e artisti. Questa mostra è un viaggio attraverso la sua opera e insieme un invito a guardare il mondo con occhi nuovi: con leggerezza, con empatia, con meraviglia.<br />
Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum – fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa –<strong> </strong><strong>Erwitt</strong><strong> </strong>ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.</p>
<p>“<em>Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo.</em> <em>Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla”.</em><br />
Con queste parole Erwitt sintetizza lo spirito e la poetica con cui filtra la realtà, la rappresenta con la sua maestria, cogliendone gli aspetti a volte giocosi, a volte irriverenti o quasi surreali, che ne fanno un maestro indiscusso della commedia umana.</p>
<p>Curata da <strong>Biba Giacchetti</strong>, una delle massime conoscitrici di Erwitt a livello internazionale, con l’assistenza tecnica di <strong>Gabriele Accornero</strong>, <strong><em>Elliott Erwitt. Icons</em></strong> è uno spaccato della storia e del costume, un percorso sintetico e completo della sua genialità, del suo sguardo sul mondo, dai suoi cani antropomorfi ai potenti della terra, dalle grandi star del cinema, una su tutte Marilyn, ai suoi bambini. Ma è anche un omaggio all’uomo che, con uno sguardo gentile e disincantato, ha saputo raccontare il mondo per quello che è: tragicomico, tenero, assurdo, irripetibile.</p>
<p>Nel percorso espositivo si incontrano i famosi ritratti di <strong>Marilyn Monroe</strong>, di <strong>Che Guevara</strong>, di <strong>Kerouac</strong>, di <strong>Marlene <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105861 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-300x201.jpeg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-300x201.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2.jpeg 422w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dietrich</strong>, <strong>Fidel Castro</strong>, <strong>Sophia Loren</strong>, <strong>Arnold Schwarzenegger</strong> e fotografie che hanno fatto la storia, come il <strong>diverbio tra Nixon e Krusciov</strong>, il <strong>funerale di Kennedy</strong>, il <strong>grande match tra Frazier e Alì</strong>, così come le icone più amate dal pubblico per la loro forza romantica, come il <strong>California Kiss</strong>, o quelle più intime e private, come lo scatto della sua primogenita neonata, osservata sul letto dalla mamma.<br />
Su tutte, Erwitt posa uno sguardo incisivo e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l’ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità.</p>
<p>Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt riserva la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto, portando all’estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo. Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite.<br />
Dai ritratti di personaggi famosi alle immagini più ironiche e talvolta irriverenti, si passa ad alcuni autoritratti dove Erwitt non lascia più niente al caso o all’intuizione, ma costruisce un altro da sé, dove l’eccentricità fine a se stessa è metafora e puro divertimento surreale.</p>
<p>Una particolare attenzione poi è destinata ai cani, di cui Erwitt apprezzava l’atteggiamento irriverente, libero e svincolato dalle comuni regole che condizionano gli esseri umani.<br />
Moltissimi sono gli scatti <strong>“dal punto di vista dei cani”</strong>, lasciando comparire nelle sue composizioni solo le scarpe o una parte delle gambe dei loro padroni. Erwitt voleva che queste fotografie risultassero buffe e per questo metteva in atto ingegnose strategie, come suonare una trombetta o emettere una specie di latrato, per ottenere dagli animali una reazione il più naturale possibile.</p>
<p>L’esposizione – <strong>visitabile fino al 21 settembre</strong> – segna, dopo il recente grande successo della retrospettiva di Edvard Munch, l’apertura della stagione espositiva estiva di Palazzo Bonaparte, e rende omaggio a uno dei maestri più amati della fotografia mondiale. I visitatori avranno l’occasione di ripercorrere il suo sguardo sul mondo: surreale, romantico, giocoso, sempre capace di cogliere l’essenza delle cose.</p>
<p>La mostra <strong><em>Elliott Erwitt. Icons</em></strong>, è prodotta e organizzata da <strong>Arthemisia</strong>, in collaborazione con <strong>Orion57</strong> e <strong>Bridgeconsultingpro</strong>.<em>Main partner</em> della mostra la <strong>Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale</strong> con <strong>Fondazione Cultura e Arte</strong> e <strong>Poema</strong>.<br />
La mostra vede come <em>special partner</em> <strong>Ricola</strong>, <em>mobility partner</em> <strong>Frecciarossa Treno Ufficiale</strong> e <em>sponsor tecnico</em> <strong>Ferrari Trento</strong>.</p>
<p><strong>Note biografiche<br />
Elliott </strong><a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y"><strong>Erwitt</strong></a> nacque a Parigi da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passò i suoi primi anni in Italia, a Milano. A 10 <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105858 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />anni, si trasferì in Francia con la sua famiglia e da qui negli Stati Uniti, nel 1939, prima a New York e, due anni dopo, a Los Angeles. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> lavorò in un laboratorio di fotografia che sviluppava stampe &#8220;firmate&#8221; per i fan delle star di Hollywood. La grande opportunità gli venne offerta dall&#8217;incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amavano le sue fotografie al punto da diventare i suoi mentori. Nel 1949 tornò in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnarono l&#8217;inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall&#8217;esercito americano nel 1951, continuò a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l&#8217;esercito stesso, mentre soggiornava in New Jersey, Germania e Francia. Nel 1953, congedato dall&#8217;esercito, Elliott <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> venne invitato da Robert Capa, socio fondatore, a unirsi all&#8217;agenzia Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968 per tre mandati. Oggi <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi.<br />
Il fotografo si è spento nella sua casa di New York a 95 anni, il 29 novembre 2023.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em></p>
<p><b><span style="font-size: x-large;"> </span></b></p>
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		<title>Roma.  &#8220;MUNCH. Il grido interiore&#8221; la visita  del Presidente Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 15:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione Mostra Munch]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Regina Sonia di Norvegia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="709" height="886" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999.jpg 709w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999-240x300.jpg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999-585x731.jpg 585w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>S.G. E&#8217;  stata inaugurata ieri, lunedi 10 febbraio, la mostra di Munch a Palazzo Bonaparte di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte/">Roma.  &#8220;MUNCH. Il grido interiore&#8221; la visita  del Presidente Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S.G.</strong></p>
<p>E&#8217;  stata inaugurata ieri, lunedi 10 febbraio, la mostra di Munch a Palazzo Bonaparte di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia.</p>
<p>Dopo la conferenza stampa, nel pomeriggio, il Presidente e la Regina hanno visitato in anteprima l&#8217;esposizione dedicata all&#8217;artista de &#8220;il Grido&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-99211 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875.jpg 1329w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-99212" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838.jpg 1329w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A fare gli onori di casa e ad accogliere Mattarella e Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte è stata <strong>Iole Siena</strong>, presidente di <strong>Arthemisia.</strong></p>
<p>&#8220;È stato un immenso onore ed anche una grande emozione inaugurare la mostra di Munch alla presenza del Presidente Mattarella e della Regina Sonja&#8221; &#8211;  ha detto  <strong>Iole Siena  presidente di Arthemisia</strong> &#8211; e un importante riconoscimento istituzionale per il ruolo centrale di <strong>Palazzo Bonaparte</strong> per le grandi mostre a Roma e in Italia”. Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il Ministro della Cultura<br />
<strong>Alessandro Giuli</strong>, il CEO di Generali <strong>Philippe Donn</strong>et, il Presidente di<br />
Generali <strong>Andrea Sironi</strong>, la Presidente della Fondazione Terzo Pilastro<br />
<strong>Alessandra Taccone</strong>.</p>
<p>Il Presidente e la Regina si sono intrattenuti un’ora all’interno della<br />
mostra, manifestando il più grande apprezzamento.</p>
<p>Al termine della visita riservata, una lunghissima fila di persone ha<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-99218 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-1170x779.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1.jpg 1330w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
atteso per entrare all’inaugurazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Photocover: Da sinistra: Johan Vibe, ambasciatore norvegese a Roma; Regina Sonja di Norvegia; Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; Iole Siena presidente Arthemisia</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>leggi anche:<strong><a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/">Roma, a Palazzo Bonaparte: “Munch. Il Grido Interiore” – un viaggio nell’anima dell’artista</a></strong></p>
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		<title>Roma, a Palazzo Bonaparte: “MUNCH. IL GRIDO INTERIORE” – Un viaggio nell’anima dell’artista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 19:18:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[il grido interiore]]></category>
		<category><![CDATA[Munch]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="899" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6770.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6770.jpeg 899w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6770-300x228.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6770-768x583.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6770-585x444.jpeg 585w" sizes="(max-width: 899px) 100vw, 899px" /></p>
<p>Dopo lo straordinario successo a Palazzo Reale di Milano  approda  a Palazzo Bonaparte  la mostra Munch il grido interiore”. Dall’11 febbraio fino al 2 giugno  oltre 100 capolavori per una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/">Roma, a Palazzo Bonaparte: “MUNCH. IL GRIDO INTERIORE” – Un viaggio nell’anima dell’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_99161" style="width: 223px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-99161" class=" wp-image-99161" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6769-1-235x300.jpeg" alt="" width="213" height="272" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6769-1-235x300.jpeg 235w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6769-1.jpeg 323w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /><p id="caption-attachment-99161" class="wp-caption-text">Disperazione,1894, olio su tela</p></div>
<p class="p1"><em>Dopo lo straordinario successo a Palazzo Reale di Milano  approda  a Palazzo Bonaparte  la mostra Munch il grido interiore”. Dall’11 febbraio fino al 2 giugno  oltre 100 capolavori per una straordinaria retrospettiva. Oggi la conferenza stampa della grande mostra.</em></p>
<p><span class="s1">Roma celebra </span><span class="s2">Edvard Munch</span><span class="s1"> con una mostra straordinaria che apre l’</span><span class="s2">11 febbraio 2025</span><span class="s1"> a </span><span class="s2">Palazzo Bonaparte</span><span class="s1">, riunendo </span><span class="s2">cento capolavori</span><span class="s1"> del maestro norvegese in un </span><span class="s2">percorso espositivo immersivo</span><span class="s1">.</span></p>
<p>La mostra, che ha avuto una precedente tappa a <strong>Palazzo Reale di Milano</strong> dove ha registrato un record assoluto di visitatori, racconta l’intero percorso artistico di Munch, dai suoi esordi fino alle ultime opere, attraversando i temi a lui più cari, collegati gli uni agli altri dall’interpretazione della tormentata essenza della condizione umana.</p>
<p>Un’esposizione che ripercorre la carriera di un artista che ha rivoluzionato il linguaggio pittorico, anticipando l’Espressionismo e influenzando generazioni di artisti.</p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa mattina si è tenuta la </span><span class="s2">conferenza stampa di presentazione: Tra le personalità presenti, il Responsabile della Comunicazione di Generali Country Italia <strong>Riccardo Acquaviva</strong>, la Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale <strong>Alessandra Taccone</strong>, l’Assessore alla Cultura del comune di Milano <strong>Tommaso Sacchi</strong>, il Direttore di Palazzo Reale <strong>Domenico Piraina</strong>, la Direttrice del Museo Munch <strong>Tone Hansen</strong>, l’ambasciatore norvegese in Italia <strong>Johan Vibe</strong>, il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria <strong>Costantino D’Orazio</strong> e la curatrice <strong>Patricia Beerman</strong>, tra le massime esperte di <strong>Edvard Munch </strong>a livello internazionale.  A presentare l&#8217;evento, la Presidente di <strong>Arthemisia Iole Siena</strong>, che ha specificato come la mostra, che apre i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della società, &#8220;sia un’occasione straordinaria per la Capitale&#8221;. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-99159" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6756-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6756-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6756-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6756.jpeg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Prodotta e organizzata da </span><strong><span class="s2">Arthemisia</span></strong><span class="s1"> in collaborazione con il </span><strong><span class="s2">Munch Museum di Oslo</span></strong><span class="s1">, la mostra gode del </span><span class="s2">patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Giubileo 2025 – Dicastero per l’Evangelizzazione</span><span class="s1">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Grazie a un </span><span class="s2">prestito senza precedenti</span><span class="s1"> del <strong>Munch Museum</strong>, il pubblico potrà ammirare opere iconiche come </span><span class="s3">La morte di Marat</span><span class="s1">(1907), </span><span class="s3">Notte stellata</span><span class="s1"> (1922-1924), </span><span class="s3">Le ragazze sul ponte</span><span class="s1"> (1927), </span><span class="s3">Malinconia</span><span class="s1"> (1900-1901), </span><span class="s3">Danza sulla spiaggia</span><span class="s1"> (1904) e una delle celebri versioni litografiche de </span><span class="s3">L’Urlo</span><span class="s1"> (1895), simbolo assoluto dell’angoscia esistenziale.</span></p>
<p>La mostra pone l’accento sullo stretto legame tra le tragiche esperienze  personali e l’espressione artistica di Munch: un viaggio nell’anima dell’artista, che permette di comprendere la sua visione dell’amore, della natura, della morte e dell’esistenza umana.</p>
<p class="p1">La sua pittura non si limita a rappresentare la realtà, ma scava nell’inconscio, traducendo in immagini paure, desideri e inquietudini profonde.</p>
<p class="p1"><span class="s1">La mostra si sviluppa attraverso </span><span class="s2">sette sezioni tematiche</span><span class="s1">, ognuna delle quali approfondisce un aspetto fondamentale della produzione dell’artista.</span></p>
<div id="attachment_99154" style="width: 227px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-99154" class="size-medium wp-image-99154" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6762-217x300.jpeg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6762-217x300.jpeg 217w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6762.jpeg 299w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /><p id="caption-attachment-99154" class="wp-caption-text">Autoritratto<br />Olio su carta</p></div>
<p>Munch credeva che la pittura dovesse esprimere non la realta’visibile, ma le visioni interiori e i ricordi. “Non dipingo la natura: la uso come ispirazione, mi servo del ricco piatto che offre. Non dipingo cosa vedo, ma cosa ho visto”.</p>
<p>Rifiutando la rappresentazione accademica, si ispira al naturalismo emotivo di Christian Krohg e alla cultura bohemienne di Kristiania. I suoi primi dipinti, come Autoritratto (1881-82) e Malinconia (1900-1901), riflettono questa ricerca introspettiva. I suoi viaggi in Francia lo portano a sperimentare le tecniche e assorbire  le novità  postimpressionisre di Cezanne, di Van Gogh e Gauguin.</p>
<p>La sua  pittura esplora il mondo interiore più che la realtà  materiale . Antesignano dell’espressionismo Munch ha sempre attribuito alla natura un significato simbolico profondo. I paesaggi norvegesi, con le loro luci fredde e le atmosfere mutevoli, diventano elementi espressivi fondamentali. Il mare, le foreste e il cielo si caricano di emozioni umane, trasformandosi in specchi dell’anima.</p>
<p class="p1">Un tema centrale nelle opere di Munch e’ l’amore:</p>
<div id="attachment_99152" style="width: 280px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-99152" class="wp-image-99152" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6766-276x300.jpeg" alt="" width="270" height="294" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6766-276x300.jpeg 276w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6766.jpeg 377w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /><p id="caption-attachment-99152" class="wp-caption-text">Vampiro-1895 Olio su tela</p></div>
<p>nei dipinti di Munch, è un sentimento ambivalente: da un lato è desiderio erotico e passione, dall’altro è paura, sofferenza e perdita.<br />
Le sue figure si stringono in abbracci intensi, ma spesso sembrano prigioniere di un legame che le consuma, esprimendo l’insicurezza e la fragilità delle relazioni umane.</p>
<div id="attachment_99155" style="width: 195px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-99155" class="size-full wp-image-99155" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6760.png" alt="" width="185" height="253" /><p id="caption-attachment-99155" class="wp-caption-text">Madonna, 1895<br />Litografia colorata a mano</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Amore e morte, sesso e dolore si mescolano nei suoi dipinti, come ne </span><span class="s2">“Il bacio” (1897)</span><span class="s1"> o </span><span class="s2">“Malinconia” (1894-96),</span><span class="s1"> capaci di catturare quel senso di dissoluzione e precarietà tipico della condizione umana.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin dalla sua infanzia segnata dalla malattia e dal lutto, Munch ha vissuto la morte come una presenza costante. Nei suoi quadri, la morte è una figura silenziosa, che si insinua nei dettagli di una stanza o nelle ombre di un paesaggio. Le atmosfere notturne accentuano il senso di mistero e precarietà dell’esistenza.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La   mostra </span><span class="s1">ospita anche  una delle versioni litografiche   de “</span><span class="s3">L’Urlo”</span><span class="s1"> e altre opere in cui Munch dà forma all’angoscia esistenziale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’urlo non è solo del personaggio dipinto, ma sembra propagarsi nell’intero spazio, deformando il paesaggio stesso, annullando stabilità e certezze.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Munch ripete piu’ volte alcuni dei suoi soggetti, rielaborandoli in colori, tecniche e atmosfere differenti. L’artista esplora la sua ossessione per il ritorno ciclico di determinate immagini e temi, come se il dolore e l’inquietudine fossero destinate a ripetersi senza fine.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-99156" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-300x237.jpeg" alt="" width="287" height="227" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-300x237.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-1024x808.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-768x606.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-1536x1212.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-2048x1616.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-1920x1515.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-1170x923.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6754-585x462.jpeg 585w" sizes="(max-width: 287px) 100vw, 287px" />La mostra a Palazzo Bonaparte offre uno spunto di riflessione sulle sue influenze nel campo del cinema. La pittura di Munch ha avuto un impatto profondo sul </span><span class="s2">cinema</span><span class="s1">, in particolare sulle opere di registi come </span><span class="s2">Dreyer e Bergman</span><span class="s1">. La sua capacità di costruire immagini che </span><span class="s2">penetrano nell’animo dello spettatore</span><span class="s1">, ha anticipato molte tecniche cinematografiche, dalla gestione delle luci e delle ombre fino all’uso della prospettiva deformata.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nella fase finale della sua carriera, Munch si apre a una pittura più libera e luminosa. Le sue pennellate si fanno più ampie e gestuali, i colori più accesi e vibranti. Questa evoluzione dimostra come, nonostante la sua ossessione per l’angoscia e la morte, l’artista non abbia mai smesso di cercare la vitalità nella pittura.</span></p>
<p><em>&#8220;Con la mia arte ho cercato di spiegare a me stesso la vita e il suo significato, ma anche di aiutare gli altri a comprendere l propria vita&#8221;</em></p>
<p><span class="s2">Fino a giugno 2025</span><span class="s1">, </span><span class="s2">Palazzo Bonaparte sarà  </span><span class="s1">il centro di un’esperienza emozionante, che restituisce tutta la potenza visiva ed emotiva di un artista che ha saputo trasformare il dolore in bellezza universale, emozioni intime in esperienze condivise.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Un’occasione unica per osservare da vicino le sue opere e lasciarsi travolgere dall’intensità delle sue visioni.</span></p>
<p>Photocredits:  Munchmuseet</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F02%2F10%2Froma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista%2F&amp;linkname=Roma%2C%20a%20Palazzo%20Bonaparte%3A%20%E2%80%9CMUNCH.%20IL%20GRIDO%20INTERIORE%E2%80%9D%20%E2%80%93%20Un%20viaggio%20nell%E2%80%99anima%20dell%E2%80%99artista" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F02%2F10%2Froma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista%2F&#038;title=Roma%2C%20a%20Palazzo%20Bonaparte%3A%20%E2%80%9CMUNCH.%20IL%20GRIDO%20INTERIORE%E2%80%9D%20%E2%80%93%20Un%20viaggio%20nell%E2%80%99anima%20dell%E2%80%99artista" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/" data-a2a-title="Roma, a Palazzo Bonaparte: “MUNCH. IL GRIDO INTERIORE” – Un viaggio nell’anima dell’artista"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/">Roma, a Palazzo Bonaparte: “MUNCH. IL GRIDO INTERIORE” – Un viaggio nell’anima dell’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A BEAUTIFUL WORLD. Le immagini di Mario Testino in mostra a Roma, Palazzo Bonaparte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 16:18:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[a beautiful World]]></category>
		<category><![CDATA[mario Testino]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre. Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="390" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226.jpeg 390w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/54AFC69E-E7A6-42BD-A38A-FA5F4B3E6226-300x218.jpeg 300w" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" /></p>
<p>Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che abbiamo dimenticato: cosa eravamo. Dal PROSSIMO 25 MAGGIO a PALAZZO BONAPARTE di ROMA, ARTHEMISIA presenta in anteprima assoluta “/A&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che abbiamo dimenticato: cosa eravamo.</p>
<p>Dal PROSSIMO 25 MAGGIO a PALAZZO BONAPARTE di ROMA, ARTHEMISIA presenta in anteprima assoluta “/A BEAUTIFUL WORLD/”, il nuovo progetto ideato da<br />
MARIO TESTINO, uno dei più celebri fotografi contemporanei a livello<br />
internazionale.</p>
<p>Nato in Perù nel 1954 con origini irlandesi e italiane, MARIO TESTINO si trasferisce a Londra nel 1976 dove inizia a farsi un nome e a diventare uno dei fotografi di moda e ritrattisti più innovativi della sua generazione e<br />
le sue fotografie appaiono sulle principali riviste di moda del mondo.<br />
Punto di riferimento di altissimo rilievo nell&#8217;arte della moda, le sue immagini sono spesso diventate leggendarie come le persone che ha fotografato, da Kate Moss a Madonna, da Naomi Campbell a Diana /Princess of<br />
Wales./</p>
<p>Terence Pepper, curatore della fotografia alla National Portrait Gallery di<br />
Londra, lo ha definito il &#8220;John Singer Sargent dei nostri tempi&#8221;, mentre il direttore della galleria, Charles Saumarez Smith, parlando della retrospettiva da record &#8220;Mario Testino PORTRAITS&#8221; del 2002, ha sottolineato<br />
il rapporto forte tra l’opera di Testino e la tradizione dei ritrattisti di corte, da Holbein a Reynolds, da Goya a Rubens.</p>
<p>NEGLI ULTIMI SETTE ANNI, la sua ricerca di nuovi soggetti oltre i confini del mondo della moda ha portato la sua attenzione su un NUOVO PERCORSO CREATIVO. Già accennato nelle immagini nel 2007, ha trovato ispirazione<br />
nelle identità culturali e nel costume dei paesi in cui tipicamente ha ambientato i suoi servizi fotografici delle nuove collezioni.<br />
DAL 2017 HA ATTRAVERSATO PIù DI 30 PAESI, concentrando la sua arte sull&#8217;esplorazione dell&#8217;unicità culturale e tradizionale che ancora si<br />
trova in un mondo rapidamente globalizzato.<br />
“A BEAUTIFUL WORLD&#8221;attraverso CIRCA 70 OPERE &#8211; è la navigazione<br />
straordinariamente magica e sfumata di Testino tra le complessità e i contrasti dei nostri molteplici modi di appartenere: definizione di individualità e conformità, comunità ed esilio, rituali, idee di sé, nozioni di altro, di identità al di là dei canoni di genere, simboli della differenza culturale e icone di sistemi di credenze.</p>
<p>La mostra /“MARIO TESTINO./ /A BEAUTIFUL WORLD”/, col patrocinio del COMUNE DI ROMA, è prodotta e organizzata da ARTHEMISIA in collaborazione<br />
con DOMUS ARTIUM RESERVE, con il supporto dell’UZBEKISTAN ART AND CULTURE<br />
DEVELOPMENT FOUNDATION.</p>
<p>La mostra è curata dall&#8217;artista, scrittore e designer<br />
multidisciplinare PATRICK KINMONTH.<br />
Il progetto /A BEAUTIFUL WORLD/ supporta la missione di &#8220;The Great Balance&#8221;<br />
nella promozione del patrimonio culturale (<a href="http://www.thegreatbalance.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.thegreatbalance.org&amp;source=gmail&amp;ust=1716635316903000&amp;usg=AOvVaw3o8Q-NL3kPq5_8E7AuWrGP" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.thegreatbalance.org</a>[1]).</p>
<p>LA MOSTRA<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-88265" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/B6287085-CFEF-4042-97D3-7AA62FEC113D.jpeg" alt="" width="189" height="283" /><br />
Come ha spesso detto, Mario Testino è sempre stato mosso dall’istinto di far apparire le sue immagini spontanee, intime e immediate. &#8220;Gli occhi del<br />
mondo moderno, che sono diventati ossessionati dall&#8217;avvicinarsi il più possibile ai loro eroi, volevano sentire di essere letteralmente in grado di raggiungere e toccare l’attimo nelle immagini, quindi ho voluto trasferire l&#8217;emozione di un incontro ravvicinato e intimo con il soggetto nella fotografia che stavo scattando&#8221;.<br />
Meticolosamente pianificate ed eseguite, le sue fotografie hanno un’ingannevole nonchalance ed eleganza che ha ridefinito l&#8217;informalità nelle immagini di moda. Fresco e attuale, il suo lavoro ha provocato e soddisfatto i suoi seguaci e lo ha reso per decenni il creatore di campagne<br />
di moda ed editoriali che hanno sfidato le norme accettate con la loro creatività e il loro fascino.<br />
Ma, ispirato dal fotografo peruviano Martin Chambi Jimenez e dai suoi ritratti dei primi anni del XX secolo di donne peruviane a Cusco che indossano abiti tradizionali, Testino ha rivisitato in un modo tutto suo il soggetto a colori per documentare la continua ricchezza e l’evoluzione<br />
delle tradizioni del costume in Perù.<br />
Inizia così il nuovo progetto di Testino che ha cercato di registrare la straordinaria ricchezza della cultura del vestire in continua evoluzione accanto a una incombente tendenza all’omologazione, che cancella identità e comunità in ogni angolo del globo.<br />
Testino reagisce a questo conformismo cercando, ovunque vada, abiti e costumi originali e immutabili che descrivano approcci artistici unici legati al ruolo, all&#8217;identità e al potere di appartenenza, evidenziati da indizi visivi.<br />
Può trattarsi di una forma straordinaria di un cappello, o<br />
di un taglio specifico di un costume o di un abito modellato, creato e associato a un rituale, una festa, un luogo o un&#8217;usanza.<br />
Rivelando questa bellezza in luoghi insoliti, definendo efficacemente il modo in cui apparteniamo al nostro luogo di nascita e di vita, e includendo l&#8217;ornamento del corpo stesso, fino alla pelle e ai capelli, Testino ha catturato come rare farfalle immagini che definiscono chi siamo, a cosa<br />
apparteniamo e cosa rischiamo di perdere nel nostro bel mondo.</p>
<p>L’abito tradizionale come un codice a barre da leggere per<br />
“identificare” un popolo e portarne alla luce le caratteristiche più<br />
intime.<br />
È NEL VESTITO IL PUNTO FOCALE: IL VESTITO DECONTESTUALIZZATO PERCHé LA<br />
CONCENTRAZIONE SIA ANCORA DI PIù SU QUELLA SORTA DI SECONDA PELLE.</p>
<p>L’utilizzo del colore nelle sue fotografie è straordinario ed esalta<br />
ancor più l’aspetto esteriore e creativo di tradizioni assai diverse,<br />
che però in comune hanno qualcosa che non muta nel tempo: i costumi della<br />
tradizione.</p>
<p>Con appresso il suo studio portatile è riuscito infatti a far emergere<br />
nelle pose dei suoi personaggi, siano essi lottatori dell’Uzbekistan o no donne Turkane dell’Africa, quanto l’abbigliamento tradizionale sia capace di rivelare l’attaccamento intimo o nascosto, quasi inconsapevole,<br />
ai segni caratteristici delle origini.<br />
In questo suo viaggio/analisi Testino scorpora e isola l’identità dei<br />
suoi soggetti facendoli uscire dal loro ambiente, collocandoli nel suo studio portatile da cui prorompe comunque la loro appartenenza comunitaria attraverso gli abiti che indossano, quelli della loro storia.<br />
Sul palcoscenico del mondo di Testino non sfila il nuovo ma quello che<br />
abbiamo dimenticato: cosa eravamo.<br />
/“A beautiful world”/ più che un progetto lo si potrebbe definire una sfida.<br />
Un fotografo famoso che utilizza la sua arte e la sua sensibilità per scoprire attraverso viaggi ed introspezioni la <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-88264" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/556E5A17-BA41-4F4E-B285-EFCD00198A82.jpeg" alt="" width="189" height="283" />natura intima di popoli diversi. Scoprirne le tradizioni nascoste, le attitudini riservate attraverso la fotografia che nel suo caso diventa un vero e proprio<br />
strumento di comprensione. Insomma, Testino scavalca il confine del suo mestiere ed utilizza elementi etnografici, per farci comprendere attraverso la lettura dei costumi tradizionali ciò che accomuna e differenzia i diversi popoli. Testino quasi un antropologo dell’estetica.</p>
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		<title>Roma. A Palazzo Bonaparte la più grande mostra dedicata a Escher</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/30/roma-a-palazzo-bonaparte-la-piu-grande-mostra-dedicata-a-escher/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-palazzo-bonaparte-la-piu-grande-mostra-dedicata-a-escher</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 15:04:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Escher]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1441" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-2048x1153.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Dal 31 ottobre Palazzo Bonaparte ospita la più grande mostra di Escher mai realizzata sinora, con circa 300 opere, nuove scoperte e grandi novità. Maurits Cornelis Escher (1898-1972), uno degli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/10/30/roma-a-palazzo-bonaparte-la-piu-grande-mostra-dedicata-a-escher/">Roma. A Palazzo Bonaparte la più grande mostra dedicata a Escher</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1441" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-2048x1153.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/1F11E1B5-DACD-4F8A-8B43-739DEE84700E-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><b><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dal 31 ottobre Palazzo Bonaparte ospita la più grande mostra di Escher mai realizzata sinora, con circa 300 opere, nuove scoperte e grandi novità.<br />
</span></b></p>
<p><b><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maurits Cornelis Escher (1898-1972), uno degli artisti più amati dal grande pubblico in tutto il mondo, nel 1923 si trasferì a Roma.<br />
E proprio per festeggiare questo importante centenario, Arthemisia ha voluto rendergli omaggio con una mostra epocale che vedrà esposti tutti i più grandi capolavori del genio olandese.<br />
</span></b></p>
<p><strong>COMUNICATO STAMPA</strong><br />
<span style="font-weight: 400;">Dal prossimo <strong>31 ottobre</strong>, <strong>a 100 anni dalla sua prima visita nella Capitale</strong>avvenuta nel 1923, <strong>Escher </strong>torna a Roma con la più grande e completa mostra a lui mai dedicata, a <strong>Palazzo Bonaparte</strong>.</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Olandese inquieto, riservato e indubbiamente geniale, Escher è l’artista che, con le sue incisioni e litografie, ha avuto e continua ad avere la capacità unica di trasportarci in un mondo immaginifico e impossibile, dove si mescolano arte, matematica, scienza, fisica e design.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Artista scoperto in tempi relativamente recenti, Escher ha conquistato milioni di visitatori nel mondo grazie alla sua capacità di parlare ad un pubblico molto vasto. Escher è amato da chi conosce l’arte, ma anche da chi è appassionato di matematica, geometria, scienza, design, grafica. Nelle sue opere confluiscono una grande vastità di temi, e per questo nel panorama della storia dell’arte rappresenta un unicum.</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">La mostra di Roma si configura come un evento eccezionale che presenta al pubblico, oltre ai suoi capolavori più celebri, anche <strong>numerose opere inedite mai esposte prima</strong>.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Un’antologica di <strong>circa 300 opere</strong> che comprende l’ormai iconica <em>Mano con sfera riflettente</em> (1935), <em>Vincolo d’unione</em> (1956), <em>Metamorfosi II</em> (1939), <em>Giorno e notte</em>(1938), la celebre serie degli <em>Emblemata</em>, e tantissime altre.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Inoltre, a impreziosire il percorso espositivo, anche una <strong>ricostruzione dello studio che Escher aveva a Baarn in Olanda</strong> che, qui a Roma, espone al suo interno i vari <strong>strumenti originali</strong> coi quali il Maestro produceva le sue opere e il<strong>cavalletto portatile</strong> che lo stesso Escher portò con sé nel suo peregrinare per l’Italia.</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Dopo vari viaggi in Italia iniziati nel 1921 quando visitò la Toscana, l’Umbria e la Liguria, Escher giunse a Roma dove visse per ben dodici anni, dal 1923 al 1935, al civico 122 di via Poerio, nel quartiere di Monteverde vecchio.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Il periodo romano ebbe una forte influenza su tutto il suo lavoro successivo che lo vide prolifico nella produzione di litografie e incisioni soprattutto di paesaggi, scorci, architetture e vedute di quella Roma antica e barocca che lui amava indagare nella sua dimensione più intima, quella notturna, alla luce fioca di una lanterna.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Le notti passate a disegnare, seduto su una sedia pieghevole e con una piccola torcia appesa alla giacca, sono annoverate da Escher tra i ricordi più belli di quel periodo. </span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">In mostra a Palazzo Bonaparte, infatti, sarà presente anche la <strong>serie completa dei 12 “notturni romani”</strong> prodotta nel 1934 – tra cui “<em>Colonnato di San Pietro”</em>, “<em>San Nicola in Carcere”</em>, “<em>Piccole chiese, Piazza Venezia”</em>, “<em>Santa Francesca Romana”</em>, “<em>Il dioscuro Polluce”</em> &#8211; insieme ad altre opere che rappresentano i fasti dell’antica Urbe come <em>Roma (e il Grifone dei Borghese)</em> del 1927,<em> San Michele dei Frisoni, Roma </em>(1932) e <em>Tra San Pietro e la Cappella Sistina </em>(1936).</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">La mostra, col patrocinio della <strong>Regione Lazio</strong>, del <strong>Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</strong> e dell’<strong>Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi</strong>, è prodotta e organizzata da <strong>Arthemisia</strong> in collaborazione con la <strong>M. C. Escher Foundation</strong> e <strong>Maurits</strong> ed è curata da <strong>Federico Giudiceandrea</strong>&#8211; uno dei più importanti esperti di Escher al mondo – e <strong>Mark Veldhuysen</strong>, CEO della M.C. Escher Company.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">La mostra vede come <em>sponsor</em> <strong>Generali Valore Cultura</strong>, <em>special partner</em> <strong>Ricola</strong>,<em>mobility partner</em> <strong>Atac</strong> e <strong>Frecciarossa Treno Ufficiale</strong>, <em>media partner </em><strong>la Repubblica</strong> e<strong> Urban Vision</strong>, <em>partner</em> <strong>Mercato Centrale Roma</strong> e<em> hospitality partner</em> <strong>Hotel de Russie </strong>e <strong>Hotel de la Ville</strong>.</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">La mostra <strong><em>Escher </em></strong>rientra nel progetto <strong>“L’Arte della solidarietà”</strong> realizzato con<strong>Komen Italia</strong>, <em>charity partner </em>della mostra.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Unire l’arte con la salute, la bellezza con la prevenzione: è questa l’essenza di un progetto che vede il colore rosa della Komen Italia fondersi con i capolavori esposti nelle mostre.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Nel concreto, una parte degli incassi provenienti dalla vendita dei biglietti di ingresso della mostra verrà devoluta da Arthemisia per la realizzazione di specifici progetti di tutela della salute delle donne.</span><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Con questa partnership Komen Italia chiude ottobre, mese della prevenzione, e si prepara al grande evento nazionale per festeggiare il suo 25esimo anno della “Race for the cure” il prossimo maggio 2024.</span><br style="font-weight: 400;" /><br style="font-weight: 400;" /><span style="font-weight: 400;">Il catalogo è edito da <strong>Skira</strong>.</span></p>
<p>LA MOSTRA</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Prima sezione – <em>Gli inizi</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Samuel Jesserun de Mesquita (1868 &#8211; 1944) è stato un esponente del movimento Art Nouveau olandese. Fu insegnante di Escher alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem e lo incoraggiò a diventare un grafico. I primi lavori di Escher risentono quindi dell’influenza dall’Art Nouveau, corrente caratterizzata da forme sinuose ed eleganti ed ornamenti decorativi ispirati a soggetti naturali. L’artista ha sempre nutrito un profondo interesse per la natura e ha eseguito numerose stampe con raffigurazioni realistiche di fiori e insetti. Dal 1922 al 1935, Escher intraprese molteplici viaggi nel Belpaese, disegnando monumenti, paesaggi, flora e fauna, che al suo ritorno in studio trasformava in opere grafiche. In questi lavori, per lo più caratterizzati da prospettive insolite, una meticolosa osservazione della natura si fonde già con vedute che spaziano verso orizzonti lontani, quasi anticipando i paradossi prospettici e le illusioni ottiche della maturità. In questa sezione sono riprodotte anche le 28 xilografie che compongono il libro <em>XXIV Emblemata dat zijn zinne-beelden</em>, cioè <em>XXIV Emblemi, con massime in versi,</em> una delle tre opere di Escher in qualità di illustratore.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Seconda sezione – <em>Italia</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Dal 1922 al 1935, Escher soggiornò in Italia, trasferendosi stabilmente a Roma dal novembre del 1923. La città eterna rappresenta una parte importante del corpus delle sue opere; oltre a vari monumenti e scorci della città, ci resta una serie di 12 magistrali xilografie, realizzate a partire dagli schizzi abbozzati di notte grazie ad una torcia e un cavalletto da viaggio. Un altro riferimento a quel periodo, si trova per esempio nella celebre opera <em>Mano con sfera riflettente</em> dove viene riprodotto fedelmente il suo studio di via Alessandro Poerio 122. Ogni anno Escher intraprendeva un viaggio attraverso l’Italia e nel Mediterraneo per riprodurne i magnifici paesaggi: Campania, Calabria, Sicilia, Abruzzo ecc., spesso in compagnia dell’amico ed artista svizzero Giuseppe Haas Triverio. A seguito della crescente oppressione del movimento fascista, si trasferì dapprima in Svizzera nel 1935, poi nel 1937 a Uccle in Belgio, e infine nel 1941 a Baarn, nei Paesi Bassi. Quello tra Escher è l’Italia è un legame indissolubile. In Italia visse probabilmente gli anni più felici: qui si sposò, fondò una famiglia e raccolse i primi successi professionali; questo trapela dai suoi diari, dalle fotografie ma soprattutto dalle sue opere. Anche dopo la svolta artistica verso soggetti astratti, nella composizione dell’immagine ritroviamo frequenti rievocazioni del paesaggio italiano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Terza sezione – <em>Tassellature</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Nel 1936, Escher soggiorna a Granada, in Spagna, dove visita nuovamente l’Alhambra, un complesso palaziale fortificato, costruito fra il secolo XIII e il XIV sul colle che domina la città dagli emiri nasridi, famoso per l’elaborata decorazione degli edifici. Questa visita si rivela essere uno punto di svolta nella sua carriera, le elaborate decorazioni geometriche in stile moresco lo affascino e lo spingono a interessarsi alle tassellature. In geometria, si dicono tassellature i modi di suddividere il piano con una o più figure geometriche ripetute all’infinito senza sovrapposizioni e senza lasciare spazi vuoti. Tali figure geometriche, dette “tasselli”, sono spesso poligoni, regolari o meno, ma possono avere anche lati curvilinei. Sono stati identificati 17 diversi tipi di simmetrie che permettono di suddividere il piano. Di queste simmetrie, Escher costituì un catalogo di 137 acquarelli, numerati e archiviati secondo un suo proprio schema logico, da usare come motivi per eseguire tassellature e metamorfosi. Come vedremo, l’uso delle tassellature diventerà un tratto distintivo della sua arte, in cui fantasia, geometria e soggetti figurativi sono sapientemente combinati. A partire da questo momento, Escher si dedicherà, a parte qualche sporadico caso, alla rappresentazione di scene astratte, di ispirazione geometrico-matematica, paradossali o illusorie.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quarta sezione – <em>Metamorfosi</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le tassellature sono alla base dei cicli e delle metamorfosi, il cui tema Escher affronta a partire dal 1937. Per Escher, una metamorfosi, ovvero dal greco una trasformazione, in particolare una trasformazione di un essere o di un oggetto in un altro di natura diversa, prende infatti le mosse dalla modificazione e successiva concatenazione di diverse tassellature (procedimento di divisione regolare del piano). Escher crea così un mondo in cui diverse figure danno vita a vortici di trasformazioni di forme astratte in forme animate e viceversa. La xilografia <em>Metamorfosi II </em>(1939-1940), uno dei suoi capolavori, è un universo circolare in cui un una lucertola può progressivamente diventare la cella di un alveare o un pesce tramutarsi in uccello che a sua volta si trasforma in un cubo e poi in un tetto ecc. A volte nelle metamorfosi interagiscono elementi antitetici ma complementari, come il giorno e la notte o il bene e il male, intrecciando gli opposti all’interno di una stessa composizione. Lo studio delle tassellature e la realizzazione di cicli e metamorfosi (che per altro possono coesistere nella stessa stampa, come in <em>Ciclo</em>, <em>Giorno e Notte</em>, <em>Rettili</em> o ancora <em>Incontro</em>) inducono in Escher il desiderio della rappresentazione dell&#8217;illimitato attraverso la suddivisione infinita del piano. Ci riuscirà formalmente grazie agli spunti forniti dallo studioso di geometria H.S.M. Coxeter, nelle opere <em>Limite del cerchio I-II-II-IV</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quinta sezione – <em>Struttura dello spazio</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Fin dalle sue prime opere, più ancora che per l&#8217;elemento pittorico, Escher dimostra un’attenzione particolare per l’organizzazione dello spazio compositivo. Come abbiamo visto a partire dalla metà degli anni ‘30, Escher si staccherà progressivamente dalla rappresentazione euclidea dello spazio. Il suo crescente interesse per la matematica e la geometria passa attraverso lo studio e il fascino che esercitano su di lui sfere, superfici riflettenti, solidi geometrici o ancora superfici topologiche come il nastro di Möbius, un oggetto percepito come superficie a due facce ma che, ad una più attenta osservazione, ne dimostra una sola. Potremmo parafrasare un suo commento alla litografia <em>Mano con sfera riflettente </em>del 1935, una delle sue opere più celebri, in questo modo: la sfera, riflettendolo, racchiude in sé tutto lo spazio circostante, al cui centro si staglia proprio colui che la guarda; l’uomo è quindi il centro di questo universo. Escher qui non dissimula una certa ironia riguardo all’ego dell’artista, immortalato in una dinamica autoreferenziale. La disamina di questi concetti porterà Escher ad esacerbare il suo gusto per i paradossi, le distorsioni prospettiche e le illusioni ottiche che queste figure permettono.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Sesta sezione – <em>Paradossi geometrici</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Le conoscenze matematiche di Escher erano principalmente visive e intuitive. Le sue architetture e composizioni geometriche si caratterizzavano grazie a distorsioni prospettiche che, a prima vista, si presentavano come perfettamente plausibili ma che, dopo una più attenta ispezione, si rivelavano impossibili. Una svolta importante avviene nel 1954, anno in cui vengono esposte alcune stampe di Escher durante il Congresso Internazionale dei Matematici ad Amsterdam. Da quel momento il suo lavoro viene sempre più apprezzato dalla comunità scientifica e l’artista inizia un dialogo serrato con matematici e cristallografi che si rivela una vasta fonte di ispirazione per la sua ricerca sulle strutture impossibili, le illusioni ottiche e la rappresentazione dell’infinito. Questa sezione analizza come Escher abbia cercato di forzare oltre ogni limite la rappresentazione di situazioni impossibili, all’apparenza coerenti, attraverso una selezione di alcune delle sue opere più famose: <em>Salire e Scendere, Belvedere, Cascata, Galleria di stampe</em>, o ancora <em>Relatività</em>. Questi capolavori riflettono un aspetto essenziale dell’arte del grafico olandese: il suo complesso rapporto con la matematica, la geometria e il tema della riproduzione grafica dell’infinito.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Settima sezione – <em>Lavori su commissione</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Come tutti gli artisti che vivono della propria opera, Escher, in qualità di grafico, riceve nel corso degli anni commissioni di vario genere. In questa sezione ritroviamo una carrellata di alcune di queste opere: ex libris (contrassegni da inserire in libri di collezioni o biblioteche private per attestarne la proprietà ed evitarne la perdita o lo scambio con copie identiche), biglietti d’auguri o ancora design per loghi, francobolli, articoli pubblicitari ecc. Per questi lavori, Escher fa un largo e sapiente uso delle tassellature, che non sono solo un suo tratto caratteristico, ma che si prestano per altro perfettamente all’uso: ideali per ottimizzare i tempi del processo creativo attraverso l’uso ripetuto di uno stesso elemento figurativo.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ottava sezione – <em>Eschermania</em></strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dagli anni ’50 in poi la popolarità di Escher cresce. Grazie anche alle sue connessioni con il mondo scientifico ed accademico, varie riviste cominciano a dedicargli articoli e recensioni. A partire dalla metà degli anni ‘60, inoltre, suo malgrado, una grossa visibilità gli sarà offerta, soprattutto negli Stati Uniti, dal movimento hippy che si approprierà delle sue opere, modificandole e riproducendole su poster e magliette, in chiave psichedelica. Questa ottava ed ultima sezione presenta una serie di opere d’arte ed oggettistica che dimostrano quanto Escher non sia stato solo un artista figlio del suo tempo, ma anche come, fino ai giorni nostri, tramite il suo lavoro avanguardistico e il suo linguaggio attuale, eserciti ancora una forte influenza sul processo creativo di molti artisti, musicisti, pubblicitari e fumettisti, per citare alcuni esempi. Certamente la sua passione per le tassellature nonché la creazione di modi impossibili e paradossali non hanno ancora cessato di essere fonte d‘ispirazione per ulteriori sviluppi e rielaborazioni, nei settori più diversi.</span></p>
<p><b>Date al pubblico<br />
</b>31 ottobre 2023 – 1° aprile 2024<b></p>
<p>Orario apertura<br />
</b>dal lunedì al giovedì 9.00 &#8211; 19.30<br />
venerdì, sabato e domenica 9.00 &#8211; 21.00<br />
(la biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<b></p>
<p>Biglietti<br />
Intero </b>€ 16,00 (audioguida inclusa)<b><br />
Ridotto</b> € 15,00 (audioguida inclusa)<b></p>
<p>Informazioni e prenotazioni<br />
</b>T. + 39 06 87 15 111<b></p>
<p>Sito<br />
</b><a href="http://www.mostraescher.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.mostraescher.it&amp;source=gmail&amp;ust=1698764957488000&amp;usg=AOvVaw0eY42LrP0CVxNnKhKMvx6X">www.mostraescher.it</a><br />
<a href="http://www.mostrepalazzobonaparte.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.mostrepalazzobonaparte.it&amp;source=gmail&amp;ust=1698764957488000&amp;usg=AOvVaw0GDdX5JK3X3MoOwNJvDXry">www.mostrepalazzobonaparte.it</a></p>
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		<title>Escher in mostra a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 08:11:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Escher]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/3BC85D43-C33C-42D0-AB65-56CBFF8259B4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/3BC85D43-C33C-42D0-AB65-56CBFF8259B4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/3BC85D43-C33C-42D0-AB65-56CBFF8259B4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/3BC85D43-C33C-42D0-AB65-56CBFF8259B4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>di Emiliana Casciani Dal 31 ottobre 2023 al 1° aprile 2024 a Palazzo Bonaparte a Roma, le opere dell’artista incisore olandese Maurits Cornelis Escher. Un racconto espositivo per 300 opere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/18/escher-in-mostra-a-roma/">Escher in mostra a Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Emiliana Casciani</strong></em></p>
<p><em><br />
Dal 31 ottobre 2023 al 1° aprile 2024 a Palazzo Bonaparte a Roma, le opere dell’artista incisore olandese Maurits Cornelis Escher. Un racconto espositivo per 300 opere iconiche anche inedite del fantastico mondo di Escher, in un connubio tra arte, matematica, scienza, fisica e design.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Palazzo Bonaparte</strong> a  <strong>Roma</strong> <strong>ospiterà dal 31 ottobre 2023 al 1°aprile 2024 le opere dell’incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher</strong>, nato il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, in Frisia (Paesi Bassi) ultimogenito dell’ingegnere idraulico George Arnold Escher e di Sara Gleichman. Morto a Hilversum (Paesi Bassi) il 27 marzo 1972.<br />
La mostra è curata da Federico Giudiceandrea e da Mark Veldhuysen, col patrocinio del Comune di Roma-Assessorato alla Cultura e dell’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la M. C. Escher Foundation e Maurits.</p>
<p>L’esposizione racconterà attraverso 300 opere tra cui numerosi lavori inediti, il mondo fantastico dell’artista, dove le incisioni e le litografie rappresentano uomini, animali e geometrie in un connubio tra arte, matematica, scienza, fisica e design.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-58172" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/escher-mostra-roma-2023-633x400-2.webp" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/escher-mostra-roma-2023-633x400-2.webp 633w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/escher-mostra-roma-2023-633x400-2-300x190.webp 300w" alt="" width="249" height="157" /><figcaption class="wp-element-caption">Mano con sfera riflettente (1935)</figcaption></figure>
</div>
<p>La mostra presenterà capolavori come <em>Mano con sfera riflettente</em>(1935), <em>Vincolo d’unione</em>(1956), <em>Metamorfosi II</em> (1939), <em>Giorno e notte</em> (1938), la serie degli <em>Emblemata</em> e 12 “notturni” romani composti nel 1934 durante le notti trascorse a disegnare.</p>
<p>Il periodo romano ebbe una forte influenza su tutta la produzione successiva dell’artista, costituita da paesaggi, vedute e architetture della Roma antica e barocca e di scorci rappresentati nella loro dimensione più intima.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-58173" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/08/m_c_escher_foto.jpg" alt="" width="180" height="231" /></figure>
</div>
<p>Escher visitò l’Italia per la prima volta nel 1921, dopo essere stato in Toscana, Umbria e Liguria, si trasferì a Roma nel 1923, dove visse per 12 anni dal 1923 al 1935, al civico 122 di via Poerio, nel quartiere di Monteverde vecchio. Proprio per celebrare i 100 anni dalla sua prima visita nella Capitale la mostra rende omaggio a uno degli artisti più amati dal pubblico, proprio perché le sue opere racchiudono una grande vastità di temi, legate al mondo matematico e geometrico. Infatti, lo stesso artista avrebbe più volte affermato di sentirsi più vicino ai matematici che al mondo dell’arte. Escher nelle sue opere utilizza diversi punti di vista e diversi piani prospettici lasciando incuriosito lo spettatore e portandolo in luoghi complessi ma ordinati.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F18%2Fescher-in-mostra-a-roma%2F&amp;linkname=Escher%20in%20mostra%20a%20Roma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F18%2Fescher-in-mostra-a-roma%2F&#038;title=Escher%20in%20mostra%20a%20Roma" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/18/escher-in-mostra-a-roma/" data-a2a-title="Escher in mostra a Roma"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/18/escher-in-mostra-a-roma/">Escher in mostra a Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 08:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Van Gogh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1159" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74.png 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-300x170.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1024x580.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-768x435.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1536x869.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1920x1087.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1170x663.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-585x331.png 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Dall’8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno e dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH. Un percorso espositivo ed emozionale che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dall’8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno e dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH.<br />
Un percorso espositivo ed emozionale che attraverso un prestito del tutto eccezionale di ben 50 opere, tutte provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo, ne racconta la vicenda umana e artistica.</span></em></p>
<div align="justify"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, dall’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">8 ottobre 2022 Palazzo Bonaparte </b>ospita<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">la grande e più attesa mostra dell’anno</b>dedicata al genio di Van Gogh.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Attraverso le sue opere più celebri &#8211; tra le quali il suo famosissimo <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Autoritratto</i> (1887) &#8211; sarà raccontata la storia dell’artista più conosciuto al mondo.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori, accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo van Gogh), inventando uno stile unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-60708" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7.jpeg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La mostra di Roma,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> attraverso ben </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">50 opere</b>provenienti dal prestigioso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Museo Kröller-Müller di Otterlo</b> &#8211; che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh &#8211; e tante testimonianze biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa come ineluttabile destino. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60707 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-300x280.jpeg" alt="" width="300" height="280" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-768x716.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-585x545.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Si rafforza anche il suo interesse per la fisionomia umana, determinante anche nella realizzazione di una numerosa serie di autoritratti, volontà di lasciare una traccia di sé e la convinzione di aver acquisito nell’esperienza tecnica una fecondità ben maggiore rispetto al passato.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">È di questo periodo l’<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Autoritratto</i> a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza, non sempre evidente nelle complesse corde dell’arte di Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l’uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l’immagine de <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il Seminatore</i> realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60705 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-300x238.jpeg" alt="" width="300" height="238" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-300x238.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-768x609.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-585x464.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">E così<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy</i>(1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> Burrone</i>(1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un Vecchio disperato (1890) diviene immagine di una disperazione fatale.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60706 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-300x232.jpeg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-300x232.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-768x595.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-585x453.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ministero della cultura</b>, della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Regione Lazio</b>, del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</b> e dell’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi</b>, la mostra è prodotta da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Arthemisia</b>, realizzata in collaborazione con il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Kröller-Müller Museum di Otterlo</b> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Maria Teresa Benedetti</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Francesca Villanti</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">main sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Acea</b>,<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Generali Valore Cultura</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">special partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ricola</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Atac</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Frecciarossa Treno Ufficiale</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">media partner</i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Urban Vision</b> ed è consigliata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Sky Arte</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Skira</b> con saggi a cura di Maria Teresa Benedetti, Marco Di Capua, Mariella Guzzoni e Francesca Villanti.</span></span></p>
<p><b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Sede<br />
</span></b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Palazzo Bonaparte<br />
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso)<br />
00186 &#8211; Roma</span><b></b></p>
<p>Date al pubblico<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">8 ottobre 2022 &#8211; 26 marzo 2023</span><b></b></p>
<p>Biglietti<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Intero € 18,00 (audioguida inclusa)<br />
Ridotto  € 16,00(audioguida inclusa)</span><b></b></p>
<p>Informazioni e prenotazioni<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">T. + 39 06 87 15 111</span><b></b></p>
<p>Sito<br />
<a href="http://www.mostrepalazzobonaparte.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.mostrepalazzobonaparte.it&amp;source=gmail&amp;ust=1665241680162000&amp;usg=AOvVaw0WlIlDyUM2Mxb77Ed3EVp3" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">www.mostrepalazzobonaparte.it</a><br />
<a href="http://www.arthemisia.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.arthemisia.it&amp;source=gmail&amp;ust=1665241680162000&amp;usg=AOvVaw1W28lCKyGtcMJQV8VV-gWc" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">www.arthemisia.it</a><b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><br />
</span></b></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F09%2Froma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum%2F&amp;linkname=Roma.%20%20A%20palazzo%20Bonaparte%20la%20prestigiosa%20mostra%20dedicata%20a%20VAN%20GOGH.%20I%20%20Capolavori%20dal%20Kr%C3%B6ller-M%C3%BCller%20Museum" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F10%2F09%2Froma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum%2F&#038;title=Roma.%20%20A%20palazzo%20Bonaparte%20la%20prestigiosa%20mostra%20dedicata%20a%20VAN%20GOGH.%20I%20%20Capolavori%20dal%20Kr%C3%B6ller-M%C3%BCller%20Museum" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/" data-a2a-title="Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/">Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma. A Palazzo  Bonaparte  in mostra  i capolavori  di Van Gogh</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/31/roma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2022 03:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Van Gogh]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="208" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/C6DD44AD-AC74-4C21-8D9E-026654A81096.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Il prossimo 8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno, dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH. Un percorso espositivo ed emozionale che attraverso&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="208" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/C6DD44AD-AC74-4C21-8D9E-026654A81096.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><h6><em>Il prossimo 8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno, dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH.</em> <em><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;">Un percorso espositivo ed emozionale che attraverso un prestito del tutto eccezionale di ben 50 opere,t</span></em><em style="font-family: 'PT Serif', serif;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;">utte provenienti dal Museo Kröller Müller di Otterlo, ne racconta la vicenda umana e artistica.la mostra è prodotta da <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Arthemisia</span>, realizzata in collaborazione con il <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Kröller Müller Museum</span> di Otterlo ed è curata da <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Teresa Benedetti</span> con <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesca Villanti</span>.<br />
</span></em><b style="font-family: 'PT Serif', serif;">Palazzo Bonaparte, 8 ottobre2022-26 marzo 2023 </b><em style="font-family: 'PT Serif', serif;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><br />
</span></em></h6>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, dall’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">8 ottobre 2022</b> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Palazzo Bonaparte</b> ospita <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la grande e più attesa mostra dell’anno </b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dedicata</span> al genio di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Van Gogh</b>.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Attraverso le sue opere più celebri &#8211; tra le quali il suo famosissimo <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Autoritratto</i> (1887) &#8211; sarà raccontata la storia dell’artista più conosciuto al mondo.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent Van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori, accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo Van Gogh), inventando uno stile unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra di Roma, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">attraverso ben 50 opere </b>provenienti dal prestigioso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Museo Kröller Müller di Otterlo</b> &#8211; che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh &#8211; e tante testimonianze biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa come ineluttabile destino.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Si rafforza anche il suo interesse per la fisionomia umana, determinante anche nella realizzazione di una numerosa serie di autoritratti, volontà di lasciare una traccia di sé e la convinzione di aver acquisito nell’esperienza tecnica una fecondità ben maggiore rispetto al passato.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
È di questo periodo l’<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Autoritratto</i> a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza, non sempre evidente nelle complesse corde dell’arte di Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l’uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l’immagine de <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Seminatore</i> realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
E così <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy</i>(1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un<b> </b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Burrone</i>(1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vecchio disperato</i>(1890) diviene immagine di una disperazione fatale.</span></p>
<p>Con il patrocinio della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Regione Lazio</b>, del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</b> e dell’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi</b>, la mostra è prodotta da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Arthemisia</b>, realizzata in collaborazione con il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Kröller Müller Museum</b> di Otterlo ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Maria Teresa Benedetti</b> con <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesca Villanti</b>. <span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">main sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Acea</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Generali Valore Cultura</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">special partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricola</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Atac</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">media partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Urban Vision </b>ed è consigliata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sky Arte</b>.</span></p>
<div align="justify"><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Skira</b>.</span><br />
</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F07%2F31%2Froma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022%2F&amp;linkname=Roma.%20A%20Palazzo%20%20Bonaparte%20%20in%20mostra%20%20i%20capolavori%20%20di%20Van%20Gogh" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F07%2F31%2Froma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022%2F&#038;title=Roma.%20A%20Palazzo%20%20Bonaparte%20%20in%20mostra%20%20i%20capolavori%20%20di%20Van%20Gogh" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/31/roma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022/" data-a2a-title="Roma. A Palazzo  Bonaparte  in mostra  i capolavori  di Van Gogh"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/31/roma-a-palazzo-bonaparte-in-mostra-i-capolavori-di-van-gogh-8-ottobre-2022/">Roma. A Palazzo  Bonaparte  in mostra  i capolavori  di Van Gogh</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma.A Palazzo Bonaparte la grande retrospettiva del Maestro Han Yuchen con la mostra &#8220;Tibet, splendore e purezza&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/14/roma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 11:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tibet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="585" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/CD7B9036-151B-46E2-BD44-C0EDDFA68A12.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/CD7B9036-151B-46E2-BD44-C0EDDFA68A12.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/CD7B9036-151B-46E2-BD44-C0EDDFA68A12-300x212.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/CD7B9036-151B-46E2-BD44-C0EDDFA68A12-768x543.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/CD7B9036-151B-46E2-BD44-C0EDDFA68A12-585x413.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Dal 14 luglio, e per la prima volta nella Capitale, Palazzo Bonaparte ospita un’ampia retrospettiva dedicata al grande Maestro della pittura a olio della Cina contemporanea Han Yuchen. Il Tibet,&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-56717" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/B5AC73E9-287F-4D27-989E-C8B142BF3CE0-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" />Dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">14 luglio</b>, e per la prima volta nella Capitale, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Palazzo Bonaparte</b> ospita un’ampia retrospettiva dedicata al grande Maestro della pittura a olio della Cina contemporanea <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Han Yuchen</b>.</span></span></p>
<p>Il Tibet, la sua gente, i suoi paesaggi, la sua anima.<br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Un’immersione nella bellezza naturale e spirituale del Tibet, il “Tetto del mondo”, ma anche una galleria di ritratti di chi quell’immenso altopiano lo vive.</span></span></p>
<p>La mostra <b><i>HAN YUCHEN. </i></b><b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Tibet, splendore e purezza </i></b>testimonia – attraverso un <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">percorso di circa 40 opere</b>, molte delle quali di grandi dimensioni, divise in <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">tre sezioni</b> (<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Paesaggi</i>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ritratti</i>e <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Spiritualità</i>) &#8211; il profondo legame morale e spirituale che unisce la famosa regione autonoma della Cina all’insigne pittore cinese Han Yuchen.</p>
<p>Come spiega <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nicolina Bianchi</b>, curatrice della mostra: “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nel Tibet di Han Yuchen il paesaggio e l’uomo diventano protagonisti di una stessa storia misteriosa, quasi impenetrabile, dove genuina fierezza e quotidianità convivono e si incontrano nella purezza di luce dei luoghi e dell’energia vitale dei personaggi che li animano. Pastori, guardiani, nomadi, monaci che con saggezza condividono il tempo e lo spartiscono nel loro vivere semplice e autentico</i>”.</p>
<p>Così <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Gabriele Simongini</b>, cocuratore della mostra: “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Han Yuchen sente con grande disagio che l’impressionante progresso tecnologico del nostro tempo e la smania di una continua crescita economica corrispondono per contrasto a un crescente impoverimento morale e a un degrado dell’universo personale e dei rapporti umani. Per lui il Tibet è una sorta di “patria” dell’anima, perduta e originaria, da ritrovare. Il suo è un realismo etico che intende offrire un modello ideale e forse utopistico per una vita più semplice e spirituale</i>”.</p>
<p>Un artista molto legato ai valori tradizionali e alla qualità della pittura ma anche caratterizzato da una fortissima passione per l’arte europea dell’Ottocento, tanto da aver creato nel 2007 il Museo d’Arte Han Yuchen nella città di Handan, con opere di Millet, Corot e Goya, solo per citare tre nomi eccelsi.<br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ricollegandosi soprattutto all’esempio di Millet, il Maestro cinese ha fatto di una pittura limpida e poetica il suo segno di riconoscimento, una cifra stilistica diretta e semplice come la vita dei tibetani che ha scelto di immortalare, rievocando per certi aspetti un realismo di matrice ottocentesca, ricco di valori etici e ideali, che si fonde con le capacità tecniche sviluppate in Cina nell’ambito della pittura ad olio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-56715 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/55CF50B7-8B05-45DA-8003-29C23B931800.jpeg" alt="" width="173" height="283" /></span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><br />
Una volta individuati i soggetti più coinvolgenti, Han Yuchen li traduce &#8211; attraverso un’indubbia sapienza pittorica e una spiccata capacità di elaborare ampie sintesi paesaggistiche o meticolosi dettagli – in ritratti e opere dove le vesti, gli ornamenti e gli oggetti della vita quotidiana o delle cerimonie ci restituiscono un’immagine emozionante del lontano Tibet.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</b>, l’esposizione<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> HAN YUCHEN. Tibet, splendore e purezza </i></b>è prodotta e organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Arthemisia </b>in collaborazione con <b>Segni d’arte</b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">,</i> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nicolina Bianchi</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Gabriele Simongini</b>, con catalogo <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Skira</b>.</span><br />
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<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La mostra vuole rendere omaggio <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">al rafforzato dialogo socio-culturale Italia-Cina</b>, ma anche far risaltare alcuni dei profondi e più recenti cambiamenti della società tibetana acutamente rappresentati dalla pittura a olio del Maestro di Jilin.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F07%2F14%2Froma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza%2F&amp;linkname=Roma.A%20Palazzo%20Bonaparte%20la%20grande%20retrospettiva%20del%20Maestro%20Han%20Yuchen%20con%20la%20mostra%20%E2%80%9CTibet%2C%20splendore%20e%20purezza%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F07%2F14%2Froma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza%2F&#038;title=Roma.A%20Palazzo%20Bonaparte%20la%20grande%20retrospettiva%20del%20Maestro%20Han%20Yuchen%20con%20la%20mostra%20%E2%80%9CTibet%2C%20splendore%20e%20purezza%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/14/roma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza/" data-a2a-title="Roma.A Palazzo Bonaparte la grande retrospettiva del Maestro Han Yuchen con la mostra “Tibet, splendore e purezza”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/14/roma-palazzo-bonaparte-ospita-la-grande-retrospettiva-del-maestro-han-yuchen-con-la-mostra-tibet-splendore-e-purezza/">Roma.A Palazzo Bonaparte la grande retrospettiva del Maestro Han Yuchen con la mostra &#8220;Tibet, splendore e purezza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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