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	<title>Pirrera Sant’Antonio Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Pirrera Sant’Antonio, la cattedrale di pietra della Sicilia Orientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 10:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>È difficile stabilire quale immagine sia la più corretta per definirla. Perché la Pirrera possiede quella qualità rara dei luoghi autenticamente straordinari: sfugge alle definizioni Ci sono luoghi che si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/10/pirrera-santantonio-la-cattedrale-di-pietra-della-sicilia-orientale/">Pirrera Sant’Antonio, la cattedrale di pietra della Sicilia Orientale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/WhatsApp-Image-2026-07-10-at-10.00.16-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p><strong><em>È difficile stabilire quale immagine sia la più corretta per definirla. Perché la Pirrera possiede quella qualità rara dei luoghi autenticamente straordinari: sfugge alle definizioni</em></strong></p>
<p>Ci sono luoghi che si visitano perché sono famosi. E poi ci sono luoghi che, una volta scoperti, ci si chiede come sia possibile che non lo siano. La Pirrera Sant&#8217;Antonio &#8211; Cava del Barocco appartiene a questa seconda categoria.</p>
<p>Chi arriva qui per la prima volta commette quasi sempre lo stesso errore: immagina una cava. Una grande cava, certo. Magari interessante dal punto di vista storico. Ma pur sempre una cava. Poi entra. E capisce di aver sottovalutato tutto.</p>
<p>Perché la Pirrera di Melilli, a pochi chilometri da Siracusa, non è semplicemente un sito estrattivo. È un&#8217;opera monumentale. Una delle più sorprendenti testimonianze del rapporto tra uomo e pietra che si possano incontrare in Sicilia.</p>
<p>La prima reazione è istintiva. Si alza la testa. Si osserva. Si cerca un termine adeguato. E spesso non lo si trova. Le pareti salgono verso l&#8217;alto come le navate di una basilica sotterranea. I pilastri giganteschi sembrano colonne ciclopiche lasciate lì da una civiltà scomparsa. La luce penetra dall&#8217;esterno e modella lo spazio con effetti chiaroscurali che ricordano certe intuizioni della pittura barocca.</p>
<p>A quel punto diventa inevitabile una riflessione. Noi siamo abituati a celebrare il risultato finale. Ammiriamo le chiese di Noto, le facciate di Siracusa, i palazzi nobiliari del Val di Noto. Ci fermiamo davanti ai balconi scolpiti, alle decorazioni, alle architetture che hanno reso celebre il Barocco siciliano nel mondo. Ma raramente ci chiediamo da dove provenga tutta quella pietra. Quale sia stato il luogo originario. Quale sia stato il grembo che ha generato quella bellezza.</p>
<p>La risposta è qui. Nelle viscere della terra. Tra queste pareti. Tra questi pilastri. Tra questi vuoti monumentali.</p>
<p>Per secoli generazioni di cavatori hanno lavorato in questo ambiente estraendo il materiale destinato a costruire una parte significativa dell&#8217;identità architettonica della Sicilia sud-orientale. È una storia di fatica, di competenza, di ingegno, di lavoro umano. Ed è proprio questo che rende la Pirrera qualcosa di più di una semplice attrazione turistica. La rende un documento. Un archivio di pietra. Un luogo che racconta non solo ciò che siamo stati capaci di costruire, ma anche il prezzo umano necessario per costruirlo.</p>
<p>Spesso si parla di patrimonio culturale pensando esclusivamente ai monumenti. È un errore. Il patrimonio culturale comprende anche i luoghi che hanno reso possibile quei monumenti. E sotto questo aspetto la Pirrera assume un valore straordinario.</p>
<p>Qui non osserviamo soltanto la pietra. Osserviamo il processo che ha generato la storia. È una differenza enorme. È come visitare l&#8217;atelier di uno scultore dopo aver ammirato le sue opere. Come entrare dietro le quinte di un grande teatro. Come sfogliare il manoscritto originale di un libro che abbiamo sempre letto soltanto nella versione stampata.</p>
<p>La Pirrera è il dietro le quinte del Barocco. Ed è un dietro le quinte sorprendentemente spettacolare. Perché possiede una forza scenografica rara. Non a caso il cinema e la televisione l&#8217;hanno scelta più volte come ambientazione. Ma anche senza telecamere, senza allestimenti e senza effetti speciali, questo luogo conserva una teatralità naturale impressionante.</p>
<p>Ogni angolo produce prospettive nuove. Ogni fascio di luce crea un quadro diverso. Ogni pilastro modifica la percezione dello spazio. Si cammina e si ha continuamente la sensazione che dietro la curva successiva possa comparire qualcosa di inatteso.</p>
<p>Forse è proprio questa la sua qualità più preziosa: la capacità di suscitare meraviglia. Una meraviglia autentica. Non costruita. Non artificiale. Non affidata a tecnologie o installazioni. La meraviglia elementare che nasce dall&#8217;incontro tra l&#8217;uomo e qualcosa di immensamente più grande di lui.</p>
<p>In un&#8217;epoca in cui siamo sommersi da immagini, video e simulazioni digitali, luoghi come questo ricordano una verità semplice: la realtà, quando è straordinaria, non ha bisogno di effetti speciali. Ha bisogno soltanto di essere scoperta.</p>
<p>E la Pirrera Sant&#8217;Antonio è una di quelle rare scoperte che restituiscono al visitatore una sensazione sempre più difficile da provare: lo stupore. Quello vero. Quello che costringe a fermarsi. A guardare. E ad ammettere che, a volte, la Sicilia riesce ancora a sorprendere persino i siciliani.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le Baccanti alla Pirrera, dove il teatro rompe la distanza e diventa esperienza reale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 20:37:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pirrera Sant’Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro esperenziale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/240d9053-c86a-4834-bc64-8859590cddf8-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>A Melilli il dramma antico esce dalla scena e coinvolge lo spettatore in un percorso immersivo tra mito e pietra C’è un’idea di teatro che negli anni si è fatta&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">A Melilli il dramma antico esce dalla scena e coinvolge lo spettatore in un percorso immersivo tra mito e pietra</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">C’è un’idea di teatro che negli anni si è fatta abitudine: sedersi, guardare, applaudire. Tutto ordinato, tutto distante. Alla</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Pirrera Sant’Antonio – Cava del Barocco</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">questa abitudine viene messa da parte il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">26 aprile con Le Baccanti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che non si limitano a essere rappresentate ma vengono vissute.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Qui non esiste un palco nel senso tradizionale, né una platea da cui osservare. Lo spazio è aperto, attraversabile, e l’azione si sviluppa dentro quel movimento. Gli attori </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">non si limitano a interpretare</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ma instaurano una relazione diretta con chi è presente. Non c’è imposizione, non c’è coinvolgimento forzato, ma una </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">progressiva immersione</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che rende lo spettatore parte della scena senza trasformarlo in attore nel senso classico.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">È questo il tratto distintivo del teatro esperienziale interattivo: mantenere la libertà dello spettatore e allo stesso tempo coinvolgerlo emotivamente e fisicamente all’interno della narrazione. Si resta se stessi, ma non si resta esterni. E quando questo accade, la tragedia smette di essere racconto e torna a essere esperienza.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Le Baccanti, in questo contesto, riacquistano una forza primaria. Dioniso non è più un personaggio distante, ma una presenza che si muove tra le persone. Le menadi non sono figure simboliche, ma tensione concreta, energia che attraversa lo spazio. Il mito non viene spiegato, ma condiviso.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Alla base di questo lavoro c’è il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">progetto Skené – Vivere il Dramma Antico,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ideato e promosso da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Dario Aquilina</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, psicoterapeuta e teatroterapeuta, che ha costruito un percorso capace di riportare il teatro alla sua dimensione originaria. Trasformare lo spettatore della tragedia o della commedia in attore, fargli vivere la magnetica potenza di un Edipo e delle sue figlie, di Elettra e della sua vicenda, o delle donne che attraverso la Lisistrata raccontano una Atene inconsapevole delle proprie fragilità. Un approccio che non punta alla spiegazione, ma all’esperienza diretta.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">A portare in scena questo lavoro è il Teatro dell’Anima di Siracusa, composto da interpreti con una formazione solida e articolata. La regia è di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Claudia Di Pasquale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, attrice e teatro arte-terapista diplomata alla Scuola di Teatro Arte Terapia di Napoli, oltre che Glottodrama Qualified Teacher, che da anni lavora sulla formazione dell’attore e sull’intelligenza emotiva, affiancando all’attività artistica percorsi di counseling individuale e di gruppo in cui relazione, consapevolezza ed empowerment diventano strumenti concreti di crescita.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Con lei </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Marianna Di Martino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, attrice con un percorso che intreccia teatro e cinema, formatasi tra stage con Lee Strasberg, Sergio Rubini e Vincent Riotta, e masterclass con Ivana Chubbuck. Ha lavorato tra Italia e produzioni internazionali, collaborando tra gli altri con Guy Ritchie in Operazione U.N.C.L.E. e con Ficarra e Picone in Incastrati, attraversando generi e linguaggi con una presenza scenica solida e riconoscibile.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nel gruppo anche </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sebastiano Sardo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, attore formato tra la Civica “Paolo Grassi” di Milano, la Civica “Nico Pepe” di Udine e la Fondazione Teatro Stabile Due di Parma. Il suo percorso si è nutrito dell’incontro con alcune delle figure più rilevanti del teatro contemporaneo, da Carolyn Carlson ad Armando Punzo, da Dario Manfredini a César Ronconi, costruendo una ricerca attoriale rigorosa e profondamente fisica.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">In tutto questo, la Pirrera non è semplice ambientazione ma elemento attivo. La pietra amplifica i suoni, trattiene le parole, restituisce i silenzi. Lo spazio non accoglie lo spettacolo, lo modifica. Ogni movimento assume un peso diverso, ogni voce si espande, ogni presenza diventa più intensa.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Le Baccanti non durano a lungo, ma lasciano una traccia precisa: la sensazione di aver attraversato qualcosa, non semplicemente osservato. Ed è questa la differenza che segna l’esperienza.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il progetto proseguirà nelle settimane successive</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ad intervalli, </span></span><a name="_GoBack"></a><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con altri appuntamenti dedicati ai grandi classici, sempre in chiave immersiva: Antigone il 17 maggio, Elettra il 31 maggio, Edipo il 14 giugno e Alcesti il 28 giugno.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Cinque titoli, un’unica direzione: riportare il teatro a essere un’esperienza viva, condivisa, capace di coinvolgere senza imporre e di restare anche dopo la fine della scena.</span></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-120186" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-300x157.jpeg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-300x157.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-1024x535.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-768x401.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-1536x803.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-1170x611.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873-585x306.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/9e5572cf-6da0-4af1-95bb-008b54e21873.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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